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Ferrari e Vettel non prolungano il contratto oltre il 2020

ROMA (ITALPRESS) – La Scuderia Ferrari Mission Winnow e Sebastian Vettel hanno comunicato la decisione di non prolungare il rapporto di collaborazione tecnico-sportiva oltre la sua naturale scadenza, prevista al termine della stagione sportiva 2020. “Abbiamo preso questa decisione insieme a Sebastian e riteniamo che sia la miglior soluzione per entrambe le parti – ha spiegato Mattia Binotto, managing director Gestione Sportiva e Team Principal Ferrari – Non e’ stato un passo facile da compiere, considerato il valore di Sebastian, come pilota e come persona. Non c’e’ stato un motivo specifico che ha determinato questa decisione bensi’ la comune e amichevole constatazione che e’ arrivato il momento di proseguire il nostro cammino su strade diverse per inseguire i nostri rispettivi obiettivi”. “Il mio rapporto con la Scuderia Ferrari terminera’ alla fine del 2020 – ha sottolineato Vettel, 32 anni, pilota tedesco per 4 volte consecutive campione del mondo di Formula 1 con la scuderia Red Bull Racing – In questo sport per riuscire ad ottenere il massimo bisogna essere in perfetta sintonia ed io e la squadra abbiamo realizzato che non esiste piu’ una volonta’ comune di proseguire insieme oltre la fine di questo campionato. In questa comune decisione non entrano in alcun modo in gioco aspetti economici: non e’ il mio modo di ragionare quando si fanno certe scelte e non lo sara’ mai. Quello che e’ accaduto in questi ultimi mesi ha portato tanti di noi a fare delle riflessioni su quelle che sono davvero le priorita’ della vita: c’e’ bisogno di immaginazione e di avere un nuovo approccio a una situazione che e’ mutata. Io stesso mi prendero’ il tempo necessario per riflettere su cosa sia realmente essenziale per il mio futuro”.
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Sequestrati 78 kg di marijuana, due arresti a Vicenza

VICENZA (ITALPRESS) – Operazione antidroga della guardia di finanza di Vicenza. Arrestati due cittadini serbi, entrambi inecensurati, trovati in possesso di circa 78 kg di marijuana. I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, impegnati in controlli a Montecchio Maggiore (Vicenza), hanno notato dei movimenti sospetti in un garage, con operazioni di scarico e carico di vari scatoloni di cartone da auto e furgoni che, anche alla luce delle vigenti misure restrittive degli spostamenti per contenere l’emergenza epidemiologica da Covid-19, sono apparse anomale. I militari sono intervenuti e hanno sequestrato 25 scatoloni contenenti 99 involucri di plastica, per un peso complessivo di quasi 53 kg di marijuana.
Gli accertamenti condotti sul posto anche con l’ausilio dei cani antidroga Zack e Rey hanno permesso, inoltre, di individuare un altro garage a Creazzo utilizzato dai due stranieri, dove, con l’ausilio dei vigili del fuoco, i finanzieri sono riusciti ad accedere: recuperati e sequestrati altri 9 scatoloni contenenti 44 involucri di plastica, per un peso complessivo di circa 25 kg di marijuana.
I due serbi sono stati dunque arrestati in flagranza per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e condotti al carcere di Vicenza.
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Truffe e furti ad anziani sacerdoti a Vercelli, 5 arresti e 5 denunce

VERCELLI (ITALPRESS) – Furti e truffe ai danni di anziani sacerdoti. La polizia di Vercelli arresta 5 persone e ne denuncia altre 5. E’ l’esito dell’operazione “Angeli e demoni”, coordinata dalla Mobile su ordine della Procura della Repubblica, che ha come obiettivo un gruppo di ladri e truffatori responsabili di numerosi furti e truffe nei confronti di anziani sacerdoti. L’indagine, condotta attraverso pedinamenti, intercettazioni telefoniche e accertamenti telematici, ha consentito di sgominare una banda di pericolosi criminali, formata da oltre dieci persone, e di scoprire numerosi reati contro il patrimonio che hanno fruttato oltre 100.000 euro.
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Gualtieri “Stabilizzazione per 16.000 docenti”

ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo sciolto tutti i nodi politici e di assetto di questo decreto cosi’ imponente”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, al Tg5 parlando del dl rilancio. “Stiamo lavorando in queste ore per mettere la scuola nelle condizioni di ripartire – aggiunge – Ci saranno 16.000 stabilizzazioni aggiuntive di insegnanti, in modo da avere complessivamente 32mila nuovi insegnanti a settembre per aiutare i nostri ragazzi”.
Il ministro aggiunge che “le risorse per il ristoro a fondo perduto saranno erogate dall’Agenzia delle Entrate, contiamo che possano arrivare gia’ ai primi di giugno”. Nel decreto Rilancio “ci sara’ l’eliminazione del saldo-acconto Irap per tutte le imprese fino a 250 milioni di fatturato”.
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Dal Governo arriva l’ok alle Regioni per le riaperture differenziate

ROMA (ITALPRESS) – Da Palazzo Chigi e’ arrivato l’ok alle Regioni per le riaperture differenziate delle attivita’ commerciali, sempre garantendo le regole per la sicurezza. I governatori sono stati in pressing per giorni sul presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, per anticipare l’apertura di alcune attivita’ – negozi, parrucchieri, estetisti, ristoranti – prevista, come annunciato dallo stesso premier, dal primo giugno. Le attivita’ potranno riprendere rispettando un protocollo Inail, in attesa di definizione. “Si riparte: il 18 maggio anche le attivita’ finora sospese potranno riprendere il loro corso sulla base di una puntuale programmazione regionale”, ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, al termine del confronto con il premier, e i ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza.
Soddisfatto il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti: “Conte ha accolto la richiesta di autonomia delle Regioni nella gestione della fase 2. Dal 18 maggio potremo aprire le attivita’ in base alle esigenze territoriali, le proposte del Governo verranno integrate con quelle degli enti locali. E faremo monitoraggio, andiamo avanti con buon senso”. Il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga ha annunciato che “lunedi’ la nostra regione potra’ riaprire tutte le attivita’ economiche ancora chiuse, domani la Regione trasmettera’ all’esecutivo nazionale l’elenco di tutte le realta’ interessate”.
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Federfarma “Le mascherine non arrivano alle farmacie”

ROMA (ITALPRESS) – Quello delle mascherine introvabili nelle farmacie continua a essere un serio problema nella fase due dell’emergenza coronavirus. Federfarma denuncia ancora lentezze nella distribuzione dei prodotti, e lancia anche l’allarme su guanti e alcool.
“Tra sabato e questa mattina sono arrivate 3 milioni di mascherine, che erano in giacenza presso gli aeroporti di Malpensa e di Roma, attraverso la distribuzione intermedia. Un quantitativo, arrivato nelle farmacie romane e, nella mattinata di oggi, anche a Milano e Torino, sicuramente insufficiente a soddisfare la richiesta dei nostri pazienti”, spiega all’Italpress il segretario nazionale di Federfarma, Roberto Tobia.
“Non abbiamo notizie – continua – dei 12 milioni che erano stati promessi dalla Protezione civile in distribuzione nel corso di questa settimana, ne’ tantomeno di quando sara’ avviata la produzione e quindi la distribuzione dei 15 milioni che, a regime, ci auguriamo saranno distribuiti alle farmacie appena partira’ la produzione nazionale. Siamo molto preoccupati perche’ lo strumento e’ fondamentale affinche’ il Paese non torni al lockdown. Il rischio e’ che uno strumento cosi’ importante possa mancare – aggiunge Tobia -. La preoccupazione e’ tanta e nessuno puo’ dire che le farmacie italiane abbiano nascosto le mascherine. Teniamo a ribadire il nostro ruolo professionale e la disponibilita’ delle farmacie a essere utili alla popolazione italiana: dateci le mascherine e le distribuiamo”.
“Abbiamo accolto con entusiasmo – prosegue il segretario nazionale di Federfarma – la dichiarazione del presidente Conte che vorrebbe distribuirle gratuitamente per soggetti fragili, deboli, immunodepressi, malati cronici, ma ancora oggi non abbiamo contezza di questo. Aspettiamo notizie che arriveranno dal Governo ma soprattutto aspettiamo le mascherine”.
Sulla disponibilita’ di guanti e alcol, il segretario di Federfarma chiarisce: “Il prezzo dei guanti si e’ decuplicato, l’alcol denaturato con grandissima difficolta’ e’ disponibile presso i nostri distributori. Questo e’ un altro problema che bisogna affrontare subito. Bisogna trovare una soluzione che purtroppo non puo’ venire da parte nostra: deve arrivare da chi produce, da chi importa e da chi deve dare risposte al Paese”.
C’e’ anche un problema Sud: “Non e’ arrivato nulla, ne’ mascherine, ne’ guanti, ne’ alcol. Continuiamo a vagare alla ricerca della soluzione”, spiega Tobia, che e’ anche presidente di Federfarma Palermo. “La richiesta e’ talmente alta dal punto di vista della produzione che probabilmente mancano le materie prime – aggiunge -. E’ veramente un momento difficile. Noi raccogliamo l’esigenza della gente, siamo l’ultimo anello della catena e raccogliamo anche molto spesso improperi che non andrebbero rivolti nei confronti di una classe di professionisti che e’ al servizio della gente, che ha perduto 16 farmacisti, centinaia di colleghi contagiati, e’ stata sempre aperta e ha dato disponibilita’ ad allungare gli orari. Valorizziamo il ruolo del farmacista – conclude Tobia -, non e’ vero che le farmacie hanno i magazzini pieni di mascherine e non le vogliono distribuire”.
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Speranza e Spadafora “Adeguare protocollo e ok allenamenti dal 18”

ROMA (ITALPRESS) – “Il parere richiesto dal Governo sul protocollo presentato dalla Figc e’ stato espresso oggi dal Comitato Tecnico Scientifico e conferma la linea della prudenza sinora seguita dai ministeri competenti. Le indicazioni del Comitato, che sono da considerarsi stringenti e vincolanti, saranno trasmesse alla Federazione per i doverosi adeguamenti del Protocollo in modo da consentire la ripresa in sicurezza degli allenamenti di squadra a partire dal 18 maggio”. Lo hanno dichiarato attraverso una dichiarazione congiunta i ministri della Salute e dello Sport, rispettivamente Roberto Speranza e Vincenzo Spadafora, a proposito della ripresa degli allenamenti collettivi a partire dal 18 maggio.
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CALCIO SPORT TELEVISIVO, DUNQUE SI GIOCHI

Il calcio e’ un affare di Stato, come ho sempre sostenuto. Mi sono informato (google, mica la CIA) e ho scoperto che i leader europei tifano tutti per una squadra, alcuni – come Giuseppe Conte – anche per la Roma, tipo Macron e Timmermans. Probabilmente una ruffianata. Mentre Edi Rama, premier albanese, si dichiara ultra’ juventino e due anni fa s’e’ fatto addirittura un selfie con Ronaldo allo Stadium.
Boris Johnson, lo strabiondo d’Inghilterra, non si compromette e cerca di cavarsela – nel Paese piu’ calcistico del mondo – dichiarando di essere tifoso delle squadre di Londra. E uno si chiede: Arsenal, Tottenham o Chelsea? No, tutte, e lui ch’e’ stato sindaco di Londra le conosce come io conosco le porte di Bologna; dopo le tre grandi, altre nove: West Ham, Fulham, Crystal Palace, Charlton Atletic, Millwall, Queen Park Rangers, Brentford, AFC Wimbledon, Layton Orient (gia’ di proprieta’ dell’italiano Francesco Becchetti, quello che lancio’ una tivu’ in Albania – Agon Channel – e porto’ a giocare a Londra Mauro Milanese e Fabio Liverani).
Per non compromettersi ulteriormente, Boris ha appena detto quello che io sostengo da anni e ho fortemente ribadito in questi giorni: il calcio e’ uno sport televisivo, dunque si giochi. A porte chiuse, ovviamente. Cosi’ e’ praticamente certo che la Premier partira’, assumendosi la responsabilita’ della sua scelta, concordando con gli scienziati il protocollo adeguato, con i calciatori e i tecnici le misure protettive necessarie. Sembrerebbe – ma non e’ – un affare di Stato. “BoJo” – come lo chiamano – ha altri pensieri, si tiene ben altre responsabilita’. Prima il popolo. Dicono che sembra Trump ma ha una diversa e superiore cultura politica. Ed e’ anche – per paradosso – personalmente fortunato, se si puo’ dire: faceva lo sbruffone, con il Coronavirus, poi se l’e’ beccato, ha rischiato di morire (“I medici erano gia’ pronti per la conferenza stampa” – ha detto appena salvo) e ha cambiato idea. Mica come molti nostri politici e scienziati che hanno cambiato idea due tre volte cosi’ per fare.
Grazie, “BoJo”, della tua fiducia che spero verra’ imitata dai nostri tremebondi; e’ vero che ogni giorno c’e’ qualche calciatore positivo (e asintomatico): ma e’ verissimo che l’unica tragedia vera e’ quella di Andrea Rinaldi, il ventenne del Legnano ucciso da un aneurisma dopo un allenamento in casa, no virus. E’ vero che per molti e’ stupido rischiare la vita “per un gioco” ma chi lo dice e’ un pressappochista che sottovaluta o ignora il ruolo dei professionisti del pallone che vogliono tornare a lavorare, proprio come gli impiegati, gli operai, i bagnini, i pizzaioli. I medici e gli infermieri. Come vorrebbero, ma non possono, tutti quei calciatori delle serie inferiori, della Lega Pro che amo, ricca di squadre della mia terra le cui gesta ho cantato dalla C alla A, comprese quelle che militano nella D mio primo banco di prova. Sara’ un campionato televisivo, lo stesso che la maggioranza degli italiani conosce da anni con la paytv. Vedremo la Bundesliga, la Premier, la Liga (tutti i giorni per cinque settimane). Adelante, Italia, con judicio.