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Clownterapia, la commissione sanità toscana licenzia la proposta di legge

Non solo gli enti costituiti in forma di organizzazioni di volontariato ma anche altri enti del Terzo settore che si avvalgono di prestazioni di carattere volontario da parte degli aderenti o degli associati, anche se costituiti in altra forma o in possesso di altra qualifica, potranno accedere ai contributi della Regione finalizzati a interventi di sostegno delle attività per portare sollievo ai piccoli pazienti delle strutture sanitarie della Toscana. Lo prevede la proposta di legge licenziata all’unanimità dalla Commissione Sanità, presieduta da Stefano Scaramelli (Iv), con la quale si modifica la normativa in materia approvata nel febbraio scorso.
La proposta di legge di modifica, firmatari Lucia De Robertis (Pd) e Stefano Scaramelli, è stata predisposta, sulla base del principio della leale collaborazione, per evitare l’impugnativa da parte del Governo.
Nell’ambito del procedimento di controllo sulla norma regionale, infatti, era stato sollevato il rilievo secondo il quale, indicando le sole associazioni di volontariato quali destinatarie dei contributi previsti dal bando regionale, si configurava, nella sostanza, una violazione degli articoli 3 e 188 dell’ultimo comma della Costituzione.
Come ha ricordato il presidente della Commissione, Scaramelli: “La legge, che fin dalla sua ideazione è stata ampiamente condivisa, ha lo scopo, attraverso la clown terapia e altre attività, di dare un sollievo e un supporto psicologico e emotivo ai pazienti pediatrici”. Nello specifico la norma parla di attività svolte da clown e mediante giochi terapeutici, e ogni altro intervento organizzato per ‘distrarre’ i piccoli pazienti attraverso il gioco, il teatro e la musica. Per l’anno 2020 la legge prevede, attraverso un bando, l’erogazione di contributi per un massimo di 100mila euro.
Per quanto riguarda invece l’emergenza sanitaria da Covid-19, nel corso dei lavori la commissione ha stabilito di affrontare, in occasione della prossima seduta, la discussione e il voto di approvazione sul testo condiviso della proposta di risoluzione unitaria che assumerà, sia nella parte narrativa che nell’impegnativa, le diverse richieste avanzate alla Giunta regionali dai singoli atti che erano stati presentati dai vari gruppi consiliari.
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Federvela pronta a ripartire, Ettorre “Tante risorse per i club”

ROMA (ITALPRESS) – Ripartire in mare, ma non solo. La Federazione italiana vela pone le basi per il futuro e guarda oltre la pandemia, che al momento ha bloccato tutti i prossimi eventi a livello nazionale e internazionale. Il numero uno della Fiv Francesco Ettorre ha spiegato in maniera dettagliata in videoconferenza i prossimi passi: “In questa fase di ripresa il mondo della vela deve riuscire nell’obiettivo di unirsi – ha spiegato Ettorre – E’ un messaggio importante che vogliamo dare, abbiamo investito tante risorse. E’ fondamentale far comprendere alle societa’ il sistema di sicurezza, i protocolli che devono essere messi in piedi: noi siamo in linea con i dettami del Governo. Il distanziamento durera’ parecchio, sara’ fondamentale avere dispositivi di sicurezza, riduzione degli equipaggi e test sierologici”. Il piano di aiuti finanziari ad affiliati e tesserati messo in campo dalla Federazione e’ importante. E si aggiunge all’anticipazione del grande Progetto Scuole Vela. “Abbiamo previsto 180 mila euro che quasi nella loro totalita’ andranno nella casse dei circoli, 120 mila di contributi per le societa’ nel momento in cui aderiranno al progetto. Abbiamo anche cercato di fare interventi legati alla sanita’ – ha spiegato Ettorre – Daremo alle societa’ kit e manuali gratuiti, vogliamo essere attenti a ogni singolo settore”. L’obiettivo della Federvela e’ quello di aiutare tutti a ripartire: finora solo una piccola parte dei 750 club ha potuto farlo: “Ma il decreto attuale ha validita’ sino al 17 maggio e non sappiamo se il prossimo provvedimento avra’ misure restrittive o, come speriamo tutti, prevedera’ altre riaperture – ha rimarcato il presidente della Fiv – A fine maggio, intorno al 27, emetteremo un protocollo con linee guida per la ripresa dell’attivita’ agonistica”.
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BARTALI COME GUARESCHI, ENTRAMBI LEADER D’OPINIONE

Finite le commemorazioni ufficiali, a vent’anni dalla morte avvenuta il 5 maggio 2000, voglio raccontarvi il “mio” Gino Bartali. Con un giorno di ritardo perche’ spesso, leggendo tante cose che si raccontano di lui, ci rifletto sopra perche’ mi sembra d’aver conosciuto un’altra persona. Come stavolta. Gino era un uomo straordinario nella sua semplicita’, non un eroe, semmai dippiu’, un italiano perbene che ho sempre tenuto nel cuore fin da bambino – era il 14 luglio del 1948 – quando con quell’impresa al Tour de France salvo’ l’Italia che fremeva di sdegno e cercava la rivoluzione per l’attentato a Togliatti. Uno studente, Antonio Pallante, aveva sparato al leader del PCI e stava per succedere il finimondo, il mondo politico e istituzionale era in subbuglio, la polizia in allarme, quando quarantott’ore dopo Gino vinse la tappa Briançon-Aix Les Bains e il Tour e la notizia esaltante e calmante fu quella, gradita anche a Togliatti che, operato subito dall’ottimo professor Spallone, suo amico, aveva superato la crisi. Anni dopo, diventato giornalista, seppi dal notista politico del Tg2, lo spilungone Emmanuele Rocco, nel ’48 portavoce del leader rosso: “Togliatti ammiro’ l’impresa di Bartali, lo ringrazio’ ma non gradi’ che lo si dicesse bartaliano: in realta’ era un acceso sostenitore di Coppi”.
A parte Coppi, eterno rivale su strada ma amico nella vita, la popolarita’ di Bartali fu piu’ forte nel campo avverso, perche’ da pupillo di Pio XII e sostenitore dell’Azione Cattolica, qualche mese prima – il 18 aprile del 1948 – aveva dato il suo contributo alla storica vittoria elettorale democristiana che aveva allontanato l’URSS staliniana dai nostri destini. Avendoli conosciuti entrambi, potrei dire che Bartali era come Guareschi, un cittadino esemplare che non aveva peli sulla lingua, e quando si e’ saputo che Gino aveva nascostamente aiutato gli ebrei perseguitati dai nazisti non potei ignorare il fatto che Giovannino i nazisti li aveva subiti nei campi di concentramento fra Germania e Polonia. Eppoi, erano simili anche come leader d’opinione – opinionisti si direbbe oggi – per il loro parlare schietto e sferzante: Guareschi con il “Candido” fustigatore di costumi, Bartali con il famoso “L’e’ tutto sbagliato, l’e’ tutto da rifare” che qualcuno ha messo in burletta e invece aveva la forza di un editoriale. Certo e’ che avendo bisogno di quattrini – non si era arricchito se non di gloria – nel ’92 accetto’ di fare il fustigatore brillante a “Striscia la notizia”. Il “mio” Bartali avrebbe meritato ben altro titolo, ad esempio quelli di senatore a vita, e invece ebbe tutt’altra storia.
Il giorno in cui lo conobbi davvero e potei parlargli a lungo fu vent’anni dopo la sua storica impresa francese. Seguivo per la “Gazzetta” il Giro d’Italia 1968, tappa Cesenatico-San Marino, era il 6 giugno: Gino aveva parcheggiato una spider e si era seduto in un prato vicino al mio paese, Sassocorvaro, nel Montefeltro. Sulla fiancata dell’auto civettuola c’era scritto “Lenzuola Eliolona”, sulla sua maglietta “Lenzuola e federe Eliolona”, sul cappellino solo “Eliolona”. L’eroe Bartali sfuggito agli onori democratici era diventato uomo sandwich grazie al comune amico Alceo Moretti, giornalista esperto di marketing, amico di Sergio Zavoli, ammiratore di Gino e Coppi.
Sic transit gloria mundi, si dice: e invece Bartali non e’ mai uscito dai cuori dei veri italiani, ai quali continuava a dire la verita’. “L’e’ tutto sbagliato, l’e’ tutto da rifare”. L’ultima volta che gli parlai, fine anni Novanta, fu per invitarlo a ritirare il Premio San Silvestro d’Oro a San Prospero, nel modenese.
– Gino, ti aspettiamo al San Silvestro, Devo mandare a prenderti?
– “No, grazie, non preoccuparti, vengo in macchina…ma non posso girare da solo, verrei con Adriana…”.
– -Benissimo, ci fa piacere avere con noi anche tua moglie…
– “Scusami, un’altra cosa: potete ospitarci la notte in albergo? Niente lusso, mi raccomando…”.

“Unisciti a Noi” di Conad dona 252mila euro agli ospedali del Lazio

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Unisciti a Noi, in poco meno di un mese, ha permesso di raccogliere 853.500 euro grazie alla straordinaria generosità di oltre 245.000 clienti. Questa cifra si va a sommare all’importo di 1,5 milioni di euro stanziato fin da subito dalla cooperativa, dai soci e dai collaboratori Conad. La somma complessiva raggiunta è di 2,4 milioni di euro che sarà interamente devoluta a 42 ospedali e strutture sanitarie delle sette regioni in cui opera Conad Nord Ovest: 726.300 euro andranno in Toscana, 418.600 euro Piemonte e Valle D’Aosta, 247.300 euro in Liguria, 426.300 euro in Emilia, 252.400 euro nel Lazio e 299.000 euro in Sardegna. A questi si aggiungerà la somma raccolta nei punti di vendita della provincia di Mantova.
Per Conad la solidarietà verso la comunità ha da sempre un posto di riguardo e i clienti si sono “uniti” all’iniziativa di raccolta fondi con donazioni volontarie dimostrando generosità e sensibilità. Un impegno condiviso e concreto per sostenere le attività degli ospedali del proprio territorio.

Nel Lazio la cifra raccolta è pari a 252.400 euro ed è destinata a sostenere l’attività di 6 ospedali di riferimento: Policlinico Gemelli, Policlinico Tor Vergata e Ospedale Sant’Andrea di Roma, Ospedale San Paolo di Civitavecchia, Ospedale Belcolle Sammartines di Viterbo, Ospedale san Padre Pio di Bracciano.
Nello specifico, i fondi saranno destinati all’acquisto di quanto ritenuto necessario nelle strutture ospedaliere, tra cui i dispositivi di protezione individuale per medici e infermieri, i prodotti per la sanificazione e igienizzazione, oltre alle attrezzature per affrontare l’emergenza sanitaria. “Attraverso questa iniziativa corale e attraverso gli impegni che ci siamo assunti fin da subito, vogliamo confermare in modo concreto e tangibile la nostra vicinanza alle comunità in cui quotidianamente lavoriamo” – dichiara il Presidente di Conad Nord Ovest Valter Geri insieme a tutti i Soci Conad coinvolti, anche a nome dei collaboratori dei punti di vendita.

“Da quando è iniziata la crisi, il supermercato ha confermato di rappresentare molto più di un luogo dove ci si reca a fare la spesa: ci siamo assunti il grande impegno di rassicurare i nostri clienti, migliorando i servizi di protezione e di distanziamento nei negozi, monitorando la convenienza e garantendo un servizio sociale giorno dopo giorno” conferma il presidente Valter Geri. “Il negozio viene vissuto, oggi più di sempre, come piattaforma di relazioni, un luogo dove oltre alle cose si incontrano le persone che le vivono e l’appartenenza a una comunità, ha un ruolo fondamentale. Quest’iniziativa è stata condivisa e realizzata insieme ai soci Conad e ai collaboratori dei punti di vendita e i nostri clienti si sono ‘uniti a noi’ in una generosa gara di solidarietà, dimostrando una straordinaria attenzione e sensibilità. Oggi diciamo grazie a loro, e a tutti i medici, agli infermieri e a tutto il personale sanitario che lavora e continua a lavorare senza sosta per il bene del Paese. Siamo ‘Persone, oltre le cose’ e valori come la solidarietà e la partecipazione sono nel nostro DNA, ed è in momenti come questo che abbiamo il dovere di fare il massimo per la nostra comunità”. L’iniziativa “Unisciti a noi” rientra nel modus operandi delle attività svolte dai soci Conad e dai loro collaboratori presso i punti di vendita della rete Conad Nord Ovest per dare risposte concrete ai cittadini, alle comunità e ai territori durante l’emergenza.
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Coronavirus, nuovi casi in calo ma ancora oltre 200 morti in 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – A oggi il totale delle persone che hanno contratto il virus e’ 213.013, con un incremento rispetto a ieri di 1.075 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi e’ di 98.467, con una decrescita di 1.513 assistiti rispetto a ieri. Lo rende noto la Protezione Civile.
Tra gli attualmente positivi 1.427 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 52 pazienti rispetto a ieri.
16.270 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 553 pazienti rispetto a ieri.
80.770 persone, pari al 82% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi.
Rispetto a ieri i deceduti sono 236 e portano il totale a 29.315. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 85.231, con un incremento di 2.352 persone rispetto a ieri.
Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 37.092 in Lombardia, 15.323 in Piemonte, 8.681 in Emilia-Romagna, 7.116 in Veneto, 5.190 in Toscana, 3.427 in Liguria, 4.370 nel Lazio, 3.219 nelle Marche, 2.530 in Campania, 1.041 nella Provincia autonoma di Trento, 2.939 in Puglia, 2.202 in Sicilia, 984 in Friuli Venezia Giulia, 1.809 in Abruzzo, 612 nella Provincia autonoma di Bolzano, 176 in Umbria, 642 in Sardegna, 110 in Valle d’Aosta, 650 in Calabria, 177 in Basilicata e 177 in Molise.
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Fisco, nel primo trimestre entrate in crescita a 98,8 miliardi

ROMA (ITALPRESS) – Nel periodo gennaio-marzo 2020, le entrate tributarie erariali ammontano a 98.880 milioni, segnando un incremento di 1.400 milioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+1,4%). Lo rende noto il ministero dell’Economia e delle Finanze. In particolare, a marzo le imposte indirette hanno fatto segnare una variazione negativa pari a 2.521 milioni (-15,1%), mentre le imposte dirette hanno evidenziato una variazione positiva pari a 304 milioni (+2,2%). Il calo delle imposte indirette e’ principalmente imputabile al risultato dell’Iva sugli scambi interni (-1.488 milioni).
Al risultato comunque positivo del trimestre ha contribuito l’andamento, a febbraio, dei versamenti dell’imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sulle plusvalenze (+741 milioni) e dell’imposta sostitutiva sul valore dell’attivo dei fondi pensione (1.129 milioni). Le imposte dirette ammontano a 57.484 milioni, con una crescita di 3.626 milioni (+6,7%) rispetto allo stesso periodo del 2019. Il gettito Irpef si e’ attestato a 51.000 milioni (+1,4%). Le imposte indirette ammontano a 41.396 milioni e registrano una variazione negativa di 2.226 milioni (-5,1%).
Tra le altre imposte indirette, l’imposta sulle assicurazioni segna un incremento di 32 milioni pari al 8,6% mentre registrano una diminuzione sia l’imposta di bollo (-112 milioni pari a -9.8%), sia l’imposta di registro (-122 milioni pari a -10,1%).
Le entrate relative ai “giochi” ammontano, nel primo trimestre 2020, a 3.268 milioni (-672 milioni, -17,1%).
Le entrate tributarie erariali derivanti da attivita’ di accertamento e controllo si sono attestate a 2.606 milioni (+530 milioni, pari a +25,5%).
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L’Italia e la sindrome di Calimero

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In Italia spesso si va alla ricerca del nemico internazionale: ora c’è chi boicotta e prende di mira la nostra agricoltura, ora chi ci scippa le aziende strategiche acquistandole, ora chi si avvantaggia dell’Europa per imporci un ordine monetario a noi sfavorevole, e così continuando per ogni guaio che ci assilla. Ogni tegola che ci arriva in testa, ecco che si scatena la polemica contro il paese reprobo che succhierebbe il nostro sangue vitale: nei talk show, nelle interviste dei leader politici, nei social; tutto viene mosso in una sola direzione nel spiegare le nostre difficoltà: e’ colpa di quel paese. Gira e rigira, ogni volta che si creano condizioni di svantaggio, ecco che la sindrome di Calimero: il pulcino preso di mira da chi non lo rispetta perché piccolo e nero, ed è per questo che è sventurato. L’ultimo paese nel tempo che secondo questo modo di vedere ci rovinerebbe, è l’Olanda. Contro il paese dei mulini a vento l’accusa di essere un paradiso fiscale. Per tale ragione ci succhierebbe molte grandi aziende ed anche alcune multinazionali di origine italiana che assumono sede legale fiscale li, abbandonando la penisola.

Ma siamo davvero sicuri che in un mondo attuale, mai così animato da mercati, sbaglierebbe l’Olanda? Questo paese, che come noi non ha materie prime, e che ha un retaggio storico d’eccezione per aver mercanteggiato in ogni parte del globo con successi straordinari, almeno dal 500 al 700, ha in verità piena coscienza che il successo si coglie riuscendo ad insinuarsi tra le inefficienze altrui e offrire condizioni di vantaggio per ottenere un proprio profitto. Tant’è che se molte aziende italiane la scelgono come sede fiscale, la ragione semplice risiede nel fatto inconfutabile che la tassazione per le imprese è così alta in Italia da ricercare una più vantaggiosa e di diritto europeo: appunto i Paesi Bassi. Ma la scelta avviene anche per altre ragioni: anche per norme più vantaggiose per società per azioni, a causa di normative farraginose nostrane, che nei contenzioni eventuali, esporrebbe magari di più le società. Ma poi, come mai la ‘perfida‘ Olanda che nel welfare e nei servizi in generale destinati ai cittadini e generosa non meno dell’Italia, riesce ad organizzare un fisco più basso dell’Italia? Si può allora solo sperare che questo reset (voglia Dio) che ci impone la pandemia, serva a rivedere ogni disfunzione e inefficienza per riprepararci a cammini nuovi di successo: abbandonando la scomoda figura del Calimero tutto nero, ed assumendo la veste di un paese che nei secoli, al pari ed oltre gli olandesi hanno saputo essere protagonisti occupando ogni spazio offerto dal mondo in cambiamento.

Raffaele Bonanni

Uci vara nuovo calendario World Tour 2020, Giro dal 3 al 25 ottobre

ROMA (ITALPRESS) – L’Unione Ciclistica Internazionale ha annunciato le date del nuovo calendario dell’Uci World Tour 2020 a seguito del rinvio di numerose gare, a causa dell’emergenza sanitaria legata alla pandemia di Covid-19. Il primo agosto e’ in calendario le Strade Bianche, l’8 la Milano-Sanremo, dal 7 al 14 settembre la Tirreno-Adriatico. Per quanto riguarda gli eventi Uci World Tour dell’Aso, il ritorno alle corse iniziera’ con il Giro del Delfinato dal 12 al 16 agosto, nell’arco di 5 tappe anziche’ delle consuete otto. La prova sara’ decisiva per rodare i corridori in vista del Tour de France (29 agosto-20 settembre). Le Classiche delle Ardenne, solitamente in calendario in primavera, saranno disputate in autunno con la Freccia Vallone il 30 settembre e la Liegi-Bastogne-Liegi il 4 ottobre. Giro d’Italia in programma dal 3 al 25 ottobre, la Vuelta a Espana dal 20 ottobre all’8 novembre. A chiudere la stagione, la Parigi-Roubaix del 25 ottobre e Il Lombardia del 31.
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