Home Senza categoria Pagina 3798

Senza categoria

Coronavirus, la Regione Sardegna da’ il via libera alle messe

CAGLIARI (ITALPRESS) – “Il Governo ha vietato le cerimonie religiose ma non le funzioni. Una differenza che esiste nell’ordinamento giuridico italiano. Quindi consentiamo nel territorio regionale lo svolgimento delle funzioni eucaristiche ordinarie, ovvero le messe. Sara’ comunque vietato l’assembramento e il contatto diretto, con obbligo di distanziamento e mascherina”. Cosi’ il presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas, che ha presentato l’ordinanza che da lunedi’ allentera’ la morsa del lockdown.
“Abbiamo demandato ai vescovi di ciascuna diocesi la garanzia del rispetto di queste prescrizioni e l’adozione di appropriate linee guida sul contingentamento degli accessi e lo scaglionamento delle funzioni nell’arco della giornata in ciascuna parrocchia”, ha spiegato Solinas. Demandata ai sindaci l’apertura dei cimiteri “in relazione alla capacita’ di mantenere adeguate misure organizzative per evitare l’assembramento dei visitatori e la distanza interpersonale”.
(ITALPRESS).

SASSUOLO, BOLOGNA E PARMA “LIBERATI”, TORNANO AD ALLENARSI NEL RISPETTO DELLE NORME

Mentre la Spal conferma la sospensione delle attività, il Sassuolo, “liberato” da un decreto della Regione Emilia-Romagna, decide di cominciare da lunedì gli allenamenti individuali facoltativi. E’ il primo club, ma subito dopo anche il Bologna ha annunciato che, da martedì, i campi di Casteldebole (ma non gli spogliatoi che resteranno chiusi così come al Mapei) saranno a disposizione dei tesserati che ne vorranno usufruire, quindi è toccato anche al Parma, nel frattempo anche Sardegna (Cagliari) e Lazio (Roma e biancocelesti) hanno dato l’ok per le sedute singole. È l’unico modo per evitare il fallimento o una montagna di ricorsi tale da imporre non solo un ulteriore danno al calcio professionistico ma anche alla lentissima italica giustizia o al Tar del Lazio che anni fa ribattezzammo – impazzava il povero Gaucci, a Catania – Bar del Lazio o Tar dello Sport. Il ministro Spadafora ha molto gradito – poco o nulla conoscendo della storia del calcio – il blocco governativo al campionato francese che già mobilita tribunali, primo il Lione di Rudi Garcia (te pareva!) che nella protesta ha rammentato le ultime famose parole della ministra dello sport, signora Roxana Maracineaunu: possibilista, prometteva la ripresa in agosto. Tutto il mondo è pays.
Da noi l’invadente Luttwak va da Floris a denunciare lo stato della giustizia in Italia, si prende qualche formalissimo “ma come si permette?” ma nel merito ha pienamente ragione. La giustizia italiana nella denuncia della Commissione europea è sempre più inefficiente; i tempi per risolvere contenziosi civili e commerciali aumentano. Nel 2016 ci volevano 514 giorni per arrivare ad una sentenza di primo grado, nel 2017 ce ne sono voluti, in media, 548. Un mese in più. E’ il dato più alto di tutta Europa. Ma l’Italia è maglia nera anche per le sentenze di secondo grado e terzo grado. Oltre due anni per un secondo pronunciamento (843 giorni), e tre anni e mezzo per la sentenza definitiva (1.299 giorni). Non brilla neppure la giustizia amministrativa (quella che ci interessa): nel 2017 ci sono voluti 887 giorni per decidere in questi tribunali. Paradossalmente, in casi estremi, ricordo che in altre situazioni d’emergenza furono consigliate due soluzioni ai tanti casi portati in giudizio: o il taglio di Alessandro definito “il nodo di Gordio”, o il taglio di Massimino – “C’è chi puó e chi non puó. Io può” – forse insolente ma molto pratica attuazione e esibizione di potere.
Il ricorso a una mobilitazione permanente dei “puniti” dal cosiddetto Piano B” – stop definitivo alla Serie A e agli altri tornei con interventi anomali d’emergenza sulle sante regole del campionato – come dicevo è giá annunciato non solo dai classici mugugni ma da minacce concrete di impugnarne le decisioni.
E mentre il presidente federale Gravina è l’unico coerente nella richiesta di riaprire i giochi – salvo diversa decisione del Governo, non di un singolo ministro – le altre parti – sindacati allenatori e giocatori – alternano possibilismo a intransigenza: mentre i loro iscritti vogliono scendere in campo quando si potrà, ottenendo intanto il giusto diritto ad allenarsi anche singolarmente, come hanno deciso di fare Sassuolo, Bologna e Parma, “liberati”: in strutture a porte chiuse, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento. È un buon inizio. Solo il mantenimento dei patti con Paytv e sponsor potrá consentire un adeguato soccorso alle serie minori in nome dell’ignorata solidarietà. Se c’è un’occasione per riparlare del calcio come “metafora della vita” è questa. Il resto, una burla.
[email protected]
(ITALPRESS).

Coronavirus, prosegue il calo dei ricoveri

ROMA (ITALPRESS) – A oggi il totale delle persone che hanno contratto il coronavirus che causa il Covid-19 e’ 209.328, con un incremento rispetto a ieri di 1.900 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi e’ di 100.704, con un calo di 239 assistiti rispetto a ieri.
Tra gli attualmente positivi 1.539 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 39 pazienti rispetto a ieri.
17.357 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 212 pazienti rispetto a ieri.
81.808 persone, pari al 81% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi.
Rispetto a ieri i deceduti sono 474 e portano il totale a 28.710. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 79.914, con un incremento di 1.665 persone rispetto a ieri.
Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 36.667 in Lombardia, 15.719 in Piemonte, 9.323 in Emilia-Romagna, 7.431 in Veneto, 5.365 in Toscana, 3.598 in Liguria, 4.452 nel Lazio, 3.205 nelle Marche, 2.721 in Campania, 1.282 nella Provincia autonoma di Trento, 2.954 in Puglia, 2.186 in Sicilia, 1.109 in Friuli Venezia Giulia, 1.879 in Abruzzo, 703 nella Provincia autonoma di Bolzano, 196 in Umbria, 730 in Sardegna, 98 in Valle d’Aosta, 713 in Calabria, 191 in Basilicata e 182 in Molise.
(ITALPRESS).

“Dateci Voce”, un flash mob per il riequilibrio di genere nella fase 2

ROMA (ITALPRESS) – I primi selfie arrivano gia’ alle 10 del mattino ed e’ subito un rimbalzare di social in social. Alle 11 #DateciVoce e’ in seconda posizione nelle tendenze di Twitter. Sono migliaia le persone – uomini e donne sottolineano le promotrici – che, ad ogni livello e di diversa provenienza, stanno partecipando al flashmob per esigere il rispetto degli articoli 3 e 51 della Costituzione della Repubblica Italiana e per il diritto delle donne a essere rappresentate. Chi aderisce invia un selfie con una mascherina con scritto “Dateci voce” (anche a mano) e posta la propria foto su Twitter, Facebook e Instagram, taggando o menzionando i canali “Dateci Voce”. Lo stanno facendo in tantissimi e tantissime e il segnale e’ chiaro: l’Italia non vuole una politica monogenere.
Dateci Voce chiede che vengano valorizzate le differenze attraverso l’applicazione delle leggi sulla parita’ di genere in tutti i luoghi decisionali del Paese e in particolare nelle commissioni “task force”. Ad oggi conta l’adesione di 107 tra associazioni e organizzazioni firmatarie migliaia di adesioni di cittadini e cittadine e nomi illustri di politica, cultura, imprese e sport. E si allunga la lista di politici in appoggio. Tra i nomi di rilievo Carlo Robiglio, Presidente Piccola Industria Confindustria; Enrico Cereda, CEO IBM Italia; Mario Mantovani, Presidente CIDA; Anna Maria Tarantola, gia’ Presidente RAI; Piero Chiambretti, Michela Marzano scrittrice, Josefa Idem olimpionica, Francesca Faedi astrofisica, Tosca cantante, Susanna Camusso, responsabile Dipartimento Politiche di Genere CGIL, Francesca Cavallo, scrittrice e imprenditrice, le parlamentari Laura Boldrini, Valeria Fedeli, Cristina Rossello (come Presidente Progetto Donne Futuro), Daniela Sbrollini, Valeria Valente, Veronica Giannone, Rossella Muroni, Paolo Lattanzio.
“Il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli – dice Azzurra Rinaldi, economista e tra le prime firmatarie e promotrici – motiva l’assenza totale di donne dal comitato tecnico-scientifico con l’assenza di donne in ruoli rilevanti ai fini della sua composizione. Ecco, questo il motivo per cui, se andiamo avanti cosi’, non avremo mai donne in posizioni che contano. Questa e’ quella che Emma Bonino ha definito la ‘old boys net’, che genera poi il famoso tetto di cristallo. A chi dice oppone il merito al genere va spiegato proprio questo: che sono gli uomini, molto spesso, a non essere li’ per merito. Questo e’ il momento di cambiare le regole del gioco”.
“Lunedi’ 4 maggio a tornare al lavoro saranno per il 72% uomini, lo scrive uno studio pubblicato su Lavoce.info che evidenzia ancora una volta come la pandemia da COVID-19 rischi di pesare sul gia’ difficile e complesso percorso di emancipazione delle donne in Italia – spiegano le promotrici di Dateci Voce -. Non solo, la mancata apertura delle scuole, comprensibile sotto il profilo della sicurezza, non ha finora minimamente tenuto conto tuttavia delle necessita’ delle famiglie e delle disuguaglianze sociali che portera’ con se’. La totale assenza di parole adeguate da parte del Presidente del Consiglio nell’ultima conferenza stampa sulla fase 2 conferma questa tendenza: le conseguenze della chiusura delle scuole che impattano fortemente sull’organizzazione delle famiglie e delle donne, cosi’ come la mancanza di inclusione di giovani e bambini, sono state appena accennate in modo superficiale”.
“Sulla equa rappresentanza di genere, tema sollevato da Dateci Voce con migliaia di adesioni, il presidente Conte ha sorvolato come se fosse un problema non di sua responsabilita’ – proseguono le promotrici della campagna -. Il medesimo silenzio ha contraddistinto tutte le dichiarazioni da parte di Colao”.
Dateci Voce rileva, infine, “come ci siano in Europa esempi di leader – per la maggior parte donne – che riescono a trovare politiche per le famiglie e parole adeguate per spiegare ai bambini e alle bambine la pandemia da COVID-19 e perche’ sono richiesti sacrifici. Le donne, infatti, sanno portare professionalita’ e pragmatismo, oltre a una spiccata capacita’ di vedere le disuguaglianze sociali e di prendersi cura di chi e’ rimasto indietro. Che e’ cio’ che ora si dovrebbe fare: a partire dai bambini e dalle bambine che facevano l’unico pasto completo a scuola, dagli immigrati – i cui lavori sono essenziali a famiglie e imprese ma che non trovano modo di essere regolarizzati – dalle donne che avevano intrapreso un percorso di uscita dalla violenza e sono ora costrette a casa con i propri aggressori (al 16 aprile sono pervenute ai centri antiviolenza 1200 richieste di aiuto in piu’)”.
“Ci aspettiamo dal Presidente del Consiglio, che si e’ definito ‘Avvocato del popolo’, il rispetto di quel diritto di rappresentanza che sta nella nostra Costituzione, nonche’ in diverse leggi, tra cui la Legge 120/11 detta Golfo-Mosca. Noi non ci fermeremo se non a risultato ottenuto”, conclude Dateci Voce.
(ITALPRESS).

Scuola, Azzolina “Tra le opzioni meta’ studenti in classe e meta’ online”

ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo sicuramente un piano per settembre e ci stiamo lavorando giorno per giorno. A settembre si deve tornare a scuola perche’ i nostro studenti hanno il diritto di tornare a scuola. E’ evidente che rispetto alla situazione storica che noi stiamo vivendo dobbiamo immaginare tante opzioni. Una prima di ritorno alla normalita’ come tutti noi vorremmo e come abbiamo sempre conosciuto la scuola”. Lo ha detto a “L’Intervista di Maria Latella” su Sky TG24 la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.
“La seconda e’ un’opzione rispetto al fatto che il Coronavirus accompagni ancora le nostre vite fino a quando non si trovera’ un vaccino, in questo caso e’ evidente che non possiamo far tornare i nostri studenti in classi da 28 o 30 persone, se devo far mantenere il distanziamento sociale e’ evidente che non possono mettere 28 o 30 alunni per classe – ha aggiunto -. Su questo ci stiamo organizzando anche pensando a forme di didattica mista, meta’ in classe e meta’ a distanza. La settimana e’ composta da 5 o 6 giorni di scuola, l’idea e’ che meta’ studenti vadano per meta’ settimana in classe de visu e l’altra meta’ collegati da casa a seguire quello che l’altra meta’ della classe fa in presenza. Cosi’ la socialita’ resta e il programma va avanti per tutta la classe”.
(ITALPRESS).

Allarme della Caritas, raddoppiate le persone bisognose

ROMA (ITALPRESS) – Secondo un monitoraggio condotto su 101 centri diocesani di Caritas Italiana, pari al 46% del totale, si conferma il raddoppio delle persone che per la prima volta si rivolgono ai centri di ascolto e ai servizi delle Caritas diocesane rispetto al periodo di pre-emergenza. Cresce la richiesta di beni di prima necessita’, cibo, viveri e pasti a domicilio, empori solidali, mense, vestiario, ma anche la domanda di aiuti economici per il pagamento delle bollette, degli affitti e delle spese per la gestione della casa. Nel contempo, aumenta il bisogno di ascolto, sostegno psicologico, di compagnia e di orientamento per le pratiche burocratiche legate alle misure di sostegno e di lavoro. Un dato confortante e’ il coinvolgimento della comunita’ e l’attivazione solidale che nel 76,2% delle Caritas monitorate ha riguardato enti pubblici, enti privati o terzo settore, parrocchie, gruppi di volontariato, singoli. Un fiorire di iniziative percepito anche a livello nazionale. A partire da Papa Francesco che ha donato 100 mila euro e dalla Cei che ha messo a disposizione un contributo di 10 milioni dai fondi dell’otto per mille. A tutto questo si affianca la risposta alla campagna Caritas che ha raccolto finora piu’ di 1,9 milioni da parte di 3.760 offerenti. Oltre alle donazioni di singoli, si registrano quelle di aziende, imprese, comunita’, parrocchie e altre Caritas nazionali. Il monitoraggio svolto conferma che nel 59,4% delle Caritas sono aumentati i volontari giovani, under 34, impegnati nelle attivita’ e nei servizi, che hanno consentito di far fronte al calo degli over 65 rimasti inattivi per motivi precauzionali. Purtroppo 42 tra volontari e operatori sono risultati positivi al Covid-19 in 22 Caritas diocesane e in 9 Caritas si sono registrati 10 decessi. Di fronte al mutare dei bisogni e delle richieste, sono cambiati o si sono adattati anche i servizi e gli interventi, in particolare: i servizi di ascolto e accompagnamento telefonico con 22.700 contatti registrati o anche in presenza negli ospedali e nelle Rsa; la fornitura di pasti da asporto e consegne a domicilio a favore di piu’ di 56.500 persone; la fornitura di dispositivi di protezione individuale e di igienizzanti a circa 290.000 persone; le attivita’ di sostegno per nomadi, giostrai e circensi costretti alla stanzialita’; l’acquisto di farmaci e prodotti sanitari; la rimodulazione dei servizi per i senza dimora; i servizi di supporto psicologico; le iniziative di aiuto alle famiglie per smart working e didattica a distanza; gli interventi a sostegno delle piccole imprese; l’accompagnamento all’esperienza del lutto.
(ITALPRESS).

Di Maio “Basta cavalcare paure, politica trovi soluzioni”

ROMA (ITALPRESS) – “Nei momenti di crisi bisogna essere piu’ uniti per il bene del popolo, perche’ l’unita’ e’ superiore al conflitto.
Oggi Papa Francesco ci ha rivolto parole profonde. Nei momenti cosi’ difficili l’unita’ e’ il valore piu’ importante di tutti.
Non possono trovare spazio polemiche. La politica se ne deve mostrare al di sopra, non puo’ perdersi in litigi e conflitti, bensi’ ha il compito di concentrarsi su un obiettivo piu’ alto, piu’ nobile: governare un paese in una delle fasi piu’ buie della sua storia”. Cosi’, in un post su Facebook, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. “Su di noi, oggi, ricade questa grande responsabilita’ e dobbiamo onorarla. Lo dobbiamo a tutti coloro che in queste settimane hanno lavorato senza sosta per salvare vite umane. A loro, cosi’ come a tutti gli italiani che sono rimasti a casa rispettando le regole, dobbiamo compattezza, serieta’, spirito di sacrificio. La politica ha il dovere di trovare soluzioni. Non e’ questo il tempo della propaganda, ma del lavoro. Basta cavalcare paure. Pensiamo a come restituire un sorriso alle nostre famiglie”, conclude Di Maio.
(ITALPRESS).

Dalla Lazio agli under 15, Rocchi si racconta

L’ex attaccante della Lazio protagonista di #Backstage, il ciclo di appuntamenti avviato dal Settore Giovanile e Scolastico della Figc.
glb/red