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Rossi “Futuro? Dovro’ decidere senza fare alcuna gara”

TAVULLIA (ITALPRESS) – Una scelta al “buio”. E’ quella che e’ chiamato a fare Valentino Rossi per il suo futuro. In una chat organizzata dalla Yamaha, il Dottore ammette che il tempo stringe e probabilmente dovra’ decidere se andare avanti o meno prima che si torni in pista, contrariamente a quella che era la sua volonta’ iniziale. “Sono in una situazione difficile – ammette – La mia prima opzione e’ provare a continuare, la motivazione c’e’, ma e’ importante capire il mio livello di competitivita’. Nella seconda parte della scorsa stagione abbiamo sofferto molto, troppe volte sono stato lento e mi sono ritrovato a lottare per posizioni che non erano le prime. Avrei bisogno di tempo per decidere, 5-6 gare per capire se posso andare ancora forte, ma il problema e’ che non si corre e penso che dovro’ decidere prima che si possa farlo. Nello scenario piu’ ottimista si potrebbe tornare in pista ad agosto-settembre ma devo decidere prima. Vorrei continuare ma dovro’ prendere una decisione senza fare alcuna gara”.
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Ifis, Colombini “continueremo ad investire in Npl”

ROMA (ITALPRESS) – “Le difficolta’ nel recupero pesano, ma quando si acquista si beneficia degli sconti sui nuovi portafogli. E noi abbiamo intenzione di continuare a investire in Npl: in questo momento il mercato e’ in movimento e siamo attivi su piu’ dossier. Confermiamo la nostra intenzione di acquistare 8,5 miliardi di Npl lordi entro il 2022”. Lo ha annunciato in un’intervista a “Il Sole 24 Ore” Luciano Colombini, Ceo di Banca Ifis. La crisi economica legata al coronavirus avra’ ripercussioni inevitabili sul mercato dei crediti deteriorati ed e’ “ovvio che la chiusura dei Tribunali, e il conseguente allungamento dei tempi di recupero, provoca un ritardo ma, per la nostra tipologia di asset class, al momento questo sta provocando solo un rallentamento nelle curve di recupero dei crediti e non una perdita di valore: un ritardo peraltro di qualche mese su tempistiche lunghe, in media di 7-8 anni. Di fatto, l’impatto e’ trascurabile. Vero e’ che il calo del Pil, atteso nell’ordine dell’8-10% a livello Italia nel 2020, potrebbe generare inevitabilmente una perdita di posti di lavoro. Con una conseguente minor capacita’ di rimborso da parte dei privati. Certo, pero’ e’ anche vero che circa la meta’ dei nostri debitori e’ costituita da pensionati o dipendenti pubblici, e questo ci mette al riparo da rischi”.
Colombini, inoltre, ritiene “ragionevole assumere che l’occupazione riprenda fiato negli anni successivi, e quindi nell’arco del piano di recupero del credito. La crisi in atto, in verita’, potrebbe essere anche un’opportunita’ per un soggetto come noi”. D’altro canto “per il 2020 e’ logico aspettarsi un aggravio del costo del rischio, anche se lo vedo gestibile. Rispetto a una banca tradizionale, il profilo di rischio di Banca Ifis e’ piu’ basso”. Infine, sulla trattativa per l’acquisizione di Farbanca, il Ceo di Banca Ifis chiosa: “Aspettiamo con fiducia. Abbiamo fatto un’offerta vincolante su una banca che ci sembra interessante, in un settore, quello delle farmacie, in cui siamo gia’ presenti con Credifarma. Se l’offerta andasse a buon fine, diventeremmo il primo operatore di mercato e potremmo sviluppare importanti sinergie in un settore anticiclico”.
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Coronavirus, Tridico “Inps sapra’ gestire anche reddito di emergenza”

ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo gestito quello di cittadinanza, che oggi va a 1,1 milioni di famiglie per 2,5 milioni di persone. Non ci credeva nessuno. Gestiremo anche il Reddito di emergenza”. Lo assicura in un’intervista al “Corriere della Sera” Pasquale Tridico, presidente Inps. “Come funzionera’? Questo lo decidera’ il governo. Io credo si possa pensare a uno strumento temporaneo, per 2-3 mesi, per dare sostegno a quelle famiglie che non hanno accesso al Reddito di cittadinanza perche’ con Isee superiore a 9.360 euro”. Si tratterebbe di un aiuto per “circa un milione” di famiglie, “mi sembrerebbe un intervento ragionevole per aiutare chi e’ in difficolta’ ed e’ rimasto escluso dai provvedimenti presi finora dal governo. Ci vogliono tutte e due le cose: aiutare le famiglie in difficolta’ e ripartire gradualmente. Nella fase 2 conteranno molto i consumi delle famiglie, e la necessita’ di sostenere la domanda aggregata per aiutare la ripresa”. E per quanto riguarda le aziende, a detta del presidente Inps “gli interventi vanno nella giusta direzione: sostenere reddito e liquidita’, con la salute come priorita’. Nella fase 2 sara’ necessario anche il sostegno alle imprese. Questa crisi ci ha insegnato l’importanza dell’innovazione, i vantaggi dello smart working anche sull’ambiente, la necessita’ di ripensare alla riduzione dei tempi e orari di lavoro”.
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Da Federdistribuzione proposte per Fase 2 “Possiamo essere un modello”

ROMA (ITALPRESS) – La grande distribuzione come modello per tutti nella fase 2. Davanti alle incertezze che comportera’ la ripresa, servono appigli sicuri e alcuni li suggerisce – in un decalogo di proposte sottoposte all’attenzione del governo – Federdistribuzione. E’ il suo presidente, Claudio Gradara, a ricordare che “le aziende della Gdo hanno saputo gestire le distanze, hanno saputo disciplinare le code e garantire i sistemi di sicurezza – evidenzia in un’intervista al ‘Corriere della Sera’ – E tutto questo nella fase piu’ acuta dell’epidemia”. Ma non tutto funziona ancora come dovrebbe, da qui la richiesta di “rimuovere alcuni ostacoli, a cominciare dalla limitazione delle aperture: gli orari limitati infatti aumentano le code e gli assembramenti. In questa fase di stabilizzazione non hanno piu’ motivo di esistere. Cosi’ come andrebbero rimossi anche i divieti di spostamenti territoriali che spesso penalizzano aree poco fornite o con poche alternative di approvvigionamento alimentare”. Gradara invita poi la gente ad abituarsi “a utilizzare di piu’ le app per evitare le code, dovra’ mantenere le distanze, avere un controllo di temperatura prima dell’ingresso, avere a che fare con un personale sempre protetto da sistemi di sicurezza”. La Gdo, inoltre, “continuera’ a puntare sulla spesa online ma non e’ pensabile rinunciare ai canali tradizionali”. Inoltre “bisogna avere regole certe e uguali per tutti. Le aziende italiane e quelle straniere che operano in Italia pagano le tasse nel nostro Paese a differenza di altri grandi player multinazionali del settore e questo genera un dumping fiscale difficile da colmare. Per questo chiediamo regole di competizione uguali per tutti nel mondo dell’ecommerce”.
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Coronavirus, Sassoli “Ue ora corre, i sovranisti parlano a vanvera”

ROMA (ITALPRESS) – “Il summit europeo e’ stato importante perche’ ha segnato la fine della stagione del rigore e di quell’Europa che imponeva e non ascoltava”. Cosi’, in un’intervista a La Repubblica, il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, che definisce “irresponsabili” i nazionalisti come Salvini e Meloni che “parlano a vanvera”, diffondendo propaganda antieuropea in un frangente nel quale “i cittadini necessitano di sincerita’ e risposte concrete”. Ad esempio, spiega Sassoli, il nuovo Mes “non avra’ nulla a che vedere con quello applicato alla Grecia, non imporra’ austerita’ e sara’ conveniente perche’ i governi vi potranno accedere, se lo vorranno, con un tasso dello 0,3% e con tempi di restituzione molto lunghi”. Dal vertice di giovedi’, aggiunge, “i Paesi piu’ colpiti, fra i quali l’Italia, ne escono a testa alta perche’ in Europa tutti hanno riconosciuto la necessita’ di una risposta comune e rapida alla crisi. E in futuro per qualcuno sara’ difficile sottrarsi a questa impostazione. Si e’ aperto il cantiere della Ricostruzione, ora e’ necessario lanciare un piano con risorse adeguate. Serve fare in fretta, ma bene. L’Unione ha deciso di correre. Ai primi di maggio si conoscera’ la proposta della Commissione e c’e’ tutto il tempo per prendere decisioni di portata storica gia’ nel mese di giugno”.
“Il Consiglio europeo ha deciso di usare strumenti comunitari per affrontare la crisi, in primis il bilancio pluriennale dell’Unione – spiega -. Su questo il Parlamento europeo ha l’ultima parola. I cittadini possono contare sui loro rappresentanti al tavolo della trattativa. Sara’ bene, comunque, che i governi si concentrino anche sui loro progetti: si devono attrezzare per usare le risorse che arriveranno dall’Europa in tempi rapidi, alleggerendo le burocrazie pubbliche e private e allestendo piani nazionali. Non un euro deve andare perduto: dalla crisi dobbiamo uscirne piu’ competitivi e con un nuovo modello di sviluppo a partire da Green deal e digitale”.
“Un anticipo dell’operativita’ del Recovery Fund e’ allo studio ma non dimentichiamo che per sanita’ ed economia sono gia’ disponibili i 540 miliardi di Bei, ‘Sure’ e Mes – sottolinea -. Non siamo a mani nude. I soldi disponibili pero’ vanno usati, come ha invitato a fare anche la Bce. Non dobbiamo illudere nessuno, servono trasparenza e sincerita’”.
“In un momento nel quale i cittadini sono in difficolta’ – aggiunge -, riempire il dibattito pubblico di elementi inutili e’ da irresponsabili. Trovo molto significativo che mentre in Italia si parlava in modo demagogico di Mes e troike che non ci sono piu’ dal 2012, in Europa altri governi pensassero a strumenti a fondo perduto per aiutare anche il nostro Paese. E’ una grande lezione”.
“Pensavo – puntualizza – che essendo stato qualche anno a Bruxelles, Salvini avesse qualche cognizione sugli strumenti europei, ma sbagliavo. La verita’ e’ una sola: i nazionalisti vogliono distruggere l’Unione. Uno che dice che vuole stampare moneta non puo’ essere preso sul serio. Il piano per la Ricostruzione conterra’ meccanismi per far ripartire e trasformare le nostre economie grazie a sussidi e prestiti finanziati da bond emessi sul mercato. Se questo e’ incatenarsi all’Europa, e’ evidente che si parla a vanvera. E non e’ bello farlo in un momento nel quale la gente soffre e aspetta risposte dalla politica. Un vero patriottismo, diceva il generale De Gaulle, e’ quando l’amore per la tua gente viene per primo. Nazionalismo invece e’ quando l’odio per le altre nazioni viene per primo”.
“Il nuovo regolamento del Mes per la sanita’ e’ quasi pronto e sara’ il primo strumento a disposizione dei governi gia’ da maggio. Si tratta di una linea di credito con maturita’ molto lunghe e con un tasso dello 0,3%. Parliamo di un prestito conveniente per coprire le spese sanitarie, dirette e indirette, di tutti i paesi europei”, spiega Sassoli, che aggiunge: “La vecchia troika che opero’ sulla Grecia – composta da Fmi, Bce e Commissione – non esiste piu’ dal 2012. Ma comunque, non ci saranno sorprese. Il board del Mes e’ formato dai ministri dell’Eurogruppo e le decisioni sulle nuove linee devono essere prese all’unanimita’. Quando il nuovo regolamento sara’ pubblico, tutto questo sara’ chiaro”.
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Coronavirus, Messina “cinque mosse per tagliare il debito”

ROMA (ITALPRESS) – “E’ necessario far leva su bond sociali, rientro dei capitali dall’estero, valorizzazione del patrimonio pubblico, investimenti pubblici e nella green economy, impiego agevolato del Tfr in titoli pubblici esentasse. Garantire solo liquidita’ e sopravvivenza alle imprese non basta”. Cosi’, in un’intervista al ‘Sole 24 ore’, l’ad di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, che espone un progetto in cinque punti e lancia l’allarme sui “livelli eccessivi di rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo”, che rischiano di “ricadere sulle prossime generazioni” quando “gia’ oggi ogni bambino che nasce in Italia ha sulle spalle un debito consistente”.
La regola numero uno, secondo Messina, e’ che “i debiti vanno pagati”. La priorita’ e’ mettere in campo “tutte le iniziative possibili”. Serve, “un progetto Paese che preveda interventi a tutto campo, con cinque manovre importanti”, sottolinea Messina, secondo il quale il Governo “sta facendo quanto possibile sostenendo l’occupazione e garantendo liquidita’ alle aziende che ne hanno necessita’. A nostra volta come Intesa Sanpaolo stiamo assicurando il massimo impegno a favore delle misure per l’erogazione della liquidita’ alle imprese, con garanzia pubblica. In pochi giorni le operazioni concluse e in via di completamento hanno raggiunto la cifra di 8 mila. Certo, occorre considerare che il debito pubblico elevato del nostro Paese riduce gli spazi di manovra. Non siamo come Germania o Svizzera. Sono convinto che, nell’insieme, il governo stia reagendo bene all’emergenza”.
“L’impianto complessivo dei provvedimenti c’e’, sia pure migliorabile – aggiunge Messina -. In particolare, aggiungerei interventi a fondo perduto. I finanziamenti possono andare bene per superare le difficolta’ del momento ma poi sono debiti, sia pure garantiti dallo Stato, che vanno restituiti. Il rischio e’ che gli imprenditori non vedano all’orizzonte una prospettiva di ripresa. E’ esattamente quanto occorre evitare. Per questo non basta tamponare le situazioni, occorre lavorare per il futuro, progettare il futuro attraverso una programmazione economica e sociale che incentivi la crescita demografica e sappia valutare le necessita’ del Paese”.
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25 aprile, Mattarella “l’Italia unita e’ riuscita a rinascere”

ROMA (ITALPRESS) – “Nella primavera del 1945 l’Europa vide la sconfitta del nazifascismo e dei suoi seguaci. L’idea di potenza, di superiorita’ di razza, di sopraffazione di un popolo contro l’altro, all’origine della seconda guerra mondiale, lascio’ il posto a quella di cooperazione nella liberta’ e nella pace e, in coerenza con quella scelta, pochi anni dopo e’ nata la Comunita’ Europea. Oggi celebriamo il settantacinquesimo anniversario della Liberazione, data fondatrice della nostra esperienza democratica di cui la Repubblica e’ presidio con la sua Costituzione”. Cosi’ il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 25 aprile, in un messaggio alla nazione.
“La pandemia del virus che ha colpito i popoli del mondo ci costringe a celebrare questa giornata nelle nostre case – aggiunge -. Ai familiari di ciascuna delle vittime vanno i sentimenti di partecipazione al lutto da parte della nostra comunita’ nazionale, cosi’ come va espressa riconoscenza a tutti coloro che si trovano in prima linea per combattere il virus e a quanti permettono il funzionamento di filiere produttive e di servizi essenziali. Manifestano uno spirito che onora la Repubblica e rafforza la solidarieta’ della nostra convivenza, nel segno della continuita’ dei valori che hanno reso straordinario il nostro Paese”.
“In questo giorno – sottolinea Mattarella – richiamiamo con determinazione questi valori. Fare memoria della Resistenza, della lotta di Liberazione, di quelle pagine decisive della nostra storia, dei coraggiosi che vi ebbero parte, resistendo all’oppressione, rischiando per la liberta’ di tutti, significa ribadire i valori di liberta’, giustizia e coesione sociale, che ne furono alla base, sentendoci uniti intorno al Tricolore. Nasceva allora una nuova Italia e il nostro popolo, a partire da una condizione di grande sofferenza, unito intorno a valori morali e civili di portata universale, ha saputo costruire il proprio futuro. Con tenacia, con spirito di sacrificio e senso di appartenenza alla comunita’ nazionale, l’Italia ha superato ostacoli che sembravano insormontabili. Le energie positive che seppero sprigionarsi in quel momento portarono alla rinascita. Il popolo italiano riprese in mano il proprio destino. La ricostruzione cambio’ il volto del nostro Paese e lo rese moderno, piu’ giusto, conquistando rispetto e considerazione nel contesto internazionale, dotandosi di antidoti contro il rigenerarsi di quei germi di odio e follia che avevano nutrito la scellerata avventura nazifascista”.
“Nella nostra democrazia la dialettica e il contrasto delle opinioni non hanno mai, nei decenni, incrinato l’esigenza di unita’ del popolo italiano, divenuta essa stessa prerogativa della nostra identita’ – prosegue il Capo dello Stato -. E dunque avvertiamo la consapevolezza di un comune destino come una riserva etica, di straordinario valore civile e istituzionale. L’abbiamo vista manifestarsi, nel sentirsi responsabili verso la propria comunita’, ogni volta che eventi dolorosi hanno messo alla prova la capacita’ e la volonta’ di ripresa dei nostri territori”.
“Cari concittadini, la nostra peculiarita’ nel saper superare le avversita’ deve accompagnarci anche oggi, nella dura prova di una malattia che ha spezzato tante vite. Per dedicarci al recupero di una piena sicurezza per la salute e a una azione di rilancio e di rinnovata capacita’ di progettazione economica e sociale. A questa impresa siamo chiamati tutti, istituzioni e cittadini, forze politiche, forze sociali ed economiche, professionisti, intellettuali, operatori di ogni settore. Insieme possiamo farcela e lo stiamo dimostrando. Viva l’Italia! Viva la Liberazione! Viva la Repubblica!”.
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Coronavirus, Di Maio “sul Mes si puo’ trattare”

ROMA (ITALPRESS) – “Le previsioni sono negative per tutti i Paesi colpiti. Noi abbiamo un alto debito pubblico, ma l’obiettivo e’ uno: rimettere in moto il Paese. Il fallimento non e’ una opzione. Le nostre imprese devono ripartire, i lavoratori devono mantenere la loro occupazione, le famiglie devono vivere tranquille. All’Europa abbiamo ricordato che ogni Paese e’ legato al destino dell’altro e che nessuno ha colpe per questa pandemia. Non siamo davanti alla crisi del 2008. L’Italia ha gia’ pagato un prezzo altissimo con i suoi morti, sarebbe ingiusto aggiungere carichi ulteriori”. Cosi’, in un’intervista a “La Stampa”, il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.
“Sul Mes – spiega – faccio una riflessione piu’ ampia. Abbiamo da una parte chi tifa contro l’ Italia, e io lo trovo sconcertante. Dall’ altra abbiamo chi considera il Mes la salvezza nazionale. Non e’ vero neanche questo. Dobbiamo essere pragmatici. Questa e’ la partita della vita per noi. E non e’ ancora finita. Anzi, e’ appena iniziata”. Si tratta di uno strumento “che, ancora sulla carta, sembrerebbe senza condizionalita’. Per ora siamo nel campo delle intenzioni”. Sul Recovery Fund, aggiunge :”Conte ha ragione. Oggi gli aspetti fondamentali sono due: la quantita’ di soldi e i tempi dello stanziamento. Soprattutto i tempi, che devono essere certi. L’Italia non puo’ aspettare. Cosi’ come non dobbiamo fare l’ errore di pensare che siamo usciti dall’emergenza coronavirus, non dobbiamo pensare di aver gia’ vinto in Europa”.
“Ridare ossigeno alle imprese – aggiunge Di Maio – sara’ prioritario, servira’ a garantire la nostra competitivita’. L’export diventera’ cruciale di fronte a una possibile flessione della domanda interna. Poi bisognera’ sostenere lo Stato sociale, aiutando chi non arriva a fine mese”. “Nessuno deve pagare gli effetti di questa pandemia. Ne’ i figli ne’ le generazioni attuali che hanno gia’ vissuto la crisi del 2008. L’Europa lo deve sapere”. E poi in merito a Vittorio Colao, alla guida della task force per la fase 2 del coronavirus, commenta: “Colao e’ un grande manager e un grande professionista, sta supportando il governo nella fase 2, quella piu’ complicata”. “Ecco – aggiunge -, dopo Draghi ora si inizia con Colao, quale sara’ il terzo nome che verra’ usato solo per buttare giu’ Conte? In quale altro Paese del mondo colpito dalla pandemia il dibattito mediatico si sta concentrando sulla possibilita’ di un nuovo governo?”.
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