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Coronavirus, Confprofessioni “Priorita’ la salute dei lavoratori”

ROMA (ITALPRESS) – «Gli studi professionali ripartono in sicurezza». Al termine di un lungo confronto, andato avanti per tutta la notte, il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, ha sottoscritto l’aggiornamento del Protocollo sulle misure per il contrasto al Covid 19 negli ambienti di lavoro, sottoscritto lo scorzo 14 marzo, che e’ stato integrato in vista dell’avvio della fase 2. «Alla presenza del ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, le parti sociali hanno raggiunto un accordo complesso, che garantisce la tutela della salute dei lavoratori e la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro», dichiara Stella. «Dopo oltre due mesi di blocco forzato delle attivita’ produttive, gli studi professionali possono riaprire, rispettando rigorosamente le misure di sicurezza previste dal Protocollo integrato».
«Per assicurare un rientro in massima sicurezza sono state rafforzate alcune misure che vanno dall’utilizzo di dispositivi di protezione individuale alla sanificazione straordinaria degli ambienti di lavoro, dal distanziamento delle postazioni di lavoro alla previsione di orari differenziati», continua Stella. «In questa fase la figura del medico del lavoro assume un ruolo di assoluto rilievo, perche’ dovra’ certificare anche l’avvenuta negativizzazione dei lavoratori risultati positivi al Covid – 19», prosegue.
«Sara’ comunque una riapertura graduale anche per venire incontro ai problemi di mobilita’ dei trasporti connessi alla fase 2 – conclude il presidente di Confprofessioni -. In quest’ottica si e’ deciso di valorizzare ulteriormente il lavoro a distanza, potenziando il ricorso agli strumenti di smart working. Ma stiamo valutando l’ipotesi di richiedere una forma di decontribuzione per garantire continuita’ alle attivita’ professionali e alleggerire il sovraccarico dei trasporti».
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Fifa in soccorso del calcio: 150 milioni di dollari alle federazioni

ZURIGO (SVIZZERA) (ITALPRESS) – La Fifa in soccorso del mondo del calcio. Da Zurigo annunciano che saranno versati alle Federazioni tutti i fondi operativi dovuti per gli anni 2019 e 2020. “Si tratta di una prima fase del piano di aiuto per la comunita’ calcistica colpita dalla pandemia”, fa sapere la Fifa, che distribuira’ dunque 150 milioni di dollari (poco meno di 140 milioni di euro) alle 211 Federazioni associate. “La pandemia ha causato difficolta’ senza precedenti per tutta la comunita’ calcistica e la Fifa ha il dovere di sostenere coloro che hanno piu’ bisogno di aiuto – ha sottolineato il presidente Gianni Infantino – La prima cosa e’ prestare un sostegno economico immediato alle nostre Federazioni. Si tratta di una prima fase di un piano di vasta portata che stiamo sviluppando per dare una risposta alla situazione di emergenza che vive la comunita’ calcistica globale. Assieme ai nostri stakeholders stiamo valutando le perdite e lavorando sui meccanismi di risposta piu’ adeguati ed efficienti al fine di implementarli nelle prossime fasi”. La Fifa, dunque, anticipera’ con effetto immediato anche quei pagamenti che sarebbero dovuti scattare a luglio e questi fondi – 500 mila dollari per Federazione piu’ i finanziamenti ancora pendenti per 2019 e 2020 – serviranno per mitigare gli effetti negativi della crisi economica.
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Coronavirus, Iss “Diminuiscono i casi ma tenere alta l’attenzione”

ROMA (ITALPRESS) – Diminuiscono i casi di contagio e la gravita’ della malattia ma il virus circola ancora in tutta Italia. E’ quanto emerge dalla conferenza stampa dell’Istituto Superiore di Sanita’. “Come sta evolvendo l’epidemia? Anche nelle zone a bassa circolazione ci sono dei focolai, globalmente il tipo di intensita’ si e’ molto ridotto – dice Silvio Brusaferro, presidente
dell’Istituto Superiore di Sanita’ – ma rimane una circolazione, ci deve essere sempre cautela nel muoversi”. “Il numero dei casi si sta riducendo ma dobbiamo muoverci con grande cautela, per questo parliamo sempre di graduale riapertura, una situazione che richiede grande attenzione nelle misure di adottare”, ha aggiunto Brusaferro “la gran parte delle infezioni e’ avvenuta nelle strutture dove si concentrano persone anziane e disabili, poi nell’ambiente familiare, seguono le strutture sanitarie e una parte inferiore a livello lavorativo”.
Nei dati dell’Iss si legge che su circa 4.500, tra l’1 e il 23 aprile, il 44,1% delle infezioni si e’ verificato in una Rsa, il 24,7% in ambito familiare, il 10,8% in ospedale o ambulatorio e il 4,2% sul luogo di lavoro.
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Coronavirus, Speranza “Sfida ancora aperta, ma va programmato il futuro”

ROMA (ITALPRESS) – “E’ evidente che ci siamo trovati tutti di fronte a un fatto epocale, uno tsunami che e’ entrato nelle nostre case, che ha stravolto la vita di ciascuno di noi. Lo Stato, le amministrazioni hanno risposto con forza, determinazione a questa onda anomala nelle nostre vite. Anche oggi si percepisce questa risposta”. Cosi’ il ministro della Salute, Roberto Speranza, al termine della visita all’istituto di ricerca “Lazzaro Spallanzani”, dove e’ stato attivato il nuovo reparto di bioconteninento finanziato con i 4 milioni di euro donati dalla Banca d’Italia. “Le Regioni anno provato a mettere in campo pezzi di innovazione – ha aggiunto -. Lo Spallanzani ha dimostrato una storia sotto gli occhi di tutti. Ringrazio a nome del governo chi guida questa struttura. Dobbiamo dirci la verita’: dall’inizio abbiamo fatto tanti passi in avanti, si segnala una situazione diversa rispetto alle settimane precedenti grazie al sacrificio di tutti gli italiani. La stragrande maggioranza dei cittadini e’ stata all’altezza della situazione. Oggi possiamo guardare con fiducia, per il futuro ci sono le condizioni per programmare il domani ma dobbiamo farlo con i piedi radicati nell’oggi. Guai a pensare che la battaglia sia veramente vinta, l’attenzione e la gradualita’ devono essere massime. Siamo di fronte a un virus difficile e nuovo. Sappiamo che possiamo contare con risorse straordinarie”.
“Quando si ha a che fare con un virus che si proponga con questa facilita’ – ha concluso – si ha bisogno di strutture come queste. Ringrazio gli operatori sanitari e voglio ribadire che le istituzioni ci sono. Qui c’e’ una regione che e’ stata all’altezza, mi fa piacere vedere l’impegno di Banca d’Italia, le istituzioni ci sono. Noi siamo l’Italia e dobbiamo essere orgogliosi di quello che siamo. Penso che il lavoro fatto in queste settimane, dentro una sfida ancora aperta, deve vederci ancora impegni e dimostrare che si puo’ uscire da questa prova tremenda”.
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Allo Spallanzani 115 casi di Coronavirus, 20 sono piu’ gravi

ROMA (ITALPRESS) – Sono 115 i pazienti Covid 19 positivi ricoverati allo Spallanzani di Roma; di questi, 20 necessitano ancora di supporto respiratorio. In giornata, fa sapere l’Istituto, sono previste ulteriori dimissioni di pazienti asintomatici o paucisintomatici. I pazienti dimessi e trasferiti a domicilio o presso altre strutture territoriali, sono a questa mattina 351.
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Indagine Vinitaly-Nomisma, il lockdown frena i consumi di vino

VERONA (ITALPRESS) – “Nulla sara’ come prima”, il refrain post-emergenza, non vale per il popolo del vino: i consumatori italiani (l’85% della popolazione) si dichiarano infatti in buona sostanza fedeli alle proprie abitudini gia’ a partire dalla fase 2, compatibilmente con la loro disponibilita’ finanziaria. Nel frattempo, non e’ come prima la dinamica dei consumi in regime di lockdown: il bicchiere e’ piu’ mezzo vuoto che mezzo pieno, e la crescita degli acquisti in Gdo non compensa comunque l’azzeramento dei consumi fuori casa.
E se il 55% dei consumatori non ha modificato le proprie abitudini, tre su dieci affermano invece di aver bevuto meno vino (ma anche meno birra) in quarantena, a fronte di un 14% che indica un consumo superiore. E’ quanto emerge dall’indagine – la prima a focus emergenza a cui ne seguiranno altre nei prossimi mesi – a cura dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor “Gli effetti del lockdown sui consumi di vino in Italia”, realizzata su 1.000 consumatori di vino della popolazione italiana.
La presentazione della survey, moderata dal Ceo di Bertani Domains, Ettore Nicoletto, e’ in programma questa sera alle 17 nel corso della diretta streaming di “Italian wine in evolution” (https://winejob.it/webinar-italian-wine-in-evolution-3-appuntamento/), a cui parteciperanno il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani e il responsabile di Nomisma Wine Monitor, Denis Pantini.
Il ‘dopo’ sara’ come ‘prima’ per l’80% dei consumatori. O piu’ di prima, con i millennials che prevedono un significativo aumento del consumo in particolare di vini mixati (il 25% prevede di aumentarne la domanda), a riprova della voglia di tornare a una nuova normalita’ con i consueti elementi aggreganti, a partire dal prodotto e dai suoi luoghi di consumo fuori casa (ristoranti, locali, wine bar), che valgono una fetta di 1/3 del campione in termini di volume (il 42% tra i millennials).
Il vino – evidenzia l’indagine – non puo’ dunque prescindere dal suo aspetto socializzante, se e’ vero che la diminuzione riscontrata e’ da addurre in larga parte (58%) al regime di isolamento imposto dall’emergenza Covid-19 che ha cancellato le uscite nei ristoranti, le bevute in compagnia e gli aperitivi. Per contro, chi dichiara un aumento ha scelto il prodotto enologico quale elemento di relax (23%, in particolare donne del Sud), da abbinare alla buona cucina di casa (42%), specie tra gli smart worker del Nord.
Per il dg di Veronafiere, Giovanni Mantovani, “se poco sembra modificarsi nelle abitudini al consumo – e questa e’ una buona notizia -, le imprese del vino sono invece chiamate a profondi cambiamenti, alle prese con la necessita’ di reagire alle tensioni finanziarie e allo stesso tempo di difendersi dalle speculazioni. Il mercato e i suoi nuovi canali di riferimento saranno le principali cure per un settore che oggi necessita di un outlook straordinario sulla congiuntura e di un partner in grado di fornire nuovi orizzonti e soluzioni. Come Veronafiere – ha concluso – da qui ai prossimi mesi vogliamo prenderci ancora di piu’ questa responsabilita’ a supporto del settore”.
In generale la quarantena sembra aver appiattito anche gli stimoli alla conoscenza, con la sperimentazione delle novita’ di prodotto in calo sul pre-lockdown (dal 73% al 59%), la preferenza verso i piccoli produttori (dal 65% al 58%), i vini sostenibili (dal 65% al 61%) e gli autoctoni (dall’81% al 76%). Tendenze queste che a detta degli intervistati torneranno identiche a prima nel post quarantena. Cio’ che e’ cambiato, ma e’ da verificare se lo sara’ anche in futuro, e’ la preferenza del canale di acquisto online, balzata dal 20% al 25%.
Per il responsabile di Nomisma Wine Monitor, Denis Pantini: “per quanto il lockdown abbia cambiato modalita’ di acquisto e consumo di vino da parte degli italiani, il desiderio di ritornare ‘ai bei tempi che furono’ sembra prevalere sull’attuale momento di crisi e su comportamenti futuri che giocoforza saranno improntati ad una maggior precauzione e distanza sociale. Si tratta di un asset molto importante in termini di fiducia sulla ripresa e che va preservato soprattutto alla luce della imminente fase 2, anche perche’ il crollo stimato sul Pil italiano per i mesi a venire rischia di avere impatti sui consumi in considerazione di una domanda rispetto al reddito che nel caso del vino risulta elastica, e come tale, a rischio riduzione in virtu’ della recessione economica”.
(ITALPRESS).

Coronavirus, pubblicato avviso da 6,5 mln per sostegno ad affitti

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La direzione generale dell’assessorato al Governo del Territorio della Regione Campania ha pubblicato l’Avviso per il sostegno all’affitto delle abitazioni principali, per un importo complessivo di 6.450.674 euro. Lo rende noto la Regione. Potranno accedere al contributo, secondo i criteri stabiliti nell’Avviso, i nuclei familiari titolari di un contratto di locazione che hanno subito una diminuzione della capacità reddituale a seguito delle misure restrittive per l’epidemia da COVID-19. L’ammontare del contributo concesso è pari al 50% del canone mensile, per tre mensilità, per un importo massimo complessivo pari a 750 euro.
La domanda per la concessione del contributo va presentata al Comune dove è situato l’immobile condotto in locazione, mediante autocertificazione (ai sensi degli articoli 46 e 47 del DPR 445/2000) del possesso di tutti i requisiti di accesso al contributo, compreso la diminuzione del volume d’affari per i titolari di reddito di impresa, arte o professione e/o la riduzione del reddito da lavoro dipendente/assimilato.
La domanda per la concessione del contributo potrà essere presentata da un componente maggiorenne incluso nel nucleo familiare, anche non intestatario del contratto di locazione, purché residente nel medesimo alloggio oggetto del contratto di locazione.
I Comuni potranno acquisire le domande anche per il tramite o col supporto dei Centri di assistenza Fiscale e/o delle Organizzazioni sindacali. Le amministrazioni comunali, raccolte le domande dei nuclei familiari in possesso dei requisiti previsti dalla Regione Campania, faranno un controllo sulla regolarità formale delle autocertificazioni, e predisporranno un elenco dei beneficiari con indicazione del contributo spettante a ciascuno di essi. La Regione provvederà all’accredito del totale dei contributi spettanti a ciascuna Amministrazione comunale, in proporzione al numero di domande complessivamente pervenute.
I Comuni trasmetteranno l’elenco, redatto sul modello allegato al bando e firmato digitalmente, entro e non oltre le ore 18.00 del 12 maggio al seguente indirizzo pec: [email protected]
I Comuni, ricevuto l’accredito da parte della Regione, provvederanno alla erogazione dei contributi a favore dei beneficiari nell’ordine di graduatoria stabilita dal Comune stesso, per l’importo ad ognuno di essi spettante, fino ad esaurimento fondi.
Tutta la documentazione relativa all’Avviso sarà visibile su https://www.territorio.regione.campania.it/home
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Coronavirus, Sassoli “L’Ue ha aperto il cantiere della ricostruzione”

ROMA (ITALPRESS) – Quello del Consiglio europeo “e’ stato un passo importante, si e’ aperta definitivamente l’idea che l’Europa possa essere la risposta utile alla crisi. Sappiamo quanto sara’ profonda, grave e drammatica la crisi che questa emergenza produrra’, naturalmente abbiamo bisogno di un progetto che metta in condizione le nostre economie di ripartire. Un tavolo europeo che affronti rapidamente con un volume di risorse molto impegnativo la fase che questa vicenda drammatica ci sottopone. Credo che siamo nella strada giusta, da ieri si e’ aperto il cantiere della ricostruzione”. Lo ha detto il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, ad Agora’ su Rai3.
“E’ stato deciso di usare due strumenti: il bilancio dell’Unione e uno il fondo per la ripresa e la ricostruzione che si poggera’ sul bilancio per poter consentire un finanziamento sui mercati, i famosi bond di cui tanto si parla saranno uno degli strumenti – ha proseguito Sassoli -. Adesso abbiamo bisogno di fare in modo che il bilancio che parte il 1 gennaio, una possibilita’ di anticipazione del fondo e questo e’ allo studio. I tempi sono molto rapidi, qui si tratta di utilizzare 1500-2000 miliardi, chi dice addirittura 3000 miliardi, naturalmente usare risorse di questo genere ha bisogno di valutazioni, meccanismi. Ieri e’ venuto fuori, e non e’ stato escluso da nessuno, che questo fondo possa consentire dei prestiti a tassi convenienti ma allo stesso tempo dei finanziamenti a fondo perduto. Vogliamo fare tutto molto rapidamente, la Commissione verra’ in Parlamento il 5 maggio a presentare il piano, il 6 sara’ presentato al collegio dei commissari e poi ci saranno alcune settimane per discutere e far partire tutto entro il mese di giugno”.
(ITALPRESS).