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Zaccagni guarito dal coronavirus, negativo al test

VERONA (ITALPRESS) – Mattia Zaccagni ha dribblato il coronavirus. La bella notizia arriva dal Verona che ha ufficializzato la guarigione del calciatore risultato positivo a meta’ marzo. In un comunicato stampa l’Hellas fa sapere che “secondo protocollo, Mattia Zaccagni ha effettuato nelle scorse ore il controllo con test diagnostico (tampone) per il coronavirus-Covid 19. L’esame ha dato esito negativo. Il calciatore e’ pertanto guarito e non dovra’ piu’ essere sottoposto al regime di isolamento domiciliare”. Subito dopo la notizia della positivita’ arrivata lo scorso 17 marzo, il giocatore, classe 1995, aveva rassicurato i tifosi su Instagram: “Volevo ringraziare tutti voi per l’affetto ricevuto in questo delicato momento! Vi rassicuro dicendo che sto
bene, torneremo presto a gioire tutti insieme!”, le parole di Zaccagni che anche oggi, subito dopo il comunicato diramato dal Verona, ha postato su instagram una foto che lo ritrae in macchina e con una mascherina e ha commentato la notizia della sua guarigione: “Negativo! Un grazie di cuore a tutte le persone che mi hanno dimostrato affetto. Un abbraccio virtuale a tutti”.
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Covid-19, Hera e Caritas insieme per donare equivalente di 25mila pasti

BOLOGNA (ITALPRESS) – Una donazione alla Caritas Italiana per ogni cliente che richiede l’invio elettronico della bolletta, per fornire l’equivalente di 25 mila pasti a chi ne ha bisogno. E’ questa la nuova iniziativa di solidarieta’ messa in campo dal Gruppo Hera che si aggiunge alle numerose altre gia’ realizzate, anche in questo periodo di emergenza Coronavirus, a sostegno di famiglie e aziende del territorio che si trovano in difficolta’ a gestire i pagamenti delle bollette relative ai servizi forniti dalla multiutility.
Fino al 31 maggio, per ciascun cliente – domestico o business – che attiva l’invio elettronico della bolletta, il Gruppo Hera donera’ 2 euro a favore della Caritas Italiana. La multiutility in questo modo stima di raccogliere fondi per coprire l’erogazione di circa 25 mila pasti da destinare alle persone in difficolta’ in Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Marche.
E’ possibile richiedere l’invio della bolletta per e-mail, in sostituzione di quella cartacea, per le bollette di energia elettrica, gas, acqua, teleriscaldamento e tariffa a corrispettivo puntuale per la gestione dei rifiuti.
Per dare visibilita’ all’iniziativa di solidarieta’ e’ stata avviata una capillare campagna di sensibilizzazione rivolta a tutti i clienti, tramite sms ed e-mail.
Per richiedere l’invio elettronico della bolletta basta accedere ai servizi digitali del Gruppo Hera (Servizi Online e app My Hera) o contattare il Servizio Clienti.
“Scegliere l’invio elettronico della bolletta e’ un piccolo gesto con il quale, pero’, ora si puo’ contribuire a dare un aiuto concreto a chi ha piu’ bisogno, aiutandolo a superare questa emergenza – sottolinea Hera -. Allo stesso tempo rappresenta un vantaggio per i clienti, poiche’ l’invio della bolletta per e-mail assicura puntualita’ di consegna, e per l’ambiente, in termini di risparmio di carta ed emissioni in atmosfera per produrla e trasportarla. Inoltre, ogni volta che un cliente domestico attiva uno o piu’ servizi digitali, messi a disposizione gratuitamente dalla multiutility, come in questo caso per l’invio elettronico della bolletta, dona punti alle scuole del suo Comune nell’ambito del progetto Digi e Lode del Gruppo, punti che potranno essere convertiti in premi in denaro da spendere in progetti di digitalizzazione scolastica”.
Il progetto di solidarieta’ che vede coinvolta la Caritas Italiana si affianca alle numerose iniziative di dilazioni di pagamento e rateizzazioni delle bollette per tutti i servizi che la multiutility ha introdotto in questo periodo per i propri clienti, famiglie e imprese, in difficolta’ economica. Tali agevolazioni speciali – in essere fino alle scadenze di fine giugno – consentono diluizioni dei pagamenti anche fino a dicembre 2020 e riguardano le bollette di tutti i servizi erogati dal Gruppo Hera (acqua, teleriscaldamento, rifiuti urbani in regime di tariffazione corrispettivo puntuale e forniture di energia elettrica e gas naturale, purche’ non in regime di salvaguardia e di ultima istanza) per importi fino a 4.500 euro. Per importi superiori saranno definiti piani di rateizzazione specifici.
“In questa emergenza, che non e’ piu’ solo sanitaria ma anche sociale ed economica, sta aumentando il numero di persone che non riescono a soddisfare neppure i bisogni primari come la garanzia di un pasto – commenta Cristian Fabbri, Direttore Centrale Mercato del Gruppo Hera -. Con le agevolazioni gia’ attivate per il pagamento delle bollette e questa ulteriore iniziativa in collaborazione con Caritas Italiana vogliamo dare un contributo concreto a chi si trova in maggiore difficolta’”.
“Questa emergenza ci deve far sentire tutti uniti e solidali – ricorda il Direttore di Caritas Italiana don Francesco Soddu, che aggiunge – ancora una volta le piu’ esposte sono le persone piu’ fragili e per questo auspichiamo che siano sempre di piu’ le iniziative, come questa del Gruppo Hera, di solidarieta’ concreta in favore delle persone in difficolta’ e in condizioni sempre piu’ precarie”.
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Turismo, per le famiglie italiane la pizza piatto che piu’ ci rappresenta

ROMA (ITALPRESS) – In questo periodo di lockdown possiamo fare affidamento piu’ che mai ai nostri cinque sensi per stimolare e tenere attivo il nostro cervello. Tra questi, il ‘gusto’ ci consente di risvegliare la memoria che e’ in noi, come quella di un piatto assaggiato in un viaggio seppur di tanti anni fa. L’Osservatorio sulle vacanze in famiglia di Vrbo ha chiesto a 9 mila famiglie europee di identificare i piatti tipici da consigliare ad altre famiglie. Tra queste anche mille famiglie italiane che hanno confermato quanto il cibo sia sinonimo della cultura e autenticita’ di un Paese.
Dai dati della ricerca e’ emerso che se nel 12% delle valige delle famiglie italiane non possono mancare caffettiera e pasta, dato che avvalora quanto il cibo sia per noi fondamentale, l’orgoglio nazionale si fa ancora piu’ forte quando e’ il momento di consigliare ad altre famiglie straniere i piatti simbolo della nostra cultura. Al primo posto della classifica gli italiani consigliano la pizza (72%) che stacca di venticinque punti percentuali il secondo piatto classificato: la romanissima carbonara (47%); seguito al terzo posto dai tortellini bolognesi e dagli arancini siciliani (34%). Il quarto posto va alla bistecca alla fiorentina (33%) seguita dalla cotoletta alla milanese (22%) e ancora un piatto romano, la mozzarella in carrozza (21%).
E gli altri paesi? Secondo l’osservatorio in cima alle classifiche di otto paesi europei i piatti che meglio comunicano attraverso il gusto la loro cultura sono: la Wiener Schnitzel (Austria); le Crepes (Francia); Konigsberger Klopse, polpette di carne in una salsa bianca a base di capperi (Germania); le Oliebollen, frittelle dolci (Olanda); Leitao na Bairrada, il maialino da latte (Portogallo); i Fish & Chips (Regno Unito); le Tortilla de Patatas (Spagna); e le Kottbullar med potatismos, polpette di carne con purea e salsa di mirtilli rossi (Svezia).
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La Siae compie 138 anni nella Giornata mondiale del libro

ROMA (ITALPRESS) – Il 23 aprile e’ un giorno speciale per la Societa’ Italiana degli Autori ed Editori, che nasceva proprio in quella data nel 1882. Questa importante ricorrenza coincide anche con la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore da quando l’Unesco ha deciso di celebrare proprio il 23 aprile il ruolo del libro come potente strumento di diffusione e di conservazione della cultura e di sottolineare l’importanza della protezione della proprieta’ intellettuale attraverso il copyright, nonche’ il contributo che gli autori danno al progresso sociale e culturale dell’umanita’.
“Nel nostro Paese, dunque – spiega la SIAE in una nota -, il 23 aprile assume un’importanza fondamentale per la tutela del diritto d’autore proprio perche’, 138 anni fa, veniva fondata a Milano la Societa’ Italiana degli Autori, che successivamente sarebbe diventata l’attuale SIAE. Ai blocchi di partenza c’era un nucleo molto qualificato di 181 intellettuali, fra i quali ben tre ministri e un bel numero fra senatori e deputati, grazie ai quali la Societa’ assunse immediatamente prestigio e rilievo nel mondo degli addetti ai lavori”.
Attualmente la Societa’ Italiana degli Autori ed Editori e’ al sesto posto della classifica mondiale delle societa’ di collecting, come confermato dai dati del Global Collections Report pubblicato da CISAC (Confe’de’ration Internationale des Socie’te’s d’Auteurs et Compositeurs), risultato che testimonia il ruolo di prim’ordine della Societa’ all’interno del network internazionale.
“Oggi come non mai e’ cruciale il ruolo della SIAE: in un momento come quello che stiamo vivendo a causa della pandemia da coronavirus, in cui tutti dobbiamo restare in casa per salvaguardare noi stessi e la collettivita’, le opere dell’ingegno, come musica, libri e film, ci danno conforto. Che vita sarebbe senza questo immenso patrimonio culturale? – ha commentato il presidente SIAE Giulio Rapetti Mogol -. Dunque questa emergenza e’ anche un’occasione per tornare a riflettere sull’importanza di tutelare e diffondere la creativita’ per la crescita personale, culturale e civile”.
“Eppure, il rischio e’ di assistere all’incredibile ingiustizia per cui i giganti del web continuano a guadagnare cifre miliardarie sulle spalle dei creativi, che in questa difficile circostanza sono duramente colpiti a causa dell’emergenza sanitaria. Rinnovo percio’ il mio appello al Parlamento italiano affinche’ anche nel nostro Paese venga recepita al piu’ presto la Direttiva Copyright. E’ una questione di coscienza e di giustizia e va affrontata al piu’ presto – ha aggiunto Mogol – Senza diritto d’autore, che e’ il diritto del lavoro quotidiano di chi crea, la cultura muore, e con lei muore anche la nostra identita’”.
“L’evoluzione della situazione ha reso necessaria l’adozione di misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza sanitaria che ha avuto pesanti ricadute su tutto il settore dello spettacolo. La nostra priorita’ anche durante questo particolare periodo e’ dunque stare vicino a tutti i nostri associati, garantendo la continuita’ operativa ma anche fornendo un sostegno concreto – ha concluso Mogol – Non tradiremo mai i nostri valori e ci batteremo sempre per la difesa del diritto d’autore. Accanto a cio’, ci e’ sembrato doveroso sostenere la proposta del regista Ferzan Ozpetek di dedicare una giornata a coloro che hanno combattuto e continuano combattere il coronavirus in prima linea per ricordare la fondamentale importanza e il costante impegno di chi lavora negli ospedali sottoscrivendo l’appello sul sito www.festadeicamicibianchi.it e lanciando una piattaforma per raccogliere adesioni”.
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A marzo ore di cassa integrazione -8,2% su base annua

ROMA (ITALPRESS) – A marzo 2020 il numero di ore di cassa integrazione complessivamente autorizzate e’ stato pari a 20 milioni, in diminuzione dell’8,2% rispetto allo stesso mese del 2019 (21,8 milioni). Lo rende noto l’Inps.
L’Istituto chiarisce che le ore autorizzate riportate nel focus fanno riferimento alla data di autorizzazione, quindi nel mese oggetto della pubblicazione (marzo 2020) non ci sono ore autorizzate con causale “emergenza covid19”.
Le ore di cassa integrazione ordinariaautorizzate a marzo 2020 sono state 12,7 milioni. Un anno prima, nel mese di marzo 2019, erano state 11,8 milioni: di conseguenza, la variazione tendenziale e’ pari a +7,9%. In particolare, la variazione tendenziale e’ stata pari a +21,3% nel settore Industria e-38,3%nel settore Edilizia. La variazione congiunturale registra, nel mese di marzo 2020 rispetto al mese precedente, un incremento pari al 19,4%.
Il numero di ore di cassa integrazione straordinaria autorizzate a marzo 2020 e’ stato pari a 7,3 milioni, di cui 3,1 milioni per solidarieta’, registrando un decremento pari al 27,2%rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, che registrava 10 milioni di ore autorizzate. Nel mese di marzo 2020 rispetto al mese precedente si registra una variazione congiunturale pari al -31,5%.
Gli interventi in deroga sono stati pari a circa 2 mila ore autorizzate a marzo 2020 registrando un decremento dell’82,2% se raffrontati con marzo 2019, mese nel quale erano state autorizzate circa 12 mila ore. La variazione congiunturale registra nel mese di marzo 2020 rispetto al mese precedente un incremento pari al 515,2%.
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Marquez “La spalla migliora, stagione breve sarebbe un problema”

MILANO (ITALPRESS) – La moto, la sua Honda, il Mondiale, la competizione. Tutte cose che mancano a Marc Marquez, il pluricampione del mondo che, pero’, puo’ sfruttare lo stop forzato delle attivita’ per recuperare al meglio dai problemi alla spalla. “I test invernali sono stati molto interessanti – spiega lo spagnolo nell’intervista riportata da Sky Sport -. Inizialmente in Malesia abbiamo perso la strada. L’abbiamo persa perche’ tutti eravamo convinti che il problema fosse la mia spalla. Ogni commento che facevo, come il fatto di sentire la moto pesante in curva, era influenzato dalla spalla. Successivamente siamo andati in Qatar, le mie condizioni erano migliori, ma i problemi erano sempre gli stessi. Abbiamo provato dei pezzi del 2019, abbiamo analizzato la situazione, per risolvere i problemi e proprio all’ultimo giorno abbiamo ritrovato la strada giusta”. Poi pero’ c’e’ stato lo stop a causa dell’emergenza coronavirus. “Quando torneremo alla vita normale, la prima cosa che faro’ e’ correre in moto. La condizione della mia spalla sta migliorando, nell’operazione o durante la riabilitazione ho avuto un infortunio, il muscolo attorno alla spalla era atrofizzato. Ma negli ultimi giorni prima dell’emergenza coronavirus avevo gia’ ricominciato a fare motocross e mi sentivo meglio”. Adesso la MotoGp sta cercando le soluzioni giuste per riprendere, ma si sono persi tanti weekend di corse e non e’ semplice trovare il modo per recuperare il tempo perduto. “Sarebbe complicato avere una stagione breve, perche’ bisognerebbe prendersi dei rischi, non potendo saltare delle gare non ci sarebbe il tempo per recuperare punti – ha spiegato Marquez -. Ma onestamente non ci penso in questo momento, quando avremo un calendario faro’ le mie strategie”.
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Sassoli “Gli aiuti Ue arriveranno, l’Italia sappia spenderli”

ROMA (ITALPRESS) – “Bisogna fare subito e bene”. Lo dice il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, in un’intervista al Corriere della Sera, in merito al vertice dei capi di Stato e di Governo dell’Ue del 23 aprile a Bruxelles.
“Quello di oggi e’ un Consiglio europeo importante. Si apre la partita decisiva, quella che riguarda la ricostruzione delle economie dopo la pandemia – spiega Sassoli -. Per l’emergenza abbiamo un ampio ventaglio di fondi e prestiti che sono gia’ rilevanti. Ma la profondita’ della crisi impone un vero progetto di ricostruzione, un nuovo Piano Marshall, che a differenza di quello del Dopoguerra dev’essere finanziato dagli stessi europei. L’idea degli ultimi giorni, che ha allentato molte tensioni, e’ di procedere con un Recovery Fund legato al Bilancio dell’Unione e in grado di finanziarsi sul mercato, con l’emissione di obbligazioni, cioe’ di titoli comuni. Questo va nella direzione di un’Europa solidale che condivide il peso della crisi”.
“Nel Recovery Fund ci sono due modalita’, i prestiti e i grants, cioe’ i finanziamenti a fondo perduto. Se dovranno esserci co-finanziamenti statali si vedra’. Ricordo che l’ultimo pacchetto approvato dal Parlamento ha previsto la soppressione dei cofinanziamenti nei fondi di coesione per il 2020 – sottolinea il presidente dell’Europarlamento -. Ma qui si apre una grande questione, che deve preoccuparci tutti: abbiamo bisogno di Paesi che siano pronti a spendere i soldi che arrivano. Sarebbe inconcepibile che stanziamenti di questa portata non trovassero una loro collocazione. Quindi in attesa che il Recovery Fund si materializzi, sarebbe bene che i Paesi si attrezzassero per essere capaci di spendere”. E spiega: “Credo che l’Italia debba prepararsi pianificando la spesa. Anche con aggiustamenti, rivedendo, correggendo o razionalizzando le procedure, il codice degli appalti, i meccanismi burocratici che spesso impediscono o rallentano l’accesso alle risorse europee. Non e’ solo un problema dell’Amministrazione pubblica, centrale o regionale, ma anche di quelle private. Il sistema bancario per esempio deve semplificare la propria burocrazia”.
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Caporalato a Latina, braccianti agricoli pagati 4 euro all’ora

LATINA (ITALPRESS) – La Polizia ha scoperto a Latina un collaudato sistema di reclutamento e sfruttamento di numerosi braccianti agricoli, italiani e stranieri, impiegati ed utilizzati al servizio di due aziende. Per due coniugi sono scattati gli arresti domiciliari, mentre per altre tre persone il
divieto di dimora nella provincia di Latina. Sequestrate le due societa’ agricole, di proprieta’ dei due coniugi, attive nel settore ortofrutticolo e florealistico.
L’indagine, che si e’ sviluppata tra i mesi ottobre e novembre dell’anno scorso, ha permesso di far emergere che le aziende prelevano, con automezzi della ditta stessa, con alla guida dipendenti con funzioni di autista, i lavoratori nei pressi delle loro abitazioni e piu’ precisamente in punti di raccolta ben precisi nche nei comuni limitrofi, per condurli prima nell’azienda principale e poi dividerli sui campi, sempre con gli stessi furgoni. Ai braccianti veniva corrisposta una paga giornaliera di 30-32 euro, non percependo alcuna maggiorazione per il lavoro straordinario. I lavoratori percepivano una paga che oscillava fra i 500 e gli 800 euro al mese, nonostante gli stessi prestassero la loro opera per 25/26 giorni al mese, corrispondente a meno di 4 euro all’ora.
Nel corso delle indagini sono emerse le posizioni di alcuni dipendenti, con funzioni di controllori, riconosciuti dai lavoratori come coloro che rivolgevano minacce di licenziamento se avessero rallentato la produzione.
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