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Coronavirus, in Sicilia finanziamenti agevolati per coop e artigiani

PALERMO (ITALPRESS) – Anche le aziende siciliane che fanno riferimento a Ircac e Crias, ovvero cooperative e artigiani, potranno chiedere finanziamenti agevolati avvalendosi del Fondo Sicilia gestito da Irfis, la finanziaria regionale. Questo quanto prevede una convenzione tra i tre istituti, sottoscritta dal vicepresidente e assessore regionale all’economia, Gaetano Armao.
Il testo disciplina l’accesso dei due istituti al Fondo Sicilia, il fondo da 84 milioni creato dalla scorsa finanziaria regionale e gestito dall’Irfis. In particolare viene attribuita a Ircac e Crias una dotazione finanziaria di 8 milioni di euro ciascuno per fare fronte alla richieste di finanziamento a sportello delle imprese che operano in Sicilia, nel rispetto dei limiti in materia di aiuti de minimis.
La convenzione prevede, inoltre, che i due istituti verifichino ogni sei mesi il “tiraggio” delle misure, ovvero l’andamento delle richieste dei finanziamenti.
“L’Irfis e’ in fase di riorganizzazione per rispondere alle esigenze del mondo imprenditoriale e anche l’organizzazione della societa’ sta crescendo”, spiega all’Italpress il presidente Giacomo Gargano. “Il nostro interesse e’ lavorare per le imprese, e sostenerle in questo momento”, aggiunge Gargano.
Gli interventi serviranno per accompagnare la fase di riavvio delle imprese cooperative e sostenere la liquidita’ delle imprese artigiane con uno stanziamento massimo di 30 mila euro ad azienda.
“Completiamo le convenzioni che sono gia’ state stipulate con tre banche e poi con Abi per esprimere tutto il potenziale del Fondo Sicilia”, aggiunge Armao, “queste sinergie sono propedeutiche anche ad affrontare la ripresa e alla fine questo reticolato di collaborazioni che stiamo mettendo in campo sara’ strategico per affrontare la ripresa”.
(ITALPRESS).

De Micheli “Riapertura uniforme su scala nazionale”

ROMA (ITALPRESS) – “La riapertura sara’ uniforme su scala nazionale. Le regole saranno uguali per tutta Italia ma se rileviamo che in aree di una regione aumentano i contagi, la reazione dovra’ essere territoriale”. Cosi’ la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, ospite di “Circo Massimo” su Radio Capital. “Abbiamo in vista molte semplificazioni sulle procedure degli appalti, anche se sempre piu’ emerge che il tempo si perde nella fase precedente l’appalto. Sindacati e costruttori sono contrari alla sospensione del codice degli appalti. Senza regole non e’ possibile fare buone opere e anche con troppe regole”, ha aggiunto. Sulla possibilita’ di un Governo di unita’ nazionale ha osservato: “Stiamo prendendo decisioni politiche, che arrivano da un’idea di societa’. Servono governi politici, non di unita’ nazionale”, Quanto al Mes, “senza condizionalita’ prenderei i 37 miliardi del Mes. Ieri tutti i gruppi, a parte la Lega credo, hanno ricordato che senza condizionalita’ quei soldi dobbiamo prenderli”. Per il ministro in vista della riapertura “non e’ immaginabile che possa aumentare il numero di bus e metropolitane improvvisamente, sono strumenti che vanno ordinati e costruiti, ma aumenteranno le frequenze. Per evitare gli orari di punta, pero’, vanno modificati gli orari di lavoro. Il 90% delle prescrizioni che troverete nei documenti le avevamo gia’ date alle imprese di trasporto, con loro e i sindacati avevamo firmato un protocollo che e’ stato utilizzato. Il 10% delle procedure sono nuove e riguardano le stazioni. Sui mezzi pubblici applicheremo il protocollo che abbiamo firmato a meta’ marzo, che prevede distanziamento, mascherine, liquidi per igienizzarsi e un riempimento non al 100%”, ha concluso.
(ITALPRESS).

Coronavirus, Soro “Dati app in server pubblico e poi cancellati”

ROMA (ITALPRESS) – “Se non si fanno i tamponi immediatamente dopo aver individuato gli infetti, la app e’ inutile. I cittadini devono avere grande fiducia in questo sistema, non ci puo’ essere improvvisazione. Se si sceglie una tecnologia di mappatura dei contatti a ritroso, bisognera’ che questa tecnologia sia diffusa nel Paese”. Lo ha detto il garante della privacy, Antonello Soro, ospite di “Circo Massimo” su Radio Capital. “La scelta del bluetooth, che misura i contatti ravvicinati, va nella giusta direzione, sara’ bene che questo avvenga con l’invasivita’ minore nella vita dei cittadini. Il diritto alla privacy – ha aggiunto -e’ un diritto di liberta’, puo’ subire delle limitazioni, ma queste devono essere proporzionate”. Per Soro “i dati della app devono essere raccolti in un server pubblico, devono essere utilizzati per la finalita’ di cui parliamo e, dopo un periodo, vanno cancellati. La quantita’ d’informazioni personali raccolte saranno poche e solo quando si dovesse verificare un contatto con una persona infetta si verifichera’ la partecipazione al sistema, senno’ ne staremo fuori. Dobbiamo limitare l’invasivita’ da parte delle grandi societa’ tecnologiche e cogliere ogni occasione per regolare, per creare presidi di garanzia”, ha concluso Soro.
(ITALPRESS).

San Marino, l’Ospedale di Stato verso la riapertura di alcuni servizi

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Il Gruppo di coordinamento ha predisposto il progetto per la riapertura di diversi servizi all’Ospedale di Stato di San Marino. Nella riunione che si è tenuta ieri pomeriggio erano presenti, il Commissario Straordinario per l’Emergenza COVID-19 Massimo Arlotti, il Direttore Generale dell’ISS Francesca Mularoni, il Direttore Amministrativo Sandro Pavesi, il Dirigente dell’Authority Sanitaria Gabriele Rinaldi, il Direttore del Dipartimento Ospedaliero Ivonne Zoffoli, il Direttore delle Cure Primarie Agostino Ceccarini, la Responsabile della Comunicazione-URP Stefania Stefanelli e i funzionari della Segreteria di Stato alla Sanità. Il progetto per la graduale riapertura dei servizi ospedalieri prevede una diversa organizzazione del lavoro, per rispettare le esigenze sanitarie dettate dall’emergenza COVID-19 e dalle caratteristiche di diffusione del nuovo coronavirus.

Sarà infatti predisposta una operatività diversificata per ridurre gli assembramenti di pazienti e anche una riduzione dei posti letto. In particolare nei principali reparti di degenza sarà realizzata un’area di osservazione dove saranno posizionati i pazienti in attesa dell’esito dell’esame sulla presenza del virus Sars CoV-2. Screening che sarà esteso anche a tutti gli altri pazienti che necessiteranno di un ricovero in Ospedale. Resterà anche operativa l’area di degenza specifica per pazienti COVID-19. Per alcune categorie di assistiti, quali in particolari alcuni pazienti cardiopatici e diabetici, dove possibile, sarà anche attivato un sistema di controllo con dispositivi medici a controllo remoto per l’assistenza a distanza senza la necessità di recarsi in ospedale. Permarrà infine, ancora in questa fase, il divieto di visita da parte di familiari e amici ai pazienti ricoverati, anche se non affetti da COVID-19. L’Ospedale di Stato sarà anche dotato di ulteriore strumentazione per il controllo delle persone in ingresso, anche con rilevazione della temperatura. (ITALPRESS).

Ostia, confiscati beni per 18 milioni al clan Spada

ROMA (ITALPRESS) – Beni per oltre 18 milioni di euro sono stati confiscati dalla guardia di finanza di Roma al clan mafioso degli Spada. Il provvedimento, emesso dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale capitolino, costituisce “l’epilogo dell’attivita’ investigativa coordinata dalla Dda di Roma e sancisce l’acquisizione da parte dello Stato dell’ingente patrimonio mobiliare e immobiliare riconducibile al sodalizio criminale operante nel litorale romano, gia’ oggetto di sequestro nell’ottobre 2018”. Nell’operazione “Apogeo” ricostruite dal Gico del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Capitale le ricchezze “illecitamente accumulate” dagli esponenti di spicco del clan individuandone “le fonti di finanziamento ‘occulte'”.
Dimostrata, secondo le fiamme gialle, “l’incoerenza dei modesti redditi dichiarati dagli interessati con i rilevanti investimenti posti in essere in svariate attivita’ commerciali, finanziati, in realta’, dai profitti delle numerose condotte delittuose commesse nel tempo, quali fatti di estorsione, usura e traffico di sostanze stupefacenti”.
Nello specifico, confiscato il patrimonio aziendale – in tutto o in parte – di 19 societa’, 2 ditte individuali e 6 associazioni sportive/culturali a Roma (per lo piu’ ad Ostia) e operanti in svariati settori: la gestione di forni, bar, sale slot, distributori di carburanti, palestre, scuole di danza, nonche’ il commercio di autovetture e l’edilizia. Oggetto di confisca anche 2 immobili a Ostia e Ardea (Roma), 13 automezzi e disponibilita’ finanziarie su rapporti bancari e postali.
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Il Brescia Calcio “Salute priorita’, in campo solo se sicuri”

BRESCIA (ITALPRESS) – Lega di Serie A compatta. Tutti i club d’accordo sulla necessita’ di riprendere il campionato, compreso il Brescia di Massimo Cellino, uno dei presidenti piu’ scettici sul ritorno del calcio. Ecco perche’ il club, nella tarda serata di oggi, ha voluto prendere posizione dopo l’assemblea di Lega di oggi. “Come anticipato dal comunicato stampa della Lega Serie A, nel corso dell’assemblea tenutasi questa mattina, si e’ svolta una votazione che ha visto i club votare all’unanimita’ l’intenzione di portare a termine la stagione 2019-2020, qualora sussistano le condizioni sanitarie a tutela della salute e qualora gli organi governativi ne consentano lo svolgimento – sottolinea il Brescia -. A nome del presidente Massimo Cellino, e’ opportuno chiarire e sottolineare che la “condicio sine qua non” legata al rispetto delle norme sanitarie a tutela della salute, al netto di indicazioni e direttive che saranno intraprese dal Ministero competente, e’ un aspetto imprescindibile che sara’ valutato con la dovuta e massima attenzione giorno per giorno”.
Non e’ tutto qui perche’ il presidente Cellino e’ pronto a non mandare la squadra in campo se la situazione non dovesse convincerlo. “Si precisa altresi’ che il club, nella figura del suo presidente, si riservera’ in ogni caso la facolta’ di valutare l’evolversi delle condizioni sanitarie sul territorio bresciano e decidere di conseguenza in merito alla partecipazione ad allenamenti ed eventuali partite ufficiali da parte dei suoi tesserati”.
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Achille Lauro “Sanremo 2020? Mi consigliarono di lasciar perdere”

ROMA (ITALPRESS) – Un Achille Lauro a suo agio quello intervistato da Gino Castaldo e Ema Stokholma in diretta sulla pagina FB di @RaiRadio2, che racconta al popolo della rete il suo lockdown a Roma, “una specie di lunga live session”. Inevitabile toccare il tasto sanremese: “un percorso e’ fatto di alti e bassi, basta essere centrati. In fondo quando hai un’idea vincente, all’inizio sembra sempre una cattiva idea. Per Sanremo 2020, proposi di mettere in scena una cosa teatrale, di affrontare il palco dell’Ariston con la stessa modalita’ dei live, che in 4 minuti devi dare tutto. Sono stati in tanti a dirmi che avevo gia’ fatto un Sanremo vincente e che avrei dovuto lasciar perdere, che il vestito sarebbe stato preso male, ma io il “momento della gonna” lo vedevo nella mia testa!” E continua “spero che non ci sara’ il problema Covid il prossimo anno e che Sanremo si fara’..e non voglio dire il perche’..”. Sarebbe il primo, come rimarca Castaldo, a fare 3 Sanremo consecutivi.
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Dl imprese, Patuelli “Documenti per garanzie richiesti dalla legge”

ROMA (ITALPRESS) – “Non siamo in grado di fare una stima e non siamo un organismo di vigilanza, per cui non possiamo intrometterci nelle attivita’ delle banche. Possiamo assicurare che e’ tutto partito in maniera regolare”. Cosi’ il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, a ‘Tgr Piazza Affari’ su Rai3, in merito all’avvio del meccanismo negli istituti di credito del Dl imprese per la liquidita’ alle imprese. “Non e’ la burocrazia a pesare, ma la legislazione complicata: la legge dell’8 aprile e’ giuridicamente molto complessa e si assomma alla legislazione precedente che non e’ stata abrogata. I giorni successivi all’8 aprile sono stati molto impegnativi per tutti coloro che lavorano nelle banche in Italia, che ringrazio vivamente perche’ studiare una legge, trasformarla in procedure e programmi e spiegarla a gran parte dei clienti e’ stato complesso”.
Sul fatto che le imprese debbano presentare numerosi documenti, Patuelli chiarisce: “La legge, a seconda della tipologia della garanzia, dispone i documenti che devono essere presentati; non sono le banche che inventano le leggi, loro devono applicarle e debbono applicare sia la legge dell’8 aprile che tutte le altre che non sono state abrogate”. Quanto ai tassi sui finanziamenti richiesti dalle imprese, “si stanno applicando quelli previsti dalla legge. Le banche stanno facendosi concorrenza al ribasso, con tassi all’1% o anche allo zero virgola. La concorrenza – ha ribadito Patuelli – velocizza e tiene bassi i prezzi”.
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