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Lamorgese “Le mafie tenteranno di inserirsi nel riavvio del Paese”

ROMA (ITALPRESS) – “Il contesto economico presenta margini di inserimento della criminalita’ organizzata nella fase di riavvio delle attivita’ economiche. La crisi causera’ un deficit di liquidita’. Abbiamo dunque sollecitato la massima attenzione delle forze di polizie per intercettare nuove dinamiche dell’azione criminale”. Lo ha detto la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, nel corso di un’audizione in Commissione Affari Costituzionali della Camera.
Alla luce dell'”ingente quantita’ di risorse pubbliche messe a disposizione, sia nazionali che europee, volte a sostenere la ripresa economica, ho sollecitato la massima attenzione delle forze di polizia a porre ogni sforzo per contrastare le dinamiche della criminalita’ organizzata”, ha spiegato Lamorgese, secondo la quale per evitare l’infiltrazione della criminalita’ “occorre una assoluta tempestivita’ nell’erogazione degli interventi pubblici in aiuto delle imprese e della famiglia ma altrettanta tempestivita’ nei controlli ed interventi correttivi ad hoc che garantiscano un elevato presidio nella correttezza dell’erogazione di denaro pubblico, scongiurando un utilizzo distorto delle risorse erogate”.
(ITALPRESS).

COSA FAREMO QUANDO TORNEREMO “LIBERI” ?

Credo che ognuno di noi (sono ottimista) stia pensando: cosa faro’ domani, dopo la liberazione fisica dagli “arresti domiciliari”? La quarantena fu attenuata dall’ “Io resto a casa”, mantra che segnalo’ subito entusiasmo creativo, tipico degli italiani; poi ci fu la correzione ironica (quegli “arresti”), l’entusiasmo momentaneo delle balconate canore e in un crescendo drammatico la noia, il fastidio, la rabbia, la depressione, la ribellione. La strada. Ah, non vedo l’ora. Il traffico incasinato, il clacson cretino, il semaforo che ha continuato a lampeggiare anche inutilmente, come tanti che parlavano senza dire niente. Ci sara’ anche, sono sicuro, chi avra’ al contrario difficolta’ a mettere il naso fuori: l’ho visto fare nel ’45, dopo la Liberazione, e non solo dai nuovi imboscati ma da chi aveva anticipato la sindrome di Stoccolma adattandosi alla prigionia della guerra che – sentivo dire – aveva i suoi pregi. Primo: la irresponsabilita’. Credetemi, dico il vero perche’ c’ero e sono sicuro che questa paurosa detenzione cambiera’ un po’ tutti, chi piu’ chi meno, suggerendo ai piu’ ragionevoli adattamenti a un mondo inevitabilmente nuovo, forse peggiore, agli audaci rivoluzioni copernicane, ai fatalisti Inshallah. E non dico per dire.
La paura ci avra’ anche rieducati e ci laveremo sempre piu’ spesso le mani e il resto, anche se ricordo bene l’insegnante di scienze che raccomandava di non lavarsi troppo: rischieremmo di deteriorare la pelle “rendendola piu’ secca, piu’ vulnerabile, piu’ fragile, soggetta a infezioni”- come ribadisce il dottor Google.
Qualcuno si dedichera’ a profonde letture rieducative in rete, gli spendaccioni andranno dallo psicologo (seconda forma della sindrome di Stoccolma), altri da qualche vannamarchi, avrebbe successo Milingo che magari tornera’ in circolazione, come ha promesso un anno fa al Tg1.
Io ascoltero’ sempre piu’ spesso, speranzoso, musica ad hoc, chesso’, la “Sinfonia del Nuovo Mondo” di Dvorak o l’amatissimo “The Final Countdown” degli Europe. Ma soprattutto, felice di aver vinto la battaglia per tornare a vedere le partite di calcio, mi atterro’ ai passi fondamentali del Protocollo varato dalla Federcalcio con la consulenza dei medici sportivi, di Malago’ e Spadafora, evitando Baci e Abbracci, che non e’ la casa di moda sopravvissuta brillantemente a Vieri e Brocchi ma la tradizionale gestualita’ italica che abbiamo trasmesso al mondo intero.
Spero abbiate presente quelle scene di gioia, quelle ammucchiate post gol che l’ultimo derby (pandemico) Juventus-Inter ha affidato alla storia, magari con la faccina del primo “positivo” famoso (calcisticamente sempre) Paulo Dybala che ha preso con se’ anche la fidanzata (e non parliamo di Atalanta-Valencia, andata e ritorno): non si vedranno piu’, neanche in campo. E neanche le strette di mano, calcistiche o…civili. Nonche’ la gia’ predicata “distanza sociale” che piano piano ci togliera’ un’altra virtu’ italica, l’espansivita’.
La peste e la guerra di solito fanno cosi’: aggiungono – magari per poco – riservatezza o timidezza ai nostri gesti esteriori.
L’immagine piu’ bella dell’ultimo dopoguerra e’ sicuramente il Bacio di Time Square, fotografato il 14 agosto 1945 alle 17.51 mentre George Mendonsa e Greta Zimmer Friedman – che non erano innamorati – fra la folla si’ incollavano dolcemente le labbra per festeggiare la pace. Vero? Falso? Fate voi….

Coronavirus, mai così tanti dimessi e guariti

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Ad oggi il totale delle persone che hanno contratto il coronavirus che causa il Covid-19 è 183.957, con un incremento rispetto a ieri di 2.729 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi è di 107.709, con un decremento di 528 assistiti rispetto a ieri. Lo rende noto la Protezione Civile, che sottolinea come non “sia mai stato così alto il numero di pazienti dimessi e guariti”.
Tra gli attualmente positivi 2.471 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 102 pazienti rispetto a ieri.
24.134 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 772 pazienti rispetto a ieri.
81.104 persone, pari al 75% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi.
Rispetto a ieri i deceduti sono 534 e portano il totale a 24.648. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 51.600, con un incremento di 2.723 persone rispetto a ieri.
Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 33.978 in Lombardia, 13.244 in Emilia-Romagna, 14.811 in Piemonte, 10.077 in Veneto, 6.622 in Toscana, 3.463 in Liguria, 3.218 nelle Marche, 4.402 nel Lazio, 2.946 in Campania, 1.909 nella Provincia autonoma di Trento, 2.812 in Puglia, 1.322 in Friuli Venezia Giulia, 2.259 in Sicilia, 2.067 in Abruzzo, 1.536 nella Provincia autonoma di Bolzano, 407 in Umbria, 837 in Sardegna, 819 in Calabria, 522 in Valle d’Aosta, 245 in Basilicata e 213 in Molise.
(ITALPRESS).

Coronavirus, in Italia 107.709 positivi, 24.648 morti e 51.600 guariti

ROMA (ITALPRESS) – Ad oggi il totale delle persone che hanno contratto il coronavirus che causa il Covid-19 e’ 183.957, con un incremento rispetto a ieri di 2.729 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi e’ di 107.709, con un decremento di 528 assistiti rispetto a ieri. Lo rende noto la Protezione Civile.
Tra gli attualmente positivi 2.471 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 102 pazienti rispetto a ieri.
24.134 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 772 pazienti rispetto a ieri.
81.104 persone, pari al 75% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi.
Rispetto a ieri i deceduti sono 534 e portano il totale a 24.648. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 51.600, con un incremento di 2.723 persone rispetto a ieri.
Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 33.978 in Lombardia, 13.244 in Emilia-Romagna, 14.811 in Piemonte, 10.077 in Veneto, 6.622 in Toscana, 3.463 in Liguria, 3.218 nelle Marche, 4.402 nel Lazio, 2.946 in Campania, 1.909 nella Provincia autonoma di Trento, 2.812 in Puglia, 1.322 in Friuli Venezia Giulia, 2.259 in Sicilia, 2.067 in Abruzzo, 1.536 nella Provincia autonoma di Bolzano, 407 in Umbria, 837 in Sardegna, 819 in Calabria, 522 in Valle d’Aosta, 245 in Basilicata e 213 in Molise.
(ITALPRESS).

Pil, Upb stima calo del 15% nel primo semestre

ROMA (ITALPRESS) – “La rapida diffusione dell’emergenza sanitaria, a partire dalla fine di febbraio, ha cambiato il quadro congiunturale con una velocita’ e un’intensita’ senza precedenti in tempi di pace. Si prefigura per la prima meta’ dell’anno un calo dell’attivita’ economica di intensita’ eccezionale, mai registrato nella storia della Repubblica”.
E’ quanto emerge dalla nota sulla congiuntura di aprile dell’Ufficio parlamentare di Bilancio, che stima un calo del Pil di circa 15 punti percentuali nel primo semestre.
“Nel trimestre scorso il Pil si sarebbe complessivamente ridotto di circa cinque punti percentuali, quasi interamente ascrivibili al crollo dell’attivita’ in marzo. Il trimestre corrente sconta maggiormente gli effetti del blocco, in quanto inizia su livelli molto bassi e risente di un pesante trascinamento statistico; nell’ipotesi che le restrizioni vengano allentate in misura molto graduale a partire da maggio, si prefigura una contrazione congiunturale del Pil del secondo trimestre dell’ordine di ulteriori dieci punti percentuali”, osserva l’Upb.
Inoltre, “nel periodo contrassegnato dall’emergenza sanitaria, il calo della partecipazione al mercato del lavoro sarebbe accentuato dai provvedimenti di distanziamento sociale introdotti per contenere la crisi da Covid-19, poiche’ riducendo la mobilita’ rendono piu’ costosa la ricerca attiva del lavoro, determinando un aumento dello scoraggiamento. La crescita dell’inattivita’ potrebbe moderare l’aumento del tasso di disoccupazione, che segnerebbe un deciso incremento”.
(ITALPRESS).

Formare oggi per ripartire domani: le iniziative per tecnici e società sportive

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I club come agenzia educativa e formativa di carattere sportivo, cerniera sociale e fornitori di servizi utili all’intero tessuto sociale. Su questi aspetti si sta concentrando l’attenzione del Settore Giovanile e Scolastico nel periodo di emergenza determinato dal Covid-19. Il supporto alle società diventa sia per il momento attuale, quanto per il prossimo futuro, una priorità e la formazione delle strutture organizzative e tecniche delle società di Settore Giovanile, conseguentemente, ne sono l’immediato effetto. In quest’ottica – si legge in una nota – è proprio la formazione a livello territoriale a rappresentare sia l’obiettivo che lo strumento principale del Settore Giovanile e Scolastico. E l’utilizzo della modalità on line ha fatto emergere le potenzialità di una proposta formativa a distanza con numeri di partecipazione inaspettati. La bontà dell’iniziativa, attuata attraverso piattaforme digitali, e quindi con la possibilità di coinvolgere un ampio numero di utenti dislocati in tutto il territorio, ha agevolato la necessità i anticipare i programmi SGS, che già prevedevano per la prossima stagione una serie di iniziative formative rivolte ai tecnici e dai dirigenti delle società.
Nello specifico, in questo momento le attività del Settore Giovanile e Scolastico, supportate dai partner che hanno sposato la progettualità SGS come Ferrero, attraverso il programma Kinder Joy of Moving, Eni e Puma, si stanno concentrando su tre obiettivi fondamentali: la formazione interna rivolta ai tecnici e ai delegati SGS, quella relativa all’Area di Sviluppo Territoriale e i focus e gli approfondimenti realizzati per gli atleti e le famiglie che si affiancano al necessario ascolto e alla costante vicinanza alle società, condotta in primis dai Coordinatori Federali. Per dare seguito e attualizzare la formazione degli staff interni, che prevede un adattamento delle proposte formative SGS alle esigenze contemporanee, è stato avviato un programma di webinar specifici a livello nazionale con i principali attori del Calcio Giovanile e Scolastico che si interfacciano con i tecnici Federali del territorio per preparare alla ripartenza in un contesto profondamente cambiato. Un ciclo di incontri per un confronto diretto sulle qualità e le competenze trasversali necessarie per formare le giovani generazioni, partendo dalle esperienze dirette degli stessi protagonisti.
Allo stesso modo è stato attivato un programma a distanza riservato agli staff dell’Area di Sviluppo Territoriale che ha come scopo il trasferimento dei concetti affrontati alle società del territorio, punto di caduta di un programma tecnico che mira a esportare il proprio know how all’interno dei club e, quindi, a ricaduta sui giovani tesserati. Contestualmente, con l’intento di rivolgersi in primis ai giovani calciatori e calciatrici, e poi alle loro famiglie, è stata lanciata la campagna educativa #NoiGiochiamoInCasa. Un’iniziativa che si traduce in una serie di indicazioni di carattere educativo per restare in contatto con gli atleti e le loro famiglie, volta a collezionare i diversi contributi formativi provenienti dall’Area Educativa e gratuitamente messi a disposizione sui canali istituzionali della Federazione e del Settore Giovanile e Scolastico nonché sul sito internet Valori in Rete e rivolto al mondo della scuola.
L’obiettivo è di supportare i giovani e gli adulti coinvolti nella loro educazione sportiva attraverso video tutorial, webinar e approfondimenti dedicati ed utili a superare al meglio, da sportivi, questo difficile momento.
Messaggi riguardanti gli aspetti della salute e dei corretti stili di vita a partire della corretta alimentazione ancora più importante in questo periodo di sedentarietà, i valori positivi dello sport, particolarmente utili in questo momento (il rispetto delle indicazioni sanitarie, la condivisione degli spazi, l’impegno e la resilienza, etc.), i cosiddetti life skills, l’insieme di quelle competenze trasversali che fanno dello sport e in particolare del calcio una palestra di vita.
(ITALPRESS).

Fase 2, il Parlamento sia centrale

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C’è un forte sentimento che pervade una parte significativa dei politici. La richiesta insistente, quasi liberatoria, di sciogliere il vincolo del lockdown. Devo dire che l’impressione che ricevo nell’apprendere queste pressioni non è rassicurante. A chi si rivolgono costoro nel chiedere di allentare la quarantena, di ripristinare le consuetudini che abbiamo dovuto abbandonare per così dire “per forza maggiore? Prima di pronunciarsi, dovrebbero consultare ad esempio i tanti tecnici delle diverse task force, che peraltro loro stessi hanno contribuito a nominare. Dovrebbero sapere che esprimere tali opinioni a mezzo media, possono confondere i cittadini che finora (almeno loro) hanno avuto una condotta esemplare nell’applicare le sin troppe e talvolta contraddittorie disposizioni promulgate dallo Stato centrale e prescritte e dettate da Regioni e Comuni. A pensar male, si può dire che si rivolgono ai cittadini per accrescere il loro consenso, contando sul loro sentimento di stanchezza, a causa di un periodo di tempo vissuto in modo surreale. Eppure taluni politici in particolare, li abbiamo visti rapidamente cambiare opinione sui comportamenti da avere: si erano vestiti da castigamatti e ben presto sono diventati più che tolleranti. Credo allora, che la seconda fase da gestire, la dovremmo condurre con più sangue freddo, attraverso una programmazione mirata a esaltare ogni precauzione che possa risparmiarci un ritorno di fiamma della pandemia. All’inizio del contagio, se si fosse stati più cauti e meno presuntuosi, ci saremmo risparmiati molti lutti e sofferenze e maggiori propagazione della malattia su scala nazionale.

Dunque nessuna ripetizione di azioni in ordine sparso: ci possono fare solo un gran male. La seconda fase ha bisogno di una attenta preparazione, ed una volta decise le direttive, il buon senso dovrà obbligarci a far valere le disposizioni per l’intero paese. Ad esempio, il varo di piani dettagliati per i vari settori produttivi e poi configurati per le singole aziende; come per la scuola, l’università e il sistema formativo tutto dovrà regolarsi nei minimi particolari; l’utilizzo dei vari servizi pubblici disposti razionalmente allo scopo di evitare nel svolgere un compito così essenziale gli assembramenti nocivi; così come turismo e nella ristorazione; svaghi; negli incontri pubblici in genere. In tal senso il monitoraggio dei cittadini si rende indispensabile per permetterci di convivere con il Coronavirus senza rischi. L’”app Immuni” che il governo intende allestire credo sia assolutamente necessario per salvaguardarci. È già acceso il dibattito sulle libertà costituzionali, ma il nostro diritto non può solo riguardare la libertà di non essere tracciati, ma anche quella di non subire danni da persone che o inconsapevolmente o consapevolmente possono attentare alla nostra salute. Ecco perché la nostra libertà dovrà reggersi su un equilibrio che peraltro la stessa Costituzione prevede.

Lo Stato, questo deve essere certo, dovrà affidare il compito di gestire il contenitore dei dati a personalità di grande caratura scientifica e morale, con una normativa assai rigorosa sulle procedure di gestione e sulle trasgressioni che possono mirare a usare i dati per finalità non pubbliche. Per regolare una materia così delicata toccherà al Parlamento e solo al Parlamento darci una legge.

Raffaele Bonanni

Conte “in Europa non accettero’ compromessi al ribasso”

ROMA (ITALPRESS) – “Non potro’ accettare un compromesso al ribasso, non ci saranno alcuni vincitori e perdenti, sono convinto che o vinceremo tutti o perderemo tutti”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, nel corso dell’informativa in Senato sull’emergenza coronavirus, parlando del confronto nel Consiglio Europeo sulle misure per fronteggiare la crisi economica.
Conte ha parlato del Mes: “Quanti esprimono perplessita’ su questa nuova linea di credito a mio avviso contribuiscono a un dibattito democratico e costruttivo. Sono il primo a dire che bisognera’ valutare i dettagli dell’accordo, solo allora potremo valutare in via conclusiva se questa nuova linea di credito pone condizioni e quali. Solo allora potremo discutere se il nuovo regolamento puo’ essere conveniente rispetto agli interessi nazionali. Ritengo che questa discussione debba avvenire in modo pubblico e trasparente grazie al Parlamento al quale spetta l’ultima parola”.
(ITALPRESS).