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Bertolaso “Non abbiamo sconfitto il Coronavirus, continuera’ a esserci”

MILANO (ITALPRESS) – “Sappiamo tutti, e’ inutile che ce lo nascondiamo, che non e’ che abbiamo sconfitto il virus. Non lo abbiamo debellato, non lo abbiamo eliminato dal nostro Paese. Purtroppo, il virus continuera’ ad esserci. Quindi sara’ necessario sempre piu’ riorganizzare la struttura dei nostri ospedali. Perche’ basta il ricovero di un Covid-19 per bloccare di fatto tutte le attivita’ normali di quell’ospedale”. A dirlo Guido Bertolaso, consulente della Regione Lombardia, in un’intervista rilasciata a “Quarta Repubblica”, su Retequattro. “Sono un italiano orgoglioso di essere italiano che ha trascorso tutta la sua vita solo ed esclusivamente per cercare di essere utile al proprio Paese e ai propri concittadini”, ha aggiunto Bertolaso, guarito dal Coronavirus. “Speravo di non prendermi questa ulteriore fregatura, ma purtroppo e’ accaduto”.
In particolare, sul nosocomio, allestito a tempo record, alla Fiera di Milano, l’ex capo della Protezione civile ribadisce: “Quello di Milano e’ un’astronave. Ha una tecnologia straordinaria”.
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La serie “Hollywood” arriva in tv dal primo maggio

ROMA (ITALPRESS) – Hollywood e’ la nuova miniserie originale ideata e prodotta da Ryan Murphy e Ian Brennan, disponibile su Netflix in tutti i Paesi in cui il servizio e’ attivo dal 1° maggio.
Hollywood racconta la storia di un gruppo di aspiranti attori e registi che cerca a qualsiasi costo di sfondare nella Hollywood del secondo dopoguerra. Ogni personaggio mette in evidenza gli ingiusti favoritismi che hanno caratterizzato quel periodo, le discriminazioni basate sul colore della pelle, sul genere e sulle preferenze sessuali, offrendo uno sguardo inedito dell’eta’ dell’oro di Tinseltown. Provocatoria e incisiva, Hollywood espone e analizza le dinamiche di potere che per decenni hanno caratterizzato il mondo dell’intrattenimento, ipotizzando un futuro in cui queste siano state eliminate.
Nel cast di Hollywood David Corenswet e’ Jack, Darren Criss e’ Raymond, Jeremy Pope e’ Archie, Laura Harrier e’ Camille, Samara Weaving e’ Claire, Dylan McDermott e’ Ernie, Holland Taylor e’ Ellen Kincaid, Patti LuPone e’ Avis, Jim Parsons e’ Henry Willson, Jake Picking e’ Rock Hudson, Joe Mantello e’ Dick e Maude Apatow e’ Henrietta. Ryan Murphy e Ian Brennan sono produttori esecutivi e co-ideatori, insieme a Alexis Martin Woodall e Janet Mock, anche sceneggiatrice e regista della serie.
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Al Pacino, il premio Oscar compie 80 anni

ROMA (ITALPRESS) – Considerato uno dei migliori attori della storia del cinema, Al Pacino, 80 anni il 25 aprile, vince il Premio Oscar nel 1993 (su 9 nomination totali) per l’interpretazione del tenente colonnello Frank Slade in Scent of a Woman – Profumo di donna.
Nel 1969 debutta a Broadway e gira il suo primo film, “Me, Natalie”. Ma il primo ruolo da protagonista e’ in “Panico a Needle Park” (1971) di Jerry Schatzberg, in cui interpreta un piccolo spacciatore di droga. Nel corso degli anni indossa i panni di personaggi rimasti impressi nella storia del cinema moderno e nella cultura popolare, tra cui gangster quali Michael Corleone nella trilogia de Il padrino (1972-1974-1990) di Francis Ford Coppola, Tony Montana in Scarface (1983) e Carlito Brigante in Carlito’s Way (1993), entrambi i film per la regia di Brian De Palma, Benjamin “Lefty” Ruggiero in Donnie Brasco (1997) di Mike Newell e il sindacalista Jimmy Hoffa in The Irishman (2019) di Martin Scorsese.
Altri ruoli per cui e’ noto sono il poliziotto Frank Serpico in Serpico (1973) e il rapinatore Sonny in Quel pomeriggio di un giorno da cani (1975), entrambi di Sidney Lumet, il tenente della rapine e omicidi Vincent Hanna in Heat – La sfida (1995) e il giornalista Lowell Bergman in Insider – Dietro la verita’ (1999), entrambi di Michael Mann, Satana in L’avvocato del diavolo (1997) di Taylor Hackford e il coach degli Sharks in Ogni maledetta domenica (1999) di Oliver Stone.
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Salmo, album “Playlist” conquista il quinto disco di platino

ROMA (ITALPRESS) – “Playlist”, l’album di Salmo, raggiunge un altro traguardo: il quinto disco di platino.
A distanza di un anno e mezzo,il disco, che contiene hit come “90min”, “Il cielo nella stanza” e “Perdonami”, si conferma come uno dei dischi piu’ significativi degli ultimi anni.
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Quattro modelli Subaru premiati ai Best Family Cars 2020 di Parents

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Le versioni 2020 di Subaru Ascent, Crosstrek Hybrid, Forester e Legacy sono state premiate ai Parents Best Family Cars del 2020. Parents conferisce il riconoscimento sulla base dei risultati dei crash test NHTSA, nonché delle valutazioni della rivista da parte di un tecnico certificato in sicurezza per bambini e di un test driver. “Parents” è una rivista mensile di circolazione di massa americana che presenta informazioni scientifiche sullo sviluppo dei bambini volte ad aiutare i genitori a crescere i propri figli. Nel valutare i modelli per i suoi riconoscimenti del 2020, Parents ha preso in considerazione autovetture, SUV, crossover e minivan che hanno ricevuto un punteggio di sicurezza globale di 5 stelle dalla National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA). Viene testata inoltre l’installazione di un seggiolino per bambini di medie dimensioni, un seggiolino convertibile, un booster con imbracatura e un booster senza schienale. Le auto che superano la valutazione precedente vengono testate su strada, a volte con la presenza dei figli sul sedile posteriore, per valutare la frenata, lo sterzo, l’accelerazione, la tecnologia e altro ancora.
Con la sicurezza come priorità assoluta, i Model Year 20 di Ascent, Crosstrek Hybrid, Forester e Legacy sono dotati tutti di serie della tecnologia di assistenza alla guida EyeSight che include Automatic Pre-Collision Braking e Throttle Management, Adaptive Cruise Control, Lane Departure e Sway Warning. I quattro modelli sono inoltre forniti di serie con la leggendaria trazione integrale simmetrica di Subaru e un sistema multimediale touchscreen ad alta risoluzione con integrazione smartphone Apple CarPlay™, Android™ Auto e Bluetooth®, con connettività vivavoce e streaming audio per telefono.

L’Ascent ha brillato in tutte le valutazioni e si è guadagnato il titolo di “Best for Big Families”. “Già la versione entry-level include funzionalità, tra cui la trazione integrale, per le quali si pagherebbe un supplemento per gli altri SUV”, ha osservato la rivista. “Il nuovo Rear Seat Reminder aiuterà a evitare che i bambini vengano lasciati nell’auto”. L’installazione dei seggiolini è estremamente semplice e c’è spazio per posizionarne ben 5 tra la seconda e la terza fila di sedili.
La versione ibrida plug-in (solo per il mercato US) del SUV conosciuto sul mercato europeo con il nome di SUBARU XV è stata nominata “Best Eco Pick” per la capacità di percorrere fino a 770km con un pieno. La Crosstrek plug-in è stata anche riconosciuta per la sua guida silenziosa e confortevole. Il Model Year 20 della Forester è stato riconosciuto come “Best for Road Trips” da Parents. “Sembra fatto su misura per una vacanza nei parchi nazionali”, ha osservato la rinomata rivista per genitori. “La trazione integrale è di serie, facilitando la guida su terreni sconnessi e in caso di maltempo. L’elevata altezza da terra consente di affrontare ogni superficie accidentata”.
La Legacy è stata nominata “Best All-Weather” grazie anche al fatto di essere l’unica nel suo segmento dotata della trazione integrale di serie, “fornendo più trazione in caso di pioggia e neve”. “Siamo entusiasti del fatto che quattro dei nostri modelli abbiano vinto ai Parents Best Family Car del 2020”, ha dichiarato Thomas J. Doll, Presidente e CEO di Subaru of America. “Questi riconoscimenti sottolineano il nostro impegno nel fornire ai clienti veicoli realizzati secondo i più alti standard di sicurezza, tecnologia, versatilità e valore”.
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Coronavirus, Assindatcolf “Linee guida dpi anche per colf e badanti”

ROMA (ITALPRESS) – “Non solo operatori sanitari: servono linee guida e raccomandazioni chiare su come utilizzare i dispositivi di protezione individuale anche per quelle categorie di lavoratori che si occupano di assistere persone non autosufficienti, per eta’ o per patologia, come nel caso delle badanti. E’ questo l’appello che rivolgiamo al Governo, affinche’ a quasi due mesi dall’inizio di questa emergenza sanitaria possa finalmente fare chiarezza su un tema che ha a che fare con la sicurezza dell’intero Paese”. E’ quanto dichiara Andrea Zini, vice presidente Assindatcolf, Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico, componente Fidaldo, Federazione italiana.
“Ad oggi, infatti, – prosegue – tutto e’ affidato al buonsenso dei singoli, non esistono linee guida, ne’ tantomeno e’ chiaro se debba essere un obbligo del datore fornire Dpi a proprie spese. Parliamo di lavori in cui, nella maggior parte dei casi, per ovvie ragioni non e’ possibile mantenere delle distanze di sicurezza. E ancora, dove il datore e’ spesso un soggetto fragile, anziano o malato, tra le categorie piu’ a rischio in questa emergenza sanitaria e che, per motivi altrettanto ovvi, non puo’ interrompere la prestazione lavorativa anche quando non svolta in regime di convivenza. Per evitare che la casa possa rappresentare un nuovo futuro fronte di contagio, chiediamo linee guida specifiche per il comparto, tanto piu’ che l’attivita’ domestica gia’ oggi e’ stata definita tra quelle con classe di rischio medio-alto, come si evince nel documento predisposto della task force presieduta da Colao”, conclude Zini.
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I BAMBINI NON SONO DEGLI “UNTORI”, VOGLIAMO PARLARNE?

Ho confessato senza pudore le mie gioie e le mie pene di nonno ottuagenario. Partendo dal fatto, tristissimo, che l’ultima guerra mi ha impedito di conoscere i miei nonni, tutti appartenenti alla fine dell’Ottocento e a una sorta di favola senza lieto fine in cui si narravano soprattutto certi dati estetici: i nonni baffuti con il fiocco nero dei socialisti; le nonne con quelle vesti lunghe non nere perche’ vagamente rallegrate da disegnini bianchi. Le donne di Romagna e non solo. Li ho anche conosciuti, a dire il vero, ma attraverso quelle foto ingiallite infilate nelle vetrine dei mobili da cucina o dai ritrattoni in salotto che raramente rimandavano volti sorridenti. Come se ci fosse una sorta di paura a offrirsi alle antidiluviane macchine fotografiche.
Varcati gli ottant’anni io li ho felicemente esibiti. Fino a quando il Coronavirus non ha fatto circolare l’identikit della sua vittima preferita – il nonno appunto – sollecitando i cosiddetti uomini di scienza a diramarne i connotati. Si’, ero io. Ricercato da Sorella Morte. Scongiuri. Giuro che non mi sono divertito. Poi ho scoperto di essere approdato alla riva degli immuni (cosi’ e’, se Dio vuole, la mia Isola protetta dal vento e dal mare) ma senza trarne un vile godimento: ho infatti cominciato a veder sparire buona parte della mia generazione – anche amici – e con sofferenze fisiche e spirituali immani, nella solitudine, nell’abbandono alle pur pietose mani dei moderni monatti o di quei camion piu’ lugubri dei carri funebri. Peggio ancora, c’era qualche uomo di medicina (come dicevano gli indiani di Tex) che faceva sapere come nel dubbio si soccorressero prima i giovani, come se i vecchi avessero comunque fatto la loro parte. Amen. I comici del web ne ridevano: tutto guadagno per l’Inps! Ah ah.
La consolazione me l’ha data, giorno dopo giorno, la mia nipotina di quattro anni, con la quale condivido un bel giardino, i cartoni di Peppa Pig, i libri con le pagine da colorare e anche qualche telegiornale. Che capisce. Perche’ ha imparato a dire che certe cose non si fanno “se no il Coronavirus ti punisce”. Alla sua eta’ mi raccomandavano di stare alla larga dai panzer della Wermacht. Poi, nel giorno in cui da mezza Italia cominciavano ad arrivare buone notizie di contagi azzerati, di morti ridotte, di pazienti guariti, mi ha colpito una notizia tremenda: “Senza interventi specifici, saranno dunque i bambini i veri ‘untori’ da coronavirus, e quindi sara’ fondamentale non solo riorganizzare gli spazi comuni e le classi, ma anche fornire ai pediatri del territorio, ai pediatri di famiglia, strumenti e presidi fondamentali nella ricerca di Covid-19 nell’infanzia e nell’adolescenza”. Fonte pediatrica istituzionale. Agghiacciante. Ho abbracciato la mia nipotina pensando ai tanti bimbi prigionieri da tanti giorni nei condomini, senza giardino, appena promossi dall’ennesimo decreto a una passeggiatina nel parco vicino a casa e subito bollati di “untori”. Sara’ vero ? – mi son detto come capita ogni volta che parlano uomini di scienza. Poi e’ arrivato un altro comunicato ufficiale, di scienziati. Dall’Alta Savoia, che non e’ in Nuova Zelanda: “I bambini presentano sintomi meno gravi e a quanto pare contraggono e quindi trasmettono il virus meno di quanto si credesse”. Vogliamo parlarne?

Coronavirus, in Italia 108.237 positivi, 24.114 morti e 48.877 guariti

ROMA (ITALPRESS) – Complessivamente 181.228 persone in Italia sono risultate positive al coronavirus finora, 2.256 in piu’ rispetto al consuntivo di ieri. Attualmente sono 108.237 le persone positive con un decremento, per la prima volta, di 20 persone rispetto a ieri quando l’aumento era stato di 486 unita’. Lo ha reso noto la Protezione Civile. Sono 48.877 le persone guarite, con un aumento di 1.822 unita’ rispetto a ieri. I deceduti sono 24.144, 484 in piu’ rispetto al dato complessivo alla data di ieri, ma questo numero potra’ essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanita’ avra’ stabilito la causa effettiva del decesso. I ricoverati con sintomi sono ora 24.906 (-127 rispetto a ieri), quelli in terapia intensiva 2.573 (-239 rispetto a ieri). In isolamento domiciliare 80.758 persone (+169). Finora sono stati eseguiti 1.398.024 tamponi (41.483 nelle ultime 24 ore).
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