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TUTTI CONTRO TUTTI PER LA “FASE DUE” DELLA STAGIONE

Aspettando il super vertice del calcio di mercoledi, ci chiediamo: e’ vero che il Coronavirus ci ha reso tutti piu’ solidali ? Forse questa e’ solo una speranza delle nostre guide spirituali perche’, passati i momenti della paura vera, stanno gradualmente riemergendo le divisioni e gli interessi. Non solo fra i politici per i quali litigare fa parte del mestiere: si parla di Sud contro Nord, di giovani a spasso e vecchi in casa, di chi “apre” prima e chi dopo, di correnti di pensiero (pensiero ?) l’una contro l’altra armate. Nel mondo del pallone, in questi ultimi giorni, si sono sentite prese di posizione di alcuni club contro le istituzioni dello sport, di atleti schierati esplicitamente nel dire che non esiste solo il calcio (“Sono tutti matti” ha dichiarato il tennista Fognini), di chi non vorrebbe giocare (Brescia e Torino), di societa’ e giocatori in guerra per il taglio degli stipendi, di assi (Higuain) che non vorrebbero tornare per paura, degli effetti psicologici della ripresa sull’ambiente, ecc. Se abbiamo capito bene, si lavora per far partire il calcio con le semifinali di Coppa Italia a fine maggio, poi il campionato da armonizzare con le coppe internazionali.
Abbiamo letto che Casasco, presidente della Federazione Medici Sportivi, non crede che ci siano i tempi per chiudere la stagione. I soldi del calcio non sono nostri e quindi possiamo liberamente pensare che sarebbe il caso di lasciar perdere, tirare una riga e organizzare bene la prossima stagione, ma dobbiamo tener conto delle esigenze di chi ha dei problemi…di cassa. Per esempio, i club, che aspettano di ricevere i soldi dalle tv: tenteranno di “salvare” (anche male) una stagione gia’ compromessa per incassare l’ultima trance del malloppo. Le tv sono in attesa che tutto riprenda per portare a casa la pubblicita’; le aziende inserzioniste sperano che la ripresa delle attivita’ aiuti a incassare dal mercato. Insomma, una catena di Sant’Antonio con il soldo al centro delle attenzioni generali. Chi se ne intende fa sapere che i detentori dei diritti hanno gia’ sborsato l’85% del dovuto, mentre le partite giocate sono state il 68% e i club dovrebbero quindi restituire dei soldi, se si fermasse tutto. Figuriamoci, fra debiti pregressi, stipendi da pagare ecc… Juve, Parma e Roma hanno gia’ firmato l’accordo con i calciatori per la riduzione degli emolumenti. E gli altri ? E i contratti che scadono ?
Abbiamo preso nota delle bizzarrie circolate: giocare con le mascherine, evitare gli scontri diretti, ecc. Inoltre, farneticazioni dei tifosi che scrivono sui social secondo cui si sta facendo l’impossibile per favorire questo o quell’altro, e che non si rendono conto che il Coronavirus non fa il tifo per nessuno. Andando al concreto, se si deve concludere la stagione, solo in serie A ci sono 124 partite da giocare in campionato (12 giornate piu’ quattro recuperi) e tre di Coppa Italia (semifinali e fanale) cioe’ 127 gare, se non ci saranno intoppi e complicazioni (rinvii, ecc.). Inoltre, i club che sono in corsa nelle coppe internazionali (Juve, Napoli, Atalanta, Inter e Roma) dovranno andare avanti in Champions e Europa League. E poi la serie B, la C, la D e tutto il resto. Ci sara’ il tempo ? Speriamo che i programmi di cui si parlera’ ufficialmente mercoledi’ (allenamenti dal 4 maggio, partite da fine maggio o inizio giugno) possano essere varati con l’approvazione delle competenti autorita’. Il documento molto dettagliato della FIGC per i ministri di salute e sport ha tracciato i programmi che verranno discussi mercoledi’. Le partite dovranno essere giocate in luoghi “sicuri”, forse al Sud e a porte chiuse, per la salute di tutti.
Gli arbitri saranno forse “di zona”: un romano potrebbe dirigere le squadre capitoline (e’ gia’ accaduto in un derby con Orlandini negli anni ’50), un “milanese” (Casarin arbitro’ un Milan-Inter) le squadre meneghine, ecc. Si parla anche di cinque sostituzioni. Ma a quanto ammontera’ il salasso ? E i luoghi di allenamento saranno al riparo da tutti i contagi ? Molti grandi club hanno i loro fortilizi (Continassa, Appiano Gentile, Milanello, Formello, Trigoria ecc.), ma ce ne saranno altri che dovranno arrangiarsi in albergo per tenere isolate circa 70 persone nel periodo di preparazione. Anche per gli spostamenti dovra’ esser previsto un programma rigido, con le tifoserie lontane: in pullman e aerei “sanificati”. Ripresa, insomma, a determinate condizioni e a piccoli passi. Sono venuti allo scoperto vizi e virtu’ di un mondo che si sta preparando a una rivoluzione, anche se temporanea. E c’e’ stato chi si e’ chiesto a chi giovera’ questa lunga sosta, secondo le ferree regole del campanilismo. Sarebbe invece il caso di immaginare di essere tutti su una stessa barca che fa acqua da tutti i lati. L’importante e’ arrivare al porto piu’ vicino per salvare la pellaccia e non stare a litigare sulla comodita’ delle poltrone che si occupano. Inoltre occorre tenersi attaccati ai salvagente, senza preoccuparsi del loro colore. Detto che non si e’ mai parlato di Nazionale, vediamo all’orizzonte tante carte bollate, tanti avvocati in movimento e tante parcelle da pagare…

Coronavirus, Speranza “Giusta direzione, ma pericolo non e’ scampato”

ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo tutti insieme approvato le norme che prevedono che il 4 maggio sia la data per costruire la fase 2. Stiamo lavorando da settimane, spero che l’incontro con le forze sociali ci possa essere al piu’ presto e spero che con loro si possa irrobustite il documento del 14 marzo per avere piu’ sicurezza sui luoghi di lavoro. La battaglia non e’ gia’ vinta, vediamo dei dati incoraggianti dove le misure hanno portato benefici, c’e’ un alleggerimento sulle strutture ospedaliere, c’e’ una tendenza che va nella direzione giusta ma guai a pensare che il pericolo sia scampato”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenendo a Circo Massimo su Radio Capital. “Siamo di fronte a un fenomeno drammatico che ha toccato tutto il mondo, e’ un grande problema globale – ha aggiunto – se commettiamo l’errore di pensare che il pericolo sia scampato finiremo perfino per vanificare i sacrifici enormi che gli italiani hanno fatto, questi sacrifici ci hanno consentito di salvare la vita a migliaia di persone”. Quanto alla trattativa europea su Mes e coronabond, per Speranza “siamo dentro una trattativa molto delicata, Gualtieri ha fatto un lavoro importante, ma la partita decisiva e’ giovedi’. Conte sta lavorando e interloquendo e dobbiamo dargli piena fiducia, e’ nelle condizioni di spostare un asse, perche’ e’ evidente che siamo di fronte a una vicenda enorme che cambiera’ l’Europa, a una crisi sanitaria puo’ seguire una crisi economica e sociale molto importante. A due giorni dalla trattativa, la posizione che deve tenere ogni membro del governo e’ quella del massimo sostegno a Conte, poi sui fondi sono valutazioni che faremo a partita chiusa. La stagione dell’austerita’ non regge di fronte a una crisi come questa – ha spiegato – dobbiamo aprire una stagione nuova. Ci sono segnali che vanno nella direzione giusta, ma la partita e’ giovedi’”.
(ITALPRESS).

Giornalismo turistico in crisi, nasce il manifesto per la ripartenza

ROMA (ITALPRESS) – L’emergenza coronavirus colpisce anche il giornalismo turistico e l’editoria di riferimento. Lo conferma un recente sondaggio realizzato dal Gist (Gruppo Italiano Stampa Turistica) su un campione di oltre 200 giornalisti. L’emergenza ha contratto il lavoro fino al 50% per il 74% dei giornalisti. Secondo l’indagine, il calo e’ dovuto per il 43% alla sospensione di pagine di turismo e per il 20% al rimando di servizi gia’ realizzati su destinazioni ora chiuse. Alla crisi del sistema turistico e’ seguita quella del sistema editoriale, con forte penalizzazione della gia’ fragile economia del giornalismo specializzato. Ecco perche’ il Consiglio direttivo del Gist, gruppo di specializzazione Fnsi della stampa turistica, ha deciso di realizzare, insieme alla Neos, associazione di giornalisti di viaggio, il “Manifesto giornalisti italiani di viaggio e turismo” con l’hashtag #ripartiamodallinformazione. Si tratta di un appello, rivolto al Presidente del Consiglio, al Mibact, all’Enit e ai presidenti delle regioni italiane, affinche’ il rilancio del Sistema Turistico Italia coinvolga l’informazione della stampa specializzata. «Il turismo – afferma Sabrina Talarico, presidente Gist – deve ripartire e in fretta, perche’ rappresenta un importante asset economico. Abbiamo deciso di realizzare il manifesto insieme alla Neos perche’ riteniamo che, in questa situazione, la voce della categoria debba essere forte e univoca». Nel manifesto si chiede che tutte le componenti dell’industria turistica nazionale debbano poter risorgere. Obiettivo che puo’ essere raggiunto solo “attraverso la rivitalizzazione strategica degli investimenti, l’innovazione del prodotto e il rilancio dell’informazione, fatta da giornalisti competenti e specializzati”. La stampa specializzata chiede che “il Mibact e l’Enit si impegnino urgentemente in una campagna internazionale di promozione e marketing, per il rilancio dell’immagine e del brand Italia; il governo dia un sostegno economico immediato all’editoria turistica sotto forma di finanziamenti a fondo perduto e/o defiscalizzazioni; i presidenti delle Regioni si accordino con il Mibact per la promozione coordinata del Sistema Turistico Italia”.
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Patuanelli “Lo Stato deve accompagnare le imprese per la sicurezza”

ROMA (ITALPRESS) – “Bisogna dotare gli imprenditori e i lavoratori dei dispositivi di sicurezza, dell’app, del tracciamento dei percorsi, dei termo-scanner, dobbiamo mettere gli imprenditori nelle condizioni di potere lavorare in sicurezza loro e i loro dipendenti. Lo Stato deve accompagnare l’imprenditore in questo sistema di sicurezza”. Ad affermarlo Stefano Patuanelli, ministro dello Sviluppo Economico, a “Che tempo che fa” su Raidue.
“C’e’ una concentrazione forse sbagliata su chi e quando puo’ riaprire. Sono due fattori importanti, ma e’ fondamentale capire come riaprire”, ha sottolineato Patuanelli.
“Dobbiamo dare certezze al nostro sistema produttivo, e’ un problema complesso. Il tema non e’ solo la sicurezza nei luoghi di lavoro, ma anche garantire la sicurezza nel tragitto per il lavoro, sui mezzi pubblici”, ha aggiunto.
(ITALPRESS).

Gravina “Non posso essere il becchino del calcio italiano”

MILANO (ITALPRESS) – “Non posso prendere in considerazione l’ipotesi di chiudere la stagione. E’ una scelta che comporterebbe responsabilita’ in capo al sottoscritto di una gravita’ inaudita. Non posso essere il becchino del calcio italiano, ho la responsabilita’ di difendere il calcio e anche il movimento sportivo”. Lo ha dichiarato il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina a “Che tempo che fa” su Rai 2, a proposito della possibilita’ di ripresa del campionato di calcio. “Se accoglierei con sollievo una scelta del Governo di fermare definitivamente la stagione del calcio? Personalmente si’, perche’ potete immaginare il dramma che sto vivendo in queste ultime settimane nel dover reggere quasi in modo isolato questa mia battaglia”. “Io non posso fermare la stagione – ha aggiunto il numero uno della Figc – e’ una responsabilita’ che lascio al Governo”.
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Coronavirus, Zingaretti “Governo e Regioni lavorino insieme”

ROMA (ITALPRESS) – “E’ importante che ora Governo e Regioni, con il supporto della comunita’ scientifica, lavorino insieme con un obiettivo comune: riaprire nei tempi giusti e in piena sicurezza”. Lo scrive su Facebook il segretario del Pd e presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.
“E’ possibile farlo, senza polemiche. Come ieri nella cabina di regia e’ stato deciso, ora occorrono presto le linee guida nazionali su ‘come’ riaprire per permettere alle Regioni di dare alle famiglie e alle imprese certezze sui comportamenti e sui provvedimenti da adottare – aggiunge -. Un altro passo avanti da fare insieme come sistema Paese per organizzare la rinascita”.
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Bonomi “Lo Stato paghi i debiti alle imprese”

ROMA (ITALPRESS) – “Si parla tanto di liquidita’. Lo Stato paghi alle imprese i suoi debiti, non e’ piu’ rinviabile. Almeno dia la possibilita’ di compensarli con i crediti”. Lo ha detto il presidente di Assolombarda e neo presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, rivolgendosi al ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, in collegamento con la stessa trasmissione.
“Sono d’accordo con lei, penso che sia uno scandalo che la P.A. abbia un ritardo cosi’ grave – ha risposto Patuanelli -, ed e’ giustissimo parlare di compensazione diretta. E’ la volta buona, bisogna assolutamente farlo”.
“Confido che questo provvedimento sia nel prossimo decreto”, e’ l’auspicio espresso da Bonomi, e Patuanelli ha controreplicato: “E’ fattibile, bisogna trovare la forma giusta per farlo e ci stiamo lavorando”.
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Coronavirus, Conte “L’Ue usi potenza di fuoco, anche bond comuni”

ROMA (ITALPRESS) – Per l’emergenza coronavirus l’Europa “deve usare tutta “la sua potenza di fuoco”, anche con l’emissione di titoli di debito comune. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte in un’intervista al quotidiano tedesco “Sueddeutsche Zeitung”. Per Conte “e’ indiscutibile che l’Italia sia stata lasciata sola”, e per questo da parte del premier c’e’ apprezzamento per le scuse rivolte al nostro Paese dalla presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, nei giorni scorsi al Parlamento Ue.
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