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Due scosse di terremoto di magnitudo 3.7 e 2.9 nel Pavese

ROMA (ITALPRESS) – Una scossa di terremoto di magnitudo 3.7 e’ stato registrata alle 11.53 a un chilometro a est di Montalto Pavese (Pavia), a una profondita’ di 32 km. Lo segnala l’Istituto nazionale geofisica e vulcanologia. In precedenza, alle 7.16 di questa mattina, l’Ingv ha registrato una scossa di terremoto di magnitudo 2.9 nella zona a 4 km a est di Brallo di Pregola (PV), a una profondita’ di 17 km. La scossa piu’ forte e’ stata avvertita anche a Pavia e in alcune zone della provincia di Milano. Non si registrano comunque danni a persone o cose.
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Coronavirus, Di Maio “Momento difficile, ma ci rialzeremo”

ROMA (ITALPRESS) – “L’Italia e l’Europa stanno attraversando la piu’ grande emergenza dal secondo dopoguerra. Il lavoro e’ molto intenso, perche’ stiamo continuando a reperire aiuti all’estero attraverso la nostra rete diplomatica e al tempo stesso stiamo studiando come meglio far ripartire il nostro Paese, non appena ci saranno le condizioni dal punto di vista sanitario. E’ un momento difficile, ma sono certo che presto ci rialzeremo”.
Cosi’ il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in un’intervista al quotidiano spagnolo El Correo. “Oggi ci troviamo davanti a una pandemia globale e l’Ue deve riuscire a dare una risposta univoca, forte e adeguata. Dobbiamo tutti avere bene in mente che questa volta non ci sono scorciatoie, nessuno puo’ farcela da solo, questa sfida si vince e si perde insieme e l’Europa ha davanti a se’ una scelta molto chiara: reagire con compattezza e in tempi rapidi, oppure farsi trovare un’altra volta impreparata”, ha aggiunto. Per Di Maio, inoltre, “nell’UE ci sono sempre state e sempre ci saranno posizioni piu’ o meno diverse tra gli Stati membri su determinate questioni. Ma ora e’ il momento dell’unita’, non della sfiducia. L’Italia e’ un Paese che ha sempre onorato i suoi impegni e i suoi debiti. Inoltre, riteniamo che sia interesse di tutti i Paesi UE garantire il funzionamento del mercato interno, di cui l’Italia, terza economia dell’UE, e’ e sara’ sempre un pilastro fondamentale”. Secondo Di Maio “per affrontare la sfida che ha di fronte l’UE e’ chiamata a compiere un deciso cambio di passo. Per chi crede in un’Europa unita, forte e solidale, un’Europa che guardi al futuro, e’ il momento di compiere passi risoluti, utilizzando tutti i mezzi per garantire la ripresa economica. E’ il momento di ragionare come una squadra”.
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Coronavirus, Crimi “Valutare commissariamento della Lombardia”

ROMA (ITALPRESS) – “In questa fase cosi’ delicata preferisco attendere, c’e’ prima da superare l’emergenza gravissima che sta vivendo la Lombardia. E’ evidente, pero’ che molte, troppe cose non hanno funzionato. Se oggi e’ ancora prematuro chiedere il commissariamento, piu’ avanti non lo sara’. Non lasceremo cadere quanto accaduto nel dimenticatoio”. Cosi’, in un’intervista a Qn, il capo politico del M5S Vito Crimi, sulla gestione della Regione Lombardia dell’emergenza coronavirus. “Se ci riferiamo alla politica, alla Regione, il mio giudizio e’ estremamente negativo. Se parliamo dei medici e degli operatori sanitari in prima linea, non potevano fare meglio, anche per sopperire alle mancanze di altri. Da parte di Fontana e Gallera, nello specifico, e’ emersa prima una sottovalutazione del problema e, successivamente, un tentativo di scaricabarile sul governo e sui loro stessi tecnici, come e’ avvenuto nei giorni scorsi in maniera vergognosa rispetto allo scandalo delle Rsa. Questo modo di agire non corrisponde alla mia idea di spirito di leale collaborazione”, ha aggiunto Crimi.
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Coronavirus, Conte “Governo determinato, lavoriamo per ripartenza”

ROMA (ITALPRESS) – “Quel che serve davvero al Paese e avere un governo sostenuto da forze che maturino la piena convinzione che l’opera di ricostruzione sara’ tanto piu’ efficace se tutti lavoreremo nella medesima direzione con forte coesione e lungimiranza. Questo compito deve spettare alla politica intesa con la ‘P’ maiuscola, non puo’ essere affidato a governi tecnici sul presupposto che le forze politiche non siano disponibili ad assumersi la responsabilita’ delle scelte anche molto difficili che il Paese e’ chiamato a compiere”. Cosi’ il premier Giuseppe Conte, in un’intervista a Il Giornale. “Io sono sempre per un governo politico che ci mette la faccia e dovra’ risponderne agli elettori. Quanto ai governi di unita’ nazionale – aggiunge -, sono formule astratte molto improbabili da perseguire in concreto. Basti considerare le divisioni che ci sono manifestate evidenti anche nella fase piu’ acuta dell’emergenza. In realta’ questo governo sta operando con coraggio e determinazione”, sottolinea il premier. “Questa settimana sono iniziati ad arrivare i bonus sul conto corrente di tanti cittadini. Nei prossimi giorni rafforzeremo il sostegno a famiglie e lavoratori e imprese con un’altra poderosa sterzata economica. Le forze di maggioranza lavorando insieme hanno messo in campo queste varie altre misure ascoltando anche l’opposizione. Se questo governo non fosse forte e determinato sarei il primo a sollecitare una nuova soluzione per non compromettere la realizzazione del bene comune tanto piu’ in questa difficilissima sfida”.
Quanto al Mes, il premier ribadisce che “il governo e la maggioranza sono compatti nel chiedere all’Europa di liberare la sua forza economica, di mettere sul tavolo meccanismi nuovi per una condivisione e una risposta comune all’emergenza economica in atto”, dicendosi convinto che “dal confronto europeo puo’ pero’ venire fuori qualcosa di molto diverso dal Mes attuale. Valuteremo i dettagli di questa nuova linea di finanziamento al momento opportuno e sceglieremo la strada migliore per i nostri interessi nazionali, con una discussione trasparente in Parlamento”. Quanto alla fase 2 per la ripartenza, “stiamo lavorando su alcune proposte di allentamento delle misure, in modo da poter convivere con il virus nei prossimi mesi in condizioni di massima sicurezza, tenendo sotto controllo la curva epidemiologica e le condizioni di stress del sistema sanitario e ospedaliero locale”, assicura Conte, assicurando che “nei prossimi giorni saremo in condizione di offrire a tutti gli italiani un piano chiaro e, quindi, informazioni certe”.
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Coronavirus, Conte “da Regioni adesione a linee guida per ripresa 4/5”

ROMA (ITALPRESS) – “Si e’ da poco conclusa la riunione della Cabina di regia tra Governo, Regioni ed enti locali durante la quale, con i ministri competenti, ho voluto aggiornare la delegazione di governatori, sindaci e presidenti di provincia sullo schema di lavoro per la ‘fase due’ che l’Esecutivo sta portando avanti, coadiuvato dalla Task force di esperti e dal Comitato tecnico scientifico”. Cosi’ sul suo profilo Facebook il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che aggiunge: “Gli effetti positivi di contenimento del virus e di mitigazione del contagio si iniziano a misurare, ma non sono ancora tali da consentire il venir meno degli obblighi attuali e l’abbassamento della soglia di attenzione”. “Nel frattempo – sottolinea il premier -, continua incessantemente il lavoro del Governo a un programma nazionale che possa consentire una ripresa di buona parte delle attivita’ produttive in condizioni di massima sicurezza, che tenga sempre sotto controllo la curva epidemiologica e la capacita’ di reazione delle nostre strutture ospedaliere”.
“Anche i rappresentanti dei governi locali hanno espresso adesione al disegno dell’Esecutivo di adottare un piano nazionale contenente linee guida omogenee per tutte le Regioni, in modo da procedere, ragionevolmente il 4 maggio, a una ripresa delle attivita’ produttive attualmente sospese, secondo un programma ben articolato, che contemperi la tutela della salute e le esigenze della produzione – prosegue Conte -. Un piano cosi’ strutturato dovrebbe garantirci condizioni di massima sicurezza nei luoghi di lavoro e sui mezzi di trasporto”.
“Dovremo proseguire nel confronto con tutte le parti sociali e le associazioni di categoria – puntualizza il premier – per ribadire la comune volonta’ di rafforzare il protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro, gia’ approvato lo scorso mese di marzo, e di continuare sulla strada del potenziamento dello smart working”.
“Sul fronte delle misure di tutela della salute, il Governo continua a lavorare per implementare i Covid hospital, l’assistenza territoriale e usare al meglio le applicazioni tecnologiche e i test per riuscire a rendere sempre piu’ efficiente la strategia di prevenzione e di controllo del contagio”, conclude Conte.
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Coronavirus, Bonaccini “poste al governo 4 priorita’ per ‘ripartenza’”

ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo posto al Governo alcune questioni relative alla ‘fase 2′, soprattutto perche’ riteniamo necessaria una condivisione fra l’esecutivo e le Regioni su ‘come’ affrontare la fase della riapertura, in base ad indicazioni precise del comitato tecnico-scientifico e della task force diretta da Vittorio Colao”. Cosi’ il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini, al termine, in modalita’ di videoconferenza, della “cabina di regia Governo-Regioni-Enti locali” per l’emergenza Covid-19.
“Le questioni poste – spiega Bonaccini – riguardano essenzialmente 4 aree”.
La prima riguarda il Coordinamento delle fasi della “ripartenza”;
la seconda la ‘Revisione dei tempi delle citta”; la terza la necessita’ di riavviare il motore economico del Paese; la quarta riguarda l’infanzia e la scuola.
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Coronavirus, Gori “finalmente vuota chiesa cimitero di Bergamo”

BERGAMO (ITALPRESS) – “La chiesa del cimitero di #Bergamo. Finalmente vuota”. Cosi’ sui social il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, che posta la foto della chiesa che nelle scorse settimane erano stracolma di bare in quanto nelle camere mortuarie non c’era piu’ spazio. Adesso e’ vuota. Un messaggio di speranza.
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C’ERA UNA VOLTA UN’ALTRA OLANDA

Ho letto sul “Sole24Ore” la scandalosa storia dell’Olanda, straricco paradiso fiscale che succhia soldi anche alla povera Italia “ospitando” alcune nostre grandi aziende, e ho preso nota una volta di piu’ del vuoto di solidarieta’. Il suo governo, infatti, e’ quello che si e’ battuto di piu’ per negarci un vitale soccorso economico. Raccontato come il Paese di mille liberta’, e licenze, forte del ricordo di Rembrandt e di Van Gogh, ma anche di Johann Cruijff e Marco Van Basten e delle ragazze in vetrina di Amsterdam rivaleggia esteriormente con la Francia, con Parigi. E’ una storia che mi piace ricordare. Perche’ e’ cambiata. C’era una volta un’altra Olanda. Desiderai tanto conoscerla dopo aver visto a teatro, a Livorno, nel 1957, “Il diario di Anna Frank”. C’erano Romolo Valli, Elsa Albani, Anna Maria Guarnieri (Anna Frank), Diana Torrieri, Luca Ronconi, Renata Mauro, Mario Maranzana, Ferruccio De Ceresa; regia di Giorgio De Lullo, aiuto regista Lina Wertmu’ller, il meglio del teatro italiano, la Compagnia dei Giovani. Li ho poi conosciuti tutti personalmente. E non ho mai dimenticato l’emozione di quella serata al Teatro “La Gran Guardia” quando una pattuglia di soldati tedeschi scopre la soffitta dov’era nascosta Anna: un immenso grido di dolore, e pianti, come se la scena fosse vera, la risposta di tanti ebrei livornesi alla tragedia vissuta solo pochi anni prima. Uno di loro, mio compagno di liceo al “Niccolini”, mi disse amaro che a quel tempo il governo olandese aveva rifiutato di pagare a Hitler la liberta’ di migliaia di ebrei che furono poi spediti nei lager. Non volli crederci.
E finalmente approdai a Scheveningen per un concentramento del calcio giovanile europeo: era il 1963, l’Ajax di Rinus Michels e di Cruijff era ancora di la’ da venire ma era gia’ ammirabile l’organizzazione calcistica. Scendevi con l’aereo su Schiphol e vedevi decine di campi da gioco, incrociavi le loro squadre e notavi innanzitutto la forza dei vivai. I giovani innanzitutto. Anche perche’ un giovane, un bambino, era l’eroe nazionale: quell’Hans che aveva infilato un dito nel buchetto che si era creato sulla diga impedendo che il mare sommergesse il suo paese. Una leggenda, ma anche un segnale di eroismo civile che realizzava le fondamenta della societa’ e della cultura. Poi nacque il mitico Ajax e tornai in Olanda per godermi le sue imprese e naturalmente quelle della nazionale almeno fino al ’74, quando fu come spenta dalla Germania nella finale di Monaco. E quando la ritrovai in Argentina, nel ’78, le fu negata la vittoria e si appassi’. In quel tempo venne a farmi visita un simpatico signore olandese che propagandava e vendeva gadget calcistici, magliette di Cruijff e compagni in testa. Si chiamava – si chiama – Apollonius Konijnenburg, una barba alla Crusoe e una capigliatura debordante rivelavano solo due occhi furbi e un sorriso accattivante. Lo persi di vista in un momento in cui avevo lasciato il calcio, lo scoprii procuratore e padrone di Rijkard, Gullit e Van Basten. Me ne parlo’ con ammirazione anche Berlusconi.
Poi la favola cambio’ eroe: se andate a cercare il suo nome troverete subito che “dopo Apollonius fu Raiola”. Dopo l’artista la macchina da soldi. L’uomo che e’ diventato piu’ ricco non solo dei suoi Pogba, Balotelli, de Ligt e compagnia ma anche di tanti presidenti che si sono serviti della sua potenza mercantile. Un rinomatissimo e venerato Signore del pallone che ha realizzato il prodigioso salto dalla pizza al miliardo, dal McDonald al Paradiso. Fiscale. Perche’ non chiedergli aiuto?