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Coronavirus, in Italia 107.771 positivi, 23.227 morti e 44.927 guariti

ROMA (ITALPRESS) – Il totale delle persone che hanno contratto il coronavirus in Italia e’ di 175.925, con un incremento rispetto a ieri di 3.491 nuovi casi. Mentre il numero totale di attualmente positivi e’ di 107.771 con un incremento di 809 assistiti rispetto a ieri. Lo rende noto la Protezione Civile, sottolineando in una nota che tra gli attualmente positivi 2.733 sono in cura presso le terapie intensive con una decrescita di 79 pazienti rispetto a ieri. 25.007 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 779 pazienti rispetto a ieri. 1.667 persone, pari al 74% degli attualmente positivi, e’ in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. Rispetto a ieri i deceduti sono 482, e portano il totale a 23.227. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 44.927, con un incremento di 2.200 persone rispetto a ieri.
Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 34.195 in Lombardia, 13.584 in Emilia-Romagna, 14.223 in Piemonte, 10.444 in Veneto, 6.470 in Toscana, 3.412 in Liguria, 3.172 nelle Marche, 4.282 nel Lazio, 3.045 in Campania, 1.985 nella Provincia autonoma di Trento, 2.694 in Puglia, 1.403 in Friuli Venezia Giulia, 2.171 in Sicilia, 1.971 in Abruzzo, 1.556 nella Provincia autonoma di Bolzano, 431in Umbria, 881 in Sardegna, 832 in Calabria, 549 in Valle d’Aosta, 262 in Basilicata e 209 in Molise.
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Barelli “Governo non lasci solo Spadafora e aiuti societa’ sportive”

ROMA (ITALPRESS) – “Serve un’iniezione immediata di liquidita’, 200 milioni a fondo perduto per sostenere le societa’ sportive che stanno vivendo grandi difficolta’ per l’interruzione dell’attivita’. Senza le societa’ lo sport in Italia non si fa e possiamo chiudere tutto, dalle federazioni al Coni stesso”. Questo l’appello lanciato al Governo da Paolo Barelli, presidente della Federazione italiana nuoto e deputato di Forza Italia. “Il ministro Spadafora si sta battendo al meglio, ma al momento non e’ stato dato un euro alle societa’ sportive – ha dichiarato il numero uno della Fin all’Italpress – Il problema riguarda il Governo intero, il ministro non va lasciato solo: visto che le esigenze del Paese sono tante, in tutti i settori, non vorrei che lo sport rimanesse schiacciato in questa congiuntura drammatica”. Barelli si e’ poi soffermato anche sulla possibilita’ che i campionati di pallanuoto, interrotti dall’emergenza sanitaria, possano riprendere e arrivare alla conclusione. “Dobbiamo attendere le decisioni del Governo, vediamo quando potremo riaprire le piscine – ha spiegato il presidente della Fin – Aspettiamo che le nubi si tolgano dal cielo, intanto abbiamo formato una commissione tecnico-scientifica per redigere le linee guida per far ripartire l’attivita’ in piena sicurezza e per garantire la fruibilita’ degli impianti”.
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Mancini “Abbiamo le qualita’ per vincere gli Europei”

ROMA (ITALPRESS) – L’attesa sara’ un po’ piu’ lunga ma l’obiettivo resta lo stesso: Roberto Mancini l’Europeo vuole vincerlo. Intervistato da “Sport Mediaset”, il ct che ha riavvicinato i tifosi alla Nazionale (“e’ stata la cosa che ci ha fatto piu’ piacere, soprattutto perche’ ci siamo riusciti attraverso ottime partite e divertendo la gente”) non si cura troppo del fatto che il torneo sia slittato di un anno. “Il rischio e’ che anche le altre Nazionali migliorino ma come miglioreremo noi – sottolinea il tecnico jesino – Siamo una delle Nazionali piu’ giovani quindi un anno in piu’ d’esperienza fara’ migliorare il bagaglio di ognuno, sia tecnico che atletico. Sara’ una tappa importante per me e per noi. Siamo riusciti a creare una squadra forte che potra’ migliorare e che potra’ giocare per vincere. Riportare l’Europeo in Italia dopo tanti anni, visto che l’ultimo e’ stato vinto nel 1968, sarebbe una cosa magnifica che vogliamo fare. Abbiamo le qualita’ per riuscirci”. Mancini, infine, non si sbilancia troppo nei pronostici qualora la serie A ripartisse. “Penso che possa accadere di tutto perche’ uno stravolgimento cosi’ non c’e’ mai stato. Difficile fare previsioni, la Juventus e’ in testa e resta la piu’ forte ma tutto puo’ succedere, potrebbero rientrare in corsa anche l’Inter e l’Atalanta. Quando ci si ferma per cosi’ tanto tempo puo’ cambiare tutto, niente e’ escluso”.
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Accelerare LA Green Mobility per battere anche il Covid-19

MILANO (ITALPRESS) – In pochi mesi il Coronavirus Covid-19 ha rivoluzionato completamente lo scenario mondiale. Anche per quanto riguarda l’inquinamento da CO2 che viene dal traffico dei veicoli a motore endotermico. Secondo il sito “vaielettrico.it” la forte diminuzione degli inquinanti dovrebbe spingerci sempre piu’ verso una “green mobility” accelerando la produzione e soprattutto l’utilizzo delle vetture spinte da un propulsore 100% elettrico. “Nell’UE, il 2020 sembrava gia’ avviato a diventare l’anno zero per l’inizio delle politiche sostenibili delineate nel programma Green Deal. I 1.000 miliardi di euro d’investimenti previsti per decarbonizzare il Vecchio Continente entro il 2050 rischiano ora di dissolversi in nome di una veloce quanto miope ripresa economica” scrive “vaielettrico.it” che spinge perche’ no si annulli “un decennio di lavoro e di ricerca dedicati a coniugare la sostenibilita’ con il settore dei trasporti”.
“Tutto cio’ non puo’ essere cancellato. Tanto piu’ che il Ministero dell’Ambiente ha registrato, nell’arco di un mese, una riduzione fino al 50% di biossido d’azoto (NO2) in Pianura Padana a seguito delle restrizioni sulla mobilita’ introdotte per contrastare il Coronavirus. Un dato importante, specie se correlato con le morti imputabili all’inquinamento atmosferico: oltre 76.000 vittime in Italia soltanto nel 2016 (fonte EEA). L’elettrificazione puo’ cambiare questo scenario. Infatti, secondo uno studio elaborato dallo stesso portale, nel Belpaese si potrebbe evitare l’immissione in atmosfera di 1 Mt di CO2 qualora circolassero 2 milioni di autovetture elettriche. Un numero in apparenza elevato, ma che in realta’ corrisponde al 5% circa delle macchine censite da ACI nel 2018”.
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Dl Cura Italia, Inps ha liquidato 3.1 milioni di indennita’ 600 euro

ROMA (ITALPRESS) – A oggi l’Inps ha erogato 3.1 milioni di indennita’ da 600 euro previste dal Decreto cura Italia, ulteriori 250.000 hanno l’iban in via di correzione in corrispondenza con gli utenti, e 500.000 sono in istruttoria. E’ quanto si legge in una nota dell’Istituto, che precisa che e’ stata rilasciata in procedura la possibilita’ di consultare la domanda e a breve sara’ implementata con la possibilita’ di variare i dati inseriti all’atto della domanda.
“Continua lo sforzo dei lavoratori dell’Istituto impegnati a sostenere il Paese in questa fase di emergenza”, sottolinea la nota.
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Coronavirus, Arcuri “In Lombardia 5 volte morti civili guerra”

ROMA (ITALPRESS) – “Ieri sera il bollettino della sofferenza ci ha detto che il coronavirus ci ha fatto lasciare oltre 22 mila vittime, e’ un numero impressionante pero’ mi sembra opportuno dare un parametro: tra 11 giugno 1940 e il 1 maggio 1945, durante la Seconda Guerra mondiale a Milano ci furono 2mila vittime civili in 5 anni. Per il coronavirus in 2 mesi in Lombardia ci hanno lasciato oltre 11 mila civili, 5 volte di piu'”
Lo ha detto il commissario straordinario all’emergenza, Domenico Arcuri, in conferenza stampa. “In questi giorni si sono sviluppati infiniti dibattiti su due questioni: quando iniziera’ la fase 2 e come si fara’. Tengo subito a dire che non spetta al commissario entrare nel merito e trovare le risposte, noi lavoriamo, non disegniamo scenari, non spetta a noi stabilire quando si potranno avere i primi alleggerimenti delle misure di contenimento. A noi non serve sapere quando iniziera’ la fase 2, noi pero’ abbiamo un altro dovere, farci trovare pronti in qualsiasi momento il governo decida che questa fase debba avere inizio. Stiamo vivendo una grande tragedia, siamo riusciti a fronteggiarla ma non ancora a sconfiggerla, questa e’ la dura realta’ dei fatti. Dobbiamo continuare ad agire con cautela e dobbiamo capire che e’ sbagliato comunicare una sorta di conflitto tra salute e ripresa economica, non c’e’ una competizione tra questi due aspetti”. In merito ai test Arcuri annuncia:
“Aggiudicheremo la gara entro il 29 aprile corriamo come e’ indispensabile che sia in prossimita’ dell’inizio della fase 2. Il bando di gara prevede la possibilita’ che si richiedano altri 150 mila test. Abbiamo una fase a campione con l’obiettivo di rifornire una dotazione ampia e stabile a tutte le regioni che ce lo richiederanno”.
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Coronavirus, Zaia “Si potrebbe allentare ora senza attendere 4 maggio”

VENEZIA (ITALPRESS) – “Il Dpcm scade il 3 maggio e la nostra posizione e’ che il 4 maggio si possa aprire con tutte le regole e garanzie. Se si volesse fare un passo in piu’ si potrebbe allentare da subito, in modo razionale, prudente e ragionato, in modo che ci possa essere piu’ consapevolezza, lavorare piano piano, scaldare ai motori e andare a regime”. Lo ha detto il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, nella quotidiana conferenza stampa sull’emergenza Coronavirus dalla sede della Protezione civile di Marghera.
“Nelle ultime ore stanne uscendo bozze dell’Istituto Superiore alla Sanita’ rispetto a raccomandazioni da adottare in tutti i comparti. Noi pensiamo che alla base di tutto ci sia la messa in sicurezza con la mascherina”, ha aggiunto Zaia.
“Con questi numeri positivi, ma che ci dicono che il virus c’e’, il vero tema sara’ il ritorno in autunno. Quindi, abbiamo fatto una lunghissima videoconferenza con i direttori generali delle aziende sanitarie del Veneto, facendo una proiezione su settembre, ottobre, in cui dovremo farci trovare pronti a una ondata di infezioni”, ha detto ancora il governatore del Veneto.
“In questa nuova fase acuta dovremo agire come una macchina da guerra con i tamponi”, ha concluso Zaia.
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Provenzano “Liberi tutti potrebbe avere gravi conseguenze”

ROMA (ITALPRESS) – “Fino al giorno prima di avere nominato la task force (guidata da Colao, ndr) l’accusa nei confronti del governo e’ che decideva da solo, un minuto dopo e’ diventata il governo ascolta troppe voci. Ci sono diverse task force che ci stanno dando una mano: quella guidata da Colao ha il compito di organizzare il dopo. Questa fase 2 non e’ un ritorno al mondo di prima, alla normalita’, e’ una fase di transizione in cui noi dobbiamo convivere con un’emrgenza che non e’ finita. Colao e’ un manager di indubbie qualita’, Arcuri sta facendo un lavoro importante, cosi’ come la Protezione civile e il comitato tecnico- scientifico. C’e’ un insieme di elementi, ognuno ha dei compiti”. Cosi’ a “L’intervista” di Maria Latella su Skytg24 il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano. “Non voglio – ha aggiunto – dare un messaggio allarmistico, ma non si deve perdere di vista il livello in cui siamo, dove i contagi ancora aumentano. Il liberi tutti potrebbe avere conseguenze molto gravi”.
“Nella fase 2 non ci si puo’ permettere contraddizioni – continua – deve essere un percorso ordinato e coordinato, siamo ancora in piena emergenza sanitaria. Se abbiamo capito una cosa dai primi giorni dell’epidemia e’ che andare in ordine sparso, avere una disomogeneita’ regionale getta nell’incertezza i cittadini”
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