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Coronavirus, in Italia 106.607 positivi, 22.170 morti e 40.164 guariti

ROMA (ITALPRESS) – Complessivamente 168.941 persone in Italia sono risultate positive al coronavirus finora, 3.786 in piu’ rispetto al consuntivo di ieri. Attualmente sono 106.607 le persone positive, con un incremento di 1189 rispetto a ieri quando l’aumento era stato di 1.127 unita’. Lo ha reso noto il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli.
Sono 40.164 le persone guarite, con un aumento di 2.072 unita’ rispetto a ieri. I deceduti sono 22.170, 525 in piu’ rispetto al dato complessivo alla data di ieri, ma questo numero potra’ essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanita’ avra’ stabilito la causa effettiva del decesso.
I ricoverati con sintomi sono ora 26.893, quelli in terapia intensiva 2.936 (-143 rispetto a ieri). In isolamento domiciliare 74.696 persone. I tamponi eseguiti nel Paese sono stati finora 1.178.403 1.117.404 (60.999 nelle ultime 24 ore, contro i 43.715 di ieri).
(ITALPRESS).

ADDIO A SEPULVEDA, IL MALEDETTO VIRUS NON RISPARMIA NESSUNO

Nell’attesa della liberazione dal Coronavirus, che arrivera’ ben oltre il 25 aprile, il dibattito fra intellettuali a piede libero si arricchisce di preziosi dettagli. C’e’ – ad esempio – chi spende 100 righe per rivelare perche’ fra i contagiati ci sono piu’ maschi che femmine – e gia’ c’e’ l’avevano detto – ma soprattutto perche’ ci sono pochissimi neri. Ho finito di leggere il pezzo sicuramente interessante ma in un altro giornale viene denunciata, come fosse eterna colpa degli schiavisti del Sud, il fatto che negli Stati Uniti muoiono piu’ neri che bianchi, quasi insinuando che la sanita’ sia gestita dal KluKluxKlan. C’e’ poi chi prova a smentire il mio modesto pensiero sull’esistenza della “livella” che non guarda in faccia a nessuno, inventandosi una Morte sociale che colpisce soprattutto i poveri: come se le centinaia di anziani defunti nelle case di (eterno) riposo non rappresentassero una realta’ se non sempre benestante comunque ben diversa dagli homeless (vietato parlare di barboni).
Il maledetto virus non guarda in faccia nessuno, tant’e’ vero che in mattinata arriva la notizia della morte per Coronavirus di Luis Sepulveda, il settantenne scrittore cileno che nell’ospedale spagnolo di Oviedo ha involontariamente dettato la sua ultima storia d’amore: ricoverato a febbraio con la moglie Carmen, sposata due volte, se n’e’ andato dopo averla vista guarire. Con lui la morte ha avuto un solo riguardo: gli ha permesso di scrivere un’ultima pagina improntata a dolcezza e passione, secondo il suo stile celebrato dai capolavori “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegno’ a volare” fino a “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore”.
Era stato non un intellettuale comodista ma un severo contestatore di Pinochet fino a pagarne le conseguenze con carcere e tortura e dunque, fedele al suo detto “Le biografie degli uomini coerenti sono brevi” non aggiungero’ altri dettagli alla sua importante figura di autore, muovendomi solo verso la sua reclamizzata passione per il calcio che lo faceva citare spesso da giornalisti sportivi italiani evidentemente non appagati da Gianni Brera, Giovanni Arpino, Oreste del Buono, Pier Paolo Pasolini, Mario Soldati, Alberto Bevilacqua, Alfonso Gatto, Manlio Cancogni. E dico solo di autori che ho personalmente conosciuto. L’intreccio fra scrittori e giornalisti (senza la specifica “sportivi” che non ha piu’ senso da decenni) ha creato anche confusione creando nei primi la convinzione di essere tecnici, nei secondi di essere validi romanzieri. Un’illusione. La prova non la da’ Wikipedia, fabbrica di celebrita’, ma l’immortalita’. E dunque non diro’ che Sepulveda ha legato la sua opera a Ronaldo e Messi, definiti il Gatto e il Topo, ne’ alla genialita’ di Zdenek Zeman e Marcelo Biella. Preferisco ricordarlo poeta amoroso:
“Cosi’, ancora una volta
facilmente come nasce una rosa
o si morde la coda una stella cadente,
seppi che la mia opera era scritta
perche’ La Piu’ Bella Storia d’Amore
e’ possibile solonella serena e inquietante
calligrafia dei tuoi occhi”.

Coronavirus, sindacati chiedono incontro urgente a Conte su ripresa

ROMA (ITALPRESS) – Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto oggi un incontro urgente al premier Conte per un confronto sulla ripresa delle attivita’ produttive, economiche e sociali perche’ “riteniamo fondamentale che venga mantenuto un forte presidio e una regia nazionale sul tema della sicurezza e della tutela massima della salute per tutti i lavoratori e le lavoratrici. Il nostro obiettivo e’, lavorando insieme, arrivare preparati alle scadenze di maggio contenute nel Dpcm del 10 aprile. Siamo preoccupati delle iniziative di singole regioni o realta’ territoriali del Paese – si legge in una nota congiunta – perche’ crediamo che in tal modo si possano pregiudicare gli sforzi che tutto il Paese ha messo in campo, con il rischio di non garantire regole omogenee per tutti. Non e’ il momento delle fughe in avanti o dei protagonismi. Occorrono linee guida omogenee e dettagliate da parte del Governo condivise con le parti sociali e i livelli istituzionali, tenendo conto delle indicazioni dei comitati tecnici e scientifici insediati dal Governo. Devono essere rispettate tutte le procedure previste dal protocollo sulla sicurezza sottoscritto il 14 marzo scorso dal Governo e da tutte le parti sociali, con le necessarie implementazioni e sostegni legislativi”. Per Cgil, Cisl e Uil “gli eventuali test sanitari devono essere vidimati e certificati dal Comitato tecnico scientifico e dal ministero della Salute e in ogni caso gestiti dal Servizio sanitario pubblico. Vanno definite condizioni di sicurezza nel sistema dei trasporti dei lavoratori e dei cittadini. E’ necessaria una sintesi a livello nazionale in modo da dare certezza e regole precise da adottare a tutte le Regioni, ai territori, alle aziende, a tutti i settori della pubblica amministrazione e dei servizi pubblici. La distribuzione dei dispositivi di sicurezza per lavoratori e cittadini deve essere garantita in tutti i territori e nei luoghi di lavoro”. Inoltre, per i sindacati “si dovranno discutere le misure a sostegno del lavoro che il Governo sara’ chiamato ad adottare nei prossimi provvedimenti legislativi. E’ il momento della coesione e dell’unita’ per uscire dall’emergenza sanitaria, per costruire le condizioni di un nuovo modello sociale economico e del lavoro”.
(ITALPRESS).

Coronavirus, David Guetta terra’ un live streaming per la raccolta fondi

MILANO (ITALPRESS) – Il dj e producer David Guetta fara’ in streaming live un dj set di 2 ore sabato 18 aprile a sostegno della lotta globale contro la pandemia da COVID-19. L’artista si esibira’ da una location speciale a Downtown a Miami e raccogliera’ fondi per la World Health Organisation, Feeding South Florida, Feeding America, e la fondazione francese Hopitaux de Paris.
La performance di Guetta iniziera’ alle 6:00pm (EDT) ossia la mezzanotte italiana, e potra’ essere vista live sui canali social media del produttore francese Facebook, Instagram, YouTube, Twitter Twitch. Mentre alcuni residenti di Miami potranno avere di vedere la performance di Guetta dai loro balconi, le case di tutto il mondo sono invitate a collegarsi online.
(ITALPRESS).

Coronavirus, a Milano nascera’ la prima “banca biologica”

MILANO (ITALPRESS) – Universita’ degli Studi di Milano e Asst Fatebenefratelli Sacco di Milano danno avvio al progetto della prima “Banca biologica” su Covid-19 grazie a una donazione di oltre 800 mila euro da parte di Banco BPM. Un’opportunita’ per potenziare la ricerca sul virus. La Banca biologica, che verra’ realizzata presso l’Ospedale Sacco, raccogliera’ e conservera’ tutti i campioni biologici, ematici e tessutali, relativi a Covid -19 e costituira’ una grande opportunita’ per lo studio e lo sviluppo di strategie diagnostiche e terapeutiche, incluse quelle di tipo vaccinale.
Completa l’intervento il potenziamento della piattaforma tecnologica per lo stoccaggio e alimentazione di Ossigeno liquido a servizio dell’Ospedale Sacco.
“Si tratta di un progetto di fondamentale rilievo ai fini della ricerca scientifica su Covid-19, messo in campo da due delle strutture sanitarie e scientifiche tra quelle maggiormente impegnate oggi in Italia nella cura e nel contenimento del Coronavirus”, si legge in una nota.
La Banca biologica sara’ gestita grazie al know how dei docenti e dei ricercatori dell’Universita’ degli Studi di Milano.
Sara’ realizzata in uno spazio sito al piano interrato del Padiglione 62, nell’area dell’Ospedale Luigi Sacco di Milano.
Il progetto, sviluppato in uno spazio di circa mq 280, prevede la realizzazione di “un locale dedicato all’accettazione dei campioni; un locale Biobanca, di superficie complessiva netta pari a circa 170 mq, in grado di ospitare nel tempo fino a oltre 18 contenitori criogenici (nella prima fase e’ prevista la posa di un lotto di 6 contenitori criogenici); un locale congelatori, sempre destinato alla conservazione di materiali; un locale impianti tecnologici a servizio della Biobanca”.
Completa il progetto la realizzazione di una idonea area tecnica per l’installazione del serbatoio di azoto a servizio della Banca biologica, posta all’esterno del padiglione 62 e facilmente raggiungibile dai mezzi per il relativo rifornimento.
“Questo progetto rientra nel quadro delle numerose iniziative messe in campo da Banco BPM a favore del Paese in questa emergenza sanitaria – spiega Giuseppe Castagna, Amministratore Delegato di Banco BPM – ed e’ particolarmente importante perche’ incentrato sulla ricerca scientifica, un’attivita’ fondamentale per guardare al futuro. Come banca fortemente radicata sui territori, e al tempo stesso attenta alle eccellenze del nostro Paese, siamo lieti di aver contribuito a un progetto di cosi’ alto respiro a fianco dell’Ospedale Sacco e dell’Universita’ di Milano”.
“Siamo molto grati a Banco BPM per questa generosa elargizione: la Bio Banca Covid 19 consentira’ nuove e importanti opportunita’ alla ricerca scientifica sul virus. I ricercatori dell’Universita’ Statale, gia’ su piu’ fronti impegnati in questa battaglia, metteranno a disposizione di questo progetto la ricchezza multidisciplinare degli ambiti di studio presenti in ateneo, continuando a fare rete con l’eccellenza della clinica rappresentata dall’Ospedale Sacco”, spiega il Rettore dell’Universita’ Statale di Milano Elio Franzini.
“Esprimo profonda gratitudine per l’importante contributo alla ricerca offerto da Banco BPM – dichiara Alessandro Visconti, Direttore Generale dell’ASST Fatebenefratelli Sacco – questo progetto di straordinario rilievo contribuira’, in modo significativo, alla ricerca scientifica sul Covid19, rafforzando ulteriormente la storica collaborazione tra l’Ospedale Sacco e l’Universita’ Statale di Milano”.
(ITALPRESS).

Confindustria, Bonomi “Ci sara’ bisogno dell’impegno di tutti”

MILANO (ITALPRESS) – “Sono onorato per l’indicazione espressa oggi dal Consiglio Generale di Confindustria. Ovviamente, non e’ tempo di gioire. La condizione in cui versa l’impresa italiana e’ tale da far passare in secondo piano qualunque considerazione, auspicio e programma manifestato in precedenza. A 11 anni dalla crisi del 2008, l’Italia era ancora lontana dall’aver recuperato il livello di Pil e produzione industriale del precrisi. Ora si apre una nuova voragine. E poiche’ eravamo gia’ in stagnazione, anche questa volta il colpo per l’Italia sara’ peggiore di quello dei nostri competitor”. Lo afferma il presidente di Assolombarda, Carlo Bonomi, neo designato presidente di Confindustria.
“Confindustria deve essere al centro del tavolo in cui la politica decide il metodo delle prossime riaperture delle attivita’ economiche. Non abbiamo ancora dispositivi di protezione distribuiti in massa, non abbiamo tamponature a tappeto, non abbiamo indagini a cluster della popolazione sulla concentrazione dei contagi, ne’ test sierologici sugli anticorpi, ne’ tecnologie di contact tracing. Su queste basi abbiamo bisogno di una diagnostica precoce che ci consenta riaperture estese, sulla base di misure restrittive concentrate, invece, dove servono e dove sono giustificate – aggiunge -. Questo e’ il modello di riapertura in sicurezza a cui dobbiamo puntare. Vanno benissimo i comitati di esperti. Ma la loro proliferazione senza chiare attribuzioni non puo’ essere uno scudo dietro cui nascondersi per rinviare decisioni che devono essere assunte su basi chiare, e con tempi rapidissimi. Senza calendari diversi da regione a regione. Il tempo e’ nostro nemico. Non solo nei settori del turismo e della ristorazione ma anche piu’ in generale della domanda interna. Il tempo rischia di disattivare la nostra presenza nelle catene internazionali di fornitura e del valore. Il mondo ripartira’ trainato da chi ne sara’ protagonista”.
Per Bonomi “serve dunque un calendario di ripresa in sicurezza metodologicamente chiaro, funzionale al raggiungimento di due obiettivi: riaprire la produzione perche’ solo essa da’ reddito e lavoro, non certo lo Stato come molti vorrebbero dimenticando che non ha le risorse; e farlo evitando una seconda ondata di contagio, che ci porterebbe a nuove misure di chiusura a quel punto ancor piu’ disastrose”.
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Uila-Uil “No a un milione di disoccupati con l’ortofrutta che marcisce”

ROMA (ITALPRESS) – “In Veneto, dal 23 febbraio al 5 aprile, sono andati in fumo 40.000 posti di lavoro, di cui 30.000 sono contratti a termine non rinnovati. A livello nazionale, ogni mese, ci sono circa 300.000 contratti a termine scaduti che rischiano di non essere rinnovati a causa di attivita’ produttive ferme. Nonostante il blocco dei licenziamenti ottenuto da Cgil, Cisl e Uil, si stima che entro l’estate ci saranno circa un milione di disoccupati in piu’, conseguenti all’emergenza coronavirus”. Lo afferma il segretario generale della Uila-Uil Stefano Mantegazza, sintetizzando i dati forniti dall’agenzia Veneto lavoro e quelli allo studio del ministero dell’Economia.
“A fronte di questi dati, confermo quanto gia’ detto piu’ volte – afferma Mantegazza -, la mancanza di manodopera in agricoltura e’ un falso problema. Quello vero e’ come fare arrivare a un milione di nuovi disoccupati le offerte di lavoro delle aziende agricole e questo puo’ avvenire solo attraverso l’uso di piattaforme informatiche in grado di gestire l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro. Purche’ questo servizio non rimanga in mano ai soliti noti, cioe’ i caporali, la Uila non ha preclusioni: ben venga un sistema pubblico e guardiamo con attenzione anche alle iniziative di Confagricoltura e Coldiretti ma restiamo convinti che l’unica soluzione sia quella di una gestione congiunta affidata alle parti sociali attraverso gli enti bilaterali agricoli territoriali, previsti tra i soggetti attuatori della legge 199/2016 e della Rete del lavoro agricolo di qualita’”.
“A chi pensa di poter fare da solo o, al contrario, che la soluzione migliore sia non fare nulla – conclude Mantegazza -, rivolgiamo un unico messaggio: Sbrigatevi! Perche’ non vorremmo che dopo la fake news della penuria di manodopera, l’agricoltura e i disoccupati dovessero pagare la beffa dell’ortofrutta che marcisce nei campi e di un milione di persone senza lavoro”.
(ITALPRESS).

Franceschini “Il Mes? Aspettiamo di vedere come esce dal Consiglio Ue”

ROMA (ITALPRESS) – “E’ evidente che se fosse senza condizioni, sarebbe uno strumento di sostegno sanitario e quindi sarebbe da utilizzare ma abbiamo detto che vedremo come uscira’, anziche’ discutere preventivamente e se sara’ effettivamente senza condizioni”. Lo ha detto il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, ospite della trasmissione “L’aria che tira” in onda su La7, parlando del Mes senza condizionalita’ per l’emergenza coronavirus proposto dall’Eurogruppo.
“Penso che Patuanelli si riferisse al Mes precedente non a questo in discussione”, ha concluso commentando le parole del ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, che ha confermato il no al Mes da parte del Movimento 5 Stelle.
(ITALPRESS).