Home Senza categoria Pagina 3851

Senza categoria

Banca Ifis, finanziamenti agevolati a imprese che convertono produzione

ROMA (ITALPRESS) – Finanziamenti agevolati alle imprese clienti che hanno deciso di convertire parte delle loro linee produttive a sostegno dell’emergenza sanitaria; vantaggi nell’erogazione di mutui e leasing; concessione di liquidita’ alle farmacie, pari ai giorni di chiusura fino a un massimo di 30 giorni. Sono alcune delle misure adottate da Banca Ifis per far fronte alla crisi generata dalla pandemia di Covid-19, che sta mettendo in difficolta’ il tessuto produttivo italiano e tante famiglie.
“Vogliamo gestire questa fase di incertezza sociale ed economica – viene sottolineato – mettendo in campo iniziative concrete, in grado di sostenere la ripresa delle attivita’ imprenditoriali consolidate e, allo stesso tempo, essere a fianco di quelle che modificano la loro traiettoria produttiva e necessitano di reinsediare filiere nuove sul territorio. Tutto cio’ senza dimenticare di tutelare al meglio tutti i nostri dipendenti, per i quali abbiamo attivato la copertura assicurativa sanitaria anche per il Covid-19. Abbiamo incentivato e promosso lo smart working, con immediata applicazione alle situazioni di maggiore ‘fragilita” per arrivare in due settimane alla piena applicazione del lavoro agile al 95% dell’organico di Gruppo”.
In particolare, “sosterremo con linee di credito dedicate le imprese clienti che hanno convertito parte delle loro linee di lavorazione per produrre mascherine, gel igienizzanti, materiale tecnico per la protezione civile, componentistica di macchinari per l’ossigenazione dei pazienti, trattamento del plasma e degli emoderivati. Si tratta di un percorso di rilancio utile sia per far fronte in modo concreto all’emergenza in atto sia all’impresa stessa, che ha cosi’ la possibilita’ di riprendere l’attivita’ mantenendo inalterato il livello occupazionale”.
Un esempio virtuoso, in tal senso, e’ la GGG Elettromeccanica, azienda di Catania specializzata nella produzione di veicoli e allestimenti per usi speciali, utilizzati nel settore sanitario, nel trasporto dei disabili e nell’ambito delle attivita’ svolte dalla Protezione Civile e dai Corpi di Polizia e che in questa fase di criticita’ ha incrementato la produzione di ambulanze.
(ITALPRESS).

Il coronavirus abbatte consumi e Pil, Confcommercio “Troppe incognite”

ROMA (ITALPRESS) – Per il primo trimestre del 2020 l’Ufficio Studi di Confcommercio stima una riduzione dei consumi del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2019. Il mese di marzo e’ completamente responsabile della caduta (-31,7%). “Siamo in presenza – spiega Confcommercio – di dinamiche inedite sotto il profilo statistico-contabile, che esibiscono tassi di variazione negativi in doppia cifra non presenti nella memoria storica di qualunque analista. Purtroppo sono profili declinanti molto prossimi alla realta’: i dati ‘veri’ sull’accoglienza turistica (-95% degli stranieri a partire dall’ultima settimana di marzo), sulle immatricolazioni di auto (-82% nei confronti dei privati), sulle vendite di abbigliamento e calzature (attualmente -100% per la maggior parte delle aziende, precisamente quelle non attive su piattaforme virtuali), per i bar e la ristorazione (-68% considerando anche le coraggiose attivita’ di delivery presso il domicilio dei consumatori), appaiono di sconcertante evidenza. Giusto per fare alcuni esempi.
Le stime di Confcommercio indicano una riduzione tendenziale del PIL del 3,5% nel primo quarto del 2020 e del 13% nel mese di aprile. “I provvedimenti delle autorita’ nazionali e internazionali non possono modificare il profilo delle perdite di prodotto – sottolinea l’associazione di categoria -. Possono, pero’, mitigare notevolmente le perdite di reddito disponibile connesse alla riduzione dell’attivita’, trasformandole in larga misura in deficit pubblico e quindi debito sovrano. La strada prevalente in Italia e’ la riduzione degli impatti della crisi attraverso la concessione di abbondante liquidita’ a costi molto esigui. Sarebbe opportuno affiancare a questi provvedimenti una serie di indennizzi proporzionali alle perdite (al netto delle imposte potenzialmente dovute) subite dagli imprenditori e dai lavoratori. Senza lo strumento dei ‘trasferimenti a fondo perduto’ si corre il rischio che l’eccezionale liquidita’ non sara’ realmente domandata, almeno dai soggetti piu’ deboli, lasciando ferite permanenti nel tessuto produttivo e rendendo meno vivace la ripartenza. Il tema della ripresa quando l’Italia riaprira’ e’ denso di incognite. Infatti, al termine dello scorso anno, non erano stati ancora recuperati i livelli di reddito disponibile e consumi – in termini reali – sperimentati nel 2007: le perdite ammontavano ancora rispettivamente a 1.700 e 800 euro per abitante. Insomma, detto senza giri di parole, oggi e’ necessario evitare che, dopo il coronavirus, la ricostruzione dei livelli di benessere economico, gia’ depressi, del 2019, duri troppi anni”.
(ITALPRESS).

Coronavirus, Boccia “Chi vuole riaprire si assume la responsabilita’”

ROMA (ITALPRESS) – “Nella fase due entreremo dal 4 maggio, dobbiamo ancora mantenere la barra dritta”. Lo afferma in un’intervista al Corriere della Sera il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia, in merito all’emergenza coronavirus.
“Siamo nella fase in cui vediamo le prime luci e dobbiamo difendere i risultati raggiunti. Capisco la voglia di uscirne, ma i numeri ci dicono che siamo ancora dentro l’emergenza. Se il presidente Emmanuel Macron prolunga il lockdown all’11 maggio, e’ perche’ sa che senza salute non c’e’ economia”, sottolinea Boccia, per il quale “parlare di normalita’ vuol dire illudere la gente, perche’ se fai un errore distruggi settimane di sacrifici di tutti. A chi non ha colto l’insegnamento di questi 45 giorni perche’ annebbiato dal dio denaro, ricordo che l’Italia conta 160 mila casi e 20 mila morti. Chi pensa che il futuro sara’ come il passato pre coronavirus, non ha capito in che fase del mondo siamo entrati. Ai fautori dell’aprire a tutti i costi ricordo che la solidarieta’ e’ venuta dal volontariato, dai medici e dagli infermieri partiti anche a Pasqua per andare in corsia al Nord, mettendo a rischio la loro salute”.
E sulle Regioni che procedono in ordine sparso, il ministro afferma: “I presidenti che vogliono riaprire se ne assumono la responsabilita’, come ho detto a Fugatti che guida la Provincia di Trento e vuole sbloccare alcuni cantieri. Non e’ meglio aspettare la valutazione sulle classi di rischio di ciascun lavoratore, pronta fra sei o sette giorni? Perche’ partire prima, rischiando che si accenda un focolaio? Consiglio di seguire le linee della comunita’ scientifica e le scelte del governo”.
(ITALPRESS).

Salvini “Il Mes? Come andare dallo strozzino”

ROMA (ITALPRESS) – “Il Mes e’ un fondo che concede prestiti a prezzo di usura. E’ come andare dallo strozzino”. Lo ha detto ai microfoni di TeleLombardia il leader della Lega Matteo Salvini.
“Do un numero: 140. Sono i miliardi dati dalla popolazione italiana dal 1979 ad oggi all’Europa, come trasferimenti diretti e altri fondi – aggiunge -. Tra quello che ci e’ tornato indietro e quello che gli italiani hanno dato ballano 140 miliardi in piu’. Noi non vogliamo i soldi dei tedeschi e dei francesi. Ci basterebbe usare i soldi che gli italiani hanno dato in questi anni all’Europa, senza indebitarci”.
“I rapporti maggioranza-opposizione? Adesso si collabora, anche nel territorio, con i sindaci, si cerca di risolvere i problemi. Per quanto riguarda il Governo, spero siano solo parole quelle su nuove tasse dopo il virus – spiega Salvini -. L’ultima cosa di cui gli italiani hanno bisogno sono nuove tasse”.
(ITALPRESS).

NELL’UOVO DI PASQUA LA SORPRESA MANCINI

Le sorprese nell’uovo di Pasqua: il presidente della Figc Gabriele Gravina, che ha detto di voler portare a conclusione i campionati, dopo i test ai giocatori e un Mancini che su Raiuno che ci ha dato una speranza azzurra: “Siamo una squadra giovane, un anno di esperienza in piu’ ci fara’ bene”. Un Mancini altruista e filantropo che ha parlato di medici, infermieri e aiuti agli altri. E’ sembrato un marziano in un mondo che parla solo di soldi. Molti hanno gia’ le scarpe lustre e i gol in canna, in attesa della ripresa che cambia data da un giorno all’altro. Si parla di visite mediche per tutti a fine aprile, allenamenti ai primi di maggio e campionato fra il 23-24 maggio o nei week end seguenti, Coronavirus permettendo. C’e’ ovviamente tutta una serie di domande da porsi: a) in quali condizioni di forma saranno i giocatori dopo piu’ di 80 giorni sosta ?; b) la Lazio che era la squadra piu’ in palla, tornera’ tale ? c) la Juve e l’Inter staranno meglio ? C’e’ chi parla di un campionato nuovo, del tutto diverso su radici antiche. E c’e’ chi ovviamente parla problema del calcio d’estate, ma bisogna ricordare che per far soldi i club in agosto andavano a fare tornei della canicola, senza badare al caldo. E che a volte Mondiali e Europei hanno “sconfinato” in luglio.
Quanto al problema dei soldi persi finora e all’impossiilita’ di chiederli a un governo che gia’ fa fatica a far ripartire il Paese, si pensa di far leva sul mondo delle scommesse. Dicono i ragionieri del pallone: basterebbe gli operatori dessero l’uno per cento per racimolare 100 milioni. Ma quelli non vogliono sentirci. Noi chiederemmo loro cosa farebbero se il campionato non ripartisse e il castello di carta crollasse ? Su cosa si scommetterebbe ? Sul loro fallimento ? Di cio’ si e’ dibattuto attorno all’uovo di Pasqua. D’altro canto, a noi italiani, ci si puo’ togliere tutto tranne qualche sfizio particolare come il calcio, definito da Sacchi come la piu’ utile delle cose inutili. Non poter litigare per il pallone porta molti a parlare di politica e questo non farebbe bene, tanto che si e’ parlato del calcio come il secondo oppio dei popoli dopo la religione. I fini “maitres a’ penser” potrebbero debordare dal calcio alle querelle sociali e sarebbe un guaio. Meglio che restino alle dispute pallonare, anche se ormai e’ forse troppo tardi.
Siamo tutti sospesi in aria, in attesa di un vaccino, di un miracolo, di un segno del destino. Intanto i grossi cervelli dell’IFAB (cui spetta l’onere di cambiare i regolamenti) guardano al futuro, al miglioramento della VAR, alla valutazione dei centimetri del fuori gioco, dato che non e’ possibile finire in offside solo perche’ si ha il naso (o altro) piu’ lungo dell’avversario. Qualcuno ha pontificato: il gol e’ il valore aggiunto del calcio e tutte le regole devono “agevolare” la segnature per la delizia dei miscredenti dei Paesi come gli USA, Giappone ecc. che non si capacitano dell’esistenza dei pareggi e dei risultati striminziti. Sara’ per questo che gli assi dell’attacco sono meglio pagati e ci sono sempre meno vocazioni al difensivismo ? Una volta si celebravano “anche” i Parola, i Baresi, i Bergomi, oggi i Messi, i Ronaldo, i Neymar. A prescindere dalle decisioni prese, non prese, o da prendere, non ci sono dubbi: il Coronavirus ci ha cambiato la vita. I nostri vizietti di appassionati del consumismo piu’ smaccato forse per un bel po’ non potremo piu’ permetterceli: il cashmirino, il nodo scappi’no, le vacanze ai tropici, lo spiderino rosso… Ma il calcio no, al calcio non possiamo rinunciare. E’ il nostro spasso fondato spesso sul nulla per noi comuni mortali, ma e’ anche un’industria, una delle piu’ trainanti di quando le cose andavano bene.
Noi vati della VAR, filosofi del tatticismo, del 3-4-2-1 e delle tavolate calcistiche popolate da belle frasi da competenti, resisteremo al deprezzamento del nostro bagaglio culturale ? Gia’, l’industria del calcio. Anche i bordocampisti, i commentatori a latere, i confezionatori di pareri piu’ o meno autorevoli, i finti inviati davanti alla tv, dovranno farsene una ragione, finche’ la ruota della fortuna non tornera’ a girare. Perche’ il calcio non e’ solo quel che si vede. C’e’ tutto un mondo sommerso di tecnici, operai, collaboratori che non arriva agli allenamenti in Porsche e che rischia molto. E, nell’indotto, i tecnici delle tv, i tipografi dei giornali sportivi, le damigelle delle piccole ribalte catodiche, che portano a casa uno stipendio sudato. Che ne sara’ di loro ? “Il calcio ha le sue specificita’” ha detto il presidente Gravina e ha ragione. E’ un mondo particolare in cui basta poco per spostarne i destini. Ma cosa ci aspetta piu’ avanti? I tristi numeri che ogni i giorno ci snocciolano dal fronte del Coronavirus, come quelli della borsa: tanti ricoverati, tanti morti… Ora che si comincia a vedere l’orizzonte, si spera di recuperare il tempo perduto. Noi stiamo affilando le nostre penne, rimettendo in moto i nostri computer e i nostri microfoni, e andiamo lustrando i nostri mirabolanti aggettivi in vista della “ripresa delle ostilita’” come diceva il povero Sandro Ciotti prefigurando battaglie titaniche. Gli addetti al calciomercato hanno raccontato cosa hanno visto in questi vuoti giorni nella loro palla di vetro: i sogni tornano a popolare le nostre notti. Il nome di Messi e’ cominciato a circolare come il virus sulle nostre mascherine: arrivera’, non arrivera’ ? Con quali soldi ? Gli spezzatini e i Monday Night spariranno ? “Salveremo il campionato” e’ lo slogan in voga, come “Andra’ tutto bene”.

Coronavirus, prosegue calo della pressione sulle strutture ospedaliere

ROMA (ITALPRESS) – Gli ultimi dati della Protezione civile parlano di 159.516 persone che in Italia hanno contratto il virus covid-19. I decessi sono stati 20.465 (+566 rispetto al giorno di Pasqua), sono invece 35.435 (+1244) le persone guarite. Attualmente i positivi in Italia sono 103.616 (+1363). 
In terapia intensiva ci sono ancora 3.260 pazienti (-83 rispetto a ieri). I tamponi eseguiti nel Paese sono stati finora 1.046.910.
(ITALPRESS).

GUARDO CON SPERANZA AI GIORNI DELLA RICOSTRUZIONE

A molti potra’ sembrare sgradevole come i giorni che stiamo vivendo mentre io guardo con convinta speranza ai giorni della ricostruzione. Perche’ ho gia’ vissuto un’esperienza analoga e so per certo che la fatica che verra’ sara’ considerata come un agognato premio. Parlo del dopoguerra 1946/’47, delle rovine che trovammo quando tornammo in citta’ dopo lo sfollamento in campagna. In verita’, temo che aver trovato allora macerie fisiche – case e strade e ponti crollati – sara’ considerato, almeno da noi ex rifugiati, meno faticoso e doloroso della ricostruzione morale di un Paese ferito nell’anima dal Coronavirus. Sento parlare di un Piano Marshall per il rilancio delle imprese, della produzione, delle strutture economiche: allora si tratto’ di ridare una casa a milioni di italiani, le strade a una viabilita’ che favorisse il lavoro e si parlo’ di Piano Fanfani, dal nome di un politico democristiano che l’opposizione ridicolizzava perche’ era alto un metro e niente. Anche allora era in ballo una ricostruzione morale dell’Italia, da sconfitti, e dovette provvedere al gravoso incarico il premier dell’epoca, Alcide De Gasperi, che si presento’ alla conferenza della pace, a Parigi, il 10 agosto del 1946, con un discorso pieno di dignita’: “Prendo la parola in questo consesso mondiale e sento che tutto, tranne la vostra personale cortesia, e’ contro di me: e’ soprattutto la mia qualifica di ex nemico, che mi fa ritenere un imputato, l’essere arrivato qui dopo che i piu’ influenti di voi hanno gia’ formulato le loro conclusioni in una lunga e faticosa elaborazione…”. Ci salvo’ la reputazione umiliandosi, ben altro tono ebbero, piu’ avanti, le parole indirizzate a Gino Bartali quando vinse il Tour de France del 1948 e salvo’ il Paese dalla rivoluzione dopo l’attentato a Palmiro Togliatti leader del PCI.
Non meno umiliante sembra fin da ora la richiesta che stiamo rivolgendo all’Europa perche’ ci presti milioni di euro per sanare l’inevitabile crisi economica ma il momento piu’ importante riguardera’ il destino di quei denari. C’e’ gia’ un motivo di ottimismo, dicevo, ed e’ la decisione, suggerita dal Presidente Mattarella, di affidare a Vittorio Colao il ruolo di super commissario “alla ripartenza” (finalmente un significato concreto al termine sacchiano), alla cosiddetta Fase 2. Ho parlato, tempo fa, di un “uomo solo al comando”, con preciso riferimento al grande Fausto Coppi, e questo mi sembra possa essere Colao. Non lo dico per una scelta politica che non mi spetta ma perche’ lo conobbi, vent’anni fa quando, amministratore delegato di Omnitel, mi annuncio’ il varo di una struttura operativa che avrebbe modificato pesantemente il mondo delle telecomunicazioni: i call center. Il resto e’ noto. Il resto e’ una carriera internazionale strepitosa nel Fare e non nel Dire. L’uomo che mi aspettavo al vertice di tutto lo sport europeo, con tutto il rispetto per per i massimi dirigenti che, pur essendo animati da sanissimi principi, ogni giorno trasmettono incertezza a un mondo altamente produttivo oggi paralizzato. Che Dio ce lo mandi buono.

Calcio: Coronavirus. Gravina “Si riparte quando ci sara’ garanzia salute”

MILANO (ITALPRESS) – “I campionati ricominceranno nel momento in cui c’e’ la garanzia che sara’ garantita la salute. Presto ci sara’ una riunione del nostro comitato scientifico federale, abbiamo una procedura e presto la comunicheremo. Inizieremo, mi auguro a inizio mese, con dei controlli per garantire la negativita’ a cui seguira’ l’allenamento”. Lo ha dichiarato il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina, intervenuto a Sky Calcio Club. “Calcio in estate? Non abbiamo una scadenza, ci adegueremo alle indicazioni della Fifa e del nostro comitato tecnico-scientifico. L’idea e’ di completare i campionati”.
(ITALPRESS).