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Coronavirus, dall’eurogruppo accordo da 500 mld

Un accordo che potrebbe valere fino a 1.000 miliardi: 500 che si possono mobilitare con una certa velocita’ e altri 500 quando (e se) nasceranno i bond. E’ questo il risultato della nuova maratona di cui sono stati protagonisti i diciannove ministri dell’economia dell’area euro.
alp/abr/red

Coronavirus, negozi chiusi a Pasqua e Pasquetta in tutta la Toscana

Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi ha appena firnato un’ordinanza che dispone per la domenica di Pasqua e per il lunedì dell’Angelo, la chiusura, su tutto il territorio regionale, di tutti gli esercizi commerciali della piccola media e grande distribuzione, ad eccezione delle rivendite di giornali, delle farmacie e delle parafarmacie.
Nell’ordinanza si precisa che è fatta salva, nel rispetto della vigente legislazione emergenziale, la sola consegna a domicilio, esclusivamente mediante la prenotazione on-line o telefonica e non presso l’esercizio commerciale, dei generi alimentari e dei beni di prima necessità.
A carico dei trasgressori esercenti l’attività commerciale non consentita, l’Autorità amministrativa potrà applicare la sanzione amministrativa della sospensione dell’attività da 3 a 15 giorni consecutivi, secondo i criteri di proporzionalità cui all’art.11 della Legge n. 689/81.
Le Polizie municipali, tutte le altre Forze di polizia, gli agenti ed ufficiali di polizia giudiziaria, sono incaricati dell’osservanza e del rispetto dell’ordinanza.
(ITALPRESS).

Coronavirus, Brusaferro “Buoni segnali ma non abbassare la guardia”

ROMA (ITALPRESS) – “La curva ci mostra chiaramente una situazione in decrescita un segnale positivo ma che non deve farci abbassare la guardia. Le azioni intraprese sono state efficaci per rallentare l’epidemia”. Lo ha detto il presidente dell’Istituto Superiore di Sanita’, Silvio Brusaferro, nel corso di una conferenza stampa. “Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna confermano il trend che vediamo a livello nazionale – ha aggiunto -. Anche in Liguria e Toscana o regioni del sud confermano lo scenario dei giorni scorsi. I segnali positivi che vediamo in questi giorni non devono farci abbassare la guardia, non devono illuderci che la situazione si sia risolta, le misure di distanziamento sono essenziali.
“I dati mostrano che le fughe di massa dalle regioni del Nord, per le quali temevamo conseguenze, non hanno causato un grande incremento di casi al Sud, grazie alle misure di prevenzione. Se non staremo attenti, pero’, rischiamo che diventino nuove zone rosse”, ha sottolineato il presidente dell’Iss.
(ITALPRESS).

Cna “Fare di piu’ per la liquidita’ o l’economia va in ginocchio”

ROMA (ITALPRESS) – “Riteniamo obbligatorio che il governo faccia di piu’: abbiamo bisogno di un’immissione di liquidita’ assoluta, altrimenti si mette in moto un meccanismo di non pagamenti e di insoluti fra clienti e fornitori che metterebbe in ginocchio l’economia italiana”. E’ un segnale d’allarme quello che lancia Daniele Vaccarino, presidente della Confederazione nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, in un’intervista all’Italpress. L’auspicio e’ che si crei “una forte unita’ all’interno del Paese, perche’ affrontare questa drammaticita’ con scontri tra le forze politiche o fra le istituzioni e’ una cosa deleteria”.
Per Vaccarino il decreto per la liquidita’ ha alcuni punti critici, tra cui il fatto che “e’ assolutamente a discrezione delle banche, per come e’ scritto il decreto, il finanziamento sopra i 25 mila euro, e la storia ci insegna che le banche considerano i finanziamenti solo per i cosiddetti bancabili”.
“Noi siamo estremamente preoccupati per i pagamenti nelle piccole imprese – sottolinea il presidente della Cna -. Abbiamo gia’ segnali che il sistema delle grandi imprese posticipera’ tutti i pagamenti delle fatture in scadenza. Se a questo si aggiunge che non c’e’ un’accelerazione da parte della pubblica amministrazione, abbiamo il rischio che il blocco della liquidita’ per le imprese impedisca di reggere. Il punto e’ che la difficolta’ di reperire il denaro puo’ portare molte aziende, magari gestite da persone non piu’ troppo giovani, a dire: io non vado piu’ a farmi debiti strani e chiudo la tenda”.
“Noi chiediamo che le risorse che devono essere utilizzate per la sopravvivenza delle imprese non debbano passare attraverso tutti i cavilli burocratici e gli intoppi che il sistema bancario puo’ mettere in campo per frenare queste immissioni di liquidita’”, aggiunge Vaccarino, che per la “fase due” si dice favorevole “ad aperture controllate e graduali, pero’ bisogna accelerare. Non chiediamo una data perche’ sarebbe una forzatura, ma diciamo che bisogna predisporre un piano di aperture – aggiunge -. Ogni impresa deve sapere in quale prospettiva si colloca: nazionale, regione per regione, per settore o per filiera. Noi sosteniamo la filiera, e in particolare per le aziende che fanno esportazione e si confrontano con altri concorrenti europei che stanno gia’ lavorando. Ci sono delle priorita’ da scrivere, sapendo che oggi i titolari anche di imprese piccole hanno predisposto la possibilita’ di lavorare in scurezza. Quindi, anche senza una data precisa, cominciamo a mettere nell’impresa la sensazione che sia vicina la ripartenza”.
(ITALPRESS).

Coronavirus, Conflavoro Pmi “Consentire la riapertura a chi puo'”

ROMA (ITALPRESS) – “Ripartire entro due settimane al massimo, ma anche subito laddove ci siano le condizioni per riaprire le aziende in sicurezza, con via libera del prefetto e l’accordo con i lavoratori”. E’ quanto propone Roberto Capobianco, presidente di Conflavoro Pmi, in un’intervista all’Italpress, in merito alla possibile proroga al 3 maggio del lockdown per il Covid 19.
Per Capobianco “serve una responsabile e graduale riapertura, tenendo conto anche dei vari settori e territori, solo cosi’ si agevolerebbe la vita alle imprese. Ce ne sono moltissime che gia’ ora possono lavorare in piena sicurezza, anche perche’ questo e’ l’unico modo che le imprese hanno di salvarsi: il decreto liquidita’ non ci ha dato speranze, non c’e’ la scialuppa di sicurezza”, spiega.
Secondo il presidente di Conflavoro Pmi l’ipotesi di patrimoniale va scongiurata, “l’unica speranza e’ il fondo comune europeo da 500 miliardi, perche’ in Italia non ci sono soldi sul piatto. A oggi le banche non hanno i fondi per anticipare la cassa integrazione, non abbiamo ricevuto un euro”.
“Scongiuriamo patrimoniali e tassa Covid, dobbiamo incentivare gli investimenti privati, non dare soldi che finiscono nel buco nero dello Stato, in questa fase e’ un errore ascoltare i sindacati, che non sono d’accordo sulla riapertura”, sottolinea.
In merito al Decreto Liquidita’ Capobianco, con i tecnici di Conflavoro, sta preparando una serie di e-book per spiegare nel dettaglio le norme. E segnala che per ricevere i 25.000 euro garantiti dalla Stato servono il via libera della Ue alla norma, che al momento non c’e’, e il bilancio 2019, “che pero’ nessuna impresa ha chiuso. Ecco perche’ dobbiamo ripartire e lavorare adesso”, conclude.
(ITALPRESS).

Coronavirus, Pd “Contributo di solidarieta’ dai redditi piu’ alti”

ROMA (ITALPRESS) – “Il Gruppo del PD della Camera, in piena sintonia con il Partito, ritiene opportuno che venga introdotto nel provvedimento che arriva ora alla Camera un contributo di solidarieta’ a carico dei redditi piu’ elevati, da destinare a tutti coloro che versano in situazioni di poverta’ a causa della crisi o in situazioni di grave difficolta’ per la perdita completa del reddito come i giovani lavoratori autonomi”. Lo affermano in una nota congiunta il capogruppo del Pd alla Camera Graziano Delrio e il capogruppo in Commissione Bilancio Fabio Melilli.
“La proposta prevede l’istituzione di un contributo di solidarieta’ per gli anni 2020 e 2021, che dovranno versare i cittadini con redditi superiori a 80.000 euro e che incidera’ sulla parte eccedente tale soglia – aggiungono -. La somma versata, rispettando i criteri di progressivita’ sanciti dalla nostra Costituzione, sara’ deducibile e partira’ da alcune centinaia di euro per le soglie piu’ basse fino ad arrivare ad alcune decine di migliaia di euro per i redditi superiori al milione. Il gettito atteso e’ pari ad un miliardo e trecento milioni annui. Ad uno strumento del genere, oggi sicuramente necessario, si e’ gia’ fatto ricorso in passato da governi di diverso colore”.
“La crisi economica, determinata dalla pandemia, ha fatto emergere e accentuato situazioni di poverta’ – sottolineano gli esponenti dem -. Ci sono famiglie che in questi giorni non hanno risorse sufficienti per provvedere all’acquisto nemmeno dei beni di prima necessita’: c’e’ un rischio poverta’ per un ulteriore milione di bambini. Un primo intervento e’ stato messo in campo dal Governo che ha stanziato 400 milioni di euro perche’ i Comuni possano cominciare a dare risposte. Tutti i Sindaci, di ogni appartenenza politica, segnalano la grande quantita’ di richieste che vengono presentate da famiglie in difficolta’. Un grande e solidale paese come l’Italia non puo’ non porsi il tema di come le classi dirigenti e coloro che dispongono di redditi elevati debbano essere chiamati a contribuire a favore di chi non ce la fa”.
(ITALPRESS).

Coronavirus, a Milano una raccolta fondi per i piu’ bisognosi

MILANO (ITALPRESS) – QuBi’, il programma di Fondazione Cariplo per contrastare la poverta’ minorile, lancia, insieme a Milano Citta’ Stato e Fondazione di Comunita’ Milano, la raccolta fondi ‘MilanoperMilano: aggiungi un pasto a tavola”.
Chiunque puo’ partecipare alla raccolta fondi attraverso forfunding.it e donando su milanopermilano.it/dona.
Sono oltre 5.000 le colombe e altrettante le uova di Pasqua che sono state consegnate alle famiglie piu’ in difficolta’ attraverso gli 8 Hub per l’aiuto alimentare a Milano.
E’ anche questo il Programma QuBi’ – La ricetta contro la poverta’ infantile, promosso da Fondazione Cariplo con il sostegno di Intesa Sanpaolo, Fondazione Vismara, Fondazione Romeo ed Enrica Invernizzi, Fondazione Fiera Milano e Fondazione Snam che sostiene la filiera alimentare realizzata in collaborazione con il Comune di Milano e con le realta’ del terzo settore che, insieme, si sono date un unico obiettivo: non lasciare indietro nessuno.
“Non sarebbe possibile raggiungere oltre 4.000 nuclei famigliari che corrispondo ad oltre 15.000 persone, non ci sarebbero quasi 600 organizzazioni coinvolte nel contrasto alla poverta’ in citta’, non sarebbe stato possibile nelle ultime settimane attivare 8 hub di quartiere e distribuire oltre 30 tonnellate di cibo alla settimana per chi ha bisogno, se fin dall’inizio, quando tre anni fa Fondazione Cariplo ha lanciato questa sfida, non ci fosse stata una visione tenacemente orientata a promuovere alleanze con altri soggetti e altre istituzioni e a promuovere la connessione in rete di tutti gli attori che sono generosamente e attivamente impegnati sul territorio. Oggi questa visione alla base del Programma QuBi’ mette a disposizione della citta’ un’organizzazione di fatto il cui valore va molto al di la’ delle risorse che sono state investite”, ha detto Giovanni Fosti, Presidente di Fondazione Cariplo.
“Intesa Sanpaolo e’, sin dalle prime fasi, impegnata nel contribuire alla sconfitta del Coronavirus – 100 milioni per la sanita’ italiana, un milione per la ricerca, iniziative benefiche puntuali, raccolte fondi, oltre a imponenti risorse creditizie per il sostegno dell’economia. In questa situazione non possiamo dimenticare chi era gia’ in situazione di grave difficolta’, le cui esigenze si fanno oggi ancora piu’ drammatiche. Questo nuovo capitolo del Programma QuBi’, a cui abbiamo aderito sin dalla nascita, si rivolge proprio a loro. Dal canto nostro, Intesa Sanpaolo porta avanti le iniziative di beneficenza verso persone e famiglie indigenti con la consegna di pasti, posti letto, farmaci, abiti. Ringrazio la Fondazione Cariplo per il sostegno che, con i suoi interventi concreti ed efficaci, pone alla tenuta del tessuto sociale, oggi quanto mai di prezioso stimolo per tutti” ha commentato Carlo Messina, Consigliere Delegato e CEO Intesa Sanpaolo.
Il Comune di Milano ha allestito 8 Hub emergenziali: spazi in cui dipendenti comunali, operatori e volontari delle 23 Reti QuBi’ cittadine, in collaborazione con i volontari dei 130 centri di ascolto della Caritas, prendono in carico le derrate alimentari e compongono spese settimanali da consegnare porta a porta alle famiglie e alle persone piu’ fragili, attraverso un sistema integrato realizzato dal Comune di Milano.
“Di giorno in giorno cresce la solidarieta’ di enti, associazioni, aziende che si offrono per contribuire ai progetti aperti di aiuto alla cittadinanza – commenta la Vicesindaco con delega alla Food Policy Anna Scavuzzo -. Chi mettendo a disposizione i propri mezzi e i propri spazi, chi il proprio personale e i propri volontari, chi prodotti e chi donazioni in denaro, chi tempo, conoscenze e capacita’ per diffondere il piu’ possibile le iniziative’.
Oltre al sostegno al Banco Alimentare della Lombardia per garantire la gestione straordinaria delle derrate alimentari che quotidianamente vengono consegnate agli Hub, il Programma QuBi’ supporta la Croce Rossa Italiana, che entra a far parte del patto cittadino grazie alla messa a disposizione di un magazzino (nello specifico quello di Segrate) e della logistica per rafforzare il sistema.
Grazie a Fondazione Snam, gia’ partner del Programma, che ha stanziato risorse per le derrate alimentari e ad Allianz che partecipa con una donazione sul Fondo QuBi’, attivato in collaborazione con la Fondazione di Comunita’ Milano, Croce Rossa Milano contribuisce al rifornimento degli Hub cittadini che potranno cosi’ distribuire cibo piu’ vario alle famiglie in difficolta’.
“L’impatto piu’ evidente di questa pandemia – commenta il Presidente della CRI Milano, Luigi Maraghini Garrone – e’ sulla salute e sul sistema sanitario ma le conseguenze piu’ rilevanti, e gia’ in corso, saranno quelle sociali e sul sistema di welfare in termini di nuove poverta’ o deterioramento di situazioni di crisi preesistenti”.
“Fondazione Snam e’ nata due anni fa per mettere a disposizione competenze e risorse a sostegno dello sviluppo sociale dei territori italiani. In un momento cosi’ difficile per il Paese moltiplichiamo il nostro impegno, con nostre iniziative e insieme ai nostri partner, per essere al fianco delle comunita’ e aiutare chi e’ piu’ fragile”, afferma il Vice Presidente di Fondazione Snam e Amministratore Delegato di Snam Marco Alvera’.
“MilanoperMilano nasce dalla convinzione che in una comunita’ chi ha di piu’ debba prendersi cura di chi ha di meno, specie in una situazione di emergenza – commenta Andrea Zoppolato, Presidente di Vivaio, associazione che promuove milanocittastato.it – ed uno dei bisogni fondamentali e’ avere un pasto dignitoso”.
Anche gli altri partner di QuBi’ sono scesi in campo per sostenere la filiera del cibo, come ad esempio Fondazione Vismara che ha fatto in modo che le 23 Reti di quartiere potessero arrivare direttamente alle esigenze dei nuclei piu’ fragili segnalati, attraverso accordi con i market per l’emissione di tessere spesa e con i commercianti di zona per le consegne al domicilio di beni essenziali, frutta e verdura.
Accanto al sistema degli 8 Hub cittadini, nelle prossime settimane grazie al contributo di Intesa Sanpaolo, partner di QuBi’ fin dal principio, saranno potenziate le risposte date da quei presidi gia’ attivi in citta’ e che il Programma ha sostenuto negli scorsi anni. Solidando, il Social Market gestito dall’Istituto Beata Vergine Addolorata – IBVA – in collaborazione con Banco Alimentare della Lombardia raddoppiera’ le ore di apertura e accogliera’, in accordo con i servizi sociali, ulteriori 250 famiglie con bambini piccoli che potranno recarsi a fare una spesa gratuita in via Santa Croce 15.
(ITALPRESS).

Coronavirus, Malago’ “Su assegnazione dello scudetto decide solo Figc”

ROMA (ITALPRESS) – “Tutte le federazioni o quasi stanno andando alla chiusura, alla cancellazione della stagione agonistica, qualcuna senza polemiche o strascichi, altre con colpi di coda di qualche lega o club. Il calcio invece vuole andare avanti e si mette in una situazione diversa rispetto alle altre discipline. Ormai e’ un fatto acclarato”. Lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malago’, in merito alla volonta’ del mondo del calcio di riprendere i campionati qualora l’emergenza sanitaria, legata alla pandemia di Covid-19, si attenuasse nelle prossime settimane. “Sarei molto felice se dal primo settembre tutto potesse ripartire, se non al cento per cento, almeno in maniera significativa – ha aggiunto il numero uno dello sport italiano a Radio Radio Tv – Lo stop agli allenamenti? E’ chiaro che si devono fare distinzioni tra sport individuali e a squadre e outdoor e indoor. Il governo, a torto o a ragione, ha voluto accomunare tutti e ho molto piu’ di una sensazione che questo dpcm verra’ prorogato o dopo il 27 aprile o ai primi di maggio”. Sull’eventuale assegnazione dello scudetto, Malago’ ha ricordato che “gli unici soggetti che hanno il potere di fare un intervento sull’assegnazione del titolo o sul blocco dei campionati sono le federazioni. E’ la federazione che dovra’, nel caso in cui il campionato dovesse essere fermato, decidere in totale autonomia se assegnare lo scudetto e provvedere a indicare le squadre per le coppe europee o le retrocessioni”.
(ITALPRESS).