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Gruppo San Donato consolida presenza in Polonia e acquisisce Scanmed

MILANO (ITALPRESS) – Gruppo San Donato con GKSD ha raggiunto l’accordo per l’acquisizione del 100% del Gruppo polacco Scanmed, attraverso la controllata American Heart of Poland.
American Hearth of Poland, specializzato in particolare nella diagnosi, nel trattamento e nella riabilitazione dalle malattie cardiovascolari, con questa operazione espande considerevolmente il volume delle attività nel settore sanitario pubblico polacco, arrivando a offrire cure mediche a oltre 500.000 pazienti all’anno su tutto il territorio nazionale.
Con questa operazione, Gruppo San Donato consolida il suo posizionamento in Polonia, confermando la propria propensione all’internazionalizzazione. A livello aggregato, il fatturato arriverà a circa di 2,5 miliardi di euro, i posti letto saliranno complessivamente a 8.260 e i pazienti saranno oltre 5,5 milioni.
A 25 anni dalla sua fondazione, American Heart of Poland, grazie anche al suo recente ingresso nel Gruppo San Donato, ha decisamente rafforzato la sua strategia di sviluppo sia attraverso la crescita organica sia, oggi, attraverso l’acquisizione del Gruppo Scanmed.
Il Gruppo Scanmed è un operatore leader nel settore sanitario e con le sue 39 sedi si prende cura di oltre 300.000 pazienti all’anno su tutto il territorio polacco. Le sue attività includono assistenza primaria, cure specialistiche ambulatoriali e trattamenti ospedalieri. Scanmed gestisce, con contratti di PPP (Partnership Pubblico-Privato), una rete di Unità operative pubbliche di cardiologia situate in 8 regioni e alcuni ospedali specializzati in gastroenterologia, oculistica e ortopedia. Le attività ospedaliere sono integrate da centri medici che offrono ai pazienti l’accesso all’assistenza diagnostica avanzata e alle cure specialistiche ambulatoriali.
American Heart of Poland, in virtù dei contratti con il Fondo Sanitario Nazionale polacco, ogni anno garantisce l’accesso a procedure mediche di alta qualità ad oltre 200.000 pazienti. Le sue strutture effettuano annualmente 66.100 ricoveri legati a procedure cardiologiche coronariche, disturbi del ritmo e della conduzione e insufficienza cardiaca.
«Siamo convinti che con il supporto del Gruppo San Donato e GKSD nello sviluppo dell’infrastruttura medica, nella formazione universitaria del personale e nella promozione della ricerca scientifica a sostegno dello sviluppo di American Heart of Poland, la Polonia si confermerà ancor più leader nel campo delle innovazioni mediche in Europa centrale e orientale. Per i prossimi anni GSD e GKSD hanno già pianificato un programma di investimenti di oltre 300 milioni di euro per migliorare la qualità dei servizi medici a disposizione nel sistema sanitario pubblico in Polonia», ha commentato Kamel Ghribi, Presidente di GKSD Investment Holding, Vice Presidente del Gruppo San Donato e Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’American Heart of Poland.
«Siamo lieti di espandere ulteriormente il nostro impegno in Polonia, e siamo entusiasti di poter collaborare dal punto di vista didattico e scientifico con la nostra Università. La Polonia è uno dei Paesi europei più attivi nello sviluppo e la nostra Università intende espandersi ulteriormente attraverso la collaborazione con American Heart of Poland», ha dichiarato Paolo Rotelli, Presidente dell’Università Vita-Salute San Raffaele e Vice Presidente del Gruppo San Donato.
«Una medicina di altissima qualità, ampiamente accessibile e garantita dal Fondo Sanitario Nazionale, rappresenta il futuro del sistema sanitario pubblico in Polonia e American Heart of Poland, oggi ancor più con Scanmed, si sente un partner integrato e fondamentale di questo sistema», ha commentato Adam Szlachta, CEO di American Heart of Poland e Direttore Finanziario.
American Heart of Poland è stato supportato dagli advisor finanziari, BNP Paribas, PwC e GKSD Advisory, mentre Rymarz Zdort Maruta ha fornito la consulenza legale.
La transazione di acquisizione di Scanmed è soggetta a verifica Antitrust.

– Foto ufficio stampa Gruppo San Donato –

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“A luci accese”, nelle scuole milanesi corsi di educazione sessuale

MILANO (ITALPRESS) – Permettere agli studenti delle scuole superiori milanesi di accedere a corsi di educazione affettiva e sessuale. E’ questo lo scopo del progetto “A luci accese”, nato da un accordo tra Comune di Milano e Reckitt Benckiser Healthcare con Durex Italia e illustrato oggi a Palazzo Marino.
Un’iniziativa importante se si pensa che, in base al Report-GEM dell’UNESCO del 2023, l’Italia è tra i 6 paesi europei a non aver disposto programmi formali e obbligatori di educazione affettiva e sessuale nelle scuole.
Questa carenza ha diverse conseguenze sul piano sociale, come ha evidenziato il report nazionale del 2023 realizzato dell’Osservatorio Giovani e Sessualità realizzato da Durex e Skuola.net: il campione analizzato a livello nazionale ha coinvolto circa 15mila giovani tra gli 11 e i 24 anni e quest’anno ha voluto dedicare un focus specifico sulla città di Milano.
Nel dettaglio, emerge che il 41,7% dei giovani milanesi (+3% rispetto al dato nazionale) ha avuto il primo rapporto sessuale tra i 17 e i 18 anni, ma il 9,5% dichiara di averlo avuto prima dei 13 anni.
Inoltre la mancanza di corsi specifici, al quale si aggiunge uno scarso dialogo in famiglia, obbliga i giovani a ricorrere ad altre strade per discutere di educazione sessuale e affettiva.
Il 47,1% dei ragazzi milanesi (+1,8% rispetto al dato nazionale) si affida a Internet; il 9,3% ai genitori; il 5,5% al medico; il 15,2% agli amici e l’11,9% non si rivolge a nessuno.
Parallelamente il 95,1% dei giovani milanesi (+1,4% sul dato nazionale) afferma che l’educazione sessuale e affettiva dovrebbe essere offerta come materia nel curriculum scolastico.
Il progetto “A luci accese” riguarderà sia la realizzazione della nuova edizione dell’Osservatorio “Giovani e Sessualità” sul territorio di Milano sia l’introduzione a partire dall’anno scolastico 2024-25 di una proposta di corsi di educazione sessuale e affettiva nelle scuole superiori, rendendo Milano la prima città in Italia a farlo.
I corsi saranno gratuiti e verranno tenuti da professionisti di Onlus presenti sul territorio, tra le quali ALA Milano. Il percorso verrà stabilito in accordo con i dirigenti scolastici. Verrà realizzato anche un contenuto dedicato ai genitori perchè possano accompagnare i figli lungo il percorso.
L’assessora comunale allo Sport, Turismo e Politiche Giovanili Martina Riva parla di “una giornata storica”.
“E’ un qualcosa che manca nel nostro paese. Non possiamo più aspettare a portare un progetto strutturato e con informazioni raccolte in modo serio per migliorare la vita affettiva dei nostri ragazzi – ha aggiunto -. E’ sempre troppo tardi scandalizzarci quando leggiamo brutti articoli di cronaca dovuti al fatto che, oltre ad altri motivi, si riflette troppo poco su cosa sia una relazione sana basata sul consenso, sulla libertà e sul rispetto reciproco”.
“E’ importante che i ragazzi si informino sulle malattie sessualmente trasmissibili e su tutto quello che completarla sessualità senza imbarazzi e vergogna”, ha aggiunto Riva.
Nel diffondere l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole “oltre ad un elemento di informazione di cui i ragazzi hanno bisogno, c’è anche un aspetto valoriale: l’idea è poter ispirare altre realtà a seguirci e rendere questo accordo un esempio virtuoso per altre realtà nel nostro paese”. E’ questo l’auspicio di Paolo Zotti, Amministratore Delegato di Reckitt Benckiser Healthcare Italia, che commercializza il brand Durex in Italia. “Ci sono ancora tanti comportamenti non sani da parte dei giovani e tanta mancanza di informazione. Penso quindi che questo sia un urgenza per il nostro paese”, ha sottolineato.
“I dati ci raccontano una situazione allarmante che ci fa capire l’importanza di intervenire sul tema dell’educazione affettiva e sessuale per i giovani. Da questo momento riusciremo a proporre un programma educazionale ancora più accurato sulle esigenze dei giovani milanesi”, ha commentato Laura Savarese, Direttrice Affari Regolatori e Relazioni Esterne di Reckitt Benckiser Healthcare Italia.
“Purtroppo il dato milanese, così come quello nazionale, ci racconta che l’esordio della vita sessuale dei giovani italiani avviene sempre prima: un ragazzo su dieci dichiara di aver avuto il primo rapporto sessuale prima di 13 anni e questo per noi è un dato scioccante – ha aggiunto – Anche la scelta di utilizzare il preservativo da malattie sessualmente trasmissibili e gravidanze indesiderate è sempre più rara: meno della metà dei giovani scelgono di utilizzarlo regolarmente”.

– foto ufficio stampa Havas PR –
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Incontro Baccarini-Fitto su digitalizzazione accesso agli atti

Si è svolto ieri presso gli uffici del ministero per gli Affari Europei, il Sud, le Politiche di coesione e il Pnrr un incontro tra il presidente della Fiaip, Gian Battista Baccarini, e il ministro Raffaele Fitto, nel corso del quale la Federazione ha presentato una proposta di integrazione mirata degli obiettivi di impiego delle risorse del Pnrr nel nostro Paese. La proposta della Fiaip parte dal presupposto che entro il 2026 dovranno essere impiegate tutte le risorse del Pnrr, di cui ad oggi ne sono stati spesi solo 45 miliardi. Da qui l’opportunità di canalizzare una parte di tali denari nell’affrontare un problema particolarmente sensibile per il settore edilizio-immobiliare e per la categoria degli agenti immobiliari. La proposta consiste nel destinare, vincolandole, una parte delle risorse del Pnrr alla digitalizzazione delle procedure operative pubbliche relative all’accesso agli atti presso gli uffici tecnici comunali al fine di agevolare e velocizzare le verifiche edilizio-urbanistiche favorendo la circolazione regolare degli immobili e la dinamicità virtuosa del mercato immobiliare. Questo a beneficio e tutela della collettività e di chi vi opera professionalmente, oltre a contribuire a ridurre il contenzioso correlato alle frequenti difformità documentali rispetto allo stato reale dell’immobile, evitando, in tal modo, ulteriori costi sociali. Il ministro Fitto si è reso disponibile ad approfondire tecnicamente la proposta condividendone la positiva finalità. “Un incontro pragmatico – ha detto Baccarini – in cui abbiamo posto all’attenzione del ministro una questione, quella del faticoso accesso agli atti, che inficia pesantemente la vitalità virtuosa del mercato immobiliare oltre che la serenità dei cittadini e di noi operatori professionali. Nei prossimi giorni invieremo al dicastero, come espressamente richiestoci, un documento dettagliato contenente la nostra proposta che, come affermato dal ministro, sarà esaminata nel merito con la doverosa attenzione. Il Pnrr – ha concluso – rappresenta una straordinaria opportunità di intervenire in un ambito che, ad oggi, penalizza un mercato importante come quello immobiliare, danneggiando l’attrattività del nostro Paese e, soprattutto, ostacolando un’esigenza sociale trasversale, ovvero, l’accesso regolare alla casa”.
(ITALPRESS).
– Foto: ufficio stampa Fiaip –

Milan vince in volata la quarta tappa del Giro d’Italia

ANDORA (ITALPRESS) – Jonathan Milan ha vinto la quarta tappa del Giro d’Italia 2024, la Acqui Terme-Andora di 190 chilometri. Il 23enne velocista friulano della Lidl-Trek, dopo la sconfitta di ieri, ha regolato la volata di gruppo piazzando la propria ruota davanti all’australiano Kaden Groves (Alpecin-Deceuninck) e al tedesco Phil Bauhaus (Bahrain-Victorious). Quinto il belga Tim Merlier che proprio ieri aveva anticipato il corridore azzurro. “Siamo partiti un pò lunghi, ma è andata bene – ha ammesso Milan, che ha indossato anche la maglia ciclamino di leader della classifica a punti – Devo ringraziare la squadra, i ragazzi hanno fatto un lavoro straordinario, ho dovuto giocare soltanto le mie carte, è veramente qualcosa di speciale. L’anno scorso era un pò un’incognita, era il mio primo grande giro. Ora siamo qui, vogliamo divertirci. E’ andata bene e sono contento, ora dobbiamo continuare così, testa alle prossime tappe”. E’ stato Filippo Ganna ad animare il finale della quarta frazione con un’azione da finisseur, il cronoman della Ineos ha cercato di anticipare il gruppo ai piedi di Capo Mele, ma l’azione del piemontese è terminata a pochi metri dall’arrivo. Non cambia nulla per quanto riguarda la classifica generale, lo sloveno Tadej Pogacar (Uae Team Emirates) resta in maglia rosa. Domani la quinta tappa, la Genova-Lucca di 178 chilometri.
– foto Ipa Agency –
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Arrivano le Chiavi Michelin, premiati i primi 146 hotel italiani

MILANO (ITALPRESS) – Dopo i primi annunci in Francia, Stati Uniti e Spagna, avvenuti nel mese di aprile, Michelin ha presentato oggi a Milano la sua prima selezione di 146 hotel premiati con le Chiavi Michelin in Italia. Le strutture, che si sono distinte su oltre 500 hotel consigliati dalla Guida Michelin, sono state selezionate in Italia dal team di ispettori sulla base di soggiorni o visite anonime, indipendentemente dalle classificazioni alberghiere già esistenti. Le Chiavi, così come le Stelle indicano le migliori esperienze culinarie nella selezione di ristoranti, sono ora un nuovo punto di riferimento per i viaggiatori in ambito alberghiero. Otto hotel hanno ricevuto Tre Chiavi Michelin (che indicano un soggiorno unico, degno di un viaggio a sè), 31 Due Chiavi Michelin (che indicano un luogo straordinario sotto ogni punto di vista e un’esperienza memorabile) e 107 Una Chiave Michelin (un soggiorno speciale in un hotel che offre molto di più rispetto a strutture di prezzo simile). “Con questo nuovo riconoscimento, la Guida Michelin ha aperto un nuovo capitolo nel servizio che fornisce ai viaggiatori da ormai 124 anni – Gwendal Poullennec, Direttore Internazionale della Guida Michelin, ha commentato -. Con il consolidato approccio sul campo, gli ispettori della Guida Michelin hanno stilato questa nuova lista per condividere le loro migliori esperienze alberghiere in Italia. Ogni struttura premiata con una, due o tre Chiavi Michelin è un gioiello gestito con talento da grandi professionisti. Utilizzando le piattaforme digitali della Guida Michelin, i viaggiatori possono filtrare la loro ricerca e prenotare gli hotel della selezione per soggiorni che ci auguriamo siano indimenticabili”. Come per i ristoranti, anche gli hotel vengono selezionati attraverso l’applicazione di cinque criteri: eccellenza nell’architettura e nel design degli interni; individualità, personalità e autenticità; qualità e solidità del servizio, del comfort e della manutenzione; rilevanza della struttura nell’ambito della località in cui si trova e coerenza tra il prezzo e l’esperienza offerta. Nella classifica delle Chiavi Michelin per regioni, la Toscana svetta con 32 hotel (1 tre Chiavi, 7 due Chiavi, 24 una Chiave), seguita dalla Campania con 18 (2 tre Chiavi, 5 due Chiavi, 11 una Chiave), mentre sul terzo gradino del podio troviamo il Lazio con 17 hotel (1 tre Chiavi, 2 due Chiavi, 14 una Chiave). Ai piedi del podio troviamo a pari merito con 16 hotel premiati la Lombardia (7 due Chiavi, 9 una Chiave) e il Trentino Alto-Adige (4 due Chiavi, 12 una Chiave). Da segnalare anche la città di Venezia, che annovera 2 degli 8 hotel premiati con tre Chiavi Michelin. Tutti i consigli sugli hotel della Guida Michelin sono disponibili gratuitamente sul sito web e sull’applicazione della Guida Michelin. Su queste piattaforme digitali, gli hotel consigliati possono essere prenotati direttamente. Per assistere i viaggiatori durante il loro soggiorno, la Guida Michelin mette a disposizione anche un Servizio Clienti gestito dagli esperti di viaggio della Guida.
-foto ufficio stampa Michelin –
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Federalimentare, Made in Italy traino economia per il 94% degli italiani

PARMA (ITALPRESS) – A Cibus, presso Fiere di Parma, si è svolta l’Assemblea Pubblica di Federalimentare “L’Industria alimentare italiana: opportunità e sfide nell’Europa del futuro”, nel corso della quale è stata presentata la Ricerca Federalimentare-Censis “L’industria alimentare tra Unione europea e nuove configurazioni globali” che ha evidenziato la centralità dell’industria alimentare e del Made in Italy e l’importanza delle future scelte in Europa.
Per il 93% degli italiani l’industria alimentare è sinonimo di sviluppo sociale ed economico, per il 94% il Made in Italy è uno dei principali ambasciatori dell’italianità nel mondo e un traino per l’economia grazie all’export (53 miliardi di valore nel 2023), mentre per l’89% un aiuto al settore potrà arrivare dalle future scelte che verranno prese in Ue se ci saranno azioni più incisive a supporto della competitività delle imprese europee nei confronti di quelle extra europee.
L’industria alimentare è oggi al primo posto dei settori manifatturieri per valore del fatturato e al secondo posto sia per numero di imprese che di addetti, con un valore pari a 193 miliardi di euro, cioè il 15,6% del totale del fatturato dei settori industriali. Nel periodo 2013-2023 il fatturato dell’alimentari e bevande è aumentato del 31,3%. Il settore si compone di 60,4 mila imprese aumentate dell’1,5% nel 2013-2023; di un totale di quasi 464 mila addetti, +12% nello stesso periodo. In Italia la spesa delle famiglie per prodotti alimentari e bevande vale 195 miliardi di euro e risulta pari al 15,2% del totale spesa delle famiglie per consumi, quota più alta di Paesi omologhi come Francia, Spagna, Germania e Paesi Bassi.
Nel 2023 il valore delle esportazioni dell’industria alimentare e delle bevande è stato pari a 53,4 miliardi di euro con un incremento del 57,3% nel 2013-2023 e del 148,5% nel 2003-2013. Una crescita impetuosa, che connota l’industria alimentare come uno dei best performer della nostra economia. I dati 2023 relativi alla distribuzione del valore totale dell’export di prodotti alimentari e bevande tra le aree geografiche di destinazione segnalano che il 56,2% è andato nei mercati dei 27 Paesi della Ue e il 14,9% in quelli dei Paesi europei non Ue.
Anche nell’export si materializza la possenza del Made in Italy: nel 2023 il suo valore è stato pari a oltre 380 miliardi di euro, più di due terzi del totale del valore dell’export italiano nell’anno indicato.
Quasi il 91% dei cittadini definisce i prodotti Made in Italy come espressione dell’orgoglio italiano e, con riferimento al nostro cibo, il 94% degli italiani è convinto sia uno dei principali ambasciatori dell’italianità nel mondo. Inoltre, quasi il 93% degli italiani ritiene importante tutelare e potenziare le industrie italiane, come quella alimentare. L’87% esprime, poi, apprezzamento per le iniziative di tutela di marchi e imprese per evitare che finiscano sotto il controllo straniero.
L’84,9% degli italiani è convinto che occorra innalzare barriere alle merci che arrivano da Paesi con regole sanitarie, sociali e di sicurezza inadeguate rispetto a quelle imposte alle imprese Ue. Oltre l’89% degli italiani ritiene che l’Unione Europea dovrebbe affiancare le imprese dei Paesi membri nel loro sforzo per diventare più competitive rispetto a quelle dei Paesi non Ue. L’Europa è per una consistente maggioranza di italiani un valore, anche se molto deve cambiare a cominciare dalla sua azione in ambito economico, di rapporto con le industrie, come quella alimentare, che generano tanto valore e che troppo spesso sono costrette a fare dei percorsi accidentati per scelte e regolamentazioni europee.
Per Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, “il Made in Italy ormai nel mondo è considerato il prodotto di qualità ed eccellenza a livello globale. Questo è espressione della peculiarità del nostro Paese e del suo sistema produttivo che ha saputo vincere controcorrente la sfida della globalizzazione”.
Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, ha osservato che “ogni iniziativa di altissimo livello, come Cibus, che promuove le eccellenze italiane ha un valore incalcolabile. Per questo sosteniamo tali attività con ogni modalità, così da rafforzare la presenza dei produttori sui mercati nazionali e internazionali. Ci sono tanti buyer di altri paesi che vengono alle fiere perchè i cittadini del mondo hanno fame d’Italia. In merito al Dl Agricoltura c’è una visione strategica che conferma la volontà dell’Italia di avere al centro il settore produttivo, tutelandolo e garantendo ai nostri produttori il giusto prezzo. Garantendo anche la possibilità di avere terreni agricoli protetti da eventuali speculazioni e di poter contrastare le criticità del settore”.
Secondo Paolo Mascarino, Presidente di Federalimentare, “l’industria alimentare italiana può e vuole dare un grande contributo all’agenda di sviluppo del Paese. Oltre a garantire la sicurezza alimentare in Italia, abbiamo una grande opportunità di crescita sui mercati internazionali. Le imprese hanno fondamentali solidi, e sanno come produrre alimenti unici e inimitabili. Ma per continuare la traiettoria di crescita, occorre anche un impegno delle istituzioni, europee e italiane, a livello strutturale. A tal proposito vorremmo una Europa che favorisse il talento imprenditoriale del nostro comparto con iniziative legislative e regolatorie che ne promuovano la competitività a livello internazionale”.
Per Gian Marco Centinaio, Vice Presidente del Senato, “il decreto approvato ieri conferma l’attenzione del governo per il settore agroalimentare e promuove l’alleanza tra produttori agricoli, industria alimentare e distribuzione, con il riconoscimento per tutti di un compenso adeguato. Ora serve un maggior impegno in Europa per sostenere il Made in Italy, evitando restrizioni eccessive e limitando le importazioni da Paesi che non rispettano le nostre stesse regole. Questo non è protezionismo, è semplice buon senso”.
Mirco Carloni, Presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, ha affermato che “Federalimentare svolge un ruolo molto importante nella protezione e nella promozione della nostra filiera di qualità. Senza un’organizzazione e soprattutto senza corpi intermedi che gestiscano l’operazione di controllo dell’attività produttiva delle nostre filiere agroalimentari, il valore aggiunto che ha il Made in Italy non esisterebbe ed è molto importante da valorizzare. Il mondo agricolo ha bisogno di regole chiare e di organizzazioni che sappiamo gestire le filiere e valorizzare i prodotti”.
Matteo Zoppas, Presidente Agenzia ICE, ha precisato che “Cibus, con 3mila marchi esposti e tantissimi panel esteri, è un punto di riferimento internazionale per quanto riguarda la cucina, con particolare attenzione a quella italiana. Qui si creano i trend per i prossimi anni, vedremo come si comporranno durante la fiera. In questo senso, la candidatura della cucina italiana a Patrimonio dell’Unesco è un canale comunicazionale che tutti gli imprenditori vogliono sfruttare per poter meglio raccontare quel Made in Italy buono e ben fatto che noi riusciamo a portare in giro per il mondo”.
Per Giorgio De Rita, Segretario Generale Censis, “dalla ricerca Federalimentare-Censis emerge come l’Italia cresca ancora troppo poco e stia ritrovando solo negli ultimi mesi un pò di vocazione alla crescita. Una crescita che l’Italia sta ritrovando grazie all’industria e soprattutto all’alimentare italiano, condizionata da una dimensione europea che diventa sempre più significativa”.
“La dieta mediterranea è un metodo basato su un’alimentazione bilanciata per vivere bene. Questa è una dieta che deve essere esportata all’estero come modello sano anche per vivere più a lungo”, ha detto infine Pietro Paganini, Professore alla Temple University di Philadelphia e Presidente di Competere.

– foto ufficio stampa ItalCommunications –
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L’intelligenza artificiale a sostegno missioni di ricerca e soccorso

ROMA (ITALPRESS) – L’intelligenza artificiale a sostegno dei corpi speciali di ricerca e soccorso per migliorare e velocizzare l’individuazione e il salvataggio delle persone in pericolo. E’ l’idea alla base di AI4 Search and Rescue, l’applicativo realizzato da Innovation Lab e sviluppato dalla divisione di Ricerca e Sviluppo di TopNetworK e “pensato come un supporto a tutti i corpi di ricerca e soccorso”, ha spiegato Gianluca Zaccagnino, Head of Innovation Lab. “L’idea è di sfruttare le moderne capacità di questi corpi speciali di utilizzare, durante le missioni, anche dei mezzi evoluti come i droni”, il cui utilizzo per acquisire immagini è diventato sempre più comune, perchè offrono una prospettiva aerea e una maggiore copertura del terreno. L’analisi delle immagini raccolte però può essere un procedimento lungo e complesso, ad esempio a causa della vegetazione molto fitta o di condizioni meteorologiche avverse. “Abbiamo quindi realizzato un applicativo in grado di analizzare tutto il materiale fotografico e video acquisito durante le missioni di ricerca e soccorso, in modo tale da individuare possibili target, sia persone disperse, sia oggetti rilevanti” da segnalare ai fini della ricerca per un’ulteriore indagine, ha sottolineato Zaccagnino.
L’applicativo, ha aggiunto Luigi Pesiri, Computer Vision Engineer di Innovation Lab, “consiste in un’interfaccia dove è possibile caricare il materiale fotografico acquisito durante le missioni di ricerca e soccorso, che viene poi elaborato e viene restituito con l’evidenza dei target di interesse”. Il cuore di questo applicativo “è un modello di intelligenza artificiale che abbiamo sviluppato interamente nei nostri laboratori e addestrato su un dataset sintetico, con immagini generati artificialmente, questo per due motivi: innanzitutto, in letteratura, dataset di questo tipo non sono molto disponibili e, se lo sono, non risultano abbastanza performanti. Inoltre, per motivi di privacy, non possiamo accedere alle immagini di ricerca e soccorso delle persone reali”, ha sottolineato.

– Foto xi2/Italpress –

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Banca del Fucino, l’Assemblea approva il bilancio 2023 e nomina il CdA

ROMA (ITALPRESS) – L’Assemblea di Banca del Fucino, capogruppo del Gruppo Bancario Igea Banca, riunitosi a Roma ha approvato all’unanimità il progetto di bilancio al 31 dicembre 2023 presentato dall’Amministratore Delegato Francesco Maiolini e ha provveduto alla nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione, del Collegio Sindacale e della Società di Revisione.
L’esercizio 2023 della Banca del Fucino ha evidenziato un notevole incremento di tutti i principali indicatori finanziari e aggregati. Le attività di credito verso la clientela sono cresciute a circa 2,1 miliardi di euro (+14%), la raccolta diretta ha superato i 3,6 miliardi di euro (+29% rispetto alla fine del 2022), e il prodotto bancario si è attestato a 6,5 miliardi di euro, con un +22% rispetto all’anno precedente, già caratterizzato da una crescita notevole. Il 2023 ha visto il margine di interesse arrivare a 78 milioni di euro (+54,12%) e il margine di intermediazione attestarsi a 132 milioni circa (+53,64%).
L’incremento dei ricavi, accompagnato da una prudente politica di provisioning, con accantonamenti per 21,2 milioni di euro, ha garantito il raggiungimento degli obiettivi reddituali da piano industriale. Il cost/income ratio si è attestato al 68,58%.
L’anno si è chiuso con un utile lordo di 20,27 milioni di euro e un utile netto di 17,13 milioni, in crescita rispetto al 2022.
L’esercizio 2023, si legge nella nota, è stato caratterizzato da un ulteriore marcato rafforzamento patrimoniale, che si è tradotto in una crescita dei fondi propri a 248,37 milioni a livello consolidato (erano 200,7 a fine 2022). Tutti i principali indici di vigilanza prudenziale sono ampiamente in linea con i requisiti patrimoniali e in crescita ulteriore rispetto al 31 dicembre 2022: CET1 al 14,26% (era 13,44%), Tier1 al 14,46% (13,69%) e TCR al 16,02% (15,62%).
Unitamente all’approvazione del progetto di bilancio al 31 dicembre 2023 e della Dichiarazione consolidata di carattere non finanziario 2023 (ai sensi del D.Lgs. 254/2016), l’Assemblea ha approvato la distribuzione di un dividendo pari a 6 milioni di euro e la costituzione di una riserva non distribuibile di 9.113.634 euro, ai sensi dell’art. 26, comma 5 bis, del d.l. 10 agosto 2023, n. 104.
Nella medesima seduta è stato nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione, composto da 12 membri, per la durata di 3 esercizi, e quindi sino alla data dell’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo all’esercizio in chiusura al 31 dicembre 2026. Sono stati confermati i vertici Mauro Masi (Presidente) e Francesco Maiolini (Amministratore Delegato) e nominati gli altri dieci Consiglieri d’Amministrazione: Luigi Alio, Luca Bergamotto, Francesca Brunori, Gabriella Covino, Giulio Gallazzi, Bernardino Lattarulo, Susanna Levantesi, Sonia Locantore, Domenico Pimpinella, Fabio Scaccia.
Più in particolare, hanno fatto il loro ingresso nel Consiglio di Amministrazione di Banca del Fucino, l’imprenditore abruzzese Luca Bergamotto, Francesca Brunori, responsabile area credito e finanza di Confindustria, Sonia Locantore, giurista specializzata nei servizi finanziari e in materia di diritto societario e Domenico Pimpinella, che riveste anche la carica di direttore generale di ENPAM.
E’ stato altresì rinnovato il Collegio Sindacale, che ha visto la riconferma di Valeria Conti (Presidente) e Gianluca Piredda e l’ingresso di Eugenio D’Amico, professore ordinario di economia aziendale all’università Roma Tre.
L’assemblea ha infine attribuito a PwC l’incarico di revisione legale dei conti con riferimento al bilancio della Banca e del Gruppo per il novennio 2024-2032.

– foto ufficio stampa Banca del Fucino –
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