PALERMO (ITALPRESS) – Irfis e Igea Banca insieme per garantire liquidita’ alle imprese siciliane, in questo momento di particolare difficolta’ legato alla pandemia. Grazie a un accordo firmato con l’istituto regionale saranno garantiti alle aziende prestiti fino a 100 mila euro, con la prima rata a sei mesi e con spese e garanzie coperte dal Fondo Sicilia sul quale l’amministrazione regionale ha impegnato 30 milioni di euro.
“La misura straordinaria di liquidita’ e’ gia’ in corso di strutturazione e sara’ a brevissimo accessibile ai nostri imprenditori, come peraltro le moratorie”, ha spiegato all’Italpress l’assessore all’Economia e vicepresidente della Regione Siciliana Gaetano Armao. Mentre in Giunta – spiega Armao – e’ stata approvata “l’estensione dell’accordo con l’ABI per il finanziamento della cassa integrazione, e questo consentira’, di fronte all’enorme massa di domande che stanno pervenendo all’assessorato del Lavoro, di utilizzare il sistema bancario per fare fronte ai legittimi bisogni e alle legittime aspettative dei lavoratori che vengono messi in cassa integrazione”.
“L’accordo con Igea rappresenta un passo in avanti della Msl, la Misura straordinaria di liquidita’ che e’ la soluzione che in Sicilia abbiamo gia’ deliberato il 10 marzo, e consente una prima opportunita’ finanziaria per le imprese che sara’ ulteriormente rafforzata dalle proposte inserite in manovra”, conclude Armao.
“La partnership con Irfis e’ stata in questi anni determinante e ancora di piu’ lo sara’ in un momento difficile come quello attuale”, spiega Francesco Maiolini, direttore generale di Igea Banca, “la Regione Siciliana – Irfis ha la capacita’ di proporre soluzioni finanziarie in linea con le aggiornate tendenze al fine di rafforzare e integrare le misure previste a livello nazionale”.
“Questo accordo consente alle imprese di chiedere un prestito di pronta liquidita’ fino a 100 mila euro con garanzie e spese coperte dal Fondo Sicilia”, conferma all’Italpress Giacomo Gargano, presidente dell’Irfis. “Il governo aveva deliberato la misura qualche settimana fa e abbiamo definito l’accordo con le banche per operare subito, nelle more della sottoscrizione dell’accordo con Abi, quando poi si uniranno anche le altre banche”. Una mossa, aggiunge “fatta per anticipare e accelerare i tempi”.
Gli imprenditori potranno rivolgersi direttamente alla banca che, dopo la valutazione, presentera’ la domanda all’Istituto regionale.
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Coronavirus, accordo Irfis-Igea Banca per liquidità ad aziende siciliane
Coronavirus, De Luca “900 mln per il piano socio economico”
“Con un ulteriore straordinario sforzo nel reperimento di risorse, il fondo per il Piano Socio Economico della Regione Campania è stato portato a 900 milioni di euro. L’incremento di altri 300 milioni in aggiunta ai 600 già stanziati, consentirà di aumentare tutte le pensioni al minimo e gli assegni sociali. Intanto si sta completando il lavoro per la definizione della platea dei beneficiari di tutte le misure di sostegno previste dal Piano della Regione, e per l’attivazione della piattaforma informatica che consentirà di accedere alle stesse”. Lo afferma in una nota il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. “Inoltre, a conclusione di un lungo lavoro cominciato nei mesi scorsi, si è concluso l’iter per un’altra misura straordinaria di sostegno alle imprese, con l’operazione finanziaria dei ‘mini bond’ garantiti dalla società della Regione ‘Sviluppo Campania’. Un’operazione di sostegno al credito importante – conclude – che va a integrare il Piano Socio Economico della Campania”, e che sarà utilissima nei prossimi mesi”.
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Le infrastrutture tornino al centro dell’agenda
Ecco che cade un altro ponte e si accartoccia su se stesso. Stavolta è capitato al ponte di Aulla in provincia di Massa Carrara, e per fortuna non ci sono state vittime, per la contenuta circolazione dovuta alla pandemia; ma le polemiche già si fanno sentire. E intanto incominciano le polemiche: il sindaco del luogo, ad esempio, riferisce subito che aveva già da tempo investito l’Anas della esigenza di fare una perizia tecnica, che fatta a suo tempo aveva pronosticato una sostanziale agibilità del ponte.
Il ponte fu costruito nel 1908, ben 112 anni fa, e ristrutturato nel secondo dopoguerra. Fu progettato dal pioniere del cemento: da Attilio Muggia, che in quegli anni fu solo una delle tante progettazioni fatte dall’architetto e ingegnere, molto stimato e apprezzato. Ora, come siamo abituati dai media, la Procura della Repubblica ha aperto una inchiesta; come da prassi, la consueta è necessaria inchiesta, ma oltre alle indagini si spera che si apra invece davvero anche una profonda discussione sulla manutenzione e costruzione di opere pubbliche. Innanzitutto è necessario affrontare il tema ‘buco nero’ di cosa è accaduto nell’ultimo quarto di secolo in Italia, datosi che è noto a tutti che ne si costruiscono nuove opere, ne si manutengono quelle realizzate da qualche decennio, quando non da un secolo e più, come il ponte in questione.
Penso che questa ennesima disgrazia non derivi che in ridotta parte dalla mancanza di risorse pubbliche, o anche dalla paralisi burocratica originata dalla confusione cresciuta nel tempo di assegnazione compiti all’interno della sfera istituzionale italiana. Questi aspetti senza dubbio pesano! Ma credo che la ragione principale sia dovuta alla ostilità contro il “cemento” rafforzatasi abnormemente nel dopo “tangentopoli” che diventò di fatto l’agnello sacrificale per taluni, necessario per il passaggio dalla prima alla seconda repubblica. Tanto è così, che se chiediamo a chiunque di elencarci opere significative realizzate da quel momento in poi, difficilmente si saprà rispondere. Ma c’è un’altro riscontro che dimostra questa tesi: la sparizione sostanziale della grande impresa di costruzioni. Fino a trent’anni fa eravamo i più richiesti costruttori di grandi opere in America del Nord, in Europa, in medio oriente ed in Africa. Dopo tangentopoli e dunque dopo la fine di programmi infrastrutturali in Italia, il nostro posto nel mondo è stato preso da francesi e cinesi.
Ora, ritornando al tema delle manutenzioni, sembra chiaro anche alle persone più disattente, che non si potrà andare avanti così ancora per molto tempo, pena uno sfarinamento progressivo del nostro patrimonio infrastrutturale. Peraltro tutti concorrono in questi giorni nel pronosticare una difficoltà economica dell’Italia ancora più estesa di quella mai cessata dal 2008; allora è proprio il caso di investire nelle infrastrutture. È risaputo che investire nelle infrastrutture si ottiene una espansione economica ancora maggiore che attraverso altri settori. Speriamo che gli italiani se ne rendano conto come lo erano fino a trent’anni fa. In caso contrario continueremo a rimanere stupiti dai crolli, con conseguenti indagini delle procure della Repubblica, ma dopo le indagine sarà il turno di un altro disastro.
Raffaele Bonanni
Coronavirus, Generali mette a disposizione un hotel a Milano
MILANO (ITALPRESS) – Generali Real Estate ha messo a disposizione l’hotel The Square Milano per il personale sanitario impegnato contro il Covid-19 e per le persone in quarantena che hanno bisogno di un alloggio temporaneo durante l’emergenza.
In queste settimane e’ altissima a Milano la richiesta di alloggi soprattutto da parte di medici ed infermieri che arrivano da altri Paesi o regioni per supportare lo staff delle strutture ospedaliere, oppure nei casi in cui il personale sanitario o le persone in via di guarigione debbano trascorrere un periodo lontano dai familiari per evitare ogni possibilta’ di contagio.
“Di fronte alla situazione di emergenza che ci troviamo tutti ad affrontare, ci siamo chiesti come anche noi, con il nostro lavoro nel settore immobiliare, potessimo essere di aiuto”, commenta Benedetto Giustiniani, Responsabile Regione Sud Europa di Generali Real Estate. “Da qui e’ nata l’idea, insieme alla direzione dell’hotel, di offrire la possibilita’ a chi e’ in prima linea – in particolare il personale sanitario, e chi deve restare in isolamento – di alloggiare nella nostra struttura durante questo difficile periodo.”
L’hotel The Square e’ un’importante struttura ricettiva nel centro di Milano di proprieta’ di Generali Real Estate e gestita da Carola srl. La disponibilita’ della struttura durante
l’emergenza nasce dall’accordo fra la proprieta’, che rinuncia al canone di locazione, e il gestore dell’hotel, che garantisce a proprie spese i servizi alberghieri di base agli ospiti,
quali i pasti e il cambio della biancheria, assicurando al contempo il necessario isolamento.
Generali Real Estate risponde cosi’ all’avviso pubblico del Comune di Milano per la ricerca di soluzioni abitative idonee ad accogliere personale sanitario e persone in isolamento durante l’emergenza Covid-19, mettendo la struttura a disposizione per le
esigenze indicate dalle autorita’ sanitarie. L’hotel The Square gestisce direttamente le richieste di alloggio da parte di personale sanitario e persone in isolamento, tramite l’indirizzo email: [email protected].
(ITALPRESS).
Intesa Sanpaolo, salgono a 50 miliardi le risorse per la crisi Covid-19
MILANO (ITALPRESS) – Intesa Sanpaolo, grazie alle misure varate dal Governo questa settimana, ha elevato a 50 miliardi di euro l’ammontare di risorse in termini di credito messe a disposizione del Paese per superare l’emergenza coronavirus.
“Anche nell’emergenza causata dall’epidemia si conferma dunque il ruolo di Intesa Sanpaolo come punto di riferimento nell’erogazione di credito a famiglie e imprese – si legge in una nota dell’istituto di credito -. Un’attivita’ che, a partire dalla conferma dei 450 miliardi di euro di affidamenti a livello di Gruppo, si e’ ulteriormente ampliata grazie ai nuovi impieghi, che nel solo mese di marzo hanno fatto crescere lo stock consolidato per una cifra pari a 5 miliardi di euro. Le erogazioni a medio e lungo termine, a sostegno degli investimenti di famiglie e imprese, nei primi 3 mesi dell’anno sono stati pari a 15 miliardi di euro a livello di Gruppo”.
La banca, in particolare, moltiplica la liquidita’ messa a disposizione delle imprese in questa fase di eccezionale emergenza, “consentendo loro di tutelare l’occupazione e di far fronte ai pagamenti nonostante la progressiva riduzione o addirittura assenza di fatturato – prosegue la nota -. In poche settimane, da meta’ marzo al 3 aprile, Intesa Sanpaolo ha gia’ erogato complessivamente 1,5 miliardi di euro di nuovi finanziamenti alle PMI per l’emergenza Covid-19, a fronte di circa 10.000 richieste”.
Le nuove risorse per le imprese comprendono sia nuove linee di credito aggiuntive rispetto a quelle preesistenti – della durata di 18 mesi meno un giorno, di cui 6 di preammortamento – sia linee di credito gia’ deliberate e rese disponibili come liquidita’ per cassa per le imprese clienti, proprio per affrontare con ampia flessibilita’ la gestione dei pagamenti urgenti.
La messa a disposizione di 50 miliardi di euro complessivi si aggiunge alla moratoria per famiglie e imprese che Intesa Sanpaolo ha annunciato fin dalle primissime fasi dell’emergenza, con la sospensione per 3 mesi delle rate dei finanziamenti in essere (per la sola quota capitale o per l’intera rata), prorogabile per altri 3/6 mesi in funzione della durata dell’emergenza.
“In questo periodo di eccezionale emergenza il nostro Gruppo ha messo in campo significative iniziative per contrastare gli effetti dell’epidemia sia a livello sociale che economico. Oggi siamo in grado di aumentare ancora la liquidita’ a disposizione delle PMI, per superare l’emergenza e rilanciare il nostro Paese”, commenta Carlo Messina, CEO di Intesa Sanpaolo.
“La forza della nostra Banca e delle persone che ne fanno parte continuera’ ad essere al fianco delle imprese e delle famiglie, con 450 miliardi di credito accordato, pari a oltre il 25% del Pil italiano – aggiunge Messina -. Nonostante le difficolta’ che incontrano, esprimo ancora una volta il sincero apprezzamento per tutte le persone e le strutture di Intesa Sanpaolo a servizio della clientela, ancora piu’ cruciali in questa fase della vita economica del Paese”.
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Coronavirus: Reopen Italy, un piano per ripartire
ROMA (ITALPRESS) – In questi giorni e’ aperto il dibattito su quale sia la migliore strategia per gestire la crisi legata al Covid-19 e rilanciare il Paese. Sul tema e’ intervenuto il fondatore e Ceo di Illimity Corrado Passera, la cui proposta, sintetizzata dal Sole 24 Ore, e’ un Piano d’Azione integrato, consultabile sul sito www.reopenitaly.it.
Un sito pensato per avviare un confronto costruttivo: chi desidera offrire il proprio contributo, puo’ sottoporre commenti e idee che potranno arricchire l’architettura del piano proposto da Passera. Un piano che parte da un presupposto: “La gestione della crisi sanitaria e la strategia di rilancio dell’economia sono inscindibili e vanno gestite non solo con una visione d’insieme di breve e medio periodo, ma soprattutto attraverso una regia unica, in grado di coordinarne tutte le responsabilita’”.
In questi giorni si inizia a parlare di fase 2, quando potranno essere allentate le misure restrittive in atto. Secondo Passera “non esistono scorciatoie: bisogna riaprire il piu’ presto possibile, ma a patto di aver messo il contagio sotto controllo e aver adeguato la capacita’ delle nostre strutture sanitarie. La data di riapertura dipendera’ da quello che si riuscira’ a realizzare sul fronte sanitario e non puo’ essere forzata perche’ il rischio di gravi ricadute sarebbe troppo alto”.
Per il manager “la riapertura puo’ essere anticipata dove possono essere garantite le condizioni minime di sicurezza. I dati e le statistiche che oggi utilizziamo non ci consentono ancora di conoscere la vera dimensione, evoluzione e dislocazione del contagio”. Serve quindi “un salto di qualita’ nella gestione centralizzata dei dati anche con un’app a livello nazionale in grado di ridurre i rischi individuali e di ottimizzare le politiche terapeutiche. Nel frattempo, la gestione degli acquisti sanitari deve passare per vie commissariali mentre si dovrebbe lavorare a un sistema diffuso di ‘telemedicina’ per i pazienti non acuti”.
Sul fronte dell’emergenza economica delle famiglie e delle imprese, per Passera “ben vengano moratorie bancarie, fiscali, previdenziali, cui vanno aggiunte le utenze, ma a chi perdera’ il proprio reddito, senza distinzione tra dipendenti e autonomi e su semplice autocertificazione, dovrebbe essere assicurato un sussidio di disoccupazione immediatamente liquidato. Al blocco dei licenziamenti deve corrispondere cassa integrazione ‘automatica’ per tutto il 2020 a garanzia della tenuta del tessuto sociale. Alle imprese colpite dalla crisi devono anche essere assicurati in tempi brevissimi prestiti bancari a lungo termine totalmente garantiti e a tasso zero per ammontari pari al 25-30% del fatturato del 2019”.
Secondo il banchiere “lo Stato dovrebbe iniettare liquidita’ nel sistema anche saldando lo scaduto accumulato con i propri fornitori”.
Guardando al medio periodo e alla fase di rilancio, Passera suggerisce “una forte accelerazione dei programmi di sviluppo di aziende virtuose con super incentivi fiscali a investimenti e assunzioni, ma anche specifico sostegno a quei settori, come le grandi opere, che possono velocemente attivare filiere rilevanti e a quelli piu’ colpiti dalla crisi, come il turismo, oltre che alle start up”.
Infine, secondo il fondatore e Ceo di Illimity, “per una crescita sostenuta e sostenibile in Italia e in tutta Europa serve una formidabile iniezione di investimenti pubblici e di incentivi agli investimenti privati. Un programma di alcuni trilioni di Euro per infrastrutture, innovazione e istruzione che possono essere gestiti e finanziati solo in modo ‘federale'”.
(ITALPRESS).
Decreto Imprese, via libera a “Garanzia Italia” di Sace
ROMA (ITALPRESS) – SACE si prepara ad attivare “Garanzia Italia”, nuovo strumento straordinario per sostenere le imprese italiane nel reperire liquidita’ e finanziamenti necessari per fronteggiare l’emergenza Covid-19 garantendo continuita’ alle attivita’ economiche e d’impresa.
Il Decreto Legge in tema di misure per la liquidita’ (n° 23 dell’8 aprile) ha infatti stanziato 200 miliardi di euro di garanzie di Stato per sostenere i finanziamenti in favore delle attivita’ economiche che, direttamente o indirettamente, hanno subito danni a causa dell’emergenza sanitaria, allo scopo di fronteggiare le carenze di liquidita’ e il riavvio della piena operativita’. “In quest’iniziativa, attivata in tempi brevissimi grazie al coordinamento di tutte le istituzioni interessate – si legge in una nota -, SACE interverra’ fornendo il supporto operativo necessario, impegnandosi ad emettere la garanzia (Garanzia Italia) contro-garantita dallo Stato a fronte di finanziamenti concessi, alle imprese che ne faranno richiesta, dagli istituti di credito”.
Lo strumento, che potra’ essere richiesto fino al 31 dicembre 2020, sara’ disponibile per qualsiasi tipologia di impresa con sede in Italia indipendentemente dalla dimensione, dal settore di attivita’ e dalla forma giuridica.
Le richieste di finanziamento dovranno essere presentate dalle imprese direttamente alle banche di riferimento, e successivamente sara’ la stessa banca ad effettuare la richiesta di garanzia a SACE.
Il finanziamento rilasciato dalle banche, istituzioni finanziarie nazionali e internazionali e dagli altri soggetti abilitati all’esercizio del credito in Italia, sara’ garantito da SACE e contro-garantito dallo Stato al 90% per imprese con meno di 5.000 dipendenti in Italia e con fatturato fino a 1,5 miliardi di euro e al 70-80% per le grandi imprese con numero di dipendenti o fatturato superiore. Potra’ avere una durata fino a 6 anni, con 24 mesi di preammortamento e importo non superiore al 25% del fatturato del 2019 o al doppio della spesa salariale annuale per il 2019. Potranno essere richiesti anche piu’ finanziamenti dalla stessa impresa, sempre nel rispetto di questi limiti.
Lo stesso Decreto prevede per tutte le PMI (imprese fino a 499 dipendenti) l’intervento prioritario diretto del Fondo Centrale di Garanzia, a tal fine rafforzato, con garanzia pubblica del 100% per i prestiti fino a 800mila euro.
Sono gia’ in fase avanzata i lavori con la Task Force con l’Associazione bancaria italiana (ABI), cosi’ come i tavoli con i principali istituti bancari, per analizzare e rendere operativi tutti gli aspetti connessi alle nuove disposizioni contenute nel Decreto Legge, con l’obiettivo di operare congiuntamente per dare attuazione a quanto stabilito in tema di liquidita’ per le imprese.
Per maggiori informazioni sull’iniziativa e’ stato attivato il numero verde 800 020 030 e si puo’ consultare il sito www.sacesimest.it nella sezione “Garanzia Italia”.
(ITALPRESS).
A febbraio in calo la produzione industriale
ROMA (ITALPRESS) – A febbraio 2020 l’Istat stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca dell’1,2% rispetto a gennaio. Nella media del trimestre dicembre-febbraio, il livello destagionalizzato della produzione diminuisce dello 0,8% rispetto ai tre mesi precedenti.
L’indice destagionalizzato mensile cresce su base congiunturale solo per l’energia (+2,7%); diminuiscono, invece, i beni intermedi (-1,1%) e i beni di consumo (-0,9%) mentre i beni strumentali risultano stabili.
Corretto per gli effetti di calendario, a febbraio 2020 l’indice complessivo e’ diminuito su base annua del 2,4% (i giorni lavorativi sono stati 20, come a febbraio 2019).
Su base tendenziale e al netto degli effetti di calendario, a febbraio 2020 si registra una contenuta crescita solo per i beni strumentali (+1,4%). Diminuiscono, in misura marcata, i beni di consumo (-3,0%) e i beni intermedi (-2,3%); cala, in maniera piu’ contenuta, l’energia (-0,6%).
I settori di attivita’ economica che registrano i maggiori incrementi tendenziali sono la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+8,3%), l’industria del legno, della carta e stampa (+6,0%) e le altre industrie (+5,7%). Le flessioni piu’ ampie si registrano invece nelle industrie tessili, abbigliamento e pelli (-12,1%), nella fornitura di energia elettrica, gas, vapore e acqua (-6,2%) e nella fabbricazione di mezzi di trasporto (-3,7%).
(ITALPRESS).








