ROMA (ITALPRESS) – “Il rischio c’e’, e’ reale, ma non permettero’ che si concretizzi, voglio evitarlo”. Lo ha detto il
premier Giuseppe Conte in un’intervista alla Bbc, rispondendo alla domanda se ci sia una prospettiva di fallimento del progetto europeo di fronte all’emergenza coronavirus.
“Abbiamo bisogno di una risposta economica e sociale a livello europeo – ha spiegato Conte -, con interventi monetari e fiscali adeguati. Siamo di fronte alla piu’ grande sfida per l’Europa dalla Seconda Guerra Mondiale. Dobbiamo scrivere un libro di storia, non un manuale di economia, o rischiamo una grande delusione non solo dei cittadini italiani, ma di tutti gli europei”.
“Gli esperti hanno confermato che la curva dei contagi sta rallentando in Italia, il numero dei nuovi contagi sta scendendo, siamo fiduciosi che stiamo superando la fase peggiore, ma non possiamo passare da un lockdown a liberalizzare tutte le attivita’ economiche, dobbiamo farlo gradualmente”, ha spiegato il presidente del Consiglio.
“Dobbiamo scegliere i settori in grado di riavviare la loro attivita’ – ha proseguito Conte -. Se gli scienziati confermano questo trend, potremmo iniziare ad allentare alcune misure gia’ entro la fine di questo mese”.
(ITALPRESS).
Coronavirus, Conte “L’Unione Europea rischia il fallimento”
Gualtieri “La creazione di debito comune Ue e’ gia’ nei trattati”
ROMA (ITALPRESS) – La creazione di debito comune in Europa e’ “una possibilita’ consentita dai Trattati”, ma anche “una necessita’ per contrastare gli effetti economici del Coronavirus”, mentre il Mes “non e’ lo strumento adatto” per affrontare la crisi. Lo afferma in una lunga intervista al Sole 24 Ore il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.
“Ci siamo opposti al piano originario che era stato presentato all’Eurogruppo e al Consiglio Europeo e che era imperniato sul Mes, e per di piu’ prevedeva condizionalita’ sia pur limitate – spiega Gualtieri -. Altro discorso e’ se nel quadro di un pacchetto di proposte sufficientemente ambizioso e che includesse la proposta franco-italiana di Fondo per la Ripresa finanziato con titoli comuni, il Mes possa offrire a quegli stati che ne fossero interessati linee di credito senza condizionalita’ economiche estranee al contrasto al Coronavirus, invece che quelle attualmente disponibili, che al contrario prevedono condizionalita’”.
Per il ministro l’ipotesi di uno strumento che crei debito comune europeo “e’ una possibilita’ consentita dai Trattati e una necessita’ per mobilitare le risorse necessarie a contrastare gli effetti economici del Coronavirus. Il Fondo per la ripresa si finanzierebbe a lungo termine sui mercati sulla base di una garanzia comune degli Stati membri e consentirebbe di sostenere in modo in modo solidale i costi della crisi attraverso il bilancio europeo. Non si tratta quindi di mutualizzare il debito passato ne’ quello futuro, ma di affrontare nel miglior modo possibile una battaglia comune che riguarda tutta l’Europa e che impone di salvaguardare i nostri sistemi produttivi, che peraltro sono fortemente integrati e interdipendenti”.
In merito al decreto per la liquidita’ alle imprese varato lunedi’ scorso dal Cdm, “e’ autoapplicativo e non richiede provvedimenti di attuazione o altre lungaggini burocratiche – sottolinea Gualtieri -. Sace e le banche stanno gia’ lavorando nella fase operativa: i collegamenti informatici, i protocolli e la modulistica, tutti molto semplici, saranno pronti a breve”.
(ITALPRESS).
Coronavirus, un sondaggio: 57% degli italiani pessimista sul futuro
ROMA (ITALPRESS) – L’emergenza degli ultimi mesi ha stravolto la vita degli italiani, dalle semplici abitudini quotidiane, ai rapporti sociali e alla situazione economica e lavorativa. Come conseguenza, oltre la meta’ degli italiani (57,1%) guarda con pessimismo il prossimo futuro personale. Un pessimismo e una preoccupazione che si traduce e scaturisce dalla paura di perdere il lavoro e/o ridurre drasticamente le proprie entrate finanziarie a causa di questo momento di lockdown generale. E’ quanto emerge da un sondaggio di Euromedia Research.
Un periodo, quindi, di incertezza generale e di dubbi sugli sviluppi futuri. A questo si aggiungono le azioni dell’Unione Europea nei confronti dei Paesi piu’ colpiti da Coronavirus, viste principalmente come il solito atteggiamento tenuto verso l’Italia e verso i Paesi minori che non hanno mai voce in capitolo e questa situazione ne e’ una ulteriore prova o conferma.
Non manca, in modo particolare nell’area di centrodestra, chi ritiene che questo atteggiamento stia decretando la fine dell’Unione Europea stessa cosi’ come e’ stata fino ad oggi.
Solo una piccola parte (7,8%) di intervistati ritiene giusto questo comportamento a fine di garantire la stabilita’ finanziaria dell’UE.
Dati Euromedia Research – Realizzato l’1/04/2020 con metodologia mista CATI/CAWI su un campione di 1.000 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne.
(ITALPRESS).
Coronavirus, Conte “Ammorbidire le regole Ue o faremo da soli”
ROMA (ITALPRESS) – “Non dobbiamo arretrare rispetto a Cina e Stati Uniti che mettono al momento a disposizione il 13% del loro Pil. Chiediamo un ammorbidimento delle regole di bilancio, e’ nell’interesse reciproco che l’Europa batta un colpo, che sia all’altezza della sfida. Altrimenti dobbiamo fare senza l’Europa e ognuno fa per se'”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte in un’intervista alla tedesca Bild. “Non dobbiamo starcene li’ con le mani incrociate, altrimenti il paziente Europa muore”, ha proseguito Conte.
Per il presidente del Consiglio “servono gli eurobond perche’ in questo momento dobbiamo potenziare gli strumenti attuali che abbiamo e che non erano pensati per uno shock simmetrico cosi’ straordinario. Abbiamo bisogno di migliorare la capacita’ europea di risposta in termini di politica monetaria e fiscale”.
(ITALPRESS).
Coronavirus, da Inps e Abi nuove misure per integrazione al reddito
ROMA (ITALPRESS) – Inps e Abi hanno introdotto semplificazioni e nuove misure volte a ridurre i tempi per l’accredito dei trattamenti di integrazione al reddito (assegni cassa integrazione ordinaria, cassa in deroga, assegni del fondo integrazione salariale e dei fondi bilaterali) previsti dal decreto-legge “cura Italia”. In particolare, le procedure Inps, per l’accredito della prestazione, non richiedono piu’ l’invio dei modelli cartacei validati presso gli sportelli bancari e postali. La verifica sulla validita’ dei conti correnti indicati per il pagamento delle prestazioni e’ ora effettuata con applicativi che comunicano direttamente con le banche. Allo stesso tempo, e’ stato semplificato il modulo telematico con cui le aziende comunicano i dati dei lavoratori per il pagamento dei trattamenti di integrazione del reddito. Nel modulo sono, tra l’altro, indicati il codice fiscale e l’Iban, cioe’ l’identificativo del conto corrente sul quale avviene l’accredito della prestazione del lavoratore. L’Abi ha definito la convenzione nazionale che consente ai lavoratori sospesi dal lavoro a causa dell’emergenza Covid-19 di ricevere dalle banche un’anticipazione dei trattamenti ordinari di integrazione al reddito e di cassa integrazione in deroga previsti nel decreto-legge “cura-Italia” rispetto al momento di pagamento dell’Inps. In particolare, dopo la presentazione all’Inps della domanda per il trattamento di integrazione salariale, il lavoratore puo’ rivolgersi alla banca per ottenere un’anticipazione del trattamento per un importo massimo di 1.400 euro.
(ITALPRESS).
Coronavirus, Sassoli ai Governi europei “Siate all’altezza della sfida”
ROMA (ITALPRESS) – “In questo momento c’e’ bisogno di fare molto di piu’. Lo chiedono i cittadini, le imprese, le nostre famiglie, i nostri giovani preoccupati per un futuro incerto perche’ in tutti i paesi la crisi e l’emergenza sanitaria distruggeranno milioni di posti di lavoro. In queste settimane, quando e’ intervenuta l’Europa, sono arrivate risposte all’altezza della sfida. Pensiamo all’allentamento delle regole sugli aiuti di Stato che hanno consentito ai nostri paesi di sviluppare interventi poderosi a sostegno dei loro cittadini e imprese. Dove invece non si vuole far intervenire l’Europa, la risposta e’ debole o semplicemente non ci sono risposte. In questo i governi nazionali si caricano di una grande responsabilita’”. Lo afferma il presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, in merito alla riunione dell’Eurogruppo.
“Perche’ e’ adesso che abbiamo bisogno degli strumenti per superare l’emergenza e avviare un piano di ricostruzione. Non vogliamo che gli effetti della crisi ci vedano impreparati e ci travolgano – aggiunge Sassoli -. L’Organizzazione mondiale del Lavoro (ILO) ieri ha sostenuto che 2,5 miliardi di persone nel mondo subiranno drammatici effetti negativi. Quanti milioni di persone saranno toccate in Europa? Noi abbiamo il dovere di proteggerle, a nord e a sud, a est e a ovest. Finora abbiamo messo in campo misure significative: il Sostegno ai sistemi nazionali per limitare la disoccupazione (SURE); migliori condizioni per il ricorso al Meccanismo europeo di stabilita’ (ESM) per i paesi che lo vorranno utilizzare; il rifinanziamento della BEI indirizzato soprattutto alla protezione delle piccole e medie imprese; il bazooka stanziato dalla BCE a sostegno della liquidita’ bancaria e per l’acquisto di bond pubblici e privati”.
“Ma oggi serve di piu’: occorre la creazione di un fondo per la ripresa economica per condividere i costi della ripartenza. Serviranno tanti soldi e il bilancio dell’Unione europea ha dei limiti e non sara’ sufficiente. E’ necessario uno sforzo per cercare nuove vie, straordinarie e condivise, di finanziamento. Non e’ solo questione di solidarieta’, ma di convenienza per tutti, viste le profonde interconnessioni delle economie europee – aggiunge -. Il crollo di un paese avrebbe inevitabilmente conseguenze drammatiche su tutti gli altri. In questo contesto la risposta dell’Eurogruppo deve essere commisurata alla sfida. I governi e i cittadini devono avere fiducia nella forza dell’Europa che ci ha accompagnato in settant’anni di pace e di collaborazione. Ed oggi piu’ che mai dobbiamo investire sul nostro futuro comune”.
(ITALPRESS).
Coronavirus, Decaro “Servono subito 5 miliardi per i Comuni”
ROMA (ITALPRESS) – “La capacita’ fiscale dei Comuni e’ drasticamente ridotta. Non per volonta’ di noi amministratori, ne’ per volonta’ di cittadini e imprese che versano i tributi. E’ ridotta, se non in alcuni casi azzerata, per la situazione che si e’ creata con il blocco delle attivita’ economiche a seguito dell’emergenza sanitaria. L’effetto di questo stato di fatto e’ che non abbiamo entrate ora e non ne vediamo il recupero neppure in prospettiva. Il governo deve prendere consapevolezza di questa situazione e deve far fronte gia’ nel prossimo decreto alla richiesta di 5 miliardi che gli enti locali hanno avanzato da tempo. Non possiamo aspettare oltre: si tratta di garantire ai cittadini italiani i servizi che i Comuni erogano, a cominciare dal trasporto pubblico e dalla raccolta dei rifiuti”. Lo dichiara il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, che ha abbandonato insieme all’Unione delle Province i lavori della conferenza unificata, convocata oggi in videoconferenza, in attesa degli sviluppi del tavolo tecnico-politico.
“I sindaci hanno dimostrato senso di responsabilita’ e senso delle istituzioni che rappresentano, fin dall’inizio di questa emergenza – continua Decaro -. L’abbiamo fatto ben consapevoli che questo e’ quel che i cittadini si aspettano da noi: leale collaborazione con tutte le istituzioni della Repubblica. Tuttavia anche la nostra buona volonta’ si ferma davanti all’inagibilita’ finanziaria dei Comuni che ci impedisce di approvare i bilanci e di continuare a lavorare per le nostre comunita’. Abbiamo fin qui fronteggiato il problema senza risorse aggiuntive attraverso gli accordi con Mef, Cdp e Abi sulle rate dei mutui, per garantirci liquidita’, e un’anticipazione di trasferimenti da parte del governo per 4,3 miliardi. Ma non possiamo andare avanti cosi’. Ne va della possibilita’ per i Comuni di sopravvivere. Senza risorse nuove e immediate, saremo costretti a interrompere i servizi”.
(ITALPRESS).








