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Autismo e Schizofrenia, possibile nuova strategia terapeutica

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Un articolo pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale “Cell” con il titolo “Aralar sequesters GABA into hyperactive mitochondria causing social behavior deficits” ha identificato un nuovo meccanismo molecolare alla base dei disturbi del comportamento sociale riscontrati nell’autismo e nella schizofrenia. Questa scoperta potrebbe costituire una possibile strategia terapeutica per aiutare a migliorare i difetti nelle interazioni sociali.
I risultati dello studio, condotto da un gruppo di ricerca guidato dalla professoressa Claudia Bagni, che divide il suo lavoro di ricerca tra il Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione dell’ Università Roma “Tor Vergata” e il Dipartimento di Neuroscienze Fondamentali dell’Università di Losanna, aprono nuove prospettive nella comprensione di questi disturbi e propongono possibili futuri bersagli terapeutici per condizioni come l’autismo e la schizofrenia.

«La ricerca dimostra che una disfunzione mitocondriale influenza il comportamento sociale e porta all’identificazione di una via di segnalazione che coinvolge il trasportatore mitocondriale Aralar e il neurotrasmettitore GABA», afferma la Professoressa Claudia Bagni. «Molti processi neuronali dipendono dal corretto funzionamento di microscopiche strutture intracellulari, i mitocondri, che forniscono il carburante necessario all’attività cellulare dell’organismo. Il cervello utilizza il 20% di questa energia prodotta dai mitocondri», spiega ancora la profesore Bagni.
La scoperta è avvenuta in un momento in cui a tutti è richiesta la distanza sociale per fronteggiare e contrastare la situazione di emergenza sanitaria, dovuta alla diffusione del Covid-19 ma «l’autismo, un disturbo dello sviluppo neuronale, è caratterizzato da problemi nel comportamento sociale e colpisce l’1-2% dei bambini, con frequenza maggiore nei maschi rispetto alle femmine, di cui il 5-8% con mutazioni in geni implicati nella funzionalità dei mitocondri», afferma la Professoressa Bagni.

I ricercatori e le ricercatrici hanno dimostrato che i mitocondri possono “sequestrare” il neurotrasmettitore acido gamma-aminobutirrico, comunemente noto come GABA, che è responsabile della comunicazione tra i neuroni, e importante per il corretto funzionamento del cervello. Alcune mutazione geniche come in questo studio, che ostacolano la corretta segnalazione del GABA, causano un’alterazione del comportamento sociale.
Nel portare avanti questa scoperta, Il team di ricerca ha avuto il privilegio di collaborare con istituzioni internazionali, in primis l’Università di Losanna (Svizzera), condividendo conoscenze e risorse anche con gruppi di ricerca negli Stati Uniti, Olanda, Germania, Francia e Belgio.
«Il motivo dell’accumulo del neurotramettitore GABA nei mitocondri è causato da un’eccessiva attività della molecola di Aralar. Contrastare l’azione di questa molecola – continua la professoressa Bagni – potrebbe migliorare alcuni disturbi comportamentali presenti nelle disabilità intellettive».

«Per il nostro studio – raccontano la Professoressa Claudia Bagni e il Dottor Alexandros K. Kanellopoulos, primo autore della pubblicazione – abbiamo utilizzato la Drosophila melanogaster, universalmente conosciuta come il moscerino della frutta, un piccolo insetto di 3 mm, oggetto di studio da più di cento anni in migliaia di laboratori nel mondo, modello meraviglioso per studiare i processi biologici fondamentali. Abbiamo utilizzato come modello di studio la Drosophila con una mutazione in un gene (CYFIP1) che nell’uomo è associato alla schizofrenia e all’autismo. Può sembrare sorprendente usare i moscerini per studiare anche le malattie umane – sottolineano i ricercatori – ma si ritiene che quasi il 75% dei geni che causano malattie umane abbia un omologo funzionale nel moscerino». Oltre che per le interazioni sociali, il moscerino della frutta viene utilizzato per studiare processi fisiologici come il sonno, l’apprendimento e la memoria, il cancro e persino, fin dagli anni ’20, l’effetto delle radiazioni sulle cellule.

«La Drosophila con il gene mutato – prosegue la professoressa Claudia Bagni – mostrava difetti in diversi tipi di interazioni sociali che nell’uomo sono segni distintivi dell’autismo e di altri disturbi neurologici. A livello di interazioni sociali abbiamo utilizzato dei paradigmi consolidati di comportamento, non diversi da quelli che osserviamo negli esseri umani, come il corteggiamento, la distanza l’uno dall’altro (distanza sociale) o la competizione per il cibo».
Il gruppo di ricerca ha dimostrato che, in seguito alla mutazione nel gene CYFIP, il neurotrasmettitore GABA viene intrappolato nei mitocondri di specifici neuroni chiamati “GABAergici”. La disfunzione di queste piccole strutture cellulari causa quindi problemi di connessione tra i neuroni. Per questo studio i ricercatori hanno esaminato centinaia di potenziali geni candidati e ne hanno testati 35, identificando nel trasportatore mitocondriale Aralar la molecola responsabile del “sequestro” del neurotrasmettitore GABA mitocondri. In questo studio il team ha scoperto che Aralar ha un effetto sul neurotrasmettitore GABA a livello mitocondriale. I ricercatori hanno così modulato farmacologicamente l’attività di Aralar. I moscerini con la mutazione nel gene CYFIP trattati farmacologicamente riacquisivano la competenza sociale, migliorando questo disturbo comportamentale.

«Abbiamo scoperto che questo meccanismo riscontrato in Drosophila si conserva nei mammiferi (osservazioni in corso di pubblicazione); mutazioni nel gene umano Aralar1 (AGC1/SLC25A12) sono associate all’autismo e l’espressione di Aralar è aumentata nella corteccia prefrontale di pazienti affetti da disturbi dello spettro autistico. “La scoperta di questo meccanismo apre pertanto prospettive future per migliorare il deficit di interazione sociale nell’uomo», conclude la professoressa Claudia Bagni.
(ITALPRESS).

Coronavirus: Istat, con lockdown fino a giugno consumi -9,9%

ROMA (ITALPRESS) – Secondo uno scenario Istat la limitazione delle attivita’ produttive fino alla fine di aprile determinerebbe, su base annua, una riduzione dei consumi finali pari al 4,1%, con una diminuzione del valore aggiunto generato dal sistema produttivo italiano pari all’1,9% (1,5 punti percentuali direttamente connessi agli shock settoriali, 0,4 punti dovuti agli effetti indiretti). Il maggiore contributo alla caduta del valore aggiunto complessivo proverrebbe dalla contrazione delle spese per altri servizi – al netto delle spese turistiche – (-0,9 punti percentuali), mentre il contributo della riduzione delle spese per beni e di spese turistiche sarebbe rispettivamente di -0,7 e -0,4 punti. In termini occupazionali, la caduta del valore aggiunto coinvolgerebbe 385 mila occupati (di cui 46 mila non regolari) per un ammontare di circa 9 miliardi di euro di retribuzioni. Nel secondo scenario ipotizzato dall’Istat, caratterizzato dall’estensione delle misure restrittive anche ai mesi di maggio e giugno, la riduzione dei consumi sarebbe del 9,9%, con una contrazione complessiva del valore aggiunto pari al 4,5% (3,4 punti in conseguenza degli effetti diretti, 1,1 punti dovuti a quelli indiretti). La contrazione della domanda turistica contribuirebbe alla riduzione per 0,9 punti percentuali, quella per altri servizi e quella per beni entrambe per poco meno di 1,8 punti. In questo secondo scenario sarebbero poco meno di 900 mila gli occupati coinvolti, di cui 103 mila non regolari, per un totale di 20,8 miliardi di retribuzioni. L’Istat osserva che i risultati non tengono conto della possibilita’ che alcune spese, relative a beni durevoli, possano essere differite nel tempo dalle famiglie e non totalmente annullate. Cio’ significa che, sotto determinate condizioni, parte della contrazione stimata dei consumi potrebbe essere recuperata una volta terminati i provvedimenti di chiusura.
(ITALPRESS).

Coronavirus, Zoppini “Serve una manutenzione del sistema normativo”

PALERMO (ITALPRESS) – “Dobbiamo immediatamente disporci a una manutenzione straordinaria del nostro sistema normativo. Eliminiamo subito qualsiasi forma di bis in idem, per riaffermare il diritto a non essere regolati, giudicati e poi puniti due volte per lo stesso fatto”. Cosi’, in una lettera al Corriere della Sera Andrea Zoppini, giurista e professore dell’Universita’ Roma Tre nonche’ sottosegretario alla Giustizia del Governo Monti nel 2011. In vista del post emergenza, l’idea e’ quella di una semplificazione normativa per favorire singoli e imprese. Zoppini, in tal senso, porta tre esempi: “Una violazione del divieto di bis in idem si verifica nel settore della contrattualistica pubblica. Tipico e’ il caso delle imprese sanzionate dall’Antitrust, i cui provvedimenti, oltre a infliggere pene pecuniarie di importi significativi e, in taluni casi, capaci anche di determinare l’insolvenza, riflettono i propri effetti nelle gare pubbliche”. Quindi, osserva Zoppini, “lo stesso fatto sanzionato dall’Agcm, finisce di fatto per essere punito una pluralita’ indefinita di volte, finendo per escludere dal mercato le imprese italiane a tutto vantaggio dei concorrenti stranieri”. Inoltre “un fenomeno analogo si verifica nel mercato finanziario. Mi riferisco al regime del cosiddetto ‘doppio binario’ sanzionatorio previsto in tema di abusi di mercato. Il legislatore nazionale ha scelto il doppio binario in modo cumulativo, introducendo nel Tuf due distinte fattispecie di insider trading e di manipolazione del mercato, una penale e una amministrativa”. Un terzo caso “e’ costituito dalle sovrapposizioni di competenze sanzionatorie tra le varie Autorita’ di regolazione del mercato. E’ emblematico il caso in materia di pratiche commerciali scorrette. Cio’ che talora e’ ritenuto del tutto lecito per un’autorita’ settoriale non lo e’ invece per l’Autorita’ garante della concorrenza e viceversa”. Quindi, conclude Zoppini, “l’illecito delle imprese va punito con una sola sanzione, chiara, proporzionata e conosciuta ex ante”.
(ITALPRESS).

Credem, 7 miliardi di finanziamenti a famiglie e imprese per emergenza

MILANO (ITALPRESS) – Credem continua a sostenere famiglie e imprese italiane per superare questa fase di estrema emergenza, fornendo consulenza a distanza grazie agli ingenti investimenti in tecnologia e innovazione messi in campo negli ultimi anni e mettendo a disposizione un plafond complessivo di finanziamenti pari a 5 miliardi. I finanziamenti sono disponibili da subito e fino al 30 giugno e interessano potenzialmente 400 mila famiglie e 20 mila imprese clienti. Per le famiglie il plafond e’ erogabile con prestiti personali per finanziare i consumi a condizioni personalizzate; per le Pmi, artigiani, agricoltori e liberi professionisti il plafond e’ erogabile con finanziamenti chirografari per finanziare le esigenze di liquidita’ e investimenti. Al plafond di nuovi finanziamenti, per le imprese, Credem affianca inoltre un plafond di 2 miliardi per la sospensione di mutui e leasing per 12 mesi in base a quanto previsto dal DL Cura Italia e dall’Accordo Abi per il credito aziende di qualsiasi dimensione, attivabile a distanza via PEC o mail. “Siamo in prima linea, a fianco dei nostri clienti, per affrontare questo nemico invisibile”, ha dichiarato Nazzareno Gregori, direttore generale Credem. “I risvolti economici dei blocchi produttivi, di circolazione e della cassa integrazione – ha aggiunto – si manifesteranno con forza nei prossimi mesi: e’ nostro dovere essere al fianco delle famiglie e delle imprese clienti con azioni e consigli finanziari che possano alleviare i disagi economici e contenere l’ansia per il futuro. Le misure per la prevenzione del contagio ci hanno allontanato fisicamente, ma queste azioni ci avvicinano ai nostri clienti per far ripartire insieme il nostro Paese”, ha concluso.
(ITALPRESS).

Pil, serviranno 2 anni per tornare ai livelli di gennaio

ROMA (ITALPRESS) – “L’economia italiana inchioda e occorreranno 2 anni prima di poter ritornare ai livelli di Pil e di crescita stimata fino allo scorso gennaio. In condizioni di urgenza straordinaria il sistema necessita di misure straordinarie, coraggiose e soprattutto veloci che consentano di non spegnere i motori, altrimenti rischiamo, quando sara’ passata l’emergenza, di lasciare sul tappeto 1 milione di imprese”. Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, riassume cosi’ il quadro che si profila per l’economia italiana commentando il Focus Censis/Confcooperative che analizza lo stato dell’economia considerando una chiusura delle attivita’ fino a maggio, con un ritorno alla normalita’ entro i due mesi successivi.
La dimensione economica del “lockdown”, da quanto emerge dal focus Censis-Confcooperative, e’ pari a 1.321 miliardi, che corrisponde al 42,4% del totale del fatturato dell’Industria e dei Servizi che complessivamente supera i 3.115 miliardi.
Il quadro generale della “lockdown economy” porta ad assumere come riferimento un motore produttivo che lavora a circa il 60% del proprio potenziale. Il “congelamento” delle attivita’ ha, di conseguenza, prodotto un impatto che, in termini di fatturato, ha riguardato 660 miliardi nell’ambito dei Servizi e 91 miliardi nelle Costruzioni, mentre per le imprese dell’Industria in senso stretto la restrizione ha avuto effetto su 570 miliardi. Partendo da una base di fatturato delle imprese nel 2019 pari a 2.411 miliardi e riferito a 200 sotto-settori economici, il valore atteso al netto dello shock prodotto dal Covid-19 sarebbe stato nel 2020 pari a 2.502 miliardi, ma in realta’, proprio a causa dello shock, il volume di fatturato si fermerebbe a 2.233 miliardi, con una differenza negativa pari a 219 miliardi. Il “rimbalzo” atteso nel 2021 porterebbe a un non completo recupero del fatturato perduto. Dai 2.233 miliardi del 2020 si potrebbe passare a 2.448 miliardi che, in ogni caso, rappresenterebbero una differenza negativa rispetto alla cifra prevista in assenza di shock nel 2021 pari a 54 miliardi. In totale, lo scenario imputerebbe allo Shock Covid-19 una mancata produzione di valore da parte delle imprese superiore ai 270 miliardi.
(ITALPRESS).

Coronavirus, Mattarella “Salute da preservare con la solidarieta’”

ROMA (ITALPRESS) – “La Giornata Mondiale della Salute ricorre quest’anno mentre l’intero pianeta e’ chiamato ad affrontare una pericolosa pandemia, causata da un virus ancora per molti aspetti sconosciuto e assai temibile soprattutto per la popolazione piu’ anziana e le persone deboli, gia’ affette da pregresse patologie.
Tanti lutti e sofferenze hanno reso ancor piu’ evidente il valore della salute, componente essenziale del diritto alla vita, presidio da preservare e rafforzare nella solidarieta’ tra i popoli, gli stati, i continenti. E’ proprio la valenza universale del diritto alla salute che ci chiama a un impegno, a una corresponsabilita’ di carattere globale, mettendo da parte egoismi nazionali e privilegi di sorta al fine di dare alla cooperazione mondiale un impulso di grande forza per cio’ che riguarda le cure, la ricerca, lo scambio di informazioni, la fornitura di strumenti capaci di salvare vite umane”. Cosi’ il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “L’umanita’ ha le risorse per debellare questo nuovo virus, come le ha per contrastare malattie e disagi particolarmente diffusi nelle aree piu’ povere e dove l’ambiente ha subito danni maggiori. L’impegno solidale per la salute puo’ diventare cosi’ un vettore di pace e amicizia, capace di influenzare positivamente le relazioni tra i paesi”, aggiunge.
“Le vicende drammatiche di questi giorni hanno mostrato di quanta generosita’, professionalita’, dedizione sono capaci gli operatori sanitari. Il nostro pensiero grato e riconoscente va alle infermiere e agli infermieri in prima linea, e con loro a tutti i medici degli ospedali e dei servizi territoriali, agli assistenti, ai ricercatori, a quanti operano nei servizi ausiliari: li abbiamo visti lavorare fino allo stremo delle forze per salvare vite umane e molti di loro hanno pagato con la vita il servizio prestato ai malati. Le strutture da sole non basterebbero senza l’umanita’ e la responsabilita’ di chi vi opera: per questo il ringraziamento di oggi deve tradursi in un sostegno lungimirante e duraturo da parte delle nostre comunita’”, conclude Mattarella.
(ITALPRESS).

Coronavirus, da Michelin pneumatici gratis anche ad Anpas e Misericordie

ROMA (ITALPRESS) – Riparazione o sostituzione gratuita di pneumatici alle ambulanze in caso di foratura o danneggiamento: Michelin Italia ed Euromaster hanno deciso di estendere l’iniziativa dedicata ai mezzi di soccorso della Croce Rossa Italiana e delle ASL anche all’ANPAS (Associazione nazionale delle Pubbliche Assistenze) e alla Confederazione delle Misericordie d’Italia. In tal modo viene supportato circa il 90% del trasporto sanitario del paese allo scopo di garantire la mobilita’ dei mezzi di soccorso in questa fase di emergenza da coronavirus.
Per accedere al servizio gratuito attraverso la rete delle officine specializzate gli enti potranno rivolgersi al servizio clienti Euromaster, chiamando il numero 0200664521 oppure via email scrivendo a: [email protected].
(ITALPRESS).

Coronavirus, Boris Johnson in terapia intensiva

LONDRA (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Il primo ministro britannico
Boris Johnson e’ stato trasferito in terapia intensiva. Ieri sera il capo del governo inglese e’ stato ricoverato in ospedale per effettuare dei test dopo l’aggravamento delle sue condizioni di salute a causa dell’infezione da coronavirus. A confermare la notizia un portavoce di Downing Street, il quale ha anche fatto sapere che Johnson ha chiesto al segretario agli Affari esteri Dominic Raab di sostituirlo. Domenica il primo ministro, 55 anni, era stato ricoverato all’ospedale St. Thomas di Londra con “sintomi persistenti”.
(ITALPRESS).