FIRENZE (ITALPRESS) – “Abbiamo deciso di distribuire tramite i comuni 10 milioni di mascherine gratuitamente ai cittadini della Toscana. Si tratta quasi di tre mascherine a testa. Abbiamo ordinato altre dieci milioni di mascherine. Vogliamo dare continuita’ a questa iniziativa di prevenzione primaria, in linea con le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanita’”. Lo ha scritto, su Facebook, il presidente della Regione, Enrico Rossi.
“Le mascherine verrano date ai Comuni della Toscana e chiederemo loro che siano consegnate quanto piu’ possibile casa per casa, anche avvalendosi dei volontari che sono straordinari, sempre e in questo periodo ancora di piu’. Ho letto molti commenti al mio post precedente in cui si apprezzava l’iniziativa ma mi si chiedeva con forza che facessi anche l’ordinanza per rendere obbligatorio l’uso della mascherina”, ha aggiunto Rossi.
“Leggo sui giornali che sono ripresi troppi comportamenti sbagliati da parte dei cittadini e che ci sono troppi assembramenti. Per questo oggi stesso voglio fare un’ordinanza che rende obbligatorio l’uso della mascherina all’esterno delle abitazioni. La mia intenzione e’ che l’ordinanza diventi esecutiva comune per comune a partire dalla data nella quale il comune stesso ci comunichera’ di avere effettuato la consegna a domicilio”, ha scritto ancora il presidente della Regione Toscana.
“Questa iniziativa vuole anche colpire l’odiosa speculazione che in certi casi sulle mascherine si e’ registrata anche in Toscana”, ha concluso Rossi.
(ITALPRESS).
Rossi “Mascherine obbligatorie in Toscana, le daremo gratis”
Alla Reggina no tagli e stipendi regolari, Ghirelli “Crisi resta grave”
REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – La Reggina paghera’ interamente gli
stipendi ai propri giocatori. Lo ha comunicato il presidente Luca
Gallo annunciando che “ai calciatori e staff tecnico verra’ corrisposto l’intero ammontare pattuito al momento della
sottoscrizione del contratto che sara’ spalmato nei mesi
rispettando le scadenze federali attuali o quelle comunque
successivamente determinate dal Consiglio Federale”. Una decisione diversa da quella presa ad esempio dal Monza, altro club di serie C che ha trovato un accordo con calciatori e staff tecnico per ridurre gli stipendi del mese di marzo
del 50%. “Siamo in regime di libero mercato, se la societa’ Reggina ha le risorse io ne prendo atto e sono contento
che c’e’ chi non soffrira’” ha detto all’Italpress il
presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli commentando la notizia. “Detto questo, nulla cambia sulla reale situazione delle societa’ di serie C, c’e’ il rischio della continuita’ aziendale e tutti debbono fare grandi sacrifici se vogliamo che il calcio che fa bene al Paese rimanga dopo i crateri aperti dal maledetto virus”.
(ITALPRESS).
Il welfare al femminile. Da sempre, secondo Nuna Lie
Nuna Lie, azienda italiana che opera da oltre dieci anni nel mercato del fashion retail al femminile, si contraddistingue per un’attenzione alle politiche di welfare in materia di formazione e crescita delle dipendenti. In un’intervistala responsabile Risorse Umane – Formazione e Sviluppo, Mariagiovanna Modoni, spiega la filosofia aziendale.
Nuna Lie è un marchio made in Italy in crescita, ormai presente quasi totalmente sul territorio nazionale e anche all’estero. Cosa vuol dire però essere un brand al femminile oggi? Questa è una domanda alla quale io faccio molta fatica a rispondere. Quella che viene considerata come un’eccellenza, per noi è la nostra quotidianità. Nuna Lie nasce come azienda al femminile ed è per noi naturale avere il 95% di dipendenti donne che ricoprano ruoli di rilievo nell’ambito manageriale e amministrativo. Le nostre colleghe possono fare percorsi di crescita ed essere mamme allo stesso tempo, per noi non è mai stato un problema.
Come e da quanto avete strutturato i vostri piani di welfare? Nuna Lie ha sempre lavorato con degli incentivi al personale basati sul raggiungimento degli obiettivi da parte di ciascun negozio. Da circa un anno e mezzo, abbiamo deciso però di utilizzare un portale di flexible benefits che le colleghe possono utilizzare per il supporto alla famiglia (assistenza genitori anziani, istruzione dei figli, voucher baby sitting) e per dotarsi di un’assicurazione sanitaria integrativa. E la formazione? Tutti le nuove dipendenti ricevono un Induction Kit, un manuale di lavoro che riguarda sia la formazione tecnica che il regolamento dell’azienda, in più un libro relativo alla vendita assistita perché ci teniamo che le colleghe siano tutte preparate allo stesso modo. Abbiamo predisposto inoltre un corso di due giornate che fanno tutte le nuove colleghe entro il primo semestre dall’assunzione, e inoltre una formazione a catalogo riguardante corsi in aula specifici per le varie figure operative. Fa parte del nostro storico tenere dei corsi in negozio con consulenti esterni che ci seguono da anni oppure tenuti da colleghe senior che ormai formate si spostano e svolgono attività da docenti. Un successo questo che ci permette di capitalizzare la formazione e indice di crescita professionale: ormai il ruolo di chi lavora in negozio come store manager, supera di gran lunga la vecchia concezione della commessa.
Avete già attuato piani di smart working o è una soluzione alla quale siete ricorsi in occasione dell’emergenza Covid-19? Abbiamo sospeso le attività da una quindicina di giorni non essendo i nostri esercizi che producono beni di prima necessità. Lo smart working è stato applicato nella nostra azienda a partire dallo scorso ottobre, prevedendo in media una giornata lavorativa da casa a settimana per dipendente, quindi eravamo già pronti con una struttura tecnica a sostegno consistente in un pc e la connessione sicura al server aziendale. Tuttavia da fine febbraio e con l’aggravarsi dello stato d’emergenza, c’è stato un incremento delle giornate lavorative e poi lo spostamento completo in modalità smart working per i reparti che devono continuare a lavorare. Il nostro bilancio dunque, e al di là della crisi attuale, è molto positivo non solo per l’azienda ma anche per i dipendenti, il progetto funziona e viene incontro a coloro che sono pendolari o hanno famiglia.
Donna in carriera e mamma: è possibile per Nuna Lie? Dobbiamo implementare i piani integrativi per la maternità e non abbiamo quindi ancora una strutturazione adeguata alla quale provvederemo in tempi brevi, quello fatto finora consiste nell’aver strutturato dei percorsi individuali che rispettino i bisogni delle colleghe. Vogliamo favorire il talento delle nostre dipendenti e sarebbe controproducente non agevolare le necessità relative alla famiglia. Progetti e piani futuri una volta usciti da questo periodo di quarantena? Oltre all’apertura di nuovi negozi prevista prima del lock down, continueremo a investire sempre in formazione. Stiamo facendo crescere delle risorse per renderle delle trainer sul territorio, un pool di talenti in area manager, chiamato informalmente start team, e formato in maniera specializzata tenendo conto delle specifiche competenze. Se il singolo cresce, cresce tutto il gruppo. Alcuni dati relativi al vostro brand. Nuna Lie oggi conta circa 120 punti vendita di cui 63 a gestione diretta e i restanti in franchising, in Ticino abbiamo 4 negozi e uno in Spagna nella provincia di Barcellona, per un totale di 330 dipendenti diretti. Il fatturato aziendale del 2019 è stato di 55 milioni di euro.
(ITALPRESS/WEWELFARE.IT).
Ranieri “L’Italia come in guerra, il calcio aspettera’”
GENOVA (ITALPRESS) – «Preoccupazione. Doverosa. Di fronte a una malattia invisibile, che non sai come combattere. Cosi’ il tecnico della Sampdoria Claudio Ranieri in una intervista a La Repubblica in merito all’emergenza Coronavirus che ha visto otto giocatori della sua squadra positivi. “La mia societa’ ha deciso di essere trasparente, chissa’ se siamo stati realmente i piu’ colpiti, ma un po’ di ansia era inevitabile. Mi sono tranquillizzato sentendo la voce serena dei miei giocatori e i loro racconti. Tutti con poca febbre e nessun danno alle vie respiratorie. Pronti a riprendere? Calma. Il governo puo’ dire ricominciamo o no, ma spetta ai medici deciderlo. Si e’ capito che questo virus puo’ dare complicazioni al cuore: prima di tornare ad allenarsi, vale per la Samp e per tutte le squadre, e’ dovere dei medici ridare ad ogni atleta l’idoneita’ completa. Non solo una visita generale, ma approfonditi controlli cardiaci. Con la salute non si scherza».
“L’Italia e’ sommersa come se fossimo in guerra – continua Ranieri – Gli ospedali delle grandi citta’ in ginocchio: pensi quelli di provincia o se il dramma del Nord fosse capitato al Sud, con strutture meno idonee e ricettive. Senza contare che le trasferte sono viaggi e in Italia non ci sono piu’ zone franche. Quando luoghi e alberghi saranno sicuri? Si parla di gare in campo neutro, escludendo qualche regione. Non sono d’accordo: o si riprende tutti o nessuno».
E sull’ipotesi di una ripresa a porte chiuse: “Non e’ calcio, e’ la sua morte, ma se e’ l’unica via l’accetteremo”. In merito ad altre ipotesi su scudetto d’ufficio e retrocessioni:
“Federcalcio e Lega, spetta a loro decidere. Io faccio l’allenatore. In emergenza purtroppo creare scontenti e’ facile. Solo un’eccezione: lasciare in B il Benevento con 22 punti di vantaggio non si puo’. Restero’ alla Samp? Sicuro”.
(ITALPRESS).
Coronavirus, Amendola “Il Mes non e’ adatto, servono strumenti nuovi”
ROMA (ITALPRESS) – “Non siamo duri per arrivare a una rottura, ma perche’ siamo consapevoli della gravita’ della situazione. Questo non e’ un negoziato di ordinaria amministrazione su questioni tecniche come ce ne sono stati in passato”. Lo ha detto il ministro per gli Affari Europei, Vincenzo Amendola, ai microfoni di Agenda, su Sky Tg24.
“Le scelte della Commissione Europea hanno dato grande impulso, ora servono altre scelte dei governi nazionali per un salto di qualita’”, ha proseguito Amendola. “Sul Mes serve pragmatismo, e’ uno strumento pensato per shock asimmetrici, come quelli del 2008-2010. Per la natura della crisi che stiamo vivendo oggi stiamo dicendo che non e’ uno strumento appropriato. Questa non e’ una bolla finanziaria, e’ una crisi che nasce dall’economia reale, lo dicono gli imprenditori di tutti i Paesi. Per questo servono strumenti straordinari e nuovi”.
“Di fronte all’impatto della recessione noi crediamo che ci sia necessita’ di strumenti molto piu’ potenti del MES. Una politica fiscale finanziata con dei bond, quindi dei titoli di debito garantiti da tutti i Ventisette, avrebbe una portata, anche condizionata agli obiettivi della crisi che abbiamo davanti a noi, molto piu’ potente”, ha sottolineato il ministro.
(ITALPRESS).
Coronavirus, Conflavoro Pmi “Liquidita’ immediata nel decreto di aprile”
ROMA (ITALPRESS) – Liquidita’ immediata a imprese, artigiani e partite Iva con prestiti a interessi zero e a lungo termine, almeno 15 anni, e con garanzia al 100% da parte dello Stato senza cioe’ l’intervento di consorzi di alcun tipo, che per il tessuto imprenditoriale gia’ in estrema difficolta’ rappresenterebbero solo ulteriori oneri economici e burocratici. Questo l’appello lanciato da Conflavoro Pmi a tutela delle realta’ piu’ piccole danneggiate in modo drammatico e profondo da divieti e sospensioni causati legati al Covid-19. Le richieste sono state inviate al ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, al viceministro Stefano Buffagni e al sottosegretario Alessia Morani.
“Riteniamo utile e doveroso, in un clima molto teso e infuocato – afferma il presidente di Conflavoro Pmi Roberto Capobianco – che il decreto economico di aprile in uscita metta al centro una soluzione del genere per le Pmi e gli autonomi. Solo la liquidita’ immediata alle aziende colpite, senza girotondi di carte bollate, senza passaggi da consorzi e dunque con la piena coscienza e responsabilita’ dello Stato a garanzia dei prestiti erogati, si rivelera’ l’unica forma di sostegno davvero concreta e a tutela della spina dorsale della nostra economia”.
“L’intervento di garanzia diretta dello Stato tramite il Mediocredito centrale alle banche, sganciata dall’intercessione dei consorzi, non solo evitera’ questi ulteriori oneri alle imprese – conclude il presidente di Conflavoro Pmi – ma permettera’ un accesso piu’ rapido alla liquidita’ ed eliminera’ eventuali imprevisti nell’iter urgente assicurando la tanto agognata e fondamentale restituzione a interessi zero. Confidiamo che il Mise e l’intero governo sapranno creare il giusto sistema di positivo supporto alle imprese che si trovano in estrema crisi per cause non loro. E dunque, ribadiamo, auspichiamo e richiediamo che queste imprese non siano gravate di ulteriori oneri, interessi sui prestiti e sprechi di tempo”.
(ITALPRESS).
Speranza “Un piano sanitario per convivere con il Covid-19”
ROMA (ITALPRESS) – “Dobbiamo dire la verita’. La situazione resta drammatica. L’emergenza non e’ finita. Il pericolo non e’ scampato. Ci aspettano mesi ancora difficili. Il nostro compito e’ creare le condizioni per convivere con questo virus. Ecco, il verbo giusto e’ convivere. Almeno fino a quando non avremo il vaccino o una cura”. Lo dice il ministro della Salute, Roberto Speranza, in due colloqui con La Repubblica e il Corriere della Sera.
Speranza elenca i punti del piano sanitario che si sta mettendo a punto in questi giorni: dalla conferma e istituzione di nuovi Covid-Hospital fino alla creazione di un’App che consenta di mappare tutti gli spostamenti del malato nelle 48 ore precedenti il contagio e permetta una vera e propria “cura domiciliare” attraverso test clinici e contatti diretti con i medici, dalla mappatura di tutti i contagiati con la collaborazione dell’Istat fino alla distribuzione massiccia dei tamponi.
“Non voglio ingannare nessuno, e’ inutile pensare che ci sia una soluzione salvifica. Purtroppo non c’e’. E non posso dare una data in cui tutto finisce. Sarebbe irresponsabile”, spiega Speranza, che chiarisce: “Non voglio nemmeno terrorizzare gli italiani che nella stragrande maggioranza sono stati bravissimi e hanno rispettato con coscienza le regole. Per questo abbiamo indubbiamente fatto dei passi avanti”.
Un altro punto importante per Speranza e’ “mantenere e fare rispettare prioritariamente il distanziamento sociale a tutti i livelli e promuovere l’utilizzo diffuso di mezzi di protezione individuale”.
Sul fronte dei tamponi, “faremo quelli rapidi anche con il prelievo in macchina”. Questa procedura, con l’aiuto dell’Istat, consentira’ una “mappatura virale del Paese”, prosegue Speranza.
Infine, l’app per i tracciamenti dei contatti dei contagiati “la stiamo costruendo d’intesa con la Privacy: non c’e’ alcuna intenzione di violare alcuna legge. E parliamo di 48 ore perche’ secondo tutti i virologi e’ il periodo di maggiore infettivita’”.
(ITALPRESS).








