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In Italia 88.274 positivi, 15.362 morti e 20.996 guariti

Complessivamente 124.632 persone in Italia sono risultate positive al coronavirus finora. Attualmente sono 88.274 le persone positive, con un incremento di 2.886 rispetto a ieri quando l’aumento era stato di 2.339 unita’. Lo ha reso noto la Protezione Civile.
Sono 20.996 le persone guarite, con un aumento di 1238 unita’ rispetto a ieri. I deceduti sono 15.362, 681 in piu’ rispetto al dato complessivo alla data di ieri, ma questo numero potra’ essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanita’ avra’ stabilito la causa effettiva del decesso. I ricoverati con sintomi sono 29.019, in terapia intensiva 3.994, in isolamento domiciliare 55.270.

Banco Bpm: ok al bilancio, Castagna ad e Tononi presidente

MILANO (ITALPRESS) – L’Assemblea ordinaria e straordinaria dei Soci di Banco BPM ha deliberato di approvare il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2019 che si e’ chiuso con un utile netto di 942,5 milioni.
L’Assemblea dei Soci ha eletto i componenti del Consiglio di Amministrazione, tra cui il Presidente e il Vice Presidente che rimarranno in carica per gli esercizi 2020-2021-2022. Sulla base dei voti ricevuti dalle tre liste presentate sono stati eletti: Massimo Tononi presidente, Giuseppe Castagna per la carica di amministratore delegato, Mauro Paoloni come vice presidente. Gli altri consiglieri sono: Marina Mantelli, Maurizio Comoli, Luigia Tauro, Carlo Frascarolo, Costanza Torricelli, Eugenio Rossetti, Giulio Pedrollo, Manuela Soffientini, Mario Anolli, Alberto Manenti, Nadine Faruque e Giovanna Zanotti.
Il Consiglio di Amministrazione di Banco BPM ha deliberato di non sottoporre alla trattazione ed alla votazione dell’Assemblea dei Soci il punto 2 dell’Ordine del giorno (Deliberazioni sulla destinazione e sulla distribuzione degli utili); cio’ al fine di recepire le indicazioni fornite dalla Banca Centrale Europea in data 27 marzo 2020, con le quali, per rafforzare la dotazione patrimoniale delle banche significative sottoposte alla sua vigilanza e per poter disporre di piu’ ampi mezzi a sostegno delle famiglie e delle imprese nella congiuntura derivante dall’emergenza sanitaria da Covid-19 in corso, ha sollecitato le predette banche a, inter alia, non procedere al pagamento di dividendi (non ancora deliberati) e a non assumere alcun impegno irrevocabile per il loro pagamento per gli esercizi 2019 e 2020 almeno fino al 1° ottobre 2020. Pertanto, l’utile netto risultante dal bilancio d’esercizio della Capogruppo Banco BPM al 31 dicembre 2019 pari a euro 942.476.323,08 – dedotto l’importo di Euro 105.130.400,60 che continuera’ a essere imputato alla riserva indisponibile – sara’ conservato al patrimonio netto della Banca per 837.345.922,48 euro come riserva da utili disponibile alla distribuzione.
(ITALPRESS).

Coronavirus,Sharon Stone alla Croce Rossa Italiana”Andate avanti angeli”

ROMA (ITALPRESS) – “Ciao, voglio salutare e ringraziare tutti gli operatori della Croce Rossa, che ho conosciuto di persona nel corso degli anni. Ora vedo immagini in cui voi entrate nelle case delle persone per portare fuori le vittime del coronavirus, vi guardo nelle ambulanze parlare con loro attraverso ‘tubi’ di plastica. Vedo il cuore che mettete nel vostro lavoro e sapendo che mettete le vostre vite a rischio per portare avanti la vostra missione. Voglio soltanto dirvi quanto vi ammiro, quanto sono orgogliosa di voi che intervenite con competenza grazie alle vostre squadre. Quanto significhi per me quello che fate, vi vedo svolgere il vostro servizio, svolgere il vostro servizio in silenzio, con diligenza, con tanta dignita’ e attenzione. Sono con voi, vi seguo, il mio cuore e’ con voi. Per favore andate avanti, angeli”. Cosi’ la star del cinema americano, Sharon Stone, in un video messaggio inviato alla Croce Rossa Italiana si rivolge ai tanti volontari impegnati in prima linea nell’emergenza coronavirus. “Vi vedo Croce Rossa. Vi sento Croce Rossa. Vi sono riconoscente, operatori della Croce Rossa. Vi sono profondamente riconoscente, profondamente, profondamente grata. Sono incredibilmente orgogliosa e prego per voi ogni singolo istante del vostro servizio, ogni istante del vostro servizio. Che Dio vi benedica” conclude la celebre protagonista di film di successo e che nel 2018 proprio in Italia, a Roma, ha ricevuto la Medaglia d’Oro della Croce Rossa.
(ITALPRESS).

Coronavirus, in Italia 88.274 positivi, 15.362 morti e 20.996 guariti

ROMA (ITALPRESS) – Complessivamente 124.632 persone in Italia sono risultate positive al coronavirus finora. Attualmente sono 88.274 le persone positive, con un incremento di 2.886 rispetto a ieri quando l’aumento era stato di 2.339 unita’. Lo ha reso noto la Protezione Civile.
Sono 20.996 le persone guarite, con un aumento di 1238 unita’ rispetto a ieri. I deceduti sono 15.362, 681 in piu’ rispetto al dato complessivo alla data di ieri, ma questo numero potra’ essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanita’ avra’ stabilito la causa effettiva del decesso. I ricoverati con sintomi sono 29.019, in terapia intensiva 3.994, in isolamento domiciliare 55.270.
(ITALPRESS).

IL GESTO DELLA BIMBA CHE CHIAMA I CARABINIERI PARABOLA DA NON OCCULTARE

Cerco ogni giorno di non sprofondare nel dolore. Vorrei anzi, se possibile, strappare qualche sorriso a chi mi leggera’. Ma c’e’ anche l’ora in cui vorresti piangere. Almeno per addolcire l’amara sensazione di essere impermeabili al dolore. E’ successo. Leggo ogni giorno le cronache cittadine di molti giornali, le pagine dove si trova la verita’ vera, non quella delle statistiche ufficiali, dei battibecchi politici, delle miserie nazionali che offriamo al mondo come se fossimo un popolo di straccioni o di banchieri sull’orlo del fallimento. Le cronache locali dissertano sul dolore piu’ grande dopo la morte: la fame. Ai tempi della peste raccontata da Alessandro Manzoni sui “Promessi Sposi” si parla dei tumulti popolari di San Martino dell’assalto ai forni: sono vere pagine di cronaca da rivisitare in questi giorni almeno per scoprire che c’e’ un lieto fine, che un giorno spero leggeremo insieme.
Cerco di allontanare la cronaca che mi ha addolorato e commosso ma non ci riesco. Nella mia terra martoriata dal virus l’altro giorno una bambina di dodici anni ha chiamato i carabinieri: “Mamma, papa’, mio fratello e io non abbiamo piu’ niente da mangiare”. I carabinieri, accertato il fatto – come si dice – sono andati a fare una bella spesa e l’hanno portata a casa della famiglia di un operaio rimasto senza lavoro per decreto che decreta anche la fame. Il soccorso l’ha chiesto la bimba, dignita’, vergogna hanno impedito che lo facessero i genitori. Perche’ li’, nell’Emilia-Romagna allegra e benestante, la fame una volta la facevano giusto i barboni. E manco quelli, se ben ricordo.
Ho avuto un buon rapporto, anni fa, con un grande personaggio della Chiesa, il cardinale di Bologna Giacomo Biffi, che un giorno incontrai in Alma Mater con un personaggio…storico che gli presentai: Ondina Valla, il primo oro femminile dello sport italiano, Berlino 1936, i famosi Giochi di Jesse Owens. Biffi mi disse che rispettava il ricordo di Dorando Pietri, lo avvertii di stare attento perche’ quell’eroe era un… peccatore di doping. Si era molto parlato, del cardinale, per quella frase finita negli annali della politica: “Bologna, citta’ sazia e disperata”. Mai ossimoro fu piu’ realistico e crudele. Gliene parlai e sorridendo mi avverti’ a sua volta che non corrispondeva al vero:”Non mi riferivo a Bologna, ma alla Regione”. L’Emilia-Romagna – aveva spiegato a Sergio Zavoli – era ai vertici del reddito pro-capite rispetto alla media italiana, al vertice dei consumi voluttuari, ma la provincia di Bologna aveva il primato mondiale della denatalita’ e il doppio della media di suicidi in Italia, e aveva tradotto con quei due aggettivi una regione che appariva “sazia e disperata”. Oggi il gesto di quella bambina affamata e disperata e’ da leggere come una parabola da non occultare. Mai.

Coronavirus, morto a Roma agente della scorta di Conte

ROMA (ITALPRESS) – Non ce l’ha fatto Giorgio Guastamacchia, l’agente di polizia in servizio nella scorta del premier Giuseppe Conte. Sostituto commissario, 52 anni, in servizio presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, e’ morto al Policlinico Tor Vergata a Roma in seguito alle complicazioni di una polmonite da coronavirus. Lascia 2 figli e la moglie. Addetto alla sicurezza del presidente del Consiglio si era ammalato a meta’ marzo. Il poliziotto comunque non aveva avuto rapporti diretti con Conte nei giorni precedenti al ricovero.
“Un signor professionista: garantiva la sicurezza, in un ruolo delicato, con il sorriso sulle labbra e con una dedizione straordinaria. Le condoglianze alla sua famiglia e a tutta la grande famiglia della Polizia di Stato. Ciao Giorgio”, scrive su Twitter Matteo Renzi. Paolo Gentiloni, altro ex premier, ricorda “un poliziotto esemplare, vittima del Covid-19, e mi unisco al dolore della sua famiglia e dei colleghi del sevizio scorte”.
(ITALPRESS).

Coronavirus, Confedilizia “In difficolta’ anche la proprieta’ immobiliare”

ROMA (ITALPRESS) – Una garanzia statale per i Comuni con l’obiettivo di rinviare le imposte locali e alleggerire in questa fase di crisi il carico fiscale sugli immobili. A proporla e’ il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa.
“Nel prossimo decreto – spiega Spaziani Testa all’Italpress – si prevede solo una facolta’ per i Comuni di prorogare i pagamenti dei tributi locali, tra cui Imu e Tari. Servirebbe uno sforzo in piu’ e cioe’ una garanzia da parte dello Stato nei confronti dei Comuni. Uno spostamento di Imu, Tari e altre imposte locali fissato per legge per tutti, anche per evitare che ogni singolo contribuente debba andare a verificare se il proprio comune ha deciso qualcosa in questo senso. Si sposti per tutti, come le imposte statali. Ci sara’ piu’ chiarezza e piu’ tranquillita’”.
Per il presidente di Confedilizia, al momento “il fronte piu’ caldo e’ quello dei locali commerciali perche’ i nostri associati proprietari in molti casi stanno ricevendo richieste di sospensione, riduzione o, addirittura, qualche iniziativa un po’ piu’ ‘violenta’ di autoriduzione del canone, pur essendo illegittima dal punto di vista delle regole giuridiche. C’e’ un problema – evidenzia Spaziani Testa – e in molti casi c’e’ anche da aggiungere che, accanto a tante persone in difficolta’, soprattutto i proprietari di piccoli locali commerciali che hanno dovuto chiudere, c’e’ anche qualcuno che approfitta della situazione, qualche grande marchio che magari potrebbe attendere prima di rifarsi subito sul locatore. Nel complesso c’e’ una situazione di difficolta’ evidente soprattutto nel commerciale. Nell’abitativo, invece, e’ un po’ meno rilevante ma comincia a esserci anche li’, come conseguenza di perdite e riduzioni di redditi, perdite di lavoro, situazioni di difficolta’ degli inquilini, che fra le tante ricadute hanno anche quella dell’affitto”.
Piu’ in generale sul fronte dell’immobiliare “bisogna cominciare a vedere il tema a tutto tondo e non in maniera distorta”, spiega il presidente di Confedilizia. “Spesso -continua – si guarda solo al lato esercenti, che e’ importane ma non l’unico, e si dimentica il lato proprietari. Se e’ vero che ci sono esercenti in difficolta’, dall’altra parte ci sono altri privati, spesso famiglie, che vivono con reddito proveniente dall’immobile commerciale, molte volte un locale piccolo che da’ poche centinaia di euro al mese. La prima cosa da fare e’ vedere il fenomeno nel suo complesso e non sezionarlo, altrimenti si rischia di spostare il problema da un soggetto all’altro”.
“L’obiettivo e’ che, a beneficio di tutti – conclude il presidente di Confedilizia -, l’economia riparta, che le persone abbiano una sicurezza anche abitativa e che il commercio non muoia. Non c’e’ il proprietario da una parte e l’inquilino dall’altra. Ci sono due parti che viaggiano in maniera parallela per obiettivi analoghi che sono di interesse comune. Spesso questo ragionamento non viene fatto”.
(ITALPRESS).

Coronavirus, Conflavoro Pmi a Catalfo “Chiarimenti su Cig artigiani”

ROMA (ITALPRESS) – Conflavoro Pmi ha inviato stamane una comunicazione urgente al ministro del Lavoro Nunzia Catalfo e alla dirigente della terza divisione per la vigilanza sugli ammortizzatori sociali, Rita Cammuso. Oggetto della missiva la richiesta di “chiarimenti circa l’automatismo delle prestazioni di integrazione salariale in funzione dell’emergenza Covid-19, in special modo rapportato alla pretesa del fondo FSBA di subordinare tali prestazioni all’iscrizione e alla regolarizzazione contributiva degli artigiani richiedenti nei confronti dello stesso fondo”. “Fsba, a oggi, richiede che le imprese artigiane siano iscritte al fondo stesso per poter effettuare domanda di cassa integrazione, richiedendo inoltre eventuali arretrati di 36 mesi per chi non fosse in regola con i contributi. Noi – spiega Roberto Capobianco presidente di Conflavoro Pmi – in virtu’ anche della circolare Inps 47/2020, abbiamo chiesto indicazioni in merito al ministro Catalfo poiche’ riteniamo che Fsba abbia interpretato la norma in modo erroneo. Noi non riteniamo cioe’ necessario che le imprese artigiane, per accedere agli ammortizzatori sociali d’emergenza, debbano iscriversi e versare contributi arretrati a Fsba. Secondo Conflavoro Pmi non sono tenute a farlo ne’ per legge ne’ per contrattazione”. “Siamo convinti – prosegue la nota – che il DL 18/2020 abbia solo la mera volonta’ di indicare, come erogatori della cassa integrazione, i fondi di solidarieta’ bilaterali di cui all’articolo 27 del Dlgs 148/2015. E che dunque non sia legittimo da parte di Fsba, che e’ appunto un fondo di solidarieta’ bilaterale, procedere a un indiscriminato recupero contributivo anche nei confronti di chi non aveva in precedenza nessun obbligo di iscrizione al fondo suddetto. Non riscontriamo – sottolinea Roberto Capobianco – nemmeno il rischio di creare disparita’ con le imprese artigiane che, gia’ prima dell’emergenza, esclusivamente per scelta propria, aderivano a Fsba”. “Quindi – conclude il presidente di Conflavoro Pmi – ribadiamo che non riscontriamo alcun motivo per il quale gli artigiani debbano corrispondere in modo retroattivo dei contributi a un fondo al quale, evidentemente, non avevano interesse ad aderire nella normalita’ delle cose”.
(ITALPRESS).