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Coronavirus, De Luca ribadisce “In Campania vietato uscire per strada”

NAPOLI (ITALPRESS) – “In Campania e’ assolutamente vietato uscire per strada, al di la’ dei casi consentiti”. E’ quanto ribadisce il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che rivolge il suo appello al Governo nazionale “perche’ confermi in maniera chiara e forte l’obbligo per tutti di rimanere a casa, salvo che per l’acquisto di beni alimentari o di medicinali. Rinnovo il mio appello accorato ai nostri concittadini perche’ rispettino rigorosamente l’ordinanza regionale che vieta le uscite. Sappiamo bene tutti noi quanto sia grande e pesante l’impegno richiesto. Ma sarebbe un delitto vanificare i sacrifici fatti in queste settimane abbandonandosi ora a comportamenti irresponsabili”. “Se in un quartiere – sottolinea – escono cinquecento genitori con bambini al seguito, chi controlla il distanziamento di almeno un metro tra genitore e genitore, fra bambino e bambino? Chi controlla che la passeggiata avvenga nelle vicinanze dell’abitazione? Chi controlla che l’uscita duri un’ora e non una mattinata? Chi controlla i motivi di necessita’? Non oso neanche immaginare quello che succederebbe in queste condizioni, nel fine settimana di Pasqua. Sarebbe come dare il via libera a tutti: una tragedia”.
“Il risultato – sottolinea De Luca – sarebbe una riesplosione del contagio tra due settimane, dopo l’incubazione del virus. E cosi’, anziche’ ridurre il calvario di questi giorni, lo si prolunga all’infinito con un danno incalcolabile per la salute dei cittadini”. “Per questi motivi – spiega il governatore – ribadisco che in Campania e’ assolutamente vietato uscire per strada, al di la’ dei casi consentiti”.
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Cirino Pomicino “Contributo dai piu’ ricchi o il debito ci strozzera’”

ROMA (ITALPRESS) – Un patto fra lo Stato e i piu’ ricchi: un contributo da parte di cittadini abbienti e societa’ in cambio di una “pace fiscale”, cioe’ senza accertamenti, lunga quattro anni. L’unica condizione e’ che in ciascun anno reddito e fatturato dei contribuenti che accoglieranno l’invito devono aumentare almeno dell’1,5%. E’ la proposta lanciata da Paolo Cirino Pomicino, ministro del Bilancio dal 1989 al 1992, in un’intervista al quotidiano La Repubblica.
“Sbaglia chi pensa che io lanci un condono: questo non lo e’ – spiega -. E’ un concordato preventivo da scrivere per il bene del nostro Paese e senza un aumento dell’indebitamento che lo schiaccerebbe definitivamente. Lo Stato dovrebbe chiedere a tutti i contribuenti, in modo volontario, un versamento a fondo perduto da 30 mila euro a 10 milioni secondo una scala definita sulla base del reddito o del fatturato, da versare in due annualita’”.
Per l’ex ministro l’operazione darebbe allo Stato “un gettito aggiuntivo di almeno 120 miliardi di euro. Se poi l’invito fosse accolto anche dai fondi pensioni e casse previdenziali potremmo recuperare altri 50 miliardi vendendo immobili pubblici a reddito. E’ una stima prudente fatta sulla base dei comportamenti dei contribuenti degli ultimi anni: sono pronto a discuterne la credibilita’ con chicchessia”. Secondo Cirino Pomicino “la soluzione non puo’ essere la patrimoniale, che darebbe un input recessivo all’economia”.
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Coronavirus, Osservatorio Partecipate: “Liquidita’ e finanza innovativa”

ROMA (ITALPRESS) – “Serve una visione strategica sugli strumenti per aiutare le imprese, perche’ l’emergenza Covid-19 rischia di colpire gravemente la loro attuale tenuta e di minarne il futuro. Garantendo liquidita’ e delineando le azioni di tutela attraverso fondi, anche privati, di sostegno infondiamo ottimismo negli imprenditori. Occorre attivare subito strumenti non convenzionali basati sull’ingegneria finanziaria per riavviare progetti imprenditoriali, ridisegnare modelli di business e riorganizzare le filiere”. E’ la proposta di Ivo Allegro, membro del Comitato tecnico scientifico dell’Osservatorio italiano sulle partecipate pubbliche, Consigliere di Giunta Assoconsult e amministratore delegato di Iniziativa, societa’ di consulenza leader nei settori corporate finance, fondi strutturali Ue e gestione di asset per pubbliche amministrazioni locali e territoriali.
Secondo Allegro “tutto cio’ e’ necessario per alleviare la sofferenza in molti settori, tra i quali ristorazione, commercio, tessile, arredamento, turismo, edilizia, che da soli valgono oltre il 30% del PIL. Il corto circuito tra domanda e offerta puo’ generare un circolo vizioso pericoloso e incidere su occupazione e competitivita’”.
“Le imprese – prosegue – sono l’unica leva di sostenibilita’ nel medio termine delle misure lanciate in questa prima fase dal Governo. Oltre agli interventi per supportare i flussi di cassa delle imprese con i macro-interventi del ‘Cura Italia’, vanno pero’ creati strumenti di rafforzamento, anche a livello regionale, per consentire la declinazione sulle filiere di specializzazione dei diversi territori”.
Per evitare la disoccupazione e sostenere il reddito, spiega Allegro, “dobbiamo puntare su cassa integrazione, decontribuzione dello smart working, riqualificazione del personale e sulla certezza dei pagamenti alle filiere di fornitura. Oggi, con il fine mese, si avra’ una ‘Waterloo dei pagamenti’ per le imprese con seri rischi di innescare le condizioni per un default a catena”.
“Per far ripartire poi le aziende – sottolinea – si dovra’ puntare su Fondi per la ricapitalizzazione e su garanzie pubbliche per indebitamenti a lunghissimo termine finanziati dal risparmio privato, sulla contribuzione a fondo perduto, sul ‘Sale & Lease back’ immobiliare per permettere la monetizzazione degli asset fisici delle imprese, su strumenti per rendere sicuri i pagamenti tra le imprese compromesse dalle insolvenze. Delineare subito una visione strategica e’ vitale per evitare il ‘si salvi chi puo” e un diffuso ‘gettare la spugna’ da parte delle nostre imprese. Questo – conclude Allegro – e’ essenziale affinche’ non si passi dall’epidemia alla carestia”.
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L’emergenza Coronavirus preoccupa due terzi degli italiani

ROMA (ITALPRESS) – Continua l’emergenza coronavirus nel nostro Paese, anche se, sembra, con un ritmo leggermente piu’ lento rispetto ai giorni precedenti. Un’emergenza che, considerando la situazione personale generale e le prospettive per l’Italia, preoccupa oltre due terzi dei cittadini. E’ quanto emerge da un sondaggio di Euromedia Research.
Un’angoscia ancora piu’ accentuata tra i residenti nelle Isole. In questo contesto e’ evidente che l’aspetto che occupa i pensieri della popolazione e’ quello sanitario, anche qui accentuato nelle Isole, dove la carenza di strutture potrebbe complicare una possibile situazione di emergenza. Il secondo pensiero corre sul versante dell’economia familiare, si registra soprattutto nelle regioni del Nord Ovest, dove si prendono in considerazione le conseguenze derivanti da questo periodo di lockdown.
Una chiusura e clausura forzata che, abbandonata ormai la speranza di una risoluzione entro i primi di aprile, secondo le percezioni di buona parte degli italiani potrebbe risolversi tra maggio e giugno. A questi si aggiunge una parte di coloro che credono addirittura in una fine dello stato di emergenza al termine dell’estate. Per il 22,5% del campione intervistato infatti si tornera’ alla normalita’ nel mese di giugno, dopo il mese di agosto per il 16,2%. Il 21,2% pensa alla fine totale delle restrizioni subito dopo la festa del lavoro dell’1 maggio (il 3 maggio e’ lunedi’), il 16,8% nella seconda meta’ di maggio.
Dati Euromedia Research per Porta a Porta – Realizzato il 25/03/2020 con metodologia mista CATI/CAWI su un campione di 800 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne.
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Allo Spallanzani 202 ricoverati per Coronavirus, 24 sono piu’ gravi

ROMA (ITALPRESS) – Sono 202 i pazienti Covid 19 ricoverati attualmente allo Spallanzani e di questi 24 necessitano di supporto respiratorio. Questo il dato odierno del bollettino dell’istituto di ricerca romano. I pazienti dimessi o trasferiti in altre strutture sono 170 e continua cosi’ il trend positivo di dimessi. Da oggi, fanno sapere dallo Spallanzani, e’ iniziato un programma di approfondimento epidemiologico e diagnostico su un campione di popolazione, sede di un focolaio Covid 19, in collaborazione con l’ordine dei medici di Roma, Confcooperative, la direzione Asl di Rieti e il sindaco di Contigliano.
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Doping, Iannone squalificato per 18 mesi

PALERMO (ITALPRESS) – Stangata della disciplinare della Federmoto internazionale nei confronti di Andrea Iannone, squalificato per 18 mesi perche’ positivo a uno steroide androgeno esogeno anabolizzante in occasione del controllo antidoping effettuato lo scorso 3 novembre, a Sepang, per il Gran Premio di Malesia. Nonostante sia stata accettata la tesi della contaminazione alimentare portata avanti dal pilota dell’Aprilia Racing Team Gresini, Iannone e’ stato sanzionato fino al 16 giugno 2021 (la squalifica decorre dal 17 dicembre, da quando e’ scattata la sospensione provvisoria). “Questa mattina, quando ho ricevuto la notizia, sono rimasto un po’ colpito – il primo commento di Iannone – Per come sono andate le cose, non ci aspettavamo un risvolto del genere. E’ il primo caso di sospensione per una contaminazione alimentare. Ma il riconoscimento della mia innocenza, anche se sono stato condannato, e’ una grandissima vittoria. Cercheremo di far ricorso al Tas nei termini piu’ brevi per capire come tornare il piu’ velocemente possibile in pista”. L’Aprila Racing “prende atto del provvedimento Fim” e sottolinea come “sia stata riconosciuta la totale assenza di dolo e la accidentalita’ della assunzione di steroidi ammettendo, di fatto, la tesi della contaminazione alimentare, fatto mai accaduto prima. Questo scenario apre nuove possibilita’ di appello per Andrea Iannone ma rimane lo sconcerto per una pena del tutto incoerente con la ricostruzione contenuta nella sentenza stessa che riconosce nei fatti, pur non assolvendolo, l’innocenza del pilota”.
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Non solo Coronavirus, a Milano 17enne operato per un tumore raro

MILANO (ITALPRESS) – Non solo Coronavirus. All’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano continuano a essere eseguiti interventi chirurgici sui malati di tumore: solo negli ultimi giorni sono stati eseguiti grandi interventi come trapianti di fegato, rimozioni di neoplasie dello stomaco, del pancreas, del colon, del peritoneo.
Marco ha 17 anni e aveva un tumore raro per la sua eta’, che ha colpito il colon-retto con metastasi al fegato: e’ stato operato con successo con una tecnica innovativa da una equipe mista di chirurghi colo-rettali ed epatici.
Adele ha 59 anni e, a causa di una recidiva, era in lista di attesa per un trapianto di fegato: l’intervento e’ stato eseguito con successo e ora la paziente e’ prossima alla dimissione. L’Istituto Nazionale dei Tumori sta contribuendo con i suoi medici e infermieri al sostegno degli Ospedali saturati dall’epidemia di COVID-19.
Adele proviene dalla Sardegna. “Quando siamo stati avvisati che era disponibile un organo compatibile, abbiamo avvisato la nostra paziente”, racconta Vincenzo Mazzaferro, direttore della Struttura di Chirurgia dell’Apparato Digerente dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. “Il suo viaggio dalla Sardegna per Milano e’ avvenuto nel pieno rispetto delle normative attuali, con regolari permessi”.
L’organo e’ stato prelevato anche grazie al supporto di giovani medici della Scuola di Specialita’ in Chirurgia dell’Universita’ di Milano e al coordinamento del Centro Regionale Trapianti della Lombardia. La paziente e’ stata trasportata a Milano con un volo aereo. “L’intervento e’ durato circa sette ore, nella notte tra sabato e domenica 22 marzo” – sottolinea il Professor Mazzaferro. “Ora la paziente e’ in progressivo miglioramento e vicina alla dimissione. Per nostro tramite, la straordinaria generosita’ della nostra gente e la qualita’ delle cure somministrate nonostante l’emergenza si sono potute manifestare chiaramente e cio’ per noi e’ motivo di soddisfazione e di continua motivazione”.
Marco, invece, e’ stato operato la terza settimana di marzo, in piena emergenza COVID. La sua era una forma di neoplasia rara per la sua eta’ e ad alto rischio. Il ragazzo, gia’ seguito dai pediatri oncologi e dagli specialisti della chemioterapia dei tumori del colon-retto aveva raggiunto una condizione compatibile con un grande intervento in sincrono, eseguito da una doppia equipe di chirurghi epatici e del colon-retto.
“L’intervento e’ stato effettuato insieme a Maurizio Cosimelli, direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Colo-rettale in INT”, conclude Mazzaferro.
“Abbiamo potuto eseguire con tecnica mini-invasiva una procedura lunga e complessa che ha raggiunto il doppio risultato della asportazione completa del tumore e della rapida ripresa del paziente, anche lui dimesso dopo pochi giorni”.
Il trapianto di fegato per tumore ha numeri in crescita a livello mondiale, e al momento oltre il 40% dei pazienti in lista di attesa in Italia sono portatori di un tumore. Grazie all’efficacia dei nuovi farmaci contro l’epatite C e alla conseguente riduzione dei pazienti con cirrosi causata da questo virus come ragione del trapianto, i pazienti portatori di tumore sono ulteriormente destinati a crescere di numero nelle liste di attesa di tutti i Paesi. Il tumore del colon retto e’ estremamente raro nei giovani. Nell’insieme, i tumori degli adolescenti dai 15 ai 19 anni, rappresentano lo 0,2% di tutte le forme oncologiche (Registri tumori – AIRTUM) e presentano caratteristiche biologiche e cliniche diverse dai tumori dell’adulto.
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Coronavirus, da Intesa Sanpaolo interventi per 80 milioni

MILANO (ITALPRESS) – Intesa Sanpaolo ha definito, in accordo con il commissario straordinario Domenico Arcuri e con Angelo Borrelli a nome della Protezione civile, una serie di interventi a contrasto dell’emergenza Coronavirus per la destinazione di 80 milioni, cioe’ di gran parte dei 100 donati dal Gruppo alla sanita’ nazionale. In particolare, 53,5 milioni sono stati destinati all’acquisto di apparecchiature mediche e di altro materiale medicale richiesto da Arcuri in accordo con la Protezione Civile: ventilatori, caschi, respiratori, mascherine, guanti, tute. Inoltre, 26,5 milioni sono stati destinati a strutture sanitarie individuate dalla Protezione civile sulla base dei fabbisogni dell’emergenza distribuiti sul territorio, sia a copertura di lavori e acquisti gia’ finalizzati dagli ospedali, sia per l’assegnazione di apparecchiature di cura e diagnostiche. Dei 26,5 milioni, il 52% e’ stato destinato al Nord, il 23% al Centro e il 25% al Sud. Carlo Messina, Ceo e consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, ha commentato: “Siamo molto soddisfatti di come, in un arco temporale molto limitato, una stretta collaborazione, o meglio una vera partnership, sia stata in grado di attivare una serie significativa di interventi e portare concreti benefici sull’intero territorio nazionale. In tempi altrettanto rapidi – ha aggiunto – definiremo nuove e importanti misure. Il nostro intervento vuole contribuire alla cura dei malati e vuole essere un segno di apprezzamento per il grande lavoro di chi e’ in prima linea, medici, infermieri e tutte le categorie che svolgono servizi indispensabili, a cui va il nostro ringraziamento”.
Le strutture beneficiate dall’intervento di Intesa Sanpaolo per la parte dei 26,5 milioni saranno: Ospedale San Raffaele (Milano), Humanitas sedi di Rozzano (Mi), Bergamo e Castellanza, Grande Ospedale Metropolitano Niguarda (Milano), ULSS 9 Scaligera (Verona), Istituto di Candiolo IRCCS (Torino), Campus Bio-Medico Universita’ Roma e Azienda Ospedaliera Dei Colli (Napoli).
A questi specifici interventi, per la parte dei 53,5 milioni, si aggiungeranno ulteriori Enti beneficiari da individuarsi a cura della Protezione civile e del commissario straordinario secondo i fabbisogni dell’emergenza sanitaria.
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