Senza categoria

Tajani “Non siamo a un passo dalla guerra”

ROMA (ITALPRESS) – “Non dobbiamo spaventare l’opinione pubblica: non siamo ad un passo dalla guerra, c’è una grave tensione internazionale, una situazione molto complicata in Medio Oriente, mi pare che Hamas non voglia arrivare ad una tregua, c’è una situazione di grande tensione ma non siamo alla vigilia di una guerra, sono tutti conflitti locali e dobbiamo lavorare per una de-escalation”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ospite di “Mattino cinque news”, su Canale 5.
“La conquista di qualche città non significa che siamo ad un passo dalla sconfitta dell’Ucraina – ha aggiunto -, tendo a escludere un intervento militare della Nato in Ucraina, ora si deve parlare e lavorare per la pace, aiutando l’Ucraina a difendere il suo territorio”, ha aggiunto.

– Foto Agenzia Fotogramma –

(ITALPRESS).

Generali Act4Green, inaugurata l’Oasi Gregorina

CASTROCARO TERME (FORLI’-CESENA) (ITALPRESS) – Un’area naturale e agricola di 25 ettari, all’interno di una tenuta del Gruppo Leone Alato che viene restituita alla comunità. E’ stata inaugurata l’Oasi Gregorina, affiliata al sistema nazionale WWF nell’ambito di Generali Act4Green, il grande progetto del gruppo assicurativo dedicato all’ambiente. L’Oasi, situata a Castrocaro Terme e Terra del Sole (Forlì-Cesena), rappresenta un ecosistema con diversi habitat, dove convivono con equilibro la tradizionale vocazione agricola e un ambiente incontaminato che dà casa a una ricca biodiversità.
Generali Act4Green coinvolge le tenute di Gruppo Leone Alato, holding agroalimentare e vitivinicola di Generali, tra Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lazio e Calabria. “Sviluppare progetti in un’ottica di crescita comunitaria e di sostenibilità ambientale è un dovere etico in risposta alle sfide del presente e del futuro”, ha spiegato Giancarlo Fancel, amministratore delegato di Generali Italia.
“La sostenibilità è uno dei pilastri del nostro piano strategico. Il potenziale delle tenute del Gruppo Leone Alato va valorizzato per dare maggiore consapevolezza alle persone proprio sull’importanza della sostenibilità e per lasciare un ambiente migliore alle generazioni future”, ha aggiunto Fancel.
Per Barbara Lucini, responsabile Country Sustainability & Social Responsibility di Generali Italia, “l’Oasi Gregorina riesce a mettere insieme una vocazione agricola molto forte con un ambiente ricco di biodiversità. L’intervento che entrerà nella sua fase più importante in autunno renderà questo spazio un’area naturale a fortissima vocazione sociale”.
Generali Act4Green prevede la piantumazione di un milione di alberi nei prossimi tre anni, oltre cento piante per ogni dipendente di Generali sul territorio italiano. L’approccio “lungimirante” del progetto è sottolineato da Igor Boccardo, amministratore delegato di Gruppo Leone Alato, che sottolinea “l’importanza di garantire la biodiversità nelle zone interessate” e ricorda l’impegno di Generali “nel monitoraggio del piano di forestazione nei decenni a venire”.
La concretizzazione dei valori di sostenibilità ambientale e sociale di Generali Act4Green si evince inoltre dai processi educativi che interessano l’Oasi Gregorina. In collaborazione con Wwf Italia, nei prossimi mesi verranno avviati percorsi di sensibilizzazione e attività ludiche, e la costruzione di un piccolo anfiteatro finalizzato ad attività culturali.
L’approccio a metodi di coltivazione biologica e la predilezione di sistemi naturali di impollinazione rendono l’Oasi Gregorina un’area naturalistica di forte interesse, sia per quanto riguarda la qualità dei prodotti, che per l’attenzione e la cura delle diverse specie che la abitano. A caratterizzarne la ricchezza naturalistica e cromatica è la tamerice, anche detta pianta del sale, tipica dei terreni argillosi e termali dell’appenino romagnolo. Il progetto Generali Act4Green intende sviluppare dei processi di generatività, in cui ripensare le pratiche di vivere comune, in relazione e in ascolto dei ritmi naturali dell’area di interesse.
Francesco Billi, sindaco di Castrocaro Terme e Terra del Sole, considera questo progetto “un’opportunità per aprirsi a nuovi modelli turistici, in un’ottica sostenibile”.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

Open Fiber, conclusi in Molise i lavori del Piano Banda Ultra Larga

CAMPOBASSO (ITALPRESS) – Il Molise è la prima regione d’Italia ad aver completato il Piano Banda Ultra Larga, promosso dal Mimit, che ha visto Open Fiber impegnata nella progettazione, realizzazione e gestione di una rete in fibra ottica FTTH di ultima generazione, volta a colmare il digital divide nei piccoli borghi. Il traguardo è stato celebrato a Campobasso, presso l’Ex Gil, sede dell’Assessorato al Turismo, alla presenza di Andrea Di Lucente, vicepresidente Regione Molise; dell’Assessore alla transizione digitale Salvatore Micone; dell’Amministratore Delegato di Open Fiber Giuseppe Gola e del Responsabile Piano BUL Infratel Italia Luigi Cudia. “Oggi viene celebrato il completamento del Piano Banda larga nel territorio molisano – ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in un messaggio al presidente della Regione Molise Francesco Roberti -. Un primato nazionale che merita di essere evidenziato per le ricadute positive che porterà al sistema economico e sociale dell’intera regione e non solo”. “Il processo di infrastrutturazione digitale – ha aggiunto Urso – è la conditio sine qua non per accrescere la qualità di vita delle persone, la competitività del sistema all’intero completamento del Piano Banda Ultra Larga. Voglio sottolineare che lo straordinario risultato di oggi è stato il frutto di un dialogo esemplare e di una costante collaborazione tra tanti soggetti: amministrazioni centrali e regionali, la stazione appaltante, Infratel Italia e il concessionario Open Fiber hanno lavorato insieme raggiungendo questo ambizioso obiettivo, a cui spero potremo pervenire al più presto anche in tanti altri territori”.
I lavori, eseguiti da Open Fiber dopo essersi aggiudicata il bando pubblico indetto da Infratel, hanno visto la costruzione, con tecniche moderne e a basso impatto ambientale, di una infrastruttura di 1.700 chilometri interamente in fibra ottica. Con una connessione che può raggiungere una velocità di 10 Gigabit per secondo, saranno molti i benefici per cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione: telemedicina, smart working, monitoraggio ambientale, gestione dell’illuminazione pubblica e tanti altri. In più, la fibra ottica di Open Fiber garantisce risparmio energetico (consuma oltre il 60% in meno di energia rispetto a una rete in rame) e conseguente riduzione di emissioni di CO2.
La rete in FTTH (Fiber to the home, la fibra fino a casa) – l’unica in grado di garantire la velocità Gigabit, oltre a una latenza bassissima e performance elevate – ha raggiunto 130 comuni della Regione (49 in provincia di Isernia e 81 di Campobasso) con il servizio già disponibile per i cittadini. In totale sono state connesse 133 mila case e 688 sedi della Pubblica Amministrazione Centrale e Locale (uffici comunali, stazioni di forze dell’ordine, scuole, biblioteche, ospedali e ambulatori).
Per Giuseppe Gola, Amministratore delegato di Open Fiber, “la copertura in fibra ottica ultraveloce di tutti e 130 i comuni del Molise oggetto del piano BUL è un motivo di orgoglio per Open Fiber, un passo decisivo verso l’annullamento del digital divide nella regione e il primo traguardo della missione sociale nelle aree bianche. La disponibilità di connettività Gigabit consente la fruizione di tutti i servizi digitali più avanzati anche agli abitanti dei borghi e delle zone più isolate, che rappresentano una risorsa per il nostro Paese, favorendone il ripopolamento”.
“Il Molise è la prima ed unica regione italiana ad aver completato gli interventi infrastrutturali in fibra nei comuni previsti dal Piano – ha spiegato l’Assessore alla transizione digitale Salvatore Micone – Un grandissimo risultato che ci rende orgogliosi e che si concretizza in una promettente sfida che offre l’opportunità concreta di crescita sociale e di sviluppo economico dell’intero territorio regionale e delle comunità locali, soprattutto delle aree interne, rurali e montane che sono ad alto rischio marginalità ed isolamento territoriale. Un passo importante e tanto atteso che va verso la giusta valorizzazione dei territori”.
“Siamo particolarmente soddisfatti di poter annunciare il completamento del piano Bul in Molise, prima regione italiana a raggiungere questo traguardo – ha sottolineato Luigi Cudia, Responsabile Piano BUL Infratel Italia -. Si tratta di un pilastro fondamentale dell’intervento pubblico complessivo che Infratel Italia sta attuando e che prevede, oltre al piano BUL, il piano Italia a 1 G, il piano Scuola connessa e il piano Sanità connessa. Tutti questi interventi pubblici nelle aree a fallimento di mercato, che complementano gli investimenti privati nelle aree più redditizie, porteranno il Molise e l’Italia tutta alla pari dei paesi europei più digitalizzati, attuando così una completa democrazia digitale”.
Da Bruxelles è intervenuto Filip Busz, Head of Unit EU Commission DG Agricolture, secondo cui “il Molise ha realizzato qualcosa di veramente straordinario: è diventata la prima regione in Italia a completare i suoi obiettivi di banda larga nel quadro del suo programma di sviluppo rurale 2014-2022. Questo risultato non riguarda solo una maggiore velocità di internet; si tratta anche di guardare al futuro. Si tratta di promuovere la connettività per le comunità rurali, in particolare nelle cosiddette “aree bianche”. Con la sua infrastruttura in fibra, che rende possibile la connettività FTTH per oltre 133.000 famiglie nel territorio della regione, il Molise sta aprendo la strada alla crescita economica, all’innovazione e allo sviluppo sociale”. Tuttavia, ha aggiunto, sono ancora necessari ulteriori sforzi per garantire che queste stesse famiglie dispongano delle risorse e del sostegno necessari per abbonarsi alla connettività a banda larga. Ciò include l’eliminazione di potenziali ostacoli quali l’accessibilità economica, l’accessibilità e la consapevolezza, per garantire che ogni famiglia molisana possa beneficiare delle opportunità offerte da Internet ad alta velocità”.
Oltre ai piccoli borghi e ai comuni più isolati oggetto del piano BUL, Open Fiber è presente con rete FTTH proprietaria a Campobasso, Isernia e Termoli, con un investimento privato di 8,3 milioni di euro e un totale di 47 mila case connesse.

– foto ufficio stampa Open Fiber –
(ITALPRESS).

Stop agli ottavi per tre azzurri della sciabola a Seoul

SEOUL (COREA DEL SUD) (ITALPRESS) – Nel Grand Prix FIE di sciabola che si è svolto a Seoul, in Corea del Sud, sono tre gli atleti azzurri del ct Nicola Zanotti che hanno chiuso ad un passo dai “top 8”. Stop negli ottavi di finale per Martina Criscio e Michela Battiston nella prova femminile così come per Luca Curatoli in quella maschile. La gara di Martina Criscio e Michela Battiston è iniziata nel tabellone da 64 con le vittorie rispettivamente nel derby azzurro con Rebecca Gargano con il punteggio di 15-9 e contro l’ungherese Pusztai 15-8. Nel tabellone da 32 altro derby per l’atleta pugliese delle Fiamme Oro che ha battuto all’ultima stoccata Claudia Rotili 15-14 mentre la friulana dell’Aeronautica Militare ha avuto la meglio sulla francese Rioux per 15-13. Per entrambe lo stop negli ottavi: Criscio è stata battuta dalla bulgara Ilieva 15-9 mentre Battiston dalla francese Apithy-Brunet 15-12. Si è fermata la corsa nel turno delle 32 per Irene Vecchi e Claudia Rotili (battuta da Criscio) che si sono classificate in 28^ e 30^ posizione. Così le altre azzurre: 36^ Chiara Mormile, 50^ Manuela Spica, 54^ Giulia Arpino, 56^ Rebecca Gargano, 63^ Benedetta Fusetti. Stop nel tabellone degli ottavi di finale per Luca Curatoli nella prova maschile. Il campano delle Fiamme Oro è entrato in gara battendo per 15-9 il coreano Sung nel turno dei 64 e nel tabellone da 32 si è poi imposto sul francese Martine per 15-11. Negli ottavi la sconfitta contro il coreano Oh, al rientro nelle competizioni internazionali, con il punteggio di 15-11. Curatoli ha chiuso al 13° posto. Stop nel tabellone dei 32 per Michele Gallo (19°), Giovanni Repetti (25°) e Mattia Rea (28°). Così gli altri italiani: 33° Luigi Samele, 53° il rientrante Matteo Neri, 54° Enrico Berrè. Si conclude così la prova GP Fie di Seoul. Per la sciabola il prossimo appuntamento è nel weekend dal 17 al 19 maggio con la Coppa del Mondo femminile che si svolgerà a Plovdiv mentre la tappa maschile sarà a Madrid.
– Foto Ufficio Stampa Federscherma –
(ITALPRESS).

Snaitech pubblica il Bilancio di Sostenibilità 2023

MILANO (ITALPRESS) – E’ stato pubblicato il Bilancio di Sostenibilità 2023 di Snaitech, in occasione della sesta edizione della Snaitech Sustainability Week, una settimana che, dal 6 al 10 maggio, vedrà l’azienda impegnata in un percorso di confronto e di condivisione degli obiettivi e dei risultati raggiunti in ambito CSR, durante la quale saranno anche previsti momenti di engagement dei dipendenti, attività di volontariato e molto altro.
“Tutelare il pianeta oggi per salvaguardare il futuro delle prossime generazioni è da sempre il principio fondamentale dello sviluppo sostenibile. Se l’impegno dei governi e delle istituzioni internazionali è necessario per perseguire questo obiettivo, c’è però un’altra faccia della medaglia. Siamo noi i primi a dover fare la differenza e a dare un senso più profondo alla parola sostenibilità che nella sua radice originaria significa sostenere, difendere – ha dichiarato Fabio Schiavolin, amministratore delegato di Snaitech (nella foto) -. E’ per questo che presentare il Bilancio di Sostenibilità 2023 non rappresenta un adempimento formale o una ricorrenza da vivere in maniera sbrigativa e sommaria. Al contrario è un’occasione per riflettere sulle logiche secondo le quali un’organizzazione crea, raccoglie e distribuisce valore, tenendo conto oltre che del profitto anche della tutela dell’ambiente e del rapporto con gli stakeholder”.
Giunto alla sua ottava edizione, il Bilancio di Sostenibilità di Snaitech si pone come obiettivo quello di approfondire i quattro pilastri su cui poggia l’universo valoriale, ma anche la strategia aziendale: il mercato regolamentato, l’innovazione, la sostenibilità e le persone.
Per quanto riguarda il primo pilastro, il mercato regolamentato, in qualità di operatore leader del gioco legale, Snaitech gioca un ruolo fondamentale come presidio di legalità e garanzia per i consumatori. Si tratta di un impegno e di una responsabilità che l’azienda prende molto seriamente e che vuole trasmettere ai propri dipendenti: per questa ragione l’azienda, nel 2023, ha aumentato del 113% le ore di formazione – arrivate a 3091 – dedicate ai dipendenti sui temi di compliance, gioco responsabile, antiriciclaggio e contrasto all’evasione fiscale.
A dimostrazione di questo forte impegno, Snaitech ha ottenuto, per il nono anno consecutivo, la Certificazione internazionale G4 sul Gioco Online che valuta l’applicazione di strumenti legati al gioco responsabile.
Il secondo dei quattro driver è l’innovazione, il pilastro sul quale si fonda la leadership di Snaitech, al primo posto, anche nel 2023, nel settore delle scommesse sportive (retail e online, misurati per GGR). La capacità di innovare, anticipando o addirittura lanciando le nuove tendenze in un settore naturalmente vocato all’innovazione e ad altissimo contenuto tecnologico è ciò che ha contraddistinto l’azienda negli ultimi anni ed è anche ciò che ha portato alla partnership con l’innovativo acceleratore di startup in ambito sport e wellness, WeSportUp. Consapevole delle sinergie che possono essere generate dall’integrazione tra retail fisico e piattaforma online, Snaitech ha lavorato per consolidare la propria offerta online e garantire una customer experience contraddistinta dall’omnicanalità.
Grazie a questa strategia e al lavoro di potenziamento dell’infrastruttura digitale, nel 2023 i ricavi di Snaitech sono cresciuti del 5,2% raggiungendo cifra 947,4 milioni di euro mentre l’EBITDA è aumentato del 4,9% attestandosi a 256,3 milioni di euro.
Il terzo dei quattro pilastri dell’identità di Snaitech è la sostenibilità, concepita nel suo più ampio significato: l’azienda, infatti, promuove da anni numerose iniziative in campo educativo, sociale, culturale e ambientale, con particolare attenzione alla promozione dello sport inteso come strumento di aggregazione e di crescita, oltre che di puro divertimento. Lo fa attraverso la sua Fondazione che, proprio in questi giorni, ha cambiato nome per diventare Fondazione Snaitech: una scelta con cui l’azienda vuole sottolineare ancora di più il suo impegno in un’ottica di sviluppo sostenibile. Anche nel 2023, Fondazione Snaitech ha continuato a sostenere associazioni come Special Olympics Italia, Fondazione Costruiamo il Futuro o Fondazione Francesca Rava e molti altri, raggiungendo oltre 11.000 persone attraverso i progetti sostenuti. Dal punto di vista ambientale, Snaitech – oltre a collaborare con importanti realtà come Plastic Free e Rete Clima grazie alla quale sono stati piantati più di 3000 alberi – vanta un utilizzo di energia elettrica proveniente al 100% da fonti rinnovabili.
L’ultimo, ma fondamentale, pilastro dell’identità aziendale sono le persone: “asset strategico e imprescindibile, nonchè vero punto di forza di Snaitech”, si legge in una nota, che prosegue: “L’attenzione nei confronti delle persone si concretizza in un’azione costante e mirata alla creazione di un ambiente di lavoro positivo, inclusivo e meritocratico, all’interno del quale ognuno possa esprimersi liberamente, essere valorizzato per le proprie capacità e accrescere le proprie competenze. A dimostrarlo è la percentuale di occupazione femminile, pari al 45%, e di presenza femminile in CDA, pari al 43%. Il capitale umano di Snaitech non rappresenta solo un asset strategico ma anche una parte attiva e fondamentale nell’impegno di Corporate Social Reponsibility dell’azienda. I dipendenti sono infatti costantemente coinvolti nelle attività di volontariato e, in generale di CSR, dell’azienda”.

– Foto ufficio stampa Snaitech –

(ITALPRESS).

Suzuki Challenge, bis Bordonaro al Baja Colline Metallifere

ROMA (ITALPRESS) – Un weekend movimentato per gli interpreti dell’off road in lizza per la 25^ edizione del Suzuki Challenge, il monomarca promosso dalla casa giapponese che per l’occasione ha visto i suoi protagonisti battagliarsi lungo il percorso proposto dal 2° Baja Colline Metallifere, nella duplice veste di secondo atto del trofeo e del Campionato Italiano Cross Country e SSV 2024. Tante le sfide proposte dal territorio della provincia di Grosseto, con la località di Monterotondo Marittimo a fare da polo logistico nelle due giornate di venerdì 3 e sabato 4 maggio. Quattro i settori selettivi affrontati dai concorrenti del Challenge per un totale di 80 chilometri competitivi lungo i tratti di “Boschetti-Poggio”, “Poggio-Bivio”, “Bivio-Poggio” e “Poggio-Boschetti”, che hanno presentato insidie e colpi di scena. Anche questa volta, è Alfio Bordonaro a portare a casa il primato nel Suzuki Challenge che mette a punto il suo secondo successo stagionale nel monomarca dopo quello ottenuto a Pordenone lo scorso marzo, in occasione del 14° Italian Baja di Primavera – Artugna Race che ha inaugurato ufficialmente la stagione 2024. Il pilota catanese al volante del Suzuki Grand Vitara di Gruppo T1 condiviso con Stefano Lovisa, secondo assoluto nella classifica finale riservata al tricolore alle spalle di Andrea Schiumarini, ha preceduto l’altro equipaggio su Grand Vitara composto da Emilio Ferroni e Daniele Fiorini, saliti al secondo posto della graduatoria del trofeo con un totale di 32 punti, trenta in meno rispetto al siciliano che attualmente si trova al comando. Terzo gradino del podio riservato al monomarca per Gianluca Morra, navigato da Stefano Tironi su Suzuki Grand Vitara di Gruppo T2 con cui sale al terzo posto con 31 punti, davanti a Carmelo Ciancio in coppia con Rocco Sbaraglia in gara su vettura gemella. Diversi i ritiri registrati dalla competizione toscana, a cominciare da Lorenzo Codecà. Sfortunato il pilota lombardo su Suzuki Grand Vitara di tipo T1, accompagnato alle note da Gilberto Menetti, costretto ad alzare bandiera bianca a causa di un guasto al posteriore della propria vettura nel corso della terza speciale. Sorte analoga per il Grand Vitara di Gruppo T2 di Stefano Sabellico, affiancato da Andrea Taloni sul sedile di destra, fuori dai giochi nella prima fase di gara. Archiviato il secondo round del trofeo, il 25° Suzuki Challenge volerà ancora una volta in Friuli-Venezia Giulia per affrontare le sfide dell’appuntamento internazionali dell’Italian Baja 2024, in programma dal 4 al 7 luglio.
– Foto Ufficio Stampa Suzuki –
(ITALPRESS).

Crosetto “L’Europa non può accettare che Putin arrivi a Kiev”

ROMA (ITALPRESS) – “L’Europa non può accettare che Putin arrivi fino a Kiev”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto in una intervista a Il Messaggero.
Alla domanda se Macron sia più bellicista che pacifista, Crosetto risponde così: “Non amo le etichette. Secondo me, si può trovare un terreno comune anche con lui. Ma ha fatto una fuga in avanti che non so quanto giovi a lui stesso nè quanto giovi a questa fase difficilissima. E’ una fase che richiede capacità di analisi, razionalità, competenza tattica e diplomatica. E’ un momento che non ha precedenti simili nella storia recente. Se dobbiamo cercare esempi che gli assomigliano, ebbene hanno avuto esiti drammatici: le due guerre mondiali”. Se i russi “dovessero espugnare la capitale ucraina, si aprirebbe uno scontro drammatico. Ed avremmo la smentita totale di quelli che, anche da noi, ripetono: beh, anche la Russia ha le sue ragioni e in fondo voleva soltanto le due regioni dove si parla russo. Purtroppo temo che Putin voglia tutta l’Ucraina e in più nessuno ci assicura che si fermerà all’Ucraina – aggiunge -. E’ evidente che ha in mente un ordine internazionale, in cui chi è più forte, se e quando vuole, si prende le altre nazioni”.
E alla domanda se Putin vada fermato anche in modi guerreschi che indica Macron, il ministro replica così: “No, così rischiamo di arrivare al punto di non ritorno. Lo stesso che avremmo se Putin mettesse nel mirino anche i Paesi baltici o la Polonia, come non è affatto impossibile. A quel punto la Nato avrebbe l’obbligo, sancito dall’articolo 5 del patto atlantico, di schierarsi militarmente al fianco del Paese interno alla Nato che viene aggredito”. “Sono ancora propenso a pensare che Putin non sia un folle totale – prosegue -. Spero di non sbagliarmi. Mi auguro insomma che non accada che la Russia si spinga oltre le follie che ha messo in atto negli ultimi due anni. Ciò detto, ripeto che le truppe ex sovietiche che arrivano a Kiev sarebbero un elemento totalmente destabilizzante per l’Europa e per il mondo. E porterebbero inevitabilmente a uno scontro con altre nazioni che non accetterebbero i carri armati russi al confine”. “Aiutare gli ucraini a difendere il proprio territorio era il modo più giusto per ribadire il diritto internazionale e più razionale per scongiurare una guerra mondiale”, sottolinea Crosetto, che spiega: “Da un anno vado dicendo che il risultato della guerra è la somma di chi ha più uomini e più mezzi. Non vince chi ha la verità o la giustizia dalla propria parte. Anche in solitudine, ho sostenuto, nei consessi internazionali e parlando con Zelensky quando è venuto a Roma, che la controffensiva ucraina non avrebbe avuto successo a causa della superiorità militare russa e sarebbe potuta essere dannosa per l’esito del conflitto. Ma non sono stato ascoltato”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

(ITALPRESS).

Schlein “Abolire Jobs Act è ricucitura con i nostri elettori”

ROMA (ITALPRESS) – La decisione di firmare i referendum della Cgil per l’abolizione del Jobs Act “non è una sorpresa: ho detto dall’inizio che tanti del Pd avrebbero firmato e naturalmente anch’io, che già nel 2015 ero in piazza con la Cgil contro l’abolizione dell’articolo 18. Credo che ancora oggi il tema di come interveniamo sui licenziamenti ingiusti sia molto attuale”. Lo ha detto la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, a “Non stop news” su Rtl 102.5. “Guardiamo sempre con interesse alle iniziative del sindacato, anche se oggi il Partito Democratico è impegnato nella campagna per le europee ed è impegnato in un’altra raccolta firme sul salario minimo”. L’abolizione del Jobs Act “era un punto fondamentale della campagna che abbiamo fatto alle primarie l’anno scorso, un punto anche di ricucitura rispetto ad alcune scelte sbagliate del passato che evidentemente anche i nostri elettori – se ci hanno premiato alle primarie – non ritenevano corrette”, ha aggiunto. “Chiaramente noi oggi continuiamo anche in Parlamento la nostra battaglia contro la precarietà e contro il lavoro povero”, ha concluso Schlein.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

(ITALPRESS).