NAPOLI (ITALPRESS) – I commissari di Tirrenia in amministrazione straordinaria, Gerardo Longobardi, Beniamino Caravita di Toritto e Stefano Ambrosini, “malgrado Compagnia Italiana di Navigazione (CIN) abbia piu’ volte comunicato loro in forma scritta la propria disponibilita’ a offrire, nei limiti del consentito, garanzie di pagamento di quanto reclamato da Tirrenia in AS, hanno eseguito, in questo momento cosi’ drammatico per il Paese, un sequestro conservativo sui conti correnti di CIN. Teniamo a precisare – si legge in una nota – che la societa’ e’ liquida ma che di fatto il blocco dei conti correnti ne impedisce l’operativita’. In seguito a quanto sopra l’attivita’ di CIN, compagnia che svolge in convenzione con lo Stato il servizio di continuita’ territoriale via mare per le isole, e’ stata paralizzata. Pertanto, con decorrenza immediata, sara’ impossibile continuare lo svolgimento di detto servizio e gia’ le corse programmate per oggi su tutte le linee in convenzione con la Sardegna, la Sicilia e le Tremiti non verranno effettuate”.
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Tirrenia, stop ai collegamenti con Sardegna e Sicilia
Milano, Gruppo Cap accelera procedure di gara
MILANO (ITALPRESS) – Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Citta’ metropolitana di Milano, adotta nuove misure per sostenere i fornitori e la futura ripresa dell’economia. Per rispondere in modo tempestivo ed efficace alle difficolta’ economiche causate dall’emergenza in atto, il Gruppo Cap dopo aver attuato una serie di iniziative a sostegno degli utenti e a garanzia della liquidita’ per i fornitori, ha deciso di intervenire anche sulle procedure di appalto.
Gia’ in queste settimane le richieste di nuove gare sono aumentate di quasi l’80% e verranno presto pubblicate sul sito gruppocap.it. Per queste ragioni Gruppo CAP intende accelerare le procedure di gara necessarie per ripartire a pieno regime una volta terminata l’emergenza sanitaria.
“La salvaguardia e la salute dei cittadini cosi’ come lo sviluppo sostenibile del territorio sono le priorita’ di un’azienda pubblica come Gruppo CAP – afferma Michele Falcone, direttore generale di Gruppo CAP – Per questo stiamo pensando gia’ da ora al rilancio economico successivo alla crisi, assicurandoci innanzitutto che le imprese presenti sul territorio restino operative e possano aprire in tempi rapidi i cantieri nei comuni della Citta’ Metropolitana, una volta superata l’emergenza”.
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Fis dona 10 fonendoscopi al Policlinico Tor Vergata
La Federazione Italiana Scherma è in prima linea nella lotta al Covid-19. In un periodo di emergenza sanitaria e di forte difficoltà per tutto il Paese, la scherma italiana fa la sua parte, con vari contributi ed iniziative. Sono diverse le società, i tecnici ed i preparatori atletici che hanno meritoriamente avviato delle attività online per mantenere il rapporto con gli atleti e con gli appassionati, così come diverse sono anche le iniziative di solidarietà e le raccolte fondi promosse da realtà schermistiche sul territorio nazionale. Tra queste, anche quella promossa, a nome della scherma italiana, dal Consiglio federale. Il presidente Giorgio Scarso e ciascuno dei consiglieri hanno scelto infatti di autotassarsi per acquistare dieci fonendoscopi, che saranno donati al reparto “Covid-19” di Medicina Interna del Policlinico Tor Vergata di Roma. “Per noi – spiega Maria Adelaide Marini, schermitrice e professore associato di Medicina Interna all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata ed in servizio presso il Reparto Covid-19 del Policlinico romano – la donazione del Consiglio federale rappresenta un gesto dall’altissimo valore simbolico. Nel reparto Covid-19, aperto da venerdì, accogliamo già 21 pazienti che rappresenta il plenum possibile. Poter contare sulla dotazione di dieci nuovi fonendoscopi è davvero importante e siamo grati ai consiglieri federali ed al Presidente per questa donazione”. La scherma è in prima linea anche in maniera diretta nell’ambito medico. Un nutrito gruppo dello staff medico federale, infatti, coordinato dal presidente della commissione medica Fie e Fis, Antonio Fiore, sta lavorando nella task force anti Coronavirus della ASL Roma3, occupandosi di tutti i pazienti Covid positivi domiciliari, cioè non ricoverati o usciti dai ricovero. I medici e i fisioterapisti che siamo abituati a vedere al fianco delle Nazionali azzurre, stanno lavorando senza sosta e con la massima dedizione. Oltre ad Antonio Fiore si tratta di Valeria D’Errico, Gianvito Rapisarda, Riccardo Capitani, Riccardo Lanzano, Antonella Calamusa, Stefania Della Porta, Chiara Lodoli, Pierluigi Martinelli, Giuseppe Di Matteo, Sara Primavera, Federica Balbi, Beatrice Taffelli, Tania Giordano, Emanuele Gregorace e Mario Pietropaolo.
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Ferrari (Salini Impregilo) “Mercati in altalena, lo stop non serve”
ROMA (ITALPRESS) – “L’intero settore produttivo ha bisogno di una prospettiva di continuita’, che in primo luogo vuol dire garantire la liquidita’ in tutte le forme disponibili e poter proteggere l’occupazione con le necessarie forme di previdenza associata”. Lo scrive sul Corriere Economia Massimo Ferrari, direttore generale di Salini Impregilo e consigliere di amministrazione di Tim, Cairo Communication ed Equita.
“Per rendere immediatamente disponibili liquidita’ e garanzie e’ indispensabile che si superino tutti gli ostacoli burocratici, con procedure snelle che potranno anche intervenire su tutele sino ad oggi presidiate da apposite autorita’ indipendenti che dovranno assumere un ruolo fattivo e collaborativo in tal senso”, aggiunge.
Sotto questo profilo “occorrera’ mobilitare le migliori competenze ed esperienze cosi’ come sta avvenendo nel settore sanitario per fronteggiare il contagio pandemico, sia a livello italiano che a livello europeo”.
Quindi per Ferrari “una obiezione allo shutdown dei mercati azionari risiede nella necessita’ di garantire continua liquidita’, per consentire agli investitori professionali e privati di monetizzare i propri investimenti, ovvero di adottare strategie di copertura”. Inoltre “di fronte a situazioni di cosi’ profonda incertezza e gravita’ lo svolgimento delle contrattazioni giornaliere su tutti i mercati e gli andamenti intra-giornalieri sono cosi’ erratici che in molti mercati gia’ intervengono sistemi automatici di sospensione delle contrattazioni”.
“Purtroppo le strutture di gestione dei mercati finanziari negli ultimi 10 anni sono cambiate radicalmente per effetto degli interventi post crisi del 2008, ma anche per una scelta di policy molto sostenuta dai grandi player di affidare la gestione delle Borse anche a soggetti privati, facendo leva sulla rivoluzione digitale e sulle efficienze di scala – conclude il dg di Salini Impregilo -. Oggi la governance del sistema delle Borse mondiali e’ molto polverizzata, occorrono dunque interventi dei governi a difesa del risparmio, delle societa’ quotate che possono rischiare anche improvvisi e destabilizzanti cambi di controllo e degli stessi mercati che rischiano altrimenti una crisi di credibilita’ profonda”.
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Tremonti “Serve un piano di difesa e ricostruzione nazionale”
ROMA (ITALPRESS) – “E’ da escludere in radice l’introduzione di una imposta patrimoniale che, per effetto del suo prelievo, dirottando verso lo Stato capitali attualmente depositati o investiti in banche e assicurazioni, le farebbe fallire, cosi’ creando un disastro ancora peggiore di quello che si vorrebbe evitare”. Lo scrive Giulio Tremonti in un articolo sul Corriere della Sera in cui affronta il tema del debito pubblico italiano.
Tremonti propone un piano strutturato: “In alternativa rispetto all’imposta patrimoniale, rispetto alla Troika, rispetto alle perdite in linea capitale che ovunque e comunque sarebbero generate da una crisi cosi’ determinata, si lancia un «piano di difesa e ricostruzione nazionale». Un piano che nel suo senso civile e politico non sarebbe poi troppo diverso da quello lanciato nel 1948 con grande successo, sottoscritto dal Guardasigilli Togliatti che lo accompagno’ con questa frase: «Il prestito dara’ lavoro agli operai. Gli operai ricostruiranno l’Italia»”.
Per l’ex ministro “la realta’ e’ oggi certo molto diversa da allora, ma lo spirito puo’ e deve essere lo stesso. Un piano basato sull’emissione di titoli pubblici a lunghissima scadenza, con rendimenti moderati, ma sicuri e fissi, garantito dal sottostante patrimonio della Repubblica (per cui si puo’ e si deve introdurre un regime speciale, anche urbanistico), titoli assistiti, come in un tempo che e’ stato felice, da questa formula: «esenti da ogni imposta presente e futura»”. “Se funziona, questo piano puo’ essere la base non solo per evitare il peggio, ma anche per andare verso il meglio, per entrare nell’epoca nuova, incerta, ma non necessariamente negativa che ci si apre – sottolinea Tremonti -. Perche’ questo sia serve uno Stato che fa seriamente lo Stato; serve un settore privato che funzioni una volta che gli e’ garantito il massimo possibile grado di liberta’: tutto e’ libero tranne cio’ che e’ vietato dalla legge penale e non come oggi dove tutto e’ vietato per principio salve alcune graziose concessioni”.
Il piano per Tremonti “e’ certo discutibile e perfezionabile, e’ solo un tentativo. E’ in ogni caso e comunque essenziale che tutti insieme e ora piu’ che mai si abbia una proiezione patriottica, comunitaria e sociale, il sentimento di essere parte di una stessa patria perche’, ancora una volta nella nostra storia e’ arrivato il momento dell’«unum necessarium»”.
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Coronavirus, Gentiloni “La Germania comprenda la situazione nuova”
ROMA (ITALPRESS) – “Bisogna ancora scommettere sul fatto che alla fine, soprattutto da parte della Germania, si arrivi a una comprensione della situazione nuova. Mi aspettavo questa divisione, era la stessa divisione che avevo visto tra i ministri dell’Economia nell’Eurogruppo, e’ una divisione antica che conosciamo a memoria”. Lo ha detto il commissario europeo per gli Affari Economici, Paolo Gentiloni, a Circo Massimo su Radio Capital, in merito all’emergenza coronavirus.
“Il Mes non e’ la Spectre, e’ uno strumento condiviso, la discussione che c’e’ oggi e’ che si puo’ usare senza condizionalita’? Si parla di condizionalita’ ridotte fino al 2% del Pil – ha spiegato Gentiloni -. Alcuni paesi, tra cui l’Italia, considerano che non valga la pena, altri dicono che senza condizionalita’ non si puo’ attingere al Mes. Questa discussione andra’ avanti, sinceramente non sono molto ottimista sull’esito”.
Per l’ex premier “rischia di tramontare il progetto europeo, non solo della grande Europa federale. E’ chiaro che se la divergenza economica tra i paesi europei invece di ridursi di fronte a una crisi come questa diventa un fattore di aumento delle differenze tra i diversi paesi europei, diventa difficile tenere insieme il progetto europeo, ma sono fiducioso che una via di condivisione si possa trovare”.
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Coronavirus, Zenga “Tagli? Col Cagliari ho gia’ clausola di buon senso”
Il tecnico dei sardi: “Giulini ed io ci avevamo pensato prima”
ROMA (ITALPRESS) – “I tagli degli stipendi? Quando ho firmato il contratto con il Cagliari lo scorso 3 marzo, abbiamo messo una clausola di buon senso che riguardava proprio questo periodo. Le persone intelligenti vagliano e pensano, ed il presidente Giulini ed io lo abbiamo fatto. Mi sembrava corretto pensarci prima e a me piace pensare alle soluzioni, non al problema stesso”. Lo ha rivelato Walter Zenga, neo allenatore del Cagliari, ai microfoni di ‘Radio Anch’io Sport’ su RadioUno, parlando del momento legato all’emergenza per la pandemia di Covid-19 che sta portando societa’ e calciatori a concordare una riduzione dei salari. “Mi auguro che si riparta, perche’ significherebbe che il virus e’ stato sconfitto e si darebbe gioia alle persone, ammesso che la gente torni negli stadi – sottolinea l’ex portiere dell’Inter e della Nazionale, 59 anni – Ma la preparazione sara’ differente perche’ i calciatori arriverebbero da due mesi chiusi in casa senza un allenamento specifico. E si dovra’ considerare che non potranno esserci delle amichevoli, se non in determinate condizioni, e che si giocheranno 12-13 partite in uno spazio molto ristretto. Io non ho mai pensato di poter tornare a giocare il 3 maggio, mi sembra una data ristretta: ma se la Fifa ha dato alle federazioni la possibilita’ di discutere di un ritorno oltre il 30 giugno, se tutte le cose tornano a posto e giochiamo d’estate in uno spazio breve, ma chi se ne frega delle vacanze”
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TAGLIO DEGLI STIPENDI ALLA JUVE, E GLI ALTRI ?
I giocatori della Juve hanno accettato la decurtazione degli stipendi da marzo a giugno, su proposta di Chiellini. Ronaldo avrebbe rinunciato a dieci milioni per il periodo non retribuito. La Juve risparmiera’ 90 milioni di euro. Quanti altri giocatori degli altri club si faranno tagliare gli stipendi ? Questa e’ la notizia, nel momento in cui c’e’ chi da’ l’assalto ai supermercati perche’ non ha soldi per pagare e il governo ha deciso di aiutare chi non riesce a farcela. Dato che e’ in pericolo la nostra vita -quella di tutti, intendiamo-, il calcio sembra ben poca cosa, ma gesti come quelli dei bianconeri sono significativi. In attesa di sapere se ne uscira’ vivo, ognuno di noi cerca di tutelare il proprio futuro. Il mondo del pallone, che ha basi dalla discutibile solidita’, sta attraversando momenti di grande incertezza e qualcuno preconizza una futuro gramo, sempre che ci sia un futuro. L’unita’ di intenti non e’ stata mai la caratteristica del calcio, diviso fra coloro che “comandano” e quelli che vanno a rimorchio e tentano di sopravvivere: e’ un mondo di cartapesta frequentato da persone per bene, ma anche da qualche avventuriero. Tutti ci stiamo rendendo conto che il Coronavirus potrebbe segnare una svolta. Il sottile confine fra quelli che hanno contribuito alla stabilita’ e alla credibilita’ del calcio e coloro che hanno cercato solo di approfittarne, si sta per sbriciolare. In questo variegato ambiente, in passato c’era chi scappava con l’incasso delle partite, chi falliva e andava in esotiche isole dei Caraibi, chi lucrava sulle plusvalenze come suo scopo principale di vita. Una popolosa fauna si era annidata fra le pieghe del calcio guadagnando con la mediazione, i consigli, le ruffianerie. Gli osservatori neutrali di questo Barnum non si possono meravigliare di quanto sta succedendo adesso. Ci sono diversi fronti: i dirigenti, i giocatori, l’indotto e i clienti-tifosi. I dirigenti hanno cercato finora di salvare la stagione, sperando di chiuderla con un risultato, auspicando improbabili aiuti del governo, impegnato a cercare posti letto, medici e infermieri. Chi paghera’ allora i debiti del capriccioso mondo pallonaro ? Del resto, negli oltre sessanta anni di frequentazioni del calcio abbiamo visto fallire (o quasi) un solo presidente, il conte Marini Dettina della Roma, che nel 1964 acquisto’ Angelo Benedicto Sormani per mezzo miliardo (cifra enorme per quei tempi) e resto’ in bolletta. Narrano che per pagare la trasferta di Vicenza, venne fatto ricorso a una colletta: il capitano Losi ando’ il 31 dicembre al Teatro Sistina di Roma con un secchiello e alcune bottiglie di champagne per festeggiare il capodanno e gli spettatori tirarono fuori gli spiccioli (ottocentomila lire) per il viaggio, peraltro andato male perche’ la Roma venne sconfitta. Non crediamo che nessuno degli attuali presidenti fara’ la fine di quell’intemerato e azzardoso conte che si rovino’ per i colori giallorossi. Oggi il panorama calcistico e’ popolato da patron cinesi, americani e da personaggi che hanno saputo tutelarsi, prima d’investire. Ma le entrate dipendono dai diritti televisivi, degli sponsor ecc. che non se la passano bene in questo momento. Pagheranno, resteranno, scapperanno ? Che faranno, dopo questa imprevista tempesta ? Il mondo dei giocatori e’ divisa fra italiani (pochi, una terzo del totale) e stranieri. Le societa’ vogliono decurtare i loro proventi e qualcuno e’ pronto ad andarsene. Andare dove ? Tutto il mondo e’ stato contagiato dal coronavirus e non crediamo che altrove troveranno gli ingaggi migliori. Quale sara’ infatti il panorama calcistico, dopo questa tempesta ? E, come si dice, con la dilatazione del mercato che la FIFA proporra’ ? La stessa “mecca” inglese si risvegliera’ un po’ acciaccata, sempre che sceicchi, magnati russi e personaggi del mondo della finanza non fuggano a gambe levate. Quanto all’indotto (media, sponsor, ecc.), le sue sorti dipenderanno dalla sopravvivenza e dall’opulenza del calcio. Da noi, l’arrivo dei Ronaldo, Lukaku, Ibrahimovic ecc. aveva risollevato le sorti del calcio che aveva riconquistato una visibilita’ internazionale. Ma ora che la situazione e’ cambiata, dopo l’esempio della Juve, questa brava gente accettera’ di restare a ingaggi ridotti ? Lega e sindacato calciatori si parleranno a breve per stabilire cosa fare. Le tv sono in attesa della ripresa per stabilire cosa fare: non pagheranno a vuoto, per non trasmettere nulla. I titoloni sul niente di questi giorni sono la testimonianza dello squagliamento di un mondo che potrebbe creare tanti “buchi” economici e molti disoccupati. C’e’ poi il mondo dei tifosi, quelli veri, quelli falsi e i facinorosi. Abbiamo letto in questi anni di organizzazioni malavitose che si sono insinuate nelle curve: il depauperamento di questo mondo le danneggera’. I facinorosi non avranno piu’ materia del contendere come in passato. I tifosi veri saranno i piu’ danneggiati, perche’ -per un periodo che speriamo non lungo- vedranno svanire i loro sogni e le loro speranze. Un esempio: anche se la Juventus e’ andata in testa prima dello stop, la Lazio e’ stata la squadra che ha detto le cose piu’ interessanti ed era in corsa per lo scudetto. Non crediamo che questa interruzione le giovera’. Torneranno i momenti di gloria vissuti nel primo scorcio del campionato, come quelli dell’Atalanta che si e’ ritrovata al centro del dramma di Bergamo ? Noi stessi dobbiamo scrivere di queste tristezze dal luogo del nostro isolamento. Quanto erano belli quei giorni popolati di partite che ci facevano sbuffare per il loro incalzante ritmo. Allora ci lamentavamo per il troppo calcio, ora ne sentiamo la mancanza. Purtroppo.








