In questa edizione:
– Coronavirus, BCE “Faremo tutto il necessario”
– Coronavirus, rischiamo il crollo dei consumi
– 60,5% pensioni ha importo inferiore a 750 euro
– Coronavirus, da Enel polizza per i dipendenti
In questa edizione:
– Coronavirus, BCE “Faremo tutto il necessario”
– Coronavirus, rischiamo il crollo dei consumi
– 60,5% pensioni ha importo inferiore a 750 euro
– Coronavirus, da Enel polizza per i dipendenti
ROMA (ITALPRESS) – Effetto coronavirus anche sul clima di fiducia dei consumatori e delle imprese. Secondo quanto rileva l’Istat, a marzo 2020 si stima una forte diminuzione sia per il primo indice (da 110,9 a 101) che per il secondo (da 97,8 a 81,7).
Tutte le componenti del clima di fiducia dei consumatori sono in flessione, ma l’intensita’ del calo e’ marcata soprattutto per il clima economico e futuro mentre il clima personale e quello corrente registrano diminuzioni piu’ contenute. Piu’ in dettaglio, il clima economico passa da 121,9 a 96,2, il clima personale cala da 107,8 a 102,4, il clima corrente flette da 110,6 a 104,8 e il clima futuro decresce da 112,0 a 94,8.
Con riferimento alle imprese, le stime degli indici evidenziano un calo molto ampio della fiducia soprattutto nei servizi (l’indice passa da 97,6 a 79,6), nel commercio al dettaglio (da 106,9 a 97,4) e nella manifattura (da 98,8 a 89,5). Nel settore delle costruzioni, l’indice di fiducia registra una flessione decisamente piu’ contenuta passando da 142,3 a 139.
Per quanto attiene alle componenti dell’indice di fiducia, nell’industria manifatturiera peggiorano i giudizi sugli ordini e le scorte di prodotti finiti sono giudicate in lieve accumulo; le attese di produzione subiscono un drastico ridimensionamento. Per le costruzioni, l’evoluzione negativa dell’indice e’ determinata dal peggioramento dei giudizi sugli ordini e, soprattutto, dalla diminuzione delle attese sull’occupazione presso l’impresa.
Nei servizi di mercato, la brusca diminuzione dell’indice e’ determinata dalle aspettative sugli ordini che sono in forte diminuzione. Per quanto riguarda il commercio al dettaglio, i giudizi sulle vendite sono in lieve aumento, le scorte sono giudicate in decumulo e le attese sulle vendite registrano una forte caduta. A livello di circuito distributivo, i giudizi sulle vendite sono in miglioramento sia nella grande distribuzione sia in quella tradizionale; la flessione delle attese sulle vendite e’ piu’ contenuta nella distribuzione tradizionale.
(ITALPRESS).
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Via libera dal Parlamento Europeo, riunito in sessione plenaria a Bruxelles e con i gruppi collegati in videoconferenza, a tre proposte urgenti per affrontare l’emergenza coronavirus.
La prima e’ un’iniziativa d’investimento per canalizzare al piu’ presto 37 miliardi di euro dai fondi UE per i cittadini, le regioni e i Paesi piu’ colpiti dalla pandemia del coronavirus. I fondi saranno diretti ai sistemi sanitari, alle PMI, ai mercati del lavoro e alle altre parti vulnerabili delle economie degli Stati membri UE. La proposta e’ stata adottata con 683 voti favorevoli, 1 voto contrario e 4 astensioni.
La seconda prevede l’estensione del Fondo di solidarieta’ dell’UE per le emergenze sanitarie pubbliche. Le misure renderanno disponibili fino a 800 milioni di euro per i Paesi europei nel 2020. Le operazioni ammissibili al Fondo saranno estese, per includere il sostegno in una grave emergenza sanitaria pubblica, e sostenere l’assistenza medica, oltre a misure per prevenire, monitorare o controllare la diffusione di malattie. La proposta e’ stata adottata con 671 voti favorevoli, 3 contrari e 14 astensioni.
La terza misura e’ la sospensione temporanea delle norme UE sulle bande orarie (slot) negli aeroporti. Cio’ permettera’ alle compagnie aeree di non effettuare voli a vuoto durante la pandemia. Con la sospensione temporanea, le compagnie non saranno obbligate a utilizzare gli slot di decollo e atterraggio previsti, cosi’ da poterli mantenere nella prossima stagione. La regola “use it or lose it” sara’ quindi abolita per l’intera stagione estiva, dal 29 marzo al 24 ottobre 2020. La proposta e’ stata adottata con 686 voti favorevoli, 0 contrari e 2 astensioni.
Il Consiglio dei Ministri dell’Unione Europeo dovra’ ora approvare formalmente la posizione del Parlamento. Le misure adottate entreranno in vigore nei prossimi giorni, una volta pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell’Ue.
(ITALPRESS).
REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – La Guardia di Finanza di Reggio Calabria nell’ambito di un controllo in un centro di analisi biochimiche ha sottoposto a sequestro cautelare 900 kit per la diagnosi del virus Covid-19, sprovvisti di validazione delle Autorita’ sanitarie Nazionali e mancanti di certificazione CE. I kit erano stati posti in vendita anche su un sito web dedicato.
Alcuni clienti avevano gia’ effettuato il bonifico per l’acquisto on line.
(ITALPRESS).
I governi dell’Unione Europea si sono dati due settimane di tempo per presentare nuove proposte per un’azione fiscale coordinata per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Lo prevede il documento finale del vertice Ue.
La discussione si e’ arenata dopo che Giuseppe Conte e Pedro Sanchez hanno respinto le proposte contenute nella bozza preparata dal presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. Italia e Spagna ritengono insufficiente l’approccio Ue per il ricorso a nuovi strumenti finanziari, tra cui i coronabond che Germania e Paesi nordici hanno bocciato. Se ne riparlera’ tra due settimane.
C’e’ stato un dibattito molto vivace ed alla fine sono passate molte delle posizioni italiane, condivise nella lettera dei nove leader al presidente del Consiglio Ue, Charles Michel. E’ quanto sottolineano fonti di palazzo Chigi al termine del Consiglio europeo tenutosi in videoconferenza.
Il compromesso finale avrebbe fatto sparire la parola Mes dalle conclusioni finali. E il Consiglio europeo ha dato mandato all’Eurogruppo di elaborare proposte entro due settimane tenendo conto della natura eccezionale dello shock.
(ITALPRESS).
Il Consiglio regionale si riunirà il 31 marzo in audio-videoconferenza, secondo le modalità già attivate per le sedute dell’Ufficio di presidenza e per la conferenza di programmazione dei lavori. Ad annunciare la decisione, presa all’unanimità dall’Ufficio di presidenza, è lo stesso presidente del Consiglio, Eugenio Giani. “I 41 consiglieri saranno collegati in rete, con la possibilità di presentare emendamenti o atti e di procedere alle votazioni. Lo abbiamo deciso per poter svolgere il Consiglio date le condizioni di indifferibilità e urgenza”, dovute all’emergenza sanitaria ed economica da Covid-19.
“E’ la prima volta in cinquant’anni dalla sua costituzione – aggiunge Giani – che la massima assemblea rappresentativa non si tiene con la presenza fisica dei consiglieri dai territori, ma con la possibilità di intervento e voto a distanza”. Il presidente sottoliena “l’impegno condiviso con tutte le forze politiche per discutere, confrontarsi e tracciare linee per le prospettive future nella seduta del 31” e auspica che, pur nelle diverse argomentazioni dei gruppi politici, si possa arrivare a “un ordine del giorno di indirizzo votato all’unanimità”, confermando unitarietà e compattezza nel comunicare l’interesse della Toscana.
“Fisicamente – anticipa Giani – ci sarò solo io in aula, e con me i componenti dell’Ufficio di presidenza che riterranno di esserci”. Tutti gli altri saranno collegati, secondo una modalità che “con i tempi dovuti, provvederemo a rendere più strutturata”. Insomma, conclude Giani, la seduta in modalità telematica potrebbe rendersi utile anche per “deliberazioni da assumere con urgenza senza che i consiglieri si debbano spostare dai territori” e assicurando “maggiore velocità e contenimento ambientale”.
Le modalità di svolgimento e l’ordine del giorno della seduta telematica del Consiglio saranno come sempre discusse nella conferenza di programmazione dei lavori che si terrà domani, venerdì 27 marzo, alle 12. Di ogni seduta consiliare é garantita la registrazione audio-video e la diretta streaming con collegamento sul sito istituzionale del Consiglio regionale.
(ITALPRESS).
BOLOGNA (ITALPRESS) – Il Consiglio di Amministrazione del Gruppo Hera, presieduto da Tomaso Tommasi di Vignano, ha approvato all’unanimita’ i risultati economici consolidati al 31 dicembre 2019 e la Relazione sulla politica di remunerazione e sui compensi corrisposti, insieme al bilancio di sostenibilita’.
Il fatturato 2019 del Gruppo Hera sale a 7.443,6 milioni di euro, in crescita di 817,2 milioni (+12,3% rispetto ai 6.626,4 del 2018). Il MOL del Gruppo sale a quota 1.085,1 milioni di euro (+5,2%), in aumento di 54 milioni rispetto ai 1.031,1 milioni del 2018. Sale anche il risultato operativo netto a 542,5 milioni di euro, in crescita di 32,4 milioni (+6,4% rispetto ai 510,1 del 2018). L’utile prima delle imposte passa dai 418,5 milioni di euro del 2018 ai 442,5 milioni (+5,7%), in aumento di 24 milioni di euro, con una gestione finanziaria in crescita di 8,3 milioni. L’utile netto di Gruppo sale a 402 milioni di euro (+35,5%), con una crescita di 105,4 milioni rispetto ai 296,6 milioni dello scorso esercizio. Senza considerare gli effetti straordinari dell’operazione con Ascopiave, l’utile netto sarebbe pari a 317,1, in aumento del 6,9%. Al lordo dei contributi in conto capitale, nel 2019 gli investimenti complessivi sono stati pari a 533,8 milioni di euro, in crescita del 15,4% rispetto ai 462,6 milioni dell’anno precedente.
Il Cda ha deciso di proporre all’Assemblea dei Soci del prossimo 29 aprile un dividendo di 10 centesimi per azione, in linea con quanto gia’ annunciato nel Piano industriale.
Per il presidente esecutivo Tomaso Tommasi di Vignano “i risultati evidenziano la bonta’ della formula multiutility di Hera che, in un anno reso difficile anche a causa del significativo impatto negativo proveniente dal segmento dei clienti in salvaguardia, ha saputo mettere in campo un ampio insieme di progetti di sviluppo che hanno garantito, trimestre dopo trimestre, crescite sempre positive in tutte le attivita’, superando le aspettative e, al contempo – aggiunge -, di confermare un track record di 17 anni di crescita ininterrotta migliorando ulteriormente la solidita’ patrimoniale in un anno nel quale l’impegno sul fronte degli investimenti e’ stato senza precedenti. Nel 2019, inoltre, sono stati raggiunti in anticipo due fondamentali target strategici del piano industriale al 2022: con la chiusura dell’operazione con Ascopiave, il Gruppo Hera ha superato l’obiettivo dei 3 milioni di clienti energy e, con l’ampliamento impiantistico nei trattamenti dei rifiuti, ha potuto cogliere appieno i positivi trend di mercato gia’ a partire dal 2019”.
“La crescita realizzata con questi risultati si caratterizza anche per la creazione di valore, come e’ desumibile dal mantenimento degli indici di redditivita’ del capitale a livelli ben superiori rispetto al suo costo medio. Un valore che continua a progredire verso la direzione di una sempre maggiore condivisione e nel rispetto di 11 su 17 fondamentali ‘Goal’ individuati dall’ONU – sottolinea l’amministratore delegato Stefano Venier -. Il profilo di rischio del Gruppo, oggi piu’ importante che mai, continua a essere molto conservativo e ha permesso al Gruppo di continuare la sua espansione con un’operazione, come quella di Ascopiave, che ci ha proiettato ai primi posti nel mercato della vendita di energia in Italia, dietro solo ai due gruppi energetici ex-incumbent. Solide basi, quindi, su cui poter contare per affrontare anche un momento difficile come quello attuale determinato dal COVID-19 e che ci ha visti attivare tempestivamente tutte le misure necessarie per garantire sia la continuita’ delle attivita’ sia la tutela della salute dei lavoratori e di tutti i nostri stakeholder, nonche’ l’assistenza proattiva alla nostra clientela, famiglie e imprese”.
(ITALPRESS).
ROMA (ITALPRESS) – Il premier Giuseppe Conte da’ 10 giorni all’Europa “per battere un colpo e trovare una soluzione adeguata alla grave emergenza che tutti i Paesi stanno vivendo”.
Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi, mentre e’ in corso il Consiglio Europeo in videoconferenza. Conte ha ringraziato per il lavoro fatto, ma non accetta il draft preparato nonostante gli sherpa italiani avessero ottenuto quasi tutto, compresa l’eliminazione di qualsiasi riferimento al Mes. Il premier, secondo quanto si apprende, ha chiarito che nessuno pensa a una mutualizzazione del debito pubblico. Ciascun Paese risponde per il proprio debito pubblico e continuera’ a risponderne. L’Italia ha le carte in regola con l finanza pubblica: “il 2019 – ha spiegato Conte – l’abbiamo chiuso con un rapporto deficit/Pil di 1,6 anziche’ 2,2 come programmato. Qui si tratta di reagire con strumenti finanziari innovativi e realmente adeguati a reagire a una guerra che dobbiamo combattere insieme per vincerla quanto piu’ rapidamente possibile”. Secondo il presidente del Consiglio “una risposta forte e adeguata la dobbiamo ai nostri cittadini e in definitiva alla stessa Europa. Che diremo ai nostri cittadini se l’Europa non si dimostra capace di una reazione unitaria, forte e coesa di fronte a uno shock imprevedibile e simmetrico di questa portata epocale? Se qualcuno dovesse pensare a meccanismi di protezione personalizzati elaborati in passato allora voglio dirlo chiaro: non disturbatevi, ve lo potete tenere, perche’ l’Italia non ne ha bisogno”. Sempre fonti di Palazzo Chigi sottolineano che “importanti aperture” sono arrivate dal presidente francese Emmanuel Macron, oltre che dai governi di Portogallo, Grecia e Irlanda.
(ITALPRESS).