ROMA (ITALPRESS) – “Stiamo vivendo un momento molto complesso che cambiera’ per sempre le nostre vite. Oggi la nostra priorita’ e’ garantire la salute e la sicurezza dei nostri dipendenti, dei nostri partner, di tutta la comunita’ in cui realizziamo le nostre opere. Ma siamo anche consapevoli che questa crisi ci affida una doppia responsabilita’, che affrontiamo con spirito di servizio: da un lato proteggere, tutelare e garantire la salute dei nostri lavoratori, adottando tutte le misure piu’ stringenti per assicurare l’incolumita’ fisica delle persone; dall’altro fare in modo che i progetti strategici non si fermino. Dal nuovo ponte di Genova agli altri cantieri nel mondo, Salini Impregilo si impegna a rispettare questo patto: realizzare le grandi opere necessarie per le comunita’ e allo stesso tempo proteggere i propri lavoratori”. Cosi’ Pietro Salini, Ad di Salini Impregilo, in merito all’emergenza coronavirus. “Stiamo cercando di proseguire le attivita’ nei cantieri che abbiano le condizioni per poterlo fare, per garantire la continuita’ in opere strategiche per la comunita’ e per i nostri clienti, applicando nel modo piu’ rigido possibile la normativa in continua evoluzione richiesta dagli stati in cui operiamo”, aggiunge. “Contemporaneamente alla forte diffusione del virus in Italia, il Gruppo ha immediatamente adottato misure di contrasto alla diffusione del virus e di protezione della salute dei dipendenti, sia per il personale di staff che per quello che opera nei cantieri. Abbiamo attivato un processo senza precedenti, con una task force di oltre 120 persone che ogni giorno definiscono e adattano i processi alle mutevoli condizioni, e monitorano l’applicazione delle misure di prevenzione e di contenimento di eventuali criticita’, in oltre 100 cantieri in 5 continenti. Siamo parte dell’immane sforzo di interi sistemi paese, attore di un settore strategico che sara’ centrale per la ripresa cui guardiamo tutti con speranza, al fianco di clienti, autorita’ e territorio”, conclude Salini.
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Coronavirus, Salini “Garantire sicurezza e realizzare opere necessarie”
Coronavirus, in Italia 62.013 positivi, 8.165 morti e 10.361 guariti
ROMA (ITALPRESS) – Complessivamente 80.539 persone in Italia sono risultate positive al coronavirus finora. Attualmente sono 62.013 le persone positive, con un incremento di 4.492 rispetto a ieri.
Lo ha reso noto la Protezione Civile.
Sono 10.361 le persone guarite, con un aumento di 999 unita’ rispetto a ieri. I deceduti sono 8.165, 662 in piu’ rispetto al dato complessivo alla data di ieri, ma questo numero potra’ essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanita’ avra’ stabilito la causa effettiva del decesso.
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Nuova fiammata dei contagi dopo quattro giorni di calo
Complessivamente 80.539 persone in Italia sono risultate positive al coronavirus finora. Attualmente sono invece 62.013 le persone positive, con un incremento di 4492 casi rispetto a ieri. Lo ha reso noto la Protezione Civile.
Sono 10.361 le persone guarite, con un aumento di 999 unità rispetto a ieri. I deceduti sono 8165, 662 in più, ma questo numero potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.
I dati segnano una fiammata dei contagi dopo quattro giorni di calo. In lieve flessione rispetto a ieri la crescita dei decessi.
Una forte crescita dei positivi si registra in Lombardia.
“Quelli di oggi purtroppo sono dati che segnano una crescita, anche significativa”, ha detto, l’assessore al Welfare, Giulio Gallera, che ha poi spiegato come i casi positivi in Lombardia siano saliti a quota 34.889, 2.443 più di ieri, quando erano 1.643; i ricoveri in ospedale sono 10.681, 655 piu’ di ieri, a cui si aggiungono i pazienti in terapia intensiva, che sono arrivati a 1.263, 27 piu’ di ieri. I decessi sono arrivati a quota 4.861, 387 più di ieri.
“Cresce anche in modo altrettanto significativa il numero dei guariti, siamo a 7.839, con una crescita di 1.501. Ieri la crescita era di 890”, ha concluso Gallera.
Nel secondo trimestre in calo bollette luce e gas
MILANO (ITALPRESS) – Nel secondo trimestre 2020 bollette dell’energia elettrica e del gas in forte ribasso. Le perduranti basse quotazioni delle materie prime nei mercati all’ingrosso, legate a una decisa riduzione dei consumi anche a causa dell’emergenza Covid-19, e una sostanziale stabilita’ nel fabbisogno degli oneri generali portano infatti a una riduzione del -18,3% per l’elettricita’ e del -13,5% per il gas per la famiglia tipo1 in tutela. Per quanto riguarda una misurazione degli effetti sulle famiglie (al lordo tasse), per l’elettricita’ la spesa per la famiglia-tipo nell’anno scorrevole (compreso tra il 1° luglio 2019 e il 30 giugno 2020) sara’ di circa 521 euro, con una variazione del -7,9% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1° luglio 2018 – 30 giugno 2019), corrispondente a un risparmio di circa 45 euro/anno. Nello stesso periodo, la spesa della famiglia tipo per la bolletta gas sara’ di circa 1.019 euro, con una variazione del -12% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente, corrispondente ad un risparmio di circa 139 euro/anno. Rispetto all’anno scorrevole, quindi, il risparmio complessivo per la famiglia tipo per elettricita’ e gas e’ di circa 184 euro/anno.
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Malago’ “Tokyo2020? Magari maggio-giugno 2021 per salvare altri eventi”
ROMA (ITALPRESS) – “Quale data per i Giochi nel 2021? Se si riuscisse ad anticipare di uno o due mesi rispetto alla data di quest’anno, non si dovrebbero toccare i calendari di eventi gia’ pianificati: penso all’atletica e al nuoto, ma anche a tante altre manifestazioni gia’ in agenda”. Archiviata la decisione del Cio di rinviare Tokyo2020 al prossimo anno per l’emergenza Covid-19, il presidente del Coni e membro Cio Giovanni Malago’ guarda avanti. Il Cio ha gia’ cominciato le consultazioni per fissare una nuova data e ogni ipotesi e’ aperta. “Avremo varie call nei prossimi giorni – ha spiegato Malago’ in videoconferenza al termine della Giunta nazionale del Coni – Tutto passa anche dal via libera che dovra’ dare l’Organizzazione mondiale della sanita’”. Nella riunione della Giunta, alla quale ha partecipato anche il ministro per lo sport Vincenzo Spadafora, si e’ parlato delle conseguenze dell’emergenza sanitaria sullo sport italiano. “Il ministro ha raccomandato piena condivisione e piena complicita’, sotto ogni punto di vista, tra Coni, federazioni, Sport e Salute e Comitato Paralimpico – ha spiegato Malago’ – Oggi piu’ che mai non ci si puo’ permettere di spendere energie e risorse in progetti contrastanti”. Sul tavolo, visto il rinvio dei Giochi, c’e’ anche la questione del rinnovo delle cariche sportive, previsto al termine del quadriennio olimpico: “Cosa accadra’ lo dovra’ decidere il mondo dello sport dopo aver consultato il Governo”, ha precisato il presidente del Coni.
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Gandini “Vorremmo chiudere la stagione di basket entro 30 giugno”
ROMA (ITALPRESS) – “La situazione ci impone di lavorare sull’emergenza e stiamo ragionando perche’ un giorno si possa riprendere a giocare in questa stagione”. Lo ha dichiarato Umberto Gandini, neo presidente della Lega Basket, nel corso di un incontro con i giornalisti in video-conferenza, vista l’emergenza da Covid-19 che ha fermato anche il campionato. “Non c’e’ alcuna volonta’ da parte nostra di anticipare le decisioni di chi ci sta guidando – spiega l’ex dirigente di Milan e Roma – Con Petrucci abbiamo fermato il campionato mentre si stavano allargando le zone rosse, e questo ci ha permesso di anticipare e seguire le decisioni delle nostre autorita’ governative”. Difficile pensare, ad oggi, un ritorno sui parquet, anche se un limite temporale per mandare in archivio l’annata, per Gandini, esiste: “La priorita’ e’ mettere in sicurezza il movimento, innanzitutto dal punto di vista sanitario, dando delle linee guida, e cominciare a pensare, anche se il tempo passa, quando ci saranno le condizioni. E sappiamo che alcune di queste difficilmente potranno verificarsi da qui al 30 giugno, data ultima in cui vorremmo concludere la stagione anche per rilanciare alla grande la prossima, e quindi dovremmo anche ragionare su una ripresa parziale e condizionata nel post coronavirus”. L’ipotesi delle ‘porte chiuse’ non esalta: “Lavoriamo in un sistema che, a differenza del calcio, ha maggiori ricavi dal botteghino, quindi le porte chiuse hanno un risvolto economico-finanziario e ambientale. Di certo, assicura Gandini, una decisione verra’ presa prima del 16 maggio, anche se non si puo’ scommettere che la gente, una volta terminata l’emergenza, torni ad affollare i palazzetti.
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Azzolina “Si tornera’ a scuola se e quando ci saranno le condizioni”
ROMA (ITALPRESS) – “Voglio ribadire, con chiarezza, un aspetto fondamentale. Si tornera’ a scuola se e quando, sulla base di quanto stabilito dalle autorita’ sanitarie, le condizioni lo consentiranno”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, nel corso di un’informativa urgente in Senato per l’emergenza Coronavirus.
“Tuttavia, il servizio di istruzione e’ un servizio pubblico essenziale costituzionalmente garantito. Per questo – ha aggiunto – abbiamo subito sollecitato l’attivazione di forme di didattica a distanza. Con l’obiettivo di garantire il diritto allo studio, ma anche e soprattutto la vicinanza ai nostri studenti e alle loro famiglie. E’ una scelta a mio avviso obbligata. Non abbiamo alternative se vogliamo stare accanto ai nostri allievi. Oltre tre quarti della popolazione studentesca mondiale e’ interessata da questa crisi. Un numero spaventoso: 1, 5 miliardi di studenti nel mondo in questo momento non sta andando a scuola. Si tratta – ha proseguito Azzolina – di una sfida senza precedenti, che dobbiamo raccogliere. Molti Paesi europei, e’ inutile nascondercelo, sono piu’ attrezzati di noi riguardo alle infrastrutture tecnologiche, eppure in questi giorni sono stata piu’ volte chiamata in causa dai miei omologhi per avere informazioni su come l’Italia stia operando”. Il ministro ha comunque chiarito che l’anno scolastico sara’ valido.
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