ROMA (ITALPRESS) – Le industrie farmaceutiche italiane di Farmindustria sono da sempre a fianco delle istituzioni e, in questo particolare momento di emergenza, “sono vicine e grate a tutto il personale medico e agli operatori sanitari che lottano per i pazienti contro la pandemia Covid-19”. Per questo, oltre alle iniziative che singolarmente stanno svolgendo, le aziende italiane hanno deciso di aderire alla raccolta fondi “Insieme senza Paura”, promossa dalla Federazione medici di medicina generale Fimmg con Cittadinanzattiva per reperire e distribuire dispositivi di protezione individuale per tutti i medici di base: doneranno oltre tre milioni di euro in risorse finanziarie e beni strumentali. Vogliono testimoniare la vicinanza ai medici di base, che sono liberi professionisti convenzionati con il Ssn e sono la prima linea necessaria a contenere e selezionare i processi di spedalizzazione. Le industrie farmaceutiche a capitale italiano FAB13 aderenti a Farmindustria sono Abiogen Pharma, Alfasigma, Angelini, Chiesi, Dompe’, I.B.N Savio, Italfarmaco, Kedrion, Neopharmed Gentili, Menarini, Molteni, Recordati, SPA, Zambon.
Queste aziende hanno scelto di mantenere la propria sede in Italia pur se internazionalizzate, investono in Italia e occupano in ricerca e produzione 42 mila addetti, e ringraziano i dipendenti “che con enormi sacrifici stanno continuando a produrre i farmaci e i presidi per assicurare i fabbisogni sanitari della popolazione”.
“Ringraziamo sentitamente le Industrie Farmaceutiche a capitale italiano FAB13 che hanno raccolto l’appello di FIMMG e Cittadinanzattiva per il sostegno alla campagna ‘Insieme senza Paura’ volta a reperire e distribuire dispositivi di protezione individuale per tutti i medici di base. In tal senso, bisogna sostenere chi e’ in prima fila per combattere l’emergenza Covid-19”, commenta Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva.
“Il fatto che ci sia stata questa disponibilita’ da parte delle aziende e’ un segnale molto bello di solidarieta’ e di quanto sia importante unire le proprie energie tra imprese, cittadini e professionisti per affrontare questa emergenza”, aggiunge.
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Coronavirus, le industrie del farmaco a sostegno dei medici di famiglia
Coronavirus, cresce la fiducia nel Premier e nei governatori del Nord
ROMA (ITALPRESS) – Negli ultimi dieci giorni, in piena emergenza coronavirus, il livello di fiducia nel premier Giuseppe Conte e’ aumentato di quasi 5 punti percentuali, raggiungendo il consenso di quasi la meta’ dei cittadini. E’ quanto emerge da un sondaggio di Euromedia Research.
A livello locale, l’operato dei Governatori di Regione e’ apprezzato soprattutto nel nord del nostro Paese, quindi nelle zone maggiormente colpite dall’emergenza coronavirus, con punte del 70% nel Nord Est.
Visto il momento particolarmente delicato, oltre il 70% degli
intervistati e’ favorevole a una moratoria che sospenda il
pagamento delle tasse per tutto il 2020. Opinione trasversalmente condivisa, da nord a sud del Paese, con picchi al Centro e nelle Isole, che coincidono con le zone in cui si registra una minor fiducia nei Governatori di Regione.
LA FIDUCIA DI PREMIER E GOVERNO
Giuseppe Conte 48,1% (26 marzo) 43,4% (13 marzo) +4,7%
Governo
Conte Bis 37,1% (26 marzo) 35,6% (13 marzo) +1,5%
LA FIDUCIA NEI GOVERNATORI DI REGIONE
– Per aree geografiche –
Nord Ovest 54,0%
Nord Est 70,1%
Centro 24,3%
Sud 50,2%
Isole 25,6%
Dati Euromedia Research – Realizzato il 25/03/2020 con metodologia mista CATI/CAWI su un campione di 800 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne.
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Coronavirus, Bosch sviluppa test rapido automatizzato
Bosch ha messo a punto un nuovo test rapido completamente automatizzato per Covid-19, che può aiutare le strutture mediche come studi medici, ospedali, laboratori e centri sanitari a effettuare diagnosi rapide. Il test rapido può rilevare un’infezione da coronavirus Sars-CoV-2 in pazienti in meno di due ore e mezza, misurata dal momento in cui il campione viene prelevato, al momento in cui arriva il risultato. Un altro vantaggio del test rapido è che può essere eseguito direttamente nel punto di cura. Ciò elimina la necessità di trasportare campioni e risparmia tempo prezioso. Questo significa anche che i pazienti ottengono rapidamente certezza sul loro stato di salute, consentendo al contempo di identificare e isolare immediatamente le persone infette. Il test rapido di Bosch è uno dei primi test di diagnostica molecolare completamente automatizzato al mondo che può essere utilizzato direttamente da tutte le istituzioni mediche. Inoltre, consente che un singolo campione sia testato non solo per il Covid-19, ma contemporaneamente anche per altre nove malattie respiratorie, incluse l’influenza A e B. Il test rapido di Bosch per il COVID-19 è il risultato della collaborazione tra la consociata Bosch Healthcare Solutions e la società di tecnologia medica dell’Irlanda del Nord Randox Laboratories. In vari test di laboratorio con SARS-CoV-2, il test di Bosch ha prodotto risultati con una precisione di oltre il 95%. Il test rapido soddisfa gli standard di qualità dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Attraverso un tampone, viene prelevato un campione dal naso o dalla gola del paziente e posto nella cartuccia. Quest’ultima, che contiene già tutti i reagenti necessari per il test, viene inserita nel dispositivo Vivalytic per l’analisi, durante la quale il personale medico può dedicarsi ad altre attività e curare i pazienti. Bosch Vivalytic può eseguire fino a dieci test nell’arco di 24 ore.
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A2A ridurra’ del 46% emissioni gas serra entro il 2030
MILANO (ITALPRESS) – A2A ha deciso di rendere piu’ ambiziosi i propri obiettivi di decarbonizzazione allineandosi con la traiettoria 2°C definita dalla COP21 nel prossimo decennio.
Il percorso di decarbonizzazione di A2A prevede, al 2030, una riduzione del 46% delle emissioni dirette (Scope1) di gas effetto serra per chilowattora prodotto, rispetto al 2017 (emission factor al 2030 pari a 230 gCO2/kWh). L’obiettivo si basa sullo sviluppo di nuova capacita’ rinnovabile, pari almeno a 1,6 GW al 2030, sull’ottimizzazione degli impianti a gas a ciclo combinato e sulla dismissione e riconversione delle centrali convenzionali a carbone e olio combustibile. Negli impegni si annovera anche la riduzione del 100% delle emissioni Scope2 entro il 2024, ed una riduzione del 20% delle emissioni indirette Scope3 entro il 2030 collegate all’acquisto di combustibili per i propri impianti e alle vendite di gas ai clienti finali. Il nuovo target e’ stato sottoposto all’analisi della Science-Based Targets initiative (SBTi) per verificare l’allineamento dei target di decarbonizzazione delle imprese con le indicazioni dell’Accordo di Parigi. A2A, negli ultimi tre anni, ha gia’ ridotto il suo fattore di emissione di CO2 per chilowattora del 19%, grazie ad una strategia di sviluppo nelle fonti rinnovabili e alla progressiva riduzione della quota di carbone e olio combustibile (10% del mix nel 2019).
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Coronavirus, WindTre dona un milione di euro alla Croce Rossa Italiana
ROMA (ITALPRESS) – WindTre, azienda guidata da Jeffrey Hedberg, e’ impegnata al fianco della Croce Rossa Italiana nel fronteggiare l’emergenza Coronavirus. La societa’ italiana del gruppo CK Hutchison Holdings, ha donato un milione di euro per potenziare la capacita’ di accoglienza e trattamento dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, del Policlinico di Milano e del Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, e le attivita’ di supporto alla popolazione della Croce Rossa Italiana, impegnata in prima linea nell’emergenza Covid-19.
Alla Croce Rossa Italiana sono anche destinati i fondi raccolti tra i dipendenti di WindTre che stanno accogliendo l’invito dell’azienda a contribuire con una donazione volontaria aggiuntiva.
Infine, per alleviare il disagio associato alla condizione di molti pazienti ricoverati in isolamento, WindTre ha predisposto un programma di distribuzione di smartphone e tablet, dotati di connettivita’, a diversi presidi ospedalieri.
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In Italia morti 36 medici per Coronavirus, Anelli “Un dramma”
ROMA (ITALPRESS) – Aumenta il numero degli operatori sanitari contagiati in Italia dal Coronavirus: ieri, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanita’, erano saliti a 6205, vale a dire piu’ del 9% dei casi totali. Si allunga anche l’elenco dei medici che non ce l’hanno fatta: sul portale FNOMCeO i nomi sono 33, ma ieri in tarda serata e’ giunta notizia della scomparsa di altri tre colleghi, tutti di Bergamo. “L’Italia sta vivendo una situazione drammatica a causa della diffusione dell’infezione da Covid-19 e i professionisti sanitari stanno pagando un tributo molto alto – dice il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli, in una lettera pubblicata sul British Medical Journal a nome di tutti gli Ordini dei medici italiani -. E’ lecito supporre che questi eventi sarebbero stati in larga parte evitabili se gli operatori sanitari fossero stati correttamente informati e dotati di sufficienti dispositivi di protezione individuale adeguati: mascherine, guanti, camici monouso, visiere di protezione, che invece continuano a scarseggiare o ad essere centellinati in maniera inaccettabile nel bel mezzo di un’epidemia a cui pure l’Italia si era dichiarata pronta solo a fine due mesi fa”.
Per Anelli “nessuna epidemia si controlla con gli ospedali, come si e’ forse erroneamente immaginato: e’ sul territorio che va espletata l’identificazione dei casi con test affidabili ma anche con rapidi kit di screening e la sorveglianza con la tracciabilita’ dei contatti, il monitoraggio e l’isolamento”.
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Covid-19, Casellati “Lavorare con responsabilita’ in memoria dei defunti”
ROMA (ITALPRESS) – “In poche settimane, il numero delle persone decedute e’ cresciuta in maniera spaventosa. Ancora piu’ drammatiche sono le notizie che l’evoluzione della malattia sia tale che la morte sopraggiunge senza il conforto dei propri cari o la possibilita’ di dare loro un ultimo saluto. Penso allo sconforto di chi ha perso un genitore, un nonno, un coniuge, un parente, o anche solo un amico, e non ha avuto la possibilita’ di celebrarne il funerale e di seppellirne la bara”. Lo ha detto la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, chiudendo la seduta dell’Aula che ha visto il premier Conte relazionare sui decreti messi in campo per contrastare l’emergenza coronavirus. “Penso ai tanti Italiani che hanno contratto il virus e perso la vita mentre erano impegnati ad assistere i malati e garantire i servizi necessari. Il loro sacrificio e il loro esempio deve stare impresso nella nostra memoria di persone e di popolo. E’ per rispetto della loro sofferenza, e’ per vincere l’orrore di una morte che, giorno dopo giorno, ha perso i tratti dell’umana pieta’, che le istituzioni hanno il dovere di impegnarsi con ancora maggiore determinazione, coraggio e risolutezza per portare l’Italia fuori dall’emergenza”, ha aggiunto. “Abbiamo chiesto ai cittadini rigore, senso responsabilita’ e sacrificio sul piano umano, sociale, economico e lavorativo. Adesso e’ il momento di non lasciarli soli e far sentire concretamente che le istituzioni ci sono e che sono al loro fianco. Auspico che i nostri lavori nei prossimi giorni possano svolgersi in un clima di cooperazione e dialogo aperto e costruttivo tra tutte le forze politiche e tra il Parlamento e il governo. Questo dobbiamo alla memoria dei nostri defunti. Questo dobbiamo all’interesse superiore della salute e della sicurezza di tutti gli Italiani”, ha concluso Casellati.
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