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Coronavirus, Fondazione con il Sud “Aiuti senza vincoli a Terzo settore”

ROMA (ITALPRESS) – Realizzare un’operazione straordinaria di sostegno al Terzo settore meridionale, mediante la concessione di contributi a fondo perduto da erogare non a singoli progetti, ma a tutte le organizzazioni con esperienza e radicamento nei territori. E’ la proposta lanciata, dalle prime colonne del Mattino di oggi, dal presidente della Fondazione con il Sud, Carlo Borgomeo, al ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Giuseppe Provenzano, affinche’ la dura crisi sanitaria, economica e sociale determinata dal Coronavirus non diventi ancora piu’ drammatica e irreversibile nel prossimo futuro.
“Le recenti misure adottate dal Governo – scrive Borgomeo, in un editoriale dal titolo ‘Dramma Sud, servono aiuti senza vincoli’ – non sono sufficienti, le dimensioni della crisi suggeriscono ben altri interventi. E’ il momento di realizzare un’operazione straordinaria, mediante la concessione di contributi a fondo perduto da erogare, non in base a una faticosa selezione di progetti, ma a tutte le organizzazioni di Terzo settore meridionale con esperienza e radicamento nei territori”.
“Le risorse finanziarie – suggerisce ancora Borgomeo – possono essere reperite dai Fondi strutturali: in primis i 500 milioni di euro del Pon inclusione 2014-2020 ancora non impegnati; se necessario disimpegnando alcune risorse Fse destinate a progetti di difficile realizzazione; ed infine verificando la possibilita’ di utilizzare a tale scopo la splendida intuizione del Ministro Provenzano che ha previsto la possibile anticipazione dei fondi Sie 2021-2027”.
(ITALPRESS).

Europa, stavolta gli egoismi costano cari

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Può senz’altro essere ambiguo e triste, ma chi più e chi meno, siamo fatti tutti così: i grandi cambiamenti, quelli che esigono forzature sulle nostre abitudini, egoismi, timori, mancanza di coraggio, come d’incanto avvengono sempre in presenza di grandi eventi vissuti da tutti come pericolo per il futuro. Anzi la paura degli accadimenti, più destabilizza ogni certezza, più le mete del cambiamento sono assicurate. Dunque, aldilà di una sparuta minoranza che con costanza coerenza ed abnegazione sostiene una volontà di obiettivi importanti per una comunità, solo la drammaticità degli eventi riesce come in una magia a sciogliere tutti i nodi aggrovigliati della selva intricatissime di barriere che fino a quel momento si sono frappostisi. Questo ho pensato in queste ore, di fronte di un grande cambiamento di prospettive europee, avvenuto tutto in una settimana. Rimettiamo in ordine gli elementi straordinari dell’accaduto!

Dopo le gaffes della La Garde, che alla domanda di giornalisti che gli chiedevano se fosse intenzione della Bce di intervenire a sostegno dell’Italia per l’aumento dello spread, ha risposto perentoriamente che non rientrano nei compiti della Banca Centrale Europea intervenire. Eppure la stessa Christine La Garde, appena pochi giorni dopo, come colpita sulla strada di Damasco annunciava la messa a disposizione di ben 750 miliardi di euro per proteggere i paesi dell’Unione debitori, dalle speculazioni della finanza sul rialzo nelle aste degli acquisti di Bond. Passato qualche giorno, clamorosamente, la Cancelliera Angela Merkel risponde positivamente al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sul progetto di emissione eventuale di ‘euro Bond’ che ne la Germania, ne altri paesi del nord Europa hanno mai voluto accettare, come accaduto con la proposta di Giulio Tremonti nel corso dell’inizio della crisi di 10 anni fa.

Ancora in questi giorni la Presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen, annuncia che viene sospeso il patto di stabilità, così anche l’Italia potrà provvedere a spendere ciò che serve per far fronte alle varie necessità straordinarie riguardo alla sanità pubblica e riguardo alla spesa per sostenere lavoratori e sistema produttivo. Beh, di fronte ad un trittico di questa portata, non possiamo che tirare un respiro di sollievo. Tra tante sofferenze almeno si potrà far fonte ad ogni necessità. Credo che però queste decisioni potranno portarci dopo la crisi ancora molto oltre il cammino sinora fatto riguardo l’Europa. Infatti una ‘compromissione così intensa’ di tutti gli Stati membri su scelte finanziarie così rilevanti, presuppone che tutte le strategie economiche avranno bisogno di poteri che vanno oltre il coordinamento. Infatti, avere tutti in salvo nella barca, dovrà presupporre che tutti dovranno remare all’unisono. Significa il controllo stretto sulle entrate ed uscite di tutti i paesi UE, dovranno essere sotto controllo, gestito pressoché federalmente, compreso naturalmente un unico sistema fiscale.

Credo che i calcoli dei leader europei tradizionalmente più scettici su queste misure, risiedono sulla convinzione che nel mondo in cui viviamo, fatto di pandemie e giochi ormai chiari anche ai ciechi di altre potenze straniere che tramano contro l’evoluzione della Unione Europea, che gli egoismi possono avere un costo infinitamente pesante senza una vera dimensione Statale Continentale, di garanzia per ciascun popolo europeo. Devo dire che da europeista quale sono sempre stato, nutro molta più fiducia per il futuro. Nel contempo, spero anche che coloro che esercitano costantemente, nei fatti, una pressione contro tutto ciò che è Europa cambino strategia presto. Tanto si è capita l’antifona: taluni sono disposti a tutto pur di guadagnare consenso; e mi fermo qui.

Coronavirus, positivi 4 militari italiani a Herat

ROMA (ITALPRESS) – Quattro militari italiani (tre dell’Esercito e uno dell’Aeronautica Militare) del contingente in Afghanistan, presso la base militare italiana di Herat sono risultati positivi al COVID19. Secondo quanto rende noto lo Stato Maggiore della Difesa, i militari erano gia’ in quarantena preventiva (prevista dalle direttive dalla NATO per la missione Resolute Support) all’atto dell’immissione in teatro dopo lo screening effettuato in patria alla partenza (negativi). Non hanno quindi avuto contatti con il personale sul campo.
Attivate immediatamente le necessarie procedure di assistenza sanitaria, si e’ constatato che i militari stanno bene e hanno subito iniziato il previsto periodo di isolamento e sorveglianza sanitaria presso la base, durante il quale saranno assicurate le cure necessarie dal personale sanitario militare del contingente.
Il Comando del contingente italiano ha attivato tutte le procedure previste dal protocollo sanitario che in alcun modo al momento hanno ridotto l’operativita’ del TAAC -W che continua ad operare regolarmente nell’ambito della missione NATO Resolute Support tesa a garantire l’assistenza, la consulenza e l’addestramento alle Forze di Sicurezza Afghane.
(ITALPRESS).

Jessen si scusa “Coronavirus siesta per italiani? Ho sbagliato”

LONDRA (ITALPRESS) – Christian Jessen, medico noto per essere il conduttore di Malattie Imbarazzanti, in onda in Italia su Real Time, si scusa con un post sui social dopo che il 13 marzo scorso aveva detto che il coronavirus era solo “una scusa per gli italiani per fare la siesta”. “Per quanto riguarda i miei commenti sull’epidemia di coronavirus in tutto il mondo e la situazione dell’Italia – afferma – volevo dirvi che ho davvero sbagliato. In realta’ volevo solo cercare di alleviare il panico che si stava generando ma, col senno di poi, riconosco che il mio commento spiritoso e’ stato indelicato e devo scusarmi per la rabbia che ho provocato. Capisco perche’ e’ stato considerato offensivo e spero di riuscire a farmi perdonare in futuro”.
(ITALPRESS).

Coronavirus, 54 mila positivi. Tornano a crescere i decessi

Complessivamente 69.176 persone in Italia sono risultate positive al coronavirus finora. Attualmente sono invece 54.030 le persone positive, con un incremento di 3.612 casi rispetto a ieri. Lo ha reso noto il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli.

Sono 8326 le persone guarite, con un aumento di 894 unità rispetto a ieri. I deceduti sono 6.820, 743 in più, ma questo numero potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.

I CONTAGIATI PER REGIONE DALL’INIZIO DELL’EPIDEMIA. Lombardia 30.703 casi; Emilia Romagna 9.254; Veneto 5.948;  Piemonte 5.515; Marche 2.736; Liguria 2.116; Campania 1.101; Toscana 2.699; Sicilia 846; Lazio 1.728; Friuli Venezia-Giulia 992; Abruzzo 689; Puglia 1.005; Umbria 648; Bolzano 781; Calabria 319; Sardegna 421; Valle d’Aosta 400; Trento 1.110; Molise 73; Basilicata 92 casi.

Coronavirus, Conte “Nessuna proroga delle misure al 31 luglio”

ROMA (ITALPRESS) – “L’emergenza sanitaria che abbiamo dichiarato a gennaio e’ fino al 31 luglio, questo non significa che le ultime misure restrittive saranno prorogate fino a quella data. Anzi siamo fiduciosi che prima di quella data allenteremo la morsa delle misure e torneremo alle abitudini di prima, anzi a un migliore stile di vita. Quello che sta succedendo ci rendera’ migliori”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa dopo il Consiglio dei Ministri che ha varato il nuovo decreto sull’emergenza coronavirus.
“Abbiamo introdotto una multa che va dai 400 euro ai 3 mila euro, alla sanzione attualmente prevista si sostituisce questa multa”, ha aggiunto.
“Mi auguro che non ci sia alcuno sciopero di sorta. In questa fase il paese non se lo puo’ permettere e questo vale anche per i distributori dei carburanti. Confido che questi annunci possano rientrare, la filiera alimentare e il rifornimento del carburante saranno assicurati”, ha spiegato il presidente del Consiglio in merito al possibile sciopero dei distributori di carburante.
(ITALPRESS).

Malago’ “Su Tokyo2020 una decisione eccellente in tempi record”

ROMA (ITALPRESS) – “E’ una decisione eccellente e peraltro e’ stata presa a tempo record tenendo presente gli interessi che ci sono in ballo. Pensate soltanto ai diritti televisivi, agli sponsor, alle prenotazioni, al budget, al villaggio olimpico con appartamenti gia’ acquistati e pagati da altri soggetti privati”. In diretta sulla pagina Instagram di Valentina Marchei, il presidente del Coni Giovanni Malago’ plaude all’annuncio del Cio di rinviare i Giochi di Tokyo al 2021. “Immaginate le complicazioni che ci sono nella gestione di tutto questo, ma la scelta e’ stata presa a quattro mani dal presidente del Cio e dal Governo giapponese”, ha aggiunto il numero uno dello sport italiano, che poi tiene a precisare: “Leggendo il comunicato ufficiale si apprende che i Giochi Olimpici si terranno entro l’estate del 2021. Non e’ detto che inizieranno il 24 luglio 2021, a un anno di distanza esatto dalle date previste quest’anno. Magari potrebbero svolgersi un po’ prima. Non mi chiedete quando perche’ non lo sa nessuno ancora, neanche il Cio e il Governo giapponese. Le federazioni hanno gia’ scritto tutte che si adegueranno alla data di partenza dell’Olimpiade, cosi’ hanno fatto anche l’atletica leggera e il nuoto. Io credo che sara’ scelta la data di Tokyo e le Olimpiadi comanderanno a cascata su tutto il resto del calendario internazionale”.
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CHIEDO MENO ENFASI NEL DIRE “I GIOCHI NON SI FANNO”

Come previsto, i Giochi non si faranno. Gia’ chiamarli Giochi – con l’aria che tira – comportava un rischio: quello che certi benpensanti ne parlassero come di una cosa futile, stupida. Solo per aver riflettuto su tempi e modi per salvare l’Olimpiade 2020 Bach, presidente del Cio, e’ stato trattato come un avventuroso imbecille. Lo conosco, dopo tante figure impegnative per fama, gransignori come Samaranch, finalmente un dirigente senza baciamano, un organizzatore senza snobismi aristocratici. Ma no, italian first. Come!? il calcio di Dal Pino, Lotito, Cellino, Zhang e Agnelli e’ riuscito a rimandare il campionato italiano in corso e i “parrucconi” del Cio – si dice cosi’, parrucconi – non riescono a fermare un evento ancora in cantiere, partenza il 24 luglio? Ceferin dell’Uefa e’ riuscito a mettere d’accordo l’Europa e ha sospeso le Coppe mentre si giocavano e questo Bach mena il torrone di Tokio quando gia’ gli atleti hanno detto no, stiamo a casa!? Cosi’ i criticonzi, che poi sono gli stessi che quando non capiscono due piu’ due hanno bisogno di rivolgersi a consulenti preziosi che gli dicano quattro e si sono pure inventati gli intrattenitori calcistico-finanziari che nulla sanno di pallone ma trattano i pedatori come merce di lusso e pontificano di fairplay, borsa, plusvalenze. Gli stessi che dicono “il calcio sesta impresa nazionale per fatturato” e non si sono accorti ch’e’ diventata almeno decima cosi’ come il Quarto Potere – noi giornalisti – non conta piu’ nulla e nulla puote. A costoro in particolare e ai lettori in generale vorrei chiedere di immaginare – senza che gli fornisca dati – quanto costera’ al Giappone, al Cio, ai singoli comitati olimpici, compreso il nostro, e agli stessi campioni, la rinuncia alla data e un semplice rinvio dei Giochi. Glielo dico io, all’ingrosso: miliardi di miliardi.
E i lavoratori che dovranno restare a casa mani nelle mani, disoccupati senza compenso, dove li mettiamo, chi nutrira’ le loro famiglie, chi aiutera’ i loro figli? Il virus assassino un giorno scomparira’, ne sono certo, ma resteranno i fallimenti, i debiti, la paura di rimanere soli un’altra volta e milioni di persone che guarda un po’ riescono a vivere – e bene – grazie allo sport e senza ne potrebbero morire.
Ecco perche’ vorrei chiedere agli annunciatori – giornalisti, mezzibusti, politici, governanti sciolti e a pacchetti – di usare meno enfasi nel dire “i Giochi non si fanno!” cosi’ come hanno detto del Campionato, della Champions, del Mondiale in Qatar. Difendiamo innanzitutto la vita, oggi, mentre il virus cerca di portarcela via, ma difendiamo anche il futuro, cercando di salvare il salvabile. Soprattutto la convinzione di tutelare un bene inalienabile. Ci sto alla battuta “piuttosto che lavorare faccio il giornalista” e la presto anche agli atleti, a tutti coloro che hanno un lavoro divertente avvertendoli tuttavia che quando lo perdi e’ una tragedia doppia. E dunque speriamo di ritrovarci presto, gregari, campioni, narratori, artisti e operai. Si e’ capito che stavamo vivendo un dramma epocale quando si e’ fermato lo sport, capiremo ch’e’ tornata la vita quando si ricomincera’ a giocare.