ROMA (ITALPRESS) – “Lo ribadisco ancora una volta: bisogna rimanere a casa. Dobbiamo rispettare le regole e piu’ qualcuno sara’ irresponsabile, piu’ metteremo altre norme ferree e stringenti. Perche’ il sacrifico di medici, infermieri e forze dell’ordine non deve essere vano e sinceramente non puo’ essere compromesso da qualcuno che porta fuori il cane 10 volte al giorno o va a fare jogging dopo che non ha mosso un dito per una vita intera!”. Lo scrive su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.
“Quando c’e’ di mezzo la salute dei nostri cittadini dobbiamo essere categorici – aggiunge -. Chiedo il massimo impegno a tutti gli italiani, nessuno escluso. Non fermiamoci, non bisogna abbassare la guardia. Lo Stato ha il dovere di reagire alla irresponsabilita’ di alcuni cittadini”.
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Di Maio “Norme piu’ stringenti se continua l’irresponsabilita’”
Il meglio di Viva Raiplay!, Fiorello sabato in prima serata su Rai1
ROMA (ITALPRESS) – Viva RaiPlay! il programma di Fiorello, ideato per la piattaforma digitale Rai, arriva su Rai1. Dopo il clamoroso successo di Viva RaiPlay! e di Sanremo, Fiorello ha accettato con piacere la richiesta della Rai di proporre il meglio del suo programma cult.
Da sabato 21 marzo vedremo Fiorello con ospiti come Checco Zalone, Giorgia, Paola Cortellesi, Carlo Conti, Calcutta e tanti altri. Ci sara’ anche un momento dedicato ai bambini. Fiorello tornera’ anche sabato 28 marzo e sabato 4 aprile, terra’ compagnia agli italiani attraverso le immagini dei piu’ bei momenti di Viva RaiPlay! montate e confezionate per la prima serata di Rai1.
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Coronavirus, il turismo organizzato chiede misure incisive
ROMA (ITALPRESS) – “La parte del decreto Cura Italia dedicata al turismo e’ un timidissimo e del tutto insufficiente palliativo, mentre il rischio che il comparto del turismo organizzato collassi e’ altissimo. Ulteriori e immediati interventi dovrebbero quindi essere introdotti rapidamente perche’ il sistema non riuscira’ a sostenere questa emergenza economica e andra’ in default”. E’ quanto sottolinea Astoi Confindustria che si fa portavoce dei tour operator per chiedere con urgenza l’adozione di alcune misure incisive a tutela della sopravvivenza di queste imprese e dei loro lavoratori. In particolare, “e’ necessario istituire un fondo nazionale emergenze per assicurare la continuita’ aziendale del comparto, indennizzando cosi’ le cancellazioni registrate e l’impossibilita’ di vendere e produrre fatturato. Si giudica del tutto insufficiente la sospensione per due mesi di versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria. Inoltre, si chiede la creazione di specifici crediti d’imposta per le spese sostenute in Italia e/o all’estero per il mantenimento di villaggi turistici/alberghi ovvero di impegni con strutture ricettive, con riferimento ad un arco temporale che non copra solo il mese di marzo”.
Astoi osserva che “molti tour operator potrebbero accedere alla Cigs in quanto occupano piu’ di 50 dipendenti, ma il decreto non prevede alcuna facilitazione per tali soggetti in materia di ammortizzatori sociali, anzi, complica la situazione, innescando dubbi e disparita’ di trattamento. Si chiede quindi un intervento chiarificatore, urgente e immediato, per evitare una drastica riduzione dell’occupazione nel giro di un bimestre”.
Per Nardo Filippetti, presidente Astoi Confindustria Viaggi, “l’emergenza Coronavirus ha messo in ginocchio tutto il comparto del turismo. In particolare, per tour operator e agenzie di viaggio si prevede una ripresa parziale delle attivita’ tra fine estate/autunno e un ritorno progressivo alla normalita’ solo nel 2021, con una perdita di fatturato che va dal 35 al 70% circa. Se il Governo non integrera’ al piu’ presto i provvedimenti gia’ varati non saremo in grado di garantire i livelli occupazionali e la sopravvivenza delle nostre aziende”.
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Coronavirus, il Governo “Supermercati aperti nei week-end”
ROMA (ITALPRESS) – I supermercati, gli ipermercati e i negozi di generi alimentari resteranno aperti durante il fine settimana. E’ quanto riferiscono fonti di Palazzo Chigi. Da alcuni presidenti di Regione, tra cui Luca Zaia del Veneto e Nello Musumeci della Sicilia, erano arrivate nelle ultime ore delle ordinanze piu’ restrittive in merito all’emergenza coronavirus, che prevedevano tra l’altro proprio la chiusura dei supermercati la domenica.
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Mancini “Giornate lunghe ma ripartiremo quando tutto sara’ risolto”
ROMA (ITALPRESS) – Restare chiuso in casa “e’ difficile, mi manca essere libero come credo manchi un po’ a tutti. A parte fare un po’ di sport un paio d’ore in terrazza, da dopo pranzo alla sera e’ lunghissima”. Roberto Mancini vive cosi’, a Roma, la sua ‘quarantena’. Ospite di “Un giorno da pecora” su RadioUno, il ct azzurro come tutti gli italiani sta facendo di necessita’ virtu’ e anche se continua a ‘studiare’, far trascorrere le giornate e’ difficile, aspettando che tutto torni alla normalita’. “Mi fa molto effetto vedere quello che sta accadendo, le persone che vengono a mancare ai propri cari, spero si risolva al piu’ presto, e’ tutto terribile. Il calcio viene in secondo piano, dispiace che non si possa giocare ma oggi la cosa piu’ importante e’ risolvere questa situazione. Una volta risolta, puo’ ricominciare tutto”. Nemmeno Mancini puo’ sbilanciarsi su quella che puo’ essere la data giusta per ripartire, di sicuro “prima di riprendere a giocare, i calciatori avranno bisogno di un tempo di allenamento. Penso che un paio di settimane, dieci giorni possano bastare per rimettersi un po’ in condizione anche perche’ poi le partite saranno ravvicinate”. In questi giorni tiene banco la possibilita’ che le societa’ chiedano a calciatori e allenatori di ridursi gli ingaggi per far fronte alle conseguenze economiche legate allo stop imposto dall’emergenza Covid-19. “Il calcio si e’ fermato ma, a meno che non si possa ricominciare per i prossimi sei mesi e allora il discorso sarebbe diverso, i giocatori, anziche’ fermarsi a meta’ maggio, smetteranno a luglio – osserva il Mancio – I mesi che non hanno giocato li recupereranno dopo”.
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Uspi “Decreto Cura Italia primo passo per l’editoria, ne seguano altri”
ROMA (ITALPRESS) – Le norme per l’editoria contenute nel decreto Cura Italia sono “un primo passo cui farne seguire altri, meno timidi”. Lo afferma il segretario generale e presidente della Giunta esecutiva della Unione Stampa Periodica Italiana, Francesco Saverio Vetere, in un’intervista all’edizione online di Prima Comunicazione.
“Sono soprattutto i piccoli editori e quelli online che lanciano un grido d’allarme – spiega Vetere -. Schiacciati da un crollo pubblicitario quasi verticale, un gran numero di loro stanno continuando a lavorare per spirito di servizio alla collettivita’ ma assolutamente in perdita. Temiamo, come piccola e media editoria, locale e di nicchia, una chiusura ‘virale’ di testate a seguito della crisi da Coronavirus”.
Vetere conferma la bonta’ delle norme sul credito di imposta per gli investimenti pubblicitari e il suo ampliamento a tutti gli investimenti e non solo a quelli incrementali (come era negli scorsi anni). Ma ritiene che “sarebbe servito uno sforzo economico maggiore da parte del governo, secondo l’USPI, con un aumento del Fondo ad esso dedicato, perche’ se e’ vero che il tetto del credito di imposta alle aziende, professionisti e noprofit che comprano pubblicita’ sui giornali e periodici e’ ora fissato al 30 per conto (non piu’ al 75%), e’ vero anche che si e’ ampliata la platea dei possibili fruitori del ‘bonus'”.
Il presidente di Uspi sollecita anche “altre forme di sostegno, indispensabili alla sopravvivenza del settore. C’e’ un urgente bisogno di liquidita’ che viene segnalato dagli associati. Anche se non si e’ ancora focalizzato un intervento in tal senso. Si pensa intanto alla proposta di una rateizzazione degli oneri INPGI, da marzo ad agosto, a 24 mesi; alla rateizzazione dell’Iva nello stesso modo; al credito di imposta del 20-30% sugli stipendi pagati a dipendenti e collaboratori…”.
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A Roma isolati due istituti di suore, 59 casi di Coronavirus
ROMA (ITALPRESS) – “Sono stati isolati due istituti di suore con un totale di 59 casi positivi. Il primo Istituto e’ quello delle Figlie di San Camillo di via Anagnina a Grottaferrata dove sono risultate positive 40 suore e una di queste e’ ricoverata. Isolato anche l’istituto della congregazione delle suore angeliche di San Paolo sulla via Casilina a Roma dove sono 19 i casi di positivita’ registrati su 21 totali”. Lo dice in una nota l’assessore alla Sanita’ e l’Integrazione sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato. “Di entrambe le situazioni – aggiunge D’Amato – e’ stato avvisato il Prefetto di Roma e avviate le indagini epidemiologiche delle Asl competenti e del SERESMI – Spallanzani (Servizio regionale per l’epidemiologia, la sorveglianza e il controllo delle malattie infettive)”.
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