ROMA (ITALPRESS) – «L’aumento incisivo della richiesta di medicinali da parte delle strutture ospedaliere per far fronte all’emergenza Coronavirus sta determinando in queste settimane un sovraffaticamento della struttura produttiva e distributiva del settore farmaceutico, che tuttavia sta reagendo bene. E’ aumentata in particolare la domanda di tutti i farmaci afferenti alle classi dei miorilassanti, anestetetici, oppiodi e sedativi, che servono per la gestione dei pazienti in terapia intensiva. Cosi’ come e’ aumentata la richiesta di antiretrovirali, in prima linea contro il COVID-19. Si tratta di medicinali essenziali per le unita’ di terapia intensiva e sub intensiva nelle regioni piu’ colpite. Si tratta nella stragrande maggioranza dei casi di farmaci da tempo fuori brevetto, prodotti da diverse aziende nostre associate: il comparto sta reagendo prontamente, seppur nelle difficolta’ del momento, per far fronte tutta la domanda, attivando anche il network produttivo internazionale». A fare il punto sul rischio carenze di particolari categorie di prodotti legato all’esplodere della pandemia da COVID-19 nel nostro Paese e’ Enrique Hausermann, presidente di Assogenerici.
«AIFA assieme ad Assogenerici ed ad altre sigle industriali ha attivato una specifica unita’ di crisi per la gestione delle esigenze delle Regioni, concentrando in questa fase i propri sforzi soprattutto sulla Regione Lombardia, maggiormente bisognosa di supporto in questa emergenza – spiega Hausermann – L’Agenzia segue il problema raccordandosi costantemente con le Regioni e le Province autonome, cui pervengono le segnalazioni da parte delle singole strutture territoriali che sono invitate a rapportarsi per la valutazione e l’inoltro ad AIFA di segnali. Viene data ovviamente , priorita’ ai casi urgenti di irreperibilita’ per i quali siano gia’ stati espletati tutti i passaggi previsti con gli aggiudicatari delle gare regionali: le richieste vengono vagliate e subito dopo noi attiviamo immediatamente la rete delle nostre aziende associate».
«Le aziende in queste ore stanno dimostrando un senso di responsabilita’ ed una collaborazione senza precedenti: sono state incrementate le produzioni, trasformate linee produttive, effettuate importazioni in tempi record da altri Paesi: una attivita’ frenetica che ha visto una grande collaborazione tra le imprese e l’immediato supporto dell’AIFA dal punto di vista delle procedure», prosegue Hausermann.
«Allo stesso tempo, in coordinamento con la nostra associazione europea Medicines for Europe, abbiamo mobilitato tutte le autorita’ comunitarie per la creazione di “green lanes” alle frontiere dedicate ai farmaci ed ai materiali sanitari. Grazie a questo abbiamo ottenuto lunedi’ dalla Commissione UE l’emanazione di linee guida sui trasporti all’interno dell’Unione, che suggeriscono in modo chiaro una corsia preferenziale per medicinali, dispositivi medici e beni sanitari direttamente o indirettamente collegati – conclude il presidente Assogenerici – I blocchi sono ancora consistenti a tutti i confini, ma la situazione e’ in via di miglioramento ed ogni blocco critico determina un intervento tempestivo delle nostre autorita’, di quelle europee e degli altri stati membri. Questo modello d’azione sta iniziando a dare i primi frutti e sono certo che servira’ da modello ad altri Paesi europei in questa battaglia durissima».
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Coronavirus, Assogenerici “con Aifa contro il rischio carenza farmaci”
Covid-19, per tour operator decisione rimborso spetta a organizzatore
ROMA (ITALPRESS) – In merito all’esercizio del recesso dal contratto di viaggio, in ragione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, le Associazioni rappresentative del comparto del turismo organizzato, Astoi Confindustria Viaggi, Aidit, Assoviaggi e Fto, fornisco alcuni chiarimenti quanto al D.L. 9/2020 che, nel disporre le misure relative al rimborso di titoli di viaggio e pacchetti turistici, all’art. 28, comma 5, ha espressamente statuito che “in caso di recesso, l’organizzatore puo’ offrire al viaggiatore un pacchetto sostitutivo di qualita’ equivalente o superiore, puo’ procedere al rimborso nei termini previsti dai commi 4 e 6 dell’art. 41 del citato decreto legislativo 23 maggio 2011, n.79, oppure puo’ emettere un voucher, da utilizzare entro un anno dalla sua emissione, di importo pari al rimborso spettante”. Secondo le associazioni “il tenore letterale del testo normativo non lascia adito a dubbio alcuno, circa il fatto che la scelta in merito alle gestione delle conseguenze del recesso dal pacchetto turistico – con l’adozione di una tra le opzioni indicate – e’ rimessa esclusivamente all’organizzatore (tour operator o agenzia di viaggio) e non al viaggiatore, contrariamente a quanto affermato da alcune Associazioni di Consumatori. L’intento perseguito dal legislatore – osservano – risponde all’esigenza precisa e prioritaria di evitare di porre le aziende in default finanziario, consentendo loro di emettere un voucher di valore corrispondente alle somme versate dai viaggiatori in alternativa al rimborso del prezzo. Pertanto, appare strumentale e fuorviante l’informazione che spetti al consumatore scegliere se usufruire del voucher ovvero ottenere il rimborso, o che la scelta operata dall’organizzatore sia soggetta a forme di accordo o di accettazione da parte del consumatore”.
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Per A2A ricavi e utile in crescita, approvato nuovo piano 2020-2024
MILANO (ITALPRESS) – Nel 2019 i ricavi del Gruppo A2A sono risultati pari a 7.324 milioni, in aumento del 12,8% rispetto all’anno precedente. Il margine operativo lordo si e’ attestato a 1.234 milioni (1.231 milioni al 31 dicembre 2018). Al netto delle partite non ricorrenti (39 milioni nel 2018; 42 milioni nel 2019), il margine operativo lordo risulta allineato al 2018.
Il risultato operativo netto risulta pari a 687 milioni, in aumento di 99 milioni rispetto al 2018 (588 milioni nel 2018). L’utile netto di pertinenza del Gruppo nel 2019 e’ risultato pari a 389 milioni (344 milioni nel 2018) in incremento di 45 milioni (+13,1%). La posizione finanziaria netta risulta pari a 3.154 milioni (3.022 milioni a fine 2018). Il Cda ha deliberato di proporre all’Assemblea ordinaria l’approvazione di un dividendo ordinario pari a 0,0775 euro, corrispondente a un monte dividendi pari a circa 241 milioni, in crescita del 10,7% rispetto all’esercizio precedente. Il Gruppo A2A ha elaborato il nuovo Piano Strategico 2020-2024, che costituisce un’evoluzione del Piano TEC approvato lo scorso anno, con un focus rinnovato su azioni e target di sostenibilita’. Il nuovo Piano e’ stato infatti disegnato partendo dalla definizione di obiettivi ESG sfidanti per ciascuna Business Unit, declinati secondo tre principali pilastri di sostenibilita’. Climate Action, con l’obiettivo della decarbonizzazione, traguardando la dismissione degli impianti a olio e carbone entro il 2025; Circular Economy, con il recupero di materia ed energia secondo i migliori standard di gestione dei rifiuti e la gestione del ciclo idrico integrato; Smart Solutions, con la digitalizzazione dei servizi. Il Piano Strategico prevede un Ebitda ordinario in crescita di 434 milioni per raggiungere al 2024 1.626 milioni, con una crescita distribuita tra tutte le diverse Business Unit.
Gli investimenti totali in arco piano sono pari a circa 4,5 miliardi. Il nuovo Piano conferma la crescente politica dei dividendi dello scorso anno. Il dividendo e’ previsto in aumento da 7,75 centesimi di euro per azione del 2019 a 8,00 centesimi di euro nel 2020, confermando la proposta di una crescita media annua minima del dividendo del 5% dal 2021 al 2024.
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Coronavirus: 33.190 positivi, 3.405 morti e 4.440 guariti in italia
ROMA (ITALPRESS) – Al momento 33.190 persone in Italia risultano positive al coronavirus che causa il Covid-19. Ad oggi, in Italia sono stati 41.035 i casi totali. Lo ha reso noto il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli.
Nel dettaglio i casi attualmente positivi sono 13.938 in Lombardia, 4.506 in Emilia-Romagna, 3.169 in Veneto, 2.754 in Piemonte, 1.622 nelle Marche, 1.422 in Toscana, 883 in Liguria, 741 nel Lazio, 605 in Campania, 522 in Friuli Venezia Giulia, 491 nella Provincia autonoma di Trento, 421 nella Provincia autonoma di Bolzano, 449 in Puglia, 321 in Sicilia, 366 in Abruzzo, 328 in Umbria, 209 in Valle d’Aosta, 204 in Sardegna, 164 in Calabria, 38 in Molise e 37 in Basilicata.
Sono 4.440 le persone guarite. I deceduti sono 3.405, ma questo numero potra’ essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanita’ avra’ stabilito la causa effettiva del decesso.
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Neam vince Premio Alto Rendimento del Sole 24 Ore
MILANO (ITALPRESS) – Il Premio Alto Rendimento del Sole 24 Ore e’ stato attribuito ai gestori non solo sulla base delle performance conseguite, ma anche del livello di rischio assunto per ottenerle, riconoscendo l’impegno, la professionalita’ e la capacita’ dei gestori nel prendersi cura degli investimenti che vengono loro affidati. Per questi motivi, NEAM, societa’ di diritto Lussemburghese di Asset Management interamente partecipata da Cassa Centrale, su una base di valutazione dei risultati conseguiti negli ultimi tre esercizi (2017-2018-2019) ha ottenuto il riconoscimento destinato alla categoria “Small” come miglior gestore. Il premio conferito a NEAM fa riferimento alla media dei rating dei singoli fondi NEF, calcolata da CFS Rating e comparata con gli altri fondi. Nella categoria dedicata alle societa’ di gestione del risparmio con masse gestite fino ai 4 miliardi di euro, NEAM e’ risultata la migliore.
“Siamo molto soddisfatti per questo riconoscimento: un premio al nostro impegno costante nella proposta di soluzioni di investimento coerenti con il profilo di rischio e attente alla sostenibilita’”, afferma Paolo Crozzoli, presidente di NEAM. “Alla base del successo ottenuto dall’insieme dei 18 Comparti del Fondo NEF, c’e’ proprio l’attenzione dedicata costantemente dal nostro team all’analisi e alla selezione di una compagine di gestori capaci, professionali e in linea con le aspettative del mercato e dei clienti”, conclude.
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Alitalia, da Almaviva manifestazione d’interesse
ROMA (ITALPRESS) – Il Gruppo Almaviva ha promosso una cordata, in partnership con altre societa’ italiane del settore Information Technology, per la presentazione di una manifestazione d’interesse relativa alla procedura Alitalia, formalizzata entro il termine del 18 marzo. La decisione – si legge in una nota – “e’ motivata dalla volonta’ di portare il contributo di consolidate esperienze d’impresa e competenze digitali per guardare alla prospettiva della compagnia nell’ambito di un piu’ ampio progetto di rilancio per il Turismo e il Made in Italy. Un piano strategico indirizzato a valorizzare Alitalia quale soggetto centrale per profilo, assetto e missione, caratterizzato da completa digitalizzazione nella gestione dei servizi, da sistema integrato di assistenza e accoglienza, dalla capacita’ evoluta di promozione del turismo e del patrimonio culturale italiano. litalia assume il ruolo di principale messaggero del Made in Italy, in una visione orientata a privilegiare innovazione e qualita’ dell’offerta, aprendo nuove e solide opportunita’ di occupazione”.
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Coronavirus, chi recrimina è già sconfitto
Ho notato che attraverso i social circola un messaggio vocale ben letto e ben presentato che prende le mosse dal rifiuto che ci sarebbe stato da parte di frau Merkel, da monsieur Macron, dai misters Trump e Johnson di aiutare l’Italia in questa straordinaria circostanza che la vede seconda solo alla Cina per morti ed infettati, e sta vivendo una esperienza di grande incertezza, preoccupazione, e dolore. Chi è in questa condizione certamente viene assalito dalla emotività e si aspetta solidarietà; però è molto esposto anche a facile vittimismo, quando punzecchiato da culture negative molto aduse al gioco della contrapposizione e dello scarica barile. Certamente gli italiani hanno un buon credito verso gli altri popoli in difficolta, datosi che singole associazioni e istituzioni, tradizionalmente si sono sempre prodigate a soccorrere chi è stato colpito da eventi negativi naturali, da guerre, da persecuzioni, da carestie. Di questo siamo stati sempre orgogliosi al punto che nobilmente possiamo dire a testa alta: “siamo italiani”. Ora per parlare di altri, è vero, non è sembrato proprio che volessero immedesimarsi nella nostra situazione. Sarà stato il fatto che almeno i paesi occidentali non affrontano una importante pandemia da un secolo, come la ‘spagnola’ che provocò una ecatombe di 50 milioni di morti e per questa ragione probabilmente sono stati colti impreparati; sarà per le misure drastiche che prontamente abbiamo adottato che ha preoccupato gli altri partners iguaro l’economia; o perché le misure draconiane prese, metteva loro con le spalle al muro al cospetto dei loro popoli.
Fatto è che si sono mostrati freddi, e c’è voluto del tempo perché si rendessero conto della reale portata delle decisioni italiane, che in grande parte, loro malgrado, hanno dovuto adottare. Basti per tutti riferirsi alle sconcertanti affermazioni e alla condotta del primo ministro del Regno Unito Johnson e la rapida sua inversione ad U, per capire il loro stato d’animo. Ora, posto che gli altri hanno sbagliato, spero nessuno me ne voglia se ricordo che a dicembre noi stessi, ad esempio, abbiamo chiuso primi tra tutti i nostri voli con la Cina che adesso osanniamo. Ed allora dobbiamo stare attenti a non prendere la strada sbagliata nel usare le nostre energie emotive in recriminazioni vittimistiche.
Penso che questi messaggi nei social, tentano di spingerci nell’angolo anziché al contrario spingerci a reagire diversamente e positivamente. In questa prova invece noi dobbiamo dimostrare compostezza istituzionale e coesione sociale, come finalmente si sta facendo. Tutte le virtù che siamo capaci di esprimere, le dobbiamo dimostrare innanzitutto a noi stessi; il resto poi viene da se. Lo dobbiamo al nostro interesse primario a superare la pandemia e per riprendere fiducia in noi stessi; soprattutto la fiducia nella capacità di ridiventare un popolo unito, lungimirante, moderno. Sono sicuro, la pandemia avrà la funzione di un reset generale sull’Italia da tempo inceppata.
Dobbiamo saperci riproporre tempestivamente e cambiare strada. Non mi convincono quelli che se la prendono con francesi e tedeschi, senza che si accenni ad alcuna autocritica ai nostri comportamenti. Molti di quelli che se la prendono con altri popoli europei aldilà delle loro colpe, nei fatti scavano la fossa all’Europa. Se fossero coscienti o in buona fede, la criticherebbe per spingerli a fare l’Europa e non il contrario. È vero, l’Europa così non può andare avanti, ma ora più che mai occorre farla davvero. Proprio in questi frangenti drammatici, dovremmo issare la bandiera dell’Unione. Se è vero che il dopo crisi vedrà un mondo cambiato nella economia, nella filosofia della vita, nella politica, anche la natura del potere cambierà. Dobbiamo essere un solo Stato continentale per la nostra autonomia e dignità di culla della cultura democratica e sociale, per la efficientizzazione della economia e dello sviluppo del lavoro, per neutralizzare l’offensiva dei grandi Stati che brigano in ogni modo perché fallisca il sogno europeo, tra l’altro seminando zizzania tra noi. Ecco perché dobbiamo cambiare la narrazione. A chi punta il dito il dito contro il comportamento degli italiani sul debito pubblico, dobbiamo dimostrare che siamo capaci di asciugarlo anziché accrescerlo, sperperando denari per sostenere una macchina amministrativa inefficiente e costosa e per regalie elettoralistiche. A chi ci esclude dai giochi geopolitici, dobbiamo dare la dimostrazione che sugli interessi nazionali ed europei, davvero tutta la politica e le istituzioni europee nazionali e locali giocano una sola partita.
Ecco, dico a coloro che in buona fede fanno circolare quelle comunicazioni vittimistiche, che facciamo bene a provocare emozione ed anche risentimento, ma devono servirci per riconquistare in ogni ambito quella dignità e nobiltà italica ed europea di cui non sempre siamo esemplari eredi. Credetemi, questo è lo spirito per cambiare davvero. Chi recrimina è già sconfitto.
Raffaele Bonanni








