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Acqua, in Italia servono investimenti per 7,2 mld

Acqua, in Italia servono investimenti per 7,2 mld

Enpam valuta nuove misure dopo Dl Cura Italia

La Fondazione Enpam sta verificando con estrema attenzione tutti i provvedimenti contenuti nel Dl Cura Italia, adottato dal Governo per fronteggiare l’emergenza Covid-19. “Stante il nostro giudizio assolutamente critico per la discriminazione subita dai professionisti iscritti alle Casse, che risultano esclusi dall’indennità di 600 euro finanziata invece con soldi pubblici solo per gli autonomi iscritti all’Inps, stiamo verificando in maniera puntuale tutte le altre agevolazioni che possono riguardare i medici e gli odontoiatri. Lo scopo è capire come possiamo intervenire in maniera aggiuntiva”, osserva il presidente dell’Enpam Alberto Oliveti. A questo proposito, entro breve, Enpam potrebbe indire un Cda straordinario. “Stiamo valutando diverse ipotesi con l’obiettivo di dare una liquidità immediata ai nostri iscritti in difficoltà”, continua Oliveti. L’Enpam ha già manifestato più volte la disponibilità a varare misure emergenziali chiedendo una pre-autorizzazione e sta dialogando con i ministeri vigilanti affinché questa venga concessa.
(ITALPRESS).

Coronavirus, e il mondo si risveglio’ italiano

Da Israele agli Stati Uniti, dal Brasile agli Emirati arabi. Il tricolore come segno di solidarieta’ all’Italia devastata dal coronavirus. abr/mrv/red

Coronavirus, 28.710 contagiati e 2.978 morti

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Al momento in Italia 28.710 persone risultano positive al coronavirus che causa il Covid-19. Ad oggi sono stati 35.713 i casi totali. Lo rende noto la Protezione Civile.
Nel dettaglio: i casi attualmente positivi sono 12.266 in Lombardia, 3.915 in Emilia-Romagna, 2.953 in Veneto, 2.187 in Piemonte, 1.476 nelle Marche, 1.291 in Toscana, 744 in Liguria, 650 nel Lazio, 423 in Campania, 416 in Friuli Venezia Giulia, 436 nella Provincia autonoma di Trento, 366 nella Provincia autonoma di Bolzano, 362 in Puglia, 267 in Sicilia, 249 in Abruzzo, 241 in Umbria, 162 in Valle d’Aosta, 132 in Sardegna, 126 in Calabria, 21 in Molise e 27 in Basilicata. In Campania il dato è aggiornato a ieri.
Sono 4.025 le persone guarite. I deceduti sono 2.978, ma questo numero potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.
(ITALPRESS).

Snam donera’ 500 ventilatori polmonari e 600mila mascherine

MILANO (ITALPRESS) – “Grazie ai contatti in alcuni Paesi – in cui siamo presenti (Cina) o abbiamo in corso dialoghi sulla transizione energetica (India) – abbiamo trovato e appena firmato contratti per l’acquisto di 500 ventilatori polmonari. Si tratta di apparecchiature fondamentali per garantire la respirazione e in molti casi salvare la vita di pazienti ricoverati nelle terapie intensive dei nostri ospedali Covid. I ventilatori saranno disponibili a partire dalla settimana prossima e li doneremo ai territori piu’ colpiti dall’emergenza sanitaria”. Cosi’ Marco Alvera’, Ad di Snam. “Abbiamo anche provveduto a firmare contratti per acquistare 600mila mascherine N95 che arriveranno all’inizio della prossima settimana. L’acquisto dei ventilatori e delle mascherine – in stretto collegamento con il ministero degli Esteri, il Commissario straordinario e la Protezione Civile – rientra nello stanziamento da 20 milioni che Snam, anche attraverso Fondazione Snam, ha annunciato nei giorni scorsi in favore del sistema sanitario e del terzo settore”, agginge.
“Stiamo lavorando su piu’ fronti e mi auguro di avere presto altre novita’. Siamo vicini agli operatori sanitari, al mondo del non profit, alle istituzioni e a tutte le comunita’ italiane impegnate a fronteggiare l’emergenza. Il nostro impegno per la sicurezza energetica dell’Italia ora piu’ che mai va di pari passo con il nostro impegno sociale”, conclude Alvera’.
(ITALPRESS).

Coronavirus, 28.710 positivi, 2.978 morti e 4.025 guariti in Italia

ROMA (ITALPRESS) – Al momento in Italia 28.710 persone risultano positive al coronavirus che causa il Covid-19. Ad oggi sono stati 35.713 i casi totali. Lo rende noto la Protezione Civile.
Nel dettaglio: i casi attualmente positivi sono 12.266 in Lombardia, 3.915 in Emilia-Romagna, 2.953 in Veneto, 2.187 in Piemonte, 1.476 nelle Marche, 1.291 in Toscana, 744 in Liguria, 650 nel Lazio, 423 in Campania, 416 in Friuli Venezia Giulia, 436 nella Provincia autonoma di Trento, 366 nella Provincia autonoma di Bolzano, 362 in Puglia, 267 in Sicilia, 249 in Abruzzo, 241 in Umbria, 162 in Valle d’Aosta, 132 in Sardegna, 126 in Calabria, 21 in Molise e 27 in Basilicata. In Campania il dato e’ aggiornato a ieri.
Sono 4.025 le persone guarite. I deceduti sono 2.978, ma questo numero potra’ essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanita’ avra’ stabilito la causa effettiva del decesso.
(ITALPRESS).

CHISSA’ QUANDO RIPRENDE IL CALCIO, MA I CONTI GIA’ SI FANNO

Dunque Bill Gates aveva predetto tutto sul virus quattro anni fa, come negarlo? Lo abbiamo anche ascoltato: ma non giocava a fare il profeta, avvertiva che il futuro non ci avrebbe sterminato con le armi atomiche ma con i virus, piu’ pericolosi del caldo, povera Greta. Sylvia Browne no, lei aveva gia’ scritto tutto da anni (Profezie – Che cosa ci riserva il futuro) ma non era stata presa in considerazione. Con serena incoscienza, mica con la rabbia, il fastidio spesso irridente ch’era riservato a Cassandra, figlia di Priamo, profetessa di sventure, sostanzialmente mal sopportata come una portatrice di sfiga. Lei non era come l’erede storica Sibilla Cumana che vendeva profezie a doppio senso, scaltra donna politica antelitteram; a Cassandra era stato dato il dono della preveggenza tuttavia accompagnato dalla condanna a essere inascoltata, come tanti giornalisti (me compreso, lo confesso) che ogni tanto dicono “L’avevo detto, io…”. I piu’ colti recitano, alla Lotito:”Vox clamans (o clamantis) in deserto”. Ora che il presidente Gravina fa sapere che non e’ da escludersi una stretta economica nel calcio dopo i danni inflittigli dal Coronavirus, quelli che come me riscoprono la forza del destino, la cui ira funesta – non le ripetute scandalizzate denunce – infiniti addurra’ lutti ai procuratori cialtroni (ne esistono anche perbene, credetemi), ai dissipatori, ai venditori di fumo, a tutti coloro che hanno trasformato lo sport piu’ popolare in un volgarissimo mercato detto Calciobusiness.
In ogni trasmissione radio e televisiva, in tanti editoriali o post dei social e’ tutto un chiedersi cosa sara’ domani. Ma non si tratta piu’ di sapere se e quando si giocheranno i campionati, le coppe, gli Europei e i Mondiali: calma e gesso, prima o poi si tornera’ in campo, la palla e’ rotonda – piu’ del barattolo – ed e’ forse la profetessa meno ascoltata, rotola, strada facendo rotola, gira rimbalza e rotola, dove mai finira’? E’ troppo tardi per chiederselo, oggi si gioca un’altra partita ma i conti si faranno presto, anzi si fanno gia’. Il presidente dalle belle braghe bianche chiama i giocatori a lavorare, si vergogni! Vabbe’, rinuncera’ ai lavori forzati ma tagliera’ gli ingaggi, neghera’ i premi, offrira’ la cassa integrazione agli eccedenti, risparmiera’ su tutto, anche sull’acqua minerale (beato chi ne e’ sponsorizzato); esibendo uno slogan tanto amato da noi giornalisti:”Piuttosto che lavorare – dira’ Cellino a nome di tutti i presidenti – fanno i calciatori”. Perche’ strapagarli?
E non dite che non ve l’avevo detto…

Suzuki da 100 anni al servizio del cliente

Suzuki ha festeggiato il centenario della costituzione di Suzuki Loom Manufacturing Co., antesignana dell’attuale Suzuki Motor Corporation. Tutto iniziò nel 1909 quando, per migliorare le condizioni di vita di sua madre, tessitrice di magnifiche stoffe, Michio Suzuki realizzò, nel laboratorio della città natale di Hamamatsu, un telaio innovativo, capace di lavorare i tessuti in modo veloce, preciso, unico per l’epoca. Presto si trovò sommerso di ordini da tutti i villaggi della zona, espandendo poi a macchia d’olio il suo mercato. L’azienda superò il difficile periodo della Prima Guerra Mondiale e, nel 1920 Michio Suzuki, con un capitale di 500.000 Yen (al cambio di oggi pari a circa 4.237 euro) costituì la Suzuki Loom Manufacturing Co. Suzuki Loom Manufacturing Co. fu poi protagonista di una crescita inarrestabile che la portò alla leadership mondiale del settore e, dopo un altro stop dovuto alla II Guerra Mondiale, utilizzò le competenze meccaniche acquisite nello studio del moto alternato dei telai per progettare nel 1952 un motore alternativo che spinse la bicicletta a motore “Power Free”. Così Suzuki Loom si trasformò in Suzuki Motor Corporation Ltd. nel 1954. Una crescita inarrestabile portò nel 1955 il lancio della prima auto a marchio Suzuki, la Suzulight, spinta da un motore a due tempi di 360cc. La Casa di Hamamatsu restò protagonista anche nelle due ruote, debuttando nelle corse nel 1960 e ottenendo già nel 1962 il primo dei suoi 15 titoli mondiali. Il 1965 segnò l’ingresso di Suzuki nel mondo dei motori fuoribordo, con il lancio del modello D55. Nel 1970 appare la LJ10, la prima 4×4 di Suzuki e capostipite della leggendaria stirpe di Jimny. La grande novità a due ruote del 1971 fu la GT750, un’affascinante maximoto con tante soluzioni avanzate quali raffreddamento a liquido e un sistema di lubrificazione separata. Dieci anni dopo, nel 1981, sconvolgendo i dettami stilistici delle due ruote, Suzuki lanciò la prima Katana nella versione 1100, e nel 1985 ridefinì gli standard delle sportive con la GSX-R 750. Nel 1988 fu la Vitara a fare da pietra miliare nel mondo dell’auto, pioniera del segmento delle SUV compatte, prima fuoristrada con sospensioni automobilistiche, che oggi ha nella sua erede uno dei pilastri della gamma, primo 4×4 come numero di vendite nel mercato Italiano a dicembre 2019. È il 1998 quando nasce Burgman 250, lo scooter si impose da subito nel settore grazie a contenuti tecnici di assoluto livello, oltre allo stile elegante e lussuoso, che metteva il grande comfort di marcia al centro dell’attenzione. Nello stesso anno viene lanciato il Burgman 400: il primo maxi-scooter monocilindrico sopra i 250 cm³ che rivoluzionò il settore e che ancor oggi è lo scooter migliore sul mercato grazie alla capienza del sottosella, e stabilità da record. Suzuki pone il cliente al centro di ogni suo progetto e attività, restando fedele a valori ben radicati. Nel 1962 Suzuki ha infatti diffuso una dichiarazione d’intenti che definisce i tre obiettivi cardine della politica aziendale, perseguiti ancora oggi con dedizione assoluta. Al primo posto c’è lo sviluppo di prodotti e servizi di qualità e con un elevato valore aggiunto. Lo sforzo prodotto non punta a raggiungere meri obiettivi commerciali ma è finalizzato al reale benessere del cliente. Il secondo obiettivo di Suzuki è dar vita a un’attività imprenditoriale che faccia dell’innovazione e dalla positività i suoi elementi fondanti, sfruttando il lavoro in team per ottenere i migliori risultati possibili. Il terzo è infine la ricerca di un miglioramento costante, descritta anche attraverso il termine monozukuri.
(ITALPRESS).