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Coronavirus: Rezza (Iss) “Potrebbero essere necessarie altre zone rosse”

ROMA (ITALPRESS) – “C’e’ la necessita’ di mantenere le misure prese finora e probabilmente c’e’ l’esigenza di allargare, estendere le zone rosse sulla base dell’incidenza del coronavirus. Credo che l’estensione della zona rossa vada rimodulata e riformulata in base a quanto la zona e’ colpita, quindi potrebbero essercene delle altre da coprire. Mi sembra che a Milano il numero dei casi sia molto limitato, non credo che la zona rossa si debba estendere alla citta’ di Milano in questo momento. Milano e’ in zona gialla e ha gia’ applicato misure di distanziamento sociale”. Lo ha detto a Timeline, su Sky TG24, il direttore del dipartimento Malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanita’ (Iss) Giovanni Rezza.
“Vanno valutate – ha proseguito – misure di distanziamento sociale: abituare la popolazione in generale a comportarsi in maniera diversa, essere un po’ ‘asociali’: non abbracciarsi, non baciarsi, non stringersi la mano, troveremo fonti di saluto alternative, anche in altre parti d’Italia, perche’ la popolazione si abitui. L’unico modo per evitare la crisi del sistema sanitario e’ arginare la velocita’ di diffusione del virus”.
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Industria, per Confindustria prospettive produzione in peggioramento

ROMA (ITALPRESS) – Secondo il Centro Studi Confindustria, la produzione industriale nel primo bimestre mostra una forte oscillazione. In gennaio si e’ avuto un incremento dell’1,9% dovuto sia a una ricostituzione delle scorte sia a un effetto base (si confronta con livelli molto bassi a dicembre derivanti dalla forte caduta rispetto a novembre); in febbraio si e’ rilevato un calo dello 0,5%, spiegato solo in minima parte dagli effetti delle misure di contenimento della diffusione, in Italia, del Covid-19. In particolare, l’impatto principale deriverebbe dalle interruzioni lungo le catene globali del valore a partire dalla Cina; l’effetto del blocco delle attivita’ nella zona rossa, invece, e’ limitato poiche’ ha inciso solo per pochi giorni (dal 23 febbraio) e ha interessato un’area ristretta. Le informazioni disponibili preannunciano un impatto piu’ significativo nella produzione industriale di marzo e, soprattutto, in quella del secondo trimestre, quando si faranno sentire sull’industria gli effetti della caduta della domanda nel terziario. L’impatto del Covid-19 interviene in un contesto di estrema debolezza dell’economia italiana, che gia’ si muoveva sull’orlo della recessione. Con i dati disponibili fino a oggi, secondo il Csc questo rischio si materializza: il Pil e’ atteso in calo gia’ nel primo trimestre e vi sono elevate probabilita’ di una caduta piu’ forte nel secondo. In assenza di misure efficaci e tempestive di politica economica – non solo in Italia – il rischio peggiore e’ che si verifichi un avvitamento tra shock della domanda e dell’offerta in grado di provocare una forte e prolungata recessione.
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ACCORDO POLIMI-CONSERVATORIO G.VERDI PER LA FORMAZIONE

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Entrambi nati a fine Ottocento e uniti dal fatto di essere le uniche due istituzioni universitarie milanesi ad aver formato un premio Nobel (Giulio Natta e Salvatore Quasimodo), il Politecnico di Milano e il Conservatorio Giuseppe Verdi scoprono di avere molto di più in comune e firmano un accordo di collaborazione per la creazione di percorsi di formazione comuni. La convenzione quadro, sottoscritta in mattinata nell’Aula Magna di un Politecnico tristemente vuoto causa Coronavirus, intende infatti creare nuove figure trasversali molto richieste dal mondo del lavoro, frutto della commistione e della contaminazione tra le competenze tecniche dell’ateneo di piazza Leonardo Da Vinci e la creatività del Conservatorio Giuseppe Verdi. Grazie all’accordo, che durerà almeno cinque anni, agli studenti delle due istituzioni sarà data infatti la possibilità di frequentare “a ponte” gli insegnamenti di entrambi. Verranno sperimentate nuove modalità didattiche, attivati master congiunti, introdotti assegni di ricerca e borse di studio, ma anche effettuare periodi di stage e lavorare a lauree congiunte. La convenzione è legata anche a uno studio preliminare per il nuovo Campus del Conservatorio, che verrà realizzato nel quartiere di Rogoredo entro il 2023: una nuova sede della storica istituzione milanese in cui si terranno le lezioni del dipartimento di Nuove Tecnologie (musica elettronica, jazz e pop).

“Con questo accordo il Politecnico conferma la sua ferma volontà di fare rete con le altre istituzioni d’eccellenza, milanesi e non solo – spiega il rettore dell’ateneo Ferruccio Resta -. Proprio nella contaminazione delle discipline, nella ricerca congiunta e nella condivisione delle risorse, si sviluppa al meglio l’innovazione e la sperimentazione. E questo è necessario per essere sempre all’avanguardia e competitivi a livello internazionale”. “Nasce con questo accordo una rete che mette insieme due eccellenze dell’alta formazione a Milano – ha aggiunto il presidente del Conservatorio Giuseppe Verdi, Raffaello Vignali -. Essere in rete non significa perdere la propria identità, ma potenziare le proprie specificità”.
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Nel 2019 aumentano i trapianti, ma crescono anche i no alla donazione

ROMA (ITALPRESS) – Aumentano le donazioni e i trapianti di organi, ma anche le opposizioni al prelievo. E’ quanto e’ emerso dal report annuale del Centro nazionale trapianti presentato al ministero della Salute, che ha visto il 2019 come il secondo miglior anno di sempre per volumi di attivita’ e le liste d’attesa che continuano a ridursi. Il dato piu’ significativo e’ il discreto aumento dei donatori potenziali, ovvero quelli segnalati nelle rianimazioni come possibili candidati al prelievo degli organi. Nel 2019 sono stati 2.766 contro i 2.665 del 2018, il 3,8% in piu’. L’aumento delle segnalazioni ha permesso di assorbire il contraccolpo negativo del tasso di opposizione al prelievo, passato dal 29,8% dell’anno scorso al 31,2%. Complessivamente sono stati 863 i ‘no’ alla donazione rilevati nelle rianimazioni, in gran parte espressi dai familiari del paziente deceduto. Considerato che nel 2019 ogni singola donazione effettiva ha generato 2,5 trapianti, l’aumento delle opposizioni dell’1,4% in 12 mesi e’ “costato”, in proiezione, il mancato trapianto di ben 122 persone. Se non ci fosse stata nessuna opposizione al prelievo, nel solo 2019 sarebbero stati realizzati circa 2.200 trapianti in piu’.
Il dato delle donazioni, come gia’ registrato in passato, conferma forti scostamenti dal Nord al Sud del Paese: a fronte di una media nazionale di 22,8 donatori per milione di popolazione (pmp), si va dai 49,5 donatori della Toscana agli 8 della Sicilia. Particolarmente positiva la performance dell’Emilia Romagna, che e’ passata da 25,6 donatori nel 2018 ai 37,1 nel 2019 (+11,5).
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Federchimica, Farmindustria e sindacati siglano avviso comune

MILANO (ITALPRESS) – Un avviso comune che testimonia l’attenzione dei settori chimico e farmaceutico per la salute e la sicurezza dei lavoratori, accanto a produttivita’ e occupabilita’: Federchimica, Farmindustria e le Organizzazioni Sindacali di categoria hanno condiviso un documento relativo alle misure per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Nel testo le parti firmatarie, consapevoli degli sforzi che imprese e lavoratori stanno affrontando, evidenziano la necessita’ di continuare a garantire la salute, la sicurezza dei lavoratori, la produzione e conseguentemente l’occupazione del settore, nel solco del modello di relazioni industriali positive e partecipative. Le parti evidenziano l’importanza di attenersi alle misure di prevenzione definite anche a livello aziendale, nel reciproco rispetto e riconoscimento dei ruoli, delle competenze e delle responsabilita’ di tutti i soggetti coinvolti.
Per assicurare il rispetto di tutte le misure previste e comportamenti coerenti e corretti da parte di tutti i soggetti coinvolti, l’Avviso sottolinea l’importanza, ancora di piu’ in questa fase di emergenza, di realizzare una corretta e completa informazione e il coinvolgimento tra tutti i soggetti interessati. Le parti sociali, infine, auspicano che si realizzino, quanto prima, tutti gli annunciati interventi legislativi necessari a supporto delle imprese e dei lavoratori e garantiscono la massima disponibilita’ per approfondire e risolvere, congiuntamente, ogni eventuale problematica che dovesse manifestarsi in merito alla gestione dell’emergenza in atto.
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Allo Spallanzani 11 positivi al Coronavirus, 2 hanno la polmonite

ROMA (ITALPRESS) – All’Istituto Spallanzani sono ricoverati in questo momento 11 casi positivi al nuovo Coronavirus, compresa la coppia cinese ormai negativizzata. Tutti sono in condizioni cliniche “che non destano preoccupazioni ad eccezione di due che presentano una polmonite interstiziale bilaterale in terapia antivirale e che necessitano di supporto respiratorio”. E’ quanto emerge dal bollettino medico dell’ospedale romano. Nello specifico, ricoverati l’agente di polizia, il cui nucleo familiare continua ad essere sottoposto a sorveglianza sanitaria domiciliare da parte della Asl competente. L’intero nucleo familiare residente a Fiumicino. E ancora: un giornalista, un giovane allievo vigile del foco dell’87 Corso, una donna residente a Fiuggi, una donna della provincia di Cremona e una donna di Sassari.
“Tutti i casi positivi – evidenzia l’Istituto – al momento, presentano un link epidemiologico con le aree del Nord del Paese”.
“Sono stati valutati, ad oggi, presso la nostra accettazione 248 pazienti. Di questi, 203, risultati negativi al test, sono stati dimessi. Quarantacinque sono i pazienti tutt’ora ricoverati”, conclude.
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Allo Spallanzani 25 positivi al Coronavirus, 5 hanno la polmonite

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Dei 59 pazienti ricoverati complessivamente all’Istituto Spallanzani, 25 (in aggiunta alla coppia cinese ormai negativizzata) sono risultati positivi al Coronavirus: tutti sono “in condizioni cliniche stabili ad eccezione di cinque che presentano una polmonite interstiziale bilaterale in terapia antivirale e che necessitano di supporto respiratorio”, si legge nel bollettino medico odierno. L’ospedale romano conferma che “tutti i casi positivi, al momento, ancora presentano un link epidemiologico con le aree del Nord del Paese o con un caso confermato”.
“Si sta provvedendo a dimettere 5 pazienti, risultati negativi al test o che non richiedono più ospedalizzazione”, conclude lo Spallanzani.
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GASPERINI E INZAGHI CALCIO MADE IN ITALY

Ai miei tempi (ah ah) i 7 gol dell’Atalanta – 7 a Torino, 7 a Lecce – sarebbero stati accolti male, come il virus del peggior offensivismo ispanico/nederlandese. Chiacchiere e distintivo. E subito Scuola roccobreriana animata da sdegno contro Scuola napoletana entusiasta al grido di golgolgol che non era stato ancora del tutto appaltato ai gorgheggi di Victor Hugo Morales o dell’avvocato Mario Mattioli piu’ tardi innovatore in Rai dove i toni moderati venivano spacciati per martellinismo: al grande Nando bastarono 3×3=9 parole per celebrare adeguatamente l’evento del secolo. Si sorrideva, a quei gol, con un misto di comprensione e di pena, roba da ragazzi, folli’e da importazione. Vi garantisco ch’era piu’ facile sostituire con i jeans i pantaloni alla zuava o tracannare bocce di latte alla James Dean invece di spumador piuttosto che andare controcorrente con le tattiche calcistiche. Giu’ le mani dal calcio all’italiana. Quando mi presentai a Brera avendo appena letto “Rivera, il Golden Boy” di Maurizio Barendson fui subito tacciato di qualunquismo. Mi difesi proponendo una via di mezzo. Quale? Fulvio Bernardini, che con il suo Bologna aggiungeva al gioco per vincere anche qualcosa per piacere, dava un tocco in piu’, non riveriano pero’, alla classica manovra catenacciara, con intelligenza tattica che dopo la conquista dello scudetto a Firenze incanto’ Brera; ma fu quel 7-1 al Modena il 14 ottobre 1962 (arieccolo il numero magico) a far nascere il mito del Dottor Pedata:”Cosi’ si’ gioca solo in Paradiso” – disse – e chiese subito al presidente Dall’Ara di comprargli un portiere da scudetto – William “Carburo” Negri – e scudetto fu. A Milano pensarono che il Dottore si stesse convertendo al 4-2-4 brasiliano e mal gliene incolse quando il Bologna sconfisse l’Inter nello spareggio 1964 mettendo un terzino, Bruno Capra, al posto dell’ala sinistra titolare Ezio Pascutti infortunato. Gasperini l’Ammazzasette non e’ un qualunquista, non un risultatista e nemmeno un estetista, e’ il tecnico che sa cosa fare di un gruppo di giocatori tecnicamente validi e mentalmente liberi che sa disporre in funzione degli impegni e degli avversari; privilegiando gli elementi classici del calcio made in Italy, marcatura a uomo e contropiede. E’ cio’ che fa, ahilui senza il Papu Gomez ma con prudente intelligenza, il creatore della Nuova Lazio, Simone Inzaghi. Radu, Alberto, Milinkovic-Savic e Immobile recitano una nuova favola italiana. E Sarri? Chi l’ha visto?