LECCE (ITALPRESS) – Succede tutto nel recupero tra Lecce e Monza, che al Via del Mare pareggiano per 1-1 al termine di un match che fino al novantesimo aveva detto poco o nulla. Sono Krstovic e Pessina su rigore a firmare i due gol della partita. La prima occasione arriva al 21′ per merito degli ospiti, quando Kyriakopoulos calcia con il mancino dalla lunga distanza, ma la palla esce alla sinistra di Falcone, il quale sembrava sulla traiettoria. Il resto della frazione è tutt’altro che entusiasmante. Nel finale, i salentini ci provano con una tripla conclusione ravvicinata nel mezzo di una mischia, con i difensori sempre pronti a ribattere. Le due squadre vanno al riposo sullo 0-0, con i due portieri poco più che spettatori interessati dell’incontro fino a questo momento. La prima chance chiara della sfida si materializza al 5′ della ripresa, quando Rafia strappa palla a Pessina in zona offensiva e serve Krstovic, che però stringe troppo con il piatto destro e manda a lato da buona posizione. L’attaccante montenegrino ci riprova pochi minuti più tardi, quando si libera di una marcatura e ci prova con il mancino ma la sua conclusione è del tutto fuori misura. Nonostante la girandola di cambi, le due rivali non riusciranno più a rendersi pericolose fino al 43′, quando Gallo calcia debolmente con il destro da buona posizione dopo una lunga cavalcata palla al piede sulla fascia sinistra, impreziosita da un dribbling a rientrare su D’Ambrosio. Quando tutto sembra indirizzato verso un pari a reti bianche, al 2′ di recupero arriva il gol del vantaggio dei giallorossi. Il neo entrato Pierotti è bravo a fare da sponda di testa su una palla lunga e appoggia all’indietro per Krstovic, il quale scaglia un destro potente e preciso sotto l’incrocio dei pali lontano sul quale Di Gregorio non può arrivare. Sembra la rete della vittoria, ma alla ripresa del gioco sono i brianzoli a guadagnare un calcio di rigore per un fallo di mano in area commesso da Venuti. Dal dischetto si presenta Pessina, che spiazza Falcone e sigla l’1-1 che mette la parola fine alla contesa. Il pareggio consente agli uomini di Gotti di conquistare un punto comunque prezioso in ottica salvezza, salendo a quota 36 e restando in tredicesima piazza. I brianzoli rimangono invece due posizioni più in alto con 44 punti all’attivo.
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Succede tutto nel recupero, 1-1 tra Lecce e Monza
Martin vince gara Sprint a Jerez, cadono Bagnaia e Marquez
JEREZ DE LA FRONTERA (SPAGNA) (ITALPRESS) – Jorge Martin (Ducati Prima Pramac) ha vinto la Sprint Race del Gran Premio di Spagna, sul tracciato di Jerez. Il pilota madrileno allunga così ulteriormente in campionato su Bagnaia, disarcionato e caduto, in seguito ad un’entrata molto aggressiva di Binder nei primi giri.
Il podio viene completato da Pedro Acosta (Ktm GasGas), al secondo posto, e da Fabio Quartararo (Yamaha), al terzo. La gara è stata molto particolare e sconvolta da tante cadute, ben undici, probabilmente a causa di una chiazza di umido in mezzo alla pista. Binder, Bastianini, Vinales e i fratelli Marquez sono, infatti, tutti caduti nel medesimo punto del tracciato. Quarto posto per la wild card Dani Pedrosa (Ktm); quinto Franco Morbidelli (Ducati Prima Pramac). Nell’ordine, completano la top ten Raul Fernandez, Marc Marquez (rientrato dopo la caduta), Augusto Fernandez, Miguel Oliveira e Joan Mir. Out anche Espargaro, Miller, Di Giannantonio, Rins e Marini.
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Pnrr, Fitto “Modello possibile di indebitamento comune”
ROMA (ITALPRESS) – “C’è il tema dell’indebitamento comune a livello europeo e questo riguarda sicuramente la parte a fondo perduto. Però non dobbiamo dimenticare che l’Italia scelse in quel monumento di prendere al 100% la sua quota debito. Noi abbiamo un piano di questa dimensione perchè l’Italia in quella fase scelse di prendere 122 miliardi di euro a debito, l’intera quota di spettanza, e di aggiungerne altri 30 miliardi di piano nazionale complementare, sempre a debito. Quindi su 220 miliardi di Pnrr oltre 150 miliardi sono a debito”. Così il ministro per gli Affari Europei, il Sud, le Politiche di coesione e il Pnrr, Raffaele Fitto, alla conferenza programmatica di FdI in corso a Pescara. “Molti paesi – ricorda Fitto – hanno preso la parte a debito solo quando hanno deciso di fare Re Power Eu. Noi, per poter finanziare Rep Power Eu, abbiamo dovuto spostare fuori dal Pnrr molti progetti che erano stati impropriamente messi lì e abbiamo peraltro ascoltato una litania di chi ci diceva che abbiamo definanziato dei progetti”.
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Tajani “All’Ue per una Difesa comune servono un Commissario ed eurobond”
ROMA (ITALPRESS) – “Il presidente Macron dice sostanzialmente che la Ue ha bisogno di un cambiamento di paradigma nel modo di pensare e di agire per non restare indietro rispetto a Usa e Cina. Non è una novità, perchè se ne discute da tempo. Nel febbraio del 2017, quando ero presidente del Parlamento, approvammo una serie di ‘Rapporti economicì che prevedevano una capacità fiscale propria dell’Unione e un Tesoro comune. Da ultimo ricordo i lavori della ‘Conferenza sul Futuro dell’Europà, lanciata sempre dal Parlamento Europeo. Poi ci sono le proposte del Ppe, e dunque di Forza Italia, che vanno nella stessa direzione. Abbiamo bisogno di una Ue che agisca velocemente e che abbia gli strumenti per farlo, a cominciare da un bilancio più ampio. Servono un fondo comune perla Difesa, una forte politica industriale, una trasformazione verde non ideologica e il digitale. Dobbiamo rivedere tutti questi progetti, metterli insieme, rilanciarli, per rafforzare l’Unione”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervistato dal Qn.
“I francesi ma anche molti altri attori nazionali spesso hanno agito con una visione prevalente dell’interesse nazionale – aggiunge -. Ma adesso abbiamo bisogno di imprese Ue forti su scala globale. I nostri interessi, perfino il nostro ‘egoismò si difendono meglio insieme. Quando dico Ue intendo Europa e non solo giganti francesi o tedeschi o anche solo italiani. Dobbiamo creare filiere europee di imprese che supportino i nostri giganti globali. Penso che questo sia un modo efficiente per tenere dentro il sistema industriale europeo tutti gli Stati membri e sfruttare il grande potenziale delle Pmi”.
“Da anni – sottolinea Tajani – propongo una revisione delle regole della concorrenza, ormai vecchie di 50 anni, e una politica commerciale meno accomodante. Come Ppe lavoriamo per un’Europa con un fisco più favorevole alle imprese, per una strategia di competitività che includa il ‘Made in Europe 2030’, e per lo sviluppo di un’ambiziosa politica industriale comune che tuteli le infrastrutture critiche nonchè le nostre aziende più innovative dell’Ue dalla concorrenza sleale della Cina”.
Ed in merito ad una Difesa comune, spiega: “Cominciamo col dire che noi siamo fedeli all’Alleanza Atlantica e lavoriamo per il suo rafforzamento, perchè una difesa comune europea non è assolutamente in contraddizione con la Nato. Noi pensiamo alla armonizzazione dell’industria della Difesa e dei programmi comuni e ad una maggiore cooperazione delle forze armate, verso un percorso di integrazione con un incremento delle missioni sotto l’egida europea. Serve un Commissario alla Difesa incaricato di coordinare le politiche di Difesa degli Stati membri, e per trovare i fondi per la difesa servono gli eurobond. E soprattutto è necessario metter fine alla regola dell’unanimità al Consiglio Ue”. “L’obiettivo – prosegue – è assolutamente quello dell’esercito europeo, per proteggere i cittadini e gli interessi europei. Dobbiamo arrivarci, ma alla fine di un percorso, non all’inizio”.
“Oggi nessuno parla più di uscire dalla Ue o dall’euro – sottolinea Tajani -. La Brexit, con le sue nefaste conseguenze per la Gran Bretagna, ha insegnato a tutti noi i vantaggi dello stare insieme. A maggior ragione oggi, con sfide e crisi su scala planetaria, nessun Paese Ue avrebbe la forza di incidere da solo. Come Ppe siamo baluardo del processo di integrazione dell’Ue. E siamo la famiglia politica più forte in Europa. Lavoriamo perchè la Ue non resti in mezzo al guado”.
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Lollobrigida “Inserire la sovranità alimentare nella Costituzione”
ROMA (ITALPRESS) – “Chiederemo di aggiungere all’articolo 32 della Costituzione questo passaggio: La Repubblica garantisce la sana alimentazione del cittadino e a tal fine persegue il principio della sovranità alimentare e tutela i prodotti simbolo dell’identità nazionale”. Lo ha detto il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida in un’intervista a La Nazione spiegando che “nella nostra importante e bella Costituzione ci sono cose che all’epoca non era necessario ribadire, ma che oggi riteniamo importante fare. Si tratta di un dovere di tutti”. E alla domanda su cosa intenda Fratelli d’Italia per sovranità alimentare il Ministro ha sottolineato che la visione di sovranità alimentare “non è protezionista, ma mira a garantire approvvigionamenti di qualità per tutti, ponendo il settore al centro dello sviluppo, sia in Europa che nelle aree del mondo più svantaggiate. A settembre ospiteremo il G7 Agricoltura a guida italiana, con cui ci impegniamo a giocare un ruolo attivo in questo processo”.
Il Ministro dell’Agricoltura, alla domanda se l’Europa abbia ascoltato le richieste dell’Italia, ha poi risposto: “Assolutamente sì. Il governo Meloni ha voluto in questi mesi riportare gli agricoltori al centro. L’agricoltore è infatti il primo bioregolatore e svolge una fondamentale azione di presidio e salvaguardia della biodiversità. Il documento che abbiamo presentato in Europa sul tema è stato sottoscritto dalla maggioranza dei miei colleghi”.
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Scossa di terremoto di magnitudo 3.9 nella zona dei Campi Flegrei
NAPOLI (ITALPRESS) – Una scossa di terremoto di magnitudo 3.9 è stata registrata, alle ore 05:44, dall’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, nella zona dei Campi Flegrei. L’evento è stato localizzato a una profondità di 3 chilometri, con epicentro in mare, davanti Bacoli. Paura tra i residenti, alcuni dei quali sono scesi in strada.
L’area è interessata da scosse bradisismiche da tempo. Dallo scorso giovedì se ne sono verificate più di cinquanta.
A ottobre è prevista una grande esercitazione per l’evacuazione della popolazione a causa del rischio vulcanico.
– foto: screenshot dal sito dell’Ingv –
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Europei di ginnastica artistica, Maresca 7^ agli anelli
RIMINI (ITALPRESS) – “Peccato per l’uscita, se l’avessi stoppata sono sicuro che avrei potuto conquistare una medaglia”. Il rammarico nelle parole di Salvatore Maresca racconta l’amarezza del ginnasta di Castellammare di Stabia, che conosce le proprie potenzialità e sa di poter dare di più. Per questo l’agente delle Fiamme Oro della Polizia di Stato, medaglia di bronzo ai Mondiali di Kitakyushu 2021, non si accontenta del settimo posto nella finale agli anelli del 36° Europeo di ginnastica artistica, in corso fino a domenica, alla Fiera di Rimini. Il trentenne azzurro, al termine di un bell’esercizio sul castello romagnolo, si è concesso quel passo in più che ha fermato il punteggio a quota 14.566, troppo lontano dal podio. Il titolo di specialità va all’intramontabile campione greco Eleftherios Petrounias con un 15 tondo. Una sfida tiratissima e di altissimo livello, dove partecipanti, mano a mano, si superavano l’un l’altro di un decimo di punto, fino al pari merito, a quota 14.900, tra Nikita Simonov e Adem Asil, con l’azero davanti al turco in virtù dell’esecuzione migliore. “Nella verticale conclusiva, dopo aver gestito bene tutto il resto, ho pensato che l’uscita sarebbe stata fondamentale. Che avrebbe fatto la differenza – ha dichiarato in zona mista Maresca – Quando mi sono lanciato ho voluto controllare troppo, pagando questo eccesso di concentrazione”. “Spero comunque di aver portato in alto il nome dell’Italia e delle Fiamme Oro, e sono sicuro che appena rientrerò a Salerno, con il mio allenatore (Marcello Barbieri, ndr.), mi metterò a lavoro per migliorare – aggiunge – Perchè si può sempre migliorare. Da quando ho iniziato questo percorso ho dato il massimo, in ogni circostanza, per superare i paletti che incontravo sulla mia strada. L’ultimo periodo per me è stato altalenante, e si è visto anche in Coppa del Mondo, a Baku e Doha, dove non sono mai riuscito a salire sul podio. Però qui ho eseguito una gran bella routine, è mancato l’arrivo. Quindi sarò presto al top. Lodadio al mio fianco, in assistenza, è stato stimolante. E’ bello avere vicino una persona che ti capisce e che sa bene cosa bisogna fare, anche più di un allenatore. Marco mi ha preparato la presa degli anelli e appena mi sono appeso ho sentito il grip giusto. Mi è dispiaciuto non vincere una medaglia, sarebbe stata anche per lui. Petrounias? E’ fortissimo, non imbattibile. Il greco ha molta più esperienza di me. Si è imposto a tutti i livelli, in Europa, nel Mondo, ai Giochi Olimpici. Io sono nel giro da tre anni e ho ancora tanto da imparare”, ha concluso l’individualista campano dopo la sua prestazione. Nelle altre due finali per attrezzo in programma quest’oggi non erano presenti italiani, con Yumin Abbadini prima riserva in entrambe. L’inglese Luke Whitehouse (14.866 punti), numero uno in carica di Antalya 2023, con un colpo di coda nel finale riesce a battere per pochi centesimi l’israeliano Artem Dolgopyat (14.833 punti), confermandosi campione continentale al corpo libero. Medaglia di bronzo per l’ungherese Krisztofer Meszaros, staccato di un paio di decimi (14.600 punti). Il titolo al cavallo con maniglie, invece, rimane in Irlanda e se lo tiene stretto con il totale di 15.300 Rhys Mc Clenaghan, leader anche in Turchia, un anno fa. In una finale segnata da più di una caduta (vedi l’ucraino Oleg Vernaiev), sulla piazza d’onore sale l’olandese Loran De Munk con 14.933 punti mentre il bronzo va al cipriota, il re dell’all-around, Marios Georgiou, a quota 14.800.
Domani l’Europeo proseguirà la mattina con le sei final eight junior e con la seconda giornata delle sfide all’attrezzo per i senior. In gara Mario Macchiati alle parallele e Yumin Abbadini, già bronzo nel generale, impegnato alla sbarra.
– foto Simone Ferraro/ufficio stampa Federginnastica –
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Il Frosinone torna a vincere e manda la Salernitana in B
FROSINONE (ITALPRESS) – Il Frosinone batte la Salernitana 3-0 allo ‘Stirpè e sancisce l’aritmetica retrocessione della squadra granata a quattro giornate dal termine della Serie A. Sono Soulè, Brescianini e Zortea a mettere la firma su una vittoria che ai ciociari mancava dal 21 gennaio e che permette agli uomini di Eusebio Di Francesco di salire a quota 31 punti in classifica, tre in più dell’Udinese terzultima (impegnata domenica col Bologna) e alla pari di Verona ed Empoli, che in questo turno dovranno vedersela rispettivamente con Lazio ed Atalanta. Alla Salernitana serviva una vittoria per rinviare il verdetto della Serie B. Allo ‘Stirpè però dopo venticinque minuti la missione degli uomini di Colantuono diventa una montagna da scalare. Al 9′ Zortea – autore di cinque assist da gennaio – pesca in area Valeri che prende il tempo a Sambia e viene trattenuto quel poco che basta per convincere l’arbitro Fourneau ad indicare il dischetto. Dagli undici metri si presenta Matias Soulè che spiazza Costil e dimentica il rigore sbagliato contro il Napoli di due settimane fa. Al 25′ c’è il raddoppio col contropiede perfetto. Cheddira innesca Valeri che di prima premia l’inserimento di Brescianini: il centrocampista aggancia e davanti al portiere non sbaglia. La reazione d’orgoglio della Salernitana è affidata alle conclusioni dalla distanza di Tchaouna e ad un colpo di testa pericoloso di Coulibaly, mentre il tocco in rete di Vignato al 38′ è vanificato dalla bandierina alzata dell’assistente (annullato anche un gol ad Ikwuemesi per un fallo di Fazio ad inizio ripresa). All’intervallo Di Francesco deve cambiare il portiere: Turati è costretto ad uscire per un problema alla mano e deve lasciare il posto a Cerofolini. La rete del 3-0 arriva all’85’ nel miglior momento della Salernitana. Zortea guida il contropiede e col mancino da fuori area sorprende Costil. Lo ‘Stirpè fa festa. La Salernitana saluta la Serie A.
– foto Ipa Agency –
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