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In Italia prende sempre più quota il turismo estetico

ROMA (ITALPRESS) – Secondo le statistiche più di 5 milioni di italiani si sono rivolti al medico per un ritocco estetico e in Italia prende sempre più quota il turismo legato alla chirurgia estetica: meta l’Albania. E’ il caso della clinica KEIT che opera a Tirana dal 2011. “Partita come uno studio medico oggi è un’azienda e brand di eccellenza riconosciuto a livello europeo da cui sono passati migliaia di italiani”, si legge in una nota. Nella struttura ospedaliera di chirurgia estetica sono stati eseguiti più di 20 mila interventi di chirurgia estetica. Tra quelli più richiesti: la rinoplastica, la mastoplastica additiva ed il trapianto di capelli.
Quello che spinge molti connazionali ad attraversare il mare Adriatico è la presenza, all’interno della struttura sanitaria, di oltre 30 chirurghi italiani specializzati nelle diverse aree della chirurgia estetica, su un totale di 170 dipendenti totali. “Non solo. Il paziente può usufruire di un albergo a 4 stelle e decine di appartamenti, oltre a una flotta di van di lusso per il trasporto di coloro che si sottopongono a interventi e per i loro parenti – -. Grazie ad una struttura molto organizzata, le tasse molto basse e i costi di gestione molto più contenuti rispetto l’Italia e l’Europa, KEIT offre questi interventi con tariffe molto vantaggiose di circa il 40 – 60% più basse rispetto a quelle in Italia”.
Nel 2023, secondo alcune statistiche fornite da KEIT, 3.087 pazienti provenienti da tutta l’Italia e con al primo posto la regione Lazio, hanno eseguito un intervento chirurgico, di cui il 63% sono donne e il 37% uomini. Le procedure chirurgiche più richieste sono la rinoplastica seguito dagli interventi al seno e all’addome. L’età media dei pazienti è di 29 anni. Nel frattempo, come ramo della chirurgia estetica, nell’anno scorso KEIT ha realizzato i desideri di quasi 1000 pazienti per quanto riguarda il trapianto dei capelli.
Il Dottor Skerdi Faria, medico e imprenditore Italo – Albanese e fondatore della clinica, spiega che “KEIT si prende cura dei pazienti nei dettagli, dall’iniziale contatto fino alla completa guarigione, dopo gli interventi eseguiti. Per questo – spiega ancora – abbiamo stati presenti su molti media italiani da ‘Nemo – Nessuno Esclusò, Rai 2, con Enrico Lucci, ‘La Vita in Direttà con Lorella Cuccarini, ‘L’aria che tirà, con Davide Parenzo, fino all’ultimissimo servizio andato in onda nella trasmissione ‘Dritto e Rovesciò di Rete 4 curata da Paolo Del Debbio. La nostra azienda – conclude Skerdi – ha un sito web www.keit.al disponibile in 6 lingue”.

– Foto: ufficio stampa Keit –

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Piano Mattei, a Palazzo Chigi vertice della Cabina di Regia

ROMA (ITALPRESS) – Si è svolta presso la Sala Verde di Palazzo Chigi la seconda riunione della Cabina di regia sul Piano Mattei, presieduta dal vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani. Alla riunione hanno preso parte, oltre ai ministeri coinvolti e alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, i rappresentanti delle diverse agenzie e società dello Stato e delle imprese a partecipazione pubblica, dell’università, della ricerca, del terzo settore e di aziende private che si occupano di cooperazione e sviluppo.
Nel corso della riunione sono state ricordate le recenti missioni del presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Egitto (17 marzo) e in Tunisia (17 aprile), che hanno permesso la firma di importanti intese in alcuni dei settori di intervento identificati dal Piano: agricoltura, acqua, formazione.
Si è, inoltre, fatto il punto sulle missioni dei membri della Struttura di Missione, della Cooperazione allo Sviluppo e del Sistema Italia effettuate in Africa orientale e sulle future missioni calendarizzate nelle prossime settimane.
La riunione ha, infine, avuto l’obiettivo di esaminare una versione consolidata del documento di sintesi del Piano Mattei, alla luce delle osservazioni formulate dai membri della Cabina di Regia, in vista della finalizzazione del documento, che sarà trasmesso al Parlamento per la formulazione del parere delle Commissioni parlamentari competenti.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Ponti di primavera, un italiano su cinque si concederà una breve vacanza

ROMA (ITALPRESS) – Si avvicinano le festività per il 25 aprile e il 1° maggio e, oltre al loro valore storico e culturale, per molti italiani questo periodo rappresenta anche un momento per una breve pausa dalla routine quotidiana. Nel complesso, 1 italiano su 5 (il 19,5%) dichiara che approfitterà di questo ponte festivo per partire e concedersi una breve vacanza. 3 italiani su 4 di coloro che partiranno per questo lungo weekend staranno fuori di casa per al massimo 4 giorni, mentre 1 su 5 potrà permettersi circa una settimana di vacanza.
La meta più ambita in questo contesto è rappresentata dalle località di mare, seguite dalle città d’arte e dalle visite ad amici e/o parenti. Non mancano poi le gite in montagna o una breve vacanza all’estero e la visita a città e capitali sia italiane che europee. Chi, invece, non partirà per alcuna vacanza cercherà di sfruttare questo periodo di pausa per concedersi soprattutto un pò di riposo e relax, passare un pò di tempo all’aria aperta e fare qualche gita giornaliera, oltre che approfittarne per sbrigare quei piccoli lavoretti in casa che vengono rimandati nel corso dell’anno. Infine, 1 italiano su 4 tra coloro che resteranno a casa lo farà prettamente per questioni economiche.

Dati Euromedia Research – Realizzato il 23/04/2024 con metodologia mista CATI/CAWI su un campione di 1.000 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne

– foto Euromedia Research –

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Poca digitalizzazione studi professionali, investiti fino a 5 mila euro

MILANO (ITALPRESS) – Gli studi professionali italiani investono una percentuale molto esigua del loro fatturato in digitale: la maggior parte, infatti, spende tra i 1000 e i 5mila euro all’anno, solo una piccola parte di essi spende più di 30mila euro in nuove tecnologie. E nonostante gli strumenti digitali vengano adottati per migliorare la qualità dei processi, coordinare il lavoro e ridurre i costi, la maggior parte dei professionisti dedica alla formazione sulla tecnologia non più di un giorno all’anno.
Questa la fotografia scattata dal centro interdipartimentale dell’Università di Pavia «Institute for Transformative Innovation Research» (ITIR) in occasione dell’evento di kickoff del MindHub “Digitalizzazione e futuro degli studi commercialisti”, promosso da AssoSoftware, l’Associazione di Confindustria che raggruppa i produttori italiani di software, in collaborazione con l’Accademia dei Commercialisti e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti.
La ricerca dell’Università di Pavia è stata svolta su un campione di oltre 1500 professionisti proveniente da tutto il territorio nazionale tra il 2020 e il 2022.
L’obiettivo, come dichiarato da Stefano Denicolai, coordinatore del progetto, “è quello di indagare il livello di digitalizzazione degli studi professionali italiani al fine di comprendere al meglio il loro attuale stato di maturità digitale, con una particolare attenzione verso i commercialisti”. La ricerca, infatti, nasce in seno al programma Mindhub dell’ITIR al fine di avviare un percorso di confronto e ricerca fra università e un gruppo di esperti per meglio comprendere il futuro degli studi professionali nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale. “La trasformazione digitale è tanto un driver di cambiamento per lo studio stesso quanto un’opportunità straordinaria di rinnovamento dei servizi offerti ai propri clienti. Ci siamo quindi proposti di analizzare i nuovi trend tecnologici – come AI, Cybersecurity, Data Monetization – raccogliendo dati inediti sul livello di maturità digitale degli studi al fine di proporre modelli e best practice a cui tendere, ipotizzando scenari operativi e strumenti software di supporto” ha spiegato Nicolai.
Partendo dai risultati della ricerca si è svolta una tavola rotonda a cui hanno partecipato tra gli altri, Mauro Nicola, dottore commercialista in Novara, Fausto Turco, Presidente dell’Accademia dei Commercialisti, e Pierfrancesco Angeleri, Presidente di AssoSoftware, il quale ha dichiarato: “gli studi investono poco perchè non siamo riusciti ancora a far comprendere al meglio le potenzialità del digitale, che rappresenta un fattore fondamentale per crescere e sviluppare la loro professione.
Come dimostra bene lo studio presentato oggi, il digitale è ancora percepito come qualcosa che serve solo per rispettare gli adempimenti. Per questo è necessario puntare sulla diffusione della cultura digitale, mettendo in campo misure strutturali finalizzate a sostenere i professionisti ad affrontare le nuove sfide legate alla trasformazione digitale. Soltanto procedendo in questa direzione sarà possibile contribuire concretamente alla diffusione delle competenze digitali, che costituiscono l’asset strategico per l’integrazione dell’IA nei processi produttivi e nei servizi. Per questi motivi siamo qui oggi: vogliamo accompagnare gli Studi Professionali nel loro cammino verso una maggiore maturità digitale”.
-foto ufficio stampa UTOPIA (nella foto Pierfrancesco Angeleri) –
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Schlein “Nome su simbolo per europee divisivo, liste meravigliose”

ROMA (ITALPRESS) – “Noi abbiamo approvato in Direzione delle liste meravigliose perchè sono aperte a personalità della società civile che per la loro competenza rappresentano le battaglie per l’Europa che vogliamo e nel contempo tengono insieme le migliori energie del partito. E’ la prima volta che si fanno le liste con un metodo nuovo che archivia il manuale Cencelli. E per tenere il partito unito le abbiamo fatte insieme alla minoranza: non ci sono state scene traumatiche o notti dei lunghi coltelli, sono state approvate all’unanimità”. Lo dice in una intervista a “Il Corriere della Sera” la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein che poi sul fatto di non aver messo il proprio nome sul simbolo del partito in occasione delle elezioni europee, agginge: “Io credo che sia positivo che siamo l’unico partito che discute in chiaro: non c’è qualcuno che si chiude in una stanza e decide. Io ho ascoltato il dibattito di questi mesi sulla mia candidatura, ho ascoltato quello sulla proposta del simbolo. E mi è sembrato che il modo migliore per rafforzare questa squadra e spingere il partito più in alto fosse quello di correre anche io, mentre l’altra proposta mi è parsa divisiva e l’ho accantonata. Io ascolto sempre e poi da segretaria mi prendo la responsabilità di fare le scelte che ritengo più utili ed efficaci per questo progetto collettivo”.
Quindi alla domanda su che Europa vuole il Pd, ha risposto: “Un’Europa più sociale, come quella che ha insistito per il salario minimo, che si batte per cancellare gli stage gratuiti. Un’Europa della salute e infatti una delle nostre proposte riguarda l’istituzione di un centro europeo comune sui vaccini e i farmaci salvavita che vanno sottratti alla logica del mercato e del profitto. Un’Europa più verde che aumenti gli investimenti comuni su questo fronte perchè l’attuale bilancio europeo vale l’1 per cento del Pil comune ed è troppo poco. Un’Europa più giusta, un’Europa dei diritti e della solidarietà. Un’Europa con una voce sola sulla politica estera e la sicurezza, ricordandosi che l’Europa è un progetto di pace e per la pace e la difesa comune non si fa con un nuovo commissario senza reali poteri, nè con un’economia di guerra come è stato proposto da Michel, magari pensando di aumentare le spese militari di tutti i Paesi europei”.

foto: Agenzia Fotogramma

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A Roma la mostra Figurazione anni ’60 e ’70

ROMA (ITALPRESS) – Una mostra su due decenni di grande vitalità, che si propone di intercettare il nuovo interesse internazionale per la pittura e la scultura attraverso importanti artisti che hanno segnato un momento di intenso fervore creativo: promossa dalla Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, presieduta dalla prof.ssa Alessandra Taccone, e realizzata da Poema S.p.A. in collaborazione con Il Cigno Arte, l’esposizione dal titolo Figurazione anni ’60 e ’70, ospitata nei Musei di San Salvatore in Lauro a Roma, dal 24 aprile al 21 luglio 2024, presenta un’ampia rassegna dedicata alla pittura e alla scultura di figurazione in Italia a cavallo tra i due decenni artistici più vitali del Ventesimo secolo. La mostra, curata da Lorenzo e Enrico Lombardi, è infatti dedicata alle esperienze della pittura e della scultura figurative in Italia delle generazioni attive in particolare tra gli anni Sessanta e Settanta, un contesto molto complesso e differenziato che oggi merita di essere approfondito e, in moltissimi casi, riscoperto.

In questo periodo, tra l’altro, gli artisti visivi hanno di sovente operato in stretto dialogo di poetica e di rappresentazione con scrittori e registi come Pier Paolo Pasolini, Italo Calvino, Alberto Moravia, Giovanni Testori, Luchino Visconti, Vittorio De Sica, Leonardo Sciascia, in una condivisione spesso diretta alla narrazione delle nuove realtà delle metropoli e della società in rapida e, talvolta drammatica, trasformazione. Le linee iconiche italiane rappresentano, infatti, un intreccio di esperienze spesso collocate in un contesto internazionale, in cui si sono incrociate visioni e suggestioni di varia provenienza: dal Realismo di matrice sociale e politica al Naturalismo, fino alla Pop Art e all’Iperrealismo, senza dimenticare le importanti influenze della pittura metafisica.
“Questa mostra prosegue il ciclo di progetti espositivi dedicati dalla Fondazione Terzo Pilastro a una stagione artistica di grande vitalità e fervore, dopo la mostra del 2021 nella Galleria Monogramma in via Margutta su quella che fu chiamata ‘La scuola di Piazza del Popolò, e l’altra del 2022 su ‘I favolosi anni ’60 e ’70 a Milanò all’Auditorium della Conciliazione a Roma, entrambe fortemente volute dall’allora presidente, il professor Emmanuele F. M. Emanuele – ha detto Alessandra Taccone, presidente della Fondazione Terzo Pilastro -. Una stagione caratterizzata da una ventata di modernità che ha investito non solo le arti visive, ma più in generale l’intera società, e il cui filo conduttore – tra la visione sociopolitica di Guttuso e l’indagine della psiche umana di De Chirico, passando per il nuovo Naturalismo e le esperienze scultoree ispirate all’antico – risulta essere, in sintesi, quello di indagare le leggi eterne del processo creativo e le relazioni tra gli elementi che governano il gesto artistico, in un contesto molto variegato che merita, oggi, di essere assolutamente riscoperto”.
Il progetto espositivo conta più di una sessantina di opere ed è diviso in quattro sezioni: la prima, FIGURA SCULTURA, comprende artisti quali Giacomo Manzù, Marino Marini, Pericle Fazzini, Emilio Greco, Venanzo Crocetti, Vincenzo Gaetaniello, Valeriano Trubbiani. La seconda sezione, POLITICA SOCIETA’ REALTA’, prende avvio da maestri della scuola romana come Fausto Pirandello e Alberto Ziveri, masoprattutto da Renato Guttuso, e annovera artisti attenti ai nuovi scenari delle periferie, dell’alienazione urbana e della protesta comeRenzo Vespignani, Ennio Calabria, Titina Maselli, Giuseppe Guerreschi, Bruno Canova, Franco Mulas, Paolo Baratella, Giangiacomo Spadari, Lorenzo Tornabuoni, Franco Ferrari, Pablo Echaurren, Giacomo Porzano, Ugo Attardi. La terza sezione, NATURA PITTURA, è dedicata a un nuovo Naturalismo contemporaneo, e vede esposte opere di Ennio Morlotti, Zoran Music, Giuseppe Zigaina, Carlo Mattioli, Giuseppe Banchieri, Attilio Forgioli, Piero Guccione, Giorgio Celiberti, Edolo Masci, Ruggero Savinio, Alberto Gianquinto, Nino Cordio, Vincenzo Nucci, Raphael Mafai, Franco Sarnari. La quarta ed ultima sezione, METAFISICI E VISIONARI, prende infine avvio dalla Metafisica di Giorgio de Chirico, presentando anche un maestro internazionale come Balthus, pittore francese che però scelse l’Italia come luogo dove vivere e a cui ispirarsi. Ne fanno parte importanti pittori come Fabrizio Clerici, Sergio Vacchi, Alessandro Kokocinski, Leonardo Cremonini, Riccardo Tommasi Ferroni, Sergio Ceccotti, Gianfranco Ferroni, Angelo Titonel. Alla mostra Figurazione anni ’60 e ’70 è dedicato un catalogo edito da Il Cigno GG Edizioni.

– foto ufficio stampa Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale
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Storica vittoria dei Bauscia, il derby vale la seconda stella Inter

Gol di Acerbi, il cattivo diventato santo, e di Thuram, il Figlio talentuoso. L’Inter ha vinto il derby e il ventesimo scudetto. E ha colto la sua Seconda Stella. Storica vittoria dei bauscia, drammatica sconfitta dei casciavid nella Casa comune, l’immutabile San Siro che da ieri ospita 39 scudetti in comune e il Milan a sua volta in attesa della Seconda Stella. Io, antico fortunato cronista – o Testimone del Tempo, come diceva il mio direttore Enzo Biagi – ho raccontato anche la Prima dei nerazzurri. Quella era la Grande Inter di Angelo Moratti, Helenio Herrera, Italo Allodi, Sarti, Burgnich, Facchetti, Bedin, Guarneri, Picchi, Jair, Mazzola, Milani, Suarez, Corso. La filastrocca della Beneamata, la cantò Gianni Brera. Io la mormorai. Indimenticabile.
Ma sarà ricordata nel tempo anche l’Inter di Steven Zhang, Simone Inzaghi e Giuseppe Marotta. Già farete caso ai Magnifici Tre delle due Stelle, l’origine del successo, club compatti, dirigenti capaci, campioni solidali. Tifosi straordinari, meno causidici dei milanisti che guarda caso hanno ferito Pioli e consegnato trofei e gloria alla tradizionale nemica proprio nel momento in cui hanno perduto la bussola: lo scudetto, la Champions, l’Europa League. L’aria che tira fa parlare di beffa, ma l’Inter, questa Inter, bada più al suo trionfo che al castigo degli avversari. Non c’è più Peppino Prisco che diceva “sono vecchio, voglio diventare milanista, così quando morirò loro avranno un tifoso in meno”.
E’ l’Inter di Zhang, ma la Stella è anche di Massimo Moratti , il leader nerazzurro più vincente, con 16 trofei conquistati dal 1998 al 2011 (di cui 11 da presidente): 5 campionati italiani, 4 Coppe Italia, 4 Supercoppe italiane, una Coppa UEFA, una Champions League e un Mondiale per club.
Tecnicamente, è anche questa un’Inter italianissima, dico tatticamente. Perchè la Grande aveva solo due-tre stranieri – Jair, Suarez, Peirò – e la filastrocca era facile. Questa è più uno scioglilingua: Sommer, Pavard, Acerbi, Bastoni, Darmian, Barella, Calhanoglu, Mkhitarian, Dimarco, Thuram e Lautaro Martinez. Il bomber. Cinquantotto anni fa c’era Aurelio Milani, un ragazzo modesto, antidivo, patì un infortunio, sparì.
La Prima Stella che raccontai – spesso seduto a San Siro accanto al Gioànnbrerafucarlo – era nata alla fine del campionato 1965/1966, decimo scudetto. Replicava il successo della stagione precedente, alla fine del girone d’andata precedeva Milan, Napoli e Juventus. Vinse con una giornata di anticipo, a 50 punti, settanta gol segnati. Catenaccio e contropiede – come presto aveva capito il Mago, e non era il primo a dire “vincere è l’unica cosa che conta”, mentre i qualunquisti della scuola napoletana anticipavano i giochisti di oggi, ma si chiamavano Gino Palumbo e Totò Ghirelli. E non c’erano gli opinionisti. Contropiede ieri, un pullman sulla porta con Mourinho, e così nacque il Triplete che ha dato il suo contributo alla Bistella.
Inzaghi non è un Mago, e neppure uno Specialone, quando è arrivato a Milano i cosiddetti buongustai hanno subito criticato il pranzo che Simone offriva a San Siro. Ma si sono ricreduti in fretta e hanno prima gradito eppoi applaudito la sua capacità di esprimere il miglior risultato possibile: una squadra compatta, serena. Quella che si dice una famiglia, come piaceva a Angelo Moratti. Così scudetto e Stella sono suoi. Conquistati a San Siro alla faccia del Milan cui è mancato semplicemente un Pippo Inzaghi. Altro che Leao.

Arriva Marta, l’assistente digitale per i trasporti nelle Marche

ROMA (ITALPRESS) – Si chiama MARTA e sarà l’assistente digitale per i viaggiatori che percorrono la rete dei trasporti pubblici locali della regione. MARTA (acronimo di Marche Trasporti App) è in pratica il nuovo sistema di bigliettazione elettronica (SBE) che sarà esteso a tutto il territorio regionale e che consentirà di attuare una tariffazione integrata dei servizi di trasporto pubblico locale su gomma e ferro, permettendo ai viaggiatori di usufruire dei diversi modi di trasporto utilizzando lo stesso titolo di viaggio. MARTA è stato presentato nei giorni scorsi in regione dal presidente Francesco Acquaroli e dall’assessore ai Trasporti Goffredo Brandoni, insieme con Giorgio Fanesi, amministratore delegato di Pluservice – Thales, l’azienda che provvede all’implementazione del sistema.
“Questa iniziativa – ha affermato il presidente Acquaroli – proietta la nostra regione verso un sistema più avanzato del Trasporto pubblico locale. Un sistema all’avanguardia, specialmente in un territorio complesso come il nostro costituito da bacini differenti. Credo che la bigliettazione unica possa essere un punto di partenza fondamentale per semplificare la vita dei cittadini e anche per essere più accoglienti nei confronti dei tanti visitatori nelle Marche. Voglio anche ricordare l’importante investimento che la Regione sta facendo per il rinnovo del parco mezzi nell’ottica della sicurezza e sostenibilità ambientale. Sono investimenti frutto di scelte necessarie perchè è fondamentale avere un trasporto pubblico efficiente”.
Nel rappresentare MARTA è stato fatto un riferimento ai classici “robot” e alle distintive colline del territorio marchigiano, che le fanno da capelli. La forma della testa ricorda la lettera “A” di “Applicazione”.
“Diamo una nuova ‘identità’ al trasporto pubblico locale – ha spiegato Brandoni – Con questo sistema gli utenti del trasporto pubblico potranno utilizzare indistintamente ogni tipologia di mezzo di trasporto pubblico, autobus o treno che sia, con uno stesso titolo di viaggio costituito da una smartcard elettronica di tipo contactless o un biglietto con QR-Code utilizzabile su tutti i mezzi semplicemente avvicinandola alle apposite obliteratrici”.
“Il sistema di bigliettazione elettronica – ha continuato Brandoni – si baserà, inizialmente, sull’attuale sistema tariffario a fasce chilometriche e, successivamente alla messa a regime, su un sistema integrato di tariffazione totalmente rinnovato rispetto all’attuale, per il quale l’utente pagherà una tariffa dipendente soltanto dal percorso che intende effettuare, a prescindere dal vettore utilizzato”.
La Regione ha predisposto il progetto tecnico ed individuato le risorse necessarie, grazie a un protocollo d’intesa sottoscritto con 35 operatori del trasporto regionale, che saranno i soggetti attuatori, con i quali ha concertato una gara unica europea per complessivi 7,3 milioni di euro. L’ammontare complessivo del cofinanziamento regionale è di quasi 4 milioni di euro, pari a circa il 66% dell’investimento a fondo perduto (il rimanente 34%+IVA sarà a carico delle aziende firmatarie). La Società Conerobus di Ancona ha aggiudicato la gara ad un unico fornitore, al fine di garantire la massima integrazione dei sistemi e delle logiche di funzionamento. Il fornitore individuato è stato RTI Pluservice – Thales, di cui la capofila Pluservice è un’azienda marchigiana, leader sul campo nazionale e non solo nell’implementazione di questi sistemi.
“Questo – ha detto l’ad Giorgio Fanesi – è il primo progetto a livello nazionale in cui le informazioni per chi viaggia sono registrate non più sulla classica carta o sul biglietto cartaceo ma direttamente su un sistema centralizzato. Questo vuol dire che si abbatte l’evasione perchè ogni biglietto viene controllato in tempo reale. La grande innovazione sta nel fatto che le aziende del TPL avranno i dati in tempo reale, monitorando in tal modo il flusso effettivo dell’utenza e permettendo così di programmare tutti i servizi in maniera funzionale e razionale rispetto alle esigenze dei viaggiatori”.
E’ prevista la fornitura, l’installazione e la manutenzione dei seguenti componenti hardware e software: sistemi di bordo bus (obliteratrici elettroniche e router GPS+WiFi+4G); sistemi di vendita e controllo (punti vendita aziendali, punti di emissione smartcard, emettitrici self-service e terminali portatili di verifica); smartcard di tipo contactless; biglietti con QR-code ed app; moduli B-SAM per il pagamento del viaggio a bordo bus con carta bancaria (carta di credito/debito); sviluppo della piattaforma software 100% web-based a supporto della gestione centralizzata dei dati del sistema «Centro SBEM», ad uso della Regione e delle Aziende, compresa la gestione del sistema di vendita, della ripartizione dei ricavi (clearing) e del sistema di diffusione delle informazioni (infomobilità).
“Allo stato attuale – precisa Brandoni – si è conclusa la fase di progettazione esecutiva del sistema e la messa a punto delle funzionalità del ‘sistema pilotà e si sta completando la fornitura e l’installazione degli apparati presso le varie aziende attuatrici. Si prevede una graduale attivazione del nuovo sistema, limitato per ora al solo TPL gomma, che man mano sostituirà quelli attuali, a partire dall’inizio dell’estate con il servizio urbano di Pesaro, Urbino e Fano, e da settembre 2024 con l’avvio del nuovo anno scolastico sul territorio regionale, per andare a regime su scala regionale, presumibilmente entro la fine del 2025”.
-foto ufficio stampa Regione Marche –
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