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Sma, nuove prospettive per il trattamento dei bambini

ROMA (ITALPRESS) – Ci sono nuove prospettive per il trattamento dei bambini con diagnosi di SMA grazie all’allargamento dei criteri di rimborsabilità della prima terapia genica approvata in Italia. Con l’ok da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) all’estensione di onasemnogene abeparvovec (Zolgensma), prima terapia genica per la SMA, ai bambini con SMA 2 fino a 13.5kg e ai pre-sintomatici con 3 copie del gene SMN2, si aprono ulteriori prospettive di trattamento per la comunità dei piccoli pazienti con atrofia muscolare spinale e delle loro famiglie. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 16 marzo AIFA amplia i criteri di rimborsabilità per onasemnogene abeparvovec, rendendolo disponibile anche per i bambini con SMA di tipo 2, oltre che i pazienti con atrofia muscolare spinale di tipo 1 diagnosticati clinicamente, per i quali il farmaco era stato autorizzato nel 2021. Onasemnogene abeparvovec è la prima terapia genica approvata per il trattamento dell’atrofia muscolare spinale (SMA) che affronta direttamente la causa genetica dellamalattia, sostituendo la funzione del gene SMN1 mancante o non funzionante allo scopo difermare la progressione della malattia con una singola somministrazione endovenosa.
“Novartis è partita dal bisogno importante, medico, di ricercare e sviluppare una risposta ai bisogni delle persone che nascono con questa malattia”, ha detto Roberta Rondena, Country Value & Access Head Novartis, nel corso di una conferenza stampa. “Novartis ha iniziato un ampio piano di studi clinici sulla terapia genica e l’estensione della rimborsabilità della terapia genica per l’atrofia muscolare spinale di tipo 2 da parte di AIFA è un ulteriore passo significativo per i bambini che nascono con una diagnosi di SMA. Un traguardo importante, raggiunto grazie alla collaborazione con Istituzioni, Società Scientifiche e Associazione Pazienti che, auspichiamo, possa essere un modello virtuoso per il futuro. L’impegno di Novartis in questa area terapeutica continuerà per raggiungere sempre più pazienti, contribuendo a ridurre l’impatto della malattia e a garantire una migliore qualità di vita ai piccoli pazienti e alle loro famiglie”, ha aggiunto.
In Italia nascono ogni anno circa 40-50 bambini con atrofia muscolare spinale, patologia neuromuscolare rara – prima causa di morte genetica infantile – caratterizzata dalla progressiva perdita delle capacità motorie. L’atrofia muscolare spinale (SMA) è una patologia neuromuscolare rara e grave, oltre che prima causa di morte genetica infantile, caratterizzata dalla progressiva perdita delle capacità motorie, che si verifica quando risulta mancante o difettosa la versione di un gene necessario per produrre una proteina essenziale nota come proteina di “sopravvivenza dei motoneuroni” (SMN). In Italia nascono ogni anno circa 40-50 bambini con atrofia muscolare spinale; proprio la mancanza di proteina SMN, che provoca la morte dei nervi che controllano i muscoli (motoneuroni), rende difficili gesti quotidiani come sedersi e stare in piedi, nei casi più gravi deglutire e respirare.
La SMA è un “continuum di malattia”, con una gamma di sintomi che possono variare nella loro gravità, tanto che si possono classificare diversi tipi di SMA. Tra questi, la SMA tipo 1, i cui sintomi si sviluppano all’età di 6 mesi, e SMA tipo 2, con sintomi che compaiono tra i 6 e i 18 mesi di età, sono le più gravi.
Da oggi, con l’estensione delle indicazioni di rimborsabilità, la prima terapia genica approvata in Italia, onasemnogene abeparvovec, è disponibile anche per i pazienti affetti dall’atrofia muscolare spinale di tipo 2 (SMA2) e per i pazienti presintomatici con 3 copie di SMN2 e fino a 13,5 kg. Ampliando così la platea dei piccoli pazienti che potranno accedere a questo trattamento, in un momento in cui lo screening neonatale, fondamentale per la diagnosi tempestiva della patologia, si sta estendendo in sempre più Regioni italiane. “Accogliamo favorevolmente la notizia dell’ampliamento dell’accesso alla terapia genica che sarà resa disponibile – le parole di Anita Pallara, presidente dell’Associazione FamiglieSMA – per un numero maggiore di bambini affetti da atrofia muscolare spinale. Sappiamo che la terapia genica aumenta la sua efficacia e, quindi, migliora la risposta del paziente quanto prima viene somministrata. Per questo, come Associazione FamiglieSMA ribadiamo l’importanza dello screening neonatale, che deve essere esteso a tutte le regioni in modo da garantire sull’intero territorio nazionale lo stesso diritto alla salute. Accanto allo screening, sottolineiamo anche l’importanza di garantire alle famiglie il necessario accompagnamento nel percorso di cura e nelle successive fasi di follow-up post trattamento, attraverso una presa in carico da parte dei centri specializzati sull’intero territorio nazionale”.
A supporto dell’estensione di rimborsabilità è stato determinante il completamento dello studio di fase III SPR1NT, che ha dimostrato come i piccoli pazienti con tre copie del gene di backup SMN2, trattati in modo pre-sintomatico, abbiano raggiunto traguardi motori appropriati alla loro età, inclusa la capacità di stare in piedi e di camminare. Lo stesso studio conferma, inoltre, l’importanza dello screening neonatale per la SMA, che aumenta in modo significativo la probabilità di identificare i pazienti affetti dalla patologia quando sono pre-sintomatici, con un impatto significativo sui potenziali esiti terapeutici. Rendendo possibile somministrare, nei primi giorni di vita, la terapia al 95% di bambini che avrebbero sviluppato, a causa della mutazione genetica, le forme più gravi della patologia (fenotipi SMA1 – SMA2). “La somministrazione precoce di questo trattamento innovativo consente di ottenere risultati migliori per arrestare la progressione della malattia: la diagnosi prenatale, aumentando la probabilità di identificare i pazienti affetti dalla patologia quando sono pre-sintomatici, svolge una parte importante concorrendo ai potenziali esiti terapeutici – ha commentato Marika Pane, direttore clinico del Centro Nemo pediatrico di Roma e professore associato di neuropsichiatria Infantile all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma -. Bisogna, quindi, tenere conto del fatto che la degenerazione dei motoneuroni inizia prima della nascita, si intensifica rapidamente e che il processo non può essere invertito. L’aspetto innovativo di questo trattamento è che interviene direttamente sul difetto genetico con un’unica somministrazione; quindi, è effettuato una sola volta nella vita. In base agli studi clinici a disposizione, il trattamento precoce consente di ottenere nei piccoli pazienti tappe di sviluppo motorie che si avvicinano a quelle dei coetanei sani, come il controllo della testa e la capacità di sedersi senza supporto, senza il bisogno di ricorrere a supporti ventilatori che normalmente la storia della malattia prevede”.
Onasemnogene abeparvovec aveva già ottenuto l’approvazione alla rimborsabilità in Italia nel marzo 2021 come prima terapia genica, a somministrazione unica, per l’atrofia muscolare spinale di tipo 1 (SMA1) concepita per affrontare direttamente la causa genetica della malattia, sostituendo la funzione del gene SMN1 mancante o non funzionante allo scopo di fermare la progressione della malattia con una singola somministrazione endovenosa.
Proprio con l’avvento della terapia genica, la comunità dei pazienti SMA e delle loro famiglie ha visto cambiare la storia naturale della malattia. Come provano i dati sull’impiego di onasemnogene abeparvovec nella normale pratica clinica in Italia (Real World Evidence, RWE, evidenza nel mondo reale), a conferma che quanto riportato dagli studi clinici internazionali si traduce in effettivo beneficio per i pazienti trattati nel nostro paese, dove sono già stati coinvolti circa 125 bambini.

– Foto f04/Italpress –

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Mobilità sostenibile, a Rimini IBE e Intermobility Future Ways

ROMA (ITALPRESS) – IBE Intermobility and Bus Expo, l’appuntamento biennale di IEG Italian Exhibition Group di riferimento il mondo del trasporto collettivo e delle filiere industriali connesse, torna alla Fiera di Rimini dal 19 al 21 novembre.
La manifestazione, giunta alla sua 11° edizione, è stata presentata il 23 aprile a Roma.
In una nuova veste congressuale ed espositiva, sarà arricchita da “Intermobility future ways”, il 1° Forum Nazionale della Mobilità Sostenibile Condivisa in cui verranno affidate le sfide della mobilità futura delle persone. Una tre giorni di eventi, approfondimenti ed esposizioni sviluppata in collaborazione con la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e con il supporto tecnico dell’Osservatorio Nazionale della sharing mobility e di Euromobility.
“L’industria del trasporto collettivo e condiviso è in forte accelerazione, in cerca di sinergie e nuovi modelli organizzativi che la sostenibilità richiede con urgenza. Un vero e proprio ecosistema allargato della mobilità si sta affermando, nevralgico per lo sviluppo del Paese – afferma Maurizio Renzo Ermeti, Presidente IEG Italian Exhibition Group -. Anche l’industria delle fiere, in rapida evoluzione, è attraversata da queste dinamiche. Con IBE, IEG affianca i protagonisti del cambiamento, grazie all’unicità del proprio modello di business in cui ci proponiamo come Community catalyst & creator”.
La distinzione fra trasporto privato e trasporto pubblico è ormai superata, anche grazie alle tecnologie digitali e si sta evolvendo sempre più in un modello di mobilità condivisa sostenibile, in cui il cittadino possa selezionare la modalità di spostamento più adeguata caso per caso, da un ventaglio di possibilità accessibili e a basse emissioni.
In un mondo in costante cambiamento, dove i veicoli si adattano alle nuove fonti di energia e la sostenibilità è una priorità, IBE Intermobility and Bus Expo rappresenta un crocevia dove convergono idee e innovazione per l’intermobilità collettiva condivisa, un punto d’incontro tra il settore dei viaggi a lunga percorrenza, quello del trasporto pubblico locale.
Al suo interno, non solo trovano spazio le aziende della filiera industriale dei veicoli, ma anche gli attori delle nuove filiere che stanno plasmando il panorama del nuovo trasporto collettivo. Una manifestazione che si pone come catalizzatore per progettare un nuovo sistema di mobilità, in linea con gli obiettivi ambiziosi della Next Generation EU per la transizione energetica, e che evidenzia la necessità di un approccio integrato e inclusivo tra tutti gli attori coinvolti nel processo di trasformazione del settore. Grazie alle nuove tecnologie e alla transizione energetica, si mira a raggiungere un modello condiviso, connesso e a basse emissioni, in cui i cittadini e gli utenti possano avere a disposizione un ventaglio efficiente di soluzioni e servizi di mobilità.
“Gli appuntamenti di IBE consentiranno non solo di avere una visione d’insieme su un quadro complesso in cui il trasporto condiviso si candida come fattore di integrazione, crescita e sviluppo, ma soprattutto di raccogliere diversi “insight” su mondi diversi già oggi convergenti e sui nodi più delicati del cambiamento, con un respiro internazionale, a disposizione degli stakeholder e dei decisori politici a tutti i livelli di governo.
IBE24 giunge alla sua fase più matura in un momento di grande effervescenza del settore dei trasporti con una nuova formula grazie a Intermobility future ways, il Forum dedicato alla mobilità sostenibile condivisa, sviluppato in collaborazione con la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile – spiega
Alessandra Astolfi, Global Exhibition Director, Green & Technology Division, IEG Italian Exhibition Group -. L’obiettivo è quello di dotare la Community del trasporto collettivo di strumenti di approfondimento sempre adeguati e occasioni di confronto utili per interpretare tempestivamente ii trend emergenti di un settore dove nuove filiere green, digitalizzazione e transizione energetica giocano un ruolo chiave per rispondere alla nuova domanda di mobilità”.
Obiettivo di “Intermobility future ways” è di comprendere e condividere lo stato attuale, le tendenze evolutive e i principali fattori di cambiamento che riguardano la mobilità sostenibile e condivisa, nell’ambito dell’innovazione derivante dalla transizione verso un’economia verde e digitale che accelera la richiesta di nuovi bisogni di mobilità di modelli organizzativi e la definizione di nuovi servizi, modalità e mezzi di trasporto. E’ un’occasione di incontro, condivisione e confronto per aziende, amministratori locali e professionisti del settore della mobilità urbana ed extraurbana condivisa con l’intento principale di creare un ecosistema basato sul Mobility as a Service (MaaS) in cui emergano soluzioni innovative, nuovi modelli e una rete di relazioni significative.
“Non esisteva ancora in Italia un riferimento univoco che offrisse in un’unica sede e con un’unica fonte scientifica una panoramica omnicomprensiva della mobilità condivisa sostenibile, con i dati più aggiornati per ogni tipologia di servizio, la visibilità sulle best practice ed una visione comune fra decisori, aziende pubbliche e operatori privati – afferma Raimondo Orsini, direttore della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile -. Finalmente, anche grazie alle nuove tecnologie, i settori del trasporto pubblico, del trasporto ferroviario, delle autolinee, della sharing mobility e del Mobility as a service possono essere considerati come alleati e formare un unico ventaglio di soluzioni a disposizione dei cittadini, con vantaggi ambientali per l’intero sistema Paese. Il Forum di Rimini è il punto d’incontro ideale per questo nuovo modello di mobilità e con una certa emozione la nostra Fondazione sta collaborando per presentare nel Forum il Primo Rapporto Nazionale sulla mobilità sostenibile condivisa”.
Per sostenere questa visione di mobilità del futuro e comprendere le dinamiche in atto in un settore che sta attraversando una profonda mutazione, è stata lanciata da IBE l’Intermobility Community, una piattaforma che riunisce esperti, istituzioni, imprese e enti intermedi per promuovere i temi della mobilità futura, condividendo idee, buone pratiche e proponendo alleanze utili.
Il programma di “Intermobility future ways” vedrà: nel primo giorno una sessione plenaria di apertura, con la presentazione del Rapporto Intermobility future ways, nuova fonte di dati aggiornati su trasporto pubblico locale, ferrovie, autolinee, taxi, Ncc, sharing mobility, MaaS, e del loro contributo determinante alla transizione ecologica del Paese. Nel secondo giorno la Conferenza Nazionale della Sharing Mobility, giunta quest’anno alla sua 8^ edizione, durante la quale sarà presentato il Rapporto Nazionale della Sharing Mobility, con i dati che includono numero di noleggi, chilometri percorsi, veicoli in flotta e servizi attivi e che offrono una panoramica dell’offerta e della domanda nel settore, consentendo di monitorare l’evoluzione nel tempo e le tendenze emergenti. Nel terzo giorno MobyDixit, l’evento annuale di Euromobility che ospiterà la 24a Conferenza sul Mobility Management e la 8^ Conferenza PUMS che riunisce i mobility manager di moltissime imprese italiane, ma anche di scuole, ospedali, amministrazioni che si prendono cura degli spostamenti casa-lavoro dei propri dipendenti e fa il punto sull’elaborazione dei Piani Urbani di Mobilità Sostenibile, con cui le città italiane progettano la mobilità del futuro decarbonizzata e accessibile.
Tutto il programma di “Intermobility future ways” mantiene i fari puntati sui temi dell’efficienza energetica, sul trasporto pubblico locale, le nuove tecnologie digitali e lo sviluppo del MaaS, con attenzione ai nuovi attori della mobilità.
Fortemente orientato a favorire il progresso della mobilità e focalizzato sull’innovazione anche il programma di attività di IBE – Intermobility and Bus Expo sviluppato grazie alla collaborazione tra ANGI (Associazione Nazionale Giovani Innovatori) e la divisione Green&Tech di IEG Italian Exhibition Group all’interno dell’Innovation District.
Innovazione che si concretizzerà in una prestigiosa area espositiva situata sotto la cupola “Lorenzo Cagnoni” dedicata alle start-up e scale-up vincitrici della call che IBE 24 lancerà nei prossimi mesi e al seguito della quale una giuria composta da esperti selezionati dalla rete di partner dell’iniziativa e da organismi nazionali e internazionali valuterà i progetti presentati. Sono stati inoltre istituiti, per la prima volta ad IBE, il Premio “Start-up Innovativa” riservato alle start-up che si distinguono per progetti altamente innovativi nel campo della mobilità collettiva sostenibile e il Premio Innovazione “Lorenzo Cagnoni” dedicato alla memoria dello scomparso presidente di IEG riservato alle aziende espositrici per i tre progetti più all’avanguardia valutati dalla stessa giuria di esperti.
Per Andrea Gibelli, Presidente ASSTRA – Associazione Trasporti, “l’adozione delle tecnologie legate alla transizione energetica e digitale del Trasporto Pubblico sta generando importanti impatti sulle aziende, relativi all’organizzazione, ai processi produttivi, ai costi e soprattutto al lavoro. Per questa ragione, in occasione del nostro recente Convegno Nazionale, abbiamo concentrato il focus sull’IA, come nuova infrastruttura tecnologica e sui costi relativi alla gestione di flotte autobus a emissioni zero. Abbiamo inoltre fornito alle aziende e ai nostri interlocutori, diversi spunti di riflessione, dati, e un simulatore degli scenari relativi ai piani d’investimento. Il TPL è, e sarà, la forma principale di mobilità sostenibile; ma per un reale salto di qualità servono all’anno: 700 milioni per l’adeguamento del Fondo Nazionale Trasporti all’inflazione pregressa; 900 milioni -come proposto dai sindacati- per il rinnovo del contratto; 300 milioni per coprire i costi di esercizio finalizzati al raggiungimento degli obiettivi ambientali imposti dalla UE. Per gli investimenti poi, relativi al rinnovo delle flotte autobus, servono circa 700 milioni di euro annui per i prossimi quindici anni”.
“Il turismo su gomma si propone come il punto di snodo tra TPL urbano e connessioni delle nostre Città metropolitane e d’arte verso le aree interne, di grande pregio e attrazione soprattutto agli occhi del turismo ‘incoming’ – spiega Enrico Ceccarelli, Componente Giunta ANBTI- Confcommercio -. Patrimonio naturale, artistico eno-gastronomico sono tutti asset unici difficilmente replicabili ed in questo senso il ruolo dei Bus Turistici italiani rappresenta un unicum nel panorama di offerte del nostro Paese. Se i servizi di TPL, turismo su bus e leisure sul medio e lungo raggio sono sinergici, l’intermobilità prende forma. ANBTI – Confcommercio rappresenta i Bus Turistici, “Le ruote del Turismo” che trasportano ogni anno oltre 150 milioni di passeggeri, offrendo un servizio a 360 gradi e non paragonabile ad altri mezzi di trasporto”.

– Foto ufficio stampa IBE (Intermobility and Bus Expo) 2024 –

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Il Parlamento Europeo approva la riforma del Patto di Stabilità

STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – Il Parlamento europeo ha dato il via libera definitivo alla riforma del Patto di stabilità e crescita. Il provvedimento nella parte preventiva è stato approvato con 367 voti a favore, 161 contrari e 69 astenuti, nella parte correttiva con 368 voti a favore, 166 contrari e 64 astenuti. La direttiva sui quadri di bilancio ha ottenuto 359 voti a favore, 166 contrari e 61 astenuti.
“Una buona giornata che rende il nostro Patto di Stabilità un pò più intelligente – ha commentato il commissario europeo agli Affari Economici Paolo Gentiloni -. Le regole approvate sono migliori di quelle esistenti. Sono più flessibili, più aperte agli investimenti e danno più autonomia agli Stati membri”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Panetta “Guerre provocano frammentazione nell’economia mondiale”

ROMA (ITALPRESS) – “Le dispute geopolitiche e ancor di più il dramma della guerra hanno implicazioni che oltrepassano i confini dei paesi coinvolti, generano rischi economici e ostacolano gli scambi internazionali di beni e servizi e movimenti decapitati, fino a provocare una frammentazione dell’economia mondiale tra blocchi contrapposti di Paesi”. Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nella lectio magistralis in occasione del conferimento della laurea honoris causa in Scienze Giuridiche Banca e Finanza da parte dell’Università Roma Tre. “L’economia europea è particolarmente esposta alle conseguenze di una frammentazione del commercio mondiale per effetto sia della sua stretta integrazione produttiva e finanziaria con il resto del mondo, sia del suo modello di sviluppo dipendente dall’importazione di risorse naturali e fondato sulla domanda estera”.
Secondo Panetta “occorre riconsiderare il modello di crescita europeo. Negli ultimi due decenni, l’economia della UE ha fatto eccessivo affidamento sulla domanda estera e ha penalizzato la domanda interna, al contrario degli Stati Uniti. Le controversie commerciali e gli shock globali rendono però questa strategia di crescita meno sostenibile e più rischiosa”. “In prospettiva, la UE dovrà rafforzare la domanda interna e valorizzare il mercato unico”, ha proseguito.
“Investimenti coordinati e finanziati a livello europeo sono necessari per conseguire economie di scala e generare benefici per tutti i paesi. Eviterebbero duplicazioni di spesa e distorsioni del mercato unico, che sarebbero invece inevitabili se i progetti fossero realizzati a livello nazionale. Ed eviterebbero che la spesa possa ridursi nelle fasi di congiuntura sfavorevole, risultando prociclica” e “rappresenterebbero un potente volano per attrarre risorse private”, ha sottolineato il governatore di Bankitalia.
Inoltre “il ricorso al bilancio della UE per finanziare investimenti in beni pubblici comuni determinerebbe forti vantaggi per la stessa governance europea”. Con programmi di spesa su scala comunitaria, “la politica di bilancio europea non sarebbe più la semplice somma delle politiche nazionali, ma potrebbe essere definita in funzione delle esigenze dell’economia dell’area. Ciò garantirebbe coerenza tra l’orientamento della politica fiscale e quello della politica monetaria e consentirebbe di compiere un passo decisivo verso il completamento dell’Unione economica e monetaria”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Bardi “Premiati i fatti, in Basilicata sarà un governo di continuità”

POTENZA (ITALPRESS) – “Dobbiamo sempre pensare che i cittadini sono molto attenti alle cose fatte. Io credo che le persone hanno premiato i fatti. La vera sfida è continuare a fare lo stesso tipo di politica. Anche il campo allargato può dare nuovi impulsi per la nostra regione. Noi non partiamo adesso perchè abbiamo vinto le elezioni, siamo in una situazione di continuità. Nella sanità già le attività avviate sono in corso, ad esempio quando parliamo di potenziamento del Crob, assunzioni, tutti processi in itinere. Dobbiamo rispondere ai cittadini stiamo già risolvendo il problema delle liste di attesa, stiamo intraprendendo percorsi per assunzioni di nuovi medici. Le cose da fare sono tantissime, dovremo lavorare per dare risposte ai nostri cittadini”. Così
il presidente della Regione Vito Bardi in conferenza stampa per
commentare i risultati elettorali delle regionali.
“Il campo largo si è fatto perchè si sono condivisi i programmi e permetterà a tutte le forze politiche di realizzare iniziative comuni – ha continuato Bardi – Sulla sanità siamo tutti d’accordo non solo di varare un nuovo piano ma di condividere le scelte per migliorarle. Altro punto quello sulle infrastrutture. Tutti insieme con le competenze di ciascuno potremo realizzarle”.
“L’entusiasmo che ho raccolto in queste settimane è una delle cose che voglio sottolineare – ha proseguto il rieletto presidente della Regione – E’ stata una campagna elettorale molto intensa. Il risultato deriva dal merito ma anche dal demerito, l’opposizione ha pagato la scelta del candidato all’ultimo. Ritengo sia fondamentale la risposta che il centrodestra ha raccolto. Quando si vince con un distacco del genere vuol dire che le persone ripongono fiducia in noi. Credo che ci siano tutti i presupposti per continuare la nostra azione di cambiamento che abbiamo avviato cinque anni fa. Ringrazio tutte le forze politiche che mi hanno sostenuto, Tajani, Salvini, Lupi e Cesa a tutti coloro che hanno con Calenda e Renzi sostenuto questa coalizione allargata. Ringrazio il ministro Casellati” ha concluso Bardi.

– Foto: xc2/Italpress

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L’ultimo saluto ad Agostino, Arcivescovo Palermo “Esempio di resistenza alla mafia”

PALERMO (ITALPRESS) – “Vincenzo Agostino è stato da trentacinque anni – insieme alla sua amatissima moglie Augusta Schiera -, da quel tormentoso 5 agosto 1989, una vedetta, una sentinella, un vegliardo. Nonostante il buio della notte, allorchè nel suo spirito poteva scendere una schiacciante angoscia, è diventato una fonte di incrollabile speranza per noi tutti, per questa nostra terra martoriata e per l’intero Paese; e particolarmente per i suoi cari e per noi che oggi lo salutiamo con il cuore spezzato ma con immensa ammirazione e con uno speciale debito di riconoscenza”. Così l’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, nel corso dell’omelia per i funerali di Vincenzo Agostino, in una cattedrale gremita da migliaia di persone per l’ultimo saluto al padre coraggio simbolo della lotta alla mafia e conosciuto per la sua lunga barba bianca che non ha mai tagliato dal 5 agosto 1989, quando cosa nostra uccise il figlio Nino, poliziotto, insieme alla moglie incinta Ida Castelluccio.
“La lunga barba bianca di Vincenzo Agostino – sottolinea l’Arcivescovo di Palermo – ha rappresentato per noi il segno della resistenza attiva e proficua alla mafia e alle tante forme del ‘male strutturatò che ardiscono eliminare finanche – come lui stesso ebbe a dire – il «bene di un figlio, di una nuora, di un bambino […] mai conosciuto»; che sterminano Nino, un onesto e accorto servitore dello Stato, la sua giovane moglie Ida e il bambino che avevano concepito da pochi mesi; insanguina le strade della città, sparge afflizione nelle case e nelle famiglie, pianifica depistaggi, compra silenzi e connivenze anche tra esponenti del potere politico e delle istituzioni dello Stato.
Questa è la notte! La notte delle persone, la notte delle comunità, del raffreddamento dei cuori, dell’idolatria del potere e delle cose materiali. L’eclissi del patto di fedeltà. Degli alti valori umani. Del rigore etico privato e pubblico. Della formazione delle coscienze. Ma quella barba è stata anche narrazione del suo vegliare nella notte, dell’uomo che con gli occhi penetra l’oscurità e attende con certezza l’irrompere della luce della verità che l’orgoglio e la tracotanza di uomini corrotti e alla ricerca di potere credono di sopraffare. Ha infuso speranza. Ha chiesto di non assopirci. Ci ha provocati a non cadere nell’indifferenza deresponsabilizzante e a non abituarci al male. Quella barba è quei capelli bianchi che esaltavano i suoi occhi pieni di luce nonostante le tenebre, sono stati per noi monito a rinnovarci, a rimanere desti, a porre domande: «se volete domandare, domandate, convertitevi, venite!» (Is 21,12)”.
“La provata ma fulgida vita di Vincenzo e di Augusta – innamorati per sempre – ci sollecita – aggiunge monsignor Lorefice – a non indietreggiare dinanzi alle tenebre, di non abituarci al male, di non unirci agli empi e alle loro macchinazioni, di non patteggiare mai con i corrotti, di non farci avvincere dal laccio di una bramosia insensata e funesta (cfr 1Tm 6,9). Ha annunciato capacità di attesa, fermezza, indefettibilità, coerenza, resistenza, ricerca della verità e soprattutto speranza. Impegno per una città riscattata dal male. Lotta sincera, non simulata, alla criminalità organizzata, alla mafia, alle mafie che continuano imperterrite ad uccidere e a devastare le nostre città e le nostre case, i nostri figli. L’Evangelista Luca nel Vangelo descrive l’anziano vegliardo Simeone «uomo giusto e timorato di Dio» (Lc 2,25), che sa attendere attivamente, dentro lo scorrere della sua vita, l’adempimento delle promesse messianiche di Dio al suo «popolo Israele». Nell’incontro con Gesù, nel quale Simeone discerne la realizzazione della promessa fattagli dallo Spirito di vedere prima di morire il Messia del Signore, l’anziano vegliardo non dice: “ora posso scomparire”, ma: “ora è finito il tempo della mia fatica”. E’ finita la fatica di Vincenzo. Ora ci è chiesto di assumerla di portarla avanti noi. Il testimone passa a noi. Siamo qui per questo, per continuare a vegliare nella notte. E’ il modo migliore per dimostrare a tutti voi cari congiunti, e in particolare a voi carissime Flora e Nunzia e a voi nipoti, a te carissimo Nino, la nostra vicinanza e la nostra gratitudine a papà e a nonno Vincenzo. In una città che ha assistito al sacrificio di tanti uomini e donne delle istituzioni, della società civile e della Chiesa palermitana, possa la sua credibile e costante testimonianza continuare ad essere uno sprone nella costruzione di una città degli uomini giusta e solidale, libera dalle ‘strutture di peccatò mafiose e dalla corruzione e dalla falsità imperante. Ci sostenga la fede in Gesù Cristo risorto dai morti, alimentata dalla speranza dei cieli nuovi e della Terra nuova, così come ha sostenuto Vincenzo e Augusta”.
– foto Ipa –
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Concerto evento Webuild a Piazza Navona per restauro Cripta Sant’Agnese

ROMA (ITALPRESS) – Le note di Vivaldi e Handel sono risuonate ieri nella Chiesa di Sant’Agnese in Agone e nell’intera Piazza Navona a Roma in occasione del concerto dell’Accademia Barocca di Santa Cecilia, diretta dal Maestro e violino solista Boris Begelman, con Sara Blanch, soprano, e Andrea Lucchi, alla tromba. Il concerto “evento”, promosso dal Gruppo Webuild, è stato proiettato in diretta sulla facciata di Sant’Agnese in Agone per celebrare il recente restauro della Cripta, e l’intervento finanziato dal Gruppo Webuild, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma, per la valorizzazione della Cripta attraverso l’illuminazione artistica delsito del martirio di Sant’Agnese, luogo di preghiera venerato da secoli.
“Nelle città esistono tesori da custodire, perchè possano parlare alle future generazioni”, ha dichiarato Pietro Salini, amministratore delegato Webuild. “Proteggere e riqualificare questo patrimonio fa parte dell’impegno che, con orgoglio, il nostro Gruppo ha assunto negli ultimi anni verso le comunità in cui opera, per la tutela del bello e la protezione del passato che ci è stato tramandato. Il senso di quell’eredità vive nell’equilibrio tra la tecnica e la bellezza, lo stesso equilibrio che Webuild ricerca nelle grandi infrastrutture che realizza nel mondo. Ne abbiamo testimonianza proprio a Roma, dove con la costruzione di un’opera tecnologicamente sfidante e innovativa come la Metro C guardiamo al futuro della mobilità sostenibile, valorizzando al contempo la storia che ci ha preceduti, tramite i reperti che lavorando ogni giorno abbiamo l’opportunità di riportare alla luce”.
Il progetto di illuminazione della cripta è stato pensato per valorizzare le caratteristiche architettoniche ed artistiche dello spazio, nel rispetto dell’atmosfera intima che evoca. Le soluzioni adottate per l’illuminazione, ispirate da principi disostenibilità e salvaguardia delle opere d’arte presenti nella Cripta, oltre che dalla volontà di ridurre i costi di manutenzione, hanno previsto l’impiego di LED, sorgenti prive di emissioni UV e a bassa emissione di calore, che garantiscono la conservazione delle opere e degli affreschi, ma anche una elevata resa dei colori e comfort visivo per i visitatori.
Il progetto “Agnes in Lumen” è parte del più ampio programma “Agenda Cultura” attraverso cui il Gruppo ha promosso oltre 30 mostre ed eventi culturali nel mondo, pubblicando 19 libri negli ultimi 10 anni. Tra le iniziative più recenti, la mostra immersiva in Australia su Leonardo Da Vinci, sponsorizzata da Webuild, che ha portato il Codice Atlantico per la prima volta nel Paese, e l’installazione immersiva “Costruire secondo bellezza: le Stazioni dell’Arte a Napoli” allestita presso le Scuderie del Quirinale, a Roma, in occasione della mostra “Napoli Ottocento”.
-foto ufficio stampa Webuild-
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Mattarella “Gli appelli del Papa semi fecondi di giustizia e pace”

ROMA (ITALPRESS) – “Santità, In occasione del Suo onomastico Le giungano i più fervidi e sinceri auguri del popolo italiano e miei personali, unitamente ad affettuosi auspici di salute e benessere per la Sua persona. Come Ella ha recentemente dichiarato, “nessuno deve minacciare l’esistenza altrui”. Perfino tale regola fondamentale – questo “livello minimo” di convivenza umana – è posta in discussione nel drammatico contesto di una congiuntura internazionale e, in particolare, mediorientale segnata da violenze, contrasti, pulsioni di rivalsa”. Lo scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio a Papa Francesco, Jorge Bergoglio, in occasione di San Giorgio.
“Suonano pertanto opportuni e pressanti i Suoi appelli alla salvaguardia degli imprescindibili vincoli di fratellanza, appelli che non cessano di interrogare le coscienze di milioni di donne e uomini di ogni continente e che costituiscono per credenti e non credenti semi fecondi di giustizia e di pace – prosegue Mattarella -. Nella ricorrenza della festa di san Giorgio, Le rinnovo, Santo Padre, le espressioni della vicinanza del popolo italiano e della mia massima considerazione per la Sua alta missione apostolica”.

– Foto ufficio stampa Quirinale –

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