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Napoli ancora al tappeto, vince l’Empoli 1-0

EMPOLI (ITALPRESS) – Nell’anticipo della 33esima giornata di Serie A, l’Empoli batte 1-0 il Napoli, conquistando tre punti preziosissimi in ottica salvezza. Al Castellani l’uomo decisivo è Alberto Cerri, capace di castigare un Napoli svogliato e privo di idee. I ragazzi di Calzona sbattono sul muro difensivo dell’Empoli, salutando di fatto un posto nell’Europa che conta per la prossima stagione.
L’avvio di partita dei partenopei è subito traumatico e Cerri, dopo appena quattro minuti, porta in vantaggio l’Empoli, prendendo di testa il tempo alla difesa azzurra. Proprio l’ex attaccante del Como è costretto, però, al cambio al 20′, in seguito ad un problema muscolare. La reazione del Napoli è praticamente nulla ed è anzi l’Empoli a sfiorare in più occasioni il secondo gol: al 35′ Cambiaghi, tutto solo in area, si divora il raddoppio, colpendo l’incrocio dei pali. Dopo un primo tempo deludente, il Napoli rientra negli spogliatoi sommerso per l’ennesima volta dai fischi dei propri tifosi.
Nella ripresa gli ospiti provano a reagire, pur faticando nell’alzare i propri ritmi di gioco; dall’altra parte i toscani si difendono con ordine, affidandosi poi all’arma del contropiede. Al 67′ si fa vedere Kvaratskhelia, il cui tiro viene, però, neutralizzato da un super intervento di Caprile. Gli ingressi di Ngonge, Raspadori e Simeone non accendono un Napoli, troppo brutto e mai pericoloso nel finale di gara. L’Empoli legittima così la vittoria, giocando una partita tatticamente più ordinata e intensa. Con questo successo la formazione allenata da Nicola sale al quindicesimo posto, portando provvisoriamente a quattro lunghezze il vantaggio sul Frosinone terzultimo.
– foto Ipa Agency –
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Europee, Calenda “Deciderò settimana prossima se candidarmi o meno”

PALERMO (ITALPRESS) – “Non ho ancora sciolto il nodo sulla mia candidatura, ne parlerò la settimana prossima in direzione ma comunque il nostro programma è su tutti i social già da una settimana. Un ritorno di Draghi penso sarebbe una svolta per l’Europa, è un’ipotesi che mi attira molto”. Lo afferma il leader di Azione Carlo Calenda a margine della presentazione del suo libro ‘Il pattò, tenutasi al Casale San Lorenzo a Palermo.

foto: Agenzia Fotogramma

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Farfalle d’argento a Baku, bronzo per Sofia Raffaeli

ROMA (ITALPRESS) – E mentre in Italia l’inverno dà il suo ultimo colpo di coda, le azzurre della Ritmica hanno infiammato Baku più delle sue iconiche “Flame Towers”. Le aviere dell’Aeronautica Militare Alessia Maurelli, Martina Centofanti, Agnese Duranti, Daniela Mogurean, Laura Paris, insieme all’agente delle Fiamme Oro Alessia Russo, si confermano tra le migliori. Dopo il bronzo ad Atene, le Farfalle eguagliano il risultato di Sofia conquistando un altro argento nel concorso generale alla World Cup di Baku. La squadra nazionale di Ginnastica Ritmica – allenata da Emanuela Maccarani e dallo staff dell’Accademia di Desio – ha totalizzato 70.150 punti, lasciandosi alle spalle l’Azerbaijan, terza a quota 69.050. Leader della prova la Spagna con il complessivo di 70.450, a soli tre decimi dall’Italia. Maurelli e compagne gareggeranno nuovamente domani nelle due finali di specialità che le attendono, in diretta su La7d. Quarto posto per la Bulgaria (68.300) che è riuscita a mettersi davanti alla Cina, quinta con 68.250. Completano la classifica: Giappone (67.700), Ucraina (66.300), Messico (62.500), Turchia (59.150), Kazakhstan (57.000) e Georgia (50.600).
Arriva anche la medaglia di Sofia Raffaeli nel concorso generale. Dopo l’ottavo posto della prova ad Atene e il quarto il Bulgaria, la vice campionessa del mondo – allenata da Claudia Mancinelli alla Ginnastica Fabriano – ha vinto il bronzo con il totale, sui quattro attrezzi, di 130.700 punti (CE 34.200 – PA 34.100 – CV 32.950 – NA 29.450). Come nelle prime due tappe, l’agente delle Fiamme Oro della Polizia di Stato ha trovato qualche difficoltà al nastro, unica finale non conquistata dalla 20enne di Chiaravalle che rivedremo domani di nuovo a cerchio, palla e clavette in diretta su La7d. La vittoria va alla campionessa del mondo in carica, la tedesca Darja Varfolomeev che, con il punteggio di 138.150 è riuscita a mettersi alle spalle la bulgara Elvira Krasnobaeva (134.950). Ai piedi del podio azero, invece, l’ucraina Taisiia Onofriichuk che, con 130.350 punti, comanda la classifica delle inseguitrici.
Tenuta di gara straordinaria per Tara Dragas, alla sua seconda apparizione in una competizione di questo livello dopo la prima volta a Sofia un anno fa. La 17enne friulana infatti – seguita all’ASU di Udine dalla mamma Spela Dragas e da Magda Pigano – grazie ai suoi 125.100 punti (CE 32.500 – PA 33.200 – CV 30.150 – NA 29.250) si è posizionata all’undicesimo posto nel concorso generale, ad appena un decimo dalla bulgara Eva Brezalieva (125.200).
Qualche piccola imprecisione alle clavette e al nastro non le consentono di accedere alle rispettive final eight. Archiviato il concorso generale, la concentrazione ora andrà tutta sulle due finali conquistate: cerchio e palla.
Appuntamento a domani alla Milli Gymnastics Arena della capitale azera per la giornata dedicata alle specialità. Dopo Atene e Sofia, quella di Baku è la terza tappa del torneo internazionale della World Cup dei piccoli attrezzi (live su La7 e La7d) e, archiviata la Coppa azera, il Circus Fig si trasferirà poi a Tashkent (28 aprile), per finire con la finalissima di Milano (21-23 giugno), al Mediolanum Forum di Assago, sempre in diretta sulla rete ammiraglia del Gruppo Cairo Communication.
– Foto ufficio stampa Federginnastica –
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Trionfo fiorettiste a Tbilisi, Cerioni “Grande prova di forza”

TBILISI (GEORGIA) (ITALPRESS) – Entusiasmo, orgoglio ma anche tanta voglia di non fermarsi per l’Italia del fioretto oggi protagonista di un podio tutto azzurro a Tbilisi dove Alice Volpi ha trionfato nella gara individuale, battendo in finale Arianna Errigo, d’argento, e con Martina Favaretto e Anna Cristino medaglie di bronzo. E’ eloquente il messaggio lanciato, nel suo commento di fine giornata in Georgia, dal ct Stefano Cerioni: “Una grande prova di forza, che dà a tutte le nostre ragazze punti preziosi per il ranking mondiale e soprattutto ancor più fiducia in vista degli appuntamenti clou della stagione. Un podio tutto azzurro è un’impresa rara, che si raggiunge solo con il lavoro che stiamo facendo e che sta dando i frutti sperati. Alice Volpi e Arianna Errigo hanno disputato una gara eccellente ribadendo la loro classe, ennesima conferma al top anche per Martina Favaretto che mostra una continuità straordinaria. Un plauso speciale ad Anna Cristino, meritatamente sul podio, a dimostrazione del livello elevatissimo di tutto il nostro gruppo. Enorme soddisfazione, ma non ci fermiamo. La testa è già alla prova a squadre di domani”. E da Riyadh, dov’è al seguito delle Nazionali giovanili che oggi hanno chiuso con altre due medaglie uno splendido Mondiale Under 17 e Under 20 (13 podi azzurrini in totale, più degli Stati Uniti), anche il presidente della Federazione Italiana Scherma, Paolo Azzi, ha voluto congratularsi con le fiorettiste azzurre: “In un’altra bellissima giornata per i nostri giovani, qui in Arabia Saudita, abbiamo seguito con emozione l’affermazione straordinaria del fioretto femminile italiano a Tbilisi. Un podio tutto azzurro è un risultato strepitoso, già raggiunto in questa stagione anche dal fioretto maschile. Evidentemente le ragazze non volevano esser da meno rispetto ai loro compagni. Siamo davvero orgogliosi di loro”, le parole del presidente della FIS.
– foto Bizzi/Federscherma –
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Spinelli fa sua gara 1 ad Assen con le intermedie Pirelli

ASSEN (OLANDA) (ITALPRESS) – Il meteo variabile ha dominato la scena nelle qualifiche e nelle prime gare del Pirelli Dutch Round, terzo appuntamento del WorldSBK che si corre ad Assen. La classe WorldSBK è stata l’unica che ieri ha beneficiato di condizioni asciutte utilizzando soluzioni slick, lavoro che si è rivelato utile per la gara 1 corsa oggi, non avara di sorprese. La pista bagnata ha reso la scelta dei pneumatici un’incognita fino all’ultimo momento, con la maggioranza dei piloti che ha preso il via con soluzioni slick prevedendo il progressivo asciugarsi dell’asfalto. Unico a differenziarsi completamente è stato Nicolas Spinelli, ad Assen come sostituto dell’infortunato Danilo Petrucci per il Team Barni Spark, che ha scommesso su pneumatici intermedi per entrambi gli assi. Una scelta che ha pagato nei primi giri, tanto che l’italiano ha accumulato un vantaggio di circa 20 secondi. Il progressivo asciugarsi dell’asfalto ha però consentito alle soluzioni slick adottate dagli altri piloti di esprimersi al meglio, primi tra tutti Toprak Razgatlioglu (ROKiT BMW Motorrad WorldSBK Team) e Alvaro Bautista (Aruba.it Racing – Ducati) che hanno quasi raggiunto Spinelli prima che la bandiera rossa per olio in pista mettesse fine alla gara con sette giri di anticipo, sigillando le rispettive seconda e terza posizione al traguardo. Uguale incertezza ha dominato la griglia della WorldSSP. Privati della possibilità di provare adeguatamente su asciutto nella giornata di ieri, i piloti si sono avvicinati alla gara con la previsione di una scelta quasi unanime a favore dell’accoppiata SC1 anteriore e SC0 posteriore. Con la pioggia caduta poco prima del giro di schieramento, chi ha deciso di rimanere fedele alle proprie scelte per coperture slick ha avuto successo, in particolare lo spagnolo Adrian Huertas (Aruba.it Racing WorldSSP Team – Ducati) che ha avuto la meglio nelle ultime battute di gara su Stefano Manzi (Pata Yamaha Ten Kate Racing). A chiudere il podio Valentin Debise (Evan Bros. WorldSSP Yamaha Team) che è invece partito con SCR1 da bagnato. “Le condizioni metereologiche incerte di Assen hanno messo in risalto la versatilità delle soluzioni slick che nelle prove del venerdì si sono ben comportate anche con temperature di asfalto basse – l’analisi di Giorgio Barbier, direttore Racing Moto Pirelli – La scelta dei pneumatici sulla griglia di gara 1 è stata difficile a causa delle condizioni variabili, ma le sensazioni positive sulle prestazioni delle posteriori SC0 e SCX (in entrambe le varianti gamma e sviluppo) dimostrate con il freddo di ieri hanno lasciato la libertà ai team di operare la scelta migliore in relazione al proprio setup”. “In gara, con l’asciugarsi progressivo della pista, tutti coloro che avevano adottato soluzioni slick hanno trovato adeguato supporto per abbassare sensibilmente i tempi sul giro e avvicinarsi alla testa della corsa, con buoni riscontri anche da chi ha scelto la soluzione SCX di sviluppo al posteriore – chiosa Barbier – Con questa varietà di soluzioni tutte ugualmente valide abbiamo coperto un’ampia gamma di utilizzo che ha ben supportato le singole specificità e preferenze”. Sebbene sotto timidi raggi di sole, la Superpole della WorldSBK si è svolta con pista bagnata e tutti i piloti hanno utilizzato pneumatici rain SCR1. Il più veloce è stato Jonathan Rea (Yamaha), seguito da Nicolò Bulega (Ducati) e Toprak Ragatlioglu (BMW). In gara 1 Andrea Locatelli (Pata Prometeon Yamaha) è stato l’unico altro pilota oltre a Spinelli a partire con la soluzione intermedia all’anteriore, ma con la SCX al posteriore. Scelta quasi unanime tra gli altri piloti per la SC1 anteriore, con le sole eccezioni di Jonathan Rea (Pata Prometeon Yamaha) e Scott Redding (Bonovo Action BMW) partiti con SC2. Più eterogenea la scelta per i posteriori, con cinque piloti equipaggiati con SCX-A (la specifica C0900 di sviluppo) e gli altri pressochè equamente distribuiti tra SC0 e SCX. Entrambe le sessioni del venerdì della WorldSSP si sono svolte su bagnato, con SCR1 come soluzione obbligata per tutti i piloti. La griglia definitiva, stilata dopo il warm up del sabato, ha visto primeggiare Stefano Manzi (Pata Yamaha Ten Kate Racing) seguito dal compagno di squadra Glenn Van Straalen e da Adrian Huertas (Aruba.it Racing WorldSSP Team – Ducati). L’incertezza nelle scelte ha dominato lo schieramento per la gara 1, con la griglia quasi equamente divisa tra SCR1 da bagnato su entrambi gli assi e la combinazione slick SC1 anteriore e SC0 posteriore. Gara 1 della WorldSSP300 è partita all’insegna di migliorate condizioni meteo e pista asciutta, che ha permesso a tutti i piloti di prendere il via su pneumatici slick. Il poleman Fenton Seabright (Kawasaki GP Project), il migliore nelle qualifiche di ieri su bagnato, ha faticato a trovare la stessa competitività sulle nuove condizioni di asfalto e la vittoria è andata a Daniel Mogeda (Team#109 Retro Traffic Kawasaki), seguito da Unai Calatayud (ARCO SASH MotoR University Team – Yamaha) e Inigo Iglesias Bravo (Fusport-RT Motorsport by SKM-Kawasaki). Tutti SCR1 da bagnato i pneumatici scelti per la partenza della Gara 1 nella FIM Yamaha R3 bLU cRU World Cup, che è stata vinta da Marc Vic (DS Racing School) seguito da Takumi Takahashi (bLU cRU Yamaha Racing Japan) e Dawid Novak (Szkopek Team). Sia la superpole sia la gara 1 della Northern Talent cup sono state corse in condizioni di bagnato, con i giovani piloti che hanno esordito con pneumatici SCR1. La pole è stata conquistata da Thias Wenzel (Kiefer Racing) che ha poi chiuso in seconda posizione la gara 1 svolta oggi. Vincitore del primo appuntamento è stato Antoine Nativi (Racing Nativi team), terzo Jurrien Van Crugten (BB64 Accademy).
– foto ufficio stampa Pirelli –
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Meloni pubblica il monologo di Scurati “Noi non censuriamo nessuno”

ROMA (ITALPRESS) – “In un’Italia piena di problemi, anche oggi la sinistra sta montando un caso. Stavolta è per una presunta censura a un monologo di Scurati per celebrare il 25 Aprile. La sinistra grida al regime, la Rai risponde di essersi semplicemente rifiutata di pagare 1800 euro (lo stipendio mensile di molti dipendenti) per un minuto di monologo”. Così il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un post su Facebook.
“Non so quale sia la verità, ma pubblico tranquillamente io il testo del monologo (che spero di non dover pagare) per due ragioni – prosegue -: 1) Perchè chi è sempre stato ostracizzato e censurato dal servizio pubblico non chiederà mai la censura di nessuno. Neanche di chi pensa che si debba pagare la propria propaganda contro il governo con i soldi dei cittadini.
2) Perchè gli italiani possano giudicarne liberamente il contenuto. Buona lettura”.
Questo il testo di Scurati riportato nel post del premier Meloni:
“Giacomo Matteotti fu assassinato da sicari fascisti il 10 di giugno del 1924. Lo attesero sotto casa in cinque, tutti squadristi venuti da Milano, professionisti della violenza assoldati dai più stretti collaboratori di Benito Mussolini. L’onorevole Matteotti, il segretario del Partito Socialista Unitario, l’ultimo che in Parlamento ancora si opponeva a viso aperto alla dittatura fascista, fu sequestrato in pieno centro di Roma, in pieno giorno, alla luce del sole. Si battè fino all’ultimo, come lottato aveva per tutta la vita. Lo pugnalarono a morte, poi ne scempiarono il cadavere. Lo piegarono su se stesso per poterlo ficcare dentro una fossa scavata malamente con una lima da fabbro. Mussolini fu immediatamente informato.
Oltre che del delitto, si macchiò dell’infamia di giurare alla vedova che avrebbe fatto tutto il possibile per riportarle il marito. Mentre giurava, il Duce del fascismo teneva i documenti insanguinati della vittima nel cassetto della sua scrivania. In questa nostra falsa primavera, però, non si commemora soltanto l’omicidio politico di Matteotti; si commemorano anche le stragi nazifasciste perpetrate dalle SS tedesche, con la complicità e la collaborazione dei fascisti italiani, nel 1944. Fosse Ardeatine, Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto. Sono soltanto alcuni dei luoghi nei quali i demoniaci alleati di Mussolini massacrarono a sangue freddo migliaia di inermi civili italiani. Tra di essi centinaia di bambini e perfino di infanti. Molti furono addirittura arsi vivi, alcuni decapitati. Queste due concomitanti ricorrenze luttuose – primavera del ’24, primavera del ’44 – proclamano che il fascismo è stato lungo tutta la sua esistenza storica – non soltanto alla fine o occasionalmente – un irredimibile fenomeno di sistematica violenza politica omicida e stragista. Lo riconosceranno, una buona volta, gli eredi di quella storia? Tutto, purtroppo, lascia pensare che non sarà così. Il gruppo dirigente post-fascista, vinte le elezioni nell’ottobre del 2022, aveva davanti a sè due strade: ripudiare il suo passato neo-fascista oppure cercare di riscrivere la storia. Ha indubbiamente imboccato la seconda via. Dopo aver evitato l’argomento in campagna elettorale, la Presidente del Consiglio, quando costretta ad affrontarlo dagli anniversari storici, si è pervicacemente attenuta alla linea ideologica della sua cultura neofascista di provenienza: ha preso le distanze dalle efferatezze indifendibili perpetrate dal regime (la persecuzione degli ebrei) senza mai ripudiare nel suo insieme l’esperienza fascista, ha scaricato sui soli nazisti le stragi compiute con la complicità dei fascisti repubblichini, infine ha disconosciuto il ruolo fondamentale della Resistenza nella rinascita italiana (fino al punto di non nominare mai la parola “antifascismo” in occasione del 25 aprile 2023). Mentre vi parlo, siamo di nuovo alla vigilia dell’anniversario della Liberazione dal nazifascismo. La parola che la Presidente del Consiglio si rifiutò di pronunciare palpiterà ancora sulle labbra riconoscenti di tutti i sinceri democratici, siano essi di sinistra, di centro o di destra. Finchè quella parola – antifascismo – non sarà pronunciata da chi ci governa, lo spettro del fascismo continuerà a infestare la casa della democrazia italiana”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Ue, la ricetta di Draghi per uscire dalle illusioni

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di Raffaele Bonanni

ROMA (ITALPRESS) – Mario Draghi ritorna a indicare soluzioni avanzate con la sua consueta capacità leggere il mondo com’è e come dovrà essere in futuro. Lo fa in Belgio delineando la filosofia di fondo del report sulla competitività che gli è stato richiesto dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. Ha illustrato senza veli i punti di debolezza dell’Europa e le possibilità di ottenere soluzioni, in una visione di insieme finora raramente affrontata con coraggio e franchezza. In questa occasione si è potuta constatare la sua autorevolezza e chiara conoscenza dei presupposti economici e di potere mondiali. Ha sciorinato quesiti a cui dare seguito, e immediate soluzioni per correggere il più possibile i nodi aggrovigliati nel tempo che deprimono l’Europa. Una visione di insieme che collega la coesione sociale alla capacità di governare realtà complesse. La sua indicazione ha riguardato l’assoluta priorità di regolare ogni fattore economico in chiave unitaria europea, per affrontare le dinamiche e sfide che provengono da nuovi ed antichi grandi paesi protagonisti nella attuale economia mondiale.
Le priorità sottolineate hanno riguardato l’autonomia energetica pulita e rinnovabile nella sicurezza e per ridurre i costi per la competitività, quella delle componenti per le nuove tecnologie in una economia di scala, come quella della ricerca, degli investimenti a sostegno delle politiche industriali su larga scala, quella della finanza continentale. Queste politiche sono necessarie per difenderci dalle strategie industriali cinesi che tendono a fagocitare gli interessi europei, e anche dal protezionismo statunitense. Insomma, l’Europa deve cambiare radicalmente per saper dominare i grandi cambiamenti in atto. Dovrà imporsi grandi discontinuità rispetto al passato se vuole davvero assolvere al compito di proteggere i suoi interessi e la sua indipendenza futura. Draghi ha insistito sulla necessità di affrontare le attuali turbolenze in vari scacchieri geopolitici assai prossimi all’Europa, con il consolidamento della UE nella sua naturale vocazione di Istituzione continentale federale, con una propria diplomazia, un unico esercito per la difesa, un proprio bilancio.
E infatti la cultura sociale europea, unica nel mondo, con la considerazione della persona come centro nella comunità con le proprie libertà civili individuali e collettive, vanno salvaguardate in un mondo con Stati autocratici sempre più aggressivi. Ormai sfidano le democrazie promuovendo destabilizzazioni nei paesi liberi, guerre ibride e guerreggiate. Dunque non si può che sperare in una veloce e concreta evoluzione di questo pensiero per realizzare un’Europa forte. E’ questo il modo vero di costruire la pace. Non si costruisce la convivenza tra i popoli non considerando la forte diversità esistente tra paesi liberi e paesi sottomessi ad autocrati. Quelli liberi hanno una pubblica opinione che oltre al voto influenza giornalmente il potere politico ed economico. Si esprimono liberi dallo Stato nel regime di concorrenza. In quegli altri paesi lo Stato è controllato interamente dall’autocrate. Lo Stato domina l’economia e l’apparato militare, ed ogni atto che compie insegue la logica del dominio interno ed esterno. Dunque la convivenza e la pace vanno costruite considerando tali aspetti, se non si vuole involontariamente incitare a tentazioni di infiltraggio nei nostri gangli vitali economici, provocati anche dalle nostre debolezze e ingenuità. Per queste ragioni le tesi di Draghi sono preziose e utili per svegliarci dalle illusioni e saper abitare nel mondo odierno, che ha bisogno di una istituzione continentale all’altezza della nostra civiltà, che possa offrire ai popoli europei un futuro di libertà e prosperità.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Europee, Tajani annuncia la candidatura “È la scelta giusta”

ROMA (ITALPRESS) – Antonio Tajani, segretario nazionale di Forza Italia, al Consiglio nazionale del partito ha annunciato la sua candidatura alle prossime Europee.
“Lo farò profondendo tutte le mie forze senza far passare in secondo piano il ruolo di ministro e di vicepresidente del Consiglio. Voglio che le nostre liste siano caratterizzate dall’impegno del segretario. C’è una ragione politica e valoriale in questa scelta. Ritengo che sia giusto farlo per gli elettori e per tutta la nostra classe dirigente – ha aggiunto -. Non sarei un buon segretario di partito se non avessi il coraggio di mettermi alla guida. Ho voluto dare dimostrazione a tutti i nostri candidati e dirigenti che sono pronto a battermi da candidato come gli altri”.
Tajani alle Europee sarà capolista in 4 circoscrizioni su 5: Nord Ovest, Nord Est, Centro e Mezzogiorno. Nelle Isole la capolista sarà Caterina Chinnici. Nelle Isole il vicepremier ha confermato che non si candiderà perchè “è giusto dare spazio ai rappresentanti del territorio. Lì ho chiesto di guidare la nostra lista a Caterina Chinnici – ha detto -. La sua storia e il nome che porta sono un messaggio inequivocabile per dire da che parte stiamo: dalla parte della legge, delle forze dell’ordine, dei magistrati e dei cittadini onesti e che non si piegano ai ricatti. Così rendiamo onore a ciò che è stato fatto in passato e che non tutti gli avversari riconoscono”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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