VERONA (ITALPRESS) – Il Parmigiano Reggiano torna al Vinitaly per declinare i suoi infiniti sapori, abbinato a vini e distillati, in un momento in cui si celebra il Made in Italy famoso in tutto il mondo. Non è un caso se le esportazioni di Parmigiano Reggiano rappresentano il 43% del mercato, gran parte in Europa, moltissimo in America, il primo mercato estero.
“Siamo fieri di lavorare questo prodotto che è un pò l’ambasciatore italiano nel mondo – sottolinea Fabrizio Raimondi, responsabile relazioni esterne del Consorzio -. Abbiamo la fortuna di avere un prodotto estremamente versatile e di poterci sposare nei modi più diversi, in un viaggio che va dall’aperitivo al dessert. Non a caso fino al 17 aprile si alterneranno degustazioni di varie stagionature e biodiversità della Dop, in pairing con Chianti Classico, Franciacorta, Lambrusco, Valpolicella, birre ed altre prestigiose etichette, fino al ritorno di un “matrimonio” inusuale con le grappe trentine, in collaborazione con Istituto Tutela Grappa del Trentino”.
Presidente dell’Istituto è Alessandro Marzadro. A lui, e a Simone Ficarelli, Assaggiatore di Parmigiano Reggiano, il compito di accompagnare gli ospiti in un’esperienza sensoriale unica, fatta di sapori, anche contrastanti, che amplificano le caratteristiche reciproche, ad esempio la grappa bianca, più giovane, abbinata ad un gigante di 80 mesi.
“Stiamo creando una bella tradizione – assicura Marzadro -. Sicuramente questo abbinamento può sembrare strano, in realtà il distillato si presta soprattutto nel momento in cui abbiamo sapori forti. Quando parliamo di grappa trentina parliamo di un piccolo territorio con una grande vocazione: 24 piccole aziende che da sempre producono grappa con la massima qualità possibile. E’ un momento molto favorevole, questo. Il consumatore cerca sapori ed esperienze, non tanto il tenore alcolico e la nostra grappa ha tutte le caratteristiche per tradizione, tecnica e complessità aromatica. Per la degustazione di oggi abbiamo scelto tre tipologie, due invecchiate 18 e 24 mesi e una grappa bianca, così da riuscire a far capire la grande diversità che c’è sotto la parola grappa”.
“E’ fantastico, sono due territori che ci parlano di origine, passione, tradizione – aggiunge Simone Ficarelli -. Le tre grappe abbinate sono eccellenti. E i risultati, abbinati alle stagionature del Parmigiano che abbiamo scelto, sorprendenti. Se il risultato fosse scontato, sarebbe finita la magia. La stagionatura, diciamo che è il quarto ingrediente del Parmigiano Reggiano, oltre al latte sale e caglio. Il tempo è un quinto ingrediente, la passione del casaro. La stagionatura sono le stagioni che vanno ad incidere sui fenomeni di fermentazione, regalandoci ogni volta colori profumi e sensazioni diverse, sempre in evoluzione. La cosa fantastica dell’abbinamento è che è soggettivo. Diciamo che l’abbinamento migliore è sempre quello che soddisfa di più il nostro palato”.
“Il Parmigiano Reggiano è un prodotto unico», ha dichiarato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano – ma ce n’è uno per tutti i gusti: la biodiversità delle razze bovine, le stagionature e i prodotti “certificati” offrono gusti, sapori, sfumature ed emozioni estremamente variegate. E’ tutto questo a renderlo diverso dagli altri formaggi e a far sì che non sia solo un prodotto di estrema versatilità e distintività, ma un simbolo del Made in Italy in grado di conferire un tocco di carattere unico ai piatti, di figurare nei menù dei migliori chef del mondo e, al contempo, di abbinarsi con disinvoltura a vini, birre e distillati. Se il Parmigiano Reggiano è un prodotto d’eccellenza così amato nel mondo, infatti, non è solo grazie alla sua bontà e salubrità: è anche perchè è un ingrediente fondamentale in aperitivi, cene e in tutti quei momenti di condivisione e celebrazione trascorsi con la famiglia e con gli amici”.
Le degustazioni continuano e dopo il Vinitaly, la prossima occasione per scoprire il Parmigiano Reggiano da vicino, sarà la riedizione dell’iniziativa Caseifici Aperti, in programma sabato 20 e domenica 21 aprile. Al sito internet del Consorzio c’è l’elenco dei caseifici che aderiscono all’iniziativa, con la possibilità di prenotare la visita.
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Al Vinitaly il matrimonio tra Parmigiano Reggiano e Grappa Trentina
Cdm artistica, azzurri in gara in Qatar
ROMA (ITALPRESS) – Un ultimo appuntamento internazionale separa la ginnastica artistica dgli Europei senior e junior, in programma alla Fiera di Rimini dal 24 al 28 aprile per la maschile e dal 2 al 5 maggio per la femminile. Questo weekend, infatti, molti interpreti dei grandi attrezzi saranno impegnati con la World Cup di specialità, in scena a Doha (Qatar), da domani, mercoledì 17, a sabato 20 aprile. Si tratta della quarta e ultima tappa del circuito di Coppa del Mondo 2024, qualificante per i Giochi Olimpici di Parigi. Un affare che, per fortuna e per merito, non riguarda l’Italia, già qualificata con la squadra femminile e maschile. Per quanto riguarda le ragazze, il direttore tecnico Enrico Casella ha convocato l’agente delle Fiamme Oro della Polizia di Stato, Martina Maggio, che nella 3^ prova di Serie A di Ravenna è finalmente tornata a gareggiare dopo l’infortunio; Caterina Gaddi della Vis Academy e Chiara Barzasi dell’Unione Sportiva Renato Serra, giovani senior della Nazionale azzurra. Il suo omologo della maschile, Giuseppe Cocciaro, ha selezionato invece il poliziotto Salvatore Maresca, Lay Giannini della Giovanile Ancona, Nicolò Mozzato della Spes Mestre e Niccolò Vannucchi della Gymnastic Romagna Team. Al fianco degli azzurri ci saranno i tecnici Massimo Gallina (GAF), Marcello Barbieri e Gianmatteo Centazzo (GAM), gli ufficiali di gara Flavio Mandich e Linda Balugani (anche capo delegazione) e il fisioterapista Andrea Rocca. Le finali di specialità saranno trasmesse integralmente in diretta su RAI Play.
– Foto Ufficio Stampa Federginnastica –
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Torna il canottaggio sociale: presentate le attività 2024
ROMA (ITALPRESS) – La Federcanottaggio rilancia anche per il 2024 il proprio impegno nel sociale. Presso la sala conferenze del palazzo delle federazioni a Roma, sono state illustrate le attività introdotte per il 2024 dall’area Canottaggio Sociale della Federazione italiana Canottaggio. Tra le molteplici iniziative, che interessano i vari territori, l’individuazione di Hub nei quali sviluppare il servizio relativo al progetto “Sport Terapia Integrata” in favore delle persone che hanno avuto patologie oncologiche al seno e la prosecuzione dei progetti “#StudiEremoinFamiglia” e “Remare in Libertà”, finanziati dal Dipartimento dello Sport della Presidenza del Consiglio dei ministri e da Sport e Salute. La conferenza stampa è stata aperta dal presidente federale Giuseppe Abbagnale che ha sottolineato l’importanza dell’Area Canottaggio Sociale all’interno della Federazione, “che si è sempre schierata al fianco del sociale, fino alla creazione, grazie anche al sostegno di Sport e Salute, di tre progetti: ‘Sport e Terapia Integratà, ‘StudieRemo in Famiglià e ‘Remare in Libertà’. Sono orgoglioso e onorato di vedere la Federazione al fianco di queste iniziative” ha spiegato il presidente. Oltre alla collaborazione con Sport e Salute, di fondamentale importanza è anche quella con Coop Italia, che ha visto in collegamento il presidente Maura Latini, la quale ha sottolineato quanto sia importante “la sinergia con la Fic, con la partnership di maglia della squadra femminile olimpica reduce dai successi di questo weekend in Coppa del Mondo a Varese”. Alla conferenza ha partecipato anche il segretario generale Fic, Maurizio Leone, che ha spiegato i dettagli organizzativi della Regata Nazionale “Remare in Libertà” in programma il 21 giugno a Varese, della Festa Nazionale Studentesca relativa al progetto #StudiEremoinFamiglia che si svolgerà a Pusiano (Como) e dell’edizione 2024 di “Via le Mani”, la regata contro la violenza di genere che il 13 ottobre si sdoppierà tra Mantova e Roma.
– foto spf/Italpress –
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Venezia celebra la giornata del ricordo del genocidio armeno
VENEZIA (ITALPRESS) – Struggente e nostalgico, un viaggio in una terra lontana, sulle note di un flauto; quasi un’immersione improvvisa nella storia, fatta di tribolazioni e negazioni, di tradizioni e cultura, del popolo armeno.
E’ così che Venezia ha dato il via al ricco programma di eventi per la Giornata del Ricordo del Genocidio armeno, che si celebra il 24 aprile. E’ la terza edizione curata da Comune e Università Ca’ Foscari, con l’associazione Unione armeni d’Italia, l’associazione civica Lido Pellestrina e l’associazione Voci di carta. Oggi la cerimonia cittadina d’apertura con la Presidente del Consiglio comunale e la Prorettrice della Terza missione dell’università Ca’ Foscari, all’auditorium di Santa Margherita.
Davanti a una platea di giovani studenti della città è stato raccontato il patimento di un popolo quasi azzerato in un lontano 1915, mai percepito come così vicino, per l’odierna situazione di tensione internazionale. E’ stato il primo genocidio del XX secolo, il Grande male, ancor oggi non da tutti riconosciuto come tale. “Il contributo di Venezia nel ricordare quanto accaduto 109 anni fa è grande proprio perché contribuisce a rompere il ‘silenzio’ che da allora ha sempre avvolto la triste storia armena”, ha detto Baycar Sivazliyan, Presidente dell’Unione armeni d’ Italia.
“Fa onore a Venezia, seconda patria per molti armeni, ricordare e trasmettere a voi giovani la nostra storia. L’accoglienza di questa città ha contribuito notevolmente al seguente riconoscimento del Genocidio armeno. Io stesso, nato a Istanbul, ho conosciuto gli eventi del passato solo quando sono approdato a studiare in un collegio qui, in città. E solo dopo, la mia famiglia ha raccontato i patimenti affrontati”.
Un popolo sfortunato l’ha definito Aldo Ferrari, docente di Lingua e letteratura armena a Ca’ Foscari: “Un paese che a fine ‘800 stava per conoscere uno sviluppo economico e culturale simile a quello dei paesi europei, che l’avrebbe condotto all’indipendenza ma, invece di approdare a un “risorgimento”, ha presto conosciuto le stragi e poi il genocidio. E spiace oggi vedere che per il diritto internazionale non tutte le tragedie sono uguali”.
Tra gli appuntamenti, da oggi al 10 maggio, si segnala l’oramai classica visita guidata alla conoscenza dell’isola di San Lazzaro degli Armeni, previa iscrizione a: [email protected]. Fino ad esaurimento posti. E poi c’è la grande novità di quest’anno: il padiglione dell’Armenia della 60. Esposizione Internazionale d’Arte, ai Magazzini del sale. Prevista per sabato 20 aprile una visita guidata. Anche per questo evento, iscrizioni fino ad esaurimento posti e fino al 17 aprile: [email protected]. Domenica 21 aprile, invece, sono disponibili 30 posti per la visita guidata a Santa Croce degli Armeni. Info e prenotazioni: [email protected]
– Foto: ufficio stampa Comune di Venezia –
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Nasce “Marchio Storico”, obiettivo salvaguardare le imprese artigiane
MILANO (ITALPRESS) – Secondo una recente analisi del Family Firm Institute, il 30% delle imprese a conduzione familiare in Italia sopravvive al passaggio alla 2^ generazione, il 13% di esse arriva alla 3^ generazione e solo il 4% sopravvive al passaggio alla 4^ generazione. L’artigianato del lusso è a rischio di sopravvivenza per la difficoltà di molte piccole realtà ad affrontare il cambio generazionale e a competere nei mercati internazionali. Per scongiurare il rischio di perdere per sempre un prezioso patrimonio di tradizioni e “saper fare” e salvaguardare l’occupazione nasce Marchio Storico, holding che si propone come motore industriale e finanziario per favorire l’aggregazione di aziende con valori artigianali, capaci di produrre prodotti di alta qualità. L’obiettivo è promuovere un fondo d’investimento a sostegno di un polo di imprese, sotto un’unica guida industriale, che si affacci sui mercati internazionali come un soggetto nuovo, per promuovere l’eccellenza del Saper Fare, partendo dalla Toscana.
Il Progetto “Marchio Storico” è stato presentato in anteprima a Milano in occasione della Giornata del Made in Italy, indetta dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’iniziativa dal titolo “Tramandare il Futuro: Continuità e Passaggio Generazionale per il Made in Italy” – inserita dal Mimit nel calendario ufficiale delle Giornata del Made in Italy – è stata organizzata da Consorzio Excellence Italia in collaborazione con il professor Lorenzo Zanni in qualità di membro del MEIM Lab (Laboratorio di Market, Entreprenership and Innovation Management) del Dipartimento di Studi Aziendali e Giuridici dell’Università degli Studi di Siena e con il Consorzio Excellence Italia. Marchio Storico intende costituire un polo di realtà produttive che uniscano l’artigianalità ad un adeguato livello tecnologico. La Holding ha iniziato la sua attività aggregando sotto la propria direzione due aziende leader del settore dell’arredamento, Savio Firmino e Chelini, e sviluppando un contesto virtuoso in cui ogni azienda possa accrescere il suo vantaggio competitivo, mantenendo intatte identità distintiva e creatività. Le prime attività di acquisizione si concentreranno nell’inserimento in portafoglio di aziende di fornitura e subfornitura, per poi procedere con una crescita organica e uno sviluppo per linee esterne. L’obiettivo a breve termine è di concludere operazioni di partnership con aziende sane da un punto di vista finanziario e caratterizzate da una storia di successo, con produzioni sinergiche e complementari a quelle in portafoglio, e con ricavi compresi tra uno milione e cinque milioni di euro. In una seconda fase, per dare sostegno finanziario al progetto, Marchio Storico punta a promuovere un fondo di investimento, promosso da primaria SGR, in collaborazione con un gruppo selezionato di investitori istituzionali e privati, per poi approdare alla quotazione in borsa nel corso dei prossimi anni.
“Il fondo potrebbe essere costituito da una struttura finanziaria compartecipata tra pubblico e privato – ha spiegato Antonello Bracalello, Managing Director di Marchio Storico – con un’iniezione di capitali iniziale in grado di far decollare il progetto, seguita dalla raccolta di nuove risorse da parte di investitori istituzionali e privati. Il progetto ambisce a divenire esecutivo in breve tempo, dato che può contare su un gruppo di imprese e di manager già operativi, in grado di individuare le migliori aziende da accogliere nell’orbita del Marchio Storico e sviluppare i più efficaci piani strategici e operativi”.
“La dimensione del Fondo dovrebbe essere non inferiore a 20-25 milioni di euro – ha detto Cosimo Savio, CEO di Marchio Storico – per consentire un’efficacia operativa che garantisca la possibilità di costruire un raggruppamento di imprese e un impatto sul territorio – anche in termini occupazionali – non inferiore alle 10 aziende, tenendo conto di un’ipotesi di investimento di circa 2 milioni di euro per ciascuna acquisizione e per il successivo sostegno per lo sviluppo. Rendere profittevole l’Alto Artigianato, in un giusto bilanciamento tra livelli occupazionali sul territorio e rendimento per gli investitori è l’obiettivo di una sfida unica ed emozionante”.
– foto ufficio stampa Headline Giornalisti –
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Mattarella “Gli italiani chiedono giustizia trasparente ed efficiente”
ROMA (ITALPRESS) – “Nella logica criminale dei suoi assassini, Bachelet rappresentava le istituzioni che contrastavano con determinazione la violenza terroristica utilizzando solo gli strumenti costituzionali e, insieme, esprimeva un profondo senso della comunità e della coesione sociale. Questi due elementi – la Costituzione e il senso di comunità per la coesione sociale – hanno sempre sconfitto i tentativi di lacerazione della società e di disarticolazione delle sue istituzioni”. Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel suo intervento alla cerimonia di intitolazione della sede del Csm alla memoria di Vittorio Bachelet.
“Anche con riferimento a questi valori – richiamati dalla figura di Vittorio Bachelet – il CSM è chiamato all’impegno di contribuire ad assicurare la massima credibilità alla magistratura, con decisioni sempre assunte con senso delle istituzioni. I nostri concittadini chiedono una giustizia trasparente ed efficiente”, prosegue Mattarella.
“Al CSM la Costituzione affida il compito di dare concretezza all’indipendenza della giurisdizione, come valore irrinunciabile della nostra democrazia. Proprio per questo, il ruolo che si assume quali componenti del Consiglio rappresenta una funzione di garanzia e, in ogni momento, di grande responsabilità per l’equilibrio fra i poteri costituzionali – spiega il capo dello Stato -. I componenti del CSM si distinguono soltanto per la loro “provenienza”. Hanno le medesime responsabilità nella gestione della complessa attività consiliare e sono chiamati a svolgere il loro mandato senza doversi preoccupare di ricercare consenso per sè o per altri soggetti – prosegue Mattarella -. Laici e togati interpretano – con doverosa piena indipendenza da ogni vincolo – un ruolo fondamentale nel funzionamento del nostro sistema, sempre seguendo, quindi, il dettato costituzionale. In questa prospettiva sorregge il riferimento alla forza d’animo e al coraggio che contraddistinsero l’azione di Vittorio Bachelet, al fine di superare divisioni e contrapposizioni pregiudiziali, facendo prevalere sempre la ricerca dell’interesse generale”.
– Foto ufficio stampa Quirinale –
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Edison inaugura un nuovo impianto fotovoltaico da 41 MW in Sicilia
AIDONE (ENNA) (ITALPRESS) – Edison ha inaugurato oggi ad Aidone, in provincia di Enna, un nuovo impianto fotovoltaico da 41 MW all’interno della strategia di crescita nelle energie rinnovabili, che prevede 2 GW di capacità installata fotovoltaica al 2030. Attraverso l’entrata in esercizio del nuovo impianto, denominato “Solecaldo”, Edison conferma il proprio ruolo di operatore responsabile impegnato nella transizione energetica del Paese.
“Con il nostro piano di investimenti nelle fonti rinnovabili confermiamo l’impegno nella sfida della transizione energetica volto a realizzare un futuro sostenibile per le aziende e le persone – ha detto Nicola Monti, amministratore delegato di Edison -. Edison ha un forte legame con la Sicilia dove è presente attraverso tutti i principali business, dalla generazione elettrica alla vendita di energia e servizi a valore aggiunto per i clienti sia pubblici che privati. Grazie al nuovo impianto di Aidone rafforziamo ulteriormente la nostra presenza nella regione, aumentando la quota di energia rinnovabile a disposizione del territorio”.
“Con l’impianto di Aidone diamo avvio a una robusta pipeline di crescita che farà di Edison uno dei player di riferimento anche nel settore fotovoltaico. Un ambito questo più recente rispetto all’eolico, di cui siamo leader in Italia, e nel quale abbiamo importanti target di sviluppo – ha commentato Marco Stangalino, Vice Presidente Esecutivo Power Asset Edison -. La Sicilia ha un ruolo di primo piano nella transizione energetica e qui vogliamo continuare a essere protagonisti della crescita sostenibile. Nei prossimi tre anni prevediamo di costruire nella regione ulteriori 300 MW da fonte rinnovabile, contribuendo alla generazione di valore sia per il territorio sia per le comunità che ci accolgono”.
Il parco fotovoltaico di Aidone genera circa 71,5 GWh di energia rinnovabile all’anno, soddisfacendo così il fabbisogno energetico di 26.500 famiglie ed evitando l’emissione in atmosfera di oltre 29.000 tonnellate di CO2 all’anno. I lavori di costruzione sono iniziati nel novembre del 2020 e sono durati 2 anni e mezzo, impiegando 45 imprese fornitrici, per un totale di oltre 140 mila ore lavorate. L’allaccio alla rete elettrica nazionale e la conseguente entrata in esercizio dell’impianto sono avvenuti nel dicembre 2023. Inoltre, in sintonia con la propria politica di sostenibilità, che ha come pilastri fondamentali il capitale naturale e il paesaggio, Edison ha deciso di riqualificare il territorio in prossimità dell’impianto fotovoltaico attraverso la piantumazione di 10.600 ulivi distribuiti su 17 ettari.
Con il nuovo impianto di Aidone, Edison prosegue nell’implementazione del suo piano di sviluppo al 2030, che, in linea con le politiche nazionali ed europee di decarbonizzazione e transizione energetica, prevede di incrementare, dagli attuali 2 GW a 5 GW, la capacità rinnovabile installata in Italia. In particolare, Edison mira a realizzare 2 GW di nuova capacità fotovoltaica, 1 GW di eolico e a mantenere la quota di idroelettrico a 1 GW.
Nel primo trimestre 2024, il Gruppo ha aperto cantieri per nuove realizzazioni di eolico e fotovoltaico in tutta Italia pari a 110 MW, mentre risultano in corso di autorizzazione 0,8 GW di fotovoltaico e 1,6 GW di eolico, di cui la metà sono relativi a progetti di integrale ricostruzione. Inoltre, lo scorso dicembre Edison ha completato la costruzione di 6 impianti fotovoltaici in provincia di Torino e Alessandria per complessivi 34 MW.
Nell’ambito del piano di sviluppo di Edison, la Sicilia è un territorio altamente strategico. Al momento, il Gruppo detiene e gestisce nella regione 4 impianti eolici da 104 MW situati nelle province di Trapani, Enna e Messina, e, oltre al nuovo impianto di Aidone da 41 MW, un fotovoltaico da 5 MW ad Agira (in provincia di Enna). A questi si aggiungono un nuovo cantiere, recentemente aperto, per un impianto fotovoltaico da 55 MW a Tudia (PA), e ulteriori 3 impianti fotovoltaici da 60 MW già autorizzati. Infine, sono in corso gli iter di autorizzazione per la realizzazione di 6 impianti fotovoltaici da 220 MW e 7 eolici da 330 MW.
Al fine di garantire la sicurezza e l’adeguatezza del sistema elettrico italiano, il piano di crescita di Edison nelle rinnovabili prevede anche lo sviluppo dei necessari strumenti di flessibilità, come i pompaggi idroelettrici, che consentono di incrementare l’energia green a disposizione della rete nazionale. Proprio a Villarosa, in provincia di Enna, Edison prevede di sviluppare un impianto di pompaggio con una potenza di circa 300 MW. Ad oggi, il Gruppo ha ottenuto giudizio positivo di compatibilità ambientale ed è in attesa della conclusione dell’iter concessorio presso la Regione Siciliana e dell’iter di Autorizzazione Unica presso il MASE.
Con l’intento di partecipare al vissuto quotidiano del territorio e del suo tessuto sociale, Edison è presente in Sicilia anche con la Fondazione d’impresa EOS – Edison Orizzonte Sociale – impegnata nella promozione di progetti di contrasto alla povertà educativa e culturale dei giovani. In particolare, dal 2021, nell’ambito del progetto Traiettorie Urbane, la Fondazione promuove la crescita sociale dei ragazzi e delle ragazze di Palermo, attraverso un’offerta educativa, culturale e sportiva, con l’obiettivo di renderli protagonisti nel disegno delle loro “traiettorie di vita”.
– foto xd9/Italpress –
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In Italia in calo propensione imprenditoriale e avvio di nuove imprese
ROMA (ITALPRESS) – L’Italia si posiziona al 36º posto nel ranking mondiale per quanto riguarda la propensione imprenditoriale del Paese; negli ultimi dieci anni, si è registrata un’importante riduzione della tendenza ad avviare nuove imprese e nel comparto manifatturiero il calo è ancora più significativo: nel 2023, infatti, il livello di attività imprenditoriale era pari al 60% rispetto a quello registrato nel 2010. E’ quanto emerge dal Rapporto GEM Italia 2023- 2024 presentato oggi da Universitas Mercatorum – l’Università delle Camere di Commercio Italiane del Gruppo Multiversity – a Roma presso la Sala Longhi di Unioncamere.
L’evento ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, professionisti accademici e del mondo economico, tra i quali, in particolare: Giuseppe Tripoli, Segretario Generale Unioncamere, Amedeo Teti, Capo Dipartimento Politiche per le Imprese (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), Giovanni Cannata, Magnifico Rettore Universitas Mercatorum, Alessandra Micozzi, Professoressa Ordinaria di Economia Applicata e Preside della Facoltà di Scienze della Società e della Comunicazione Universitas Mercatorum, Donato lacobucci, Professore Ordinario di Economia Applicata Università Politecnica delle Marche, Giorgio De Rita, Segretario Generale Censis, Claudio Gagliardi, Vice Segretario Generale Area Formazione e Politiche Attive del Lavoro Unioncamere, Stefano Scarpetta, Direttore por l’Occupazione, il Lavoro e gli Affari Sociali OCSE, Donatella Visconti, Consigliere Indipendente Monte dei Paschi di Siena, Gaetano Fausto Esposito, Direttore Centro Studi G. Tagliacarne e Bernardo Mattarella, Amministratore Delegato Invitalia.
Negli anni, il GEM (Global Entrepreneurship Monitor) è divenuto il principale strumento di studio dell’attività imprenditoriale a livello mondiale. L’indagine, relativa al 2023, ha interessato 46 paesi con interviste dirette ad oltre 100 mila individui e, in Italia, ha coinvolto 2000 persone nel corso del 2023. Il report, ideato per fornire una panoramica approfondita della situazione imprenditoriale italiana, evidenzia sfide e opportunità attuali e future con l’obiettivo di promuovere una maggiore attività imprenditoriale nel Paese.
Il GEM è riconosciuto come la più autorevole indagine a livello globale sull’imprenditorialità ed è considerato un punto di riferimento per la ricerca accademica e i policy maker.
“Il Rapporto GEM è stato realizzato da Universitas Mercatorum che ha deciso di dare il proprio contributo scientifico e sociale supportando interamente l’indagine nazionale che ha consentito di approfondire i fattori che incentivano e quelli che ostacolano la formazione di nuove imprese nel nostro Paese, tema che sta a cuore alla nostra Università”, ha dichiarato Giovanni Cannata, Rettore dell’Universitas Mercatorum.
“Purtroppo in Italia le imprese giovanili – ha sottolineato il Segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli – si sono ridotte di oltre 40.000 unità negli ultimi dieci anni con perdite in tutti i settori tranne nei servizi principalmente in quelli innovativi. Infatti, soprattutto negli ultimi anni il numero di start up innovative è più che raddoppiato (circa 15.000 unità) crescendo soprattutto nei settori a più alta intensità di tecnologia e innovazione”.
“Malgrado la ripresa degli ultimi anni, l’indagine GEM mostra un dato allarmante: l’Italia rimane fra i paesi a più bassa propensione imprenditoriale e tra quelli nei quali è più ampio il gap fra la propensione imprenditoriale della popolazione e l’effettiva attivazione di nuove imprese”, ha commentato Alessandra Micozzi, Professoressa Ordinaria di Economia Applicata e Preside della Facoltà di Scienze della Società e della Comunicazione Universitas Mercatorum. “A spiegare il gap tra propensione e attivazione vi sono sia fattori soggettivi, come la minore propensione al rischio, sia fattori di contesto, come la carenza di opportunità, le difficoltà regolamentari e normative. Un dato molto interessante, segnalato dagli esperti, è il ritardo dell’Italia nella formazione all’imprenditorialità. Dal punto di vista accademico e politico, ciò ci spinge a una riflessione importante: è fondamentale incorporare all’interno del sistema di istruzione la formazione all’imprenditorialità. Su questo ambito, la nostra Università attiverà a giugno il Contamination Lab, un programma di alta formazione all’imprenditorialità aperto a studenti, dottorandi e assegnisti”.
Il rapporto GEM Italia evidenzia segnali di ripresa negli ultimi anni, soprattutto dopo il periodo di crisi economica causato dalla pandemia. Il TEA (Total Early Stage Entrepreneurial Activity), principale indicatore di attività imprenditoriale, è infatti aumentato dal 2% nel 2020 all’8% nel 2023, confermando una ripresa post-Covid. Un elemento significativo emerso dalla ricerca è anche l’importanza dell’istruzione nell’incentivare la managerialità, con una maggiore propensione tra i laureati (in Italia il TEA relativo ai laureati è superiore al 10% contro il TEA relativo ai non laureati che è di poco superiore al 5%): in questo senso, la bassa percentuale di giovani con una laurea spiega la poca propensione ad avviare nuove aziende e avere spirito imprenditoriale.
Anche il genere rappresenta un metro di paragone con gli altri paesi: la differenza tra uomini e donne è particolarmente significativa nell’attività imprenditoriale ed è più elevata nel nostro Paese rispetto alla media di altre nazioni. Il rapporto è infatti pari al 40% nel caso delle imprese già avviate, mentre sale al 60% se si considerano le persone che stanno avviando un’attività. In linea con la maggior parte delle economie avanzate, anche in Italia i tassi di attivazione imprenditoriale sono significativamente più alti per gli uomini rispetto alle donne.
– Foto ufficio stampa Universitas Mercatorum –
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