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Webuild, assegnato a Pietro Salini il “Premio Leonardo”

ROMA (ITALPRESS) – Un contribuito rilevante alla promozione del Made in Italy nel mondo grazie ai risultati di eccellenza di Webuild nella realizzazione di infrastrutture complesse. Con queste motivazioni è stato assegnato oggi il Premio Leonardo a Pietro Salini, amministratore delegato Webuild, riconoscendo la sua leadership nell’industria delle infrastrutture che ha consolidato Webuild come uno dei principali player internazionali e ha permesso di rafforzare la competitività dell’industria italiana nel settore. Il Premio è stato conferito durante le celebrazioni della Giornata del Made in Italy, a Palazzo Giustiniani a Roma, alla presenza del Presidente del Senato della Repubblica Italiana Ignazio La Russa, del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, promotore dell’iniziativa, e del Presidente del Comitato Leonardo Sergio Dompè.
“Sono onorato di ricevere un premio così prestigioso e di poter portare la bandiera del Made in Italy dell’ingegneria nel mondo rappresentando qui oggi l’eccellenza tecnica e manageriale che questo settore esprime – ha detto Salini -. L’obiettivo delle donne e degli uomini che hanno fatto grande il nostro Gruppo è creare infrastrutture che migliorino concretamente la vita di tante persone nel mondo, dalle linee metro delle metropoli europee, alle strade americane, ai grandi impianti idroelettrici australiani e africani, ai ponti costruiti nel mondo. Con tutte le imprese della filiera abbiamo costruito alcune delle opere più iconiche che hanno fatto scuola nel settore, perchè ogni progetto rappresenta un unicum che solo una squadra di eccellenza può realizzare con soluzioni sempre innovative. Esprimo quindi la mia profonda gratitudine a tutti coloro che oggi sono qui simbolicamente con noi perchè contribuiscono ogni giorno a questo ulteriore successo del Made in Italy con impegno e passione, in trasparenza e sicurezza”.
Nato a Roma nel 1958, Salini ha impresso una forte accelerazione negli ultimi anni alla crescita di Webuild, oggi la prima società al mondo nel settore acqua, primo costruttore in Italia e tra i 10 Top Player del segmento in Australia, USA ed Europa. Nel 2023, il Gruppo ha registrato un fatturato di 10 miliardi di euro, contro i 2,3 miliardi del 2012, e un portafoglio ordini di 64 miliardi, con una presenza in 50 paesi, 87.000 dipendenti e una filiera di 19.400 imprese.
“Uno sviluppo – si legge infine – che ha permesso al Gruppo investimenti sempre crescenti anche in sicurezza sul lavoro e formazione. Questi risultati sono stati resi possibili da una visione strategica perseguita cogliendo le opportunità globali e rafforzando ulteriormente il rapporto di fiducia con clienti e stakeholder”.

– foto ufficio stampa Webuild –
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Distretti industriali in salute, fatturato +20% rispetto al pre-Covid

MILANO (ITALPRESS) – Nel 2023 il fatturato delle imprese distrettuali è stimato in crescita dello 0,8% a prezzi correnti, in aumento di oltre il 20% rispetto ai livelli pre-covid del 2019. La crescita prevista per le imprese distrettuali è dell’1,1% nel 2024 e del 2% nel 2025. Sono alcuni dei numeri che emergono dal sedicesimo rapporto annuale “Economia e finanza dei distretti industriali: le sfide green e digitalè presentato a Milano da Intesa Sanpaolo. Il Rapporto, illustrato dal Presidente del Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, dal Chief Economist Gregorio De Felice e dalla Responsabile della Ricerca Industry & Local Economies Stefania Trenti, offre una fotografia aggiornata della situazione economico-reddituale delle imprese distrettuali. Ne emerge un quadro confortante sullo stato di salute delle imprese, tutt’altro che scontato visto il periodo di forte turbolenza e incertezza che ha caratterizzato gli ultimi anni. A partire dal 2020 le imprese si sono trovate ad affrontare un susseguirsi ravvicinato di eventi avversi. Le analisi contenute in questo Rapporto mostrano che le imprese distrettuali hanno saputo superare, rafforzandosi, dapprima il Covid, con il blocco delle produzioni e le difficoltà di approvvigionamento che ne sono conseguite, e successivamente la guerra in Ucraina che ha portato in Europa forti rincari energetici e criticità nelle forniture di alcune materie prime importate dai paesi interessati dal conflitto.
Il quadro geo-politico si è ulteriormente deteriorato sul finire del 2023, quando, sempre alle porte dell’Europa, è iniziata una nuova guerra tra Israele e Hamas che, al pari di quella in Ucraina, è tuttora in corso. Tra gli elementi di incertezza che caratterizzano l’attuale scenario vi sono anche le prossime elezioni in Europa e negli Stati Uniti. Ciononostante, il tessuto produttivo italiano ha le risorse per affrontare questa fase complessa, grazie soprattutto a un poderoso processo di riposizionamento strategico che ha visto crescere gli investimenti italiani in macchinari, mezzi di trasporto e ICT del 29,3% tra il 2016 e il 2023 a prezzi costanti e, al contempo, salire significativamente il grado di patrimonializzazione delle imprese. Ciò ci consente di guardare con ottimismo alla ripresa che ci attendiamo partire nella seconda parte del 2024 e intensificarsi nel corso del 2025 quando si saranno dispiegati gli effetti del rientro dell’inflazione, del taglio dei tassi di interesse e della spinta dei fondi del PNRR.
Sono stati analizzati i bilanci di circa 20.800 imprese localizzate nei distretti industriali. Il fatturato, dopo il balzo registrato nel biennio 2021-22, è stimato aver mostrato un lieve incremento nel 2023 (+0,8% a prezzi correnti), collocandosi abbondantemente sopra i livelli del 2019 (+20% circa a prezzi correnti). Si tratta di una performance decisamente positiva e superiore a quella delle imprese non distrettuali. Tutti i settori mostrano valori del fatturato maggiori rispetto a quelli del 2019. Spiccano, in particolare, i distretti specializzati nella meccanica e nell’agro-alimentare che anche nel 2023 hanno registrato una buona crescita del fatturato, grazie alle performance ottenute sui mercati internazionali (+7,9% e +4,5% rispettivamente la crescita dell’export).
Nel 2023 l’export distrettuale è rimasto sostanzialmente stabile, confermando i livelli record toccati nel 2022 quando per la prima volta si era superata di slancio la quota dei 150 miliardi di euro esportati. I distretti hanno saputo superare la debolezza del mercato tedesco cogliendo le opportunità di crescita presenti in altri mercati, come ad esempio, la Turchia, gli Emirati Arabi Uniti, il Messico, l’Arabia Saudita, la Cina. Si tratta di un’ulteriore conferma della straordinaria capacità e velocità di adattamento delle imprese distrettuali che spiccano nel panorama italiano per propensione all’export e capacità di creare valore nel territorio. Nel 2023, infatti, l’avanzo commerciale dei distretti è salito di altri 4,4 miliardi di euro (+4,8%), toccando la quota record di 94,3 miliardi di euro.
Le attese per il biennio in corso sono positive: è previsto un aumento del fatturato a prezzi correnti delle imprese distrettuali pari all’1,1% nel 2024 e del +2% nel 2025. Ancora in evidenza agro-alimentare e meccanica. Il primo settore potrà contare su un potenziale di crescita inespresso sui mercati internazionali. Il secondo beneficerà della maggior domanda di beni di investimento attivata dalla transizione digitale e green.
Indicazioni positive vengono anche dagli indicatori di redditività che hanno mostrato una buona tenuta nonostante la crisi energetica. A fronte di un lieve ridimensionamento dell’EBITDA margin, il ROI delle imprese distrettuali si è rafforzato, grazie a un utilizzo più efficiente del capitale investito. Sul fronte reddituale sono state premiate le imprese con impianti di autoproduzione di energia. Il 16,6% delle imprese ad alta marginalità sia nel 2019 sia nel 2022 è dotato di un impianto di energia rinnovabile, cinque punti percentuali in più
rispetto alle altre imprese. Queste differenze sono significative in ogni dimensione aziendale e settore e sono particolarmente pronunciate tra le medie imprese, nel sistema moda e nella filiera dei metalli.
E’ proseguito il processo di rafforzamento patrimoniale delle imprese distrettuali: il patrimonio netto in percentuale del passivo è salito sopra la soglia del 30% nei distretti, leggermente superiore ai valori osservati al di fuori dei distretti. Un’originale analisi di lungo periodo sui bilanci aziendali mostra come questa percentuale si sia raddoppiata in vent’anni (era di poco sotto il 16% nel triennio 1998-2000).
Il confronto tra imprese distrettuali attive da più di vent’anni e imprese cessate dopo il 2001 evidenzia poi come le differenze maggiori si osservino soprattutto in termini di grado di patrimonializzazione che, nel quadriennio 1998-2001, nelle prime era salito al 22,2%, circa il doppio rispetto alle seconde. I divari erano invece più contenuti in termini di redditività, liquidità e crescita, anche a parità di dimensione e settore. Ciò significa che l’accresciuta patrimonializzazione delle imprese rappresenta un’importante protezione contro i rischi geo- politici e le turbolenze presenti nell’attuale scenario macroeconomico.
Sono in crescita gli investimenti delle imprese distrettuali diretti a efficientare i processi produttivi e a potenziare l’autoproduzione di energia. E’ questa l’evidenza che emerge dall’indagine condotta a novembre-dicembre sulla rete di gestori di Intesa Sanpaolo. Resta dunque alta l’attenzione ai costi energetici, anche perchè, nonostante il rientro parziale delle quotazioni, il quadro resta caratterizzato da incertezza e volatilità. L’analisi delle bollette energetiche evidenzia che un quarto delle imprese distrettuali tra il 2019 e il 2023 è riuscito a contenere al 4% l’aumento dei pagamenti alle utility energetiche; si tratta molto probabilmente delle aziende più attive sul fronte delle rinnovabili e dell’efficientamento dei processi produttivi.
Sempre secondo i gestori, la doppia transizione green e digitale è, e sarà, il principale driver degli investimenti in Italia e nei distretti industriali; una spinta importante potrà venire dagli incentivi a favore di Transizione 5.0, che complessivamente prevedono circa 13 miliardi di euro di crediti d’imposta. Una maggiore diffusione del digitale nel sistema produttivo si può tradurre in un aumento del tasso di crescita potenziale del nostro PIL. Le imprese con investimenti 4.0 ottengono, infatti, vantaggi importanti in termini sia di crescita (+32,5% l’aumento del fatturato tra il 2019 e il 2022, una percentuale doppia rispetto a quelle non 4.0) sia di produttività (pari nel 2022 a 76 mila euro vs 60 mila euro). E’ questa l’evidenza che emerge dall’analisi effettuata su più di 200 imprese localizzate in Emilia-Romagna e nelle Marche e attive anche in settori ad alta intensità distrettuale.
Nei prossimi anni potrà dunque proseguire il processo di rilancio competitivo del tessuto distrettuale italiano. Tecnologia e capitale umano continueranno a essere le priorità. Il cambiamento climatico in corso imporrà poi una gestione più consapevole ed efficiente della risorsa idrica, oltrechè un’attenzione particolare ai rischi idrogeologici. Secondo le nostre stime, il 15% delle imprese distrettuali è esposto a un rischio alluvione medio o elevato.
Nonostante i progressi fatti negli ultimi anni, la diffusione di alcune tecnologie nei settori ad alta intensità distrettuale è ancora bassa. Se, infatti, è alta la quota di imprese manifatturiere italiane che utilizzano servizi di cloud computing (siamo al 61,2% vs il 46,3% nella media dell’Unione Europea), non altrettanto si può dire per l’analisi dei dati (24,3% vs 27,4%), l’e- commerce (15,2% vs 20,8%) e l’intelligenza artificiale (4,9% vs 6,8%).
Tra i settori ad alta intensità distrettuale, spicca soprattutto il settore alimentare e bevande che evidenzia un posizionamento migliore rispetto alla media europea per analisi dati e intelligenza artificiale e un divario contenuto sull’e-commerce. Ritardi maggiori emergono, invece, per il sistema moda italiano.
Il cambiamento climatico imporrà una crescente attenzione all’ambiente, rendendo sempre più prioritaria la transizione green, da portare avanti con un mix articolato di strategie, dall’autoproduzione di energia all’efficientamento energetico, dalla riduzione dell’uso di materie prime all’utilizzo di materie prime seconde, dal risparmio idrico al riciclo-riutilizzo di acqua, dalla riduzione di emissioni atmosferiche al minor utilizzo di trasporti, dal design for recycling al life cycle assessment. E’ ancora contenuta la quota di imprese evolute su questi temi. Tuttavia, l’operatività in distretti industriali potrà rappresentare un vantaggio. Si pensi ad esempio alla presenza di esternalità positive nella gestione della risorsa idrica nella fase di approvvigionamento, in quella di raccolta e depurazione dei reflui industriali e nelle pratiche di riutilizzo. L’omogeneità delle produzioni e delle tecnologie rappresenta, infatti, un elemento che tende a semplificare la gestione aggregata dei servizi. Un contributo potrà poi venire dai rapporti di filiera. Proprio nei distretti è più alta la ricerca di fornitori che riducono l’impatto ambientale, soprattutto da parte delle imprese medio-grandi, che spesso svolgono funzione di ‘capofilà e possono, quindi, generare un effetto ‘a cascatà verso le imprese più piccole, che saranno maggiormente indotte a effettuare investimenti in questa direzione per continuare a essere partner strategici.
Le sfide digitale e green possono essere vinte solo se affrontate con forza lavoro qualificata.
Soprattutto nei distretti, le difficoltà di reperimento della manodopera sono elevate. Queste criticità vanno superate, anche attraverso il potenziamento degli ITS e l’avvicinamento delle Università al tessuto produttivo. I giovani italiani conoscono ancora poco le opportunità offerte dalle tante eccellenze aziendali presenti sul territorio. Anche per questo scelgono molto spesso di emigrare, attratti dalla possibilità di veder valorizzato il merito, fare carriera e percepire alte remunerazioni. Sono queste le principali evidenze emerse da una nostra indagine ad hoc, condotta lo scorso anno, su circa 140 giovani laureati o laureandi emigrati all’estero.

– foto Italpress –
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Barbier “Caratteristiche di Assen diverse da Montmelò”

ROMA (ITALPRESS) – Il terzo round stagionale del Campionato Mondiale FIM Superbike prenderà il via nel fine settimana sul TT Circuit di Assen, in Olanda. Pirelli conferma le opzioni già utilizzate nel 2023 sia per la classe WorldSSP sia per quella WorldSBK, con l’aggiunta per quest’ultima della SCX posteriore di sviluppo con specifica C0900, già vista in azione a Barcellona sia nei test sia in gara. Nella “Cattedrale della Velocità”, come viene informalmente chiamato il circuito di Assen, scenderanno in pista anche i giovani piloti della Northern Talent Cup, di cui Pirelli da quest’anno è fornitore unico come per tutti gli altri campionati dell’iniziativa Road To MotoGP. “Le caratteristiche della pista così come le condizioni climatiche solitamente riscontrabili ad Assen sono molto diverse da quelle del Montmelò dove abbiamo corso il mese scorso e questo ci permette di raccogliere altri dati utili in ottica sviluppo”, le parole di Giorgio Barbier, direttore Racing Moto Pirelli. “Qui vogliamo continuare il lavoro sulla C0900, che nell’ultimo round ha restituito buoni feedback in termini di grip e comportamento ma, vista l’aggressività dell’asfalto catalano, ha sofferto un pò per quanto riguarda l’usura. Quello di Assen è sulla carta un circuito meno abrasivo e solitamente più freddo; quindi, ci aspettiamo di raccogliere informazioni che possano darci un quadro più completo delle potenzialità di questa soluzione. Negli anni passati le caratteristiche dell’asfalto hanno consentito l’utilizzo di soluzioni abbastanza morbide nonostante le temperature rigide, di conseguenza pensiamo che ci sia margine nel lavoro dei team per trovare il set up ideale per sfruttare le opzioni fornite. Assen ci vede anche impegnati su un altro fronte, quello della Northern Talent Cup che qui disputa il suo primo appuntamento stagionale: da quest’anno siamo infatti fornitori unici non solo di questa, ma di tutte quelle competizioni per giovani talenti che fanno parte del progetto Road to MotoGP promosso da Dorna, tra cui anche la Asia Talent Cup che ha esordito con successo il mese scorso in Qatar”, termina Barbier.
– Foto Ufficio Stampa Pirelli –
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Europee, Schlein lancia campagna e tessera Pd dedicata a Berlinguer

ROMA (ITALPRESS) – Lanciare il programma del Pd per le prossime elezioni europee, ma anche commentare la stretta attualità con la crisi in Medio Oriente e la politica interna. E’ una lunga conferenza stampa quella che la segretaria del Pd, Elly Schlein, ha tenuto presso la sede della stampa estera dove ha mostrato per la prima volta la nuova tessera del Pd che omaggia Enrico Berlinguer a 40 anni dalla sua scomparsa. Europa sociale, ambiente, immigrazione, lavoro e sanità pubblica sono i punti principali della campagna per le Europee dei dem. “Il Pd ha lavorato da dicembre per costruire le nostre proposte sull’Europa che vogliano, un’Europa più sociale, questo è il nostro impegno e in questi anni ha segnato alcuni passi avanti concreti. L’Ue è stata in grado di rispondere alla pandemia con il Next generation Eu. Una Europa più sociale che si metta alla guida della conversione ecologica sociale. Sono tutte sfide che nessuno degli stati membri può affrontare da solo, serve riempire questo spazio di democrazia, di partecipazione, bisogna riformare i trattati, superare l’unanimità su alcuni temi fondamentali”, afferma Schlein che annuncia come sul versante migranti “il Pd non accetterà più alcun tipo di sostegno alla guardia costiera libica perchè viola si diritti internazionali”.
La segretaria dem, che non ha ancora sciolto il nodo sulla sua candidatura, assicura che si arriverà ad una definizione delle liste “in tempi brevi perchè c’è una scadenza a fine mese. Non metto asticelle, portano iella il risultato lo vedremo ma sono fiduciosa su questa campagna”. Al congresso del Pse “abbiamo lanciato la candidatura di Schmit e la sosteniamo con convinzione, questo non toglie la stima e la considerazione per Draghi, ma noi abbiamo un solo candidato che è Nico Schmit” alla presidenza della Commissione. Poi una stoccata a Giorgia Meloni che, secondo Schlein, in Europa si è mostrata fin troppo moderata sul Patto di Stabilità: “hanno abbaiato alla luna per mesi e alla fine sulla questione vera non ci sono stati, hanno preso atto di quanto concordato da Germania e Francia con una proposta che Meloni ha accettato a testa bassa, una proposta che è dannosa per l’Italia”. Schlein fa anche un bilancio di questo primo anno da segretaria e commenta l’alleanza con il M5S e le vicende pugliesi. Il bilancio “è molto positivo perchè è cambiata la percezione verso il partito e la nostra comunità, abbiamo segnato un cambio di passo dove l’abbiamo promesso. Volevano ricostruire una identità del Pd che si era un pò persa e l’abbiamo fatto cominciando dal lavoro, dal salario minimo, dalla sanità pubblica. In questo anno abbiamo rialzato la testa. Siamo passati dal punto più basso con 14% al 20% nei sondaggi. Il Pd è un partito sano – prosegue -. In 13 dei 17 capoluoghi, anche dove perdiamo, il Pd è il primo partito, in Sardegna il Pd è il primo partito, in Abruzzo è il secondo ma è raddoppiato nei numeri. Noi sono contenti, è un lavoro faticoso e lungo. Il Pd ha un obiettivo: ricostruire una identità forte e chiara e costruire un’alternativa alle destre. L’avversario è il governo e non vorrei che fosse solo un problema nostro, vorrei che fosse una responsabilità anche delle altre forze politiche. Mettere insieme le forze già oggi ha il potenziale per compete con l’alleanza di governo. Io non credo e spero che questa cosa interessi solo al Pd, l’atteggiamento unitario ha dimostrato di portare risultati”.
“Io – aggiunge – continuerò testardamente sulla strada unitaria, sicuramente qualche problema c’è ma vorrei segnalare che facendo i conti a spanne, al di là delle europee dove ognuno va per se e si vede”, l’alleanza per un campo largo “non mi sembra morta. Gli elettori nostri sono stufi delle liti condominiali tra vicini, la nostra comunità esige rispetto, nessuno osi farne una macchietta prendendo problemi che ci sono e spalmandoli su tutto il Pd. Ogni volta che è stato necessario rispondere non mi sono mai tirata indietro. Il Pd è una grande comunità che non si sottrae mai alla responsabilità, noi siamo questo – evidenzia – quando ci sono dei casi gravi siamo i primi ad adottare gli strumenti per allontanare e punire chi ha sbagliato. I due candidati sindaci di Bari, Leccese e Laforgia, stanno discutendo. Quando sono andata a Bari ho detto parole chiare: noi siamo al fianco di Leccese e siamo con lui per andare avanti, ma siamo con lui anche per tentare un dialogo su una strada unitaria. Stanno discutendo e aspettiamo l’esito”.
Infine, la crisi in Medio Oriente. “Credo che sia assolutamente fisiologico, in un momento di crisi e grande preoccupazione, chiamare il governo e interloquire anzitutto per uno scambio di prime informazioni e manifestare la preoccupazione del Pd, ma anche per offrire collaborazione per l’interesse del’Italia. Siamo allo scontro su tutto per quanto riguarda la politica interna – spiega – ma la contingenza internazionale così grave necessita che su questi temi dialoghiamo. Credo che sia importante che si trovi un terreno di dialogo, erano le primissime ore e la preoccupazione era forte. Noi chiediamo al governo di fare tutto il possibile e con ogni strumento per contribuire ad una cessazione del conflitto. Il mio giudizio è pessimo, il governo di Netanyahu è di estrema destra, ci sono alcuni esponenti che arrivano anche a negare l’esistenza dei palestinesi. Netanyahu sta sbagliando, sta isolando Israele e il giudizio non potrebbe essere più negativo. Ciò non significa simpatizzare con chi ritiene che lo Stato di Israele non abbia il diritto di esistere – conclude – perchè non è così. Abbiamo tutti condannato l’attacco di Hamas, la violenza, il trattenimento degli ostaggi ma non c’è nessuna giustificazione per un uso della forza che uccide più di 33 mila civili innocenti”.

– Foto xb1/Italpress –

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Medio Oriente, Meloni “Lavorare a una de-escalation”

VERONA (ITALPRESS) – “Come governo italiano e come presidenti del G7 abbiamo ribadito la nostra ferma condanna per l’attacco iraniano contro Israele. Credo, però, che sia molto importante lavorare per una de-escalation. Tutti ci rendiamo conto che un’escalation in un conflitto all’interno di quella regione potrebbe avere conseguenze molto significative”. Lo ha detto Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, a margine della 56esima edizione di Vinitaly, a Verona.
“Bisogna fare tutto quello che è nelle nostre possibilità per evitare escalation”, ha affermato Meloni spiegando che nella riunione di ieri del G7 è stata “ribadita la necessità di fare tutti la nostra parte per dialogare con tutti gli attori interessati e far passare messaggi di responsabilità”.
“Sono contenta – ha aggiunto – dell’unità di intenti che ho letto tra i leader del G7. Oggi sarò impegnata in altre telefonate con attori regionali mediorientali. Stiamo facendo i massimi sforzi e sono contenta che ci sia questa unità di vedute su quello che va fatto sul tema Israele e Iran ma anche su quello che va continuato a fare per arrivare a un cessate il fuoco e a un rilascio degli ostaggi per quello che attiene la situazione di Gaza. Un lavoro che ci impegna molto ma che siamo chiamati a fare con grande senso di responsabilità”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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MORATTI POTREBBE ESSERE ANCORA UTILE ALL’INTER DEL FUTURO

Questo mestiere sa essere bellissimo e crudele. Il cronista continua a seguire il dramma di N’Dicka, il giocatore della Roma colto da malore. Udinese-Roma è stata giustamente sospesa mentre il giocatore veniva ricoverato in ospedale, mostrando poi in serata segni di miglioramento. E c’è chi deve – come me – ubbidire al motto “lo spettacolo continua”. E lo spettacolo – pur seguito senza perdere le notizie da Udine e con l’intervento dell’abituale disturbatore Cagliari – è comunque dell’Inter, che pur pareggiando con…Ranieri (viene in mente Mourinho) si è avvicinata allo scudetto e alla seconda Stella. Che potrebbe cadere dal cielo sulle maglie nerazzurre la sera del Derby con il Milan rivale eccellente. E pareggiante a Sassuolo. Come se tutto fosse affidato a un’abile regia.
Avremo modo di parlarne ma nel frattempo mi piace ricordare che alla prima Stella c’ero. E la raccontavo. Un momento felice non solo dell’Inter ma del nostro calcio. Quando la Beneamata colse il decimo tricolore, il 15 maggio del 1966, con un sonante 4-1 alla Lazio. Era l’Inter di Angelo Moratti che con Helenio Herrera e Italo Allodi aveva vinto fra il ’62 e il ’66 tre scudetti, due Coppe dei Campioni e una Coppa Intercontinentale. Cito Moratti perchè Massimo, aiutandomi a scrivere un libro sulla sua famiglia, mi ha raccontato che anche quando l’Inter passava a Fraizzoli e a Pellegrini “loro” c’erano sempre, garanti dell’esistenza felice – e anche combattuta – della Beneamata. E così mi disse degli Zhang, di aver accolto come un figlio il giovane Steven, introducendolo nel mondo nerazzurro, un mondo non facile soprattutto quando l’Inter fa la Pazza. Non è pazza la squadra di Simone Inzaghi, perfetto equilibrio fra potenza offensiva e resistenza difensiva. Una lunga sequenza positiva, l’entusiasmo che cresce cancellando vecchi e ingiusti dubbi su Simone. Eppure…
Chi racconta questa stagione non può ignorare il fatto che se ci si emoziona a mille per un Real-City di Champions è anche perchè l’Inter – come il Napoli e il Milan – si è persa per strada. E non solo. Ci sono le nefaste cronache di questo calcio travolto dai traffici finanziari al punto di far chiedere: cosa ne sarà domani? Addirittura qualche esponente dell’antinterismo fegatoso si chiede se sia giusto o no vincere accumulando debiti. Come se fosse una novità tutta nerazzurra. Il calcio moderno è fondato sui debiti, beato chi può contrapporgli un capitale giocatori adegusto. E si sente anche parlare di arabi, di sceicchi. Lo sceicco – dice la Treccani – è un capo, un maestro, un’anziana persona eminente. E allora – sperando che non s’arrabbi per lo “sceicco” o per “l’anziano” – dico che in un momento come questo è augurabile che della Beneamata s’interessi l’Amante. Massimo Moratti. Non oso dire per la sua nota ricchezza che stuzzica i tifosi. No, Massimo ha già dato con il Triplete facendo felici i tifosi e se stesso. Il suo consiglio, la sua attenzione, la sua esperienza – insieme alla competenza e la cura gestionale di Marotta – possono garantire il miglior futuro all’Inter della seconda Stella. Marotta & Moratti suona bene, no?
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Pirelli al Gp della Cina come fosse la prima volta

ROMA (ITALPRESS) – La Formula 1 torna a Shanghai dopo un’assenza di cinque anni. Era infatti dal 2019 che non si disputava il Gran Premio della Cina, che quell’anno ospitò le celebrazioni per il millesimo evento nella storia della massima competizione automobilistica. Lo scoppio della pandemia provocata dal COVID-19 e il conseguente lento ritorno alla normalità hanno imposto uno stop forzato e oggi si riprende così un filo che aveva iniziato a dipanarsi quasi vent’anni fa. Tutte e 16 le edizioni si sono corse sul tracciato dello Shanghai International Circuit, disegnato da Hermann Tilke sulla falsariga dell’ideogramma shang (“verso l’alto”). In base alle simulazioni e ai dati storici, le forze laterali e longitudinali cui saranno sottoposti i pneumatici dovrebbero rientrare nella media, con la parte esterna soggetta, in particolare sul lato sinistro della vettura, ad una maggiore usura. Il tris di mescole selezionato questo inverno per essere portato a Shanghai è quello mediano, con la C2 come Hard, la C3 come Medium e la C4 come Soft. Nominalmente, si tratta della stessa selezione del 2019 ma lo scenario è assai diverso. Cinque anni fa, infatti, erano ancora utilizzati i pneumatici da 13″ montati sulla generazione precedente di monoposto, caratterizzate da un fondo piatto e con un’aerodinamica completamente differente da quella attuale. Nei fatti, è quasi come se si ripartisse da zero: per i piloti, per le squadre e per la stessa Pirelli, visto che i riferimenti sono molto labili. A complicare la situazione ci sarà anche il fatto che il Gran Premio della Cina sarà il primo dei sei in programma nella stagione ad adottare il formato Sprint, peraltro leggermente modificato rispetto allo scorso anno sia in termini di ordine di svolgimento delle sessioni – prove libere e qualifiche Sprint il venerdì, gara Sprint e qualifiche il sabato, Gran Premio ovviamente la domenica – sia come gestione del parco chiuso, che sarà suddiviso in due parti: una che comprende la qualifica e la gara Sprint e una che inizia prima delle qualifiche del sabato pomeriggio. Ci sarà comunque solamente un’ora il venerdì per cercare le migliori regolazioni delle vetture e, soprattutto, per provare i pneumatici sulla lunga distanza su una pista che sarà per forza di cose in condizioni tutt’altro che ottimali: è prevedibile che l’evoluzione del livello di grip offerto dall’asfalto, che è rimasto immutato dal 2019 ed è stato usato soltanto in pochissimi eventi da allora ad oggi, sarà molto significativa man mano che le vetture lo gommeranno. Per le squadre e i piloti sarà quindi ancor più importante del solito il lavoro svolto al simulatore, sia in preparazione all’evento che durante il suo svolgimento. Col formato Sprint viene adottata anche una diversa allocazione delle gomme da asciutto, che si riducono da 13 a 12 treni (due Hard, quattro Medium e sei Soft) mentre rimane invariata quella delle gomme da bagnato (cinque Intermedie e due Extreme Wet). Il mese di aprile a Shanghai presenta tradizionalmente significativi cambiamenti di temperatura, con oscillazioni di oltre 10 °C, aggiungendo un’ulteriore incognita al puzzle che squadre e piloti si troveranno ad affrontare.
– Foto Ufficio Stampa Pirelli –
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Bnt porta i servizi online di Banca Popolare Sondrio in tutta Italia

MILANO (ITALPRESS) – Bnt Banca, controllata al 100% dal Gruppo Banca Popolare di Sondrio, si occupa di credito al consumo e in particolare della cessione del quinto dello stipendio o della pensione.E’ la fabbrica prodotto della Banca Popolare di Sondrio. Da un anno e mezzo Bnt Banca ha sviluppato una rete di agenti e collaboratori di Prestinuova (Agente in attività finanziaria controllato al 100% da Bnt Banca), con lo scopo di far crescere il business della banca. “Crediamo che oggi entrare in Bnt Banca significhi entrare a pieno titolo nel mondo Banca Popolare di Sondrio e che la possibilità di poter offrire una molteplicità di servizi e prodotti alla clientela possa rappresentare una opportunità seria di poter interpretare questo momento di business e per diffondere prodotti e servizi della Banca Popolare di Sondrio su tutto il territorio nazionale, anche in quelle parti d’Italia dove il nostro istituto non è presente. La proposta è quella di una banca seria, solida, trasparente, di grande reputazione, che rispetta le regole e che rispetta il cliente. Ritengo che sia una grande opportunità che, mi auguro, più di qualcuno voglia cogliere” spiega in un’intervista all’Agenzia di Stampa Italpress, Gianluca Girardi, direttore commerciale di Bnt Banca e Banca Popolare di Sondrio. A chiarire quali sono i servizi online che si possono usufruire attraverso Banca Bnt è Loris Limonta, responsabile unità virtuale di Banca Popolare di Sondrio. “La nostra unità virtuale nasce nel 2002 per offrire i servizi bancari su tutto il territorio naturale, superando i limiti territoriali della nostra banca. Nel tempo abbiamo sviluppato offerte sempre più dedicate e tecnologiche, che ci hanno permesso di raggiungere sempre più clienti, con servizi sempre più evoluti e con pochissimi sforzo da parte loro. Con Bnt proponiamo su tutto il territorio nazionale un panel di prodotti, che noi chiamiamo ‘multiprodottò che consentirà alla rete agenti di arricchire la propria offerta, oltre alla cessione del quinto dello stipendio e della pensione , con una serie di servizi bancari di Banca Popolare di Sondrio, come il conto corrente online accessibile in soli 6 minuti, il mutuo ipotecario, l’anticipo di Trattamento di fine servizio, prestiti personali e servizi per le farmacie ed il renting attraverso la società Rent2go che fa sempre parte del nostro GruppoAbbiamo dato avvio anche ad un customer care dedicato alla clientela, via telefono, mail e whatsapp un vero e proprio filo diretto con la banca”. “La nostra è una rete molto giovane, oggi contiamo di una quarantina di persone sul territorio, dislocate in tutta Italia, ma siamo in fase di ulteriore crescita. Rappresentiamo sul territorio il nostro brand che è molto riconosciuto dalle istituzioni, grazie a molti accordi e convenzioni stipultati nel tempo. In questi giorni stiamo dedicandoci molto alla formazione dei nostri agenti e collaboratori di Prestinuova perchè i servizi sono tanti. Ci auguriamo di portare la squadra ad un livello molto alto, fornendo competenza, chiarezza e trasparenza con chi vorrà approcciare i nostri prodotti e servizi” conclude Andrea Martedi, responsabile della rete agenti di Bnt Banca e collaboratori di Prestinuova.(ITALPRESS).

Foto: Italpress