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A Miami l’Oscar dei Porti rende omaggio al talento italiano nel mondo

MIAMI (USA) (ITALPRESS) – Nella splendida cornice di Lincoln Road, Miami Beach, la diciassettesima edizione dell’Oscar dei Porti ha brillato più che mai, celebrando le figure di spicco della Blue Economy italiana in un’atmosfera di eleganza e innovazione. Quest’anno, l’evento ha avuto l’onore di annoverare tra i suoi premiati Lorenzo Basilico, lo stilista dietro la prestigiosa griffe Antonio Couture, riconosciuto come un pilastro dell’eccellenza della pelle Made in Italy. La collaborazione della Campisi Group ha significativamente rafforzato il legame tra l’Oscar dei Porti e il Peschereccio d’Oro, consolidando il posizionamento di questi premi come simboli internazionali dell’eccellenza italiana. L’evento ha evidenziato l’importanza di promuovere e valorizzare il settore marittimo, portuale e ora anche quello della moda, tutti fondamentali per l’economia e la cultura italiana. La serata di gala ha visto esibizioni memorabili da parte di Arianna e Roberto Onofri, offrendo ai presenti e agli spettatori di Rai Italia un intrattenimento di altissimo livello. La presenza del Vice Ministro Rixi ha segnato un momento cruciale per l’evento, con l’annuncio di novità per il settore portuale italiano. Tra i premiati, spiccano figure chiave come Luca Lupi, Segretario Generale del Porto di Palermo, e ora Lorenzo Basilico, il cui contributo nel campo della moda evidenzia l’importanza del design e dell’artigianalità italiana nel mondo. L’Oscar dei Porti ha reso omaggio a personalità che rappresentano la forza, la resilienza e l’innovazione dell’Italia, da Stefano Tacconi a Emiliano Marsili, Roberto Ruggeri e Nuccio Giannino, testimoniando la varietà e la ricchezza del talento italiano. L’annuncio di un gemellaggio internazionale sottolinea la volontà di promuovere le eccellenze italiane a livello mondiale, creando opportunità di crescita e sviluppo nel settore marittimo, portuale e oltre. Roberto Onofri ha ribadito l’importanza dell’evento come vetrina dell’eccellenza italiana, arricchita quest’anno dalla presenza di Lorenzo Basilico e dalla sinergia tra l’Oscar dei Porti e il Peschereccio d’Oro, dimostrando l’impegno verso la valorizzazione di tutti gli aspetti dell’industria e della cultura italiana. L’Oscar dei Porti promette di ritornare l’anno prossimo a Miami Beach, per celebrare il suo diciottesimo anniversario con ancora più innovazione, eleganza e riconoscimenti, riaffermando il ruolo dell’Italia come leader mondiale nell’eccellenza.(ITALPRESS).

Foto: Italia Television Group

Verso Euro 2024, Uva “Evento più sostenibile della storia”

ROMA (ITALPRESS) – Manca sempre meno al prossimo campionato Europeo di calcio, in programma in Germania dal 14 giugno al 14 luglio. Oggi, nella splendida cornice di Villa Almone, è avvenuta la presentazione dell’evento, il primo che si svolgerà su suolo tedesco unificato, dopo quello del 1988 disputato nell’allora Germania Ovest. Saranno 24 le squadre partecipanti, con i tedeschi, che in qualità di Paese ospitante, daranno il primo calcio d’inizio, contro la Scozia. “Il campionato europeo dimostra anche che a confronto della crisi climatica è necessario affronare i grandi eventi sportivi in maniera sostenibile”, sono le parole dell’ambasciatore tedesco Hans-Dieter Lucas, specificando che, “non saranno costruiti nuovi stadi, saranno compensate le emissioni di Co2 e verranno erogati anche biglietti ferroviari a tariffa ridotta. Un Europeo sostenibile o meglio, “il più sostenibile della storia – come sottolineato da Michele Uva, Direttore sostenibilità sociale e ambientale dell’Uefa -. Per la prima volta nella Uefa sono stati investiti 32 milioni di euro sulla sostenibilità – ha proseguito Uva -. Ogni città avrà un manager della sostenibilità. E poi attenzione alla diversità e l’inclusione. Vogliamo creare un modello e un benchmark, siamo ambiziosi, siamo la Uefa”. La sostenibilità sarà quindi al centro del prossimo Europeo, ma non solo; l’obiettivo, come spiegato da Julian Rossler, manager per gli affari pubblici presso la Euro 2024 GmbH, “è quello di creare una grande festa europea, che dia la possibilità a tutti di venire in Germania per celebrare il calcio ei nostri valori, vivendosi insieme dopo tanti anni di difficoltà”. Ovviamente al centro di tutto ci sarà il calcio, con tante squadre pronte a darsi battaglia per il titolo. La favorita per Damiano Tommasi resta l’Inghilterra, “perchè la loro esperienza in casa è stata sfortunata, ma erano giovanissimi. Tre anni dopo avranno maturato più consapevolezza e in questo momento hanno un grande potenziale”. Di diverso avviso Simone Perrotta: “A me piace tantissimo la Francia. Non dico l’Italia per scaramanzia, anche se alla fine arriviamo sempre”. Più contenuto Miroslav Klose che sarebbe già soddisfatto, “nel vedere la Germania almeno in semifinale”.
– Foto Italpress/Spf –
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Pioli “Roma in forma ma pure noi in un buon momento”

MILANO (ITALPRESS) – “E’ un’altra storia, un’altra competizione, per entrambe è un obiettivo molto importante. La Roma sta bene, ha giocatori di grande qualità, gioca un ottimo calcio, ma anche noi arriviamo bene a questa partita e abbiamo volontà e qualità da mettere in campo”. Per Stefano Pioli Milan-Roma di domani, andata dei quarti di Europa League, avrà poco a che fare con la doppia sfida di campionato già andata in scena in questa stagione, visto che nelle due gare – entrambe vinte dai rossoneri – sulla panchina giallorossa c’era Mourinho. “Con De Rossi è un altro modo di giocare, di affrontare la partita – prosegue Pioli ai micorofoni di Sky -. Non abbiamo rivisto le due partite di campionato ma ci siamo concentrati sui nuovi concetti che De Rossi ha trasmesso alla squadra. Sta facendo un ottimo lavoro”. Ma anche il Milan sta benissimo. “Siamo in un buon momento, ce lo dicono le prestazioni e i risultati – conferma Pioli – Siamo in un momento importante e decisivo per il finale di stagione e lo affrontiamo nelle condizioni giuste. Sarà una sfida su 180 minuti ma cercheremo di portare qualcosa di positivo a casa già domani sera”. Il Milan non ha mai fatto mistero di voler vincere l’Europa League: “Alla fine arriveranno squadra di altissimo livello, non è la Champions ma ci sono squadre veramente forti, è un obiettivo importante da affrontare con attenzione e determinazione”. Pioli rivela poi di aver sfiorato in passato la panchina della Roma: “Ero al Chievo allora, incontrai due volte Sabatini. Alla fine io andai al Palermo e lui scelse Luis Enrique, per cui non scelse male”, sorride il tecnico emiliano.
– foto Ipa Agency –
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Maserati è l’auto ufficiale del G7

MODENA (ITALPRESS) – Maserati con Grecale Modena è auto ufficiale del G7 – il forum informale a cui partecipano Italia, Canada, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d’America, e al quale si aggiunge anche l’Unione Europea – e delle riunioni ministeriali che nel corso del 2024 affiancano le attività del summit. L’organizzazione intergovernativa che riunisce i rappresentanti dei sette Paesi economicamente più avanzati al mondo ha scelto il SUV del Tridente per garantire gli spostamenti tra le diverse città italiane in cui si svolgono i numerosi incontri. Il 1° gennaio 2024 l’Italia ha infatti assunto per la settima volta la Presidenza del Gruppo dei Sette (G7) e la manterrà fino al 31 dicembre 2024. A partire dalla prima riunione ministeriale, svoltasi il 13, 14 e 15 marzo nelle città di Verona e Trento, con focus su industria, tecnologia e digitale, Maserati ha messo a disposizione il suo SUV “everyday exceptional” nella versione Modena con motore 4 cilindri mild hybrid da 330 CV, best in class per abitabilità e comfort, simbolo di eleganza e sportività 100% made in Italy.
Una flotta di venti Grecale Modena – tutte caratterizzate da vernice metallizzata di colore Nero Tempesta, interni in pelle nera con cuciture grigie, vetri posteriori privacy e cerchi da 20″ nella colorazione nero lucido, dove spiccano pinze freno di colore rosso – accompagna durante i loro spostamenti i numerosi attori e rappresentanti dei diversi Stati membri e delle istituzioni locali, impegnati in un fitto calendario di riunioni tecniche ed eventi ufficiali. Grecale Modena incarna i concetti di innovazione, versatilità e lusso: una vettura elegante ed energica, ideale per distinguersi con discrezione anche nelle occasioni di rappresentanza, senza rinunciare alla comodità necessaria per affrontare lunghe percorrenze così come giornate intense ricche di incontri importanti. Un SUV dalle prestazioni di livello superiore per guidabilità e maneggevolezza, che offre inoltre contenuti tecnologici innovativi – come il sistema multimediale MIA (Maserati Intelligent Assistant), il sistema di infotainment di ultima generazione, il comfort display, il digital clock e l’head-up display – completati dall’inconfondibile firma acustica del motore Maserati e dell’impianto audio Premium Sound System di Sonus faber.
Maserati Grecale Modena sarà protagonista della mobilità istituzionale fino alla fine dell’anno, presente a tutte le riunioni ministeriali che toccheranno la penisola da nord a sud e in occasione dell’appuntamento principale, il vertice dei leader del G7, in programma dal 13 al 15 giugno in Puglia.

foto: ufficio stampa Maserati

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Sogin, Artizzu “Il nucleare è sicuro, informare per superare i timori”

ROMA (ITALPRESS) – “Sogin è la società dello Stato a cui è affidato il compito di smantellare gli ex impianti nucleari italiani e di mettere in sicurezza il combustibile e i rifiuti nucleari. Si occuperà anche della costruzione e della gestione del Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi che provengono non solo dalle passate attività di produzione elettrica ma anche dalle attività sanitarie, di ricerca e industriali”. Lo ha detto in un’intervista all’Italpress Gian Luca Artizzu, Amministratore Delegato di Sogin: “E’ in corso l’iter di localizzazione del sito, all’interno di una delle 51 aree presenti su sei zone del Paese: Piemonte, Lazio, Sardegna, Sicilia, Puglia e Basilicata – ha spiegato in merito al futuro Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi. Ad oggi non è stata fatta nessuna scelta su dove realizzare il Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e il Parco Tecnologico e non vi è alcuna preferenza verso la Tuscia, o verso una delle altre zone presenti nella proposta di Carta Nazionale delle Aree idonee (CNAI), pubblicata lo scorso 13 dicembre dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Una Carta che Sogin ha redatto applicando in modo stringente tutti i criteri tecnici di sicurezza indicati nella Guida Tecnica n. 29 dell’Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione (ISIN) a cui spetterà, peraltro, l’ultima parola nella scelta finale del sito dove costruire il Deposito Nazionale. Il sito avrà delle dimensioni piuttosto modeste, circa 150 ettari con grandi aree verdi. Stiamo parlando di un’opera assolutamente sicura che non creerà nessun problema ambientale e non cederà praticamente niente all’ambiente”. L’iter in corso prevede ora ulteriori passaggi, fra cui l’avvio, da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, della procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) sulla proposta di Carta Nazionale delle Aree Idonee.
E sulla sostenibilità ambientale: “La sostenibilità è parte integrante delle nostre attività e i nuovi processi hanno aumentato anche la consapevolezza interna su ciò che facciamo. I risultati e gli impegni del Gruppo Sogin sono rendicontati nel bilancio di sostenibilità, un documento pubblico consultabile da tutti” – ha sottolineato Gian Luca Artizzu – Lavoriamo in modo sostenibile nel senso che, provenendo da un settore, quello nucleare, in cui la sicurezza è una sorta di ossessione, i nostri lavoratori sanno che la mattina devono effettuare determinate misure e caratterizzazioni, devono separare l’oggetto del loro lavoro dall’ambiente circostante, dalla biosfera, e trattarlo come se fosse un qualcosa che appunto non deve cedere nulla, nè al lavoratore stesso nè all’ambiente”.
“Tutti i nostri processi sono improntati a questo, al massimo della sicurezza proponibile – ha ribadito l’AD di Sogin – Tanto che l’evoluzione di Sogin e di questo tipo di lavori, con l’utilizzo dei protocolli di sicurezza nucleare, si sta evolvendo verso il trattamento anche di rifiuti chimici pericolosi. I nostri protocolli sono talmente sicuri che anche la chimica comincia a rivolgersi a noi”.
Per quanto riguarda gli obiettivi UE al 2050 sulla transizione green, l’impatto del nucleare sarà ancora molto importante: “Il sole e il vento non bastano perchè sono delle fonti variabili, pulite sì, ma il nucleare è pulito quanto sole e vento, l’impronta a carbonio del nucleare è addirittura più bassa di quella solare – ha ricordato – Il nucleare ha questa caratteristica, l’uranio è la materia con la massima concentrazione di energia che abbiamo nella nostra tavola periodica degli elementi, un grammo di uranio produce quanto 3.000 tonnellate di carbone, senza però produrre CO2. L’uranio ha la capacità di darci quella base costante di produzione di energia sopra la quale si può installare l’eolico, il fotovoltaico, l’idroelettrico, che sono fonti un pò più variabili. In sostanza – ha aggiunto – è una fonte costante che ci dà la baseline della produzione energetica, che sarà completata dalle energie rinnovabili. Per un certo periodo di tempo è inevitabile l’utilizzo degli idrocarburi”.
Infine, sul progetto che prevede l’apertura degli impianti ai cittadini e alle scuole: “Con l’iniziativa OpenGate, le cui iscrizioni sul sito sogin.it si chiudono il prossimo 22 aprile, apriamo nel fine settimana dell’11 e 12 maggio, i nostri impianti per far vedere quello che facciamo, ma anche per informare la popolazione, soprattutto quella che abita vicino ai nostri impianti, su quanto non siano pericolosi – ha sottolineato l’AD di Sogin, Gian Luca Artizzu – Il nucleare in realtà da tempo non costituisce più un problema tecnico. E’ un problema di comunicazione, di informazione e di confidenza. Bisogna superare l’aspetto emotivo che coinvolge il settore nucleare e fare valutazioni oggettive e scientifiche. Quanto più la gente è confidente e conosce ciò che facciamo, – ha concluso – tanto più si fida del nucleare e di noi e tanto più, come diceva Luigi Einaudi, potrà deliberare conoscendo, e nel nucleare è fondamentale: senza conoscere non si può decidere”.
-foto Italpress-
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Marchese Ragona “Papa? Ironico e umile, sull’Ucraina mal interpretato”

ROMA (ITALPRESS) – Ironico, generoso e umile, ma anche molto determinato a trasformare la chiesa in un servizio al popolo: è il ritratto di Papa Francesco descritto da Fabio Marchese Ragona, vaticanista di Mediaset, che ha curato l’autobiografia “Life – La mia storia nella Storia”, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress. L’idea del libro – distribuito in 21 Paesi in contemporanea e tradotto in otto lingue – è nata “dalla mia curiosità giornalistica, che mi ha spinto a domandarmi dov’era il Papa quando l’Argentina ha vinto il Mondiale dell’86 o quando cadeva il muro di Berlino, con chi era o cosa faceva quando c’è stato l’attacco alle Torri Gemelle”, ha raccontato. Com’è il Papa, dallo sguardo di chi ha potuto osservarlo da vicino? “Come lo si vede in pubblico, è davvero così. Ha una spiccata ironia, tipica dei latinoamericani, e una grande generosità. Siamo stati tante ore a parlare della sua vita… sai che hai di fronte il Papa, il leader morale più importante al mondo, una persona di una cultura sconfinata, ma semplicissima e molto umile. Tanti dicono che questo Papa non è molto amato, in realtà c’è una buona base di gente che lo ama e che vuole conoscere la sua storia”, ha sottolineato l’autore. Come ha reagito il Papa dopo il successo del libro? “Gli ho portato la prima copia stampata, era molto contento. Non immaginava che potesse raggiungere un così vasto pubblico. ‘Ogni tanto riaprire il libro della propria vita e rivedere le cose belle e le cose bruttè, ha detto, e ‘magari gli anziani possono raccontare la propria vita per far sì che i giovani non ripetano più gli errori commessi in passatò”.
Inevitabilmente il pensiero corre ai conflitti in Ucraina e a Gaza. Sul Medio Oriente “credo che oggi il Papa stia dalla parte di chi soffre, quindi da un lato i familiari degli ostaggi israeliani – che qualche giorno fa ha ricevuto di nuovo in Vaticano – e, dall’altro, il popolo di Gaza che si trova sotto le bombe. Il Papa non ha interessi strategici o geopolitici, ha interessi esclusivamente umanitari: credo che dal suo punto di vista la priorità sia stare dalla parte di chi soffre. Per questo continua a dire ‘no alla guerra e alle armi, bisogna fermarsì”. Sull’Ucraina, “credo che il Papa sia stato non solo mal interpretato, ma proprio strumentalizzato da chi voleva accendere qualche miccia. Sono sicuro che ci sia stata una ‘maninà che ha voluto metterlo in difficoltà”, ha sottolineato Marchese Ragona, ricordando le parole del Papa in un’intervista alla tv svizzera, in cui il giornalista ha proposto al Papa l’immagine della bandiera come metafora per parlare di negoziato. “Il Papa a un certo punto dell’intervista dice che ‘il negoziato non è mai una resa, è un atto di coraggiò, che è la posizione che il Papa e la Santa Sede hanno da sempre, cioè sedersi a un tavolo e discutere. Credo che lui sia stato un pò tirato per la tonaca”. Oltre che per le guerre, il Papa “è molto preoccupato” per il clima. “Ai giovani dice ‘fatevi sentire dai governi, haciendo lio (fate confusione in spagnolo), protestate per stradà, ma a patto che le proteste non sfocino in atti che deturpano il territorio o le opere d’arte”. In una delle conversazioni, “gli ho riferito che qualcuno dice che sta distruggendo il papato. Lui è rimasto un attimo in silenzio, ha guardato in alto e mi ha detto: ‘Ma io sono un prete, cosa posso farci? Devo stare in mezzo alla gente, non posso stare sul piedistallo come era una volta, solo perchè qui dentro vogliono così. Gesù Cristo stava in mezzo ai poverì. Questa è l’ultima monarchia assoluta d’Europa, dove ci sono ancora orpelli, pizzi e merletti, dove ci sono tutte queste trovate di corte. Questa è una delle missioni che ha questo Papa: mettere fine a tutto questo e trasformare la chiesa in una chiesa di servizio al popolo, non più una chiesa di potere”. Il libro si struttura in 14 capitoli. “Partiamo dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, quando lui aveva 3 anni, e arriviamo ai giorni d’oggi, attraversando la storia mondiale degli ultimi ottant’anni per raccontarla dal suo punto di vista, lanciando anche dei messaggi su vari temi, come ad esempio il dialogo interreligioso, la guerra, il clima e la tutela dell’ambiente”, ha spiegato l’autore.
Tra i capitoli più emozionanti sicuramente c’è quello del golpe in Argentina, “un periodo terribile della sua vita, quello dal 1975 in poi. Il Papa non aveva mai raccontato così apertamente quegli anni, perchè è stato accusato di aver favorito il regime che andava contro tanti sacerdoti e di aver venduto due gesuiti”, e qui “racconta per la prima volta come andarono le cose, come visse quel momento, di quando andò a celebrare messa a casa di Videla proprio per convincerlo a liberare quei due sacerdoti. Nel libro dice chiaramente che fu ‘la vendetta di qualcuno che voleva mettermi il cappio attorno al collò”. Un altro capitolo che “mi ha molto colpito è quando si racconta la nascita dell’Unione Europea: siamo negli anni Novanta e lui era in esilio a Cordoba, quelli sono stati anni per lui molto difficili, era molto depresso e chiuso in se stesso. Non riusciva a darsi una spiegazione del perchè i superiori lo avessero mandato in esilio, praticamente era stato buttato giù dal piedistallo: fu accusato di essere ultraconservatore, di essere autoritario nelle sue decisioni, fu accusato anche di voler stravolgere la pastorale dei Gesuiti perchè lui era cresciuto con i salesiani. I Gesuiti non volevano che lui mandasse i preti nelle periferie a fare catechismo ai ragazzini, avevano altri interessi: lui dice che in quel periodo di ‘purificazionè ha studiato quasi tutti e 34 i volumi della storia dei Papi… forse ‘era necessario, perchè mi stavo preparando a diventare anch’io Papa, pur non sapendolò, racconta nel libro”. Tra i capitoli c’è anche spazio per la sua grande passione per il calcio. “Ricordava alla perfezione tantissimi dettagli di quando andava allo stadio tutte le domeniche con tutta la famiglia a vedere il San Lorenzo”. Sui Mondiali dell’86 vinti dall’Argentina “racconta che in quegli anni si trovava in Germania, ma la sera della finale con la Germania non guardò la partita, rimanendo a passeggiare vicino al fiume Reno e a recitare il rosario. “Mi sono sentito solo, perchè volevo essere con i miei amici a festeggiare l’Argentina”, racconta il Pontefice. E sulla famosissima mano de Dios ricorda che quando Maradona andò in Vaticano gli chiese divertito quale fosse la mano incriminata”.
-foto Italpress-
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Appalti truccati in ambito medico a Sassari, cinque misure cautelari

SASSARI (ITALPRESS) – Turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Con questa accusa la Guardia di Finanza di Sassari ha eseguito questa mattina l’arresto di 5 indagati disposto dal Tribunale di Sassari. Al centro dell’inchiesta c’è una procedura pubblica di gara per l’affidamento della fornitura di apparecchiature biomedicali, con importo a base d’asta pari a oltre 2 milioni di euro, bandita nel 2020 dall’Azienda Ospedaliera Universitaria di Sassari ed aggiudicata l’anno successivo. In particolare, i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno eseguito la misura degli arresti domiciliari nei confronti del Presidente della Commissione giudicatrice, già dirigente medico e dell’amministratore di un’impresa di Cagliari. Quest’ultimo, unitamente a un altro imprenditore, entrambi amministratori delle due società che si sono aggiudicate la quasi totalità dei lotti a gara, sono stati destinatari del divieto di contrattare con la pubblica amministrazione.
Contestualmente, è stata data esecuzione alla misura della sospensione dell’esercizio professionale nei confronti del medico responsabile della struttura interessata e di un ingegnere clinico che hanno partecipato alla procedura di gara ad evidenza pubblica. Dagli accertamenti eseguiti, risulterebbero condotte di turbamento del procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto degli atti di gara al fine di condizionare le modalità di scelta del contraente da parte della pubblica amministrazione attraverso collusioni e altri mezzi fraudolenti volti a stabilire i requisiti tecnici dei lotti da aggiudicare.

foto: ufficio stampa Guardia di Finanza

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Intesa Sanpaolo, nel 2024 il Fondo di Beneficenza erogherà oltre 23 mln

MILANO (ITALPRESS) – Nel 2024 saranno 23,4 milioni di euro (+ 15% rispetto al 2023) le risorse che il Fondo di Beneficenza ed opere di carattere sociale e culturale di Intesa Sanpaolo, in capo alla Presidenza della Banca, potrà erogare a enti del Terzo settore. Negli ultimi cinque anni il Fondo di Beneficenza ha erogato 77,6 milioni di euro sostenendo 3.855 progetti con beneficiari persone e famiglie in difficoltà, giovani, donne, per colmare il divario educativo e digitale e fornire una risposta concreta alle crescenti disuguaglianze.
Gian Maria Gros-Pietro, Presidente di Intesa Sanpaolo, commenta: “Intesa Sanpaolo è un’istituzione che non ha eguali per il suo contributo verso le comunità. Il Fondo di Beneficenza contribuisce da tempo a questo obiettivo e anche nel 2024 concentrerà le risorse, oltre 23 milioni di euro, per ridurre i divari sociali, educativi e digitali che limitano il pieno sviluppo del Paese e delle persone. Un impegno che trova fondamento degli ottimi risultati della Banca, la quale destina parte dei suoi utili alla solidarietà e alla beneficenza”.
Confermate le tre tematiche prioritarie di intervento, come stabilito dalle linee guida per il biennio 2023- 2024 del Fondo: supporto a donne e a minori vittime di violenza, lotta alla povertà educativa e al divario digitale, sostegno ai NEET (giovani che non studiano nè lavorano) e agli ELET (giovani che abbandonano presto la scuola o le attività di formazione).
Nel 2023 sono stati erogati circa 18,9 milioni di euro (+20% vs 2022) con 912 mila beneficiari diretti, in prevalenza sul territorio nazionale (90% del totale), distribuiti geograficamente: 47% al Nord, 26% al Centro, 27% al Sud e nelle Isole. Con 2.272 progetti valutati (+11% vs 2022) il Fondo di Beneficenza si conferma un punto di riferimento nell’ambito della filantropia in Italia. Tra i principali focus anche il sostegno alle persone colpite da gravi catastrofi naturali in Italia e nel mondo, tra cui il terremoto in Turchia e Siria a febbraio, l’alluvione in Emilia-Romagna a maggio e il terremoto in Marocco a settembre. In Ucraina il Fondo ha confermato, per il secondo anno, il supporto a Medici Senza Frontiere (MSF) e Soleterre Strategie di Pace con un impegno complessivo di € 349.000 volto a mitigare gli effetti del conflitto dal punto di vista sanitario e psicologico. Importante anche l’attività di contrasto alla povertà nel mondo con interventi in Paesi con un Indice di Sviluppo Umano basso o medio e in Paesi poveri o emergenti colpiti da calamità naturali.
Tra le novità del biennio 2023/2024 anche il progetto di analisi dell’impatto economico dell’attività del Fondo di Beneficenza realizzato con Altis Advisory, spin off dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che si è concretizzato nell’ideazione e individuazione dell’Indice del Valore Economico Generato secondo il quale le erogazioni del Fondo generano un effetto moltiplicatore “quattro” del valore sociale ed economico dei beni e servizi resi dagli Enti del Terzo Settore (ETS).
La povertà assoluta ha raggiunto il record storico in Italia: secondo gli ultimi dati Istat, oltre 2 milioni e 234mila famiglie (l’8,5% del totale) non riescono a pagare la spesa, l’affitto, le bollette e le cure mediche. Si tratta di una vera e propria emergenza sociale che colpisce soprattutto i giovani, specie se con figli e con lavori precari.
Nonostante l’incremento del numero degli occupati, cresce il fenomeno dei cosiddetti working poor, con il 70% degli occupati che è convinto di avere bisogno di una mensilità aggiuntiva per affrontare il costo della vita che, a causa dell’inflazione, è salito alle stelle. L’ascensore sociale che ha funzionato negli anni ’80 e ’90 è bloccato.
Le liberalità erogate dal Fondo si traducono in beni e servizi offerti gratuitamente alla comunità, che generano effetti che vanno oltre i risultati diretti delle attività. Confermati i requisiti, i tempi e le modalità di presentazione delle richieste di contributo, liberalità a fondo perduto che la Banca eroga a progetti particolarmente meritevoli. I progetti vengono individuati attraverso un processo di selezione che tiene conto del loro impatto sociale e del track record dell’ente.
Da sempre in prima linea nella lotta alle diseguaglianze, il Fondo organizza martedì 16 aprile alle ore 10 un webinar che sarà occasione di dialogo per approfondire queste tematiche e individuare azioni concrete che possono essere messe in atto per favorire la mobilità sociale nel nostro Paese, grazie all’azione del Terzo Settore e della società civile, con un focus su disuguaglianza, scuola e lavoro. Ne parleranno Giovanna Paladino, Senior Director Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo, Mikhail Maslennikov, Analista di Policy di Oxfam Italia, Giuseppina Rita Jose Mangione, Responsabile della struttura di ricerca “Modelli organizzativi, metodologie e curricolo” di Indire e Dennis Maseri, Presidente Giovani Imprenditori Confcooperative.
-foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo-
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