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Il Genoa vince 2-1 in casa del Verona

VERONA (ITALPRESS) – Il Genoa si impone per 2-1 in casa del Verona. Al Bentegodi le reti dei due attaccanti del grifone, Ekuban e Gudmundsson, ribaltano l’iniziale vantaggio degli scaligeri con Bonazzoli. All’interno di una partita molto equilibrata, gli ospiti hanno il merito di essere più cinici in zona gol. La prima frazione è caratterizzata da continui botta e risposta delle due squadre e da un discreto ritmo di gioco. In avvio di primo tempo il Verona si dimostra superiore nell’approccio alla partita e gli scaligeri trovano subito il gol del vantaggio, grazie alla seconda marcatura consecutiva di Bonazzoli. All’8′ l’ex Salernitana aggancia lo splendido lancio di Lazovic e segna l’1-0, punendo l’uscita troppo avventata di Martinez. Nonostante il colpo subito a freddo, il Genoa non si scoraggia e al 20′ i rossoblù colpiscono una traversa con Vasquez, su azione da corner. Dopo diversi tentativi, al 45′, il Genoa pareggia con Ekuban, aiutato dallo sfortunato rimpallo del pallone su Lazovic. Partita aperta e divertente anche nella ripresa, dove, a rompere l’equilibrio, ci pensa stavolta la formazione di Gilardino. A segnare l’1-2 è, tanto per cambiare, il solito Gudmundsson, autore di un facile tapin sulla respinta corta di Montipò dopo il tentativo di Vasquez. Guai, però, a dare per morto il Verona, che al 72′ si vede annullare il gol del pari di Swiderski, in seguito alla millimetrica posizione di fuorigioco di Mitrovic. I padroni di casa, nonostante il disperato assedio finale, non evitano il ko, rimanendo inchiodati al quartultimo posto in classifica con un punto di vantaggio sul Frosinone.
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Tiro al bersaglio sul Jobs Act tra tentativi referendari e sciopero

ROMA (ITALPRESS) – Ed ecco di nuovo il tentativo referendario di tornare indietro sulle riforme del lavoro. Una storia infinita contro la modernizzazione del mercato del lavoro che si ricollega a quella che definì il libro bianco di Marco Biagi per i diritti dei lavoratori, “libro limaccioso”. Poi sappiamo come andò a finire con il martirio del professore di Modena. Successivamente, e comunque senza dare alcuna tregua alle riforme del decreto Biagi, è iniziato il tiro al bersaglio sul Jobs act; dal suo varo di 10 anni fa e fino ad oggi. La tesi a sostegno della ripulsa verso le riforme è sempre la stessa: le riforme procurano danno ed impoverimento dei lavoratori. Questa è la costante di una pressione che non tiene affatto conto della non secondaria circostanza, che le norme precedenti erano disegnate da contratti collettivi e leggi su una organizzazione del lavoro delle produzioni che non esiste più.
Quello era un altro mondo rispetto a quello odierno: era costituito prevalentemente da migliaia di lavoratori per unità produttiva, con un orizzonte di mercato sostanzialmente nazionale. Ora Landini ci ritenta con la raccolta di firme per la promozione del Referendum contro il jobs act, con quattro quesiti da abrogare: 2 sui licenziamenti; uno sulle causali dei contratti a termine; uno su appalti ed infortuni. Lo sciopero annunciato pomposamente generale, promosso solo da CGIL e UIL, dagli annunci fatti, vuole sottolineare la decisa denuncia contro la precarietà con il corredo di un approfondimento statistico sul fenomeno in continuità già con altre fatte nel tempo. Questi dati denunciano che molto oltre la metà dei lavoratori italiani sono precari; che l’anno scorso le assunzioni a tempo indeterminato sono al di sotto il 20%. Tesi assai azzardate per il semplice fatto che si sommano nel conteggio il rapporto iniziale a carattere temporaneo e non quelli che successivamente vengono trasformati a tempo indeterminato. Come si sa le assunzioni inizialmente si operano in grande parte a tempo determinato sostanzialmente per saggiare le attitudini degli assunti prima di stabilizzarli a tempo indeterminato. Comunque, pur esistendo situazioni inaccettabili soprattutto in aziende che hanno difficoltà con i mercati o che per attitudine maltrattano chi lavora, il dato dei lavoratori a tempo indeterminato, dunque stabili, in Italia è l’83%, percentuale di stabili che non si discosta da quello francese e tedesco. Dunque situazione molto diversa da quella che si descrive pur essendoci ancora una realtà che ha bisogno di attenzione. Ed allora a che serve questo allarmismo se non a fuorviare la pubblica opinione ed a ritardare politiche virtuose tanto necessarie per far fronte alla competitività delle produzioni italiane nei mercati.
Per dare prospettive alla nostra economia e dunque al lavoro, a coloro davvero in difficoltà, occorrerebbe una rivoluzione nella education, nella energia, nella concorrenza, nella riorganizzazione delle pubbliche amministrazioni, nei salari da aumentare partecipando alla redistribuzione della ricchezza prodotta con premi di produttività e partecipazione ai maggiori utili delle aziende. La battaglia giusta da prendere è questa, diversamente guardando indietro, anziché essere nella schiera di chi risolve problemi, si è in quella che li procura.
-foto Agenzia Fotogramma –
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Berrettini trionfa a Marrakech e torna protagonista

MARRAKECH (MAROCCO) (ITALPRESS) – Matteo Berrettini è tornato al successo nel circuito Atp. Il tennista romano ha vinto il “Grand Prix Hassan II”, torneo 250 con un montepremi complessivo pari a 579.320 euro, andato in scena sulla terra rossa di Marrakech. Nell’atto conclusivo della manifestazione l’azzurro, sceso recentemente fino al gradino numero 135 della classifica Atp, in gara in Marocco con il ranking protetto, ha battuto lo spagnolo Roberto Carballes Baena, numero 64 del mondo e campione uscente a Marrakech, col punteggio di 7-5 6-2. Per Berrettini era la prima finale da circa un anno e mezzo, ovvero da quella persa a Napoli contro Musetti nell’ottobre del 2022. Per il romano, che venerdì spegnerà 28 candeline, si tratta dell’ottavo titolo della carriera (sei Atp 500 e due 250): l’ultima gioia risaliva al Queen’s di due anni fa. L’azzurro ha giocato in tutto 13 finali a livello Atp: cinque i ko, compreso quello nel match decisivo di Wimbledon del 2021 contro il serbo Novak Djokovic. Per Carballes Baena, 31enne, invece, era il terzo atto conclusivo: in bacheca vanta due trofei.
Da domani Berrettini, che nel 2022 era numero 6 del mondo, dovrebbe salire intorno al gradino numero 85 della classifica Atp.
– foto Ipa Agency –
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Il Napoli rialza la testa e vince 4-2 a Monza

MONZA (ITALPRESS) – Trasferta vincente per il Napoli di Calzona che all’U-Power Stadium batte in rimonta il Monza, 4-2 il finale, e riscatta il brutto ko patito in casa con l’Atalanta la scorsa settimana. Atmosfera surreale per gli azzurri, che non centravano i tre punti da oltre un mese e che hanno dovuto fare a meno nei primi 15′ del match dei loro tifosi, entrati allo stadio in ritardo in segno di protesta verso i risultati ottenuti fin qui. Inizio di gara favorevole ai brianzoli, che impiegano appena 9′ per festeggiare il gol del vantaggio: lettura vincente di Colpani per Zerbin che, dalla sinistra, crossa per il colpo di testa vincente di Djuric, che firma la sua prima rete con la maglia del Monza. Incassato lo svantaggio, il Napoli prova a riorganizzarsi e al 17′ Di Lorenzo, dal limite dell’area piccola, col destro non riesce a inquadrare la porta. I padroni di casa soffrono il ritmo degli avversari che al 25′ sfiorano ancora la rete con Ngonge ma Pablo Marì riesce col corpo a deviare il pallone e a salvare il risultato. Il pressing degli uomini di Calzona non cala di intensità e prima dell’intervallo, al 40′, Pablo Marì deve nuovamente superarsi con un intervento difensivo che nega a Kvaratskhelia la gioia del gol.
Nella ripresa i campioni d’Italia producono il massimo sforzo offensivo e nel giro di cinque minuti, tra il 10′ e il 15′, ribaltano il risultato fino al momentaneo 3-1. Al 10′, suona la carica il solito Osimhen ,che di testa sovrasta Izzo e segna la rete del pareggio. Due minuti dopo, dal limite, il neo entrato Politano pesca il jolly con un sinistro al volo splendido, che vale il sorpasso. L’uno-due manda in bambola il Monza che, al 15′, assiste impotente alla prodezza balistica di Zielinski, che dalla distanza assesta l’allungo del doppio vantaggio. Alle corde, il Monza non si lascia travolgere e un minuto dopo Colpani accorcia le distanze con una conclusione a giro dal limite dell’area, deviata da Juan Jesus, che manda fuori tempo Meret. Il ritmo di gioco imposto dalla squadra di Calzona è altissimo e, al 68′, Raspadori (appena entrato) si avventa su una respinta corta di Di Gregorio e segna la rete del definitivo 4-2. Tornano a sorridere gli azzurri.
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Bis alla Parigi-Roubaix per il campione del mondo Van der Poel

ROUBAIX (FRANCIA) (ITALPRESS) – Mathieu Van der Poel (Alpecin Deceuninck) conquista il successo nella Parigi-Roubaix 2024, alle sue spalle Jasper Philipsen (Alpecin Deceuninck) e Mads Pedersen (Lidl-Trek). La vittoria del campione del mondo arriva dopo uno strepitoso attacco a 59 km dalla fine della corsa, che non lascia scampo alla risposta degli avversari. Per il fenomeno olandese si tratta del secondo trionfo consecutivo in questa manifestazione, che gli permette di ripercorrere le orme di Tom Boonen, l’ultimo a riuscire in una simile impresa. Inoltre Van der Poel, avendo vinto il Giro delle Fiandre della scorsa settimana, raggiunge anche il traguardo di Fabian Cancellara, che nel 2013 riuscì a centrare questa incredibile doppietta nella stessa stagione.
– foto Ipa Agency –
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Premio 250 anni Guardia di Finanza, al traguardo della Maratona Milano

MILANO (ITALPRESS) – La Banda musicale della Guardia di Finanza ha inaugurato la Maratona di Milano a cui hanno preso parte 150 Finanzieri, tra cui i cadetti dell’Accademia di Bergamo, diversi atleti ed ex atleti pluripremiati delle Fiamme Gialle, in occasione delle celebrazioni dei 250 anni della fondazione del Corpo. La Guardia di Finanza ha, inoltre, ideato un trofeo realizzato dal Maestro Marco Lodola e consegnato dal Generale di Divisione Giuseppe Arbore, dal Generale di Brigata Luigi Macchia e dai campioni Fausto Desalu e Nicol Delago. I due premi sono stati consegnati alla prima donna e al primo uomo che hanno tagliato il traguardo per l’Italia: Giovanni Vanini e Nadine De La Cruz Aguirre Luz.
All’evento hanno preso parte: il Generale di Corpo di Armata Francesco Greco; il Generale di Divisione Giuseppe Arbore, Comandante Regionale della Lombardia della Guardia di Finanza; il Generale di Brigata Francesco Mazzotta, Comandante Provinciale di Milano; il Generale di Brigata Luigi Macchia, Comandante del Quartier Generale Guardia di Finanza e Coordinatore del comitato degli eventi sportivi per i 250 anni della fondazione del Corpo;
l’ex canoista Antonio Rossi; l’ex campione del mondo dei 400 metri ostacoli, Fabrizio Mori; la campionessa dello short track, Elena Viviani; l’ex astista Giuseppe Gibilisco; l’ex marciatore Ivano Brugnetti. Nel corso della Maratona si sono svolte anche due staffette speciali delle Fiamme Gialle: la prima con gli atleti Pietro Arese, Francesco Pernici, Martina Tozzi e Sveva Fascetti; la seconda ha visto la partecipazione di quattro ex glorie quali Daniele Caimmi, Gabriele De Nard, Rosalba Console e Andrea Lalli.
“E’ un grande onore per noi celebrare i 250 anni dalla fondazione della Guardia di Finanza insieme agli atleti e ai cittadini che nel corso degli anni ci hanno sostenuto. La partecipazione dei Finanzieri e degli sportivi delle Fiamme Gialle a questo evento, sottolinea il valore sociale e sportivo della maratona.
Riconosciamo che lo sport è uno strumento potente per promuovere valori come lo spirito di sacrificio, il fair play, il senso di squadra e di appartenenza che sono da sempre al centro della nostra missione come Corpo”. Ha dichiarato il Generale di Brigata Luigi Macchia, Coordinatore del comitato degli eventi sportivi per i 250 anni della fondazione del Corpo.
– foto ufficio stampa Ital Communications –
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Il Bologna frena a Frosinone, niente sorpasso alla Juve

FROSINONE (ITALPRESS) – La montagna partorisce il classico topolino. Troppo contratte e bloccate, Frosinone e Bologna, per sperare in qualcosa di meglio. Un punticino fa muovere la classifica di entrambe, ottima quella felsinea (anche se manca il sorpasso al terzo posto, occupato dalla Juve), deficitaria ma in linea con la lotta per la salvezza quella dei gialloblù. Poche occasioni, pochi tiri in porta, il gran caldo a fare da protagonista. Si comincia subito con Cheddira (7′) che manda a vuoto, con una doppia finta, Calafiori e prova il tiro: Skorupski afferra sul primo palo. Ancora Cheddira (10′) sfrutta un errore di Calafiori ma è Skorupski a salvare il Bologna. Risposta felsinea al 17′ con un diagonale di Orsolini, palla fuori. Suibito dopo Mazzitelli prova il tiro al volo dopo un angolo di Valeri ma la mira è imprecisa. Non va meglio ad Aebischer che spedisce la sfera in curva (23′) mentre il Frosinone cerca di mordere il freno. Minuto 28, angolo da destra, colpo di testa di Okoli, Skorupski si distende e devia in corner. Nel finale di frazione un tiro di Orsolini parato facilmente da Turati ed un colpo di testa di Lucumi, su angolo di Orsolini (37′) con sfera sul fondo.
Nella ripresa un brivido quando Skorupski (3′) sbaglia il rinvio su retropassaggio di Calafiori ma il Frosinone non ne approfitta, poi la musica resta la stessa. Posch manda fuori (10′), i rossoblù salgono di tono e confezionano l’occasione per passare in vantaggio al 22′ quando Urbanski serve Orsolini che rifinisce per Aebischer il quale, tutto solo davanti a Turati, tira addosso al portiere ciociaro. Due tiri velleitari di Zortea (alto al 24′) e Mazzitelli (centrale al 28′) quindi più niente sul taccuino fino al 38′ quando il neo entrato Castro, dopo un cross a rientrare di Lykogiannis, dalla sinistra, devia verso la porta ciociara: Turati blocca a terra a due passi dalla linea bianca. Lykogiannis chiude Cuni (47′) poi Ndoye (49′) avrebbe la doppia clamorosa occasione: gira col destro e colpisce la traversa, complice Turati; quindi, sulla ribattuta, da pochi passi manda clamorosamente alto. Finisce 0-0, niente sorpasso alla Juve per Motta. Muove la classifica Di Francesco.

– foto Ipa Agency –
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Inaugurato il Palermo CFA, nuovo centro sportivo rosanero

PALERMO (ITALPRESS) – E’ stato inaugurato questa mattina a Torretta il Palermo City Football Academy, il primo centro sportivo di proprietà del Palermo FC in oltre 120 anni di storia.
Alla cerimonia del simbolico “taglio del nastro” hanno partecipato, tra gli altri, il Consigliere del board di City Football Group e Palermo FC Alberto Galassi, il Managing Director of Global Football di City Football Group e Consigliere del board del Palermo FC Brian Marwood, il Presidente del Palermo FC Dario Mirri e l’Amministratore Delegato del Palermo FC Giovanni Gardini.
Tra gli ospiti d’eccezione anche il Presidente della FIGC Gabriele Gravina, l’Amministratore Delegato della Lega Serie A Luigi De Siervo, il Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ed il Sindaco di Palermo Roberto Lagalla. Per festeggiare la storica giornata il Club ha invitato al “Renzo Barbera” oltre 20 “Legends Rosanero” che, in diretta dai maxischermi allestiti sul campo, hanno seguito e celebrato l’inaugurazione insieme a migliaia di tifosi palermitani.
“Oggi è un momento di grande orgoglio per il Palermo FC e per la nostra famiglia del City Football Group – ha dichiarato Brian Marwood, Managing Director of Global Football di City Football Group e Consigliere del board del Palermo FC -. Il nuovo Palermo CFA è molto più di un edificio. E’ una casa per i nostri giocatori e il nostro staff per crescere e svilupparsi mentre lavoriamo per portare il Palermo ad alti livelli e iniziare il prossimo capitolo della grande storia del club. Questa nuova struttura di allenamento è un altro esempio del nostro impegno a Palermo, con cui continuiamo a portare infrastrutture calcistiche di livello mondiale in questa comunità incredibilmente speciale. Diamo il benvenuto alla famiglia rosanero nella sua nuova casa di Torretta, con lo sguardo verso tutto ciò che verrà”.
“Essere qui a inaugurare il primo centro sportivo della storia del Palermo, a poco più di un anno dall’arrivo del City Football Group, è motivo di grande orgoglio – ha sottolineato Giovanni Gardini, Amministratore delegato del club rosanero -. E’ la prova concreta di ciò che questa Società sta costruendo giorno dopo giorno per garantire la massima efficienza alla Squadra e a tutte le persone che lavorano per il bene del Palermo. Programmazione, sostenibilità e duro lavoro: è questo l’unico modo che conosciamo per raggiungere i nostri obiettivi, che sono gli stessi dei nostri tifosi e di tutti coloro che amano questi colori”.
Il Palermo CFA è costituito da due campi in erba naturale delle stesse dimensioni del terreno di gioco del “Renzo Barbera” (105 x 68 m), un campo in erba naturale di dimensioni ridotte (32 x 32 m) dedicato agli allenamenti dei portieri, un Main Building ed una Club House, che unisce l’identità estetica del territorio alle tecnologie sportive di ultima generazione.
La nuova struttura è frutto del modello targato City Football Group per la realizzazione di infrastrutture sportive di alto livello, che permette di condividere le migliori pratiche e le ultime tecnologie innovative in tutto il mondo. Come i Centri Sportivi già realizzati dal CFG a Manchester, Melbourne, New York e Montevideo, anche il Palermo CFA è progettato per garantire le migliori performance da parte di giocatori e staff, l’applicazione di metodologie di allenamento di successo, la sostenibilità economica della struttura e la ricaduta positiva sul territorio in termini di rigenerazione delle aree interessate, la creazione di lavoro per la comunità locale e il rispetto dell’ambiente.
In termini di sostenibilità, Il Palermo CFA ha preservato la flora locale salvaguardando, piantando e ricollocando oltre 400 alberi e nuove piante tipiche della macchia mediterranea per un totale di 30.000 mq di aree verdi. Inoltre, a pochi metri dalla nuova cucina della Club House, è stato realizzato un “orto sociale” che ospiterà attività didattico-sociali in collaborazione con le associazioni benefiche del territorio, in linea con i progetti per la comunità promossi e sostenuti da CFG in tutto il mondo.
Il Palermo CFA è stato progettato dallo Studio Mazzarella Architetti secondo le linee guida del CFG per le infrastrutture sportive. L’attività di project management è stata svolta da T&T Italia. Il general contractor è stata l’ATI EPS snc e By Multiservizi.

– foto ufficio stampa Palermo Calcio –
(ITALPRESS).