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illycaffè, nel 2023 crescita in tutti i principali mercati. Utile +67,2%

MILANO (ITALPRESS) – Il Consiglio di amministrazione di illycaffè ha approvato il progetto di Bilancio della capogruppo illycaffè S.p.A. e il Bilancio consolidato dell’esercizio 2023.
Nel 2023 i ricavi del Gruppo sono risultati pari a 595,1 milioni di euro, registrando un aumento del 5,7% a tassi di cambio costanti rispetto all’anno precedente (+4,8% a tassi di cambio correnti), trainato da tutti i principali mercati. L’EBITDA Adjusted si è attestato a 92,8 milioni di euro, in aumento del 18,6% rispetto all’esercizio precedente, nonostante la perdurante pressione sui margini, dettata dal contesto inflattivo, grazie alla crescita dei ricavi e all’incremento dell’efficienza operativa del Gruppo.
L’EBITDA Margin (Adjusted) nel 2023 è risultato pari al 15,6%, in miglioramento di 1,8 punti percentuali rispetto al 2022.
L’Utile Netto di Gruppo si è attestato a 23,7 milioni di euro, in aumento del 67,2% rispetto al 2022, in linea con l’incremento dell’EBIT.
La Posizione Finanziaria Netta è risultata pari a 122,2 milioni di euro, in miglioramento del 20,8% rispetto all’esercizio precedente. La generazione di cassa dell’esercizio è stata sostenuta dalla positiva evoluzione della redditività operativa e da un’efficace gestione del capitale circolante, permettendo il finanziamento di investimenti strategici per il business.
“Il 2023 rappresenta un altro anno di crescita record per la illycaffè, con un incremento a doppia cifra dell’EBITDA e dell’utile netto, nonostante il perdurare di un contesto macroeconomico sfidante – afferma Cristina Scocchia, Amministratore Delegato di illycaffè -. Siamo molto soddisfatti che la direzione strategica intrapresa stia portando i risultati attesi in termini di crescita sostenibile e profittevole. A sostegno dei piani di sviluppo futuri, abbiamo avviato un importante programma di investimenti a supporto dell’innovazione e della crescita multicanale. In particolare, 120 milioni di euro sono stati destinati, nell’arco di piano, al raddoppio della capacità produttiva del sito strategico di Trieste”.
Nel 2023 tutti i principali mercati in cui il Gruppo è presente sono risultati in crescita rispetto al 2022.
In particolare, negli Stati Uniti, mercato prioritario nei piani di crescita del Gruppo, i ricavi hanno registrato un forte incremento del +15,1% a tassi di cambio costanti, trainati principalmente dal canale on-line.
Dal punto di vista dei canali, la crescita è stata guidata principalmente da Ho.Re.Ca. (+8,2% rispetto al 2022), sostenuta da un positivo tasso di acquisizione di nuovi clienti, e da on-line (+15,5% rispetto al 2022), grazie alle performance positive degli e-Tailers, in particolare in Italia, Stati Uniti e Cina.
Nel 2023, il Gruppo ha continuato ad operare in base alla propria strategia di sostenibilità che si estende a ogni fase della catena del valore: dai produttori di caffè ai consumatori finali, grazie ai progetti a sostegno delle comunità locali e all’adozione di pratiche di agricoltura rigenerativa. Inoltre, anche nel 2023 illycaffè ha rinnovato il proprio impegno nell’ambito dell’economia circolare incentivando processi virtuosi per la salvaguardia dell’ambiente e la gestione responsabile di risorse e materiali, grazie a molteplici iniziative nell’ambito del recupero e del riciclo delle capsule.
Il 1° ottobre, in occasione dell’International Coffee Day, è stato lanciato Arabica Selection Brasile Cerrado Mineiro, il primo caffè proveniente integralmente da agricoltura rigenerativa.
Sulla base delle performance conseguite nel 2023, illycaffè prevede, anche per il 2024, di continuare a crescere i ricavi e accelerare la redditività, nonostante la complessità del contesto macroeconomico e geo-politico attuale.

– foto ufficio stampa illycaffè –
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Suzuki e il Torino donano 11 alberi alla città

TORINO (ITALPRESS) – L’annuncio era arrivato in occasione della Giornata Nazionale degli Alberi e la promessa è stata mantenuta. Suzuki e il Torino hanno donato alla città 11 nuovi alberi messi a dimora all’interno del Parco Cavalieri di Vittorio Veneto “Piazza d’Armi”, in prossimità del piazzale Grande Torino. All’evento hanno partecipato Mirko Dall’Agnola, vice direttore Generale di Suzuki Italia, Chiara Foglietta, assessora alle politiche per l’ambiente e alla transizione ecologica e digitale della Città di Torino; Francesco Tresso, assessore alla Cura della città, verde pubblico, parchi e sponde fluviali della Città di Torino, Alberto Barile e Lorenzo Barale, rispettivamente direttore operativo e direttore commerciale del club granata, e i giocatori Adrien Tameze e Adam Masina, in rappresentanza di tutta la squadra e altri rappresentanti della Giunta torinese. Quello compiuto da Suzuki e Torino è un gesto tanto concreto quanto simbolico: gli alberi piantati sono 10 aceri giapponesi e 1 liquidambar e sono stati scelti per il particolare colore granata che assumono le loro foglie nel periodo primaverile. L’iniziativa richiama da una parte gli 11 giocatori che scendono in campo nel vicino Stadio Olimpico Grande Torino e dall’altra suggella idealmente gli 11 anni di fruttuosa collaborazione tra Suzuki e il Toro, di cui la casa giapponese è main sponsor. “Ognuno di noi ha il dovere di dare il proprio contributo alla salute del pianeta, così da realizzare assieme un risultato adeguato all’importanza della situazione – sottolinea Massimo Nalli, presidente Suzuki Italia – La squadra di 11 aceri giapponesi si unisce così al bosco diffuso di 600 alberi che Suzuki ha piantato a Torino, grazie ad una amministrazione sensibile e presente, e in tutta Italia e ci auguriamo che il colore rosso granata delle foglie sia di buon auspicio per i risultati della squadra che amiamo, anche per la sensibilità ai temi ecologici, il Torino”. “Siamo orgogliosi di collaborare con Suzuki a questa iniziativa green a supporto del territorio in Piazza D’Armi, proprio vicino alla nostra casa, lo stadio Olimpico Grande Torino – gli fa eco Barale – Questo progetto realizzato insieme al nostro main partner Suzuki rappresenta molto bene lo spirito di squadra che caratterizza la nostra partnership”. Per gli assessori Foglietta e Tresso “con questa donazione Suzuki e il Torino, che ringraziamo, rinnovano un impegno concreto verso l’ambiente e di grande attenzione verso la nostra città. Gli aceri giapponesi e il liquidambar andranno ad arricchire la varietà di alberi presenti all’interno del Parco Cavalieri di Vittorio Veneto, uno degli spazi verdi pubblici più grandi, amati e frequentati della città”. “I parchi urbani – proseguono i due assessori – assicurano una serie di benefici, che vanno dalla riduzione dell’isola di calore, all’aumento del benessere e della qualità della vita delle persone è anche grazie all’attivazione di sinergie con partner privati che possiamo realizzare al meglio il nostro programma di azioni per il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2030 e la valorizzazione e la cura del verde pubblico, un bene prezioso e una grande risorsa della nostra città”.
In questo progetto trova espressione l’impegno di Suzuki a favore della città di Torino e del suo circondario. Il capoluogo piemontese – va ricordato – ospita da sempre la sede di Suzuki Italia ed è gemellato con Nagoya, la metropoli più vicina al quartier generale di Hamamatsu, in Giappone. Suzuki si è già adoperata nel recente passato a favore del verde nel torinese. Nell’ambito dei suoi progetti ha dapprima piantumato 30 ciliegi sakura all’interno del Parco Piredda di Torino; ha contribuito al ripristino della vegetazione danneggiata da una tempesta nell’estate del 2022 lungo la Rotta Oslera, nel Parco della Mandria, a Venaria, donando all’Ente Parco 72 piante, tra cui tigli selvatici, aceri campestri, biancospini selvatici e cornioli; ha piantato ulteriori 50 alberi presso la propria sede di Robassomero e 3 altre piante presso le scuole limitrofe. In totale il patrimonio verde conferito da Suzuki al torinese ammonta dunque a 166 alberi, che da una parte abbelliscono il contesto urbano e dall’altra aiutano a migliorare la qualità dell’aria respirata dai cittadini. L’impegno green di Suzuki Italia spazia peraltro anche ben oltre la citata dimensione locale. La Casa di Hamamatsu ha sempre coinvolto nei suoi progetti green la sua rete di concessionari, che hanno aderito con entusiasmo, piantando a loro volta circa 430 alberi nei rispettivi territori di riferimento. Il bosco diffuso Suzuki ha così continuato a crescere, coronando lo sforzo profuso in questa campagna a favore dell’ambiente e conta ormai oltre 600 alberi, che assicurano una riduzione complessiva della CO2 pari a 18.000 kg all’anno.
– foto ufficio stampa Suzuki Italia –
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Conte “A Bari non ci sono più le condizioni per le primarie”

ROMA (ITALPRESS) – “Alla prima inchiesta giudiziaria se ne aggiunge oggi una seconda in cui è coinvolto il voto di scambio, l’inquinamento del voto, cosa che noi stiamo denunciando da tempo. Per il M5S non ci sono le condizioni per svolgere seriamente le primarie, riteniamo che le ragioni che ci hanno spinto a sostenere il candidato Laforgia permangano immutate, anzi si rafforzano. Ci confronteremo anche con le altre forze politiche e civiche della coalizione per cercare di affrontare la campagna elettorale per Bari nel segno di un nuovo inizio, di un rafforzamento dei presidi di legalità, di massima trasparenza”. Lo ha detto il presidente del M5S, Giuseppe Conte, a Bari prima di partecipare a un comizio elettorale in favore del candidato Michele Laforgia. “Nel M5S l’obiettivo della legalità, della trasparenza, del contrasto a qualsiasi forma di corruzione e inquinamento del voto, della lotta ai clan e alle mafie, è una premessa indispensabile per poter dare un contributo politico. Se non c’è questa premessa noi non ci siamo”, ha aggiunto.
“Lo abbiamo detto sin dall’inizio. Quindi, cercheremo di continuare a lavorare con le altre forze ma cercando di ottenere e pretendendo le massime garanzie perchè ci siano queste condizioni. Se non ci sono queste condizioni noi non ci siamo. Se il M5S a Bari ci sarà nella coalizione è perchè si realizzeranno queste condizioni. Noi siamo per lo spirito unitario. Tutti conoscono le condizooni per potere lavorare insieme. Ho già anticipato agli altri esponenti politici questa nostra determinazione”, ha concluso Conte.
(ITALPRESS).
– Foto: Agenzia Fotogramma –

Nadal salta Montecarlo “Il mio corpo non me lo permette”

ROMA (ITALPRESS) – “Questi sono tempi difficili per me dal punto di vista sportivo. Purtroppo vi comunico che non giocherò a Montecarlo. Il mio corpo semplicemente non me lo permette. E anche se continuo a lavorare e a dare il massimo ogni giorno con la speranza di poter competere in tornei che sono stati molto importanti per me, la realtà è che oggi non posso”. Rafael Nadal annuncia così, sui suoi canali social, il forfait al Rolex Masters1000 di Montecarlo, torneo cui risultava ancora iscritto grazie al ranking protetto. “Non potete immaginare quanto sia difficile per me non avere l’opportunità di partecipare ancora una volta a questi eventi – ha scritto il campione spagnolo classe 1986, 11 volte vincitore sulla terra rossa del Principato – Non mi resta che accettare la situazione e cercare di guardare al futuro immediato mantenendo la speranza e la voglia di darmi l’opportunità che le cose migliorino”. A oggi, l’unico torneo disputato dal maiorchino in quella che lui stesso aveva indicato come la sua possibile ultima stagione sul circuito, risulta ancora l’Atp 250 di Brisbane, da cui fu eliminato al terzo turno dall’australiano Thompson. Da lì solo ritiri: Australian Open, Dubai, Indian Wells. Montecarlo avrebbe dovuto essere il suo primo appuntamento verso la rincorsa del Roland Garros e del torneo Olimpico che si disputerà a Parigi quest’estate. ‘Rafà, alle prese con il riacutizzarsi di problemi alla schiena e agli addominali che già in passato lo avevano tormentato, è dunque costretto a dare un altro forfait: davvero troppo per un fuoriclasse che in carriera ha saputo mettere in bacheca 14 Roland Garros (record assoluto), 4 US Open, 2 Wimbledon e 2 Australian Open.
– Foto Ipa Agency –
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Cdp, nel 2023 in aumento utili e patrimonio netto

ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio di Amministrazione di Cassa Depositi e Prestiti SpA (CDP), presieduto da Giovanni Gorno Tempini, ha approvato il progetto di Bilancio d’esercizio, il Bilancio consolidato al 31 dicembre 2023 e la dichiarazione consolidata di carattere non finanziario 2023 del Gruppo CDP inclusa nel quarto Bilancio integrato, presentati dall’Amministratore Delegato e Direttore Generale Dario Scannapieco. Il progetto di Bilancio sarà sottoposto all’approvazione dell’Assemblea degli azionisti che verrà convocata dal Consiglio di Amministrazione.
Il CdA ha approvato anche nuove operazioni a favore di imprese e infrastrutture per un valore complessivo di circa 1,4 miliardi di euro.
L’utile netto di CDP SpA si è attestato al livello mai raggiunto in precedenza di 3,1 miliardi di euro, in crescita del 23% rispetto ai 2,5 miliardi dello scorso anno, grazie anche all’aumento del margine di interesse e al maggior contributo delle società del Gruppo in termini di dividendi. L’utile netto consolidato è pari a 5 miliardi, in riduzione di 1,8 miliardi di euro (-26%). La variazione è principalmente riconducibile all’effetto della valutazione a patrimonio netto di ENI.
Il patrimonio netto, pari a 27,9 miliardi, è in crescita dell’8% rispetto alla fine del 2022 grazie all’utile maturato nell’esercizio, al netto dei dividendi distribuiti in coerenza con le ipotesi di Piano.
In linea con il suo ruolo di Istituto Nazionale di Promozione, nel 2023 il Gruppo CDP ha impegnato risorse per circa 20,1 miliardi, in riduzione rispetto al 2022, anno che includeva operazioni straordinarie per 12,7 miliardi. Ciò ha consentito di attivare complessivamente 53,8 miliardi di investimenti, con un effetto leva di 2,7 volte le risorse impegnate nel periodo, grazie all’attrazione di risorse da investitori e co-finanziatori terzi. Nello stesso periodo, CDP SpA ha impegnato risorse per 19,6 miliardi di euro.
Lo stock di crediti di CDP a sostegno di imprese, Pubblica Amministrazione, infrastrutture e cooperazione internazionale è pari a 124 miliardi, in aumento di 3,2 miliardi di euro rispetto al 2022 (+3%).
Numeri che confermano la solidità del nuovo approccio di CDP, come definito dai pilastri trasformativi del Piano Strategico.
La raccolta è pari a 362 miliardi, di cui 285 relativi alla raccolta postale. La raccolta obbligazionaria è pari a 18 miliardi, in aumento del 6% rispetto ai 17 miliardi del 2022, anche grazie al collocamento del primo Green Bond e alla prima emissione obbligazionaria in dollari di CDP (“Yankee Bond”).
A due anni dall’avvio del Piano Strategico, CDP chiude il 2023 con un modello operativo e di business riorientato verso un chiaro obiettivo: promuovere lo sviluppo sostenibile del Paese realizzando un significativo impatto a livello economico, sociale ed ambientale.
Nel biennio 2022-23 il Gruppo CDP ha pienamente superato gli obiettivi di avanzamento di business, operativi ed economico-finanziari fissati nel Piano Strategico 2022-24. Nel dettaglio, le risorse impegnate dal Gruppo hanno raggiunto complessivamente i 50,7 miliardi, un ammontare che equivale al 78% del target prefissato per il triennio e ben oltre gli obiettivi di Piano. Gli investimenti attivati hanno superato il 100% del target triennale, attestandosi a 133,5 miliardi, un valore pari a 2,6 volte le risorse impegnate nel periodo. A fine 2023, lo stock di crediti è aumentato dell’8% attestandosi a 124 miliardi, rispetto ai 114 miliardi del 2021.
I volumi raggiunti si affiancano al completamento dei principali interventi previsti sui tre pilastri trasformativi indicati dal Piano Strategico:
1. Strumenti finanziari a supporto di imprese e P.A.
Con riferimento al primo pilastro, è stato consolidato il ruolo a sostegno delle imprese e del territorio, con oltre 62.000 aziende ed enti serviti nel biennio, sulla base di un approccio complementare e addizionale al mercato e sfruttando le sinergie con il canale bancario. Sono stati ampliati gli strumenti a sostegno dell’innovazione, crescita e internazionalizzazione delle aziende italiane e dello sviluppo del settore infrastrutturale, incentivati investimenti in settori prioritari per il Paese e concentrate le risorse verso interventi ad alto impatto, anche attraverso strumenti finanziari innovativi. Ciò è stato possibile anche grazie ad un più efficiente ricorso ai fondi dei programmi Ue, che vedono CDP leader fra le proprie omologhe in Europa con oltre 1 miliardo di risorse europee a sostegno degli investimenti in Italia.
Anche nel ruolo di Istituzione Finanziaria italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, CDP ha potenziato la propria azione, impegnando nel biennio 2022-23 risorse complessivamente pari a 1,4 miliardi di euro, rispetto ai 500 milioni del biennio 2020-21. E’ stato avviato un piano di aperture di sedi in Paesi Extra-Ue, a Belgrado in Serbia e nel primo trimestre 2024 a Il Cairo in Egitto e a Rabat in Marocco, per rafforzare la propria attività a favore della crescita sostenibile nelle economie emergenti. CDP ricopre inoltre il ruolo di gestore del Fondo Italiano per il Clima, nato per promuovere interventi di adattamento e contrasto al cambiamento climatico.
2. Advisory e gestione di fondi pubblici
In merito al secondo pilastro, la storica attività di finanziamento agli enti pubblici è stata affiancata dall’assistenza tecnico-operativa (attività di advisory) e dalla gestione di fondi di terzi, al fine di consentire un miglioramento della capacità di spesa della P.A. e indirizzare le risorse nazionali ed europee, anche del PNRR, verso i progetti a più alto impatto, supportandone la realizzazione. In questo contesto sono state sostenute 17 Amministrazioni Centrali titolari di investimenti nell’attuazione di oltre 90 misure del Piano per un valore complessivo di circa 50 miliardi di euro. Nell’ambito dell’operatività di mandate management le risorse complessivamente assegnate nel biennio hanno superato i 2,2 miliardi ed è stato siglato il primo accordo con una Regione per fornire consulenza nella gestione dell’utilizzo dei Fondi Europei (in Emilia-Romagna con il Fondo Europeo Agricolo di Sviluppo Rurale, FEASR).
3. Analisi settoriale e valutazione d’impatto
Questa operatività si inserisce nell’approccio definito con il terzo pilastro, che, al tradizionale binomio rischio-rendimento, ha aggiunto la dimensione dell’impatto, ovvero un criterio di valutazione delle scelte di business basato anche sugli effetti che gli interventi generano a favore dello sviluppo economico, sociale e ambientale del Paese. CDP ha rafforzato la capacità tecnica di indirizzo delle proprie scelte di finanziamento e investimento sviluppando 11 policy e linee guida settoriali, si è dotata di competenze, processi e strumenti necessari a valutare ex-ante ed ex-post i progetti sostenuti, ed ha integrato la sostenibilità nel modello operativo anche consolidando la governance.
Nel biennio, inoltre, confermando l’impegno nei settori chiave del Paese anche mediante nuovi investimenti e il supporto alle partecipate strategiche, CDP ha adottato un approccio prudente nella gestione del patrimonio attraverso il principio della rotazione del capitale (con oltre 1 miliardo di risorse liberate tramite la cessione di partecipazioni o dismissioni immobiliari per successivi nuovi impieghi), e attraverso il crowding-in (attraendo circa 2,5 miliardi di risorse di terzi nei fondi di Venture Capital, Private Equity e Infrastrutture).
Particolare attenzione è stata rivolta allo sviluppo all’estero, passato, tra le altre cose, dal rafforzamento della collaborazione con le omologhe europee, anche grazie alla Presidenza CDP della European Long-Term Investors Association (ELTI) e al potenziamento dell’ufficio di Bruxelles, che ha agevolato iniziative di sistema sui temi chiave per l’Italia. Sono state inoltre consolidate le relazioni con gli investitori internazionali, ad esempio nell’ambito dei roadshow svolti negli Stati Uniti e nel Golfo Persico.
Sul fronte della sostenibilità, l’impegno di CDP è stato riconosciuto da due agenzie di rating: Moody’s Analytics ha migliorato per due anni consecutivi la valutazione ESG di CDP, alzandola di sei punti, mentre a inizio 2024 Morningstar Sustainalytics ha collocato CDP al primo posto al mondo nelle categorie ‘Banchè e ‘Banche di Sviluppò.
“I dati che presentiamo oggi mostrano come le azioni messe in campo per l’attuazione del Piano Strategico 2022-24, in uno scenario internazionale diventato sempre più complesso, siano state efficaci e come Cassa Depositi e Prestiti abbia saputo adattarsi al nuovo contesto e svolgere adeguatamente il proprio ruolo di sostegno all’economia italiana, anche grazie ad una crescente vicinanza e ad un rafforzato dialogo con i territori – commenta il presidente di Cassa Depositi e Prestiti Giovanni Gorno Tempini -. Nell’ultimo biennio, le risorse impegnate dal Gruppo hanno superato i 50 miliardi di euro a favore del tessuto imprenditoriale e sociale e nel solo 2023 il nostro contributo alla crescita italiana ha toccato l’1,4% del Pil. Il forte impegno per uno sviluppo sostenibile è testimoniato tra le altre cose anche dall’innalzamento del nostro rating ESG da parte delle principali agenzie internazionali, che hanno collocato CDP ai vertici delle graduatorie mondiali. La fiducia dei nostri azionisti, il Ministero dell’Economia e delle Finanze e le Fondazioni di origine bancaria, con i quali operiamo in sinergia nell’interesse del Paese, è stata fondamentale in questo percorso”.
“I risultati di bilancio del 2023 di Cassa Depositi e Prestiti testimoniano la crescita del nostro impegno per lo sviluppo del Paese – spiega l’amministratore delegato e direttore generale di Cassa Depositi e Prestiti Dario Scannapieco -. L’aumento dei crediti a quota 124 miliardi è conseguenza della nuova strategia che ha visto consolidare la nostra presenza sul territorio. Il rafforzamento patrimoniale e il livello raggiunto dall’utile sono il risultato di un lavoro che ha reso il Gruppo ancora più solido e in grado di affrontare le sfide che abbiamo davanti. Nel suo ruolo di stimolo alla crescita del sistema economico e di catalizzatore di risorse, il Gruppo CDP ha attivato investimenti per oltre 133 miliardi nel biennio, raggiungendo già i target dell’intero Piano Strategico. Il nostro lavoro come Istituzione Finanziaria Italiana per la cooperazione allo sviluppo ci ha portato ad avviare un programma di aperture di presidi extra-europei per fornire sostegno concreto alle economie emergenti. Oggi CDP ha un ruolo sempre più internazionale, evidenziato dai risultati ottenuti nell’utilizzo dei fondi europei. Questi risultati sono stati raggiunti grazie al grande impegno di tutte le persone del Gruppo che hanno contribuito alla creazione della nostra cultura aziendale e condiviso con passione i nostri obiettivi di lungo periodo”.

– foto ufficio stampa Cdp –
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Gratteri all’Onu lancia l’allarme sulle mafie armate dall’IA

NEW YORK (ITALPRESS) – Al Palazzo di Vetro dell’ONU a New York si è aperta la conferenza “Le sfide imposte dalla criminalità organizzata nell’era dell’intelligenza artificiale e di internet”, promossa dalla Fondazione Magna Grecia, in collaborazione con la Rappresentanza Permanente d’Italia alle Nazioni Unite, (e IALF, IAPC, IIC e John D. Calandra Italian American Institute). All’incontro hanno partecipato il magistrato Nicola Gratteri, Procuratore Generale del Tribunale di Napoli, Antonio Nicaso, esperto di criminalità organizzata al Queen’s College in Canada, Ronald J. Clark, CEO di Spartan Strategy & Risk Management, vice sottosegretario per la Protezione Nazionale presso il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale, Arthur J. Gajarsa, giudice di circoscrizione della Corte d’Appello del Circuito Federale degli Stati Uniti (R.E.T.), e Antonello Colosimo, presidente della Camera Regionale dei Conti della Corte Suprema dei Conti, Saverio Romano, parlamentare italiano e presidente della Commissione per le semplificazioni, Giorgio Silli, Sottosegretario agli Esteri. Moderatore Fabrizio Frullani, vice direttore del Tg2.
Nino Foti, presidente della Fondazione Magna Grecia, ha aperto i lavori presentando la sua fondazione che opera da 40 anni, seguito anche dall’intervento dell’ambasciatore Gianluca Greco, vice Rappresentante Permanente dell’Italia presso le Nazioni Unite. Nicaso, autore di autorevoli libri sull’evoluzione delle mafie nel mondo, ha detto che soprattutto la mafia italo-americana, quelle “delle cinque famiglie newyorchesi, sta scomparendo proprio per la sua lentezza nell’adattarsi, rispetto alle altre mafie nel mondo, all’utilizzo del web”. Nicaso ha anche messo in guardia dal pericolo che le mafie saranno in grado presto di utilizzare anche “i droni per uccidere”.
Molto atteso l’intervento di Gratteri, che ha parlato di “dark web, la nuova frontiera della mafia e quindi anche dell’antimafia”. Gratteri ha sottolineato che mentre le mafie si muovono velocemente, le istituzioni rimangono indietro nel contrasto all’uso delle nuove tecnologie. Con la “forte accelerazione delle mafie all’interno del darkweb, queste sono in grado di fare transazioni per tonnellate di cocaina, armi da guerra, prostituzione, commerciano in oro, comprano isole…”. “L’Italia negli ultimi dieci anni ha fatto passi indietro rispetto a paesi come Germania, Olanda e Belgio, che ora devono aiutarci e ci passano informazioni”.
Gratteri dice che, nelle forze dell’ordine, lo Stato dovrebbe attrarre più giovani ingegneri informatici e pagarli bene, altrimenti verranno assunti dal settore privato. “Stiamo perdendo troppo tempo e tanto campo rispetto a quello conquistato dalle mafie”, ha ribadito Gratteri spiegando che oggi la mafia non conta più sul pizzo, business ormai da “morti di fame”: resta il commercio della droga il più proficuo, capace di generare alle mafie italiane “oltre 50 miliardi di euro all’anno”.
Gratteri ha fatto degli esempi: “Una famiglia della ‘ndrangheta ha assoldato degli hacker tedeschi e rumeni per fare transazioni finanziarie nell’arco di 20 minuti in banche che si trovavano in 3 continenti diversi”. Il procuratore ha illustrato vari esempi di cyber crime in azione anche in Italia. “A Napoli ho visto come la camorra è stata in grado di costruire una banca online che ha riciclato qualcosa come 3 miliardi e 600 milioni di euro, di cui siamo riusciti a sequestrare solo 2 miliardi” ha detto Gratteri. “Più le mafie si arricchiscono, più saranno in grado di condizionare l’economia mondiale”.
Gratteri ha anche detto che mentre le mafie hanno iniziato ad essere nel web utilizzando anche i social come Facebook, “ora sono passati a Tik Tok dove hanno più popolarità”. Gratteri ha concluso il suo discorso, sulla necessità che l’ONU rimanga coinvolta nella lotta a questi fenomeni che non riguardano solo alcuni paesi, ma tutto il mondo.
-foto xo9 –
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Sindaco Brugnaro ha presentato a Roma il contributo d’accesso alla Stampa estera

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ROMA (ITALPRESS) – Questa mattina il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha presentato a Palazzo Grazioli a Roma, con la presidente dell’Associazione della Stampa estera in Italia Esma Cakir, il contributo di accesso per la città di Venezia e la campagna di comunicazione che accompagnerà la sperimentazione che si inserisce all’interno della visione strategica per la gestione dei flussi turistici in città. Presenti con il primo cittadino l’assessore al Bilancio Michele Zuin, l’assessore al Turismo Simone Venturini e il direttore operativo di Vela spa, Fabrizio D’Oria.
Per quanto riguarda il provvedimento, che prende origine dalla legge di Bilancio del 2019, poi aggiornata nel 2021, il sindaco ha ricordato che l’obiettivo è “quello di definire un nuovo sistema di gestione dei flussi turistici e di disincentivare il turismo giornaliero a Venezia in alcuni periodi, in linea con la delicatezza e unicità della città, per garantirle il pieno rispetto che si merita”. Il contributo sarà richiesto solo per 29 giorni, più precisamente il 25, 26, 27, 28, 29 e 30 aprile 2024, 1, 2, 3, 4, 5, 11, 12, 18, 19, 25, 26 maggio 2024, 8, 9, 15, 16, 22, 23, 29, 30 giugno 2024 e 6, 7, 13 e 14 luglio 2024.
L’obiettivo della campagna di comunicazione sarà principalmente informare e sensibilizzare verso un turismo sostenibile. Spot televisivi e radiofonici, manifesti e locandine, brochure, sito Internet, blog e social network: questi i principali mezzi di diffusione della campagna di comunicazione multicanale turistica.
“Ho l’onore di essere il sindaco della città più bella del mondo, ma che negli ultimi anni ha un problema di qualità della vita delle persone, di civiltà e di rispetto delle norme. Nessun politico fa un provvedimento come questo perché è più facile stare fermi e non provare a trovare una soluzione. Noi ci proviamo per rendere più fruibile e vivibile la città. Questo contributo di accesso sarà una prova e anticipo già che il costo sarà più alto di quello che incasseremo, almeno in questo anno di sperimentazione che riguarda 29 giornate ‘stressate’. Il beneficio che ci attendiamo è qualche visitatore giornaliero in meno. È vero che abbiamo dato l’esenzione ai veneti, che vengono a visitare la città in giornata, ma è anche vero che il fatto di introdurre una prenotazione potrebbe disincentivare dal venire proprio in quelle giornate e quindi rendere più scarica la città’ ha spiegato il sindaco Brugnaro nella due ore di domande dei giornalisti da tutto il mondo.
“Ribadiamo con forza che nessuno vuole chiudere la città e che se qualcuno vorrà comunque venire in queste giornate da bollino nero potrà farlo, pagando appunto un contributo di 5 euro e prenotando la visita in città. Questo ci consentirà di avere dati veri e importanti: quanti visitatori, da dove vengono, quante esenzioni e molto altro, uno strumento importante per capire come organizzare i servizi. Non è un provvedimento che faccio a cuor leggero, ma se continuiamo solo a parlare non faremo mai niente per preservare la delicatezza e bellezza di Venezia. Concluso questo periodo di sperimentazione avremo tutto il tempo per fare le riflessioni che andranno fatte, per migliorare e cambiare, con l’aiuto di tutti” conclude il primo cittadino lagunare.
“Venezia, ‘la più antica città del futuro’, ha dimostrato di saper interpretare le novità – ha ribadito l’assessore al Turismo Simone Venturini – È sempre più necessario calendarizzare e promuovere eventi di qualità, in modo tale da incentivare un turismo selezionato, offrendo al pubblico una serie di eventi sostenibili. A quelli già esistenti e collaudati, ad esempio il Carnevale di Venezia, negli ultimi anni se ne sono aggiunti di nuovi, come il Salone Nautico o il Salone dell’Alto Artigianato Italiano”.
L’assessore al Bilancio, Michele Zuin, ha sottolineato l’unicità di questa sperimentazione e l’importanza di valutare gli effetti sulla città: “Sappiamo che il mondo ci guarda e a noi interessa far capire che la sperimentazione di questi 29 giorni è importante per capire come reagirà la città visto che si tratta di una novità assoluta. Le esenzioni che sono state stabilite dal Consiglio comunale rispondono a norme di buon senso per garantire l’accesso a Venezia a chi lavora, studia, ha i propri affetti, ha esigenze sanitarie o deve recarsi per necessità nel capoluogo della Regione, che ospita tantissime funzioni amministrative. Venezia è una città accessibile, aperta, ma i visitatori, sia nazionali che internazionali, devono comprendere che serve una giusta programmazione per gestire al meglio il delicato equilibrio tra residenzialità e turismo’.
L’importo per il 2024 sarà di 5,00 euro giornalieri e non sono previste riduzioni. Non vi sarà neppure l’individuazione di una soglia di presenze oltre la quale applicare una maggiorazione del contributo di accesso. Il contributo sarà applicato solo alla Città antica e non alle isole minori tra cui il Lido di Venezia (compreso Alberoni e Malamocco), Pellestrina, Murano, Burano, Torcello, Sant’Erasmo, Mazzorbo, Mazzorbetto, Vignole, S. Andrea, la Certosa, San Servolo, S. Clemente, Poveglia.
Il “cuore del sistema” sarà la piattaforma multicanale e multilingue, realizzata da Venis Spa. La riscossione avverrà direttamente dal Comune di Venezia, soprattutto attraverso una web-app raggiungibile all’indirizzo https://cda.ve.it accedendo alla quale si potrà ottenere il titolo (QR Code) da esibire in caso di controlli. Il titolo attesta il pagamento del contributo o la condizione di esclusione/esenzione e andrà sempre conservato con sé. Chi dovrà pagare il contributo di accesso Nello specifico si è stabilito che il Contributo di accesso dovrà essere corrisposto da ogni persona fisica, di età superiore ai 14 anni, che acceda alla Città antica del Comune di Venezia, salvo che non rientri nelle categorie di esclusioni ed esenzioni. In linea generale, il contributo sarà richiesto ai visitatori giornalieri che non soggiornano in strutture poste nel Comune di Venezia.
A norma di Legge, non dovranno pagare il Contributo di accesso i residenti nel Comune di Venezia, i lavoratori (dipendenti o autonomi), anche pendolari, gli studenti di qualsiasi grado e ordine di scuole e università che hanno sede nella Città antica o nelle Isole minori, i soggetti e i componenti dei nuclei familiari di chi risulta aver pagato l’IMU nel Comune di Venezia.
Sono esentati dal pagamento del Contributo di accesso, ma dovranno essere registrati sul portale https://cda.ve.it tutti coloro che soggiornano in strutture ricettive situate all’interno del territorio comunale (turisti pernottanti), i residenti nella Regione Veneto, i bambini fino ai 14 anni di età, chi ha necessità di cure, chi partecipa a competizioni sportive, forze dell’ordine in servizio, il coniuge, il convivente, i parenti o affini fino al 3° grado di residenti nelle aree in cui vale il Contributo di accesso, ed una serie ulteriore di esenzioni previste nel Regolamento.
Sul portale https://cda.ve.it è presente una sezione sempre aggiornata delle FAQ. Accesso alla città Saranno istituiti dei varchi fisici ai principali punti di accesso alla città, distinti da varchi prioritari per residenti e lavoratori. Degli steward verificheranno il qr code dei visitatori e saranno a disposizione per aiutare chi ne fosse sprovvisto a scaricare il titolo di accesso sul posto e pagare il contributo. Superati i varchi, qualora qualcuno fosse sprovvisto del contributo di accesso sarà multato dai verificatori che effettueranno controlli a campione.
L’obiettivo della campagna di comunicazione sarà principalmente informare e sensibilizzare verso un turismo sostenibile. Le 29 giornate con il bollino rosso avranno l’obiettivo di disincentivare il turista giornaliero dal visitare la città durante questi picchi, favorendo l’arrivo in periodi meno affollati. Spot televisivi e radiofonici, manifesti e locandina, brochure, sito Internet, blog e social network: questi i principali mezzi di diffusione della campagna di comunicazione multicanale turistica, basta sul claim “ma xe vero che”.
Fermo restando che la città sarà sempre e comunque visitabile, i messaggi avranno lo scopo di orientare i turisti a vivere la città in maniera più consapevole e maggiormente fruibile, trasformando questa visita in una esperienza e adottando anche dei comportamenti più responsabili e sostenibili. Per ricordare che il turismo rappresenta anche una opportunità di crescita culturale individuale.

foto: ufficio stampa comune di Venezia

(ITALPRESS).

UnitelmaSapienza, a Catania dibattito sulla confisca patrimoniale

CATANIA (ITALPRESS) – “Il principio di proporzionalità nel giudizio patrimoniale di confisca”: questo il tema al centro del convegno di studio organizzato al Teatro Massimo Bellini di Catania dalla Scuola Superiore della Magistratura – formazione decentrata Distretto Catania – e dall’Università degli Studi di Roma UnitelmaSapienza. L’incontro è stato proposto dai direttori del Master di II livello “La gestione dei beni confiscati per amministratori giudiziari” Giorgio Spangher e Mario Antinucci. “Questo incontro scientifico tocca un tema importante del nostro programma, che è quello del principio di proporzione dell’applicazione della confisca – ha detto Antinucci -. Il nostro master mira alla formazione di specialisti sui territori per la prevenzione della criminalità organizzata. Abbiamo numerose convenzioni con i giudici dei tribunali di Messina, Catania e Reggio Calabria, che sono i protagonisti dei casi pratici per i quali vengono formati i protagonisti futuri della loro gestione”.
Secondo Antinucci, questo “è un settore della giustizia dove a fare la differenza è la competenza degli operatori di settore. E’ determinante il fatto che i nostri allievi siano considerati forze di polizia, commercialisti, revisori contabili, ma anche avvocati che debbano difendere le parti. La nostra università deve dare una risposta nel fare rispettare le regole. Questa deve essere la nostra missione”.
Per il rettore di UnitelmaSapienza, Bruno Botta, “è una giornata importante perchè si è parlato della collaborazione tra Unitelma e la magistratura e di un aspetto altrettanto importante, ovvero la confisca del bene nel giudizio patrimoniale”. Introdotto e moderato da Nicolò Marino, della Procura Generale di Catania, al convegno ha partecipato, tra gli altri, Carmelo Zuccaro, Procuratore Generale del capoluogo etneo. “Il convegno – ha detto – punta su uno degli aspetti più controversi in giurisprudenza e in dottrina dell’applicazione delle misure di carattere patrimoniale, ovvero il problema del criterio della proporzionalità. Sappiamo che in caso di sproporzione tra i beni posseduti e i redditi dichiarati, un soggetto socialmente pericoloso dal punto di vista legislativo può vedersi confiscati i beni”. Secondo Zuccaro “la scelta di Catania è importante perchè la Procura ha sempre puntato sulle misure di prevenzione. Il tema è controverso ed è opportuno che ci si renda conto delle varie prospettive che i professionisti oggi rappresentano”.

– foto x01/Italpress –
(ITALPRESS).