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Martin vince in Portogallo, Bastianini 2°, Bagnaia cade

PORTIMAO (PORTOGALLO) (ITALPRESS) – Jorge Martin (Ducati Prima Pramac) ha vinto il Gran Premio del Portogallo, classe Moto GP, disputato sul tracciato di Portimao. Martin è riuscito a prendere la leadership della gara sin dalle prime curve: ora lo spagnolo si ritrova anche primo nella classifica mondiale. Secondo gradino del podio per Enea Bastianini (Ducati Lenovo); medaglia di bronzo, invece, per il rookie Pedro Acosta (Ktm GasGas), al primo podio in top class. Quarto e quinto posto per le due Ktm, rispettivamente di Brad Binder e Jack Miller. Chiudono, nell’ordine, la top ten Marco Bezzecchi, Fabio Quartararo, Aleix Espargaro, Miguel Oliveira, Fabio Di Giannantonio. Nel corso del terzultimo giro sono caduti il campione del mondo in carica Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo) e Marc Marquez (Ducati Gresini), in seguito ad un contatto di gara. Fuori pure Vinales (Aprilia), caduto all’inizio dell’ultimo giro.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Tassi, le banche centrali si muovono ancora in uno scenario rischioso

ROMA (ITALPRESS) – Con efficace sintesi giornalistica quella passata è stata definita la settimana delle Banche centrali che, in modalità sia pure diverse, hanno lanciato ai mercati e all’opinione pubblica un chiaro segnale di distensione, preannunciando la stagione che porterà a un ammorbidimento delle politiche monetarie con l’auspicato taglio dei tassi di interesse. Le Borse mondiali hanno festeggiato, toccando e ritoccando i loro massimi, la quotazione dell’oro ha raggiunto i suoi picchi, le obbligazioni societarie sono state collocate ottimamente, le emissioni di titoli di Stato sono andate a ruba. Come sempre i mercati vivono e prosperano sulle aspettative e queste adesso sono concentrate su quello che sarà il tasso “giusto” dopo anni di restrizione monetaria, quando si tornerà alla stabilità dei prezzi. Sicuramente non torneranno al livello di prima, all’ubriacatura dei tassi negativi o a zero. Si cercherà quindi da parte delle banche centrali di individuare una normalità che sarà però insidiata da una pressione verso l’alto dei rendimenti per gli ingenti investimenti che dovranno essere indirizzati verso la transizione ecologica e digitale, le spese per la difesa, l’intelligenza artificiale. Un tasso elevato, per quei paesi come il nostro con alto debito pubblico e bassa crescita, sarebbe una tragedia. Comunque il risultato quasi finale di questo processo è straordinario. L’inflazione è ormai battuta senza che ci sia stato un aumento importante della disoccupazione, senza entrare in recessione quasi ovunque, senza che i salari provocassero una rincorsa con i prezzi. Andiamo incontro ad una stagione ricca di opportunità. Avremo, grazie alla diminuzione dei prezzi e alla ripresa delle retribuzioni, un recupero del potere di acquisto da parte delle famiglie, un ritorno al risparmio immobiliare grazie al calo dei mutui con connessa ripresa dell’indotto edilizio, una maggiore facilità di accesso al credito da parte delle imprese. E le prospettive di medio termine sono buone: i salari crescono in modo moderato attorno al 2%, i risparmi accumulati ai tempi del Covid non sono stati bruciati, pronti ad essere investiti, la spesa pubblica legata al PNRR e agli altri programmi di sostegno rimarrà elevata per rilanciare la crescita. In rapida sintesi: la BCE si dice pronta ad un taglio in giugno (più altri due nel 2024) se il processo di disinflazione proseguirà, ma con occhio attento, dice la Lagarde, alla crescita delle retribuzioni, agli utili delle aziende e alla loro produttività. Non ci sarà un percorso predefinito di tagli, ma una verifica puntuale dei dati sensibili. Anche l’americana FED punta su tre tagli nel 2024, forte di dati buoni sulla crescita, ma con qualche preoccupazione per una inflazione ancora resistente. La BoE, banca centrale inglese, ha tenuto anche essa i tassi fermi, ma con messaggi decisamente distensivi. E perfino la Banca Svizzera, notoriamente la più prudente, si è lanciata, tagliando per prima i tassi ufficiali di un quarto di punto. Ma la sorpresa più forte arriva dalle Borse. Wall street e con lei le altre diciassette maggiori borse del mondo viaggiano sui massimi. A prescindere ormai dalle mosse delle banche centrali, da cui dipendevano. Una novità. Infatti si guarda ora con occhio diverso e sano realismo all’andamento delle economie. Adesso, invertendo la tendenza che vedeva nei dati negativi un preannuncio del taglio dei tassi, le buone notizie congiunturali lo sono anche per le borse. Quindi salgono le quotazioni anche se le aspettative di riduzione si ridimensionano, scommettendo sulla forza delle economie e su utili societari ancora buoni. Insomma tutto sembra preannunciare un 2024 di soddisfazioni per il risparmio, soprattutto finanziario. Ma certo i rischi incombono. Il primo è quello di una inflazione non battuta o addirittura in ripresa, e poi sono tanti gli scenari geopolitici preoccupanti. Ucraina, Medio Oriente, una Cina più aggressiva verso Taiwan, le incombenti elezioni americane. Tante incognite che potrebbero mettere in pericolo il certosino lavoro delle banche centrale e delle istituzioni monetarie. (ITALPRESS).

fonte foto: IPA

Fosse Ardeatine, ministri Roth e Sangiuliano rendono omaggio alle vittime

ROMA (ITALPRESS) – In occasione dell’ottantesimo anniversario della strage delle Fosse Ardeatine, stamane, la Ministra di Stato per la Cultura e i Media del Governo federale della Germania, Claudia Roth, e il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano sono stati al Mausoleo delle Fosse Ardeatine per deporre una corona di fiori davanti alla lapide commemorativa dell’eccidio.
Presente anche il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. Accompagnati dal Capo dell’Ufficio per la tutela della cultura e della memoria della Difesa, Generale di divisione dei Carabinieri, Diego Paulet, hanno visitato il Mausoleo.
A seguire, i Ministri Roth e Sangiuliano si sono poi recati al Portico D’Ottavia, alla Sinagoga e al Museo Ebraico dove hanno deposto una corona di fiori.
Ad accoglierli, il Rabbino capo di Roma, Rav Riccardo Di Segni; il presidente della Comunità Ebraica di Roma, Victor Fadlun; il Presidente Fondazione Museo Shoah, Mario Venezia; il Presidente della Fondazione per il Museo Ebraico di Roma Alessandra Di Castro e gli assessori della Comunità ebraica ai Rapporti istituzionali, Alessandro Luzon; ai Rapporti internazionali, Johanna Arbib; alla Memoria, Daniele Regard.
“E’ stata una giornata densa di significati, con gesti che vogliono affermare i valori dei diritti individuali della persona e della concordia tra i popoli. Ottant’anni fa si consumava l’eccidio delle Fosse Ardeatine: 335 persone, tra militari e civili e molti cittadini di religione ebraica, furono trucidate dalle truppe di occupazione naziste con la feroce collaborazione dei fascisti. A mia memoria, credo che mai tre ministri, fra cui uno tedesco, si siano recati insieme al sacrario delle Fosse Ardeatine. La memoria è fondamentale affinchè nelle coscienze si radichi il rifiuto del male. Significativa e rilevante è stata anche la presenza al Portico d’Ottavia nel punto in cui furono rastrellati gli ebrei romani. Ringrazio gli amici fraterni della comunità ebraica per averci accolto in un momento tragico nel quale, dopo l’attacco del 7 ottobre, riappare il demone dell’antisemitismo. Sia pur nella tragicità degli eventi rievocati sono stati momenti positivi di ricostruzione morale. Grazie alla Ministra Claudia Roth e grazie al collega Francesco Lollobrigida”, ha dichiarato il Ministro Sangiuliano.
– foto ufficio stampa Ministero della cultura –
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Fosse Ardeatine, Meloni “Ricordare cosa accadde è un dovere di tutti”

ROMA (ITALPRESS) – “Oggi l’Italia onora e rende omaggio alla memoria delle 335 vittime dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, terribile massacro perpetrato dalle truppe di occupazione naziste come rappresaglia dell’attacco partigiano di via Rasella. L’eccidio ardeatino è una delle ferite più profonde e dolorose inferte alla nostra comunità nazionale e ricordare cosa accadde in quel funesto 24 marzo di ottant’anni fa è un dovere di tutti”. Lo ha dichiarato il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione dell’80° anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine.
– foto Agenzia Fotogramma –
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Il Papa con voce affaticata, non legge l’omelia per Domenica delle Palme

ROMA (ITALPRESS) – Papa Francesco ha celebrato la messa delle Palme, in piazza San Pietro. Presenti sul sagrato circa 25 mila fedeli, secondo quanto riferisce la sala stampa vaticana.
Il Pontefice non ha però letto l’omelia che aveva preparato per la celebrazione della Domenica delle Palme. Dopo la lettura del Vangelo, si sono osservati dei minuti di silenzio per la riflessione personale e poi direttamente il Credo.
La Domenica della Palme apre la Settimana Santa. La celebrazione si è aperta con la benedizione delle palme e la processione di oltre 400 persone, che hanno portato palme e ramoscelli di ulivo.
– foto Agenzia Fotogramma –

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L’Italia delle spadiste è d’oro in Cina anche nella prova a squadre

NANCHINO (CINA) (ITALPRESS) – E’ tutto d’oro il weekend cinese delle spadiste azzurre. L’Italia del CT Dario Chiadò trionfa anche nella prova a squadre che ha chiuso la tappa di Coppa del Mondo di spada femminile a Nanchino. Il quartetto composto da Rossella Fiamingo, Alberta Santuccio, Mara Navarria e Giulia Rizzi ha conquistato il gradino più alto del podio battendo in finale proprio la Cina padrona di casa al termine di una gara esaltante, perfetta, che dà continuità al successo conquistato nell’ultimo appuntamento di un mese fa a Barcellona.
Il team delle spadiste italiane, che saliva in pedana già aritmeticamente qualificato per i Giochi Olimpici di Parigi 2024, ha approcciato la competizione con determinazione e voglia d’arrivare sino in fondo, rendendosi protagonista di un percorso autoritario. Negli ottavi di finale le azzurre hanno sconfitto per 45-30 Israele e, nei quarti, si sono ripetute con un’altra prestazione maiuscola battendo 42-33 gli Stati Uniti.
Impeccabile anche la semifinale, in cui l’Italia messo tra sè e l’Ungheria un margine di vantaggio custodito e alimentato frazione dopo frazione, sino al verdetto di 45-39 che ha permesso alle ragazze del Commissario tecnico Chiadò (con lui i maestri Roberto Cirillo e Daniele Pantoni) di volare all’ultimo atto. La finale contro la Cina è stata l’apoteosi. Per sei frazioni su nove, infatti, le azzurre sono state in lieve svantaggio, poi, nell’ultimo “giro” di assalti, la rimonta da super-squadra: +3 per Rizzi e stesso score positivo per Fiamingo, infine il +4 di Santuccio, per scavare un solco che è valso il 43-34 per l’Italia. Risuona così, ancora, l’Inno di Mameli a Nanchino.
Il trionfo azzurro nella prova a squadre ha chiuso lo splendido fine settimana della spada femminile italiana sulle pedane cinesi, dopo che nel sabato della gara individuale erano arrivati il successo di Giulia Rizzi e il bronzo di Alberta Santuccio, ma anche il quinto posto di Rossella Fiamingo.
E da Budapest, dov’è al seguito della sciabola maschile che oggi si gioca la Qualifica Olimpica, il Presidente della Federazione Italiana Scherma, Paolo Azzi, ha inviato i suoi complimenti alle spadiste azzurre, al CT e all’intero staff per lo straordinario weekend di Nanchino.

– foto ufficio stampa Federscherma –
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Incendio in abitazione a Chioggia, 3 morti

VENEZIA (ITALPRESS) – Incendio, la notte scorsa, in un’abitazione a Sottomarina di Chioggia, in provincia di Venezia. Tre le vittime: un 64enne, la moglie di 59 anni ed il figlio di 27 anni. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco e forze di polizia. L’abitazione è stata posta sotto sequestro. Indagini sono in corso.
Le fiamme sono divampate al piano terra dell’abitazione, mentre le vittime stavano dormendo al piano superiore. L’allarme è stato lanciato da alcuni giovani che hanno anche tentato di mettere in salvo la famiglia.
– foto ufficio stampa Vigili del Fuoco –
(ITALPRESS).

Crosetto “Il pericolo del terrorismo islamico resta alto”

ROMA (ITALPRESS) – “Il pericolo del terrorismo islamico – Isis e non solo – resta alto. Anche in Europa non possiamo abbassare la guardia. L’attentato in Russia dimostra però che in quel quadrante geopolitico le organizzazioni terroristiche possono ancora contare su veri e propri battaglioni d’assalto”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto, in una intervista al Il Messaggero, sull’attentato di Mosca.
“Tre settimane fa uno di questi nuclei terroristici, l’ISKP, era stato colpito dai russi – spiega Crosetto -. Gli americani hanno avvisato i servizi di Mosca spiegando che il gruppo era stato colpito solo in parte, ma non era ancora stato debellato. Venerdì c’è stata la reazione. E’ successo in Russia, ma un attentato del genere può ancora succedere in tanti altri Paesi dove l’Isis è presente ed operativo”.
Secondo il Ministro “non esistono collegamenti tra Ucraina e Isis. Nè sarebbero consentiti dagli alleati degli ucraini che considerano l’Isis alla stregua di Hamas un’organizzazione terroristica da combattere in ogni modo. Per Kiev anche solo pensare di aiutare l’Isis sarebbe equivalso a un doppio suicidio”.
In merito alla Russia, “il controllo del governo, lo dimostrano le elezioni presidenziali, è forte e radicato, come del resto in tutti i Paesi ‘diversamente democraticì. Resiste grazie alla sorveglianza di media, social, opposizioni, dibattito pubblico. Se il regime è forte però si rafforzano anche le forme di resistenza. Movimenti separatisti, filo-ucraini, anti-Putin. Cellule islamiste che sono impossibili da sradicare completamente”. E alla domanda, se crede al pericolo di una guerra fra Occidente e Russia, risponde: “Mi rifiuto di accettare l’idea di un’escalation inevitabile. Dobbiamo lavorare per la pace e per una tregua. Ma abbiamo anche il dovere di aiutare Kiev a difendersi: se la Russia penetrerà oltre nel Paese ci avvicineremmo a una guerra mondiale quasi certa, come dico da due anni”. “Putin – aggiunge – non deve avanzare oltre i territori conquistati ad oggi e deve fermare gli attacchi. Quando i bombardamenti russi si fermeranno, anche solo per un giorno, e lui si siederà a un tavolo di pace, allora potremo lavorare alla de-escalation. Finora non è successo. Devo dire che sono stupito dal doppiopesismo di una parte della comunità internazionale. Sono pochi a chiedere alla Russia di non invadere e bombardare un Paese sovrano. Tutti chiedono, chiediamo, a Israele di smettere di bombardare Gaza per attaccare un gruppo terroristico che l’ha colpito profondamente e in modo così traumatico. Non ricordo una sola protesta nelle nostre università, studenti o intellettuali ‘impegnatì che siano, contro i missili di Putin”.
– foto Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).