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L’ultimo scritto di Berlusconi, Marina “Suo lascito ideale”

MILANO (ITALPRESS) – “Quello che compare in queste pagine è l’ultimo scritto di mio padre, Silvio Berlusconi. Lo buttò giù in una stanza d’ospedale poche ore prima che, la mattina del 12 giugno 2023, si separasse dalla vita. E’ un documento che mi pare al tempo stesso tragico e grande. E io credo, come spiegherò più avanti, che per mostrarlo non ci fosse occasione migliore di questo libro di Paolo Del Debbio, un libro sull’attualità e sulla forza delle idee che hanno guidato tutto l’impegno di mio padre, sui valori e le convinzioni che sono stati la bussola costante della sua lunga esperienza politica, ma direi della sua intera vita”. Così Marina Berlusconi nella prefazione al nuovo libro di Paolo Del Debbio, pubblicata dal Corriere della Sera. Nel libro è contenuto l’ultimo scritto di Silvio Berlusconi.
“Ero lì con lui, in quella camera del San Raffaele di Milano, nel primo pomeriggio di sabato 10 giugno, quando scrisse queste righe – racconta -. E non potrò mai, mai dimenticare. Nemmeno lo voglio. Era al suo secondo ricovero, doveva essere una breve permanenza, il tempo di fare alcune terapie, nuovi esami e poi a casa. Sapevo, sapevamo che la sua salute era molto compromessa, non immaginavo, nessuno immaginava, che la fine fosse così vicina. Gli avevo fatto visita la sera precedente, venerdì 9 giugno. Era stata una serata molto dolce e affettuosa, l’avevo visto bene, la speranza che il male gli concedesse ancora un pò di tempo si era riaccesa. Tornai il giorno dopo, trovai purtroppo un altro uomo. Abbandonato su una poltrona, molto affaticato, cupo, sofferente. Per me fu un colpo tremendo, anche se mi imposi, come facevo da tempo, di mantenere il sorriso. Si fece accompagnare dalla poltrona al tavolo. Quel tavolo al quale sia durante il primo che durante il secondo ricovero non aveva mai smesso di lavorare. Chiese carta e penna, chinò il capo e cominciò a scrivere, evidentemente aveva già riflettuto durante la notte, come sempre, su quello che voleva dire. Mi sedetti vicino a lui e lo guardai lavorare”.
“A un certo punto – ricorda Marina Barlusconi – si fermò, alzò lo sguardo, lo fissò nei miei occhi e disse qualcosa che mi porterò dentro fino al mio ultimo istante: «Vedi, Marina, la vita è così: vieni, fai fai fai… e poi te ne vai». Non so come riuscii a non scoppiare a piangere, in quei giorni avevo promesso a me stessa che mai l’avrei fatto davanti a lui, ma qualche lacrima, mentre mi sforzavo di fingermi stupita e di trovare qualche parola per rassicurarlo, scese ugualmente. Lui capì. Mi guardò con un sorriso dolcissimo, mi prese la mano e la accarezzò lentamente. Poi riprese a scrivere, mentre io cercavo di resistere alla commozione e pensavo che ancora una volta, anche nel momento in cui, ormai lo capivo sempre più chiaramente, si apprestava a congedarsi dal mondo, era lui a consolare me. Lo aveva fatto in tutti i momenti più difficili della sua vita – e purtroppo in questi anni ce n’erano stati tanti – quando, di fronte al mio turbamento e al mio dolore, era stato proprio lui a infondermi forza”. “Finì la prima pagina, me la passò, lessi – racconta Marina Berlusconi -. E mi cascò il mondo addosso. Perchè mi resi conto che quello che stava scrivendo era il suo lascito ideale, il suo testamento, la sintesi delle convinzioni e dei valori che lo avevano sempre accompagnato. Sapevo che la fine era vicina, ma rendermi conto parola dopo parola che ne era pienamente consapevole anche lui mi costrinse ad alzarmi e ad allontanarmi per qualche secondo, per riuscire a controllare la tempesta devastante dei miei sentimenti. Lui continuò a scrivere, e quando ebbe finito chiese di essere riaccompagnato a letto. Io restai lì impietrita, facendo finta di non aver compreso quello che entrambi avevamo compreso benissimo. Quel che avvenne nelle ore successive è inutile ricordarlo”.
“Quelle quattro pagine – racconta ancora – le ho poi lette e rilette decine di volte, me le sono rigirate tra le mani per ore, per giorni, e ogni volta mi manca il respiro. Sono un ricordo molto privato, ma io credo sia giusto non rimangano soltanto un ricordo privato. Non contengono nulla di inedito, ma mi piace condividerle con quanti a mio padre hanno voluto bene, con quanti hanno creduto in lui e continuano a credere nelle sue idee. E non soltanto con loro. Anche con quanti non l’hanno amato ma non possono non riconoscerne l’unicità. Lui, ne sono certa, avrebbe voluto così. Rappresentano un documento tragicamente umano ma, ritengo, di grandezza assoluta. Mio padre non ha mai fatto nulla per nascondere con falsi pudori le sue fragilità e le sue sofferenze. Fanno parte della vita di ogni essere umano, e lui non aveva nessuna pretesa di essere diverso dagli altri, anzi. Se l’avesse avuta, non avrebbe registrato quei video dalla sua camera del San Raffaele che credo abbiano colpito tutti per la forza di volontà, il coraggio ma anche per la palese sofferenza che provava. E lo scritto che compare in quelle pagine, la sua grafia più incerta, il periodare meno fluido, le tante correzioni, credo documentino in modo fin troppo evidente tutto questo. La fragilità dell’uomo, ma, assieme, la grandezza di Silvio Berlusconi. Perchè solo un uomo grande come lui, a poche ore dalla morte, dilaniato dal male che se lo stava portando via, poteva ritrovare il coraggio, la forza, la determinazione per ribadire ancora una volta, sapendo che sarebbe stata l’ultima, l’attaccamento a tutto quello per cui si è sempre battuto, per comporre il suo ultimo inno all’amore, amore per la famiglia, amore per gli altri, amore irriducibile per la libertà e la democrazia, per la pace e la giustizia, amore sconfinato per la creatura che ha fondato su questi valori, quella Forza Italia cui ha dedicato trent’anni della propria vita. Leggendo quanto scrive in questo libro Paolo Del Debbio a proposito del programma con cui mio padre scese in campo nel 1994, non può non colpire la linea di assoluta continuità, di lucida coerenza, a distanza di trent’anni, tra quel programma e le idee che mio padre mise nero su bianco poche ore prima della sua scomparsa. E’ il motivo per cui – sottolinea Marina Berlusconi – credo sia giusto che il suo ultimo scritto compaia qui, nel libro che parla delle fondamenta su cui tutto nacque. Proprio riflettendo su questo, oggi credo saprei trovare le parole giuste per replicare a quanto mio padre mi disse quel terribile pomeriggio di giugno nella camera del San Raffaele: «Vedi, Marina, la vita è così: vieni, fai fai fai… e poi te ne vai». Io gli risponderei: «Papà, tu come tutti gli uomini potrai anche andare, ma non se ne andrà mai quello che hai fatto, non se ne andranno mai gli ideali per i quali ti sei battuto. Resteranno qui con noi, a guidare il nostro cammino e il cammino di chi verrà dopo di noi, perchè è di questi ideali che si nutrono gli uomini e le donne di buona volontà»”.
– Foto Agenzia Fotogramma –
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Mattarella “Einaudi aiutò l’Italia a riconquistare la dignità perduta”

ROMA (ITALPRESS) – “Nel 150esimo anniversario della nascita, la Repubblica ricorda Luigi Einaudi, primo Capo dello Stato eletto con le regole della Costituzione del ’48, costruttore tra i più importanti della nostra democrazia, figura di elevato prestigio internazionale che aiutò l’Italia nel dopoguerra a riconquistare la dignità perduta con il fascismo”. E’ quanto dichiara il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che aggiunge: “Grande è il debito che la comunità nazionale ha verso questo padre della Patria e ricco il patrimonio di pensiero, di azione politica, di equilibrio istituzionale, di coerenza personale, che ci ha lasciato. Economista di vasta cultura, sensibile ai temi dell’equità sociale, democratico autentico che non ebbe timore a firmare nel 1925 il Manifesto degli intellettuali non fascisti di Benedetto Croce, Luigi Einaudi si dedicò con intelligenza e passione alla ricostruzione del Paese e poi, da Presidente della Repubblica, spiegò il suo impegno a tessere la tela della nuova democrazia italiana. Costituente, Ministro e Vice Presidente del Consiglio, Governatore della Banca d’Italia, Einaudi ha impresso la propria impronta con sobrietà e misura, grande determinazione e fede nella libertà, contribuendo a far crescere il consenso su quei valori che hanno consentito all’Italia di risalire dalle macerie della guerra e della dittatura. Il convinto europeismo di Einaudi risalta come un’altra chiara testimonianza della sua capacità di visione del futuro. Tutto questo rende prezioso e vitale il suo insegnamento”.
– foto Agenzia Fotogramma –
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Isola “A Melbourne la gestione delle gomme ha fatto la differenza”

MELBOURNE (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – Doppietta Ferrari nella terza prova della stagione, con Carlos Sainz che torna al successo dopo la vittoria di Singapore del settembre scorso e Charles Leclerc che, grazie al punto addizionale del giro più veloce, si assicura anche la seconda posizione nella classifica Piloti. Nonostante il primo ritiro dopo 44 gare consecutive a punti – l’ultimo si era verificato proprio a Melbourne, nel 2022 – Max Verstappen (Red Bull) rimane in testa al campionato con 51 punti, davanti al già citato Leclerc (47), al compagno di squadra Sergio Perez, oggi quinto, con 46 e Sainz (40). Terza vittoria e ventesimo piazzamento sul podio per lo spagnolo della Ferrari, con la Scuderia che raggiunge quota 244 nella classifica delle vittorie. Questa è la doppietta numero 86 nella storia della squadra italiana, la seconda ottenuta dalla coppia Sainz-Leclerc: la prima risaliva al Gran Premio del Bahrain 2022, quando i due piloti passarono sotto la bandiera a scacchi a posizioni invertite.
Alla partenza della gara si sono viste sull’asfalto tutte e tre le mescole selezionate dalla Pirelli per questo Gran Premio: 14 piloti hanno scelto la Medium, tre (Hamilton, Ricciardo e Zhou) la Soft e due (Alonso e Hulkenberg) la Hard. Secondo le previsioni della vigilia, la doppia sosta con la combinazione Medium-Hard-Hard è stata la strategia più utilizzata. Soltanto Ocon ha fatto tre soste ma è stata una scelta forzata dalla necessità di effettuare un primo pit-stop molto anticipato per pulire una presa d’aria dei freni.
Dopo aver fatto una fugace comparsa in FP3 solamente per pochi giri di rodaggio, la C3 è stata la grande protagonista della giornata, con quasi l’80% dei giri percorsi dai 19 piloti in pista su questa mescola. Il graining ha continuato ad essere un fattore determinante e, come previsto, la sua incidenza non è diminuita pur in presenza di temperature più elevate rispetto ai giorni scorsi e con un asfalto sempre più gommato. Anche sulla Hard, mai utilizzata nelle due giornate precedenti, il graining è stato presente in maniera significativa ma comunque gestibile.
In termini di lunghezza degli stint, da segnalare il secondo di George Russell sulla C3 (37 giri) e di Fernando Alonso sulla C4 (24).
“Innanzitutto, complimenti a Carlos Sainz e a tutta la Ferrari per questa doppietta, che dimostra una volta di più che in uno sport così competitivo e tecnologicamente al limite non si può mai dare nulla per scontato – commenta Mario Isola, direttore Motorsport Pirelli -. Non me ne vogliano Max e la Red Bull ma è chiaro che una novità nella lista dei vincitori dopo oltre due anni di dominio quasi assoluto è positivo per la Formula 1 nel suo complesso, così com’è importante vedere che ci sono ben quattro piloti in soli undici punti nelle prime posizioni della classifica”. “Per quanto riguarda la gara – aggiunge Isola – abbiamo avuto conferma che la scelta di portare qui un tris di mescole più morbido rispetto allo scorso anno è stata corretta. Oggi abbiamo avuto uno svolgimento della gara più movimentato rispetto al recente passato, con la gestione delle gomme che ha fatto la differenza. Ad esempio, una delle chiavi del successo di Sainz è stata la possibilità di allungare il primo stint sulle Medie, il che gli ha poi permesso di avere un vantaggio rispetto agli avversari diretti in termini di maggior freschezza dei due set di Hard usati nel secondo e nel terzo stint”.
“Certo, Carlos ha avuto la possibilità di guidare per buona parte di quel primo stint con la pista libera davanti a sè mentre ad esempio il suo compagno di squadra era nel traffico, in sandwich fra le due McLaren; al tempo stesso, Charles è riuscito a superare Norris proprio grazie al fatto che si era fermato prima e ha potuto sfruttare meglio la prestazione della Hard nuova nei primissimi giri del suo secondo stint – evidenzia Isola -. In generale, il graining è stato il leitmotiv del weekend ma non è stato un fattore che ha messo in crisi la prestazione dei pneumatici: alla fine, chi è stato più bravo nella sua gestione ha avuto la meglio”.

– foto ufficio stampa Pirelli –
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Tajani “L’attentato di Mosca era nell’aria”

ROMA (ITALPRESS) – L’attentato di Mosca “era nell’aria”, tanto che “noi avevamo avvertito i nostri connazionali sul sito della Farnesina di non recarsi in Russia e comunque, se sul posto, di non partecipare a eventi già l’8 marzo”. Così in un’intervista al Corriere della Sera, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che segue con attenzione da venerdì la nuova crisi esplosa in Russia: “Nessun italiano, dalle nostre informazioni, risulta coinvolto nell’attentato”, ma resta molto preoccupato. “Adesso speriamo che Putin non strumentalizzi un drammatico episodio di terrorismo per alzare la tensione: noi tutti ci dobbiamo impegnare per collaborare nella lotta al terrorismo, affinchè non si ripetano più episodi simili”.
“Ci sono state due rivendicazioni, entrambe da parte dello Stato islamico – spiega -. La prima venerdì, poco dopo l’attentato, era un pò più generica. La seconda rivendicazione, sabato mattina, molto più circostanziata, con foto di presunti attentatori a volto coperto”. “Sappiamo bene che in Caucaso c’è una minoranza islamica molto irrequieta al confine dell’Afghanistan – aggiunge -. Come non è un mistero che ci sia il progetto di realizzare anche attraverso il ramo afghano dell’Isis uno stato islamico nella regione caucasica e dell’Asia centrale. Ad ora, tutto fa pensare che gli autori possano essere loro”.
“Il terrorismo – sottolinea – riguarda tutti, è l’ennesimo grande pericolo per la pace. E siamo tutti disposti a collaborare per contrastarlo. Non solo perchè si deve fare in modo che non si innalzi ulteriormente la tensione sul fronte orientale russo, ma perchè la minaccia può diventare globale. Abbiamo subito espresso la nostra solidarietà alle vittime, siamo tutti dalla stessa parte nel combattere queste azioni terribili”.
“Certamente – prosegue Tajani – non possiamo abbassare la guardia neanche noi. La tensione in Medio Oriente, in Mar Rosso, la guerra in Ucraina, hanno portato a un innalzamento dei controlli su tutti gli obiettivi sensibili nel nostro Paese. La presenza delle forze dell’ordine e dei servizi è costante, anche qui pochi giorni fa sono stati arrestati all’Aquila tre presunti terroristi collegati alle brigate Al Aqsa. Non sottovalutiamo nulla”.
Non ci sono stati contatti con il Governo russo “a livello governativo, ovviamente abbiamo contatti costanti con la nostra ambasciata e i nostri consolati – dichiara il Ministro degli Esteri -. Certo non si possono escludere in queste situazioni relazioni tra le intelligence, soprattutto per quanto riguarda il terrorismo internazionale. Mi risulta che gli stessi americani avessero avvertito la Russia di un pericolo imminente di attentati”.
In merito alle misure politiche comuni che si possono prendere per affrontare questo nuovo livello di allarme “ne parleremo al G7 a Capri ad aprile – rende noto Tajani -, e prima ancora al prossimo vertice Nato dei ministri degli Esteri subito dopo Pasqua. E’ un tema che riguarda la sicurezza internazionale, sul quale è necessaria la massima collaborazione”.
“L’Italia – annuncia – ha l’occasione di utilizzare scenari internazionali che la vedono protagonista per favorire un processo di pace che salvaguardi la libertà e i diritti di uno Stato occupato come l’Ucraina e che porti a una fine delle ostilità. E per farlo, infatti, continuiamo a sostenere Kiev senza tentennamenti”. “Ci auguriamo – ribadisce il Ministro – che Putin non utilizzi la tragedia di Mosca per una nuova escalation. Noi lavoreremo per una de-escalation”. In merito al Medio Oriente “stiamo cercando una soluzione – anche come Europa, uniti – perchè si arrivi a un cessate-il-fuoco umanitario; noi abbiamo attivato il piano ‘Food for Gazà con Fao, Wfp e Croce Rossa e Mezzaluna rossa. E come Paese dopo i primi 20 milioni di aiuti ne aggiungeremo altri 20 perchè offrano sostegno a una popolazione stremata. Chiediamo a Israele di ascoltare e accogliere le nostre richieste”.
“L’Europa – sottolinea il ministro Tajani – deve lavorare a una forza di difesa unitaria, per avere un ruolo maggiore. Spendiamo come Ue un terzo degli Usa, ma abbiamo molto meno peso e potenza militare di loro, perchè non siamo integrati nè organizzati come una difesa comune. E’ un processo non breve, ma necessario. La nomina di un Commissario alla Difesa potrebbe accelerare”.
– foto Agenzia Fotogramma –
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Doppietta Ferrari in Australia, vince Sainz davanti a Leclerc

MELBOURNE (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – Doppietta Ferrari nel Gran Premio d’Australia. Sul circuito di Melbourne un super Carlos Sainz, rientrato al volante della Rossa dopo l’intervento per appendicite, ha chiuso un weekend spettacolare trionfando davanti al compagno di squadra Charles Leclerc. Completa il podio la McLaren di Lando Norris, terzo davanti al compagno di squadra Oscar Piastri. Clamoroso ritiro al quinto giro per il campione del mondo Max Verstappen, partito dalla pole position e subito fuori per un problema ai freni della sua RB20. Ritiro, al 17/o giro anche per il sette volte campione del mondo Lewis Hamilton per problemi alla sua Mercedes, mentre il compagno di squadra George Russell è stato protagonista di un brutto incidente all’ultimo giro, per fortuna senza conseguenze. Quinta la Red Bull di Sergio Perez, poi le due Aston Martin di Fernando Alonso e Lance Stroll. Completano la Top Ten la Racing Bull di Yuki Tsunoda e le due Haas di Nico Hulkenberg e Kevin Magnussen.

– foto Ipa Agency –
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Curatoli conquista l’argento in Coppa del Mondo a Budapest

BUDAPEST (UNGHERIA) (ITALPRESS) – Si tinge d’argento la prova individuale di Luca Curatoli nella Coppa del Mondo di sciabola maschile a Budapest. Lo sciabolatore napoletano delle Fiamme Oro realizza una prestazione sontuosa e torna sul podio ad un anno e tre mesi di distanza dall’argento nel Grand Prix di Orleans. Si ferma ai piedi del podio, per una sola stoccata, la gara di Luigi Samele a sua volta nel segno di una grande continuità di rendimento. La giornata di Luca Curatoli è iniziata con il successo per 15-13 sull’esperto francese Lambert prima della larga vittoria nel turno dei 32 sul thailandese Srinualnad 15-7. Negli ottavi di finale un grande match che ha visto il poliziotto campano superare il numero 1 del mondo, il georgiano Bazadze, per 15-12. Stesso risultato per il Curatoli contro il tedesco Szabo nei quarti di finale, successo che ha permesso a Luca di avere la certezza del ritorno sul podio. In semifinale un match magistralmente condotto dall’azzurro gli ha permesso di dominare per 15-5 sull’iraniano Pakdaman e arrivare all’ultimo atto. In finale dopo un inizio punto a punto ha avuto la meglio il padrone di casa Andras Szatmari che ha superato il campano 15-10. Una medaglia d’argento che dà tanta fiducia a Luca Curatoli, al 17esimo podio in carriera tra Coppa del Mondo e Grand Prix. Stop ai piedi del podio per Luigi Samele. Il foggiano delle Fiamme Gialle (7° classificato) ha regolato nei primi due match il francese Bibi 15-13 e l’ungherese Rabb 15-12. Negli ottavi di finale, nella rivincita della finale del recente Trofeo Luxardo di Padova, il campione azzurro si è preso la rivincita sullo statunitense Heathcock 15-11 entrando così nella “top 8”. Solo l’ultima stoccata non ha permesso a Samele di centrare il terzo podio stagionale in Coppa. Bella prova anche di Giovanni Repetti, 14esimo, che ha battuto nel turno dei 32 il tre volte campione olimpico Aaron Szilagyi ed è rimasto per una sola stoccata fuori dai migliori otto. Così gli altri azzurri in gara oggi: 19° Dario Cavaliere, 23° Enrico Berrè, 38° Michele Gallo, 44° Pietro Torre. Archiviata con soddisfazione la prova individuale di oggi, adesso tutte le attenzioni dell’Italia sono rivolte alla gara a squadre di domani, appuntamento clou della tappa di Coppa del Mondo di sciabola maschile a Budapest, l’ultima di Qualifica Olimpica. E’ l’unica specialità in cui la scherma azzurra insegue ancora il pass (già staccato in tutte le altre “armi”) per Parigi 2024. Il team del ct Nicola Zanotti, attualmente al quinto posto nel ranking e miglior formazione subito dietro le “top 4” al mondo e davanti alla Germania, si schiererà con Luigi Samele, Luca Curatoli, Michele Gallo e Pietro Torre. Nella gara di domani gli sciabolatori italiani salteranno di diritto il primo turno, debuttando negli ottavi di finale, con appello in pedana alle ore 13, contro la vincente del match Cina-India. Nel canale degli azzurri potrebbero esserci poi gli Stati Uniti. I tedeschi, invece, inizieranno alle ore 12 contro una tra Arabia Saudita e Canada, e nel proprio quadrante del tabellone la probabile avversaria nei quarti è la Francia.
Il 9° posto di Federico Vismara e il 13° di Filippo Armaleo sono invece i migliori risultati degli azzurri nella gara individuale della tappa di Coppa del Mondo di spada maschile a Tbilisi. Nel sabato in cui l’Italia del ct Dario Chiadò dà spettacolo con le spadiste in Cina, tra gli uomini sulle pedane georgiane resta il rimpianto di poche stoccate che hanno costretto i due portacolori italiani ai margini dei “top 8”. Federico Vismara ha battuto prima lo statunitense Lawson per 15-10 e poi lo spagnolo Romero con il punteggio di 15-12, cedendo negli ottavi di finale al ceco Rubbes sui titoli di coda (15-13). La 9^ posizione del milanese delle Fiamme Azzurre dà comunque continuità alla sua stagione in cui spicca il recente argento di Doha. Il 13° posto raggiunto, invece, rappresenta il miglior risultato in carriera in Coppa del Mondo tra gli Assoluti per Filippo Armaleo. Proveniente dalle qualificazioni del venerdì, il genovese delle Fiamme Azzurre ha sconfitto per 9-8 nel primo match di giornata il coreano Kweon e ha poi vinto il derby italiano contro la testa di serie numero 1 del tabellone Davide Di Veroli, salvo fermarsi a un passo dai quarti di finale, battuto 7-6 dal belga Loyola. Detto di Davide Di Veroli, che ha chiuso 17°, si sono fermati all’assalto per entrare nei migliori 16 anche Simone Mencarelli (28°) e Andrea Santarelli (32°), mentre si è classificato 57° Gianpaolo Buzzacchino. La tappa di Coppa del Mondo di spada maschile a Tbilisi si concluderà domani con la prova a squadre. L’Italia degli spadisti, già qualificata per i Giochi Olimpici di Parigi 2024, sarà in pedana con Davide Di Veroli, Federico Vismara, Andrea Santarelli e Valerio Cuomo. Gli azzurri – guidati in Georgia dai maestri Enrico Di Ciolo, Massimo Zenga e Paolo Zanobini – salteranno il primo turno per diritto di ranking e debutteranno negli ottavi di finale contro la vincente di Ucraina-Colombia.
– Foto Ufficio Stampa Federscherma –
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Barbier “Prestazioni analoghe da soluzioni posteriori”

BARCELLONA (SPAGNA) (ITALPRESS) – In gara 1 del Round catalano, prima tappa europea del Campionato Mondiale FIM Superbike, dopo una cavalcata solitaria fino all’ultimo giro Nicolò Bulega (Ducati) si è arreso a poche curve dal traguardo a Toprak Razgatlioglu. I due hanno preso il via della gara effettuando scelte pneumatici diverse: SC2 all’anteriore e SCX al posteriore per il turco; SC1 anteriore e SCX-A (specifica di sviluppo C0900) al posteriore per l’Italiano. Terzo a podio Alvaro Bautista (Ducati), anche lui con la stessa accoppiata di pneumatici del compagno di squadra e anche lui in una gara in rimonta coronata a pochi giri dalla fine con il sorpasso ai danni di Andrea Iannone (Ducati). “Fin dalla giornata di ieri i piloti sono stati in dubbio su quale soluzione posteriore utilizzare – le parole di Giorgio Barbier, direttore Racing Moto Pirelli – Questo può capitare a volte nelle sessioni del venerdì perchè i piloti e i team devono ancora ottimizzare il set up delle moto. Poi oggi in gara abbiamo visto che entrambe le soluzioni posteriori, sia la SCX di gamma che quella di sviluppo in specifica C0900, hanno restituito prestazioni analoghe”. “Da una parte abbiamo visto che Toprak Razgatlioglu con la SCX di gamma è partito dalla pole ed è rimasto in lotta per il primo posto fino ad ottenerlo all’ultimo giro. Dall’altra la SCX di sviluppo in specifica C0900, al suo esordio in gara, ha permesso a Bulega di restare in testa alla gara fino alle ultime curve e al suo compagno di squadra Bautista addirittura di risalire dalla 14^ alla terza posizione. Per la gara di domani potremmo vedere dei cambiamenti da parte di alcuni piloti mentre per la Superpole Race prevediamo che la maggior parte dei piloti utilizzi la posteriore in mescola SCQ”, ha concluso Barbier.
– Foto Ufficio Stampa Pirelli –
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Putin “Terroristi come nazisti, arrestati stavano fuggendo in Ucraina”

MOSCA (RUSSIA) (ITALPRESS) – In un videomessaggio il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato il lutto nazionale per domani, 24 marzo, in segno di cordoglio per le vittime dell’attentato di ieri a Mosca.
“I 4 terroristi sono stati arrestati mentre tentavano di raggiungere l’Ucraina, dove vi sarebbe stato rifugio per loro”, ha detto Putin, che ha aggiunto: “Hanno agito come facevano i nazisti. Individueremo e puniremo chiunque sia dietro questo atto barbaro, terroristico e criminoso verso il nostro popolo”.
“Noi conosciamo la minaccia del terrorismo. Nessuno potrà spezzare la nostra unità. Non cederemo al panico”, ha aggiunto.
“La Russia anche nei momenti peggiori è sempre diventata più forte e sarà così anche questa volta – ha sottolineato il presidente -. Il nostro compito è essere uniti e allineati come sull’attenti, e lo saremo”.

– Foto Ipa Agency –

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