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Vinales vince la Sprint in Portogallo, quarto Bagnaia

PORTIMAO (PORTOGALLO) (ITALPRESS) – Maverick Vinales (Aprilia) ha vinto la Sprint Race del Gran Premio del Portogallo, in scena sul tracciato di Portimao. Per il pilota spagnolo si tratta della prima affermazione in carriera in sella all’Aprilia. Sul secondo gradino del podio si piazza Marc Marquez (Ducati Gresini), mentre Jorge Martin (Ducati Prima Pramac) si deve accontentare del terzo posto per un podio dunque tutto spagnolo. Chiude quarto, invece, Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo), dopo una gara condotta quasi sempre in testa: il pilota due volte campione del mondo è però andato lungo alla staccata di curva 1 all’inizio del quart’ultimo giro. Quinta posizione per Jack Miller (Ktm), mentre arriva sesto il poleman Enea Bastianini (Ducati Lenovo). Il rookie Pedro Acosta è, invece, settimo; ottavo Aleix Espargaro con l’altra Aprilia davanti alla Yamaha di Fabio Quartararo, nono. Nel corso della gara sono caduti Binder, Rins, Zarco e Di Giannantonio.
– Foto Ipa Agency –
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E’ morto il pianista Maurizio Pollini

MILANO (ITALPRESS) – E’ morto a Milano all’età di 82 anni Maurizio Pollini, uno dei più importanti e noti pianisti italiani.
Pollini era noto per le sue interpretazioni di opere di Beethoven, Schubert, Liszt, Mozart e Brahms. Negli anni Duemila ottenne un notevole successo grazie a una serie di registrazioni di sue esecuzioni di “Notturni” di Chopin, realizzate con l’etichetta Deutsche Grammophon. Nel 2007 vinse il Grammy Award per la “Miglior interpretazione strumentale solista” proprio per i suoi “Notturni” di Chopin.
“Desidero esprimere il mio profondo cordoglio per la scomparsa di Maurizio Pollini, pianista insigne, interprete rigoroso e ispirato di straordinarie pagine musicali, riferimento di generazioni di musicisti di tutto il mondo. Un poeta del pianoforte che nei suoi lunghi anni di straordinaria carriera ha dato lustro all’Italia sulla scena artistica internazionale. Alla sua famiglia esprimo le mie più sentite condoglianze”, afferma in una nota il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
“La scomparsa del pianista e direttore d’orchestra Maurizio Pollini costituisce un grande lutto per la musica italiana che ha saputo rappresentare al meglio di fronte a tutto il mondo. Dotato di impressionante talento, è stato un protagonista della Scala di Milano. Le condoglianze, mie personali e del Senato della Repubblica, ai suoi cari”. scrive su Facebook il presidente del Senato, Ignazio La Russa.
“Esprimo profondo cordoglio per la scomparsa dell’illustre maestro Maurizio Pollini. Il suo virtuosismo e la sua passione nell’interpretazione dei capolavori dei più grandi compositori classici resteranno una fonte di ispirazione per le giovani generazioni di pianisti. Giungano alla famiglia le mie più sentite condoglianze”, dichiara il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.
“L’Italia piange la scomparsa di Maurizio Pollini, interprete straordinario e uno dei più grandi pianisti del secondo Novecento che con la sua musica per oltre mezzo secolo ha affascinato e conquistato le platee dei teatri del mondo intero”, dichiara il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.
“Uno dei grandi musicisti del nostro tempo e un riferimento fondamentale nella vita artistica del Teatro per oltre cinquant’anni”, scrive in una nota il teatro alla Scala di Milano. Il Sovrintendente Dominique Meyer, il Direttore Musicale Riccardo Chailly, i professori dell’Orchestra e i lavoratori scaligeri sono accanto alla moglie Marilisa, al figlio Daniele e a tutta la famiglia.
Allievo di Carlo Lonati e Carlo Vidusso, protagonista assoluto della scena concertistica internazionale fin dalla vittoria, diciottenne, al concorso Chopin di Varsavia nel 1960, Pollini è stato un interprete capace di rivoluzionare la percezione di autori come Chopin, Debussy e lo stesso Beethoven e promuovere con infaticabile dedizione l’ascolto delle avanguardie storiche, sopra a tutti Schònberg, e della musica d’oggi. Accanto alla sua grandezza di strumentista resta fondamentale la sua testimonianza sul ruolo stesso della musica, intesa come componente essenziale della cultura e della vita civile e come strumento di trasformazione della società.
Dal debutto l’11 ottobre 1958 all’ultimo recital il 13 febbraio 2023 Pollini ha suonato alla Scala 168 volte, cui si aggiungono gli incontri con gli studenti e le partecipazioni a giurie e convegni. Dopo i primi concerti diretti da Thomas Schippers e Sergiu Celibidache, con la serata del 23 ottobre 1969 prende avvio la collaborazione con Claudio Abbado, destinata a segnare la storia dell’interpretazione ma anche la storia culturale della città di Milano. Il comune impegno per allargare il repertorio, in particolare alla seconda scuola di Vienna e alla nuova musica si coniuga a un eguale impegno ad allargare le platee in linea con l’impostazione di Paolo Grassi, che in quegli anni sviluppava nuove politiche per coinvolgere tutta la città nelle attività del Teatro. Fondamentali anche le collaborazioni con Riccardo Muti e poi con Daniel Barenboim e Riccardo Chailly, ma nel corso dei decenni si ricordano anche concerti con Carlo Maria Giulini, Pierre Boulez e Zubin Mehta. Al rapporto costruito negli anni con i musicisti scaligeri, sia in veste di Orchestra della Scala sia soprattutto in veste di Filarmonica, si aggiungono le apparizioni con grandi orchestre come i Wiener Philharmoniker (con Abbado) e il Gewandhausorchester di Lipsia (con Chailly) e numerose compagini dedicate alla musica d’oggi, in particolare nei “Cicli Pollini” promossi da Stèphane Lissner: l’Ensemble Intercontemporain, il Klangforum Wien, la Musikfabrik Kòln, l’Experimentalstudio SWR. “Nel campo della musica da camera lo ricordiamo in particolare accanto a Salvatore Accardo, Toby Hoffmann, Margaret Batjer e Rocco Filippini. Ma al centro dell’ininterrotta presenza scaligera di Maurizio Pollini ci sono soprattutto i recital – spiega il Teatro in una nota -: dallo storico ciclo con le 32 sonate di Beethoven nel 1995 al sempre attesissimo concerto annuale in cui ricorrevano le stelle fisse del suo universo musicale: oltre ad alcune occasioni bachiane, Beethoven, Brahms, Chopin, Debussy, Schonberg, e Nono”.

– Foto Teatro alla Scala di Milano –

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Tudor “La Lazio è forte”, Lotito “E’ la persona giusta”

ROMA (ITALPRESS) – “La scelta dell’allenatore non è dettata dalla necessità, ma ponderata a seguito di un evento imprevisto”. Claudio Lotito, presidente della Lazio, spiega nuovamente le motivazioni che hanno portato il club biacoceleste a puntare sul tecnico croato. Secondo il numero uno del club capitolino “è la persona giusta per poter condurre la nostra squadra, ha le caratteristiche idonee per fare esprimere le qualità dei nostri giocatori in un momento in cui la squadra ha avuto defaillance. Una scelta per partire con un progetto nuovo per una rosa che ha le caratteristiche per giocarsela alla pari con tutte”, ha sottolineato Lotito durante la conferenza stampa di Tudor. La Lazio è attualmente nona in classifica, ma l’Europa è ancora possibile: “Il mio rapporto con il mister – ha concluso il presidente biancoceleste – è nato dopo le dimissioni di Sarri, è stata una scelta convinta e sono contento perchè ho trovato una persona sana dal punto di vista del comportamento, non ha retropensieri e non deve accreditarsi in modo sovrastrutturato, ma lo farà sulla base di quello che sarà in grado di fare”. Per Tudor si tratta di una chance importante, dopo l’esperienza al Marsiglia: “La Lazio è una squadra importante, non si devono dare giustificazioni per la scelta. Qualunque allenatore vorrebbe allenare qui. Questo qua è veramente un progetto, ci sono tutte le cose giuste per fare un buon lavoro. I ragazzi sanno che si può e si deve fare meglio. Ogni allenatore porta dei cambiamenti, devo essere bravo a farlo gradualmente. Ma intanto dobbiamo fare bene in questi due mesi, c’è anche la Coppa Italia. Pensiamo a fare risultati”. Il debutto per Tudor avrà un sapore particolare, visto che la prima sfida sarà contro la Juventus, squadra in cui ha giocato da calciatore e svolto anche il ruolo di allenatore in seconda con Pirlo allenatore: “Ci sono partite subito toste, ma
mi piace così. La squadra è forte, si può fare bene. Per me tutte le gare sono da vivere al 100%, normale essere più motivati quando si gioca contro una grande”. Infine, sulla durata del contratto dice: “Non ha importanza la durata. C’è fiducia, se faccio male posso andare via anche domani. Vivo di presente e di lavoro”.
– foto Ipa Agency –
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Gli Stati Uniti d’Europa migliore risposta alle autocrazie

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di Raffaele Bonanni
ROMA (ITALPRESS) – Bisogna conoscere bene la storia dei dittatori russi che hanno sempre oppresso il loro popolo ed i popoli con loro confinanti. La disinformazione è la specialità dei “servizi” russi. Ben consci della permeabilità della pubblica libera opinione dei paesi democratici, mettono in campo ogni modalità utile a screditare le istituzioni dei paesi sotto la loro mira. Corrompono per ottenere informazioni sensibili, muovono loschi giochi intorno ai media, assoldano hacker per mettere fuori uso i sistemi informatici, finanziano partiti politici, allestiscono piattaforme digitali inquinando i social. Ad esempio durante la pandemia, profili falsi social accreditavano l’esistenza di complotti sulla propagazione del virus e sulla letalità dei vaccini. Queste campagne disinformative furono lanciate per soffiare sul fuoco no vax. La commissione interparlamentare discusse e accertò l’esistenza dell’offensiva partita da piattaforme digitali in larga parte ubicate nel territorio russo. Dunque una guerra, un conflitto mosso unilateralmente e al momento solo guerra ibrida contro gli Stati europei.
Dimentichiamo troppo spesso che abbiamo a che fare con un regime, con il popolo imbavagliato, oppositori avvelenati, e paesi sovrani aggrediti illegalmente. L’ha fatto Putin in Georgia, in Crimea e poi tutta l’Ucraina. Anche Stalin nel corso del 1939 in combutta con Hitler occupò la Polonia, i tre paesi baltici, e aggredì la Finlandia. Quello che suscitò sdegno allora, come oggi, fu la ferocia degli attacchi, la menzogna ricorrente, la sfida spudorata ai paesi liberali. Analizzando i fatti storici recenti e remoti, è chiara la profonda differenza di civiltà tra paesi autocratici e quelli democratici. Ma per queste verità si impone una riflessione sui rischi che corrono gli europei. Per amore della libertà e della pace, dobbiamo saper vedere la oscurità che si presenta plateale davanti a noi, finche non sarà troppo tardi. Il rimedio più efficace per gli europei è accelerare l’evoluzione in Stato continentale degli Stati Uniti d’Europa, con una diplomazia comune e un esercito di difesa. Gli autocrati odiano il nostro benessere. Hanno timore dell’esempio e richiamo delle democrazie per chi è da loro sottomesso.
Le società oscurantiste, imprigionate dal potere assoluto, sono ridotte a povertà e schiavitù. I dittatori per conservare il potere hanno bisogno di indicare nemici e di assoggettare i popoli confinanti. Ecco perché illudono coloro che chiedono la pace sfuggendo alla verità che si è pacifici quando il codice morale che vincola la convivenza della propria comunità lo affida allo Stato di diritto. Un potere che è privo di tale sacra moralità può arrivare alla pace solo se dovesse fare i conti con un continente assai evoluto e sviluppato come il nostro e con temute capacità di difesa. Solo allora, la pace potrà ottenersi. Ed anzi finiranno le aggressioni di paesi sovrani, per timore di una reazione di intensità uguale e contraria.

– Foto Ipa Agency –

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Rizzi vince l’oro a Nanchino, bronzo per Santuccio

NANCHINO (CINA) (ITALPRESS) – Spettacolo azzurro nella gara individuale della tappa di Coppa del Mondo di spada femminile a Nanchino: Giulia Rizzi sale sul gradino più alto del podio e fa suonare l’Inno di Mameli in terra cinese, ma nella splendida mattinata italiana brilla anche la medaglia di bronzo di Alberta Santuccio. Secondo successo nel circuito iridato per Giulia Rizzi, dopo la vittoria del dicembre 2022 a Vancouver, ma anche secondo podio per lei nel 2024 (era stata argento a Doha). La spadista friulana delle Fiamme Oro nei primi due assalti di giornata ha superato la polacca Pawlowska 15-11 e l’estone Lehis 15-12. Grazie ad un match punto a punto si è poi imposta negli ottavi di finale contro la coreana Kang per 12-11, entrando tra le “top 8”. Nei quarti ancora un successo al fotofinish per Giulia contro la cinese Tang 15-14, che le ha permesso di approdare in zona medaglia. E non è finita lì. Una grande vittoria per Rizzi pure in semifinale, dove ha avuto la meglio sulla polacca Swatowska-Wenglarczyk con il risultato di 15-10 conquistando la possibilità di giocarsi il trionfo nella tappa cinese. In finale, grazie a un match sempre condotto, l’azzurra classe ’89 ha superato la coreana Song per 15-8, vincendo così la sua seconda prova di Coppa del Mondo in carriera. Giulia Rizzi in cima al podio, Alberta Santuccio sul terzo gradino. La prestazione della siciliana delle Fiamme Oro è iniziata con i successi nei primi turni contro la giapponese Suzuki 14-7 e poi con la svizzera Krieger con un netto 15-4. Negli ottavi di finale la vicecampionessa del mondo in carica ha affrontato e vinto il derby azzurro contro Nicol Foietta, con il punteggio di 15-7. Ancora una larga vittoria per Alby anche nei quarti di finale contro la francese Epee, che ha permesso alla poliziotta classe ’94 di tornare sul podio individuale di Coppa che le mancava dal trionfo di Tallin nel novembre 2022 (ma di mezzo c’era stato l’argento individuale a Milano). In semifinale uno stop amaro, per una sola stoccata, contro la coreana Song con il punteggio di 11-10 e la medaglia di bronzo finale per Alberta Santuccio, che fa morale, ranking e palmares (è la sua settima medaglia nel circuito iridato). L’eccellente giornata delle spadiste italiane ha però raccontato anche altro. Si è fermata ad un passo dal podio la prova di Rossella Fiamingo. Quinto posto per la campionessa catanese dei Carabinieri, che aveva superato prima la giapponese Yoshimura 15-12 poi l’atleta neutrale Murtazaeva 7-6, entrando tra le “top 8” con il successo sulla polacca Knapik-Miazga per 13-12. Lo stop nei quarti contro un’altra portacolori della Polonia, Swatowska-Wenglarczyk, con il punteggio di 15-11 ha fatto solo accarezzare a “Ross” una medaglia che comunque è sempre più vicina. Tra le migliori 16 anche Nicol Foietta fermata da Alberta Santuccio negli ottavi e 13^ classificata. Così le altre azzurre: 33^ Mara Navarria, 48^ Sara Maria Kowalczyk, 50^ Lucrezia Paulis, 55^ Roberta Marzani, 57^ Federica Isola. Domani la terza e ultima giornata della tappa di Coppa del Mondo di spada femminile a Nanchino. Spazio alla prova a squadre con l’Italia del CT Dario Chiadò, già qualificata per le Olimpiadi di Parigi 2024, che salirà in pedana con il quartetto composto da Rossella Fiamingo, Mara Navarria, Giulia Rizzi e Alberta Santuccio.
– Foto Ufficio Stampa Federscherma –
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Attentato in una sala concerti a Mosca, Cremlino annuncia arresto responsabili

ROMA (ITALPRESS) – E’ di 93 morti e 145 feriti il bilancio di un attentato terroristico avvenuto questo pomeriggio nella sala concerti Crocus City Hall a Mosca. Lo riferisce il Servizio di sicurezza federale della Federazione Russa. In serata, l’Isis ha rivendicato l’attacco. In un post su Telegram, lo Stato islamico ha affermato che i suoi uomini armati sono riusciti a fuggire dopo la sparatoria. Tra le vittime vi sarebbero anche dei bambini. Il comitato investigativo ha aperto un procedimento penale come attacco terroristico. Ci sono state anche delle esplosioni nell’edificio, dove si è propagato un incendio. Il direttore dei servizi di sicurezza russi Fsb ha riferito al presidente Vladimir Putin l’arresto di 11 persone, tra cui i quattro terroristi coinvolti nell’attentato. Lo riferisce il servizio stampa del Cremlino citato dalla Tass. “Se è accertato che si tratta di terroristi del regime di Kiev è impossibile trattare diversamente loro e i loro ispiratori ideologici. Tutti loro devono essere trovati e distrutti senza pietà come terroristi. Compresi i funzionari statali che hanno commesso una simile atrocità. Morte per morte”, ha detto Dmitry Medvedev capo del Consiglio di sicurezza russo sul suo canale Telegram.
“L’Ucraina certamente non ha nulla a che fare con le sparatorie e le esplosioni a Crocus. Non ha assolutamente senso. Innanzitutto l’Ucraina combatte con l’esercito russo da più di due anni. Tutto in questa guerra sarà deciso solo sul campo di battaglia. Gli attacchi terroristici non risolvono alcun problema”, ha risposto su X, Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky.
Su quanto accaduto a Mosca è intervenuto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “Non abbiamo segnalazioni di italiani, ho parlato con il nostro incaricato d’affari a Mosca pochi istanti fa e anche l’unità di crisi del ministero degli Esteri non ha avuto alcuna segnalazione o richiesta. Gli italiani che sono iscritti nella nostra app sono stati informati. Seguiamo la situazione e certamente il governo condanna ogni atto terroristico. Siamo vicini alle famiglie delle vittime. Ho informato il presidente del Consiglio e sono in contatto con lei”, ha detto Tajani al Tg1.
“Non abbiamo notizie e informazioni, quindi tutto è possibile. Sembra comunque un attacco terroristico e c’è la ferma condanna da parte dell’Italia, stiamo seguendo la vicenda per vedere se ci sono nostri connazionali”, ha aggiunto.

– foto Ipa Agency –
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Attentato Mosca, Tajani “Non abbiamo notizie di italiani coinvolti”

ROMA (ITALPRESS) – “Al momento non abbiamo notizie di alcun italiano coinvolto”. Lo ha detto al Tg1 il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a proposito della strage alla Crocus City Hall, a Krasnogorsk, nella periferia nord di Mosca. “Sono in costante contatto con la nostra ambasciata e con il nostro consolato a Mosca, con l’Unità di Crisi del ministero degli Esteri – ha aggiunto Tajani -. Tutta la notte sono stati a disposizione dei nostri concittadini, ma non abbiamo alcuna segnalazione. Anche perchè bisogna dire che con grande tempestività sia l’Unità di Crisi sia la nostra ambasciata a Mosca avevano invitato tutti gli italiani, sin dall’8 marzo, a non partecipare a manifestazioni culturali, a eventi con grande partecipazione di pubblico perchè la polizia russa aveva annunciato l’arresto dei componenti di una cellula terroristica che voleva compiere attentati nella città di Mosca”. “Anche sul sito Viaggiare Sicuri è stato dato questo messaggio ai nostri concittadini. A Mosca sono circa 2.700, ma non abbiamo avuto alcuna segnalazione. Il nostro consolato, che è rimato aperto tutta la notte, è a disposizione dei nostri concittadini e dei loro familiari, come lo è l’Unità di Crisi del ministero degli Esteri” ha concluso.(ITALPRESS).

Foto: Agenzia Fotogramma

Verstappen in pole a Melbourne, 2^ la Ferrari di Sainz

MELBOURNE (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – Max Verstappen cala il tris e centra la terza pole position nella terza gara della stagione a Melbourne, la 35/a in carriera. Ma la Ferrari protagonista fino alle Q2 c’è, con un eroico Carlos Sainz e con Charles Leclerc consapevole di poter dare di più. Il verdetto delle qualifiche del Gran Premio d’Australia, disputate all’alba italiana, è che domani tutto sarà possibile. Davanti a tutti scatterà ancora la Red Bull del campione del mondo, costretto a cambiare la power unit, dopo aver danneggiato la sua monoposto nelle libere del venerdì, ma la prestazione delle due Rosse spingerà i tifosi italiani a puntare la sveglia all’alba domenica. Carlos Sainz, che scatterà accanto a Verstappen in griglia, è stato, finora, protagonista di un grande weekend, reduce dalla convalescenza che ha seguito l’intervento per appendicite. “Sono state un paio di settimane davvero difficili, un po’ di giorni a letto e il dubbio se ci sarei stato oppure no. Sono riuscito ad esserci per un weekend e a stare in prima fila. Quasi non ci credevo onestamente, è stata dura. Sono molto soddisfatto e felice. Non sono nella condizione perfetta, la gara sarà lunga, però credo di potercela fare, e se siamo al 100% possiamo vincere”, ha ammesso il pilota spagnolo. Più deluso Charles Leclerc, sempre davanti nelle libere e nella prima parte delle qualifiche e soltanto quinto, ma quarto in griglia dopo la penalizzazione di Sergio Perez. “Abbiamo sottostimato la potenza della Red Bull in qualifica, però obiettivamente non ho massimizzato la macchina oggi. Ho perso un po’ il feeling con la macchina in Fp3 ma sono riuscito a fare il giro, e in qualifica ero fiducioso di ritrovarlo e invece l’ho perso ancora di più. Adesso la migliore cosa che possiamo fare è concentrarci su domani. Tutto è possibile, il passo gara non è male”, ha spiegato il pilota monegasco. La Ferrari, dunque, più vicina alla Red Bull. “Sembrano molto veloci, c’è un po’ un punto di domanda per domani, ma questo rende le cose più divertenti, lo scopriremo”, ha ammesso lo stesso Verstappen. “Credo che domani potremo lottare alla pari con le Ferrari e anche con gli altri. La gara sarà lunga e forse la posizione di partenza non sarà determinante”, ha aggiunto Perez, terzo con l’altra Red Bull, ma penalizzato di tre posizioni per aver ostacolato Niko Hulkenberg durante le qualifiche. Quarto tempo, e terza piazza in griglia per la McLaren di Lando Norris. Proprio in casa McLaren, Zak Brown ha annunciato che resterà Ceo fino al 2030. In Top Ten anche Oscar Piastri, George Russell, Yuki Tsunoda, Lance Stroll e Fernando Alonso. Fuori a sorpresa in Q2 Lewis Hamilton, primatista di pole sul circuito australiano (ben otto) e soltanto undicesimo oggi, suo peggior risultato in Australia dal 2010, da allora si era sempre qualificato tra i primi cinque. “Speravo che il weekend potesse andare meglio, ma evidentemente non siamo ancora in condizione, comunque domani è un altro giorno e ci riproveremo”, ha ammesso il sette volte campione del mondo. Non è sceso in pista Logan Sargeant: ieri il suo compagno di squadra alla Williams Alexander Albon aveva gravemente danneggiato il fondo della sua monoposto, e la scuderia ha deciso di “sacrificare” il pilota statunitense, cedendo la sua vettura al thailandese. Saranno 19, dunque, i piloti in griglia di partenza domani, al via della gara che scatterà alle 5 ora italiana. La Red Bull proverà a confermarsi, la Ferrari a centrare la prima vittoria stagionale. “Vincere è sempre possibile, gareggiamo per quello. Siamo stati davanti e dobbiamo essere ottimisti, noi di certo non alzeremo mai il piede”, promette il team principal della Rossa Frederic Vasseur.
– foto Ipa Agency –
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