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Ue, Tajani “Gli eurobond per la difesa una buona idea”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Quella degli eurobond per la difesa mi pare una buona idea, così com’è stata una buona idea farlo per combattere la situazione economica dopo il Covid. Se ne discuterà ma a me pare una scelta che può andare nella direzione di più Europa e non meno, è il modo migliore per proteggerci e svolgere un ruolo di maggiore equilibrio nella Nato e anche rafforzarla”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine del summit del Ppe. “Noi abbiamo delle buone ragioni per cercare di convincere anche gli altri Paesi”, aggiunge.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Popup Sport Zone, risultati da record per il progetto

ROMA (ITALPRESS) – Dieci spazi attrezzati all’aperto, con macchinari per la pratica di esercizi e attività sportive, dedicate ai cittadini. Ecco i risultati del progetto Popup Sport Zone, che ha ricevuto il contributo del Dipartimento per lo Sport, illustrati nella sede nazionale di ASC Attività Sportive Confederate a Roma, per promuovere l’attività sportiva, il miglioramento della qualità di vita e la generazione di modelli urbani sostenibili. “Siamo colpiti e gratificati dal successo di questo progetto che, di fatto, è destinato a migliorare la qualità di vita dei cittadini e che fornisce un significativo contributo alla generazione di modelli di sviluppo urbano sostenibili”, le parole del presidente nazionale ASC, Luca Stevanato. A beneficiare del progetto sono state Alessandria, Bari, Como, Forli, Palermo, Potenza, Reggio Calabria, Roma, Salerno e Verona; città in cui sono sorte le Popup Sport Zone attrezzate per la pratica sportiva con macchinari dotati di QR code che, una volta inquadrati, consentono di conoscere le attività praticabili in base ai propri parametri. Inoltre le Popup Sport Zone sono dotate anche di macchinari riservati alle persone diversamente abili, accessibili da tutti e in maniera gratuita. Una “dimostrazione che quando ci sono una chiara visione, la giusta determinazione e la necessaria disponibilità a cooperare, è possibile ottenere risultati straordinari e compiere interventi concreti, nell’esclusivo interesse dei cittadini e delle comunita locali”, sottolinea Walter Vieri, direttore generale ASC. “Lo sport è una filosofia di vita, poterlo fare all’aria aperta, in spazi verdi non distanti dalla propria abitazione e con tecnologie particolarmente avanzate, è un privilegio che sarebbe bello poter estendere all’intera platea dei cittadini”, ha concluso il testimonial Maurizio Damilano.
– Foto Spf/Italpress –
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Kosovo, Morabito “Serve una via europea per la stabilità dei Balcani”

ROMA (ITALPRESS) – “Quello in ex Jugoslavia fu il primo vero conflitto nel nostro continente dopo il 1945, pertanto quel fatidico 24 marzo 1999 segnò l’inizio di una delle pagine più tristi della storia recente dell’Europa”. Il generale Giuseppe Morabito, già capo di Stato maggiore del contingente KFOR (Kosovo Force) tra il 2000 il 2002 e membro del Direttorio della NATO Defence College Foundation, in un’intervista all’Italpress ha ripercorso i principali punti del conflitto in ex Jugoslavia a 25 anni dall’operazione dell’Alleanza Atlantica in Serbia e Kosovo avviata il 24 marzo 1999.
“Quel giorno, verso le ore 16 – ha spiegato -, la NATO avviò la sua operazione (Allied Force) contro la Repubblica Federale di Jugoslavia guidata da Slobodan Milosevic, consistita in un’intensa campagna di attacchi aerei durata oltre due mesi, fino al 10 giugno. L’operazione fu condotta evitando scrupolosamente l’opzione dell’attacco terrestre. E’ stata la seconda azione militare nella storia della NATO, dopo l’operazione Deliberate Force del 1995 in Bosnia ed Erzegovina. E’ stata, inoltre, la prima volta in cui la NATO ha usato la forza militare senza la preventiva approvazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Sulla carta l’intervento della NATO aveva lo scopo di riportare la delegazione serba al tavolo delle trattative diplomatiche. Il conflitto portò, nel tempo, il Kosovo a staccarsi dalla Serbia (e nel 2008 a dichiarare unilateralmente lo stato d’indipendenza) e alla caduta del presidente Milosevic”.
“Il nostro paese – ha spiegato – partecipò ai bombardamenti in virtù della sua appartenenza alla NATO e della sua posizione geografica sulla sponda opposta dell’Adriatico, con diverse basi e aeroporti militari, alcune dei quali in gestione delle forze armate degli Stati Uniti. La nostra penisola fu un trampolino di lancio essenziale nel conflitto. Ai bombardamenti parteciperanno più di 50 aerei italiani, attaccando gli obiettivi indicati dalla NATO. Per decisione del governo il numero di aerei italiani che bombardarono la Serbia è stato secondo solo agli americani”.
Dopo oltre 20 anni i Balcani vivono ancora momenti di tensione. “I Balcani occidentali guardano all’Unione Europea per il loro futuro. A mio parere – ha evidenziato il generale – le crisi in atto in Israele e Ucraina mettono in risalto quanto sia centrale per i paesi dei Balcani trovare una comune ‘via europeà. La cooperazione regionale tra i paesi dei Balcani occidentali (Macedonia del Nord, Albania, Serbia e Montenegro) appare fondamentale per il loro processo di pace e integrazione europea. Tale cooperazione svolge un ruolo centrale nella stabilità regionale, nei rapporti tra i paesi dei Balcani occidentali e nel loro basilare percorso verso l’integrazione europea”.
Per il generale Morabito, “è palese che la principale crisi dei Balcani Occidentali e principale ostacolo a una futura integrazione europea risiede nella crisi del Kosovo e i suoi sviluppi. Sulla scia dei pesanti scontri tra la polizia del Kosovo e i serbi del Kosovo il 24 settembre 2023, seguiti da movimenti di truppe serbe e della NATO, il dialogo Kosovo-Serbia, mediato dall’UE e sostenuto dagli Stati Uniti, è a un punto importante. Quando la NATO intervenne nel 1999 per fermare le azioni serbe contro gli albanesi in Kosovo, fermò un conflitto ma risolse ben poco. Da allora, i politici ‘ultranazionalistì su entrambi i lati del confine hanno vinto le elezioni. Per più di 20 anni, la presenza della KFOR e gli incentivi allo sviluppo per entrambe le parti hanno ampiamente impedito che questo conflitto si estendesse nuovamente alla regione. Ovviamente, la guerra dell’Ucraina, a seguito dell’aggressione russa, ha cambiato la percezione dell’influenza di Mosca nei Balcani e, più recentemente, l’effettiva espulsione/pulizia etnica degli armeni dal Nagorno-Karabakh da parte dell’Azerbaijan appoggiato dalla Turchia, potrebbe significare che il traballante equilibrio si sta rapidamente erodendo e lo status quo sostenuto dal deterrente della KFOR e l’incentivo citato dell’adesione all’UE potrebbe non reggere più”.
Nella stabilità balcanica l’Italia riveste un ruolo importante. “Subito dopo che si era insediato l’attuale governo – ha spiegato Morabito – i ministri Crosetto e Tajani hanno incontrato i vertici politici di Serbia e Kosovo facendo ben comprendere che l’Italia è oggi pronta a mediare e trovare una soluzione. Inoltre, il Comando delle forze della NATO in Kosovo era in quel periodo del nostro Paese. In Kosovo – ha continuato – sono permanentemente presenti alcune centinaia di militari italiani e questo conferma che la stabilità della regione è un’importante questione d’interesse nazionale. Roma è considerata un attore centrale per la stabilità balcanica”.
“I kosovari sono schierati con gli Stati Uniti in modo assoluto, hanno contributori dell’area mediorientale del Golfo e asiatica, e l’autarchia turca cerca in ogni modo di influenzare, a mio parere negativamente, il Paese. L’Italia deve giocare il ruolo di ‘baluardò della democrazia”, ha aggiunto.
Oggi le diverse crisi e i conflitti in varie aree del Pianeta preoccupano la comunità internazionale. Sono cambiati gli scenari e anche la posizione della NATO. “L’aggressione della Federazione Russa all’Ucraina e il protrarsi di un conflitto convenzionale ad alta intensità appena oltre i confini dell’Alleanza Atlantica – ha spiegato Morabito – ha sensibilmente promosso un consolidamento e rinvigorimento della NATO sotto numerosi profili. L’adesione di Finlandia e Svezia insieme al ruolo dell’Alleanza nel sostegno a Kiev rappresentano il segnale più evidente del rafforzamento politico-strategico dell’Organizzazione. Anche la componente operativo-militare ha profondamente aggiornato postura, piani e potenziali prospettive d’impiego. La NATO ha confermato la centralità del compito di deterrenza e difesa e questo ha implicato un rilevante aggiornamento delle capacità di dissuadere ed eventualmente contrastare l’azione dei potenziali avversari intenzionati a minacciare l’integrità e sicurezza dell’Alleanza. Questo rappresenta dunque un presupposto fondamentale per approntare le forze dell’Alleanza a un’eventuale attivazione dell’Articolo 5 del Trattato dell’Atlantico del Nord. La grande esercitazione ‘Steadfast Defender’ dal 24 Gennaio scorso – ha continuato – mira proprio a quest’obiettivo, delineando uno scenario operativo in cui nell’arco di quasi cinque mesi il dispositivo militare alleato ha effettuato ed effettuerà una sequenza di operazioni finalizzate a proiettare, dispiegare, supportare e sostenere un grande contingente multinazionale in un contesto di combattimento difensivo ad alta intensità”.
“Questo per dimostrare a eventuali attori avversari il potenziale militare della NATO capace di concretarsi contro una minaccia significativa sul fianco orientale dell’Alleanza Atlantica, lungo un ipotetico fronte esteso dalle regioni artiche del Vecchio Continente fino al Mar Nero. Si è passati, quindi, negli anni, a considerare possibile doversi difendere da un attacco a un membro dell’Alleanza e non solo a considerare necessario un intervento a salvaguardia dello status democratico in un’area d’interesse quale era stato ritenuto l’intervento in Serbia e Kosovo. In 25 anni – ha concluso il generale Morabito – sono cambiati i fattori di rischio e conseguentemente le necessità difensive”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Engineering, Cda approva bilancio consolidato 2023, ricavi gruppo +18%

ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio di Amministrazione di Engineering ha approvato il bilancio consolidato relativo all’anno 2023.
L’esercizio che si è appena chiuso è stato particolarmente significativo per Engineering, sia sul fronte dei ricavi e dell’ebitda, “che hanno registrato un aumento a doppia cifra a livello di Gruppo, sia sul fronte degli investimenti finalizzati a rafforzare il posizionamento sul mercato e a perseguire l’obiettivo di confermare il ruolo di Engineering come la più importante digital company in Italia e la più rilevante azienda italiana del settore a livello mondiale – si legge in una nota -. A tale scopo, nel corso dell’anno il management ha accelerato il processo di trasformazione aziendale, orientato a una maggiore efficienza e innovazione dei processi interni, a importanti operazioni di acquisizione, all’avvio di azioni strutturali finalizzate a rafforzare la capacità di Engineering di incrementare il business nel medio-lungo termine, al rafforzamento dell’offering attraverso una ridefinizione del go to market di prodotti proprietari e servizi. Ulteriori investimenti sono stati avviati sul piano della formazione e del reskilling delle persone nonchè delle certificazioni e del rafforzamento dei presidi di compliance. L’esercizio è stato inoltre caratterizzato da un incremento delle partnership con i principali Tech Giants internazionali, tali accordi fanno sì che Engineering sia oggi il principale partner di riferimento in Italia per le principali digital company internazionali”.
Questi i principali indicatori di bilancio che riflettono il nuovo perimetro del Gruppo:
1. Il Valore della produzione del Gruppo si attesta a 1.721 milioni di euro in crescita del 17.9% rispetto ai 1.460 milioni del 2022.
2. L’Ebitda Adjusted è pari a 257,3 milioni di euro, in aumento del 23,3% rispetto ai 208,6 milioni del 2022.
3. Il Risultato Netto si attesta a -124,8 milioni di euro versus i 28,3 milioni del 2022 per effetto della fusione inversa con la controllante Centurion Bidco SPA, degli oneri non ricorrenti legati alla trasformazione aziendale e dei maggiori oneri finanziari connessi a queste operazioni.
“I dati di Gruppo approvati fotografano l’importante processo trasformativo che Engineering sta perseguendo per aumentare le proprie competenze tecnologiche e innovare i processi organizzativi, che è stato fortemente accelerato nel corso dell’anno con l’obiettivo di costruire delle solide basi di crescita e di sviluppo con cui rafforzare la nostra leadership nel mercato e al fianco di player strategici – commenta Maximo Ibarra, CEO di Engineering -. I dati di esercizio approvati hanno visto investimenti molto importanti e significative operazioni di M&A che il Gruppo ha portato avanti con successo nonostante una fase storica segnata da una difficile congiuntura macro-economica e l’instabilità geopolitica abbiano causato un aumento del costo del denaro e della curva inflattiva. Il 2024 sarà un ulteriore anno di sfide ma anche di grandi opportunità grazie alla trasformazione digitale in atto e alla crescente domanda di prodotti e servizi basati sull’Intelligenza Artificiale integrata con altre tecnologie all’avanguardia. Engineering, con il supporto degli azionasti Bain Capital e NB Renaissance, consoliderà il proprio sviluppo in Italia e negli altri mercati in cui opera, contando non solo su un miglioramento del contesto economico e sociale, ma soprattutto sulla sua capacità di generare nuovo valore per i clienti, così da supportarli nella crescita del loro business, Le prospettive che vediamo sono altamente positive per i prossimi anni grazie agli investimenti effettuati, al portfolio di prodotti e servizi di cui disponiamo, alle competenze in termini di R&D a supporto del business e a una profonda conoscenza di tutti i mercati, sia nella Pubblica Amministrazione sia nel settore privato”.
Il 2023 ha visto il Gruppo Engineering impegnato anche in attività di natura industriale, organizzative e inerenti i temi ESG particolarmente strategiche, che costituiscono ulteriori elementi di visione e crescita prospettica per i prossimi anni. Tra queste, figurano: L’acquisizione al 100% di Extra Red, Technology Service Provider e Premier Business Partner di Red Hat, che offre servizi e progettualità ad alto valore aggiunto su tecnologie leader di mercato, in partnership con i principali vendor IT. La costituzione della società PNT e l’avvio della Piattaforma Nazionale di Telemedicina, che nei prossimi 10 anni avrà l’obiettivo di mettere in comunicazione l’Amministrazione Centrale con le Amministrazioni locali, per fornire governance e monitoraggio centralizzato dei processi di Telemedicina attuati a livello regionale, in linea con quanto indicato nel PNRR – Missione 6 Componente 1 sub-investimento 1.2.3 “Telemedicina”. Lo strategic agreement firmato con AWS per accelerare la trasformazione digitale di imprese e Pubblica Amministrazione attraverso lo sviluppo congiunto di soluzioni avanzate. Il Memorandum of Understanding firmato da Municipia (società del Gruppo Engineering) e Yunex (società del Gruppo Mundys), finalizzato a supportare la digitalizzazione dei processi di mobility & traffic management delle città italiane utile all’abbattimento di CO2 e all’efficientamento dei flussi di traffico cittadini. La firma dell’accordo del contratto integrativo aziendale per gli anni 2024-2026. L’intesa, raggiunta in piena armonia con le Organizzazioni Sindacali, riguarda per la prima volta tutte le società del Gruppo (ad eccezione delle neo-acquisite Be – Shaping The Future e Atlantic Technologies) e prevede una serie di misure migliorative rispetto al Contratto Collettivo Nazionale. Tra le novità introdotte, misure a favore della famiglia, della genitorialità e per il work-life balance. Implementazione della piattaforma Workday, grazie alla quale sono stati abilitati processi più agili e innovativi per la gestione del personale. In ambito ESG, Engineering ha confermato la sua partnership con la Fondazione per la Sostenibilità Digitale; ha pubblicato il Bilancio di Sostenibilità asseverato per il secondo anno consecutivo da un ente esterno; ha definito la pianificazione di obiettivi di sostenibilità ambientale, sociale e di governance per tutto il Gruppo; ha ottenuto la certificazione UNI/PdR 125:2022 in ambito Diversity & Inclusion a livello di capogruppo.

– Foto ufficio stampa Engineering –

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Bce, economia debole ma ripresa graduale nel corso del 2024

FRANCOFORTE (GERMANIA) (ITALPRESS) – L’economia dell’Eurozona “rimane debole”, i consumatori contengono ancora le spese, “gli investimenti hanno registrato una moderazione e le esportazioni delle imprese sono diminuite, per effetto di un rallentamento della domanda estera e di alcune perdite di competitività. Tuttavia, le indagini congiunturali indicano una ripresa graduale nel corso di quest’anno”. Lo evidenzia la Banca Centrale Europea nel Bollettino Economico.
“Il calo dell’inflazione e il perdurante incremento dei salari porteranno a un recupero dei redditi reali, che sosterrà quindi la crescita – sottolinea la Bce -. In aggiunta, l’effetto frenante dei passati rialzi dei tassi di interesse si esaurirà gradualmente e la domanda di esportazioni dell’area dell’euro dovrebbe aumentare”.
Proprio riguardo ai tassi, la Bce conferma la linea prudente degli ultimi mesi. Il Consiglio direttivo è infatti “determinato ad assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2 per cento nel medio termine” e ritiene che “i tassi di interesse di riferimento della BCE si collochino su livelli che, mantenuti per un periodo sufficientemente lungo, forniranno un contributo sostanziale al conseguimento di tale obiettivo”.
“Le decisioni future del Consiglio direttivo assicureranno che i tassi di riferimento siano fissati su livelli sufficientemente restrittivi finchè necessario – spiega ancora la Bce -. Il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati nel determinare livello e durata adeguati dell’orientamento restrittivo. In particolare, le decisioni sui tassi di interesse si baseranno sui risultati della valutazione circa le prospettive di inflazione alla luce dei dati economici e finanziari più recenti, la dinamica dell’inflazione di fondo e l’intensità della trasmissione della politica monetaria”.
Sul fronte del lavoro, dal Bollettino Economico emerge che il tasso di disoccupazione “è al livello più basso dall’introduzione dell’euro”. “L’occupazione è salita dello 0,3 per cento nell’ultimo trimestre del 2023, superando nuovamente il ritmo di crescita dell’attività economica – spiega la Bce -. Di conseguenza, il prodotto per occupato è diminuito ulteriormente. Allo stesso tempo, i datori di lavoro pubblicano meno offerte di posti vacanti e meno imprese segnalano vincoli alla produzione dovuti alla carenza di manodopera”.
Secondo le proiezioni di marzo 2024, la crescita economica dovrebbe segnare una graduale ripresa nel corso dell’anno per effetto dell’aumento del reddito disponibile reale, “a fronte dell’inflazione in calo e di una robusta dinamica salariale, e con il miglioramento delle ragioni di scambio – sottolinea la Banca Centrale Europea -. In un contesto in cui è improbabile che le attuali turbative del trasporto marittimo nel Mar Rosso provochino nuove limitazioni significative nell’offerta, la dinamica delle esportazioni dovrebbe allinearsi al rafforzamento della domanda estera. Nel medio termine la ripresa dovrebbe essere altresì sostenuta dal graduale venir meno degli effetti dell’inasprimento della politica monetaria della BCE”. Nel complesso, si prevede che il tasso di incremento medio annuo del PIL in termini reali si collochi allo 0,6 per cento nel 2024, per poi salire all’1,5 nel 2025 e all’1,6 nel 2026. “Nel confronto con le proiezioni dello scorso dicembre elaborate dagli esperti dell’Eurosistema per l’area dell’euro – spiega la Bce -, le prospettive per la crescita del PIL sono state riviste verso il basso per il 2024, a causa di effetti di trascinamento derivanti da passate sorprese negative e informazioni prospettiche recenti che indicano un’evoluzione più debole. Risultano invece invariate per il 2025 e sono state lievemente corrette verso l’alto per il 2026”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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A Pasqua oltre 200 mila passeggeri a Catania, 98 destinazioni estive

CATANIA (ITALPRESS) – Oltre 200mila passeggeri di cui 143mila nazionali e 89mila internazionali e 1513 movimenti: sono questi i primi numeri dell’Aeroporto di Catania per la Pasqua 2024 secondo le previsioni della direzione commerciale e marketing di SAC, società che gestisce gli scali di Catania e Comiso.
Una crescita del +3,96% in termini di viaggiatori e un aumento del +3,77% per i movimenti, percentuali che confermano il buon andamento dello scalo etneo e fanno da leit motiv per l’inizio della stagione estiva. Il passaggio all’ora legale segna infatti l’avvio della Summer 24, che quest’anno partirà il 31 marzo e che durerà fino al 27 ottobre.
La stagione estiva sia per Catania e Comiso si colora di nuove tratte e compagnie aeree. Per l’hub catanese, si prevedono circa 55.506 movimenti rispetto ai 51.308 del 2023 (+8,18%), con 98 destinazioni delle quali 73 internazionali e 25 nazionali. Tra queste, la novità più importante è l’avvio della tratta per Dublino operata da Aer Lingus, in partenza il giorno 1°maggio con cadenza tri-settimanale.
La Summer vedrà inoltre su Catania un incremento delle rotazioni di Ryanair, grazie all’aggiunta di un aeromobile alla base catanese e alle nuove rotte introdotte dal vettore irlandese.
Sempre per quanto riguarda lo scalo catanese, avremo quindi 98 Collegamenti, con 25 Destinazioni nazionali, 73 Destinazioni internazionali, 28 Paesi collegati e 55 compagnie aeree operative.
“Siamo orgogliosi che le compagnie aeree continuino ad investire nei nostri scali, a conferma dell’importanza che gli aeroporti di Catania e Comiso hanno per la Sicilia e per l’intero panorama nazionale. Questo successo è il risultato di costanti trattative e testimonia il nostro impegno nel garantire un’esperienza di viaggio soddisfacente per i passeggeri. La nostra massima priorità è da sempre la sicurezza e la qualità dei servizi aeroportuali, contribuendo così attivamente allo sviluppo del nostro territorio”, ha dichiarato Nico Torrisi, AD di SAC.
“I dati positivi, anche e soprattutto nel comparto internazionale, ottenuti negli scorsi mesi e previsti anche per le imminenti festività pasquali e per tutta la stagione “Summer”, testimoniano il ruolo strategico della nostra rete aeroportuale per la Sicilia. Siamo molto soddisfatti del lavoro svolto finora, e consapevoli del ruolo fondamentale che i nostri scali svolgono. Abbiamo la grande responsabilità e il dovere di consolidare l’appeal della Sicilia come rinomata destinazione turistica”, ha aggiunto Giovanna Candura, Presidente SAC.
Anche per l’aeroporto di Comiso si prepara una stagione importante, che vedrà un notevole ampliamento delle rotte. Il comparto nazionale sarà in crescita del 46,82% rispetto all’estate 2023 e il comparto internazionale sarà in crescita del 186,57%.
Complessivamente l’estate 2024 vedrà un aumento dei movimenti dello scalo casmeneo pari al 55,80%, con 10 destinazioni nazionali, 6 destinazioni internazionali, 5 Paesi collegati e 9 compagnie aeree operative (Aeroitalia, easyJet, Volotea, Wizzair, Neos, Smartwings, AlpAvia, Vueling e un ulteriore vettore che opererà su Varsavia).
Comiso sarà quindi collegato con Roma Fiumicino, Bergamo, Pisa, Bologna, Milano Linate, Milano MXP, Napoli, Torino, Verona, Bari, Parigi Orly, Tirana, Brno, Varsavia, Lille e Barcellona.
La crescita dell’aeroporto di Comiso è agevolata anche dal progetto per l’area cargo e le opere infrastrutturali viarie, necessarie per supportare l’aumento di traffico. SAC, infatti già da tempo ha pubblicato il bando per la progettazione del Cargo che scadrà il 19 aprile. Questa opera si inserisce in un cronoprogramma per la quale il governo Schifani ha previsto l’inserimento nel Fondo di sviluppo e coesione.
Andando nel dettaglio delle destinazioni che saranno raggiungibili dallo scalo etneo durante la “Summer” 2024, la Germania resta la nazione più collegata: da Catania è infatti possibile partire per 11 rotte tedesche (Berlino, Colonia, Dùsseldorf, Francoforte Hahn, Francoforte Main, Amburgo, Hannover, Monaco, Memmingen, Stoccarda e Dortmund).
Segue la Francia, con 10 rotte da Catania (Parigi Charles De Gaulle, Parigi Orly, Parigi Beauvais, Bordeaux, Lione, Lourdes, Marsiglia, Tolosa, Nizza e Nantes).
Da e per United Kingdom sono attive 8 rotte: London Luton, London Gatwick e London Stansted, Leeds, Edimburgo, Bristol, Birmingham e Manchester. Sarà inoltre possibile volare in Irlanda, a Dublino. Sale a 4 rotte la Romania con Bucarest, Cluj, Iasi e Bacau. Non solo, ci saranno 4 rotte anche per la Polonia, con Varsavia Modlin, Varsavia Chopin, Katowice, e Cracovia,
La Grecia conferma 3 rotte: Atene, Rodi, Heraklion.
Spagna, Svizzera, ed Egitto vedono ciascuna 3 rotte per ciascun Paese: Madrid, Barcellona, Siviglia, Basilea, Ginevra, Zurigo, Marsa Alam, Sharm el Sheikh e Luxor. Sono confermate le seguenti destinazioni: Austria (Vienna), Belgio (Bruxelles Zaventem e Charleroi), Bulgaria (Sofia), Lettonia (Riga), Lussemburgo, Malta, Marocco (Casablanca) Olanda, (Amsterdam e Eindhoven) Ungheria (Budapest), Repubblica ceca (Praga), Tunisia (Tunisi) Albania (Tirana) Israele (Tel Aviv), Dubai, Turchia (Istanbul), Danimarca (Copenaghen e Billund), Svezia (Stoccolma) Norvegia (Oslo), Serbia (Belgrado) Slovacchia (Bratislava).
Sono tutte confermate le destinazioni nazionali, con l’aggiunta di Salerno Costa d’Amalfi, aeroporto di nuova apertura: da Catania sarà quindi possibile volare su Alghero, Ancona, Bari, Bergamo, Bologna, Cagliari, Firenze, Forlì, Genova, Lampedusa, Milano Linate, Milano Malpensa, Milano Orio al Serio, Napoli, Olbia, Pantelleria, Perugia, Pescara, Pisa, Roma, Salerno Costa d’Amalfi, Torino, Trieste, Venezia e Verona.
-foto ufficio stampa Sac-
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Serbia, Palalic “Raid Nato pericoloso precedente, ha ancora effetti”

ROMA (ITALPRESS) – “Il 24 marzo è una ricorrenza triste per noi. Sono trascorsi 25 anni dall’inizio del bombardamento della Serbia che è durato 78 giorni con conseguenze disastrose e terribili: migliaia di persone uccise, di cui molti bambini, e la distruzione di molte fabbriche, ospedali, ponti, ferrovie e case. Il danno conta oltre 10 miliardi di euro e ci sono state conseguenze politiche, economiche e sanitarie”. Così Jovan Palalic, deputato e segretario del Partito popolare serbo e presidente del gruppo parlamentare di amicizia Italia-Serbia, in un’intervista all’Italpress, ricorda l’operazione della Nato in Serbia avviata il 24 marzo 1999. Al centro della campagna dell’Alleanza atlantica c’era la questione del Kosovo.
“A nove anni dal bombardamento – ha affermato – c’è stata l’autoproclamazione dell’indipendenza del Kosovo che è stata illegale e ha causato tantissimi problemi nei Balcani, per quanto riguarda i separatismi in diversi paesi e le violenze contro il popolo serbo. La Serbia, dopo il bombardamento, ha proclamato la sua neutralità militare e c’è un’enorme maggioranza del popolo serbo che non vuole sostenere una decisione di adesione alla Nato. Il paese vuole essere fuori dall’integrazione atlantica. Dopo il bombardamento, inoltre – ha aggiunto -, ci siamo dedicati al rinnovamento della nostra economia con molti crediti stranieri”.
L’Italia, per Palalic, ha “capito e sostenuto economicamente e politicamente la Serbia per farla uscire dall’isolamento in cui era rimasta. Dal punto di vista sanitario, invece – ha proseguito -, in Serbia possiamo notare molti tumori dopo il bombardamento. Tante persone hanno evidenziato problemi sanitari nelle zone bombardate e lo stesso hanno riportato i soldati italiani che sono stati in Kosovo. E’ un problema molto grave di cui non si parla molto”.
Per il deputato serbo ci sono state anche conseguenze nelle relazioni a livello globale. “A livello mondiale – ha evidenziato – possiamo dire che il bombardamento della Serbia ha una conseguenza diretta: l’indipendenza del Kosovo ha distrutto il diritto internazionale rispetto a tutte le regole ma innanzitutto per quanto riguarda l’integrità territoriale. Adesso molti paesi sfruttano il precedente del Kosovo per risolvere le controversie territoriali. Per esempio in Ucraina si parla di integrità territoriale e abbiamo una situazione molto strana perchè i paesi che hanno sostenuto l’indipendenza del Kosovo riconoscono l’integrità territoriale dell’Ucraina ma non rispettano quella della Serbia. La Russia invece si pone totalmente all’opposto”.
Per il deputato serbo, infatti, “il Kosovo è un precedente” che può determinare altre crisi perchè “quando si distrugge il diritto internazionale una volta” poi questo può accadere “dappertutto”.
Nel 1999 l’Italia ha partecipato all’operazione della Nato. “In Italia c’era un governo che ha sostenuto la posizione a favore del bombardamento”, ha ricordato Palalic. “Però dopo il bombardamento – ha continuato – c’è stata un’apertura da parte italiana per quanto riguarda gli investimenti e la presenza economica nel paese, dopo la caduta di Milosevic”.
Ora i rapporti tra i due paesi sono buoni. “L’Italia sostiene l’adesione della Serbia all’Unione Europea – ha sottolineato – e il paese è sempre stato uno dei primi partner economici. E’ molto importante perchè, dopo tutti gli errori che ha fatto il governo italiano, avvertiamo un cambiamento, in particolare oggi con il governo di centrodestra. I partiti che ne fanno parte, innanzitutto la Lega – ha continuato -, durante il bombardamento hanno sostenuto la posizione della Serbia. Adesso la Serbia è il primo partner dell’Italia nei Balcani e abbiamo buonissimi rapporti economici e politici. Belgrado, a 25 anni dal bombardamento, diventa un pilastro della presenza italiana nella regione. Sono felice di vedere – ha aggiunto Palalic – che i politici italiani hanno capito che si deve sostenere la Serbia se si vuole avere una regione stabile e con una crescita economica”.
Per quanto riguarda l’Unione Europea, invece, per il deputato serbo la situazione è “complicata”. “In base alla posizione ufficiale del nostro governo – ha spiegato – vogliamo essere membri dell’Ue e continuare l’adesione ma adesso abbiamo due problemi che provocano controversie tra Belgrado e Bruxelles. Innanzitutto, non avvertiamo la volontà da parte dell’Ue di volere allargarsi nella regione: ci sono parole e promesse ma non ci sono scadenze e mosse chiare. In secondo luogo, il nostro processo è condizionato dalla questione del Kosovo. Per la Serbia il Kosovo è parte integrante del paese e anche la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dice che il Kosovo è parte della Serbia. Noi rispettiamo le nostre regole e il diritto internazionale ma adesso – ha proseguito – siamo condizionati dall’Ue a riconoscere l’indipendenza del Kosovo. Come popolo non possiamo farlo. Gli ultimi sondaggi dicono che oltre l’85% dei serbi afferma che se riconoscere l’indipendenza del Kosovo è una condizione per l’adesione della Serbia all’Ue, noi scegliamo la nostra integrità territoriale e non vogliamo entrare nell’Ue. I vertici di Bruxelles, però, non smettono di fare pressioni sulla Serbia perchè rinunci a parte del suo territorio. Oltre a Italia e Ungheria, gli altri paesi hanno la stessa linea. L’Italia continua a sostenere la posizione della Serbia senza condizioni per quanto riguarda l’adesione all’Ue”. Per Palalic, “dopo 25 anni dal bombardamento, si deve considerare la Serbia un paese serio, si deve rispettare la sua potenza economica nella regione e la sua identità – ha concluso Palalic -, che è molto importante”.

– Foto Gruppo parlamentare di amicizia Italia-Serbia –

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Mattarella “I giovani sono la molla che muove il mondo”

ROMA (ITALPRESS) – “Avete lanciato un messaggio di quello che è il dovere della nostra società rispetto ai bambini, ai ragazzi e ai giovani, e rispetto al diritto di avere possibilità di esprimersi, di realizzarsi, di essere protagonisti, come dovete essere del vostro futuro, complimenti. Questo esprime lo spirito di Save the Cildren che nei suoi 105 anni di vita ha coltivato questo obiettivo, questo traguardo, di consentire ai giovani le condizioni per esprimersi e realizzarsi”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo al Punto Luce delle Arti di Save the Children di Ostia.
“Questa – aggiunge – è la molla che muove il mondo verso un futuro non autodistruttivo, e in questo momento ne abbiamo estremo bisogno. Grazie per quanto avete fatto nei tanti punti in Italia e qui”.
-foto ufficio stampa Quirinale-
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