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Al via LetExpo, Grimaldi “A rischio 154 mld negli scambi Italia-Cina”

VERONA (ITALPRESS) – Al via la terza edizione di LetExpo, a Verona, a partire da martedì 12 fino a venerdì 15 marzo, organizzata da ALIS, la realtà associativa di riferimento per l’intero comparto della logistica (oltre 2500 realtà associate), del trasporto e dei servizi alle imprese in Italia e in Europa, in collaborazione con Veronafiere, patrocinata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (MIT), Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (MASE), dal Comune di Verona e dalla Provincia di Verona e che vede come partner istituzionale, lo Stato Maggiore della Difesa.
Nel 2023, grazie ad ALIS, sono stati sottratti dalle autostrade 6 milioni di camion e 143 milioni di tonnellate di merci sono state spostate verso l’intermodalità attraverso porti ed interporti, con una riduzione di 5,4 milioni di tonnellate di emissioni di CO2. Un risparmio economico per le famiglie e i cittadini italiani di oltre 7 miliardi di euro.
Al centro dell’evento anche l’analisi della situazione geopolitica attuale e gli impatti sul mondo della logistica e del trasporto, i dati del settore in Italia e la loro ricaduta a livello europeo.
“Gli attacchi Houthi nel Mar Rosso e la crisi che sta colpendo il canale di Suez, rappresentano una minaccia concreta ai flussi commerciali mondiali”, ha detto il presidente di Alis, Guido Grimaldi, nel suo discorso introduttivo della terza edizione del LetExpo. “Una situazione che ha generato un aumento notevole dei costi di trasporto dell’acciaio, registrando un incremento del 150% rispetto al periodo precedente alla crisi stessa. Il tempo di transito si è allungato di almeno 15-25 giorni, rendendo urgente l’adozione di misure concrete per affrontare questa situazione. Un impatto significativo, soprattutto sugli scambi commerciali tra Italia e Cina, che costituiscono il 40% del totale dell’import-export che transita attraverso il canale di Suez, per un totale di 154 miliardi di euro. Bisogna affrontare questa sfida in modo strategico e cooperativo per garantire la stabilità delle nostre relazioni commerciali internazionali”, ha sottolineato Grimaldi.

– Foto Italpress –

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Pioli “Club sereno, Milan concentrato sullo Slavia”

PRAGA (REPUBBLICA CECA) (ITALPRESS) – “L’inchiesta non incide assolutamente, intorno a noi c’è serenità e questo ci ha aiutato a lavorare con la massima concentrazione, abbiamo grande fiducia nel nostro club e non c’è nessuna preoccupazione, siamo concentrati sulla partita di domani che è molto importante”. Stefano Pioli assicura che lui e i suoi ragazzi non si faranno distrarre dalle ultime vicende societarie, dalle perquisizioni in sede e dalle indagini in corso. Ne parla serenamente, perchè ha visto altrettanta tranquillità nei suoi dirigenti. “Sì, ieri ci siamo visti, avevamo un appuntamento programmato da tanto tempo, abbiamo parlato di tante cose, ma non delle questioni societarie e ho visto persone molto serene e tranquille. Il mio futuro? Abbiamo parlato di tante cose, abbiamo anche visto le partite di Champions, è stata una cena sicuramente molto piacevole”, dice sorridendo Pioli ai microfoni di Sky Sport e alla vigilia del match valido per il ritorno degli ottavi di Europa League in casa dello Slavia Praga. Si parte dal successo dell’andata a San Siro per 4-2.
“Abbiamo un buon vantaggio, ma sarà una gara complicata, i nostri avversari hanno dimostrato anche San Siro di saper tenere bene il campo, ma abbiamo le nostre idee, i nostri principi e la grande motivazione di superare questo turno”, spiega Pioli che vede una squadra serena, ma sa che serve anche dell’altro per andare avanti. “Quello che chiedo costantemente è che la serenità sia accompagnata sempre da attenzione e concentrazione, sappiamo che abbiamo preso un buon vantaggio, ma che dobbiamo essere molto attenti, sappiamo che dobbiamo aspettarci un ambiente molto caldo e grande intensità dai nostri avversari, ma siamo pronti a far fronte a tutto questo. Non so quanto la gara di domani sarà diversa da quella dell’andata, abbiamo analizzato la gara di San Siro, ci siamo soffermati sulle situazioni che ci hanno impedito di essere compatti e aggressivi nella prima mezz’ora. Penso che domani troveremo una squadra che ci aggredirà sin dall’inizio, ma ci siamo preparati bene”, spiega Pioli che sulla probabile non si sbilancia. “Le scelte sono fatte, anche se i dubbi ci sono sempre perchè per fortuna ho tanti giocatori forti a disposizione, di certo chi non partirà dall’inizio potrà aiutarci a partita in corso”.
– foto Ipa Agency –
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Ok a variazioni bilancio 2024-2026 e disposizioni su sgravi fiscali

ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Antonello Aurigemma, ha approvato (26 favorevoli e 10 astenuti) la proposta di Legge regionale nnumero 134 del 21 febbraio 2024, concernente: “Variazioni al bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2024-2026. Disposizioni varie”. Rispetto al testo iniziale, durante l’esame in Aula sono stati approvati alcuni emendamenti che hanno aggiunto tre nuove variazioni di bilancio ma, soprattutto, hanno inserito le disposizioni sulla manovra fiscale già annunciate dall’assessore Giancarlo Righini durante l’iter legislativo in commissione Bilancio, nei giorni scorsi. Approvati anche 10 articoli aggiuntivi, frutto di nove emendamenti presentati da Righini e uno dal consigliere Massimiliano Valeriani (Pd). Confermato invece l’articolo due, che dispone un incremento di 40mila euro (da 20 a 60 mila) dello stanziamento previsto nel 2024 in favore del comune di Cassino per l’ottantesimo anniversario della battaglia di Cassino e dello sbarco anglo-americano ad Anzio.
Il provvedimento è stato illustrato in Aula dall’assessore Righini, il quale si è soffermato in particolare sulla manovra fiscale, già spiegata durante i lavori della commissione Bilancio. Come annunciato in quella sede, infatti, l’assessore ha confermato che non troverà applicazione la maggiorazione dell’aliquota dell’addizionale regionale Irpef nei confronti dei soggetti con un reddito imponibile fino a 28mila euro e che è prevista anche una detrazione della stessa addizionale, pari a 60 euro, in favore dei soggetti con un reddito imponibile non superiore a 35mila euro. Inoltre, non troverà applicazione la maggiorazione dell’aliquota dell’Irap per gli enti del Terzo Settore iscritti al Registro unico nazionale (escluse le imprese sociali costituite in forma di società) che hanno un valore della produzione netta prodotto nel territorio regionale inferiore al milione di euro.
Lo stanziamento complessivo per le misure fiscali ammonta a 136.985.000 euro nel 2024 (133,7 milioni per l’Irpef e 3,285 milioni per l’Irap), coperto con i 100 milioni di euro già iscritti nel bilancio regionale 2024-2026 (articolo 2 della Legge di Stabilità regionale 2024) e con 36.985.000 euro aggiuntivi, prelevati dal Fondo TPL del Comune di Roma, che l’assessore Righini si è impegnato a ripristinare appena possibile.
Per quanto riguarda le variazioni apportate al bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2024-2026 (legge di Stabilità regionale 2024), si tratta di un ammontare complessivo di 9.223.254 euro nel 2024, 1.235.000 euro nel 2025 e 18.614.180 euro nel 2026.
Vengono incrementate le spese per le attività di promozione culturale, sociale e ambientale e di valorizzazione del patrimonio regionale a cura di LazioCrea Spa (articolo 7, comma 105, della legge regionale 27 dicembre 2019, n. 28), per 1.110.000 euro nel 2024, 1.035.000 euro nel 2025 e 991.000 euro nel 2026. Il comma 2 dell’articolo uno della proposta di legge, inoltre, prevede un ulteriore incremento di 991 mila euro anche per ciascuna annualità 2027 e 2028.
La variazione di bilancio più corposa riguarda i 17,6 milioni di euro per l’anno 2026, destinati a incrementare il Fondo per la riallocazione delle funzioni non fondamentali della Città metropolitana di Roma Capitale e delle province (articolo 7 della legge regionale 17/2015), al fine di recepire i rilievi della Corte dei Conti formulati nel corso dell’istruttoria relativa al giudizio di parifica del rendiconto per l’esercizio 2022.
Ci sono poi incrementi per le spese in conto capitale relative al Servizio NUE 112 (Numero unico di emergenza europea), destinate alla gestione tecnica della sala operativa del Centro unico di risposta (CUR) di Roma, per la sperimentazione di un possibile utilizzo della rete radio regionale in tecnologia digital DMR e per il potenziamento dei livelli di sicurezza delle procedure di gestione dell’accesso ai dati sensibili. Si tratta di 452.254 euro per il 2024, 200.000 euro per il 2025 e 23.180 euro per il 2026.
Tutte le altre variazioni riguardano solo il 2024: +136 mila euro per le attività connesse alla comunicazione istituzionale; +1,2 milioni di euro per il funzionamento dell’Ente regionale per il diritto allo studio e la promozione della conoscenza (Disco), per consentire l’espletamento dei servizi e delle prestazioni in favore della popolazione studentesca universitaria del Lazio; +500 mila euro per il funzionamento e le attività della Fondazione Teatro di Roma; +500 mila euro per la promozione e la realizzazione dei Campionati europei di Atletica leggera 2024; +100 mila euro per il Fondo per la prevenzione e il contrasto al revenge porn e alla diffusione di immagini o video sessualmente espliciti senza consenso (l.r. 3/2020); +1,85 milioni di euro per i finanziamenti straordinari in materia di opere pubbliche (articolo uno, comma 38, della l.r. 14/2008).
Un emendamento dell’assessore Righini ha introdotto altri tre incrementi di spesa nel 2024: +375mila euro per il finanziamento delle parrocchie e degli edifici di culto per interventi socioeducativi (oratori); +2,5 milioni di euro per gli interventi per la difesa e la tutela della costa laziale; +500mila euro per spese relative al protocollo d’intesa per il sostegno alle persone in condizioni di fragilità economica e lavorativa.
Oltre all’emendamento sulla manovra fiscale, l’Aula ha approvato altri nove emendamenti proposti dall’assessore Righini, per inserire altrettanti articoli aggiuntivi alla proposta di legge. Con il primo, vengono introdotte nuove disposizioni in materia di impianti crematori da inserire nel Piano di coordinamento per la realizzazione dei crematori e, nelle more della sua adozione, sono sospese le realizzazioni di nuovi impianti crematori su tutto il territorio regionale (non oltre il periodo massimo di 12 mesi).
Il secondo articolo aggiuntivo apporta delle modifiche all’articolo 4 della legge regionale 12/2022, al fine di adeguare la normativa di settore, relativa alla Fondazione di partecipazione “Rome Technopole”, ai contenuti della disciplina ministeriale (Decreto Miur del 12 ottobre 2023). Il terzo articolo aggiuntivo stanzia 950mila euro per consentire alla Regione, tramite l’Ente Parco regionale dell’Appia Antica, di esercitare il diritto di prelazione per l’acquisto dei terreni e degli immobili dichiarati di interesse culturale siti in località “Olivetaccio”, all’interno del Parco archeologico dell’Appia Antica. Il quarto articolo aggiuntivo consente alla Regione di ricorrere al mercato finanziario esclusivamente per reperire risorse finalizzate al rimborso anticipato o alla ristrutturazione di passività preesistenti. Il quinto articolo aggiuntivo dispone una disciplina transitoria in materia di rifiuti e bonifiche per assicurare la continuità nello svolgimento delle funzioni amministrative in relazione alla sentenza della Corte costituzionale n. 2 del 4 gennaio 2024.
Il sesto articolo aggiuntivo interviene sul riordino delle comunità montane, con particolare riferimento alla possibilità di riperimetrare le zone omogenee individuate ai sensi della legge regionale 9/1999, effettuata dal Consiglio regionale con propria deliberazione. Il settimo articolo aggiuntivo stanzia 50mila euro nel 2024 per realizzare attività culturali promozionali in occasione del cinquecentesimo anniversario della morte di Giulia Farnese, nobildonna vissuta tra Roma e la Tuscia tra il XV e il XVI secolo, che ha lasciato contributi importanti nel campo culturale e artistico. L’ottavo articolo aggiuntivo stanzia 50mila euro nel 2024 per l’istituzione del premio annuale regionale “Alessio Paternesi”, artista viterbese nato a Civita Castellana nel 1937. Infine, il nono e ultimo articolo aggiuntivo proposto dall’assessore Righini introduce varie modifiche all’articolo 39 della legge regionale 16/2005, relativo al trattamento economico dei dirigenti, e all’articolo 11 della legge regionale 6/2002 (Disciplina del sistema organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale).
Approvato anche un emendamento di Massimiliano Valeriani (Pd), riformulato dall’assessore Righini, che introduce un articolo aggiuntivo contenente un incremento di spesa di 100mila euro nel 2024 finalizzati a interventi per contrastare il fenomeno del bullismo.
Prima del voto finale sulla legge, il Consiglio ha anche approvato un ordine del giorno presentato dalla consigliera Emanuela Droghei e sottoscritto da altri consiglieri del Partito democratico, che impegna il Presidente e la Giunta regionale a rendere strutturali, “coerentemente con la riforma fiscale nazionale” (questo l’inciso aggiunto con la riformulazione dell’assessore Righini), le misure relative alla riduzione della pressione fiscale con relativo allocamento delle risorse necessarie anche per gli anni successivi e a provvedere quanto prima, attraverso una variazione di bilancio, al reintegro delle somme stanziate ai sensi dell’articolo 30 comma 2 della legge regionale n. 30 del 1998 concernente il concorso finanziario regionale al TPL di Roma e diminuite di euro 36 milioni 985 mila.

-Foto: xl5/Italpress
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Dal Marocco aiuti via terra a Gaza, Balla “Appello per cessate il fuoco”

ROMA (ITALPRESS) – Per la prima volta da cinque mesi, dall’inizio della guerra a Gaza, arrivano 40.000 tonnellate di aiuti umanitari – alimentari, ma anche medici – “per alleviare la sofferenza della popolazione civile palestinese, che vive una situazione catastrofica. Nessun Paese era riuscito a fare arrivare direttamente via terra gli aiuti umanitari: lo ha fatto il Marocco”. Lo ha detto l’ambasciatore del Marocco in Italia, Youssef Balla, intervistato da Claudio Brachino per l’agenzia Italpress.
“Il Marocco è conosciuto per le sue iniziative umanitarie e politiche, come attore di pace e di sicurezza nella regione” ed è riuscito in questa impresa “grazie alla leadership di sua maestà Muhammad VI, che gode di un gran prestigio internazionale” e grazie ai “canali di comunicazione con tutto il mondo. Ora la comunità internazionale deve fare uno sforzo come quello del Marocco” il cui esempio “speriamo possa essere seguito da altri Paesi”.
L’ambasciatore del Marocco ha rinnovato poi “un appello per un cessate il fuoco in maniera duratura, per permettere l’arrivo fluido e permanente degli aiuti umanitari” e ha condannato il fatto che “i civili siano obiettivi di attacchi militari. Bisogna instaurare una prospettiva politica, sulla base della legalità internazionale, che preveda il principio di due Stati, uno accanto all’altro”, ha concluso Balla.

– Foto Italpress –

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A Ca’ Foscari celebrazioni per i 550 anni prima legge europea sul brevetto

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VENEZIA (ITALPRESS) – Questa mattina, nell’aula Baratto di Ca’ Foscari, ha preso il via “Venezia Brevetti 550”, una rassegna di convegni e incontri proposti dall’Università Ca’ Foscari, in collaborazione con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e l’Archivio di Stato di Venezia, per celebrare i 550 anni dalla prima legge europea sulla proprietà industriale, istituita il 19 marzo 1474. A fare gli onori di casa la rettrice, Tiziana Lippiello, a cui sono seguiti i saluti del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro. Presenti, inoltre, il ministro delle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso, il viceministro, Valentino Valentini, la vicepresidente della Regione Veneto, Elisa De Berti, l’assessore all’Istruzione, Elena Donazzan, oltre a numerosi illustri relatori e autorità civili.

“Nei suoi oltre 1600 anni di storia, la Serenissima ha rappresentato uno dei più grandi centri nei quali confluivano non soltanto merci da tutto il mondo, ma, soprattutto, tanta conoscenza”, ha spiegato il sindaco Luigi Brugnaro. “Inizia nel 1300, infatti, con i viaggi di Marco Polo in Cina, l’acquisizione di un nuovo sapere e di enormi ricchezze. Sapere che si è evoluto e plasmato nel tempo, dando vita ad arti e mestieri che hanno caratterizzato la storia veneziana, come nel caso dell’arte vetraria che si svilupperà poi nell’isola di Murano, diffondendosi poi in tutta Europa. La storia dei brevetti nasce proprio in Laguna, il 19 marzo 1474. Furono infatti più di 2000 i brevetti concessi a cittadini veneziani e stranieri, donne e uomini, di qualsiasi ceto sociale, dal Senato di Venezia tra il 1474 al 1797. Tra questi, ci fu anche il brevetto concesso a Galileo Galilei, riguardante l’invenzione del suo telescopio. La Repubblica Serenissima ha così tutelato l’intelletto, il pensiero, l’intuizione che ha aperto nuovi mercati. Una tutela che è libertà di impresa”.

“Ora – ha aggiunto – con il progetto “Venezia Città Campus” vogliamo riportare sempre più “sapere” in città, attirando giovani studenti provenienti da tutta Europa, offrendo loro sempre più servizi. E tra i servizi offerti c’è anche il mondo del lavoro, l’occupazione, dove poter applicare ciò che viene studiato. E il distretto industriale di Porto Marghera, dove nel Novecento i diversi brevetti portarono anche Giulio Natta a prendere il Nobel per la chimica nel 1963 per lo studio sui polimeri ed oggi è sede di sperimentazioni ed innovazioni, come quella per l’idrogeno. L’ingegno, nel passato così come nel presente, è sempre stato il motore dell’innovazione e, proprio Venezia, è stata in grado di capire quanto fosse importante proteggere e tutelare questo aspetto della condizione umana, attraendo menti eccelse e ricchezza intellettuale. Perché Venezia è la più antica città del futuro”.

Alle parole del sindaco sono seguite quelle del ministro Urso. “L’evento di oggi si pone, non a caso, come passaggio di testimone dell’avvio del B7 di Confindustria e del G7 dell’Industria, Tecnologia e Digitale che nei prossimi tre giorni vedranno confrontarsi, tra Verona e Trento, centinaia di imprenditori nazionali e internazionali. All’inizio di questa legislatura – ha aggiunto – proprio perché riconosciamo le imprese come soggetti principali dell’economia, e il Made in Italy come l’eccellenza della tipicità e della peculiarità del nostro paese, abbiamo realizzato la legge quadro sul Made in Italy e istituito la Giornata Nazionale del Made in Italy che si svolgerà ogni anno, a partire dal 2024, il 15 aprile, data di nascita di Leonardo Da Vinci, simbolo per eccellenza dell’incontro tra cultura, scienza e innovazione”.

foto: ufficio stampa comune di Venezia

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Il futuro dell’industria agroalimentare passa da ricerca e tecnologie

ROMA (ITALPRESS) – In un’epoca caratterizzata da sfide globali senza precedenti, quali il cambiamento climatico, la crescita demografica e la necessità di una produzione alimentare sostenibile, il ruolo della ricerca e delle tecnologie alimentari risulta fondamentale per delineare il futuro della società e il benessere delle popolazioni. Il convegno “Ricerca e tecnologie per il futuro dell’industria agroalimentare” svolto al Senato e promosso dal Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Tecnologi Alimentari (OTAN) e da Federalimentare, ha voluto proprio sottolineare l’importanza delle tecnologie agroalimentari per il benessere collettivo e il ruolo che l’innovazione tecnologica, applicata all’industria alimentare, può garantire per favorire un accesso al cibo sicuro e di elevata qualità.
Secondo il Censis per gli italiani sono importanti i valori etici e sociali che li orientano nella scelta dei prodotti. Il 66,7% è pronto a rinunciare a prodotti che potrebbero essere dannosi per la salute, il 52,6% a quelli non in linea con criteri di sicurezza alimentare, il 43,3% a quelli la cui produzione e distribuzione non rispetta l’ambiente e il 35,6% a quelli per la cui produzione non sono tutelati i diritti dei lavoratori e dei fornitori. Accanto a questi numeri, emerge inoltre come l’industria alimentare abbia una elevata reputazione sociale verso la quale l’86,4% degli italiani dichiara di avere fiducia ed è una fiducia trasversale, che coinvolge il 93,8% degli anziani, l’84,2% degli adulti e l’81,6% dei più giovani. Tutto ciò certifica come, grazie alla ricerca, alla scienza e alla tecnologia gli alimenti e l’industria di trasformazione abbiano prodotto una rivoluzione positiva nelle abitudini e nelle scelte degli italiani che ricercano cibi sicuri e di qualità.
Nel corso dei secoli la capacità primaria dell’essere umano è sempre stata quella di procacciarsi cibo e di utilizzare tecniche sempre più avanzate per garantirne la conservazione. L’evoluzione storica e culturale di questa necessità, facilitata dalle scoperte delle scienze microbiologiche, chimiche, fisiche, ingegneristiche e meccaniche, ha portato alla nascita del Food Science ovvero la Scienza e Tecnologia degli Alimenti. Gli obiettivi principali di questa scienza applicata alla lavorazione tecnologica degli alimenti, sono stati quelli di rendere ottimali i processi produttivi; di garantire la salubrità degli alimenti; di garantire il massimo apporto nutrizionale; di migliorare la qualità sensoriale degli alimenti e di allungare la vita commerciale dei prodotti destinati ai consumatori. Questo progresso ha permesso, e permette, di fornire prodotti sicuri e nutrienti alla popolazione, adeguandosi nel tempo alle sempre nuove necessità dettate dall’evoluzione della società e dalle problematiche che si trova ad affrontare.
La ricerca nel settore delle tecnologie alimentari è in costante sviluppo. Uno sviluppo teso a soddisfare sia i bisogni relativi alla “food security” (accessibilità del cibo alla popolazione), sia ad assicurare il “food safety” (qualità e sicurezza). Questo sviluppo sta indirizzando gli studi scientifici verso nuovi campi di ricerca complementari come l’intelligenza artificiale, come lo sviluppo di tecnologie alimentari volte al riutilizzo di materie prime, fino alle ricerche sul packaging. Ricerca e innovazione, dunque, risultano decisive per affrontare le sfide globali legate alla produzione, alla distribuzione e al consumo di alimenti proprio per creare un futuro più sostenibile, sicuro ed equo del sistema alimentare globale coinvolgendo tutta la filiera agroalimentare.
La rintracciabilità della filiera alimentare può essere fortemente supportata dalla tecnologia della blockchain già a partire dalle attività in campo. Per questo si parla sempre più spesso di agricoltura di precisione o digitale proprio perchè le soluzioni innovative nel settore agricolo stanno trasformando il modo in cui vengono coltivati i prodotti agricoli e le modalità di gestione degli allevamenti. Avere a disposizione dati precisi e in tempo reale, permette di agire in modo tempestivo sui sistemi agricoli riducendo gli sprechi e prevenendo il diffondersi di fitopatie a carico dei campi coltivati. In questo sistema complesso, dunque, la sinergia tra i professionisti della produzione primaria e i professionisti della trasformazione costituisce un connubio imprescindibile per lo sviluppo del sistema agroalimentare e per la tutela degli stakeholder più importanti, ovvero l’ambiente ed i consumatori.
Per il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, “grazie alla ricerca e alla tecnologia, negli ultimi anni la sicurezza alimentare è cresciuta e i costi di produzione sono diminuiti, portando sia a significative riduzioni dei prezzi che a una larga diffusione di un’alimentazione completa, varia ed equilibrata. Il cibo che oggi è sulle nostre tavole è il frutto di una continua innovazione che partendo dalle migliori tradizioni le arricchisce, affinchè arrivino a soddisfare sempre più le nostre esigenze. In questo frangente il Governo è consapevole che è richiesto uno sforzo in termini di investimenti per avviare nuovi modelli produttivi in grado di coniugare l’efficienza e la sostenibilità, assicurando il rispetto dell’ambiente senza rinunciare al profitto. In questo percorso il Piano 5.0, con i suoi 13 miliardi a disposizione delle imprese, contribuisce a sostenere la rivoluzione verde e digitale. Inoltre, insieme al MASAF abbiamo dedicato un tavolo al settore agroalimentare che, oltre a essere uno degli ambasciatori del Made in Italy, rappresenta una leva indispensabile all’autonomia strategica nazionale”.
“Attraverso la ricerca scientifica e tecnologica siamo sempre stati considerati i primi, quindi dobbiamo dettare la linea agli altri senza essere comunque troppo autoreferenziali – ha affermato Gian Marco Centinaio, Vicepresidente del Senato della Repubblica -. La filiera, dal mondo agricolo fino alla distribuzione, deve essere consapevole che insieme si deve andare nella giusta direzione. In Europa serve inoltre maggiore collaborazione tra politica e privato, ed è prioritario ascoltare chi è sul campo per portare le istanze all’attenzione delle istituzioni europee, senza voli pindarici e senza regole che creerebbero disagio sociale”.
“L’Agricoltura riuscirà a essere più competitiva e a dare più redditività agli agricoltori nella misura in cui ci sarà un maggiore trasferimento di competenze che riguardano anche la tecnologia e l’innovazione – ha spiegato Mirco Carloni, Presidente Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati -. Ogni sapienza, che può essere innovativa o tradizionale e che, in qualche modo, favorisce il miglioramento produttivo di un’azienda agricola, è da ritenersi importante. A tal proposito, la legge che ho presentato come primo firmatario sull’imprenditoria giovanile, approvata definitivamente, vede nella ricerca e nella formazione un elemento fondamentale della nuova competitività delle aziende agricole”.
Per Francesco Battistoni, Vicepresidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati, “il convegno odierno ha acceso un faro di conoscenza sul ruolo che i tecnologi alimentari svolgono lungo tutta la filiera alimentare per garantirci cibo sicuro e sostenibile. I progressi tecnologici, come l’agricoltura di precisione, le TEA e l’intelligenza artificiale, sono alcuni esempi virtuosi che ci dicono come la ricerca e la scienza, applicate in campo alimentare, possano contribuire a rendere l’industria alimentare sempre più un luogo sicuro per i cittadini che ne riconoscono affidabilità, qualità e fiducia”.
Sergio Marchi, Capo Segreteria Tecnica del Ministro dell’Agricoltura della Sovranità Alimentare e delle Foreste, delegato dal Ministro Francesco Lollobrigida, ha affermato: “I tecnologi alimentari rappresentano una figura chiave per il sistema agroalimentare. Come Ministero siamo convinti che la salvaguardia del settore sia per questo motivo fondamentale per il Paese. L’agroalimentare, infatti, traina lo sviluppo dell’innovazione e dell’economia. Pensiamo quindi che il dialogo tra sicurezza alimentare e sostenibilità sia importante oggi. In questo senso, potenziare la ricerca e lo sviluppo delle aree rurali, è una priorità del MASAF. Molti fondi del Pnrr saranno dunque finalizzati a ottenere cibo buono e per tutti, un modello che caratterizza il sistema italiano”.
Per Laura Mongiello, Presidente del Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Tecnologi Alimentari: “Questa iniziativa, la prima di una lunga serie che organizzeremo insieme a Federalimentare, ha come intento quello di costruire un percorso volto a contribuire alla gestione della complessità della filiera agroalimentare, nella consapevolezza che non esiste progresso senza scienza, e la scienza degli alimenti, svolge da sempre un ruolo cruciale sull’evolversi della società. Le sfide che ci attendono sono tante e importanti a cominciare dal dover garantire a tutti l’accesso al cibo sicuro da un punto di vista igienico-sanitario, nutriente e di elevata qualità, nel rispetto dell’ambiente e dei principi etici. In questo senso, la ricerca e le tecnologie agroalimentari diventano uno dei pilastri sui quali costruire risposte efficaci, e su questo percorso si muove l’Ordine dei tecnologi alimentari che vigila sul rispetto di un rigido codice deontologico, e quindi dei principi etici, dei suoi iscritti”.
Secondo Paolo Mascarino, Presidente di Federalimentare, “i tecnologi alimentari svolgono un ruolo poco conosciuto ma fondamentale, e questo convegno ha voluto porre l’attenzione proprio sulla loro importanza all’interno dei processi di produzione degli alimenti. La tecnologia applicata al settore alimentare ha consentito a tutti di poter accedere a cibi sicuri e certificati, ottenuti attraverso processi di trasformazione delle materie prime rispettosi delle loro qualità nutrizionali e organolettiche. Le tecnologie alimentari e la ricerca scientifica stanno favorendo la transizione verso una filiera agroalimentare di alta qualità che soddisfi i nuovi e sempre più articolati bisogni dei consumatori”.
Per Giorgio De Rita, Segretario Generale Censis, “il dato più interessante che emerge oggi è che cresce la fiducia degli italiani nell’industria alimentare nonostante i tanti momenti di crisi. La fiducia riguarda il progresso e l’avanzamento tecnologico dell’industria che si poggia su due basi: la capacità di seguire i cambiamenti degli stili di consumo e una tecnologia in evoluzione rispetto a una domanda sempre più articolata e sofisticata che richiede attenzione, sicurezza e informazione. Gli italiani ritengono che l’industria alimentare sia fonte del welfare privato, una sorta di ammortizzatore privato. C’è una consapevolezza diffusa di come l’industria alimentare, di fatto, sia una delle principali fonti del benessere individuale. L’industria alimentare deve avere la capacità di stare al passo con queste dinamiche oltre a garantire agli italiani sicurezza, informazione e una varietà di scelta alimentare”.
“Stiamo lavorando in campo accademico perchè la sostenibilità diventi sempre più centrale nel settore industriale e agroalimentare – ha spiegato Marco Dalla Rosa, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari, Università di Bologna -. Il lavoro dei tecnologi alimentari è quello di garantire prodotti sempre più sicuri che diano una maggiore componente salutare, un migliore apporto nutrizionale e sostenibile con il fine di raggiungere nuovi mercati e nuovi consumatori. Occorre quindi valorizzare i prodotti dell’industria alimentare che ha l’obiettivo di ridurre gli scarti e le inefficienze della filiera per conferire maggiore credibilità e solidità al settore. Grazie ai prodotti più sicuri e controllati anche la speranza di vita della popolazione si è allungata”.
Secondo Stefano Zardetto, Presidente dell’Ordine Tecnologi Alimentari Veneto e Trentino Alto Adige (OTAV): “Ogni giorno noi tecnologi alimentari dobbiamo garantire un’alimentazione sicura e sostenibile a tutti. Stiamo cambiando le nostre abitudini di vita, stiamo consumando oltre quella che è la capacità generativa del pianeta e questo perchè sta aumentando il numero della popolazione. In tal senso, abbiamo necessità di trovare altre fonti ed è fondamentale avere una visione sostenibile del settore. Ci sono ancora molti disequilibri nel mondo e il cammino che abbiamo da fare è lungo. La ricerca e l’innovazione tecnologica sono necessarie per trovare nuove soluzioni per migliorare la sostenibilità, ridurre lo spreco e garantire la sicurezza dei prodotti”.
Per Flavio Pezzoli, Presidente Ordine Agronomi e Forestali della Provincia di Roma (ODAF), “l’agricoltura è per sua origine innovazione e l’agricoltore è per sua natura innovatore. Le nuove tecnologie devono essere in grado di fronteggiare il cambiamento climatico, l’uso consapevole della chimica, il risparmio dell’acqua e l’impoverimento del suolo in sostanza organica. In tal senso, dobbiamo preservare la terra e il suo benessere attraverso l’uso consapevole delle nuove tecnologie che creano un link tra noi professionisti del mondo della produzione e i professionisti della processazione”.

– Foto Ital Communications –

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“Dritti alla Meta”, a Roma tappa del tour Generali con 7.300 agenti

ROMA (ITALPRESS) – Tappa a Roma per il tour “Dritti alla meta” di Generali, una delle 11 città scelte per incontrare le persone della rete di vendita e confrontarsi sulle principali sfide nella protezione dei clienti. “Questo è l’ultimo anno del nostro piano strategico Lifetime Partner, in cui ci siamo dati quattro direttrici di business”, ha spiegato Marco Oddone, Chief Marketing & Distribution Officer di Generali Italia, nel corso dell’evento all’Auditorium Massimo. Innanzitutto “ci stiamo occupando di temi legati alla longevità, grazie alle nostre soluzioni di protezione come la Long Term Care, e della salute, un tema rilevantissimo per tutti gli italiani” perchè “col Covid abbiamo scoperto quanto sia importante preoccuparsi della qualità e della rapidità di accesso alle prestazioni” sanitarie.
Senza dimenticare “i cambiamenti climatici, che hanno avuto un grande impatto nella nostra vita: per noi è una missione proteggere il patrimonio delle famiglie e la continuità delle imprese dagli impatti che i cambiamenti climatici possono avere” nelle nostre vite.
Da ultimo, “il risparmio, che per noi è sempre stato un asset fondamentale. Ce ne stiamo occupando con il nostro prodotto ‘Obiettivo Rendimentò che ha una scadenza a sei anni con un ottimo rendimento, superiore al 4%: sta raccogliendo molto bene, segno che gli italiani in questo momento hanno bisogno di certezze anche nei loro investimenti”, ha concluso Oddone.
“Dritti alla meta” rimanda all’idea che, nonostante “le tempeste che abbiamo affrontato, siamo più forti e siamo capaci di arrivare là dove il nostro piano industriale ci deve portare”, insieme “a oltre 7mila agenti, consulenti e dipendenti dell’organizzazione produttiva che parteciperanno al tour”, ha aggiunto Gabriele Tedesco, Direttore Vendite di Generali Italia. “Siamo partiti da Cagliari e, attraverso 11 tappe, toccheremo tutte le principali città italiane arrivando anche alle isole, in Sardegna e in Sicilia”: un vero e proprio giro d’Italia in cui emerge che “la nostra è sempre più una missione per proteggere le persone: ecco perchè abbiamo mostrato alcune testimonianze dei nostri clienti che rafforzano il ruolo sociale che abbiamo”. Inoltre, il 20 marzo, in occasione della Giornata Mondiale della Felicità istituita dall’ONU nel 2013 per riconoscere l’importanza della felicità nella vita delle persone, “si terrà ad Assago una tappa fondamentale di ‘Vite – Storie di Felicità’: un tour nel tour, in cui coinvolgiamo le piazze anche dei centri più piccoli, insieme alle scuole e agli studenti, per raccontare come si può provare a essere felici”.
– foto xi2/Italpress –
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Il Parlamento Europeo approva la legge sull’intelligenza artificiale

STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – Il Parlamento Europeo ha approvato la legge sull’intelligenza artificiale (IA).
I deputati hanno dato il via libera al regolamento, frutto dell’accordo raggiunto con gli Stati membri nel dicembre 2023, con 523 voti favorevoli, 46 contrari e 49 astensioni.
L’obiettivo è di proteggere i diritti fondamentali, la democrazia, lo Stato di diritto e la sostenibilità ambientale dai sistemi di IA ad alto rischio, promuovendo nel contempo l’innovazione e assicurando all’Europa un ruolo guida nel settore. Il regolamento stabilisce obblighi per l’IA sulla base dei possibili rischi e del livello d’impatto.
Le nuove norme mettono fuori legge alcune applicazioni di IA che minacciano i diritti dei cittadini. Tra queste, i sistemi di categorizzazione biometrica basati su caratteristiche sensibili e l’estrapolazione indiscriminata di immagini facciali da internet o dalle registrazioni dei sistemi di telecamere a circuito chiuso per creare banche dati di riconoscimento facciale. Saranno vietati anche i sistemi di riconoscimento delle emozioni sul luogo di lavoro e nelle scuole, i sistemi di credito sociale, le pratiche di polizia predittiva (se basate esclusivamente sulla profilazione o sulla valutazione delle caratteristiche di una persona) e i sistemi che manipolano il comportamento umano o sfruttano le vulnerabilità delle persone.
In linea di principio le forze dell’ordine non potranno fare ricorso ai sistemi di identificazione biometrica, tranne in alcune situazioni specifiche espressamente previste dalla legge. L’identificazione “in tempo reale” potrà essere utilizzata solo se saranno rispettate garanzie rigorose, ad esempio se l’uso è limitato nel tempo e nello spazio e previa autorizzazione giudiziaria o amministrativa. Gli usi ammessi includono, ad esempio, la ricerca di una persona scomparsa o la prevenzione di un attacco terroristico. L’utilizzo di questi sistemi a posteriori è considerato ad alto rischio. Per questo, per potervi fare ricorso, l’autorizzazione giudiziaria dovrà essere collegata a un reato.
Sono previsti obblighi chiari anche per altri sistemi di IA ad alto rischio (che potrebbero arrecare danni significativi alla salute, alla sicurezza, ai diritti fondamentali, all’ambiente, alla democrazia e allo Stato di diritto). Rientrano in questa categoria gli usi legati a infrastrutture critiche, istruzione e formazione professionale, occupazione, servizi pubblici e privati di base (ad esempio assistenza sanitaria, banche, ecc.), alcuni sistemi di contrasto, migrazione e gestione delle frontiere, giustizia e processi democratici (come nel caso di sistemi usati per influenzare le elezioni). Per questi sistemi vige l’obbligo di valutare e ridurre i rischi, mantenere registri d’uso, essere trasparenti e accurati e garantire la sorveglianza umana. I cittadini avranno diritto a presentare reclami sui sistemi di IA e a ricevere spiegazioni sulle decisioni basate su sistemi di IA ad alto rischio che incidono sui loro diritti.
I sistemi di IA per finalità generali e i modelli su cui si basano dovranno soddisfare determinati requisiti di trasparenza e rispettare le norme UE sul diritto d’autore durante le fasi di addestramento dei vari modelli. I modelli più potenti, che potrebbero comportare rischi sistemici, dovranno rispettare anche altri obblighi, ad esempio quello di effettuare valutazioni dei modelli, di valutare e mitigare i rischi sistemici e di riferire in merito agli incidenti.
Inoltre, le immagini e i contenuti audio o video artificiali o manipolati (i cosiddetti “deepfake”) dovranno essere chiaramente etichettati come tali.
I paesi dell’UE dovranno istituire e rendere accessibili a livello nazionale spazi di sperimentazione normativa e meccanismi di prova in condizioni reali (in inglese sandbox), in modo che PMI e start-up possano sviluppare sistemi di IA innovativi e addestrarli prima di immetterli sul mercato.
“Dopo due anni intensi di lavoro siamo finalmente riusciti ad approvare la prima legge vincolante al mondo sull’intelligenza artificiale, volta a ridurre i rischi e aumentare opportunità, combattere la discriminazione e portare trasparenza – ha affermato durante il dibattito conclusivo il correlatore della commissione per il mercato interno Brando Benifei (S&D) -. Grazie al Parlamento europeo, le pratiche inaccettabili di IA saranno proibite in Europa. Tuteliamo i diritti dei lavoratori e dei cittadini. Dovremo ora accompagnare le aziende a conformarsi alle regole prima che entrino in vigore. Siamo riusciti a mettere gli esseri umani e i valori europei al centro dello sviluppo dell’IA”.
Il correlatore della commissione per le libertà civili Dragos Tudorache (Renew) ha aggiunto: “L’UE ha mantenuto la promessa. Abbiamo collegato per sempre al concetto di intelligenza artificiale ai valori fondamentali che costituiscono la base delle nostre società. Ci aspetta molto lavoro che va oltre la legge sull’intelligenza artificiale. L’intelligenza artificiale ci spingerà a ripensare il contratto sociale che sta alla base delle nostre democrazie. Insieme ai nostri modelli educativi, ai nostri mercati del lavoro, al modo in cui conduciamo le guerre. La legge sull’IA non è la fine del viaggio, ma piuttosto il punto di partenza per un nuovo modello di governance basato sulla tecnologia. Ora dobbiamo concentrarci per trasformarla da legge sui libri a realtà sul campo”.
Il regolamento deve ancora essere sottoposto alla verifica finale dei giuristi-linguisti e dovrebbe essere adottato definitivamente prima della fine della legislatura (procedura di rettifica). Inoltre, la legge deve ancora essere formalmente approvata dal Consiglio.
Entrerà in vigore venti giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE e inizierà ad applicarsi 24 mesi dopo l’entrata in vigore, salvo per quanto riguarda: i divieti relativi a pratiche vietate, che si applicheranno a partire da sei mesi dopo l’entrata in vigore; i codici di buone pratiche (nove mesi dopo); le norme sui sistemi di IA per finalità generali, compresa la governance (12 mesi) e gli obblighi per i sistemi ad alto rischio (36 mesi).

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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