INDIAN WELLS (USA) (ITALPRESS) – Jannik Sinner non si ferma più. Il 22enne tennista altoatesino, numero 3 del ranking mondiale e del tabellone, supera al terzo turno nella notte italiana, per 6-3 6-4, il tedesco Jan-Lennard Struff, raggiunge almeno gli ottavi per la quarta volta in quattro partecipazioni al BNP Paribas Open, il primo Masters 1000 della stagione all’Indian Wells Garden (duro, Plexipave – montepremi 9.495.555 dollari). L’azzurro infila così la 17esima vittoria consecutiva: è la serie di successi più lunga per un italiano nel tennis maschile. “Abbiamo preparato bene il match – le parole a caldo del talento di San Candido – Penso di aver servito molto bene sotto pressione e di avere anche risposto bene”. Affrontare un avversario come Struff, con cui non si era mai confrontato in campo in carriera, “non è facile, soprattutto quando la palla salta tanto come qui. Sapevo che è un giocatore dal servizio potente, che avrebbe cercato di mettere a segno tanti vincenti perciò ho cercato di essere almeno altrettanto aggressivo. Preparare partite di questo genere è difficile, perchè è difficile trovare qualcuno con queste caratteristiche con cui allenarsi”. Sinner ha ottenuto comunque il 76% di punti al servizio con la prima, una percentuale superiore rispetto alla resa del tedesco con la seconda (73%). “Quando affronto avversari come lui cerco sempre di farli spostare il più possibile – ha concluso l’azzurro – Lui si muove anche bene, comunque sono riuscito ad anticipare le sue mosse”. Per un posto nei quarti Sinner affronterà lo statunitense Ben Shelton, numero 16 del mondo e del seeding, che ha ha piegato per 7-6(5) 3-6 7-6(5) l’argentino Francisco Cerundolo, numero 25 ATP e 22 del torneo. Il trionfatore dell’ultimo Australian Open ha affrontato due volte Shelton a distanza ravvicinata nel 2023: ha perso in tre set a Shanghai, ha vinto in due a Vienna dove avrebbe poi conquistato il titolo. Terzo turno fatale, invece, per il russo Andrey Rublev (5), sconfitto per 6-4 6-4 dal ceco Jiri Lehecka (32), mentre il tedesco Alexander Zverev (6) sbarca negli ottavi grazie al successo per 7-6(7) 6-3 sull’olandese Tallon Griekspoor (27).
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Sinner batte Struff e vola agli ottavi a Indian Wells
Meloni “Marsilio motivo di orgoglio, non tradiremo fiducia”
ROMA (ITALPRESS) – “Marco Marsilio è il primo Presidente nella storia dell’Abruzzo ad essere riconfermato dagli elettori per un secondo mandato. Ed è per noi motivo di grande orgoglio che i cittadini abruzzesi abbiano voluto continuare a dargli fiducia, e con lui a dare fiducia al Centrodestra, che si conferma maggioritario. E’ una fiducia che, come sempre, non tradiremo. Continueremo a lavorare per restituire all’Abruzzo e all’Italia il posto che meritano.Grazie!”. Così su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
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“Oppenheimer” trionfa agli Oscar, delusione per “Io, capitano”
ROMA (ITALPRESS) – “Oppenheimer” di Cristopher Nolan trionfa agli Oscar: vince il premio come miglior film alla 96^ edizione degli Academy Awards e si aggiudica in totale sette statuette su tredici nomination.
Oltre al riconoscimento come miglior film, nella notte degli Oscar la pellicola sul padre della bomba atomica ha incassato anche i premi come miglior regia, miglior attore protagonista, miglior attore non protagonista, miglior fotografia, miglior montaggio e migliore colonna sonora.
Non ce l’ha fatta invece “Io Capitano” di Matteo Garrone, superato per la categoria “Miglior film internazionale” da “La zona di interesse” di Jonathan Glazer che, tratto dal romanzo di Martin Amis, racconta la vita quotidiana del comandante del campo di concentramento di Auschwitz e della sua famiglia. “E’ stato un viaggio fantastico, una grande avventura – ha commentato Garrone -. Ringrazio tutti coloro che ci hanno supportato in Italia in questo periodo, che hanno tifato per noi, i partner produttivi Rai Cinema e Pathè, il MIC, e tutti coloro che hanno seguito il film e lo hanno amato. Tutte le persone che lo hanno visto nei cinema del mondo e ci hanno regalato grandi emozioni. E il viaggio non finisce qui perchè ad aprile andremo in Senegal
dove tutto è iniziato e porteremo il film nei villaggi più remoti
con degli schermi mobili”. Il premio come migliore attrice protagonista è andato a Emma Stone per la sua interpretazione in “Povere Creature!” di Yorgos Lanthimos. Emozionatissima sul palco del Dolby Theatre (e con il vestito che si è scucito durante la serata), Stone ha ricevuto così il secondo Oscar dopo quello ottenuto per “La la land” nel 2017. Una vittoria arrivata a sorpresa sull’altra attrice favorita secondo i pronostici: Lily Gladstone di Killers of the Flower Moon.
La statuetta per il migliore attore protagonista è andata a Cillian Murphy per la sua interpretazione in “Oppenheimer” mentre Robert Downey Jr si è aggiudicato il premio come miglior attore non protagonista per la sua performance nello stesso film di Cristopher Nolan. In lacrime al Dolby Theatre Dàvine Joy Randolph dopo l’annuncio della sua vittoria come migliore attrice non protagonista per The Holdovers – Lezioni di Vita.
“Anatomia di una caduta” di Justine Triet ha vinto l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale mentre “Povere Creature!” di Yorgos Lanthimos, oltre al premio come miglior attrice, si è aggiudicato anche le statuette per la migliore scenografia, il miglior trucco e i migliori costumi. Quest’ultima categoria è stata al centro di uno dei siparietti della cerimonia, con l’ex wrestler John Cena entrato in scena completamente nudo, coperto solo dalla busta con il nome del vincitore.
Miglior film d’animazione “Il ragazzo e l’airone” di Hayao Miyazaki e miglior cortometraggio d’animazione “War Is Over! Inspired by the Music of John & Yoko” di Dave Mullins e Brad Booker.
La colonna sonora scelta alla 96^ edizione degli Academy Awards è quella di Ludwig Goransson per “Oppenheimer” mentre per il film “Barbie” arriva solo il riconoscimento come miglior canzone con “What Was I Made For?” di Billie Eilish e Finneas O’Connell. Sul palco, però, Ryan Gosling, che ha interpretato Ken nel film diretto da Greta Gerwig, ha incantato con la sua performance di “I’m Just Ken”, in completo rosa e accompagnato da decine di ballerini.
A sorpresa sul palco degli Oscar anche Andrea Bocelli che è tornato a esibirsi alla cerimonia del prestigioso premio dopo 25 anni (nel 1999 l’apparizione con Celine Dion) nella sezione “In Memoriam” insieme al figlio Matteo. Il duetto è stato un successo e ha entusiasmato la platea di Hollywood con l’anteprima della nuova versione di “Con te partirò / Time to say Goodbay”. Nella sezione “In Memoriam”, che ricorda coloro che sono scomparsi nell’ultimo anno, anche l’immagine del dissidente russo Alexei Navalny in un breve video del documentario del 2022 di Daniel Roher.
Sul palco degli Oscar anche il dramma della guerra in Ucraina. A vincere il premio come miglior documentario è stato, infatti, “20 giorni a Mariupol” di Mstyslav Chernov, Michelle Mizner e Raney Aronson-Rath. Chernov, accettando il premio, ha spiegato che si tratta del “primo Oscar nella storia dell’Ucraina” e che in realtà non avrebbe mai voluto girare il documentario: “Vorrei scambiare questa statuetta in cambio del fatto che la Russia non avesse mia attaccato il nostro territorio”, ha affermato. “Non posso cambiare la storia – ha aggiunto – ma tutti insieme possiamo fare in modo che la verità prevalga”. Nella serata presentata da Jimmy Kimmel non sono mancati altri riferimenti alla politica e all’attualità. A Los Angeles, fuori dal teatro, una protesta contro la guerra in Medio Oriente mentre per chiedere il cessate il fuoco a Gaza diverse star hanno indossato spille rosse.
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Abruzzo, Marsilio si conferma presidente “Scritta pagina di storia”
PESCARA (ITALPRESS) – Marco Marsilio si riconferma presidente della Regione Abruzzo. Il candidato del centrodestra ha la meglio su Luciano D’Amico del campo largo, con un vantaggio che secondo le proiezioni è di circa 8 punti percentuali, e cresce a 10 considerando le liste.
Secondo la sesta e ultima proiezione sulle Regionali in Abruzzo da parte di Noto Sondaggi per Rete8 (copertura 60%), Marsilio è al 53,9%, D’Amico al 46,1%.
Sempre secondo la sesta proiezione, questi i risultati delle liste: Fratelli d’Italia 24,5%, Forza Italia 12,9%, Lega 8,1%, Marsilio Presidente 5,7%, Noi Moderati 2,3%, Udc-Dc 1,5% (totale coalizione Marsilio 55%); Partito Democratico 19,1%, Abruzzo Insieme 8,6%, Movimento 5 Stelle 6,8%, Azione-D’Amico 3,5%, Alleanza Verdi-Sinistra 4%, D’Amico Presidente – Riformisti Civici 3% (totale coalizione D’Amico 45%).
Quando sono state scrutinate 447 sezioni su 1.634, Marsilio è al 53,78%, D’Amico al 46,22%.
“Venerdì avevo detto due cose: che l’unica sarda che questa sera avrebbe festeggiato sarebbe stata mia moglie e che massimo alle due andavamo tutte a dormire”, ha detto Marsilio, aprendo il suo breve discorso dal suo comitato elettorale a Pescara, dove è stato accolto dai cori “Un presidente, c’è solo un presidente” dei suoi sostenitori.
“Qualcuno ci ha sottovalutato e a mezzanotte ancora raccontava di un testa a testa che non è mai esistito, se non nei sogni di chi ha provato a raccontare un altro Abruzzo, non quello che hanno scelto gli elettori – ha aggiunto -. Il popolo abruzzese ha scelto di conferirmi l’onore di guidare la Regione per altri 5 anni, mai nei 30 anni precedenti una amministrazione uscente era stata confermata per il secondo mandato. E’ stata scritta una pagina di storia ed è stato abbattuto un altro muro”.
“Abbiamo chiesto altri 5 anni per continuare a crescere e completare l’opera di rilancio, ricostruzione e valorizzazione che stiamo mettendo in campo – ha detto ancora Marsilio -. Esprimo il mio più profondo ringraziamento al popolo abruzzese per questo immenso privilegio che mi concede. Questa è la missione della mia vita: restituire alla terra dei miei padri la forza, la dignità, il ruolo che merita, per dare alla sua gente tenace e laboriosa e soprattutto ai suoi figli la speranza di un futuro migliore. Il mio impegno per essere all’altezza della fiducia e delle aspettative e dell’amore che mi è stato dimostrato sarà ancora più intenso. Il popolo abruzzese vuole guardare al futuro e ha dimostrato di non avere nessuna nostalgia di un triste passato che si è gettato alle spalle già 5 anni fa. Il campo largo non è il futuro dell’Abruzzo perchè era il suo triste passato, e il campo largo non sarà il futuro dell’Italia”, ha concluso, prima di rivolgersi così, scherzosamente, ai suoi sostenitori: “Possiamo andà a ballà”.
Secondo i dati del ministero dell’Interno, si è recato alle urne il 52,2% degli aventi diritto. L’affluenza è in calo rispetto al 53,11% del 2019. Hanno votato in totale 630.686 elettori.
Questa la percentuale di affluenza al voto provincia per provincia (tra parentesi le percentuali relative alle precedenti elezioni regionali): Chieti 48,46% (50,19%); L’Aquila 55,40%(54,71%); Pescara 53,33% (54,77%); Teramo 53,04% (53,85%).
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Abruzzo, prima proiezione: Marsilio in testa con il 54,5%, D’Amico al 45,5%
PESCARA (ITALPRESS) – Marco Marsilio (presidente uscente e candidato del centrodestra) al 54,5%, Luciano D’Amico (centrosinistra + M5S) al 45,5%. Questa la prima proiezione sulle Regionali in Abruzzo da parte di Noto Sondaggi per Rete8 (copertura 5%).
In base al secondo Exit poll (campione 100%) del sondaggista Antonio Noto, in esclusiva per Rete8, alle elezioni regionali in Abruzzo, Marsilio è in vantaggio con una forbice tra il 50,5 e il 54,5% mentre lo sfidante Luciano D’Amico, appoggiato dal centrosinistra, è tra il 45,5 e il 49,5%.
Esultanza dei presenti al comitato di Marco Marsilio, a Pescara, per la proiezione dei secondi exit poll che vedono il presidente uscente dell’Abruzzo avanti di 5 punti rispetto allo sfidante D’Amico. Resta però la prudenza in attesa dei primi dati reali. “Commentare gli exit poll è sempre difficile, dobbiamo avere ottimismo ma un cauto ottimismo. Mi sembra che Marsilio rispetto a 5 anni fa abbia migliorato la sua performance, se questi dati saranno confermati”, afferma Carlo Masci, sindaco di Pescara.
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Regionali Abruzzo, scontro Marsilio-D’Amico. Alle 19 affluenza in crescita
ROMA (ITALPRESS) – Urne aperte in Abruzzo, dove dalle 7 di questa mattina si vota per l’elezione del presidente e del Consiglio regionale. I seggi si chiuderanno questa sera alle 23, quando inizieranno le operazioni di spoglio. Sono 1.208.276 le persone chiamate al voto, di cui 592.041 uomini e 616.235 donne. I comuni coinvolti sono 305. A fronteggiarsi il governatore uscente Marco Marsilio per il centrodestra e Luciano D’Amico, che è riuscito a far coalizzare tutto il centrosinistra attorno alla sua candidatura. Aumenta l’affluenza alle urne per le Regionali in Abruzzo rispetto alle precedenti consultazioni del 2019. Alle precedenti consultazioni alle ore 19 era del 43,03%, oggi è del 43,93%.
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Exit poll, in Abruzzo testa a testa Marsilio-D’Amico
ROMA (ITALPRESS) – Il governatore del centrodestra della Regione Abruzzo Marco Marsilio è avanti di poco sullo sfidante secondo i dati del primo Exit Poll elaborato da Noto Sondaggi per Rete8. Marsilio è tra il 48,7% e il 52,7%, mentre Luciano D’Amico, sostenuto dal centrosinistra, è tra il 47,3 e il 51,3%. I seggi, aperti questa mattina alle 7, si sono chiusi alle 23.
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La Fiorentina spreca e la Roma pareggia 2-2 al 95′
FIRENZE (ITALPRESS) – La Roma acciuffa un pareggio a tempo scaduto, beffando la Fiorentina che sognava il colpaccio. Ci pensa Llorente a segnare il gol del 2-2 quando ormai la partita sembrava incanalata verso il successo gigliato. Per Milenkovic e compagni l’amarezza è enorme anche e soprattutto alla luce del rigore fallito da Biraghi (il quarto errore della viola in questo campionato dagli 11 metri) a dieci dalla fine sul momentaneo 2-1. Per entrambe le squadre comunque un ridimensionamento delle proprie ambizioni stagionali. Di Ranieri, Aouar e Mandragora le altre reti del match.
Il primo tempo è un quasi monologo viola con gli ospiti che partono meglio con un modulo strano per De Rossi, ovvero difesa a tre ed El Shaarawy in posizione di esterno sinistro difensivo, ma poi sono i padroni di casa a dominare la scena. I gigliati trovano il vantaggio al 13′ con Ranieri bravo a sbucare alle spalle della difesa della Roma su calcio d’angolo battuto da Maxime Lopez e sponda di testa di Nico Gonzalez. Il difetto della squadra di Vincenzo Italiano è non chiudere la gara visto che non sfrutta sei angoli ed almeno quattro nitide palle gol con Mandragora, Sottil, Milenkovic e Belotti, con su quest’ultima decisiva la parata di Svilar. Da segnalare anche il cambio che è costretto ad operare già al 32′ con l’uscita di Mancini, già ammonito, che rischia dove volte l’espulsione e che viene invece sostituito da Hujisen.
Tutta un’altra formazione quella ospite nella ripresa che viene risistemata dal proprio tecnico e che usufruisce anche dell’uscita dal campo di Nico Gonzalez nei viola. La Roma prende fiducia e campo e capitalizza al 58′ con Aouar con spunto di Dybala e cross di Angelino che deviato diventa prezioso per il compagno di squadra algerino. Nel momento di maggiore difficoltà la Fiorentina rialza la testa e torna davanti al al 68′ con Mandragora che raccoglie una palla vagante in area. De Rossi decide a questo punto di inserire forze fresche con ingressi di Baldanzi e Zalewski per Dybala ed El Shaarawy. I gigliati potrebbero chiudere la gara a 10′ dalla fine ma Biraghi si fa ipnotizzare dal dischetto da Svilar proseguendo la striscia negativa della formazione viola dagli undici metri giunta a cinque errori. E’ un errore fatale che la Fiorentina paga in maniera atroce con la rete di Llorente (bel colpo al volo su sponda di Ndicka) ben oltre il 90′.
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