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Sarri “Dispiace per la Champions, sento la fiducia del club”

ROMA (ITALPRESS) – “Dispiace per l’eliminazione e per i tanti laziali che erano a Monaco, ma alla fine abbiamo perso contro una squadra forte che si porta dietro un miliardo l’anno di fatturato, ci poteva stare, restano due rimpianti, gli ultimi 10 minuti della gara d’andata che ci potevano dare una vittoria più larga e poi, sullo 0-0 del match di ritorno, la palla-gol che abbiamo avuto noi (il colpo di testa in tuffo di Immobile, ndr)”. Così il tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, ai microfoni del sito del club biancoceleste, dopo l’eliminaziuone agli ottavi di Champions contro il Bayern Monaco (vittoria per 1-0 all’Olimpico, sconfitta per 3-0 in Germania). “Resta un pò di rammarico, ma alla fine è stato un percorso positivo, abbiamo fatto più vittorie che sconfitte in Champions, è stato un bel viaggio, ma ora bisogna concentrarsi su altre cose”. Come le semifinali di Coppa Italia contro la Juventus e il rush finale della Serie A, con l’obiettivo di tornare in Europa. “Ora bisogna pensare al campionato, c’è da risalire la classifica, perchè finora abbiamo fatto meno di quello che possiamo, dobbiamo trovare tutti le motivazioni per cercare di risalire”, sottolinea Sarri che chiede subito il massimo a partire dal posticipo casalingo di lunedì contro l’Udinese. “Una partita talmente importante da essere difficile, noi vogliamo fare risultato, loro sono in lotta per la salvezza, sarà una gara dura contro una squadra fisica, però vorrei vedere nella squadra le motivazioni per risalire”, ha spiegato Sarri. Il tecnico in settimana ha ricevuto il pieno sostegno della società che, in un comunicato stampa, ha smentito le indiscrezioni in merito a un possibile divorzio anticipato, assicurando che la volontà è quella di andare avanti insieme. “La fiducia della società la sento quotidianamente, poi se è esposta pubblicamente mi fa piacere, ma non è che mi mancasse nulla da questo punto di vista”. Sarri ha anche replicato alle dichiarazioni di Luciano Moggi in riferimento alle dimissioni di Tare. “Devo rispondere a un radiato e sono in difficoltà perchè sento di mancare di rispetto a tutti i non radiati, la verità è che l’ultimo scudetto alla Juventus è stato sotto la mia gestione, mentre in una storia ultracentenaria l’unica retrocessione che ha fatto la Juventus è stata sotto la sua gestione e con una penalizzazione di 17 punti in Serie B. Ho anche la sensazione di sapere quello che c’è dietro le sue dichiarazioni, ma i fatti sono questi”, ha dichiarato Sarri.
– foto Ipa Agency –
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D’Amico “Vogliamo Abruzzo inclusivo, campo largo da esportare”

ROMA (ITALPRESS) – Un Abruzzo “inclusivo, solidale, e che non abbia paura di guardare al futuro. In 5 anni di governo della Regione Abruzzo vogliamo ampliare gli spazi di libertà, offrendo un servizio sanitario adeguato, il diritto allo studio ai giovani abruzzesi: questo è il nostro obiettivo”. Lo ha detto il candidato del campo largo alla presidenza della Regione Abruzzo, Luciano D’Amico, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress.
Il campo largo in Abruzzo “si è creato grazie alla convergenza di tutte le forze politiche regionali sui problemi dell’Abruzzo e su una proposta da rivolgere agli abruzzesi: dopo aver condiviso queste linee programmatiche sono entrato in campo anch’io. Mi è stato chiesto di candidarmi, ne sono stato onorato e ho accettato. Il vero miracolo lo hanno fatto le forze politiche riformiste e progressiste che hanno trovato un accordo su programmi e, dopo, hanno cercato le candidature e ottenuto anche il consenso pieno dei politici nazionali. Auspico che questo metodo possa essere esportato in altri luoghi e in altri contesti, perchè dimostra che è possibile offrire un’alternativa al governo delle destre”.
A chi dice che l’Abruzzo è il fortino di Meloni, preferisce pensare che l’Abruzzo “sia il fortino della Brigata Maiella, di una regione che è riuscita a combattere una battaglia di libertà, in nome dei principi dell’antifascismo” che “sono quelli che devono ispirare l’azione politica”. Tra i primi temi da affrontare ci sono sicuramente la sanità e i trasporti. “Sulla sanità siamo terzultimi in Italia e lo siamo perchè abbiamo delle liste d’attesa con dei tempi inimmaginabili e abbiamo una mobilità passiva che è tornata a crescere rispetto ai dati dell’inizio della consiliatura. Abbiamo i Pronto Soccorso intasati, abbiamo una rete ospedaliera che attende di essere riordinata: sono dati che descrivono una situazione non accettabile”. Per questo “vogliamo cambiarla radicalmente, innovando con uno fortissimo sostegno una medicina territoriale che faccia da primo filtro, che riduca ricoveri e prestazioni improprie e che stia vicino ai cittadini, soprattutto quando bisogna curare le cronicità. Vogliamo anche riordinare la rete ospedaliera: questa consiliatura che in chiusura è la prima che ha visto la Regione Abruzzo fuori dal commissariamento per la sanità. La critica che rivolgiamo al governo uscente è tutta qui: avendo riacquisito la libertà di gestione politica della sanità, i risultati non solo non sono migliorati ma sono stati disastrosi”. Sui trasporti “l’ultimo intervento significativo è stato quello dell’apertura della A24-A25, quindi parliamo di circa 50-60 anni fa: da allora non abbiamo avuto più adeguamenti infrastrutturali di rilievo” ma “ne abbiamo un grande bisogno” per “mettere in sicurezza sismica” l’autostrada e per “realizzare la terza corsia della A14 che ormai è un’autostrada eccessivamente e soffocata dal traffico – spiega D’Amico -. Abbiamo bisogno di pensare i collegamenti ferroviari da Pescara a Roma, ma anche la ferrovia adriatica. Abbiamo poi da realizzare tutte le opere infrastrutturali che definirei forse meno strategiche, ma molto importanti” che riguardano “la rete viaria che corre all’interno della regione e che consente di connettere dei nuclei industriali di straordinaria rilevanza: dobbiamo fare in modo che la regione offra delle infrastrutture in grado di minimizzare e ottimizzare i costi della logistica”.
Negli ultimi mesi, ricorda, “immediatamente a ridosso della campagna elettorale, abbiamo avuto un addensarsi di visite di ministri, sottosegretari, presidenti del Consiglio, ognuno dei quali portava in dote una promessa di alcune decine o centinaia di milioni e così sono fioriti nuovi ospedali, nuove strade, ferrovie da Pescara a Roma, investimenti straordinari e strategici: non credo che sia opportuno per l’Abruzzo avere questo tipo di politica che porta a non realizzare nulla con un minimo di programmazione e sfruttare queste ipotesi solo a fini elettorali. Vogliamo proporre un programma di governo diverso, che dal primo giorno inizi a realizzare tutte quelle operazioni che sono utili per rilanciare la Regione, lo sviluppo economico e la crescita sociale. Abbiamo bisogno di continuità e di filiera con il governo centrale”.
Altra ferita aperta per l’Abruzzo è il sisma. “Per noi la ricostruzione non è solo una ricostruzione fisica, che pure è in corso grazie ai finanziamenti dei governi di centrosinistra e grazie all’attività dei governi e degli esponenti regionali e comunali del centrosinistra. Per noi la ricostruzione è anche la ricostruzione del tessuto economico e sociale”.
In questo, “il fondo complementare è una straordinaria innovazione nei processi di ricostruzione, perchè noi vogliamo che L’Aquila torni più bella di prima, non solo architettonicamente ma anche per le realtà produttive che in quella città vengono realizzate: università, polo farmaceutico e polo industriale”, dice D’Amico. I giovani sono al centro del programma elettorale. “Purtroppo emigrano perchè non trovano posti di lavoro che non siano precari, poveri e soprattutto che siano adeguati al loro livello di competenze e di preparazione. Io credo che questo accada perchè il nostro sistema economico negli ultimi anni ha smesso di innovare: la nostra ricetta è puntare sull’innovazione, accompagnare le imprese nei processi di innovazione, innovare la pubblica amministrazione, rilanciare lo sviluppo economico e creare posti di lavoro. Naturalmente a questa azione se ne affiancano tante altre immaginate per i giovani, progetti di formazione e di specializzazione anche all’estero, a condizione che poi i giovani tornino in Abruzzo e riversino in Abruzzo quelle conoscenze e quelle competenze che avranno acquisito”. Poi “progetti di sostegno all’imprenditoria giovanile, di sostegno delle startup in Abruzzo: l’unica risorsa che abbiamo è quella delle intelligenze delle abruzzesi e degli abruzzesi, su quello vogliamo puntare moltissimo, favorendone l’autoimprenditorialità, la specializzazione, l’inserimento in un sistema economico che deve tornare ad essere competitivo”, conclude il candidato del campo largo.

– Foto Italpress –

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Marsilio “Abruzzo non è più marginale, proseguiamo nel cambiamento”

ROMA (ITALPRESS) – “C’è un grande clima di fiducia, di affetto molto cresciuto rispetto a 5 anni fa”, gli abruzzesi “mi hanno conosciuto e apprezzato, c’è un sentimento molto buono, sento un ritorno di affetto, di sostegno e di fiducia che mi incoraggia e mi fa prevedere un buon risultato elettorale”. Lo ha detto il presidente uscente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, candidato alla riconferma per la coalizione di centrodestra, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress.
“L’Abruzzo ha ripreso il coraggio e l’orgoglio della sua identità, qui c’è un forte investimento politico da parte del centrodestra, Giorgia Meloni si è fatta eleggere qui e non è casuale. Era l’obiettivo che mi ero dato: far tornare l’Abruzzo importante, non una regione dimenticata e marginale nella quale non veniva mai nessuno e della quale nessuno se ne importava. Se oggi siamo al centro e ci ascoltano tutti e anche grazie al lavoro che ho fatto”, ha spiegato.
“La discontinuità di cui ha bisogno l’Abruzzo è quella che abbiamo garantito 5 anni fa e che dobbiamo continuare a garantire, perchè il vecchio gruppo di potere che teneva l’Abruzzo nelle condizioni che ho descritto è tutto in prima fila dietro il volto sorridente e garbato di Luciano D’Amico. Dobbiamo andare avanti con il cambiamento, nel segno della continuità e della collaborazione forte che c’è con il governo nazionale”, ha sottolineato Marsilio.
Cinque anni fa, ha ricordato il governatore uscente, “avevamo un tessuto industriale e produttivo molto in crisi, oggi l’Abruzzo sta crescendo. Bisogna fare ancora molto, però la strada giusta è questa e dobbiamo insistere con le politiche che abbiamo messo in campo: la Zes, la carta degli aiuti, le politiche ‘Resto al sud’ e soprattutto lo stimolo alle attività produttive, che è dato anche da una forte collaborazione con il governo nazionale”, ha ricordato.
“Quando 5 anni fa ho vinto le elezioni, ho trovato una sanità che era al centro del dibattito quanto oggi, ma con numeri molto peggiori – ha detto Marsilio -. Partendo da una situazione già molto critica – a cui si è aggiunta la pandemia, che ha ovviamente creato uno sconquasso nella sanità pubblica e ha fatto allungare liste d’attesa – abbiamo lavorato duramente per recuperare tutto il ritardo accumulato”. Ora “i dati Agenas dimostrano che noi abbiamo fatto salire la percentuale di adempienza rispetto ai numeri e ai parametri che sono considerati minimi e sufficienti per la sanità pubblica”, ha spiegato. “E’ ancora poco, ne siamo consapevoli: ho stanziato 75 milioni, stiamo ammodernando i macchinari” e “ci sono sono progetti approvati, finanziati e pronti in gara d’appalto per almeno tre ospedali nuovi”.
I trasporti erano “l’altra la grave emergenza dell’Abruzzo: 5 anni fa ho trovato i porti insabbiati da cui facevano fatica a uscire persino pescherecci, non le navi cargo”, mentre “le ferrovie erano ferme a 100 anni fa e le autostrade erano oggetto di una contesa con i concessionari che le lasciava sostanzialmente quasi all’abbandono – ha proseguito Marsilio -. Forse è da quando si è costruito il traforo del Gran Sasso, che ha unito L’Aquila e Teramo, che non si fa più una grande opera degna di questo nome. Ho riaperto anche questo capitolo, lascio dopo 5 anni in eredità l’appalto pronto: devono soltanto firmare il contratto. Ci vogliono anni per sbloccare le grandi opere e ora noi ci siamo arrivati e questo percorso l’abbiamo fatto per i porti”, dove ci sono “tutti i cantieri già aperti”.
Sono ancora aperti anche i cantieri per la ricostruzione post-sisma. “A metà del 2019 ho trovato un ufficio della ricostruzione abruzzese che licenziava poche decine di pratiche, era tutto sostanzialmente fermo: si sono persi quasi 3 anni per colpa di chi non ha saputo investire e organizzare questo ufficio – ha spiegato il governatore -. La mia prima legge ha dato più personale a quell’ufficio, accollandomi i costi vivi. Oggi l’ufficio speciale della ricostruzione emette migliaia di pratiche ogni anno, le istruttorie per la ricostruzione sono in molti Comuni praticamente concluse e i cantieri sono aperti. Ora bisogna far maturare il tempo delle lavorazioni e dei cantieri e il mondo dell’edilizia fa fatica a stare dietro all’enormità del lavoro messo in campo, ma stiamo facendo il massimo sforzo perchè questo possa avvenire nel minor tempo possibile”.
L’Abruzzo “è una regione che ha delle potenzialità enormi, è la settima regione industrializzata d’Italia, la prima del Sud, siamo oggi la regione che produce più autoveicoli in Italia, c’è anche una importante filiera farmaceutica e l’alta moda si serve delle maestranze delle fabbriche e delle aziende abruzzesi che garantiscono una altissima qualità, per non parlare dell’agroalimentare – ha aggiunto Marsilio -. Per questo l’Abruzzo ha bisogno delle infrastrutture, per fare in modo che le sue aziende non paghino il dazio della mancanza di connettività e di logistica che stiamo realizzando proprio in questi anni”. L’obiettivo è anche essere attrattivi per i giovani. “I giovani scappavano dalle università abruzzesi quando il rettore si chiamava Luciano D’Amico: in quegli anni le università abruzzesi hanno perso un quarto degli studenti, noi abbiamo frenato questa emorragia, invertito la rotta e dall’ultimo anno si comincia anche a vedere qualche segno in più tra gli iscritti e tra i giovani che investono nella loro formazione qui in Abruzzo”, ha proseguito.
Infine, a chi lo critica perchè si divide tra Roma e la Regione, risponde che “questi sono gli argomenti che usavano 5 anni fa” quando dicevano che “sarei stato ‘paracadutatò: in realtà Giorgia Meloni era anche molto recalcitrante a farmi andare via, ero io che chiedevo di poter fare questa ‘missionè, di dedicarmi alla mia terra come mio padre non ha potuto fare. Ora divido il mio tempo” tra Roma, “dove si trova la mia famiglia” e l’Abruzzo: penso di non commettere nessun torto se la sera torno a dormire a Roma e se la mattina all’alba mi sveglio e sto in ufficio a L’Aquila o a Pescara”.

– Foto Italpress –

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Donne, Roccella “Pari opportunità quando non servirà essere speciali”

ROMA (ITALPRESS) – “Le pari opportunità saranno raggiunte quando smetteremo di sottolineare che si tratta della prima donna che ha raggiunto questo o quell’obiettivo, che ha rotto uno dei tanti soffitti di cristallo, e potremo celebrare non il riconoscimento dei meriti eccezionali, ma di quelli più comuni. Insomma, quando non ci sarà bisogno di essere speciali, straordinariamente talentuose e particolarmente motivate, ma basterà avere meriti sufficienti”. Così la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità, Eugenia Roccella, nel corso delle celebrazioni per la Giornata Internazionale della Donna al Quirinale. “Come ha scritto la pittrice americana Grace Hartigan: la parità sarà raggiunta quando basterà essere brave, e non eccezionali, per essere apprezzate e considerate”, conclude.
“Le donne hanno sempre contato, ci sono sempre state nella storia dell’umanità, l’hanno costruita da protagoniste. Le donne hanno speso le proprie energie e le proprie vite: hanno allevato bambini, curato fragili e malati, reso abitabile lo spazio che non lo era, tutti i giorni, con intelligente pazienza. Ma dietro la ripetitività dei gesti del lavoro domestico e di cura c’è una forza utopica inesplorata che ha mandato avanti e conservato il mondo – ha sottolineato Roccella -. In questa attività le donne hanno riversato una tensione interiore verso una perfettibilità precaria, instabile, destinata a rompersi subito per essere continuamente ricreata”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Bellantone “L’Iss è il tempio della salute pubblica italiana”

ROMA (ITALPRESS) – “L’Iss è il tempio della salute pubblica italiana. Nell’Istituto c’è una ricerca che si occupa di tutte le malattie umane, soprattutto di quelle più rare e complesse”. Così Rocco Bellantone, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità. Intervistato da Rosanna Lambertucci per la rubrica “La salute vien mangiando” dell’agenzia Italpress, il presidente spiega che le attività dell’Iss vanno “dalle gravi malattie neurodegenerative che colpiscono il nostro sistema centrale, alle malattie cardiache, quelle polmonari, le materie infettive, fino alle problematiche che oggi ci fanno temere per i prossimi anni in questa lotta contro le infezioni, la più urgente è l’antibioticoresistenza. Negli anni – prosegue – abbiamo usato troppo e male gli antibiotici e oggi siamo a confrontarci con dei germi che spesso diventano resistenti a tutti gli antibiotici che abbiamo. L’Iss è anche il posto in cui ci si occupa di autismo, di demenze e malattie rare. E’ il posto dove c’è gran parte del sistema regolatorio italiano, infatti, tutte le leggi che governano la sanità passano da consulenze e ispezioni dell’Istituto. Ci si occupa anche di salute ambientale: viene analizzato tutto ciò che respiriamo, l’acqua che beviamo; ma ci occupiamo anche di salute animale con tutti i riflessi che comporta sulla nostra alimentazione”, osserva.
Parlando della fuga dei medici, Bellantone evidenzia come sia “una problematica urgente figlia di tanti anni di gravissimi errori sulla programmazione sanitaria, c’è stato un periodo in cui ci si è scagliati su una sanità che si riteneva troppo dispendiosa, questo ha provocato tagli sconsiderati – evidenzia -; ma si è anche aggiunta una cattiva programmazione degli studi universitari, fino a dei tagli stipendiali su tutto quello che era il comparto della sanità che hanno fatto sì che oggi ci troviamo con pochi specialisti, pochi infermieri e operatori sanitari. Io ritengo che questa situazione sia sanabile ma non a breve perchè per formare un medico specialista, nella migliore delle ipotesi, ci vorranno 10-12 anni. Dobbiamo assolutamente intervenire almeno migliorando la situazione economica di medici e operatori, soprattutto in quei settori dove c’è poca attrattivita”.
“Il nostro è un Paese che ha l’età media più alta nel mondo – prosegue -, questo però comporta un aumento delle malattie croniche e delle problematiche relative all’assistenza. In Italia l’assistenza domiciliare, fondamentale per queste persone, è totalmente deficitaria, in alcune Regioni del tutto assente. L’Istituto non perde occasione per sottolineare i grandi vantaggi che si avrebbero nell’investire di più nell’assistenza domiciliare, noi continuiamo a criticare le liste d’attesa, la problematica di affollamento di pronto soccorso e ospedale, senza renderci conto che se avessimo una rete di assistenza domiciliare e se riuscissimo a valorizzare meglio i medici del territorio, potremmo sicuramente migliorare l’efficienza dei nostri ospedali”, conclude.

– foto Italpress –
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Donne, Mattarella “Pregiudizi e stereotipi riaffiorano ancora”

ROMA (ITALPRESS) – “Pregiudizi e stereotipi sulle donne tuttora riaffiorano anche nelle società che si ritengono più avanzate”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso delle celebrazioni per la Giornata Internazionale della Donna.
“Sono ancora frequenti, inaccettabili molestie, pressioni illecite nel mondo del lavoro, discriminazioni, così come da anni viene denunciato. Senza perdere memoria delle violenze”, ha proseguito il presidente.
“Come non ricordare le vittime nei tanti femminicidi, anche in giorni recenti? Come non ricordare, per tutte, Gulia Cecchettin, la cui tragedia ha coinvolto nell’orrore e nel dolore l’intera Italia? Si è detto tante volte – anche in quei giorni – che occorre una profonda azione culturale per far acquisire a tutti l’autentico senso del rapporto tra donna e uomo: l’arte è un veicolo efficace e trainante di formazione e di trasmissione di valori della vita. Per questo, oggi, rendiamo omaggio ed esprimiamo riconoscenza al protagonismo artistico delle donne”, ha detto ancora Mattarella.
“Abbiamo ripercorso insieme – grazie ai filmati di Rai Cultura – le antiche vicende di Lavinia Fontana e di Artemisia Gentileschi, abbiamo ascoltato le parole – più recenti – di Virginia Woolf e di Carla Accardi: quanto abbiamo visto e ascoltato conferma che le donne – nell’arte come in tanti altri campi – per esprimersi e realizzarsi abbiano dovuto affrontare un supplemento di fatica, un di più di impegno, quasi un onere occulto e inspiegabile sulla loro attività – ha sottolineato il capo dello Stato -. Come se a loro fossero richiesti obblighi ulteriori e dovessero superare continuamente esami e giudizi più rigorosi. Che dovessero sempre dimostrare il valore e la capacità espressiva alla base della loro arte”.
“E’ questo un fenomeno purtroppo ben noto, ampiamente studiato, che affonda le radici in pregiudizi e stereotipi sulle donne che tuttora riaffiorano anche nelle società che si ritengono più avanzate”, ha osservato.

– Foto ufficio stampa Quirinale –

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8 Marzo, Meloni “Riflettere su obiettivi ancora da perseguire”

ROMA (ITALPRESS) – “La festa della donna non è solo un giorno di celebrazione, ma un’occasione per riflettere sulle conquiste raggiunte e sugli obiettivi ancora da perseguire. Grazie al supporto di politiche concrete messe in atto dal nostro Governo, abbiamo promosso l’occupazione femminile, i cui risultati – certificati dai dati Istat – ci rendono particolarmente fieri.
Tuttavia, non possiamo fermarci qui. Siamo consapevoli che ci sono ancora sfide da affrontare e continueremo a lavorare con determinazione per garantire alle donne un futuro migliore in cui possano realizzare pienamente il loro potenziale, senza dover scegliere tra vita e lavoro. Un grazie a tutte le donne per come dimostrano, ogni giorno, il loro impegno, la loro determinazione e la loro infinita capacità di fare la differenza nella società”. Lo scrive la premier Giorgia Meloni sul suo profilo Facebook. (ITALPRESS).

Foto: Agenzia Fotogramma

Sport e autismo, l’inclusione viaggia verso Parigi2024

ROMA (ITALPRESS) – Un convegno scientifico e una cena di gala al Salone d’Onore del Coni, con la presentazione di mostre, dibattiti ed esibizioni di scherma, per promuovere un’ampia riflessione sul rapporto tra sport e autismo. Grazie al coinvolgimento di diverse istituzioni, associazioni e fondazioni, il 2 aprile prossimo, in occasione della Giornata Mondiale per la consapevolezza sull’autismo (che viene oggi diagnosticato a 1 bambino su 77 in Italia), Aira – Associazione Nazionale Ricerca Autismo – in collaborazione con la Neuropsichiatria Infantile dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, con la Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, e il patrocinio del Comune di Roma, della Città Metropolitana e della Regione Lazio e anche grazie al supporto di Progetto Aita Onlus, di Anffas e di Angsa Lazio, organizzerà una giornata-evento per affrontare il tema sotto l’aspetto istituzionale, scientifico e sportivo, grazie al forte sostegno istituzionale del Coni, lanciando una raccolta fondi per a favore del progetto “Lo sport e l’inclusione volano a Parigi2024”. L’obiettivo è regalare un’opportunità unica a diversi ragazzi e ragazze con disturbo dello spettro autistico. Il mattinata si terrà un convegno scientifico: sono in programma diversi incontri e momenti di confronto con la partecipazione degli stakeholders più autorevoli a riguardo, istituzioni e il mondo dell’associazionismo e delle famiglie. Poi, la cena di gala: attraverso la collaborazione con diverse realtà del territorio, si ripercorreranno le tappe, lo sviluppo scientifico e l’avanzamento sul tema, promuovendo i tanti progetti sviluppati e vivendo le emozioni dello sport inclusivo in un contesto magico. La cena sarà anche un momento utile per portare avanti un racconto scientifico e divulgativo della tematica dell’autismo, sottolineando quanto sia stretto e necessario il legame con l’attività sportiva, ma sarà anche l’occasione per presentare alcuni progetti di sostegno inclusivo. Prenderanno la parola alcuni esperti e nel corso della serata si esibiranno, in un match di scherma, autistici e neurotipici suddivisi in due squadre, con la partecipazione straordinaria di alcuni campioni dello sport olimpico azzurro: fondamentale il coinvolgimento dell’Accademia Scherma Lia di Roma, con i suoi atleti e la sua grande storia sull’inclusione. Durante la serata, condotta dall’ex campione di scherma Stefano Pantano e dalla giornalista Chiara Icardi, verrà anche presentata una mostra di 23 opere realizzate da ragazzi dai 15 ai 21 anni seguiti dall’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile del Policlinico Tor Vergata di Roma, all’interno del programma “Aut in Art”, cofinanziato da Progetto Aita Onlus. Verrà poi lanciato anche il crowdfunding per il progetto “Lo sport e l’inclusione volano a Parigi2024”, che nasce sulla scorta dell’esperienza di successo dell’agosto 2016 in occasione dei Giochi di Rio De Janeiro, quando 8 ragazzi con autismo raggiunsero il Brasile grazie alla collaborazione tra Fondazione Bambino Gesù e Accademia Scherma Lia di Roma. Con l’aiuto di Coni e Casa Italia, provarono l’esperienza unica e speciale di vivere il sogno olimpico a stretto contatto con atleti e delegazioni.
Per tutti loro il “Progetto Rio” è stato fortemente formativo, in quanto tutti i giorni, grazie all’esperienza di vita fatta sul campo, la loro autonomia è stata costantemente stimolata.
In questa occasione, con una formula leggermente diversa e durante le prossime Olimpiadi di Parigi2024, verrà promossa un’altra esperienza unica. Diversi ragazzi e ragazze, provenienti da varie discipline sportive, con un genitore e lo staff tecnico a supporto, partiranno alla volta di Parigi per una due giorni olimpica, di inclusione e gioco di squadra. In questa occasione si è scelto di vivere l’avventura in presenza delle famiglie dei ragazzi per rinsaldare quel rapporto indispensabile quotidiano ma in sedi diverse. L’avventura a cinque cerchi prevederà la visione degli eventi con l’ingresso alle gare, il viaggio e soggiorno in hotel e la possibilità di vivere Casa Italia grazie al sostegno del Coni.
– Foto Ufficio Stampa progetto “Lo sport e l’inclusione volano a Parigi2024” –
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