MONACO DI BAVIERA (GERMANIA) (ITALPRESS) – La Lazio, chiamata all’appuntamento con la storia, marca visita fallendo il match più importante della stagione, almeno fino ad ora. La squadra di Sarri cade sotto i colpi del Bayern Monaco che vince con un secco 3-0 ed estromette i biancocelesti dalla Champions lasciando la squadra di Sarri, vincente all’andata per 1-0, a chiedersi se, con un altro atteggiamento, avrebbe potuto scrivere una pagina destinata a rimanere negli annali. La partita è quella che tutti si attendono: i padroni di casa ad attaccare, i biancocelesti a cercare di ripartire. E’ la squadra di Sarri che ha l’occasione più ghiotta con Immobile che impatta di testa al limite dell’area piccola, non trovando incredibilmente la porta. La legge più vecchia del gioco dal calcio, quel gol sbagliato gol subìto tanto famoso, si materializza anche all’Allianz Stadium: la firma è quella di Kane, con la complicità di Provedel, e il Bayern pareggia i conti dell’andata. Subito dopo Musiala avrebbe la chance per raddoppiare, sbagliando, ma nel primo e unico minuto di recupero concesso dall’arbitro, su calcio d’angolo, ecco il tiro di De Ligt che si trasforma nell’assist perfetto per l’altro colpo di testa vincente, stavolta di Muller, che vale il 2-0. La ripresa segue lo stesso copione, la Lazio non c’è, Guerreiro sfiora il tris che avrebbe chiuso definitivamente il match. E’ solo questione di tempo perchè è ancora Kane, dopo la respinta di Provedel su conclusione di Sanè, a gonfiare la rete per il 3-0 che manda in archivio la partita prima ancora che Muller colpisca il palo. Finisce così l’esperienza nella massima rassegna continentale per la squadra di Sarri; serviva l’impresa, che dopo il successo dell’andata non sembrava impossibile, ma arriva l’ennesima batosta di una stagione che rischia, adesso, di essere più che deludente.
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Bayern-Lazio 3-0, biancocelesti fuori dalla Champions
Subito tre medaglie azzurre agli Europei paralimpici
PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Spettacolo azzurro nella giornata d’esordio dei Campionati Europei di scherma paralimpica Parigi 2024: Rossana Pasquino è medaglia d’oro nella spada femminile categoria B, mettendo in bacheca il suo primo titolo continentale dopo una gara bellissima, e l’Italia festeggia anche due bronzi firmati da Edoardo Giordan e Matteo Dei Rossi nella sciabola maschile A. Un tris di medaglie per iniziare nel migliore dei modi la kermesse nella città che tra sei mesi ospiterà i Giochi Paralimpici. Rossana Pasquino è campionessa d’Europa tra le spadiste B. “Adottata” dal pubblico di casa, trascinata dal tifo di tantissimi bimbi francesi che, dagli spalti, scandivano in coro il suo nome, “Rossanà-Rossanà”, Pasquino, esentata dalla fase a gironi per diritto di ranking, negli ottavi di finale ha battuto la polacca Pacek per 15-8 e, nei quarti, ha conquistato la certezza del podio superando 7-4 l’atleta neutrale Makrytskaya. Ancora una spadista bielorussa sotto la sigla “Npa”, Kastsiuchkova, è stata l’avversaria in semifinale di ‘Ross’, che è riuscita a spuntarla con il risultato di 15-14 volando così all’ultimo atto contro la turca Van Achterberg. Una finale combattutissima, in cui Pasquino si è imposta per 8-6, diventando campionessa europea e facendo suonare l’Inno di Mameli nella prima giornata dei campionati continentali di Parigi. “Ci tenevo tanto a vincere, ho dato tutta me stessa, anche per lanciare un messaggio di bellezza. La bellezza che la scherma trasmette. Uno sport che a me ha dato tanto e di cui sono fiera di far parte”, ha detto la campana delle Fiamme Oro a fine gara. Nella stessa competizione, 10^ Alessia Biagini e 13^ Julia Anna Markowska. Doppio bronzo per gli sciabolatori azzurri Edoardo Giordan e Matteo Dei Rossi nella categoria A. Edo, ammesso di diritto al tabellone degli ottavi di finale, ha prima eliminato il tedesco Haupt (15-7) e poi ha regolato 15-12, in un match perfetto, l’ungherese Osvath entrando in “zona medaglia”. Rimpianti per Giordan per la semifinale persa 15-11 con l’ucraino Demchuk, che è valso comunque al romano delle Fiamme Oro un importante terzo gradino del podio. Accanto a lui Matteo Dei Rossi che, dopo cinque vittorie e una sola sconfitta nella fase a gironi, ha battuto il greco Ntounis 15-12 e il tedesco Schmidt per 15-6, approdando così sul podio. Nel penultimo atto l’azzurro della Scherma Treviso si è arreso al britannico Gilliver (15-7), nel match che ha certificato il suo bronzo. “E’ la mia prima medaglia individuale agli Europei, una grande emozione”, le prime parole di Dei Rossi. Felice anche Giordan: “La soddisfazione per il terzo posto, che mi consolida sul podio, prevale sicuramente sul rammarico per il mancato approdo in finale”. Nelle altre due gare di giornata, sesto posto di Gianmarco Paolucci nella sciabola maschile categoria B, con medaglia sfumata nel match contro l’ucraino Datsko dopo che, nel derby azzurro degli ottavi, aveva superato Andrea Jacquier, 13° al suo primo Europeo, mentre ha chiuso 13^ Sofia Brunati nella spada femminile A. Domani, nella seconda giornata degli Europei Paralimpici di Parigi 2024, spazio alle prime prove a squadre: in pedana l’Italia della sciabola maschile, con Giordan, Dei Rossi e Paolucci, e della spada femminile in cui il quartetto azzurro sarà composto da Brunati, Pasquino, Markowska e Biagini.
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Dossieraggio, Meloni “Fatti gravissimi, metodi da regime”
ROMA (ITALPRESS) – “Penso che sia francamente gravissimo che in Italia ci siano funzionari dello Stato che hanno passato il loro tempo a violare la legge, facendo delle verifiche su cittadini comuni e non, a loro piacimento, per poi passare queste informazioni alla stampa, in particolare ad alcuni esponenti della stampa. Utilizzare così le banche dati pubbliche non c’entra niente con la libertà di stampa”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, da Teramo per un evento elettorale a sostegno del candidato del centrodestra alle elezioni regionali in Abruzzo, Marco Marsilio.
Meloni ha ha affrontato l’argomento anche nel corso di un comizio a Pescara: “Ci sono funzionari dello Stato italiano che fanno dossieraggio ad personam per passare le notizie ad alcuni giornali. Vogliamo sapere chi sono i mandanti perchè questi sono metodi da regime”.
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Medio Oriente, Schlein “Comunità internazionale fermi Netanyahu”
ROMA (ITALPRESS) – Aspides “è una missione unitaria europea basata su una risoluzione delle Nazioni Unite ed è una missione difensiva che vuole tutelare la libertà di navigazione. Nei nostri emendamenti abbiamo chiesto al governo uno sforzo diplomatico molto più forte per un cessate il fuoco immediato. Non possiamo continuare ad assistere a questo massacro di civili”. Lo ha detto Elly Schlein, segretaria del Pd, ospite di “Cinque minuti”, su Rai 1.
Sull’accusa di genocidio “c’è un procedimento in corso alla Corte dell’Aja”, ha affermato. “Non è accettabile in nessun caso – ha continuato – vedere questo massacro costante di civili. Non c’è un numero giusto di morti civili: non ci dovrebbero essere del tutto. La brutalità di Hamas, che nessuno ha dimenticato, non può giustificare altra brutalità sui civili palestinesi. Non si può negare ai palestinesi la legittima aspirazione a vedersi riconosciuto uno Stato. La soluzione dei due popoli e due Stati continua a essere quella a cui dobbiamo puntare”.
“Noi – ha aggiunto – siamo riusciti a fare votare alla Camera una nostra risoluzione sul cessate il fuoco con tutti i voti delle opposizioni. Pare che su questo il governo stia finalmente cambiando posizione ma è tardi, diciamo da ottobre che ci vuole un cessate il fuoco. Bisogna che la comunità internazionale fermi Netanyahu e le sue prospettive di attacco a Rafah”.
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Mattarella “Il presidente della Repubblica non è un sovrano”
ROMA (ITALPRESS) – “Il presidente della Repubblica non è un sovrano, fortunatamente. Tra i compiti fondamentali c’è quello di fare in modo che ciascuno rispetti la Costituzione. A partire da sè stesso, naturalmente, e che ciascuno la rispetti nel colloquio e nel confronto tra gli organi costituzionali. Sarebbe grave se uno di questi, e tra questi anche il presidente della Repubblica, pretendesse di attribuirsi compiti che la Costituzione assegna ad altri poteri dello Stato. E questo è una indicazione di democrazia che si inserisce in quell’armonico disegno che la nostra Costituzione indica”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante l’incontro con il presidente di Casagit, Gianfranco Giuliani, e una delegazione.
“Frequentemente il presidente della Repubblica viene invocato con difformi, con diverse motivazioni. C’è chi gli si rivolge chiedendo con veemenza ‘il presidente della Repubblica non firmi questa legge perchè non può condividerla, perchè gravemente sbagliatà, oppure ‘il presidente Repubblica ha firmato quella legge e quindi l’ha condivisa, l’ha approvata, l’ha fatta proprià. Il presidente della Repubblica non firma le leggi, ne firma la promulgazione, che è una cosa ben diversa”, ha aggiunto.
“Se andasse al di là di questo limite che gli assegna la Costituzione si arrogherebbe indebitamente il compito che è rimesso alla Corte costituzionale. Quando il presidente della Repubblica promulga una legge, non fa propria la legge, non la condivide, fa semplicemente il suo dovere, che è quello che ho descritto”, ha concluso il capo dello Stato.
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Gasperini “Sporting forte, ritorno in casa un vantaggio”
LISBONA (PORTOGALLO) (ITALPRESS) – “Sporting e Atalanta sono due squadre che giocano un calcio simile come disposizione tattica, ma con caratteristiche diverse, sono due squadre che attraverso il gioco cercano di vincere le partite. Indubbiamente per loro il campionato è prioritario, come del resto per noi è prioritario vincere la Coppa Italia e qualificarci per l’Europa League”. Lo ha dichiarato il tecnico dell’Atalanta, Gian Piero Gasperini, in conferenza stampa alla vigilia del match contro lo Sporting. “Non avrei voluto incontrare lo Sporting perchè è tra le più forti. Abbiamo il vantaggio di giocare in casa il ritorno, ma dipenderà anche da quello che riusciremo a fare domani. Penso che sia cresciuta, è una squadra che ha preso consapevolezza, ma questo lo sapevamo. Questi cinque mesi ci sono serviti nel nostro percorso, probabilmente domani ci saranno in campo due squadre migliori rispetto a quelle che si sono affrontate a ottobre”.
Nelle ultime tre gare l’Atalanta ha raccolto un solo punto, ma l’analisi di Gasperini è chiara. “Col Milan abbiamo fatto un buon punto a San Siro, la delusione è stata domenica col Bologna, ma questa delusione è stata mitigata dal fatto che siamo convinti di aver fatto la prestazione giusta, il risultato ci sta stretto, ma questo è il calcio. Ora ci caliamo in questa competizione, giochiamo contro una squadra molto forte che è cresciuta rispetto ad ottobre, ma vale anche per noi. Ci giochiamo la qualificazione, domani sarà il primo round”. Poco tempo per preparare la partita e 11 ancora da disegnare. “Cerco sempre di mettere la miglior formazione possibile. L’unico vero rammarico è stata la partita di recupero con l’Inter, è stata messa in un momento assolutamente sbagliato, per noi domani è la quarta partita in meno di undici giorni, sono tutte partite impegnative. Domani comunque servirà la miglior formazione”.
Sulla stessa lunghezza d’onda il centrocampista Ederson. “Queste ultime tre partite sono state difficili, abbiamo fatto un punto. Siamo un pò delusi, ma adesso c’è un altro tipo di partita, dobbiamo pensare subito allo Sporting, incontreremo una squadra più preparata rispetto alla fase a gironi. Sono molto contento di giocare questo tipo di sfide, quando sono arrivato qui sapevo che avrei potuto giocare in Europa. Le sensazioni? Lo Sporting cerca sempre di vincere, così come noi, sarà una bella partita, parecchio intensa e con qualità”.
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Dal Senato ok alle missioni, Tajani “In Mar Rosso operazione difensiva”
ROMA (ITALPRESS) – A conclusione delle comunicazioni rese in Aula dal Governo sulle missioni e gli impegni operativi internazionali da avviare nel 2024, il Senato ha approvato le proposte di risoluzione sulle tre missioni internazionali, cioè quella Levante sul conflitto Hamas-Israele, Eunavfor Aspides per la sicurezza nel Mar Rosso e Euam Ukraine.
“La missione Aspides avrà compiti soltanto di natura difensiva. Non potrà, cioè, intraprendere azioni di tipo preventivo”, ha ribadito il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, nell’Aula della Camera, nel dibattito sulla relazione delle Commissioni Affari esteri e Difesa sulla deliberazione del Consiglio dei ministri in merito alla partecipazione dell’Italia alle missioni internazionali.
“Difensiva non significa semplice accompagnamento, significa possibilità di reagire in maniera militare, così come è successo in occasione dell’attacco del drone al cacciatorpediniere Caio Duilio – ha aggiunto -. Questo è il modus operandi, queste sono le regole d’ingaggio. Quindi, i compiti esecutivi sono di autodifesa estesa, cioè di neutralizzazione di attacchi che abbiano come bersaglio diretto navi mercantili scortate, e di contrasto ad eventuali tentativi di sequestro delle imbarcazioni”.
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Ricerca Oricon, mense scolastiche sempre più importanti per le famiglie
ROMA (ITALPRESS) – Il settore delle mense sta conoscendo una crisi senza precedenti: le aziende hanno chiuso l’anno con una netta diminuzione del risultato d’esercizio, in alcuni casi con il bilancio in passivo. A causare gravi difficoltà al settore sono soprattutto i prezzi dell’energia elettrica e del gas naturale oltre che gli aumenti dei costi delle materie prime, ai quali si aggiunge una mancata revisione prezzi e un codice dei contratti pubblici contraddittorio ed inadeguato per appaltare i servizi di mensa. A soffrirne di più è la ristorazione scolastica che, oltre a svolgere un servizio pubblico essenziale per la sicurezza nutrizionale dei piccoli concittadini, è costretta ad operare sulla base di contratti aggiudicati in epoca pre-covid e senza revisione dei prezzi. La stragrande maggioranza di quelli in scadenza tra il 2020 e il 2022 sono stati propagati d’ufficio, sempre causa covid, alle medesime condizioni, senza la possibilità di una revisione per adeguare i prezzi che nel tempo, come sappiamo, sono lievitati (rispetto al 2020 il costo dei prodotti alimentari aumentato del 30%, quello del gas del 350% e quello dell’energia elettrica del 300%. Dall’indagine svolta da Demetra e per conto di Oricon (Osservatorio Ristorazione Collettiva e Nutrizione), emerge un quadro che dettaglia nel particolare le ragioni per cui le mense scolastiche non sono solo un servizio essenziale ma racchiudono un importante valore sociale. L’indagine è stata presentata stamani all’interno del primo intergruppo parlamentare sul tema della dispersione scolastica e le povertà educative guidata da Irene Manzi (Pd).
Il primo dato che affiora è che l’86% delle famiglie riconosce al tempo pieno a scuola, che implica l’uso della mensa scolastica, un’importante funzione educativa e di socializzazione. Per 4 intervistati su 5 è di fondamentale importanza perchè permette di conciliare gli orari di lavoro dei genitori con quelli di accudimento dei figli, soprattutto nelle famiglie in cui entrambi i genitori sono lavoratori, considerando che il 60% delle madri ha un’occupazione (di cui il 40% a tempo pieno) mentre i padri raggiungono quota 95% (di cui l’88% a tempo pieno). E’ interessante notare come il 60% delle famiglie italiane non ricorra alla mensa scolastica non per scelta ma per ragioni legate alla mancanza del tempo pieno da parte della scuola (37%) o del servizio mensa (19%). Tale assenza di servizi muta in base alla centralità o perifericità del comune di residenza: nei comuni più centrali (circa 6 mila) i figli di quasi 2 famiglie su 3 frequentano la mensa scolastica, mentre nelle zone periferiche o ultraperiferiche la proporzioni si ribalta con il 62,1% dei bambini che non usano il servizio mensa. A questo si aggiunga il fatto che nelle aree dove il servizio mensa è assente, si registrano livelli di apprendimento più bassi ed un alto tasso di abbandono scolastico.
‘Per l’86% delle famiglie, la mensa scolastica svolge una funzione sociale, educativa e di socializzazione fondamentale: riduce i divari economico-sociali in materia di alimentazione e consente ad entrambi i genitori di conciliare gli orari di lavoro con quelli di genitore – ha detto il presidente di Oricon, Carlo Scarsciotti -. Questo è un tema particolarmente importante, considerando che il mondo del lavoro è uno dei principali luoghi in cui si può mettere in pratica la parità di genere, con il 60% delle madri impegnate nel lavorò.
‘In Oricon – ha aggiunto – siamo sempre stati convinti che le mense scolastiche, oltre a garantire un servizio essenziale, abbiano un altissimo valore sociale, per questo motivo abbiamo deciso di svolgere un’indagine per dettagliare nel particolare le ragionì.
Un altro dato degno di nota è che più di 9 intervistati su 10 confermano la funzione educativa delle mense, luogo in cui si imparano le corrette abitudini alimentari, grazie a pasti diversificati e perfettamente equilibrati. Secondo una recente ricerca di Save the Children, per 1 bambino su 8 in Italia il pasto principale è proprio quello consumato a scuola, a dimostrazione della necessità di questo servizio.
‘A causa del Covid prima e dell’impennata dell’inflazione poi, da oltre 3 anni il settore risente di un andamento economico stagnante – ha sottolineato ancora il presidente Oricon – ma continueremo a lavorare per salvaguardare un servizio essenziale e per garantire la sostenibilità economica del servizio sia per le aziende fornitrici che soprattutto per le famiglie, evitando che l’aumento dei prezzi ricada su quest’ultime. Per questo abbiamo chiesto ai genitori se fossero disposti a fare alcune rinunce pur di continuare ad usufruire del servizio della mensa e del tempo pieno, ed è risultato che moltissimi sarebbero disposti anche a rivedere i menù, dove i prodotti a filiera controllata rappresentano in alcuni casi il 95-98% delle referenzè.
Un altro dato molto rilevante emerge chiedendo quante famiglie si avvarrebbero di questo servizio laddove fosse possibile: il 77% (43% molto probabilmente, 34% probabilmente) ricorrerebbero al servizio, annullando quella differenza che invece esiste tra Nord e Sud Italia sull’attuale utilizzo della mensa scolastica (80,8% al Nord 27,6% al Sud).
Mensa scolastica ed educazione alimentare: un valido alleato per le famiglie Una grande maggioranza degli intervistati (il 93% delle famiglie con figli frequentanti e l’89% tra le non frequentanti) conferma che il momento del pasto a scuola è importantissimo per la socializzazione dei bambini e per il pregio che ha la mensa scolastica di azzerare tutte le differenze economiche e sociali, analisi sulla quale concordano l’87% dei frequentanti e l’84% dei non frequentanti.
Per l’83% il pasto a scuola garantisce valori nutrizionalmente bilanciati e favorisce l’apprendimento di corrette abitudini alimentari, dato confermato anche dal 73% di coloro che non fanno uso della mensa.
Dalla ricerca emerge poi che per il 46% del campione intervistato le mense sono un valido alleato dei genitori nella misura in cui facilitano l’introduzione nella dieta familiare di nuovi alimenti e abitudini.
E’ singolare notare come su tutti i temi attinenti al valore sociale, i valori percentuali registrino soltanto una minima flessione tra le famiglie che fanno uso del servizio e coloro che non ne fanno, a conferma di quanto quest’ultimi non si avvalgano del servizio di mensa prevalentemente per l’assenza del servizio piuttosto che per una scelta ponderata. Una mensa vale anche qualche rinuncia!
Al fine di valutare una exit strategy dalle difficili condizioni economiche in cui versa il settore della ristorazione scolastica, la ricerca ha innanzitutto verificato quale possa essere il valore economico medio “percepito” dai genitori per ogni singolo pasto: sebbene il valore medio reale si attesti intorno ai 5 euro – 5,13 per la precisione – quello percepito è sensibilmente superiore arrivando a sfiorare i 7 euro (6,9), significativamente inferiore ai 16 euro, costo medio del pranzo fuori casa dei genitori nei giorni di lavoro.
Successivamente è stato chiesto alle famiglie a cosa sarebbero disposti a rinunciare per rendere il servizio economicamente sostenibile da parte delle aziende fornitrici. Tra le tante voci dei bandi che regolano l’aggiudicazione del servizio e che i fornitori sono costretti a osservare, oltre la metà fa riferimento all’utilizzo di cibi a km0 o con denominazione di origine controllata e all’impiego di prodotti provenienti da coltivazioni biologiche.
A questo particolare dato si aggiunga che anche il 23% di coloro che abitudinariamente acquistano prodotti biologici sarebbe favorevole ad una loro diminuzione. Il restante 41% del totale rispondenti ipotizza una minore frequenza nella variazione dei menù, calcolando che al momento si attesta tra le 4 e le 9 settimane, media invidiabile anche nelle famiglie italiane più ricercate.
‘I dati della ricerca presentata da Oricon purtroppo ci confermano tendenze che già da tempo erano visibili, come la forte differenza di copertura del servizio mense sul territorio nazionale – ha evidenziato Irene Manzi, presidente dell’Intergruppo, capogruppo del Pd in Commissione Istruzione -. Ci sono alte concentrazioni del servizio mensa e tempo pieno in alcune regioni e pochissime possibilità di questi servizi in altre. Con questo divario non viene garantita la possibilità di ad un servizio che è, a tutti gli effetti, un servizio essenziale e che quindi deve essere assicurato a livello universale ed in maniera analoga su tutto il territorio nazionale. Come intergruppo dovremo rilanciare questa necessità nel nostro agire quotidiano all’interno delle Istituzionì.
– foto archivio shutterstock/Mike Dotta fornita da ufficio stampa FB & Associati –
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