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Humanitas University festeggia 10 anni e inaugura l’Innovation Building

MILANO (ITALPRESS) – Inaugurato l’Anno Accademico 2023/2024 di Humanitas University, che nel 2024 festeggia dieci anni dalla sua fondazione. Presenti alla cerimonia il Ministro della Salute Orazio Schillaci, il Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il sindaco di Pieve Emanuele Pierluigi Costanzo. La Lectio Magistralis “Precision medicine: lessons from the fields” è stata affidata al professor Mark A. Rubin, Direttore del Centro per la Medicina di Precisione di Berna e del Dipartimento di Ricerca Biomedica dell’Università di Berna.
La cerimonia è stata l’occasione per riflettere sulla storia e le sfide future dell’Ateneo, nato alle porte di Milano in posizione strategica: a due passi dall’Istituto Clinico Humanitas e dal centro di Ricerca dove lavorano oltre 500 scienziati. Oggi sono più di 2700 gli studenti iscritti ai 7 corsi di Laurea e ai corsi post lauream di Humanitas University. In particolare: corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, in lingua inglese; MEDTEC School, in lingua inglese, progettato da Humanitas University in collaborazione con il Politecnico di Milano con l’obiettivo di integrare e potenziare le competenze tipiche del medico chirurgo con quelle di base e applicate dell’Ingegneria Biomedica; corso di Laurea in Fisioterapia; corso di Laurea in Infermieristica, presente anche a Bergamo, Castellanza e Catania; corso di Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche e Ostetriche; corso di Laurea in Tecniche di Laboratorio Biomedico e corso di Laurea in Tecniche di Radiologia Medica per Immagini e Radioterapia. Questi ultimi due, triennali, novità del 2023. Sono oltre 1.400 coloro che si sono laureati o che hanno conseguito un titolo post lauream.
“Humanitas University è un’avventura iniziata dieci anni fa da un prato che oggi riconferma il suo slancio verso il futuro – commenta Gianfelice Rocca, Presidente di Humanitas -. Vogliamo essere un centro in cui le nuove forme di intelligenza, la digitalizzazione, la robotica, siano di aiuto ai medici e ai pazienti. La nostra Università fa parte di un triangolo della conoscenza sostenibile: si collega agli ospedali Humanitas che lo scorso anno hanno curato 1.3 milioni di pazienti e sono stati riconosciuti da Agenas per l’alta qualità clinica; si collega inoltre alla Ricerca, che vuole avere un impatto concreto sul progresso della Medicina e migliorare le cure per tutti”.
Con docenti di fama internazionale e una Visiting Faculty che comprende anche Premi Nobel, Humanitas University oggi conta oltre il 40% di studenti internazionali iscritti al Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia. Un percorso di crescita riconosciuto dal ranking Times Higher Education (THE) che posiziona l’Ateneo tra le prime 300 università al mondo e nella fascia tra le prime 151 – 175 migliori università di Medicina.
Il decimo anno dell’Ateneo segna anche l’inizio del Rettorato del professor Luigi Maria Terracciano.
“Le Scienze della Vita stanno attraversando un’epoca di evoluzione accelerata con lo sviluppo tecnologico, l’intelligenza artificiale e la medicina di precisione – afferma Terracciano, rettore di Humanitas University -. Tuttavia, questo progresso non deve far dimenticare il ruolo essenziale dell’essere umano. Abbiamo una visione dei prossimi 10 anni: lavoreremo per costruire infrastrutture all’avanguardia che sostengano la nostra missione, creando programmi accademici innovativi, disegnando nuovi percorsi di formazione adeguati alle sfide che il futuro ci pone. Accresceremo la nostra competitività a livello europeo e internazionale, offrendo spazi per il dialogo interculturale e promuovendo la Ricerca che contribuisca al progresso scientifico e alla cura della comunità. Nel decimo anniversario di Humanitas University, il Roberto Rocca Innovation Building vuole essere proprio questo: un luogo di contaminazione di saperi, di didattica, Ricerca e innovazione, al cui centro si pone la cura della persona che soffre”.
La risposta di Humanitas University alle sfide del futuro si chiama Roberto Rocca Innovation Building: la casa in cui far crescere e stimolare le idee, aiutare gli studenti a metterle in pratica in sinergia con l’ospedale, il Centro di Ricerca e il mondo delle aziende. Un incubatore di start-up, uno spazio fisico di 6 mila metri quadri in cui sperimentare le frontiere della microscopia, della stampa 3D e dell’intelligenza artificiale. L’edificio è inoltre pensato per le necessità degli studenti di MEDTEC.
L’Innovation Building è intitolato all’Ingegnere Roberto Rocca, tra i fondatori del Gruppo Techint, fortemente impegnato nella promozione dell’innovazione e della cultura scientifica. L’edificio riflette anche architettonicamente e nell’organizzazione degli spazi l’integrazione tra Medicina e Ingegneria: laboratori avanzati di stampa 3D e di microscopia elettronica, in un setting che favorisce lo scambio di conoscenze e la comunicazione tra studenti e docenti di discipline diverse. Sempre qui trova casa l’AI Center, il centro di Intelligenza Artificiale di Humanitas in cui medici, ricercatori, data scientist e ingegneri lavorano insieme per identificare nuovi sistemi di diagnosi, garantire cure sempre più personalizzate, incrementare la velocità e la precisione degli interventi e aiutare gli ospedali in un migliore accompagnamento e cura del paziente.
La struttura, progettata dall’Architetto Filippo Taidelli, nasce per essere inserita armoniosamente tra gli altri edifici del Campus di Humanitas University ma con un carattere identitario innovativo.
L’Innovation Building è stato realizzato secondo moderni parametri di sostenibilità ambientale. Grazie a un approccio virtuoso dal punto di vista energetico, l’edificio ha ottenuto un riconoscimento d’eccellenza internazionale, la Certificazione LEED Gold: standard mondiale per le costruzioni ecocompatibili. Inoltre, la struttura ha ricevuto il “Wood Architecture Prize” by Klimahouse, che premia le opere architettoniche realizzate in legno e dall’elevato grado di efficienza energetica. Costruzioni destinate a diventare un punto di riferimento in risposta ai criteri internazionali imposti dalle pressanti sfide climatiche e di sostenibilità ambientale.

– foto xh7/Italpress –
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L’UMILTA’ DI INZAGHI, I GOL DI LAUTARO: L’INTER DOMINA CON CLASSE

Confesso la mia colpa. La mia parte di colpa. Sì, i media cercano disperatamente di tenere in vita un campionato che l’Inter sta dominando con disinvoltura e classe, senza minimamente lasciarsi andare a giustificate rodomontate. Diciamo la verità: un Helenio o un Mourinho avrebbero organizzato fuochi d’artificio e liturgie lussureggianti se si fossero trovati a cominciare un anno con dieci vittorie consecutive. E avremmo ascoltato chissà quali lezioni di calcio, e confronti con le grandi d’Europa, e garanzie di chissà quali trionfi negli anni a venire. E invece…
Forse gli faccio un torto raccontando dell’umiltà professionale – non retorica – di Simone Inzaghi. Dico umiltà, non modestia, e l’ammanto di virtù pedatorie – innegabile la potenza realizzatrice come l’accortezza difensiva – perchè altrimenti qualche bauscia a piede libero potrebbe dire che non è da Inter esser potenti ma moderati, soddisfatti ma prudenti, lieti ma appena sorridenti. Signori insomma. Sto dedicando a Simone l’elogio della saggezza quando invece la Pazza Inter si godeva abitualmente l’elogio della follìa.

Eppure la nuova Beneamata ha acquisito un ruolo addirittura regale grazie a questo panchinaro piacentino cresciuto nella nebbia prima di farsi grande sotto il sole di Roma: uno che non filosofeggia, ignora la recita dell’affabulatore, evita accuratamente l’ironia madre di fraintendimenti. E’ un borghese realista. E visto che c’ero, a viverlo con la giusta partecipazione emotiva, per rallegrarlo gli rammento un’altra rarità di stile: quello di Trapattoni quando, casualmente seduto sulla panchina nerazzurra, vinse nell’89 un campionato straordinario creando un’Inter travolgente che spiacque soltanto a quei succitati bauscia che non sopportavano le origini milaniste e i trionfi juventini del Trap. Fu una stagione trionfale, Giovannino fischiava e la Beneamata macinava primati: 58 punti su 68 disponibili (record per i tornei a 18 squadre); maggior numero di vittorie complessive, 26 su 34 gare; maggior numero di vittorie in trasferta, 11 su 17 gare; miglior attacco della stagione, 67 gol segnati; miglior difesa della stagione, appena 19 gol subiti. E i 22 gol di Aldo Serena, un campione senza albagia, educato e riservato nonostante la frequentazione straordinaria di grandi club.

Proprio come Lautaro Martinez che a Lecce firma la doppietta che lo porta a quota 101, Zona Favola, e lui non si esalta, non diveggia, non ha ancora pensato che se a fine stagione l’Inter metterà sulla maglia la seconda stella sarà molto merito suo. E naturalmente – dico io – di quell’Inzaghi che quando arrivò a Milano fu salutato da tanti patiti dei Pooh, signori di San siro, come se fosse un cugino di campagna.

Cutro, un anno fa la strage in mare

CROTONE (ITALPRESS) – Primo anniversario della strage di Cutro, il naufragio che provocò la morte di 94 persone, 35 dei quali minori, e una decina di dispersi. In memoria delle vittime la rete 26 Febbraio, che riunisce circa 400 associazioni, ha organizzato una fiaccolata all’alba, alla stessa ora in cui il caicco su cui viaggiavano i migranti si schiantò contro una secca ad un centinaio di metri dalla spiaggia di Steccato di Cutro.
Alle 4,30 di notte, per ricordare il momento del naufragio, è stata organizzata una veglia all’alba. Lanciata in mare una corona di fiori. Sulla spiaggia sono stati posti i peluche, simbolo dei bambini morti, e accese 94 candele, tante quante le vittime dei migranti. Presenti anche alcuni parenti delle vittime, che hanno srotolato una striscione con le foto dei familiari persi.
Inoltre, per ricordare le vittime del naufragio di Steccato di Cutro, a un anno dalla tragedia, la street artist Laika ha realizzato la sua nuova opera nelle stesse acque in cui sono affiorati i corpi di 94 persone, 35 dei quali minori, senza contare un numero imprecisato di dispersi. Si tratta di un’installazione galleggiante di 4 metri per 2, che ritrae un giovane migrante che lotta in mare per la sua vita: al centro dell’opera appare la scritta “Never again”.
“Il Mediterraneo è un cimitero sterminato, un mare che trascina sul suo fondo migliaia di vite. Subito dopo la strage di Cutro, a causa di un decreto di questo governo, nato con la scusa di bloccare gli sbarchi ma che di fatto ostacola i soccorsi, i morti sono aumentati a circa 7 al giorno. Senza quei viaggi insensati delle navi soccorso verso porti lontani, senza fermi e multe assurde alle ONG ora forse piangeremmo meno vite spezzate”, ha dichiarato Laika.
“E’ incredibile che i governi europei non comprendano la disperazione di questa gente, disposta a subire torture nelle prigioni libiche, a rischiare di morire in mezzo al mare pur di scappare dal proprio paese d’origine – ha continuato l’artista -; dal 2014 sono oltre 28.000 le persone che hanno perso la vita nel Mediterraneo, una strage senza fine”.
A distanza di un anno la strage di Cutro non sembra avere fine: è ancora in corso l’inchiesta per mancato soccorso e viene negato il ricongiungimento familiare alle vittime sopravvissute.
“E’ necessario creare dei canali legali e sicuri di accesso per queste persone che scappano da guerre, povertà, persecuzioni e violazioni dei diritti umani: un ‘SAFE PASSAGE’. Cambiamo le leggi affinchè tutto ciò non accada mai più. Never Again”, ha concluso Laika.
– foto Agenzia Fotogramma –
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Facile Ristrutturare Business Partner, Bellini nuovo direttore nazionale

ROMA (ITALPRESS) – Paolo Bellini, Vice Presidente dell’Associazione Nazionale degli Agenti e Mediatori d’Affari (Anama), è il nuovo Direttore nazionale della parte B2B (Business to Business) di Facile Ristrutturare, azienda leader nel settore delle ristrutturazioni in Italia e parte integrante della holding dedicata alla casa, Renovars SPA. Affiancherà Bruno Vettore, attuale Presidente di Facile Ristrutturare, rinnovando così una collaborazione decennale nei settori normativi e formativi del Real Estate e non solo, portata avanti negli anni come presidente di Academy, la realtà leader per la formazione delle reti immobiliari. “E’ con grande entusiasmo che mi unisco a questo progetto- ha detto Bellini -. Sono convinto di poter contribuire alla nuova fase di sviluppo di Facile Ristrutturare. Il mio obiettivo è trasferire in questa realtà innovativa e unica in Italia, tutta la mia esperienza e conoscenza nell’ambito della costruzione e della formazione delle reti commerciali. Assieme a Bruno Vettore e ai fondatori Giovanni Amato e Loris Cherubini, auspico di portare un nuovo cambiamento nel settore delle ristrutturazioni, non solo per quanto riguarda il cliente finale, ma aprendo anche nuove opportunità per le aziende”.
L’ingresso di Bellini segna un altro importante passo nel rinnovamento del management di Renovars Spa, grazie alla sua vasta esperienza ai vertici di aziende che hanno segnato la storia del Paese, come Pirelli RE, Gabetti, Harley&Dikkinson, Sky Italia e, ovviamente, Anama.
“Sono estremamente felice che Paolo Bellini abbia sposato con me il progetto di Facile Ristrutturare – ha aggiunto Vettore – insieme abbiamo già fatto molto negli anni, adesso siamo pronti a portare tutta la nostra esperienza e sinergia in quest’azienda per rispondere sempre meglio alle esigenze di un settore in continua evoluzione”.
Facile Ristrutturare è “un universo di operatività che mette al centro la casa, è la soluzione per le famiglie che intendono rinnovare e sistemare” la propria abitazione. “Ma non solo: guarda alle imprese, agli artigiani, alle realtà che concorrono alla riqualificazione del patrimonio immobiliare italiano”, ha aggiunto Bellini. “Vengo da un’esperienza in Pirelli, in Gabetti, ho fondato un’associazione di categoria tra le più importanti in Italia con oltre 10mila associati: oggi sono chiamato a coinvolgere gli account manager e i miei partner sul territorio italiano – professionisti, artigiani, agenzie immobiliari e amministratori di condominio – per intercettare i bisogni di ristrutturazione e gestirne il processo”.
Attualmente “il mercato della ristrutturazione ci soddisfa: è vero che c’è stata una flessione della compravendita immobiliare – e la nostra attività segue molto l’acquisto della casa – ma oggi registriamo il desiderio da parte dei proprietari di rinnovare e ammodernare la propria casa. I due mesi iniziali di quest’anno sono stati molto buoni, abbiamo superato gli obiettivi che ci eravamo dati” e, per il futuro, “abbiamo un business plan molto ambizioso”.
Per quanto riguarda la transizione energetica e la sostenibilità ambientale, Facile Ristrutturare guarda agli obiettivi fissati dalle direttive europee, come “ridurre il grado di Co2 nell’aria e portarci alla neutralità energetica e alla riduzione dei vari inquinanti nel 2050. Su questo ci siamo già adoperati, con un gruppo di esperti che ha analizzato la normativa per capire come applicarla, partendo ad esempio dalle colle usate per posare i pavimenti o dalla riflessione sulla coibentazione, fino all’innalzamento delle due classi energetiche richieste dall’Europa”, ha ricordato Bellini. “Sono parte integrante dell’attività dei nostri tecnici: siamo lo studio tecnico più grande d’Italia, abbiamo a nostra disposizione gli architetti, le squadre di operai e le imprese che oggi fanno parte di un albo. Ristrutturare è complicato, ma se al tuo fianco hai un professionista che risponde col proprio marchio di quello che fa, ci si sente in buone mani”.
Proprio la formazione “è al centro dell’attività di quest’azienda, è una divisione molto seria e importante. Formare gli operatori del settore vuol dire formare il progettista, l’operaio, il muratore, l’elettricista a una logica di serietà nei comportamenti, di mantenimento dei tempi e soprattutto di soddisfazione del cliente”.
Una logica che spesso si scontra con una macchina burocratica troppo lenta. “L’Italia è nota per essere un Paese molto burocratizzato. Avere oggi un permesso per costruire, in alcuni territori è un pò un’impresa ardua. Chiediamo alla politica di immedesimarsi nei problemi dei tecnici e delle imprese, non per liberalizzare” in maniera indiscriminata – ha sottolineato – ma per “sensibilizzare gli uffici tecnici” ad effettuare “un’analisi anche molto personale degli interventi. Il tecnico non deve essere capace solo di prendere le misure, ma anche di trasferire il bisogno del committente”: si potrebbe immaginare “una specie di conferenza dei servizi”, mettendo insieme “il capo dell’ufficio tecnico e il committente per discutere cosa c’è da fare, ogni qual volta c’è la necessità di un permesso”. In questo modo, “rifare un bagno o chiudere un balcone non sarebbe complicato come costruire un grattacielo”.

– foto ufficio stampa Facile Ristrutturare –

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Ingerenza elettorale politico-mafiosa a Bari, 130 indagati

BARI (ITALPRESS) – Duro colpo alla mafia barese. Sono più di mille gli agenti della Polizia di Stato impegnati, dalle prime luci dell’alba, a Bari e nell’area metropolitana del capoluogo, a dare esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare in carcere e ai domiciliari e a ingenti sequestri di natura patrimoniale nei confronti di 130 persone. I provvedimenti sono stati emessi dal gip presso il Tribunale di Bari, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia. Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsioni, porto e detenzioni di armi da sparo, illecita commercializzazione di sostanze stupefacenti, turbata libertà degli incanti, frode in competizioni sportive, tutti reati aggravati dal metodo mafioso, nonchè del reato di cui al 416 ter, in quanto è stato possibile documentare l’ingerenza elettorale politico – mafiosa, in particolare di consorterie criminali di stampo mafioso, nelle consultazioni amministrative per le elezione comunali di Bari, del 26 maggio 2019.
– foto: screenshot da video ufficio stampa Polizia di Stato –
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Leao illumina il Milan ma non basta, 1-1 contro l’Atalanta

MILANO (ITALPRESS) – Termina con un gol per parte lo scontro Champions tra Milan e Atalanta: a un ispiratissimo Leao risponde Koopmeiners dagli 11 metri. La partita si sblocca dopo nemmeno tre minuti. Leao salta sulla sinistra Holm e Scalvini in un fazzoletto e da posizione defilata indovina un eurogol con un destro chirurgico che termina la sua corsa sotto l’incrocio dei pali lontano. I bergamaschi si fanno vedere per la prima volta al 13′, quando Holm conclude con il destro trovando pronto Maignan a salvare in tuffo. Dopo un avvio favorevole ai rossoneri, al 37′ arriva l’episodio che cambia il match: Giroud interviene su Holm in area, Orsato va al monitor e assegna il rigore. Dal dischetto si presenta Koopmeiners che non sbaglia e firma l’1-1. E’ il risultato con cui le due squadre vanno negli spogliatoi. La prima occasione nella ripresa è per gli uomini di Pioli e arriva all’11’. Giroud serve il neo entrato Calabria che entra in area, si sposta la palla sul sinistro e calcia ma Carnesecchi gli sbarra la strada con un grande intervento di puro istinto. Leao è un fattore sulla sinistra e al 24′ serve una palla al bacio a Pulisic sul fronte opposto, ma lo statunitense mette a lato da buona posizione con il mancino. Il portiere della Dea interviene nuovamente al 32′ per fermare un destro dalla distanza di Loftus-Cheek. I padroni di casa tengono in mano le redini del gioco e ci provano più dei loro avversari, ma il risultato non cambierà più. Il Milan si prende quindi un punto che lo mantiene al terzo posto allontanandolo però a -4 dalla Juventus seconda. L’Atalanta si porta invece a -2 dal Bologna quarto, ma con una gara da recuperare.
– foto Ipa Agency –
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Oro e argento Italia nel fioretto a squadre in Coppa del Mondo

IL CAIRO (EGITTO) (ITALPRESS) – L’Italia del fioretto non finisce mai: dopo il doppio trionfo (con Tommaso Marini e Martina Favaretto) nelle prove individuali di ieri, nella tappa di Coppa del Mondo del Cairo arrivano oggi, nelle due prove a squadre, la medaglia d’oro del team maschile e l’argento del quartetto femminile. Nella competizione degli uomini Tommaso Marini, Daniele Garozzo, Filippo Macchi e Alessio Foconi volano sul gradino più alto del podio dominando in finale il Giappone, mentre tra le donne la formazione composta da Arianna Errigo, Martina Favaretto, Alice Volpi e Francesca Palumbo chiude al secondo posto fermata soltanto dagli Stati Uniti. Entrambe le squadre del CT Stefano Cerioni, seppur già aritmeticamente qualificate ai Giochi Olimpici di Parigi 2024, hanno confermato sulle pedane egiziane non soltanto la propria indiscussa forza, ma anche le straordinarie motivazioni che le accompagnano verso la kermesse a Cinque Cerchi.
Strepitosa la prestazione offerta dal team azzurro del fioretto maschile, entrato in gara negli ottavi con il successo sull’Austria per 45-22. Nei quarti di finale Tommaso Marini, Daniele Garozzo, Filippo Macchi e Alessio Foconi hanno avuto la meglio sulla Polonia 45-32. In semifinale la formazione italiana, a partire dalla quarta frazione, ha preso il largo sugli Stati Uniti conquistando d’autorità, con un netto 45-31, il match che ha è valso il pass per la finalissima contro il Giappone. E anche contro i nipponici i fiorettisti azzurri guidati da Cerioni (con i maestri Fabio Galli e Filippo Romagnoli) hanno dettato legge, prendendo il comando dell’assalto fin dalla prima frazione ed esultando per il verdetto di 45-30.
E’ d’argento invece l’Italia del fioretto femminile, che continua la sua striscia di podi offrendo un’altra prestazione di qualità e continuità. La formazione composta da Arianna Errigo, Martina Favaretto, Alice Volpi e Francesca Palumbo ha iniziato la prova con una vittoria negli ottavi di finale contro Singapore con il punteggio di 45-21. Nei quarti l’Italia ha avuto la meglio sulla Corea in un match dominato e senza storia, conclusosi con il punteggio di 45-13. In semifinale, ancora in un assalto vissuto sempre in vantaggio, le azzurre hanno superato il Giappone con il risultato di 45-36 arrivando così all’ultimo atto. Lo stop per le ragazze del ct Cerioni (affiancato in panchina dal maestro Eugenio Migliore) è arrivato soltanto contro gli Stati Uniti, che hanno vinto la finale per 45-33. Oro e argento dunque per il fioretto azzurro, e prossimo appuntamento a Washington.
– foto ufficio stampa Federscherma –
(ITALPRESS).

Gli azzurrini U17 della sciabola sono campioni d’Europa

NAPOLI (ITALPRESS) – L’oro della squadra di sciabola maschile e il bronzo del team dei fiorettisti segnano una chiusura trionfale per l’Italia della prima parte degli Europei giovanili Napoli 2024, la metà dedicata agli Under 17. Nella categoria Cadetti, infatti, la delegazione azzurrina stravince il medagliere per Nazioni con ben 11 medaglie conquistate, di cui 5 d’oro, 3 d’argento e 3 di bronzo. Un bottino ricchissimo, che esprime al meglio la grande prova offerta dagli atleti italiani in tutte le specialità, con la sciabola sugli scudi avendo portato a casa tutti e quattro i titoli in palio.
Nella domenica del PalaVesuvio, impreziosita dalla presenza del ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, l’Italia degli sciabolatori Under 17 si è laureata campione d’Europa dopo una prestazione eccezionale. Oro al collo per i fratelli Leonardo Reale (già vincitore dell’individuale, e premiato anche come primo classificato nel Circuito Europeo Cadetti di questa stagione) e Valerio Reale, Massimo Sibillo e Christian Murtas. Gli azzurrini hanno cominciato la propria cavalcata battendo negli ottavi di finale la Polonia per 45-22. Con la stessa autorità, i ragazzi guidati in panchina dai maestri Fabio Di Lauro e Ilaria Bianco, dello staff tecnico del ct Nicola Zanotti, hanno sconfitto nei quarti la Spagna 45-31. Emozionante, palpitante e durissima la semifinale contro l’Ungheria, che l’Italia è riuscita a conquistare con il punteggio di 45-43, guadagnandosi così il pass per l’ultimo atto. La finale con la Bulgaria ha messo il punto esclamativo sulla giornata speciale della sciabola italiana: 45-36 il punteggio con cui, trascinati dal gran tifo di un numeroso pubblico, gli azzurrini sono riusciti a conquistare la medaglia più preziosa. Abbracci ed emozioni per i fratelli Reale, Murtas e Sibillo, quest’ultimo da “padrone di casa” e festeggiato anche dal sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi.
Il ministro Abodi si è complimentato anche con il quartetto italiano del fioretto maschile, che ha portato a casa un bronzo di valore firmato da Mattia Conticini, Emanuele Iaquinta, Marco Panazzolo ed Elia Pasin. I fiorettisti italiani hanno debuttato nel tabellone degli ottavi con un 45-26 sulla Spagna. Il quartetto guidato a fondo pedana dai maestri Fabrizio Villa e Francesca Bortolozzi (con loro anche Stefano Barrera), dello staff del ct Stefano Cerioni, ha poi superato nei quarti di finale la Germania 45-31, entrando tra le “top 4”. In semifinale è stata sfida batticuore con Israele (poi laureatasi campione d’Europa), vissuta sul filo dell’equilibrio, e in cui gli azzurrini hanno ceduto soltanto all’ultima stoccata, con il punteggio di 45-44, ko che li ha dirottati alla finale per il terzo posto, contro l’Ungheria. Decisi a mettersi al collo la medaglia, i fiorettisti italiani hanno comandato il match dall’alba al tramonto, vincendo per 45-32 e conquistando così un meritatissimo podio.
All’Italia del fioretto maschile anche la gioia di ricevere il premio come miglior squadra del Circuito Europeo Under 17 stagionale.
Stop ai quarti di finale per l’Italia della spada femminile. Mariachiara Testa, Mariacarolina Chiarolanza, Silvia Liberati e Ludovica Costantini agli ottavi di finale hanno sconfitto la Svezia per 45-39. Sfortunato per le azzurrine il match dei quarti di finale in cui sono state superate 41-36 dalla Polonia. Le ragazze condotte dai maestri Paolo Zanobini e Dago Tassinari, dello staff del ct Dario Chiadò, nel tabellone dei piazzamenti hanno prima perso 44-35 con la Spagna e poi superato per 45-38 la Germania, chiudendo così al settimo posto. Piena soddisfazione per il gran bottino degli Under 17 azzurri è stata espressa tanto dal Presidente federale Paolo Azzi quanto dal capo delegazione Guido Di Guida. Da domani inizia la seconda parte dell’Europeo giovanile Napoli 2024: sulle pedane del PalaVesuvio saliranno gli Under 20. Nel lunedì partenopeo si disputeranno le prime tre gare individuali della categoria Giovani: protagoniste la spada maschile (per l’Italia ci saranno Matteo Galassi, Nicolò Del Contrasto, Fabio Mastromarino e Jacopo Rizzi), il fioretto femminile (con Irene Bertini, Greta Collini, Matilde Molinari e Vittoria Pinna) e la sciabola femminile (impegnate Alessandra Nicolai, Maria Clementina Polli, Manuela Spica e Mariella Viale).
– foto ufficio stampa Federscherma –
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